sabato 20 aprile 2013

Il Contesto politico prima del Nuovo Testamento

Il Contesto politico prima del Nuovo Testamento
In questa lezione vedremo:
1. L’importanza di conoscere la storia politica prima del Nuovo Testamento.
2. I vari regni che hanno preceduto il Nuovo Testamento.

Il Nuovo Testamento ha influenzato il mondo intero e forse anche la vostra vita. Questa è una buona ragione per studiarlo. Ma ci sono altri motivi per studiarlo. Il Nuovo Testamento, annuncia l’arrivo del Salvatore che l’Antico Testamento ha profetizzato e attendeva. Inoltre entrambi i Testamenti parlano di una sfera eterna che è al di là del mondo come lo conosciamo, un mondo di gloria celeste per coloro che cercano Dio, ma di giudizio per coloro che lo rifiutano, che non si sono pentiti dei loro peccati e che non hanno creduto in Gesù come personale loro Salvatore e Signore. Quindi studiare il Nuovo Testamento è importante perché ci parla di Gesù l’unico Salvatore  del mondo! (Per esempio Giov.4:42; Atti 4:12), ma ci parla anche come essere salvati! (Per esempio Atti 3:19; 16:30; Ef.2:8-10) dal giudizio di Dio (Ebr.9:27-28). È importante studiare il Nuovo Testamento perché come Parola di Dio, parole che non passeranno mai di moda (Matt.24:35) possiamo conoscere Dio e sperimentare la Sua presenza nella nostra vita (2 Tim.3:16-17; 2 Pie.1:20-21). Questi sono motivi più che sufficienti per studiare il Nuovo Testamento, ma è importante per studiare il Nuovo Testamento, conoscere la storia politica di ciò che avvenne nel periodo prima la sua stesura (I libri del Nuovo Testamento furono scritti nel periodo che va dal 45 al 95 d.C. circa).

1. L’importanza di conoscere la storia politica prima del Nuovo Testamento.
Conoscere l’ambiente e la storia prima del Nuovo Testamento è molto importante nello studio del Nuovo Testamento. Conoscere l’ambiente e la storia politica tra l’Antico e il Nuovo Testamento della Bibbia è importante, ma per quali motivi? Come la conoscenza della storia politica in questo periodo ci aiuta a interpretare il Nuovo Testamento? 

a. In primo luogo, conoscendo la storia politica di questo periodo ci aiuta a interpretare meglio i contenuti del Nuovo Testamento.
Everett F.Harrison dice: “Nello stabilire gli esatti limiti entro cui si debba muovere lo studente del Nuovo Testamento nelle sue ricerche, è evidente che i libri stessi che costituiscono il Nuovo Testamento devono essere l’oggetto principale del suo studio. Però non si può avere un’adeguata conoscenza di questi documenti se si ignora l’ambiente in cui essi ebbero origine. Di conseguenza si deve andare indietro nel tempo, almeno fino all’epoca dei Maccabei o ancora prima, all’epoca della restaurazione dopo la cattività babilonese, per comprendere la situazione presupposta nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli. L’Antico Testamento si chiude quando Israele è sotto la dominazione persiana; il Nuovo Testamento si apre quando la nazione è già sotto il dominio di Roma. Noi leggiamo di capi sacerdoti, sinagoghe, dottori della legge, Farisei, Sadducei, di Erodiani, del Consiglio o Sinedrio e di una vasta dispersione dei Giudei. Chi ha familiarità solo con l’Antico Testamento ha bisogno che tutto ciò gli sia spiegato”.  
Conoscere l’ambiente e la storia politica prima del Nuovo Testamento, possiamo capire meglio e bene il Nuovo e quindi interpretarlo correttamente. Possiamo far luce sul loro ambiente o sfondo dei capi di governo che appaiono nel Nuovo Testamento come Tiberio Cesare, Claudio Cesare, Pilato, Erode il Grande e Gallione. Questi uomini hanno preso decisioni che hanno avuto influenzato i cristiani e la Chiesa primitiva. Possiamo capire di più delle loro azioni conoscendo qualcosa di loro e della loro storia individuale.

b. In secondo luogo, conoscendo alcuni dei dettagli della storia politica ci aiuta a presentare una descrizione più realistica degli eventi narrati nella Scrittura. 
Comprendere la crudeltà per esempio di Erode il Grande, l’esitazione di Pilato, e l’audacia dell’appello di Paolo per un processo davanti a Cesare ci fa capire che la storia del Nuovo Testamento è reale, così come anche i personaggi. Conoscere i dettagli, l’ambiente, la storia dà ai personaggi una dimensione della realtà e che quindi non appartengono alla categoria del mito e del mistico, sono personaggi storici. 

c. In terzo luogo, per noi è importante riconoscere che il Nuovo Testamento presenta un’ interpretazione teologica della storia. 
Sapere che questi dettagli storici e politici sono verificabili, danno una motivazione in più per prendere sul serio il contenuto teologico della Bibbia. Il Nuovo Testamento racconta fatti storici realmente accaduti.

d. In quarto luogo, perché il Nuovo Testamento non dice molto su questi eventi.
Visto che il Nuovo Testamento non dice molto sull’ambiente, su questi eventi storici e politici, è importante per noi più di duemila anni dopo, conoscere questi dettagli per capire meglio il contesto in cui è nato e vissuto il Nuovo Testamento. È importante tracciare il periodo, che precede la situazione storico-politica del Nuovo Testamento.
Ora siamo pronti per descrivere i vari periodi che precedono il Nuovo Testamento.

2. Il periodo Babilonese (605-539 a.C.).
Ai tempi dell’Antico Testamento il re Saul, Davide e Salomone regnarono su tutte le dodici tribù di Israele (1050 a.C. 931 a.C.). Poi la nazione si divise in dieci tribù a nord con il regno settentrionale di Israele e a sud con il regno meridionale di Giuda, con la tribù di Beniamino e di Giuda (931 a.C.). Gli Assiri conquistarono il regno del nord e presero la maggior parte dei suoi abitanti e li deportarono in Assiria (722 a.C.). Successivamente, i Babilonesi presero il controllo del Medio Oriente dagli Assiri e conquistarono il regno meridionale di Giuda deportandone molti dei suoi abitanti in Babilonia. 
Sotto il dominio di Nabopolassar e il suo famoso figlio Nabucodonosor, Babilonia divenne un impero potente. Durante il dominio di 43 anni di Nabucodonosor (605-562 a.C.), Babilonia raggiunse l’apice della sua ricchezza e del potere politico in quello che viene chiamato il periodo neo-babilonese. È nel 605-604 a.C. che Nabucodonosor invade Giuda e la conquista. 
Il regno di Giuda reagì alle aspirazioni imperiali dei babilonesi alternando due strategie tattiche: alcuni aspiravano alla ribellione cercando l’aiuto di un debole Egitto (Is.36:6) altri, come il profeta Geremia sollecitava la sottomissione di Giuda a Babilonia come stato vassallo. 
Nabucodonosor nel 597 a.C. tentò di porre fine alla ribelle Giuda conquistando Gerusalemme e portando il re Ioiachim in esilio in Babilonia, insieme a molti del popolo di Gerusalemme, tra cui il profeta Ezechiele. Nabucodonosor fece insediare come re in sostituzione di Ioiachim, lo zio Mattania al quale cambiò il nome in Sedechia  (2 Re 24:10-17; 2 Cro. 36:10). 
Un’altra ribellione sotto Sedechia provocò la totale distruzione di Gerusalemme nel 587-586 a.C. I Babilonesi non solo distrussero la città e deportarono per la terza volta buona parte della popolazione, ma hanno anche abbattuto il tempio; Ghedalia figlio di Aicam fu fatto governatore (2 Re 24:19-25:1-22; 2 Cro.36:11-21; Ger.37:5-10). Alcuni ribelli del popolo e Geremia (contro la sua volontà) fuggirono in Egitto (2 Cro.36:26; Ger.40-43). 
Tra gli esiliati in Babilonia vi era anche il profeta Ezechiele.  Tramite Ezechiele, Dio promette che avrebbe fatto rivivere il suo popolo spiritualmente e riportato alla loro patria in Palestina (Ez. 36:22-28). Durante la cattività babilonese, il popolo ebraico non cessò la pratica del culto, nonostante la mancanza del tempio, gli ebrei pii si incontravano per imparare e applicare la legge di Dio. 
  
2. Il periodo Persiano (539-331 a.C.)
Nel 539 a.C. Ciro, re di Persia, conquistò Babilonia deviando l’acqua del fiume Eufrate dal suo canale normale. Ciro e i Persiani adesso hanno il controllo  nel Medio Oriente. Il regno del re Ciro segna l’inizio dell’impero persiano. 
Questo regno è stato uno dei più grandi del mondo antico. L’impero persiano controllò il mondo antico per due secoli. Alessandro Magno conquistò la Persia intorno al 330 a.C., si conclusero così imperi con base in Mesopotamia. Ritornando a Ciro, possiamo dire che istituì una nuova politica in materia dei popoli oppressi e delle loro divinità. 
A differenza degli Assiri e dei Babilonesi, Ciro applicò una politica di tolleranza e di benevolenza, piuttosto che di crudeltà e brutalità. Le popolazioni vinte dai persiani potevano praticare in piena libertà la propria religione e le proprie tradizioni. Ma è evidente, come vediamo nella Bibbia che Ciro era sotto il controllo sovrano di Dio (Is. 44:28; 45:1). Con Ciro, la cattività per alcuni ebrei si conclude a Babilonia e comincia la restaurazione di Israele (2 Cro.36:20-23; Esdra; Neemia; ). 
Sia gli Assiri che i Babilonesi erano strumenti di  giudizio di Dio per il Suo popolo (Is.7:17-8:22;Ger.1:15;20:4-6;21:5-10;ecc.), ma Dio nella sua misericordia e secondo i suoi piani si ricordò di loro. Questo è evidente nella vita delle persone, quando i fedeli come Daniele, Ester, o Neemia salirono in un posto di rilievo nella vita politica, o come numerose altre persone prosperano in terra straniera. 
L’esilio ebraico si concluse ufficialmente quando Ciro decretò che i popoli in cattività a Babilonia erano liberi di tornare alle loro terre d’origine. L’Antico Testamento interpreta questo evento storico come il compimento della profezia di Geremia, infatti il profeta aveva predetto settant’anni di prigionia per gli ebrei (2 Cro.36:20-23; Esd. 1:1-4; Ger. 25:11-14). Nel 538 a.C. con l’editto di Ciro, i primi ebrei ritornano in Giudea. Tre distinti gruppi di esuli ebrei tornarono a Gerusalemme per ricostruire la città. 
Il primo gruppo fu guidato sotto la guida politica di Zorobabele e la leadership religiosa del sacerdote Giosuè (Esd. 1-6). I rimpatriati cercarono di ricostruire il tempio, ma dovettero ben presto confrontarsi con l’ opposizione dei nemici locali,  lo scoraggiamento e la mancanza di risorse. È stato solo dopo i ministeri dei profeti Aggeo e Zaccaria che la costruzione del  secondo tempio fu finalmente terminata nel 516 a.C. dopo quattro anni dalla loro ripresa nel 520 a.C (Esd.4:24; 6:1-15). Esdra sacerdote e scriba ha condotto la seconda spedizione di Babilonia nel 458 a.C. (Esd. 7-10), il suo compito non era quello di ricostruire il paese materialmente come i primi rimpatriati avevano fatto prima di lui, ma era quello di ristabilire la società e il benessere spirituale del popolo.  
Neemia arrivò con la terza spedizione a Gerusalemme nel 445 a.C . (Nee. 1-13). Neemia era un esule ebreo che lavorava nella corte persiana reale come coppiere del re Artaserse (Nee. 2:1-8). Ha visto il suo compito in primo luogo come quello della ricostruzione delle mura di Gerusalemme e offrire così una miglior difesa per i suoi abitanti (Nee.6:1-16). 
Neemia fece varie riforme economiche e sociali, mentre Esdra richiamava la gente a ritornare a rispettare la legge (Nee. 8:1-12). Le riforme sotto Esdra e Neemia hanno prodotto un gruppo di devoti appassionati alla legge di Dio. Dopo il completamento del muro, Neemia ha soggiornato a Gerusalemme come governatore della provincia persiana. 
L’Antico Testamento, perciò si conclude con il popolo di Dio che si è ristabilito di nuovo nella propria terra, come anche il tempio e il culto attendendo il Messia promesso. Il ritorno in patria, con tutto il suo significato storico e religioso, era molto importante per il popolo ebraico, ma era lontano dalla gloria di un tempo.  
È importante considerare quattro aspetti a riguardo. 1) Molti giudei rimasero a Babilonia o dispersi in altri paesi come l’Egitto; 2) La ricostruzione è stata lenta e, quando finalmente il tempio di Gerusalemme fu ricostruito, non era glorioso come il primo; 3) Gli ebrei di ritorno erano ancora soggetti ai persiani e non aveva un esercito preparato con cui difendersi, per cui erano vulnerabili per l’opposizione degli altri come si può vedere nei libri di Esdra e Neemia. Alcune delle opposizioni locali provenivano da persone nella vicina regione di Samaria, che sembrano essere stati un miscuglio di nazionalità e religioni. Anche se professavano di essere fedeli al Dio d’Israele, gli ebrei erano sospettosi dei loro motivi e ostili verso le loro offerte di collaborazione (Esdra 4). Li consideravano come mezzi pagani, forse per questo che portarono i Samaritani a costruire il loro tempio sul monte Garizim, probabilmente nel IV secolo a.C. (cfr. Giov.4). 4) Benché il culto venne stabilito e così anche le feste tradizionali, Malachia ci dice che il popolo, in modo particolare i capi religiosi non erano proprio consacrati al Signore,c’era una religiosità formale. Nonostante tutto, il periodo persiano è stato importante sia perché ha portato di nuovo gli ebrei in Palestina e sia perché gli ebrei hanno potuto mantenere e ristabilire la propria identità religiosa e sociale in un contesto di impotenza politica e debolezza economica. 

3. Il periodo Greco (331-320 a.C.)
Il dominio persiano durò fino al 331 a.C. quando Alessandro Magno sconfisse i persiani nella battaglia di Arbela. Durante il periodo della dominazione persiana sulla Palestina, l’influenza greca nella zona si era sviluppata rapidamente ad opera grazie dei commercianti greci che portarono il loro commercio e la civiltà in tutto il Mediterraneo. Poi le conquiste di Alessandro il Grande di Macedonia hanno accelerato la diffusione dell’ellenismo (cultura greca). Insieme ai militari, filosofi, scienziati e coloni greci seguivano Alessandro nelle sue campagne militari, in questo modo venivano ellenizzati i paesi conquistati.  
Riguardo l’ellenizzazione in Paelstina Everett F.Harrison dice: “La venuta di Alessandro in Palestina significò che questo territorio strategico cominciò ad essere esposto al processo di ellenizzazione che contribuì molto a demolire il carattere distintivo dei Giudei ed in seguito a seriamente smembrare la nazione. Però il suo dominio in Palestina non provocò nessuna crisi religiosa, poiché egli non pretese un culto per la sua persona, come di fatto gli fu accordato altrove”.   
Filippo, padre di Alessandro, ha fatto della Macedonia una potente macchina militare. Alessandro aveva preso dal padre il suo carattere aggressivo e la sua abilità militare. Il filosofo greco Aristotele aveva istruito Alessandro negli ideali della cultura greca, Alessandro sviluppò una profonda devozione per la cultura e per la tradizione ellenistica. 
Nel 334 a.C. condusse le sue forze attraverso l’Ellesponto in Asia Minore, dove sconfisse le forze persiane nella battaglia di Granico. Vittorie consecutive a Isso (333 a.C.) e Arbela (331 a.C.), consacrarono Alessandro come re sul Medio Oriente antico. Nel suo regno erano inclusi l’Egitto, la Palestina e la Siria, ed era esteso fino al fiume Indo nella moderna India. Alla conquista seguirono colonie che divennero centri di diffusione dell’ellenismo. Alessandro incoraggiava i suoi soldati a sposare donne orientali, aumentando così la fusione delle culture greca e orientale, Alessandro ha fondato e modellato settanta città con lo stile greco.    
La diffusione della cultura greca (ellenizzazione) consisteva anche nell’educare i popoli sottomessi alla lingua greca. La lingua greca divenne la lingua comune, commerciale e diplomatica (come l’inglese oggi), anche a Roma, mentre la popolazione locale di bassa società parlava latino, la grande massa degli schiavi e liberti parlava greco (Paolo scrive la Lettera ai Romani in greco).  Alessandro morì nel 323 a.C. all’età di trentatré anni. Alla sua morte quattro dei suoi generali (diadochi- successori) si divisero il suo regno tra di loro. Due di questi imperi sono importanti per la storia del Nuovo Testamento. In Egitto troviamo i Tolomei, nome che proviene dal primo governante Tolomeo e stabilirono la loro capitale ad Alessandria d’Egitto dove si stabilirono degli ebrei. La seducente Cleopatra, morta nel 30 a.C. fu l’ultima dei sovrani Tolomei. In Siria troviamo i Seleceudi dal primo governante che si chiamava Seleuco, questi fecero la loro capitale ad Antiochia fino a quando il generale romano Pompeo concluse la storia di questo impero riducendo la Siria a provincia romana nel 64 a.C.  

4. Il periodo Tolemaico o Egiziano (320-198 a.C.).
Tolomeo I fu uno dei generali più competenti di Alessandro. Egli astutamente accettò di governare l’Egitto nel 323 a.C, evitando qualsiasi conflitto immediato con altri generali potenti. Nel 320 a.C. depose il governatore della Palestina aggiungendola nel suo regno. Il regno tolemaico è stato tra i più ricchi e stabili dei regni ellenistici. Da Alessandria, i Tolomei governarono un vasto impero, che, alla sua massima estensione, includeva la Cirenaica, la Palestina, la Fenicia, Cipro, alcune isole greche, parti dell’Europa occidentale e dell’Asia Minore. Due fattori hanno contribuito alla stabilità del regno: (1) la popolazione nativa egiziana era omogenea e, quindi, più facilmente governabile e (2) i confini dell’ Egitto erano ben definiti e in relativo isolamento per una  certa misura di sicurezza.    
Ad Alessandria,  capitale dell’Egitto, i primi Tolomei favorirono lo sviluppo della cultura ellenistica sostenendo un folto gruppo di studiosi presso il museo, un’accademia di apprendimento e una biblioteca importante dove erano esposte molte opere letterarie. In Alessandria  vi erano molti ebrei e samaritani a causa del trasferimento di  Tolomeo I, questi nuovi immigrati caddero completamente sotto l’influenza della cultura ellenistica. Grazie alle città greche della zona e gli scambi tra la Palestina e l’Egitto, l’ellenismo fu presente anche in Palestina. 
In generale, i governanti egiziani trattavano bene gli ebrei. Sotto Tolomeo Filadelfo (285-246 a.C.), l’Antico Testamento fu tradotto in greco, questa traduzione è nota come “Settanta” (LXX) perché tradotta da settantadue studiosi ebrei. Questa traduzione indica che i residenti ebrei in Egitto erano abili sia nell’uso della lingua greca che nell’uso della loro lingua nativa Ebraica. 
Gli scrittori del Nuovo Testamento frequentemente usavano questa traduzione ogni volta che citavano l’Antico Testamento, come anche i rabbini al tempo di Gesù. Durante la dominazione tolemaica sulla Palestina, egiziani e siriani si combattevano costantemente, anche sul suolo palestinese.
Nel 198 a.C. a Panea (Panias) ai piedi del monte  Hermon nel nord della Palestina, Antioco III di Siria fu sconfitto da Tolomeo V di Egitto. Dopo questa battaglia, il controllo della Palestina passò dalle mani egiziane alle mani siriane.

5. Il periodo Seleucide o Siriano (198-167 a. C.)
I rivali dei Tolomei per il potere in Oriente sono stati i Seleucidi, una potente dinastia che risale a Seleuco, un generale di Alessandro Magno, come dicevamo sopra. I Seleucidi governavano il loro impero da due città situate in punti strategici. Una era Antiochia di Siria, fondata nel 300 a.C. divenne la più importante sul piano politico; come la sua controparte Alessandria d’Egitto, Antiochia divenne rapidamente una città grande in dimensioni e in ricchezza, di cultura ellenistica. L’altra città era Seleucia sul Tigri, che dominava la confluenza delle rotte commerciali vitali, serviva come base per amministrare le regioni dell’Europa centrale e orientale. 
A differenza del regno tolemaico, il regno seleucide non aveva confini geografici chiari e non era facilmente difendibile. Inoltre, la sua popolazione, a differenza dell’Egitto, era eterogenea. I re Seleceudi esercitavano un’influenza significativa e di tatto diplomatico sui potenti governanti locali in questo modo prevenivano la ribellione. Per unificare il loro regno eterogeneo, i Seleucidi pressavano il popolo ad adottare idee e pratiche greche. 
Seleuco I e Antioco I stabilirono numerose colonie militari che servivano come “isole” dell’ ellenismo e promuovevano gli ideali della cultura greca. Molte di queste colonie erano sviluppate nella città-stato (Poleis). Il controllo dell’enorme impero era problematico. Le province orientali si ribellarono, mentre le guerre con i Tolomei indebolirono entrambi i regni.   
Entrando più nei dettagli riguardo la dinastia seleucide, Seleuco I rivendicò il titolo di “re” nel 305 a.C. Lui e Antioco I, suo figlio, controllarono vaste aree del nord della Siria, Mesopotamia, porzioni di Asia Minore e l’altopiano iraniano. Quando Antioco III (223-187 a.C.), salì al potere nel 223 a.C, questo sovrano perseguì una politica di consolidamento e di espansione che in ultima analisi, gli valse il titolo di “il Grande”. 
Per proteggere il suo fianco meridionale e di ottenere il controllo della Fenicia e della Palestina, Antioco ha lanciato la quarta guerra siriana (219-217 a.C.), ma una grande forza tolemaica costituita principalmente da Egizi lo fermò a Raphia (Rafia), appena a sud di Gaza, nel 217 a.C. Come risultato, questi territori sono rimasti Tolemaici. 
La quinta guerra siriana (202-198 a.C.) vide la vittoria decisiva sull’esercito tolemaico a Paneas; nel 200 a.C. circa il sud della Siria e la Palestina divennero territori Seleucidi. Molti ebrei, guidati dal sommo sacerdote Onia III sostenevano i Tolomei d’Egitto. 
I loro avversari dalla casa ricca di Tobia, invece supportavano i Seleucidi. Per alcuni anni seguì una lotta tra i pro-egiziani gli Oniani e i pro-siriani i Tobiani. Gli Oniani inizialmente prevalsero contro i Tobiani fino a quando il sovrano siriano Antioco IV (175-163 a.C) salì al trono. Antioco era un ellenista attivo e un egoista. Ha assunto il nome di “Epifane” (manifestazione di Dio), cioè si credeva l’incarnazione di Zeus sulla terra. 
L’energico Antioco aveva piani aggressivi per l’utilizzo di fondi provenienti dalla Palestina e soprattutto dal tempio di Gerusalemme. Ha trovato un opportunista ebreo, Giasone, fratello del sommo sacerdote Onia III. Giasone promise ingenti somme di denaro ad Antioco, in cambio di essere stabilito come sommo sacerdote promise anche di collaborare con Antioco per l’introduzione dei costumi ellenistici in Gerusalemme. 
Dopo la sua nomina, Giasone fece costruire una palestra con una pista a Gerusalemme dove i ragazzi ebrei, secondo l’usanza greca gareggiavano nudi. Queste corse si aprivano con invocazioni a divinità pagane. Sacerdoti ebrei cominciarono perfino a lasciare i loro compiti per partecipare a questi eventi. Queste pratiche ovviamente, portarono oltraggio e malumore tra gli ebrei devoti chiamati “hasidim” che significa “i pii”. 
Prima di una progettata invasione dell’Egitto, Antioco sostituì Giasone con un altro Ebreo, Menelao, che aveva offerto un tributo più alto al tiranno. Gli ebrei pii avevano un profondo risentimento per la vendita del sacro ufficio di sommo sacerdote al miglior offerente, ancora più grave, secondo gli ebrei, era il fatto che Menelao non era secondo la famiglia sacerdotale (2 Maccabei 4). Nel 169 e 168 a.C. Antioco fece incursioni in Egitto per aggiungerlo al suo regno, ma dopo gli iniziali successi, i suoi tentativi si sono rivelati inutili e sotto pressione dei romani, si ritirò dall’Egitto. 
Diretto in Siria passò da Gerusalemme per sconfiggere uno sforzo da parte di Giasone di riconquistare il sacerdozio. Antioco prese Gerusalemme, uccise un gran numero di uomini, donne e bambini, entrò nel tempio e confiscò i vasi sacri e le offerte che si trovano lì. Costruì una forte cittadella fortificata sulla collina occidentale di Gerusalemme, presidiata con le truppe a lui fedeli. 
Tornato in Antiochia, decretò misure per porre fine al culto ebraico a Gerusalemme (vedi 1 Maccabei  1:41-60; 2 Maccabei 6:1-2 per le descrizioni delle sue azioni). Dopo il suo decreto diventò un reato capitale praticare la circoncisione, osservare il sabato e altre feste religiose, e possedere anche copie di parti dell’Antico Testamento. I sacrifici pagani erano diventati obbligatori nel tempio così anche gli altari in tutto il paese. Antioco ordinò l’erezione di una statua di Zeus nel tempio e sacrificò sull’altare sacro un maiale. 
Tuttavia, Antioco non riuscì a fare i conti con l’impegno tenace degli ebrei di seguire la loro religione. Molti ebrei scelsero coraggiosamente il martirio piuttosto che compromettere la loro fede. Storie di tale eroismo religioso appaiono in 2 Maccabei 6:18-7:42. Nel 167 a.C. un gruppo di ebrei si raccolsero intorno a un vecchio sacerdote di nome Mattatia dal villaggio di Modin, una decina di chilometri a nord ovest di Gerusalemme, e scatenarono una rivolta contro il potere Siriano. Anche se la lotta contro Antioco e la Siria si trascinò per anni, l’effettivo controllo della Siria sulla Palestina era finito.

6. Il periodo dei Maccabei (167-142 a.C.)
Per imporre le sue politiche religiose, Antioco IV inviò un emissario reale al villaggio di Modin per forzare l’offerta di sacrifici pagani. Questo emissario tentò di corrompere Mattatia, il sacerdote del villaggio, con promesse di ricchezza e di onore se avesse incoraggiato le persone a offrire sacrifici. Mattatia si rifiutò categoricamente. 
Quando un Ebreo compromesso si fece avanti per far rispettare l’ordine del dell’emissario pagano siriano, Mattatia uccise entrambi e fuggì con i suoi cinque figli sulle colline vicine (1 Macc. 2:1-28). Il movimento di resistenza si organizzò nella regione, in diversi luoghi vennero distrutti altari pagani e venne ristabilito il culto ebraico. 
Nel 166 a.C. Mattatia muore, ma la resistenza continua con leadership militare del suo terzo figlio, Giuda. Giuda si è rivelato un leader militare quasi invincibile, riportò una serie di vittorie notevoli. Per le sue imprese fu soprannominato Maccabeo (ebraico significava il martello). 
I rivoluzionari furono chiamati d’ora in poi i Maccabei. Giuda vinse una serie impressionante di vittorie sui comandanti Seleucidi, (1 Macc. 3:10-12; 3:13-23; 3:38-4:3-5). Ma la vittoria più impressionante fu nel mese di dicembre nel 164 a.C. quando, Giuda riprese il tempio di Gerusalemme e smantò l’altare pagano, e purificò il tempio (1 Macc. 4:36-5:61). 
Il sistema ebraico sacrificale, ancora una volta ritornò in conformità con la Legge di Mosè. La festa nazionale della dedicazione ne celebrava il ricordo (Giov.10:22-30). Se Antioco morì nel 163. a.C., Giuda morirà in battaglia nel 160 a.C.  Ma la lotta continuo ancora, Jonatan il fratello prende in mano la leadership e come il fratello che lo aveva preceduto ottenne delle concessioni per gli ebrei.  
Il più giovane figlio di Mattatia, condusse una guerriglia dai deserti della Giudea; stabilì una base a Micmas, nominato come sommo sacerdote nel 152 a.C., fu fatto prigioniero e ucciso dal generale siro Trifone nel 143 a.C. A Jonatan seguì il fratello Simone che continuò la pressione militare e politica fino al 142 a.C. quando un pretendente al trono siriano Demetrio II, offrì a Simone la liberazione nazionale dei tributi e imposte, in cambio del suo appoggio militare e politico contro Trifone.
Il leader, Demetrio II, non ritirerà tutte le forze siriane dal suolo palestinese, e Simone continuò la sua lotta militare e sottomise la cittadella di Gerusalemme in possesso dei siri da ventisei anni. Anche il porto di Ioppe passò sotto il controllo dei Giudei, il commercio si sviluppò e così anche la prosperità.  Per la prima volta dal 586 a.C., la Giudea era libera, da allora fino alla dominazione dell’Impero Romano, gli ebrei godranno di autonomia nazionale. 
Nel periodo di pace che seguì, la popolazione riconobbe la leadership di Simone e della sua famiglia. Il popolo ebraico lo investì di autorità religiosa (sommo sacerdote), militare e politica. Simone morì assassinato, insieme a due figli, dal genero Tolomeo nel 135 a.C. Simone e i suoi discendenti governarono lo Stato ebraico fino all’intervento romano nel 63 a.C. Gli storici chiamano questa linea di re “la dinastia degli Asmonei”. 
La famiglia degli Asmonei aveva portato alla vita ebraica lo zelo per la legge con significative capacità militari e amministrative. Discendenti della famiglia degli Asmonei continuarono a governare dopo il 142 a.C, ma ben presto si allontanarono dallo zelo per la legge dei loro antenati Maccabei, a causa del potere, delle ricchezze, di motivi personali e dell’influenza greca.

LA FAMIGLIA DI MATTATIA E LA RIVOLTA MACCABEA

Mattatia 167–166 a.C.                   Non si piega alla pressione dei siriani a offrire sacrifici pagani

Giuda il Maccabeo 166–160 a.C.   Terzo figlio di Mattatia, vittorie significative sulle truppe 
                                                        Seleucidi, tempio purificato 164 a.C; libertà religiosa guadagnata.

Jonatan 160–143 a.C.     Il più giovane figlio di Mattatia, ha condotto una guerriglia nei deserti
                                       della Giudea; stabilito una base a Micmas, nominato come sommo sacerdote 
                                       nel 152 a.C., fatto prigioniero e giustiziato dal Seleucide Trifone  nel 143 a.C.

Simone 143–135 a.C.  Continua la pressione militare e politica fino al 142 a.C., sottomise la 
                                     cittadella di Gerusalemme la Giudea era libera, da allora fino alla dominazione 
                                     dell’Impero romano.

7. Il periodo degli Asmonei (142-63 a.C.)
Un figlio superstite di Simone, Giovanni Ircano (135-104 a.C.), fuggì e respinse gli sforzi militari di Tolomeo. Ircano proseguì le conquiste militari che suo padre aveva fatto e praticamente divenne un re ebreo. Assicurò la sua posizione facendo appello a Roma per il supporto, ma ha anche assunto un esercito di professionisti mercenari piuttosto che basarsi su una forza di volontari locali.
Perché era un buon generale e il potere della Siria era in declino, Ircano fu in grado, di estendere il suo territorio attraverso la Samaria e l’Idumea fino ad avere un regno quasi grande come quella di Davide e Salomone. La sua crudeltà allontanò molti ebrei pii (hasidim) e spinto Ircano in una riconciliazione con gli ebrei ricchi che avevano simpatie per l’ellenismo (i sadducei).
Quindi durante la sua vita vide lo sviluppo iniziale dei gruppi che in seguito divennero i farisei  e i sadducei del periodo del Nuovo Testamento, infatti i farisei erano i discendenti degli hasidim che si erano inizialmente uniti con i fratelli Maccabei nei loro sforzi per ottenere la libertà ebraica.
I sadducei diventarono un partito ricco con influenza sacerdotale e l’amore per l’ellenismo. I successori Asmonei erano corrotti da una brama di potere. Omicidi, inganni e tradimenti caratterizzarono la dinastia. Aristobulo I (104-103 a.C.), il successore di Ircano I, fu il primo Asmoneo a chiamare stesso re nelle sue attività ufficiali.
Il suo regno fu disastroso e durò solo un anno. Ad Aristobulo I succedette un altro regno turbolento, quello di Alessandro Ianneo, suo fratello dal 103 al 76 a.C. Alessandro fu costantemente coinvolto in guerra, disordini e dissensi interni politici. Sostenuto dai sadducei e detestato dai farisei, dovette affrontare una guerra civile che durò sei anni. Era senza principi e senza scrupoli, si dice che aveva crocifisso centinaia di prigionieri nel centro della città divertendosi con le sue amanti durante una festa ubriaco. Quando Alessandro morì nel 76 a.C. la sua vedova, Alessandra Salomè , diventò la regina. Suo figlio maggiore, Ircano II, assunse il ruolo di sommo sacerdote. Sotto la guida di Salomè, i farisei salirono al potere nel Sinedrio.
Più tardi la letteratura ebraica descrisse il regno di Salomè come straordinariamente prosperoso. Tuttavia, dopo la morte di Salomè, il figlio minore, Aristobulo II, con il sostegno dei sadducei, contestò il diritto di Ircano II a governare, mentre i farisei insieme al governatore Idumeo Antipatro , padre di Erode il grande, sostennero Ircano nella successiva guerra civile.
Quindi dopo la morte della regina nel 67 a.C. scoppiò una guerra tra i suoi due figli, Ircano II e Aristobulo II, quest’ultimo riuscì a rimanere al trono fino al 63 a.C. quando il generale romano Pompeo, che nel frattempo aveva conquistato praticamente tutto il territorio in Asia Minore fino alla Siria, arrivò e conquistò Gerusalemme.
Cosa era accaduto, i sostenitori di entrambe le fazioni ebraiche chiesero aiuto a Pompeo nel decidere la questione. Pompeo favorì Ircano, Aristobulo, non fu d’accordo con Pompeo e gli resistette. Pompeo marciò su Gerusalemme nel 63 a.C. prese la città, dopo un assedio di tre mesi, massacrò dodicimila ebrei e osò entrare nel tempio, fin nel luogo santissimo. Pompeo stabilì Ircano come Sommo Sacerdote, ma dovette cambiare il titolo da re a etnarca e si dovette accontentare di governare il piccolo territorio di Giuda (63-40 a.C.).
Un figlio di Aristobulo, Antigono riuscì a imporsi con l’aiuto di un esercito di Parti per un certo tempo fino alla sua morte (40-37 a.C.). L’epoca della dominazione romana sugli ebrei era cominciata, il nuovo potere e una nuova era che controllerà quella regione per secoli di fatto era iniziata, ma questo lo vedremo meglio nella prossima lezione.
REGNI ASMONEI

Nomi  Date del Regno  Caratteristica del regno

Giovanni Ircano          135–104 A.C.  Figlio di Simone, ultimo dei fratelli Maccabei, 
                                                                       conquistò Medeba, Idumea, Samaria e Giaffa.
                                                                       Prima apparizione dei farisei e sadducei nel suo regno.

Aristobulo I              104–103 A.C.  Fu il primo Asmoneo a chiamare stesso re nelle sue
                                                                       attività ufficiali.

Alessandro                 103–76 A.C.         Territorio esteso. Costantemente coinvolto in guerra,                            
                                                                      disordini e dissensi interni politici. Sostenuto dai sadducei
                                                                      e  detestato dai farisei. Era senza principi e senza scrupoli,
                                                                      fece crocifiggere centinaia di oppositori.

Salomè Alessandra  76–67 A.C.                   Vedova di Alessandro Ianneo; assunse autorità civile,
                                                                      nominò il figlio Ircano II come sommo sacerdote; favorì i
                                                                      farisei.

Ircano II e Aristobulo II  67–63 A.C.            Figli rivali di Salomè Alessandra, Aristobulo, sostenuto
                                                                     dai sadducei, Ircano II, aiutato dai farisei e dal governatore
                                                                      Antipatro per ripristinare Ircano al potere,
                                                                      nel 63 a.C. Pompeo conquista la Palestina.

Dopo questa carrellata si possono fare diverse considerazioni, ma ciò che penso sia importante evidenziare, da come abbiamo visto con il re persiano Ciro è che: Dio controlla la storia.
In tutti questi regni, Dio non è stato un semplice spettatore! Dio è Sovrano su tutto! (1 Cro.29:11-12) ed è sempre all’opera anche se a volte la Sua mano è invisibile (Sal.77:19; Ef.1:11).

1) Dio stabilisce il destino e i confini geopolitici delle nazioni.
(Atti 17:26; Deut.2:30; 32:8; Giobb.12:23-25 Sal. 22:27-28; 33:10-11; 47:7–8; 66:7; Is.14:24-27; 43:14-15; Dan.2:37-40; Ez.29:19–20).

2) Dio stabilisce chi deve governare.
(1 Re 19:15; Giobb.34:24-25; Dan.2:20-21,37;4:14,17,28,24-25; 5:18-20; Os.13:11; Is.40:23-24; Rom. 9:17; 13:1-4; 1Ti.2:1-2; cfr. anche 2 Cro.20:6; Dan.4:34-35; Sal.22:27-28; 33:10-11; Am.9:7).

3) Dio governa le decisioni dei governanti.
(Deut.2:30; 2Sa.16:23 con 17:14; 1Re 12:15; Esd.1:1,5; 6:22;Prov.21:1; Is.45:4-5; Da.1:9).

4) Dio stabilisce le vittorie militari.
(Gdc.7:2-3,22; 1 Sam.14:6,15,20;1 Re20:28-29; 2 Re 5:1; 2 Cro.13:14-16; Sal.20:7-9; 33:16-17; Prov.21:31; Ger.27:5-7).

Dio, benché non sia l’autore del peccato, guida la storia degli uomini secondo i Suoi progetti. La storia di ciò che è accaduto prima ( anche durante, dopo e oggi) il Nuovo Testamento era sotto il controllo di Dio, Dio stava preparando l’avvento di Gesù Cristo! Negli anni che precedettero la venuta di Cristo, Dio era stato attivo nella vita degli uomini e negli affari delle nazioni per preparare la venuta di Suo Figlio. (Mar.1:15; Gal.4:4). 

Domande
1. Perchè è importante conoscere la storia politica del Nuovo Testamento?
2. Sei in grado di ricordare i regni che hanno preceduto il Nuovo Testamento?
3. Chi sono stati secondo te i personaggi chiave dei vari regni e perché?
4. Cosa suscita in te il fatto che Dio è sovrano sulle nazioni?

Bibliografia
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