lunedì 8 aprile 2013

L’Autorità dell’Antico Testamento


L’Autorità dell’Antico Testamento
 Il Significato di autorità
“Ogni autorità definitiva è fondata su Dio. Come creatore e sostenitore dell’universo Egli ha potere assoluto su tutti gli esseri creati ed un’autorità che abbraccia ogni cosa nel cielo e sulla terra. Questa autorità finale e suprema gli conferisce la prerogativa illimitata di comandare ed esigere obbedienza,di possedere in maniera  incondizionata e di governare assolutamente tutte le cose in ogni momento in tutti i  luoghi dell’universo” J.Norval Geldenhuys.  
Per autorità allora si intende il potere assoluto che ha Dio su tutta la creazione nel fare ciò che vuole, nel governare su tutte le cose e nell’ esigere obbedienza dalle Sue creature. Se c’ è un essere superiore che ci ha creato, ha tutto il diritto di determinare cosa credere e come vivere. Dio è fonte di autorità, l’universo intero è sottomesso a Dio, il Creatore è Re in eterno (Salmi 10:16; 1 Timoteo 1:17). Dio poteva esercitare  la Sua autorità direttamente, farsi vedere, ma ha voluto esercitare l’autorità attraverso la Bibbia, di cui l’Antico Testamento ne fa parte.
Le Conseguenze negative nel non riconoscere l’ autorità di Dio.
L’ impero Romano dei primi tre secoli d.C. preferì adorare gli imperatori deificati e tentò ripetutamente di sradicare il cristianesimo con feroci persecuzioni. Oggi quel impero non esiste più! La chiesa cattolica affianca alla Scrittura la tradizione come autorità, vediamo che è nelle tenebre spirituali alla luce appunto delle Sacre Scritture.
Così il liberalismo del XIX e del XX secolo finì in un fallimento e confusione spirituale, infatti contribuì a filosofie pagane come il comunismo, nazismo, fascismo e nichilismo.
Ma ogni volta e dovunque le chiese riconoscono l’autorità di Gesù Cristo, ne consegue un vero risveglio della vita spirituale, un’ unità fra i credenti e un progredire dell’opera del Signore. La Parola di Dio, quindi anche l’Antico Testamento, è Parola vitale senza la quale non possiamo vivere, è di estrema importanza per tutti i tempi! (Deuteronomio 8:3; 1 Tessalonicesi 2:13; Isaia 40:8; 55:11; Ebrei 4:12). Perciò possiamo dire sempre con J.Norval Geldenhuys che: “L’accettazione o il diniego dell’unica autorità del nostro Signore e della Sua Parola è così di estrema importanza non solo per quelli che sono ancora fuori della chiesa, ma anche per il fondamento e la vita della chiesa nel suo insieme in ogni epoca e per ogni singolo cristiano.”  

L’ Autenticazione della Bibbia stessa.
Sia l’apostolo Pietro che l’apostolo Paolo affermano l’autorità dell’Antico Testamento. Pietro dice: "Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:19-21).
Così Paolo afferma: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona". (2 Timoteo 3:16-17). 
Quindi possiamo dire che l’autorità della Bibbia, come Parola di Dio, è affermata dalla Bibbia stessa di cui Dio ne è l’autore e perciò ne dobbiamo accettare la sua testimonianza. Così la confessione di fede di Westminister afferma: “L’autorità delle Sacre Scritture, per la quale devono essere credute ed obbedite, non dipende dalla testimonianza di alcun uomo, o chiesa, ma completamente da Dio ( che è verità in sé  stesso), loro autore, e devono quindi essere ricevute, perché è Parola di Dio”.
La testimonianza sull’autorità biblica deve cominciare da Dio stesso perché è l’autore e perché non c’è nessuno al di sopra di Lui, Dio è la Somma Autorità! Questo è confermato quando Dio fece la promessa ad Abraamo, Egli ha giurato per se stesso perché non esistono altri maggiori di Lui! (Ebrei 6:13). La Bibbia, quindi l’Antico Testamento, è autorevole perché è ispirata da Dio stesso, perciò è infallibile e verace. Dio non può mentire in quanto è verace, giusto, fedele e santo, perciò la Sua testimonianza è affidabile. ( 1 Giovanni 5:9; Tito 1:2; Ebrei 6:18; Deuteronomio 32:4; Numeri 23:19; Salmi 31:5; 119:160; Giovanni 17:17).

1. Evidenze interne dell’ Antico Testamento
La Bibbia stessa ha la pretesa di essere un messaggio dato direttamente da Dio, perciò ne dobbiamo accettare l’autorità. Lo studioso Edward J. Young disse: “Ogni nostra considerazione sull’autorità e l’ispirazione della Sacra Scrittura deve avere come punto di partenza il fatto che la Bibbia stessa ha la pretesa di essere un messaggio dato direttamente da Dio. ….Se la Bibbia non avesse questa pretesa, noi non saremmo tenuti a crederlo, né potremmo avere assoluta fiducia nell’insegnamento della Scrittura. Però se la Bibbia ci si presenta come autorevole Parola di Dio, la Parola che asserisce la propria autorità, allora è come tale che dobbiamo tenerne conto, accettando questa Parola e l’autorità di questa Parola o respingendola”.  
Infatti noi troviamo centinaia e centinaia di espressioni del tipo: “Dio disse a Mosè” (Esodo 3:14-15); “Il Signore mi disse” (Deuteronomio 1:42); “Il Signore mi parlò” (Giosuè 1:1); “Ma il Signore mi disse” (Geremia 1:7-9);ecc. Così siamo d’accordo con René Pache quando dice: “Se Dio ha ispirato la Scrittura, essa è rivestita della Sua autorità. Nessun altro potere potrebbe conferirle questo carattere o toglierglielo. Il libro che può ripetere migliaia di volte: 'Così parla l’Eterno!' esige il rispetto e l’ubbidienza dovuta al suo autore”.  
Così la rivelazione e l’ispirazione, quindi l’autenticità e l’autorità dell’Antico Testamento come del Nuovo, sono regole di fede e anche del nostro comportamento morale. Dio parla "attraverso" il profeta (Esodo 4:10-16; Numeri 12:6-8; 1 Re 14:18; 16:12, 34; 2 Re 9:36; 14:25; Geremia 1:4-10; 37:2; Zaccaria 7:7,12. In questi e in altri  esempi dell'Antico Testamento, le parole dei profeti possono essere citate ugualmente come Parole di Dio stesso. Così, non credere o disobbedire a qualsiasi cosa che un profeta dice, è non credere o disobbedire a Dio stesso (Deuteronomio 18:19; 1 Re 20:35, 36. Quindi nel periodo dell’Antico Testamento Dio esercitava la Sua autorità su Israele attraverso i profeti, i sacerdoti e i re, loro erano agenti nominati o rappresentanti autorizzati con il compito di proclamare la Sua Parola (Geremia 1:7-10), insegnare le sue leggi (Deuteronomio 31:11; Malachia  3:7), e governare di conseguenza (Deuteronomio 17:18-19).
Le  Sacre Scritture erano lo strumento di istruzione, di avvertimento e di restaurazione di Dio per il Suo popolo  (Salmi 119; 2 Re 22-23). La parola profetica, spesso, comincia a parlare di Dio in terza persona, e poi, senza alcuna indicazione di una transizione, continua nella prima persona. L'apertura con le parole, sono parole del profeta, e poi tutto in una volta, l'autore umano scompare semplicemente di vista, parla apparentemente senza mediatore (Isaia 19:1-2; Osea 4:1–6; 6:1–4; Michea :3–6; Zaccaria 9:4–6; 12:8, 9). Così la parola del profeta passa diritta in quella di Dio senza alcuna transizione formale.
Dio chiaramente ha voluto che i profeti scrivessero le rivelazioni di Dio così che si potessero ricordare in futuro. (Esodo 17:14; 24:4,7; 34:27; 1 Cronache 29:12, 19; Isaia 8:1; 30:8; Geremia 25:13; 30:1–2; 36:2, 27–28; Ezechiele 24:1, 2; 43:11; Daniele 9:2; 12:4; Abacuc 2:2-3). 
Dio è con i profeti nella proclamazione. (Esodo 3:11; 4:10, 13; Geremia 1:6; Isaia 8:11; Ezechiele 1:3; 3:22; 37:1). 
I profeti erano consapevoli della loro chiamata (Esodo 3:11; 4:10,13; Geremia 1:6), tanto che loro designano il tempo e il luogo dove Dio parlò loro (Isaia 1:1; 6:1; Geremia 6:3; 26:1; 27:1; 33:1; Ezechiele 3:16; 8:1; 12:8). Dio mette la Sua Parola nel cuore dei profeti e vigila sulle loro labbra (Geremia 1:6-10; 20:9).

2. La Testimonianza di Gesù sull’Antico Testamento.
L'Antico Testamento era la Bibbia usata da Cristo e dagli apostoli.    

a) Gesù riconosceva l’autorità dell’Antico Testamento.
In Giovanni 10:35 Gesù riferendosi all’Antico Testamento dice: "….  la Scrittura non può essere annullata".  Pierre Ch. Marcel: “Dalla maniera nella quale Cristo cita le Scritture deduciamo che egli riconosce e accetta l’Antico Testamento nella Sua totalità come contenente un’autorità normativa,come vera Parola di Dio, valida per ogni tempo”.  
Le formule come Gesù introduceva le citazioni dell’Antico Testamento erano: la Scrittura o le Scritture, la legge, i profeti, la legge e i profeti, sta scritto, ecc. Queste formule dimostrano che c’era un canone riconosciuto, implicano che Gesù attribuisce un’autorità divina alle Scritture (Antico Testamento). In particolare, la testimonianza di Gesù riguardo la formula: “Sta scritto” (Matteo 4:4,7,10; 11:10,ecc.) non denota un semplice richiamo ad un testo scritto della Scrittura. A riguardo il teologo B.B. Warfield evidenziava: “La semplice presentazione, in questa maniera decisiva e solenne, di un’autorità scritta reca  con sé l’idea che si fa appello all’indefettibile (che non può cadere in difetto) autorità delle Scritture di Dio, che in tutte le loro parti ed in ognuna delle loro affermazioni sono rivestite dell’autorità di Dio stesso.”

b) Gesù nel Suo ministero fece sempre riferimento all’Antico Testamento.
Per Gesù l’Antico Testamento era la Parola di Dio che non poteva essere spazzata via, ma che anzi doveva essere adempiuta.  Matteo 5:17: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento". (Vedi anche Giovanni 5:39). Inoltre Gesù adoperò i passi dell’Antico Testamento per respingere gli attacchi di Satana, e per confutare gli attacchi dei Farisei e dei Sadducei. (Matteo 4:4,7; 12:3,5; 19:4; 21:16; ecc.). La Sua vita intera era “inzuppata” di Antico Testamento, persino nell’ora del supplizio pronunciò parole tratte dall’Antico Testamento. (Matteo 27:46; Giovanni 19:28; Luca 23:46).

c) Gesù sottolineò l’importanza di ogni parola della Scrittura.
Luca 16:17: "È più facile che passino cielo e terra, anziché cada un solo apice della legge". 
Così vediamo anche in Luca 18:31: "Poi, prese con sé i dodici, e disse loro: "Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno compiute riguardo al Figlio dell'uomo tutte le cose scritte dai profeti". 

d) Gesù trattava gli insegnamenti dall’Antico Testamento.
Gesù suggella con la sua autorità numerosi fatti che sono riportati nell’Antico Testamento e la storicità di numerosi avvenimenti, che oggi qualcuno ha il coraggio di metterne in dubbio. Dunque Gesù conferma le narrazioni dell’Antico Testamento come vediamo sotto:
La creazione dell’uomo e della donna (Matteo 19:4-5).
L’assassinio di Abele (Luca 11:51).
Noè, l’arca e il diluvio (Matteo 24:37).
Il ruolo e la fede di Abramo (Giovanni 8:56).
La circoncisione prescritta ai patriarchi e praticata l’ottavo giorno anche se era di sabato (Giovanni 7:22-23).
La distruzione di Sodoma, la salvezza di Lot, la perdita della  moglie (Luca 17:29,32).
Isacco e Giacobbe (Luca 20:37).
La vocazione di Mosè (Marco 12:26).
La legge data per mezzo di Mosè che permetteva il divorzio e che ordinava la purificazione dei lebbrosi (Giovanni 7:19; Matteo 19:18; 8:4).
Il decalogo (Matteo 19:18).
La manna (Giovanni 6:31-35).
Il serpente di rame (Giovanni 3:14).
Davide che mangiò i pani della presentazione (Matteo 12:3).
La regina di Sheba (Matteo 12:42).
La saggezza e la gloria di Salomone (Matteo 12:42; 6:29).
Elia e la vedova di Sarepta (Luca 4:26).
Il ruolo futuro di Elia (Marco 9:12).
Eliseo e Nahaman il lebbroso (Luca 4:27).
Giona e i Niniviti (Matteo 12:40-41).
L’iniquità e il giudizio di Tiro e Sidone (Matteo 11:21).
La morte di Zaccaria tra il tempio e l’altare (Luca 11:51).
La profezia di Daniele (Matteo 24:15).
Inoltre vediamo come ancora, Gesù riconoscesse l’autorità dell’Antico Testamento, quando  prima della Sua ascensione spiegò ai due discepoli sulla via Emmaus le cose che lo riguardavano dell’Antico Testamento nella legge, nei profeti e salmi (Luca 24:27) e poi conferma ancora questa autorità quando dice sempre in Luca 24:44-46: "Poi disse loro:'Queste sono le cose che io vi dicevo quand'ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi'. Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: 'Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno'". 
Quindi Gesù riconosceva come Parola di Dio l’Antico Testamento!

3. La Testimonianza del Nuovo Testamento sull’Antico Testamento.
La base della predicazione e dell’insegnamento della chiesa primitiva era l’Antico Testamento come reinterpretato da Gesù e dai suoi primi seguaci. Richard Rothe citato da Renè Pache disse: “Gli autori del Nuovo Testamento considerano le parole dell’Antico Testamento vere e proprie parole di Dio. Citano espressamente come pronunciate da Lui. In tutto il Libro sacro essi non vedono nulla che sia semplicemente la Parola del suo autore umano, senza essere nello stesso tempo la vera Parola di Dio stesso. Dio stesso dunque parla loro mediante tutto ciò che è scritto”. 

a) La Testimonianza del libro degli Atti
Noi vediamo che:

La Chiesa primitiva non ebbe alcun dubbio sull’Ispirazione divina dell’Antico Testamento (Atti 1:16; 4:25;7:38;13:34-35,47).

Il Vangelo è l’adempimento di tutto ciò che Mosè e i profeti hanno annunciato.
Riguardo a Mosè. (Atti 3:22; 6:14;7:36,38; 15:5,21).
Riguardo Mosè e i profeti. (Atti 3:18,21-24).
Riguardo i profeti. (Atti 7:52;10:43; 13:27,29; 13:40;15:15). 

La Storicità delle narrazioni bibliche è confermata pienamente:
Nel discorso di Stefano Atti 7:2-50
Nel discorso di Paolo Atti 13:16-41.

L’Antico Testamento era per la chiesa primitiva un’autorità
Nel discorso di Pietro (Atti 2:14-36).
Nel discorso di Stefano (Atti 7:2-50).
Nei discorsi di Paolo (Atti 13:16-41; 17:3,11; 28:23; 24:14; 26:22,24-27).
Nel discorso di Apollo (Atti 18:24,27-28).

b) La Testimonianza di Paolo.
2 Timoteo 3.16-17: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona". 
Paolo nelle sue lettere fa molte citazioni dall’Antico Testamento (Romani 1:2; 2:12;17-23; 3:19; 16:25-26; Galati 3:8; ecc.). 
Nella sola epistola ai Romani ci sono 37 citazioni dall’Antico Testamento. Inoltre Paolo conferma molti fatti storici dall’Antico Testamento, non ha alcun dubbio sulla loro autenticità, anzi afferma che furono scritti per la nostra istruzione. (Romani 15:14; 1 Corinzi 13:11).

c) La Testimonianza dell’epistola agli Ebrei.
L’epistola agli Ebrei mette in rilievo la relazione tra l’Antico e il Nuovo Patto per mostrare in modo particolare la superiorità marcata di Cristo e della nuova alleanza sull’Antico Patto. Più di ogni altro libro del Nuovo Testamento, questo libro menziona più citazione dell’Antico Testamento. 
L’epistola agli Ebrei conferma numerosi fatti storici e personaggi dell’Antico Testamento: la creazione, Abele, Enoc; Noè, ecc.  Nell’Antico Testamento è Dio che parlato ai padri per mezzo dei profeti. (Ebrei 1:1-2).  

d) La Testimonianza di Giacomo.
Giacomo cita la legge di Dio (Giacomo 2:8-11), quindi cita come fatti storici che riguardano Abraamo con l’offerta di Isacco e Raab  e le spie giudee (Giacomo 2:21-24) di considerare i profeti che hanno           parlato nel nome del Signore come modello di sopportazione Giobbe (Giacomo 5:10-11) ed Elia (Giacomo 5:17-18).
A questo si aggiunge che Giacomo richiama fortemente alla tradizione sapienziale di Israele come è stato evidente nell’insegnamento di Cristo, il Saggio Maestro.

e) La Testimonianza di Pietro
Pietro cita i profeti che indagavano intorno la salvezza di Cristo: "Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. Essi cercavano di  sapere l'epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle (1 Pietro 1:10-11).
Così afferma l’autenticità e quindi l’autorità dell’Antico Testamento in 2 Pietro 1:19-21: "Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo". (cfr. 2 Pietro 3:2,15-16).
Inoltre fa delle citazioni dell’Antico Testamento confermandone l’autorità (1 Pietro 1:16,24-25; 2:3,6,7,8; 22, 24; 3:10-12; 5:5; 2 Pietro 2:22). 
Pietro cita Noè, il diluvio, le otto persone salvate dall’arca; Abraamo e Sara (1 Pietro 3:20-21,6, la creazione, la caduta degli angeli, ancora Noè, Sodoma e Gomorra, Lot; Balaam e il suo asino (2 Pietro 3:5; 2:4-8,15-16). 
Possiamo concludere con le parole di Renè Pache: “Il Nuovo Testamento, il Cristo, gli Apostoli, la Chiesa primitiva, gli autori stesi del Nuovo Testamento, presentano un  atteggiamento unanime nei confronti della Scrittura: essa è la stessa Parola di Dio”.  

L’Autenticazione  dello Spirito Santo.
“…la nostra piena persuasione e sicurezza dell’infallibile verità e della divina autorità della stessa, ci provengono dall’opera interiore dello Spirito Santo che ne rende testimonianza attraverso e con la Parola nei nostri cuori” Confessione di Westminister.
“È necessario che la persuasione di cui abbiamo parlato, provenga da una fonte più alta  dei ragionamenti umani, giudizi, o congetture che siano, cioè della segreta testimonianza dello Spirito Santo. Certamente, a causa della Sua maestà, essa ha tutti i requisiti per essere rispettata; tuttavia essa comincia ad influenzarci veramente quando viene impressa nei nostri cuori dallo Spirito Santo”.                                                                                     Giovanni Calvino.
Senza l’opera dello Spirito Santo nei cuori dei credenti non si può riconoscere la Bibbia come Parola di Dio. Lo Spirito fa luce nel nostro cuore di tenebre accecato dal peccato e dal diavolo! Il lavoro dello Spirito Santo abilita gli uomini accettare la rivelazione di Dio in Cristo, ad appropriarsi delle benedizioni della salvezza e ad avere l'assicurazione della fede. 
La testimonianza dello Spirito Santo è semplicemente l’opera nel cuore del peccatore dal quale rimuove la cecità del peccato e ci fa amare la Parola di Dio, credere alla sua origine divina ed anche capirla, dunque grazie allo Spirito Santo possiamo riconoscere la Parola di Dio. (Giovanni 16:12-15; 1 Corinzi 2:9-14; 1 Giovanni 2:20,27). 

Conclusione. 
L’autorità dell'Antico Testamento non è importante solo al popolo ebraico, ma a tutti noi e per tutte le generazioni. Ci fa vedere il modo come Dio ha operato, è un sommario di quello che Dio richiede, e registra e prepara la venuta di Cristo.
L’Antico Testamento è il fondamento sul quale si costruisce il Nuovo, senza l’Antico non possiamo comprendere il Nuovo. La Bibbia è una rivelazione progressiva. Se si tralascia l’Antico Testamento avremo difficoltà a comprendere il Nuovo.
Il Nuovo Testamento può essere compreso osservando gli eventi, i personaggi, le leggi, il sistema sacrificale, i patti e le promesse dell’Antico Testamento. Senza l’Antico Testamento, non capiremmo le usanze dei Giudei, che sono menzionate nel Nuovo Testamento. Senza l’Antico Testamento verrebbe a mancare la conoscenza di numerose profezie dettagliate, che potevano adempiersi soltanto se la Bibbia fosse stata Parola di Dio e non dell’uomo.   
Ancora, possiamo dire che l’Antico Testamento contiene anche numerose lezioni biografiche da apprendere attraverso le vite dei suoi fallibili personaggi. Osservando le loro vite possiamo imparare e disimparare dai loro esempi positivi e dai loro esempi negativi.
L’Antico Testamento è uno specchio che ci permette di rispecchiarci nella vita dei suoi personaggi e ci aiuta ad imparare dal loro esempio.
Inoltre nell’Antico Testamento ci sono perle di saggezza non espresse nel Nuovo Testamento. Gran parte di questa saggezza è contenuta nei Salmi e nei Proverbi. 
Potremmo elencare tanti altri motivi per cui è importante che noi studiamo l’Antico Testamento! Ma il semplice fatto che è Parola di Dio, rivelazione di Dio, l’Antico Testamento è degno di essere studiato con lo scopo di conoscere meglio Dio al fine supremo di portargli gloria!

Bibliografia.

Benjamin B. Warfield, Rivelazione e Ispirazione, edizione Alfa & Omega, Caltanisetta,  2001.

Carl. F. Henry, Rivelazione e la Bibbia,   edizione Centro Biblico, Napoli, 1973.


D.Guthrie e J.A.Motyer,  Commentario Biblico, vol.1, edizione Voce della Bibbia, Modena, 1973.

René Pache, L’ispirazione e l’autorità della Bibbia, Unione Cristiana Edizioni Bibliche; Roma,1978.

Tremper Longman III and Raymond B. Dillar, An introduction to the Old Testament, ePub Edition, Zondervan, Grand Rapids, Michigan, January 2009.

William Sanford La Sor, David Allan Hubbard, Frederic William Bush, Old Testament Survey The Message, Form, and Background of the Old Testament, William B. Eerdmans Publishing Company; Grand Rapids Michigan, 1982,1996.

http://www.gotquestions.org/Italiano/Vecchio-Testamento.html