lunedì 1 aprile 2013

La Bibbia è piena di errori e contraddizioni ?


La Bibbia è piena di errori e contraddizioni ?
Alcuni affermano che la Bibbia è piena di errori e contraddizioni. Va riconosciuto che alcuni quesiti posti sono di difficile risoluzione. È vero che ci sono passi difficili, versetti che sembrano contraddirsi a vicenda, ma in realtà la Bibbia non è piena di errori e  contraddizioni, in realtà più che errori nella Bibbia troviamo difficoltà. Nessuna persona informata o ben preparata pretende di essere in grado di spiegare completamente tutte le difficoltà Bibbia. Ma ci sono risposte possibili e intellettualmente convincenti, in altri casi non ci sono risposte, ma questo non significhi che la Bibbia non dica la verità. 

Ma vediamo innanzitutto:
1) Una domanda senza risposte non equivale a un errore! 
Un errore è ciò che non corrisponde alla realtà. Gli errori non fanno parte della rivelazione di Dio, ma sono in interpretazioni errate dell'uomo. Alcune difficoltà nascono da una conoscenza inadeguata delle circostanze o da informazioni limitate e non implicano alcun errore. La persona scettica si sbaglia quando pensa che ciò che non è ancora stato spiegato non sarà mai spiegato chiudendo così definitivamente la sua opinione critica. È un errore pensare che non esiste assolutamente alcun modo di poter riconciliare i versetti o che non possano esserci altre possibili spiegazioni. Anche se adesso non è disponibile una risposta, ciò non significa che essa non esista! Molti che avevano trovato presunti errori nella Bibbia nel passato, in relazione alla storia o alla geografia, successivamente al rinvenimento di ulteriori prove archeologiche hanno scoperto che la Bibbia aveva ancora una volta ragione!


Infatti:
2) Una ricerca scrupolosa o una nuova scoperta elimina l’accusa che la Bibbia sia piena di errori e di contraddizioni.
Le critiche che vennero fatte alla Bibbia circa 150 anni fa, riguardo agli errori e alle discrepanze, con una ricerca attenta e profonda sono state messe a tacere. 
Una persona onesta senza pregiudizi sulla Bibbia, quando incontra qualcosa per cui egli non ha spiegazione, continua semplicemente a studiare, a ricercare, nella convinzione che può eventualmente ritrovare una spiegazione a meno che non ci siano prove certe al contrario. Lo studioso della Bibbia è stato premiato per la ricerca diligente. Infatti, molte difficoltà per le quali gli studiosi, una volta non avevano risposte hanno ceduto ai risultati dell’incessante ricerca della verità attraverso la storia, l'archeologia, la linguistica, e altre discipline trovando la verità. 
Ad esempio, i critici una volta affermavano che Mosè non avrebbe potuto scrivere i primi cinque libri della Bibbia, perché non esisteva la scrittura ai suoi tempi. Oggi sappiamo che la scrittura già esisteva almeno da qualche centinaio d’anni! Allo stesso modo, i critici una volta credevano che la Bibbia si sbagliava riguardo il popolo Ittita, in quanto erano totalmente sconosciuti agli storici. Ora, tutti gli storici riconoscono la loro esistenza dopo le scoperte archeologiche. Questo ci dà fiducia a credere che le difficoltà bibliche possono avere una spiegazione e non dobbiamo frettolosamente presumere che ci sono errori nella Bibbia. Quindi possiamo dire che ci sono difficoltà, ma la Bibbia sia piena di errori no!

3) Differenze tra autori non significa necessariamente errore o contraddizione.
La Bibbia è un libro compatto, coerente e tutto sommato facile da capire. Ma dobbiamo ricordare che la Bibbia fu scritta da quasi 40 autori diversi in un periodo di circa 1.500 anni. Ogni autore era diverso per estrazione sociale, per personalità, scrisse con uno stile diverso, da una prospettiva diversa, a un uditorio diverso, con uno scopo diverso. Dovremmo certamente aspettarci qualche differenza! Tuttavia, una differenza non è una contraddizione!
“Il principio di non-contraddizione sul quale si basa ogni forma di pensiero logico, afferma che una cosa non può essere e non essere contemporaneamente. In altre parole non può piovere e non piovere allo stesso tempo. 
Provare l’esistenza di una contraddizione nella Scrittura è possibile solo se si riesce a dimostrare la violazione di questo principio. Per esempio, se la Bibbia affermasse, ma è ovvio che non lo fa, che Gesù è morto crocifisso sia a Gerusalemme che a Nazaret sarebbe certamente un errore. Quando analizziamo le possibili contraddizioni è di capitale importanza tener presente che due affermazioni possono essere diverse l’una dall’altra, senza per questo contraddirsi. L’errore di alcuni è proprio quello di trascurare la distinzione tra frasi ambigue e frasi contraddittorie”  
Supponiamo i conti non tornano, che ci sono due racconti diversi riguardo la stessa situazione o  dottrina, ciò non significa che si escludono a vicenda. Per esempio Matteo 28:5 dice che c'è stato un angelo al sepolcro dopo la risurrezione, mentre Giovanni ci informa ce ne sono stati due Giovanni 20:12. Ma queste non sono notizie contraddittorie. Matteo non dice che c’era solo un angelo! 

Perciò:
4. Rapporti parziali non sono rapporti falsi!
I critici spesso affermano che un rapporto parziale è falso. Tuttavia, questo non è così.  Talvolta la Bibbia esprime la stessa cosa in modi diversi, o almeno da punti di vista diversi, in momenti diversi. per scopi diversi, dunque l'ispirazione non esclude una diversità di espressione. I quattro Vangeli riferiscono la stessa storia in modi differenti a diversi gruppi di persone. 

Se sei tra quelli che dubita sull’integrità e sull’autorità della Bibbia poniti le seguenti domande:
1) La mia ostilità verso la Bibbia è nutrita dai pregiudizi o da una questione di principio?
La cosa più triste è che la maggior parte della gente che attacca la Bibbia non è davvero interessata alle risposte: tutto quello che vuole fare è attaccare per screditare. Molti "aggressori della Bibbia" conoscono persino le risposte, ma continuano a usare i soliti vecchi e superficiali attacchi.

2) Ho una conoscenza approfondita delle tre lingue:ebraico, aramaico e greco, con cui è stata scritta la Bibbia?
Prima di affermare la contraddizione di un passo è buono vedere il testo, le parole della lingua originale, alcune interpretazioni sbagliate avvengono perché diamo una cattiva interpretazione ai passi per una mancanza di conoscenza delle parole originali.

3) Ho un’idea chiara del contesto nel quale fu scritto il libro?
Probabilmente l'errore più comune dei critici è di prendere un testo fuori dal proprio contesto. Come qualcuno ha detto: “Un testo fuori dal contesto è un pretesto.” Tener presente il contesto è un’ aspetto determinante per una corretta interpretazione. 

4) Ho una comprensione adeguata di ogni brano, delle parole e dei numeri che l’autore usa e di tutto il contesto biblico?
C’è un altro principio molto importante per interpretare la Bibbia: interpretare i passaggi più oscuri alla luce di quelli chiari. Alcuni passaggi della Scrittura sono difficili da capire. A volte la difficoltà è dovuta alla loro oscurità, è importante perciò, per una sana interpretazione vedere il testo alla luce di tutta la rivelazione di Dio. 
La Bibbia si spiega con la Bibbia! Perciò in primo luogo non si può fare un’affermazione certa o costruire una dottrina su un passo non chiaro. Se qualcosa è importante, sarà chiaramente insegnato in qualche altra parte della Bibbia e probabilmente in più di un luogo. In secondo luogo, quando un dato passaggio non è chiaro, non dovremmo mai concludere che esso indica che si oppone a un altro insegnamento chiaro della Scrittura. Dio non fa errori nella Sua Parola, facciamo degli errori noi a volte nell’interpretarla!
  
5) Sono in grado di capire il genere letterario che l’autore usa? Riesco a distinguere se è una metafora, oppure un’iperbole, una similitudine o un idioma? Se è una parabola, un racconto, e così via?
Per una sana interpretazione dobbiamo tener presente il genere letterario, perché una cosa è il modo di interpretare una parabola e un’altra cosa è il modo di interpretare un racconto. A volte facciamo l’errore di non tener presente i diversi generi letterari della Bibbia. Non è un errore per uno scrittore biblico usare una figura retorica, ma è un errore per un lettore di prendere una figura retorica letteralmente. Per esempio quando la Bibbia parla del credente che si rifugia  all'ombra delle ali di Dio (Sal. 36:7), questo non vuol dire che Dio ha le ali!

6) Sono certo che nessuna altra ricerca testuale o archeologica farà luce sul passo in questione?
Non è cosa saggia dare come dato definitivo un’ apparente contraddizione o un’apparente errore della Bibbia se adesso non è disponibile una risposta, ciò non significa che essa non esista! Come dicevo sopra, molti che avevano trovato presunti errori nella Bibbia, in relazione alla storia o alla geografia, successivamente al rinvenimento di ulteriori prove archeologiche hanno scoperto che la Bibbia aveva ragione.

Atteggiamento giusto verso la Bibbia.
1) Noi dobbiamo credere che la Bibbia è vera fino a quando non viene provata che non lo sia! 
Possiamo affermare che non esistono prove che non lo sia!

2) Non dobbiamo confondere le nostre interpretazioni fallibili con l’infallibile rivelazione divina. 
La Bibbia è infallibile perché è Parola di Dio, Dio non sbaglia mai! Dio dice la verità perché è verità, ed essendo Onnisciente, Onnipresente, Onnipotente, Perfetto non può sbagliare. Mentre la Bibbia è infallibile, le interpretazioni umane possono essere fallibili perché siamo limitati e peccatori! La Bibbia, dunque non può sbagliare, ma noi possiamo essere confusi riguardo la conoscenza e le interpretazioni sulla Bibbia. Dunque noi dobbiamo essere più che sicuri di ciò che il testo insegna prima di fare delle affermazioni a riguardo, e se lo faremo, lo faremo, dopo aver seguito tutti i principi sani dell’ermeneutica (fare molto attenzione al significato della grammatica, linguistica contesto) e valutato bene le prove che abbiamo disponibili.

3) Noi dobbiamo tener presente che ciò che la Bibbia dice non sempre è approvato dalla Bibbia stessa.
Quando la Bibbia registra per esempio le bugie di Satana (Genesi 3:4; cfr. Giovanni 8:44) o di Raab (Giosuè 2:4) non vuol dire che la Bibbia loda questi comportamenti. L'ispirazione della Bibbia registra in modo accurato e veritiero anche le menzogne e gli errori degli esseri umani. 
La verità della Scrittura si trova in quello che la Bibbia rivela, senza approvarne i peccati. Quindi non dobbiamo concludere che la Bibbia è piena di errori o di contraddizioni perché racconta situazioni immorali come il peccato di Davide (2 Sam. 11:4), o che promuove la poligamia registrando l’harem di Salomone (1 Re 11:3), o che afferma incoraggia l’ateismo citando lo stolto che afferma: “non c'è Dio"  (Sal. 14:1).

4) Noi dobbiamo ricordare che la Bibbia usa parola non tecniche, la lingua di tutti i giorni. 
La Bibbia non usa un linguaggio scientifico. La Bibbia è stata scritta per la persona comune di ogni generazione e pertanto utilizza un linguaggio comune e non scientifico. Le Sacre Scritture sono state scritte in tempi antichi con standard antichi, e sarebbe anacronistico giudicarli con moderni norme scientifiche! Vedi l’esempio di Giosuè  quando ha detto al sole di fermarsi (Giosuè 10:12). Ancora oggi noi diciamo che il sole sorge o tramonta, pur sapendo che questo non è corretto scientificamente, perché è la terra che gira attorno al sole.

5) Noi dobbiamo ricordare che solo il testo originale delle Sacre Scritture era senza errore.
Le Sacre Scritture ispirate da Dio erano senza errore, ma in qualche manoscritto copiato ci possono essere stati degli errori di copiatura. 
Per esempio 2 Re 8:26 dice che il re Acazia aveva 22 anni quando cominciò a regnare, mentre 2 Cronache 22:2 riporta 42 anni. Molto probabilmente c’è stato un errore del copista.

Ma noi dobbiamo pensare che:
In primo luogo in genere dal contesto o da un altro passo della Scrittura si può arrivare alla giusta interpretazione. Ad esempio, Acazia aveva 22 anni, non 42 anni, dal momento che egli non poteva essere più vecchio di suo padre che ne aveva 40 quando morì, subito prima che Acazia divenne re in successione proprio alla sua morte.
In secondo luogo questi errori di copiatura sono pochissimi e distanti l’uno dall’altro, quasi tutti confinati nei libri storici dell’Antico Testamento.
In terzo luogo si tratta solo di minime discrepanze o parole occasionali.
In quarto luogo non condizionano o pregiudicano praticamente il significato del testo o la dottrina!

6) Non dobbiamo fare l’errore di confondere istruzioni  o verità generali con quelli universali senza tempo.
Ci sono dei passi nella Bibbia che dicono verità generali, ma che presentano eccezioni secondo la sovranità, la saggezza e la volontà di Dio. Per esempio in Pro.16:7 è scritto che: "Quando il Signore gradisce le vie di un uomo riconcilia con lui anche i suoi nemici". Questa non è una verità universale nel senso che Dio la applica sempre perché vediamo per esempio nel libro degli Atti che i discepoli erano perseguitati vedi Paolo (Atti 14:19). 
I critici spesso affermano che le dichiarazioni non ammettono eccezioni, mentre vediamo che è possibile che ci siano eccezioni. Mentre ci sono istruzioni universali senza eccezione cioè come per esempio: Lev.11:45 dove dice: "Siate dunque santi, perché io sono santo". (cfr. 1 Pie.1:16). 
Santità, bontà, amore, verità e giustizia sono radicati nella natura stessa del Dio Immutabile e quindi in questo non ci sono eccezioni. Ma la saggezza e la sovranità di Dio prende quelle verità universali e li applica alle circostanze specifiche e mutevoli, e non sempre produrrà gli stessi risultati. Ciò nonostante, comunque sono guide utili per la vita, anche se possono ammettere eccezioni occasionali riguardo appunto la volontà di Dio.

7) Noi dobbiamo tener presente che la rivelazione di Dio è progressiva.
A volte i critici della Bibbia dimenticano il principio della rivelazione progressiva. Dio non rivela tutto in una volta, né sempre stabilisce le condizioni stesse per ogni periodo di tempo. Di conseguenza, alcune delle sue rivelazioni sono sostituite da altre rivelazioni. C'è stato un periodo (sotto la legge mosaica), quando Dio ordinò gli animali da sacrificare per il peccato del popolo, in Cristo, sacrificio perfetto  per il peccato, quei sacrifici sono stati aboliti (Ebr. 10:11-14) .  

Ultime considerazioni davanti le difficoltà della Bibbia.
Di solito coloro che pensano di avere scoperto un errore nella Bibbia non hanno dimestichezza con la Bibbia, hanno poco conoscenza della Bibbia!  Noi non forse non comprenderemo tutte le difficoltà contenute nella Bibbia, ma quando ci troveremo davanti queste difficoltà, quando saremo perplessi, o se pensiamo che ci sono possibili contraddizioni, non dobbiamo dire o pensare che Dio si è sbagliato o l’autore del libro che ha ispirato si è sbagliato, ma che la copia del manoscritto contiene un errore di copiatura, o la traduzione è sbagliata, oppure noi non abbiamo capito.

Perciò:
(1) Studia in preghiera la Bibbia  per vedere se c’è una soluzione.

(2) Fai delle ricerche utilizzando qualche buon commentario biblico, dizionario biblico, qualche libro "in difesa della Bibbia" e ricercando nei siti web biblici a disposizione, forse troverai una risposta. 

(3) Chiedi ai conduttori della chiesa che frequenti (se non ne hai una non sarà difficile trovarla), cosa ne pensano loro.

(4) Se non trovi ancora una risposta chiara dopo aver seguito i passi 1, 2 e 3, confida nel fatto che la Parola di Dio è la verità ispirata di Dio (2 Timoteo 2:15; 3:16-17) e che esiste una soluzione che, semplicemente, non è ancora stata a scoperta.

Bibliografia.

Geisler, N. L., & Brooks, R. M. (1990). When skeptics ask. Wheaton, Ill.: Victor Books.

Geisler, N. L., & Howe, T. A. (1992). When critics ask : A popular handbook on Bible difficulties. Wheaton, Ill.: Victor Books.

John Blanchard, Perché credere nella Bibbia, Passaggio, Mantova, 2005.

Josh MacDowell e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, edizioni centro biblico,Casoria, NA, 1993

www.gotquestions.org