venerdì 5 aprile 2013

Una preghiera per la crescita spirituale.

Efesini 3:14-17: Una preghiera per la crescita spirituale.
A volte si sentono preghiere bizzarre, una di queste è di un vecchio diacono. Quest'uomo era solito pregare ogni mercoledì sera alla riunione di preghiera, la stessa preghiera: “Signore togli tutte le mie ragnatele dalla mia vita”. Ovviamente le ragnatele erano tutte quelle cose che non avrebbero dovuto esserci, ma che si erano accumulate durante la settimana. Ogni mercoledì era la stessa preghiera e chi partecipava cominciava a stancarsi.
Un mercoledì il diacono fece la stessa preghiera: “Signore togli tutte le mie ragnatele”.
Quando finì di pregare, un altro fratello,forse stanco di sentire sempre la stessa preghiera, si alzò e pregò ad alta voce dicendo: “Signore, Signore non farlo! Uccidi il ragno!”
Se vogliamo risolvere i nostri problemi dobbiamo andare alle cause. Se vogliamo crescere spiritualmente dobbiamo pregare specificatamente per questo.
Paolo al v.14, riprende il discorso che ha lasciato al v. 1, “per questo motivo”  e si riferisce a quanto detto dai versetti precedenti di Efesini 2:19-22, e cioè: Giudei e Gentili fanno parte di un unico corpo, unica famiglia, unico tempio di cui Paolo, come vediamo in Efesini 3:1-13, è stato chiamato a essere ministro per spiegare questo mistero.
Paolo aveva avuto questa chiamata da parte di Dio, e il suo senso di responsabilità lo spinge ora a pregare per la chiesa.
In senso metaforico Paolo, dice: “piego le ginocchia davanti al Padre”, questo è un segno di umiliazione, sottomissione, riverenza, omaggio, solennità e dipendenza come facevano i sudditi davanti ai re (1 Re 8:54; Daniele 6:10-11; Luca 22:41; Atti 7:60; 9:40; 20:36; 21:5; Isaia 45:23).
Questo è un atteggiamento importante che dobbiamo avere in preghiera.
Paolo si piega davanti al “Padre”, termine che nel mondo antico non era solo un termine d’intimità e affetto, ma anche di autorità.
Un padre non solo cercava il meglio per la sua famiglia perché l’amava, ma anche governava la propria famiglia.
“Davanti al Padre (Patera) dal quale ogni famiglia (patria) nei cieli e sulla terra prende nome” (v.15) indica:
In primo luogo che Dio è l’origine, il Creatore di tutti, angeli e uomini, Dio li ha portati all’esistenza ed esercita dominio sopra di loro e tutto dipende da Lui.
In secondo luogo “davanti al Padre dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome” indica l’estensione impressionante dell’autorità di Dio su tutta la creazione!
Ora i credenti hanno Dio come Padre per due volte: come Creatore, ma anche spiritualmente grazie a Gesù! (Giovanni 1:12-13; Romani 8:15; Galati 4:6).
Tutto ciò implica che il vero cristiano trova significato e senso solo in Dio! (Ecclesiaste 6:10; Isaia 40:26; cfr. Efesini 3:9; 4:6; 1 Corinzi 8:6; Colossesi 1:15-18; Giacomo 1:17). Noi siamo stati creati per glorificare Dio (Isaia 43:7; Romani 11:36).
Inoltre sapere che Dio è nostro Padre è una grande rassicurazione e c’incoraggia a pregarlo, sapendo che Egli essendo Sovrano può cambiare le circostanze e sapendo anche che come Padre si prende cura dei Suoi figli e darà loro cose buone (Matteo 7:7-11).
Chi prega ha questa certezza, altrimenti non pregherebbe!
Dio dà secondo le ricchezze della Sua Gloria dice il v.16 (Romani 9:23; Colossesi 1:27).
“Secondo” (Kata), indica la norma e la misura con cui Dio dona.
“Ricchezze” (ploutos) indica uno che possiede in abbondanza, al di là del normale!
 “Gloria” (doxa) può essere intesa come sinonimo di potenza, ma indica comunque lo splendore della Sua natura, la perfezione del Suo carattere e attività manifestata con potenza, o con bontà (Giovanni 11:40; Romani 6:4; 9:23; Efesini 1:12,14,18; Colossesi 1:11; 2 Pietro 1:3; Esodo 33:19-22).  
Quindi Dio dona generosamente come nessuno altro sa dare! Perché dona secondo le ricchezze della sua gloria e in questo è unico! Non c'è nessuno che dona come LUI! 
Formulando la sua preghiera in questo senso, Paolo assicura i suoi lettori che il Padre era del tutto in grado di soddisfare i loro bisogni. Quali sono i tuoi bisogni? Dio è in grado di soddisfarli secondo la sua volontà! abbi fede!
Noi siamo consapevoli che Dio può dare al di là di quello che pensiamo o domandiamo come dice il v.20, perché Dio ha una ricchezza, una risorsa inesauribile, Dio è Onnipotente ed è anche generoso, un Dio di grazia! (Filippesi 4:19).
Perciò Dio può dare senza limiti e da' in base alla Sua natura manifestandola, infatti la gloria è la somma dei Suoi attributi, come la Sua potenza e grazia, la  manifestazione concreta del Suo carattere invisibile (Cfr.  Efesini 1:19; Filippesi 4:19; Colossesi 1:11).
Se Dio può tutto, se Dio è così generoso non avere paura di chiedere ciò che sembra impossibile!
Quindi Paolo si avvicina a Dio in preghiera sapendo che Dio essendo Padre lo accoglie e può cambiare le circostanze, e può dare quanto di cui abbiamo bisogno, perché è il Creatore Sovrano potente e un Dio di grazia.
Paolo prega Dio perché è convinto di quello che è Dio! Tu lo sei?
La preghiera dipende dalla visione e consapevolezza che abbiamo di Dio! Il nostro modo di pregare rivela la consapevolezza che abbiamo di Dio.
Pertanto è importante conoscerlo come Egli è secondo come si è rivelato nella Bibbia e non è sbagliato raccogliersi e concentrarsi su Dio, sulla sua natura e azioni prima d’iniziare a pregare!
Questa è una preghiera per la crescita spirituale.
Vediamo ora, il contenuto dell’intercessione di Paolo.
Il primo soggetto di preghiera è:
I RAFFORZATI NELL’UOMO INTERIORE (v.16)
Umanamente parlando non siamo in grado di compiere la volontà di Dio a causa della nostra fragilità e possiamo di conseguenza scoraggiarci perciò abbiamo bisogno di essere potentemente fortificati.
v.16: “affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore”.

Analizziamo:
A) Il Significato di potentemente fortificati.
Paolo dice al v.16: “di essere potentemente fortificati”.
Romano Guardini (Verona, 17 febbraio 1885 – Monaco di Baviera, 1 ottobre 1968) in una delle sue preghiere teologiche chiedeva a Dio: “Insegnami a vedere che senza pregare la mia interiorità si atrofizza e la mia vita perde consistenza e forza”.
Senza preghiera la nostra anima si paralizza e la nostra vita spirituale diventa fiacca!
“Potentemente” (dunamei) significa capacità di agire, abilità produrre un forte effetto, potenza; pensate dalla parola greca potenza (dunamis) viene la parola dinamite!
In Efesini 1:19-20 si riferisce alla potenza immensa di Dio che risuscitò Gesù e lo esaltò al di sopra di ogni cosa.
La parola è usata per indicare anche come l’intransigente e ostinato Paolo è diventato servo di Dio (Efesini 3:7).
Questa potenza divina opera in noi come dice Efesini 3:20.
Con la potenza con cui Dio risuscitò Gesù, con cui ha fatto di Paolo un Suo servo, opera dentro i cristiani potentemente per rafforzarli!
Non è meraviglioso! Non siamo lasciati a noi stessi! Dio opera nei Suoi figli! Prega che Dio possa operare in te potentemente come ci dice Paolo!
Paolo continua, dicendo: “essere fortificati” (krataiōthēnai aoristo infinitivo passivo); letteralmente significa accrescere di vigore, rafforzare, essere sano, diventare forte.
Il termine è spesso utilizzato nella “Settanta” (traduzione greca dell’Antico Testamento) riguardo il credente che si fortificano in Dio (1 Samuele 23:16; 30:6) o che vengono fortificati da Dio (Esdra 7:28) ed erano forti (2 Samuele 1:23).
Questa stessa parola la troviamo in Luca 1:80 e Luca 2:40 sia per Giovanni Battista e sia per Gesù: bambini che crescevano e si fortificavano fisicamente.
Ma qui vediamo che il fortificare è in relazione, alla crescita e salute spirituale (cfr. Romani 15:13; 2 Timoteo 1:7).
Il verbo “essere fortificati” (passivo) indica che siamo chiamati a lasciarci fortificare da Dio!  Quindi a essergli sottomessi, docili, non opporre nessuna resistenza!
Questa lettera parla di crescita come vediamo in Efesini 4:13, dove è scritto che lo scopo dei doni spirituali che Dio dona alla chiesa è affinché i membri diventino adulti spiritualmente parlando, che raggiungiamo la maturità perfetta e il modello di Cristo!
Quindi, da una parte Dio ci fortifica e dall’altra siamo chiamati a lasciarci fortificare per assomigliare a Cristo!
Se vuoi assomigliare a Gesù, devi pregare!! Devi pregare affinché Dio operi nella tua vita, affinché ti fortifichi!
Molti credenti non fanno nessun progresso nella vita cristiana e ne sono soddisfatti, si accontentano, della loro mediocrità spirituale!
Ma Dio non vuole che rimaniamo bambini nel senso spirituale, vuole che cresciamo, perciò dobbiamo pregare per questo!!          

Ancora troviamo:
B) Lo Strumento mediante il quale possiamo essere potentemente fortificati.
v.16: “mediante lo Spirito suo”.
In diversi passi nel Nuovo Testamento vediamo l’associazione tra potenza e Spirito (Atti 1:8; Romani 1:4; 1 Tessalonicesi 1:5; 1 Corinzi  2:4; 15:43,44; 2 Corinzi 6:6,7; Romani 15:13).
Ma prima ancora, noi vediamo l’opera potente dello Spirito nella vita del Suo popolo, nell’Antico Testamento, per esempio nella vita di Gedeone che con soli trecento uomini fu vittorioso sui Madianiti, sugli Amalechiti e altri popoli (Giudici 6:34; 8:10).
Oppure, quando Gedeone, squartò con le sue mani, un leone con la forza dello Spirito Santo (Giudici 14:6) o quei mille Filistei con una mascella di asina (Giudici 15:14-17).
Non c’è potenza senza lo Spirito Santo!
Lo Spirito Santo è il nostro consolatore, Dio l’ho dona a tutti i Suoi figli per aiutarci nella vita cristiana.
Il cristiano è stato suggellato dallo Spirito Santo (Efesini 1:13-14), mediante lo Spirito Santo facciamo parte della chiesa che è il tempio di Dio ( 1 Corinzi 12:12-13; Efesini 2:22).

C) Il Sito dove essere potentemente fortificati.
v.16: “ nell'uomo interiore”.
Che cosa è l’uomo interiore? (ánthrōpos esō).

Tre possibili interpretazioni:
(1) Per i greci comprendeva tre cose: la ragione, la coscienza e la volontà.
La parte mentale, morale e spirituale di un uomo sia credente che non credente.  Quest’uomo interiore è la parte immateriale di una persona, l’essenza dell’uomo stesso, il carattere morale, emotivo e razionale.
Mentre il nostro uomo esterno, il nostro corpo si consuma, quello interno si rinnova ogni giorno dice 2 Corinzi 4:16.
Se fosse questa l’interpretazione, lo Spirito Santo trasformerebbe l’uomo interiore che già è presente e lo modella all’immagine di Gesù.

La seconda interpretazione:
(2) L’uomo interiore è sinonimo di cuore.
La parte più interna, nascosta (1 Corinzi 5:12; 1 Pietro 3:4). Dio si manifesta nel nostro cuore dice 2 Corinzi 4:6.

La terza interpretazione è:
(3) L’uomo nuovo.
L’uomo nuovo è in contrasto con il vecchio, con la carne (Efesini 4:20-24; Colossesi 3:9-10). Questa è la parte spirituale dell'uomo rigenerato, compresa la sua anima, spirito, cuore, mente. L’uomo nuovo è una creazione dello Spirito Santo (Giovanni 3:5-8; Tito 3:5).
L’uomo interiore è colui che si diletta nella legge di Dio, invece la carne nel peccato, c’è una  guerra continua (Romani 7:22; 8:5-8).
L’uomo interiore non è innato in noi, l’uomo non rigenerato non ha questa natura, ma nasce, cresce, si rinnova e si rafforza per l’azione dello Spirito Santo.

Tutte e tre le interpretazioni possono essere valide, ma quello che è importante sapere è: lo Spirito Santo ci aiuta, forma in noi quel carattere cristiano e ci aiuta a compiere la volontà di Dio.
Quindi "uomo interiore" è quella parte del credente, dove Dio lavora o la parte del credente dove la potenza dello Spirito Santo opera, incontra e lo determina.
Noi dobbiamo pregare affinché Dio ci fortifichi nell’uomo interiore per essere come Cristo.        

Veniamo ora al secondo soggetto di preghiera:
II LA RESIDENZA DI CRISTO NEI NOSTRI CUORI
v.17: “e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori”.
Altri passi parlano della presenza di Cristo nel credente (Giovanni 14:16-18; Romani 8:10; Galati 2:20). Forse l'apostolo sta pregando che queste persone diventino cristiane? Assolutamente no! Paolo non sta pregando che queste persone possano diventare cristiani, non prega per la loro conversione,  per la loro salvezza, egli sta pregando che Cristo abiti nei loro cuori mediante la fede, anche se è già presente in loro.
Ma se è già presente in loro che motivo c’è che preghi che Gesù abiti nei loro cuori?

"Abiti" indica:
A) Il Modo di come Gesù dovrebbe risiedere nel credente.
"Abiti" è più di un alloggio.
"Abiti" indica:
(1) Una Residenza completa.
“Abiti” (katoikēsai aoristo infinitivo attivo) indica risiedere, abitare permanentemente.  
Perciò non indica una dimora transitoria in un luogo. Paolo sceglie deliberatamente di usare questa parola: “abiti” per indicare una dimora permanente (Katoikeo) in contrasto con una visita o soggiorno occasionale (Paroikeo- Luca 24.18; Ebrei 11:9), come cercare un riparo quando sei colto all’improvviso dalla pioggia e ti ripari sotto un balcone o alloggiare in albergo per qualche giorno, occasionalmente.
Paolo non vuole dire, nemmeno, che Gesù può andare via dal credente o che non ci sia, non ha in mente una presenza soggettiva emotiva che va e che viene, ma ha in mente un senso più pieno, maturo nel senso di Galati  2:20: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha  amato e ha dato sé stesso per me”. (Cfr. Galati 4:19).
Possiamo dire che Paolo prega affinché in ogni credente, Cristo sia presente in modo reale, ideale, profondo, totale, completo. Si riferisce alla sottomissione totale: permettere a Cristo di essere il Fattore dominante nei nostri atteggiamenti e condotta.
Gesù nei credenti non deve essere un semplice ospite, ma il Padrone di casa! E come se stesse dicendo: “So che siete cristiani, so che Cristo è in voi, altrimenti non potreste essere Cristiani, ma Cristo deve essere il Signore della vostra vita!”
In un suo inno: J. Caspar Lavater dice così: “O Gesù Cristo, cresci tu in me, e tutte le altre cose svaniscano”. (cfr. Giovanni 3:30)
Se Cristo abita veramente in noi, il nostro carattere e comportamento ne saranno influenzati! Una famiglia trasloca in un’altra casa, potete immaginare il caos, la confusione propria di un trasloco. Dopo che è stato messo tutto a posto, la suocera dice alla nuora: “Adesso questa casa assomiglia a te!”
Quando qualcuno abita in un posto, darà a quel posto un suo particolare carattere.  
L’idea che troviamo qui (v.17) è che Cristo possa veramente fare di noi la sua residenza, trasformandoci in una casa che riflette il Suo carattere in ogni sua parte!  Perciò quando Gesù abita dentro una persona si vede il tocco della Sua presenza! Si vede il Suo carattere.
Si vede in te il tocco di Gesù? Per questo devi pregare! ti devi umiliare e sottomettere a
Gesù!
 
"Abiti" indica:
(2) Una Residenza consona a chi ci abita.
In “Cristo abiti nei vostri cuori” troviamo l’idea sottointesa che la dimora sia consona al proprio modo di essere, in questo caso di Gesù.
Perciò la casa è degna, in relazione di chi ci abita.
Uno studioso, un certo Wuest ha tradotto questo passo così: ”che Cristo possa finalmente stabilirsi e sentirsi completamente a casa nei vostri cuori”.  
D.A. Carson fa la seguente analogia: “Immaginatevi una coppia che accumuli abbastanza denaro per acquistare una vecchia casa. Comprano la casa, ma sanno bene che essa avrà bisogno di parecchio lavoro di adattamento e di restauro. Non sopportano la tappezzeria di colore nero e argento nella camera da letto principale. Ci sono mucchi di spazzatura in cantina. La cucina sembra essere fatta più per la gioia dell’idraulico che per la cuoca. Il tetto perde in un paio di punti, l’isolamento è scarso, come pure l’illuminazione nel bagno e la vecchia caldaia è ormai corrosa.
Non solo, ma crescendo la famiglia, questa coppia completa un paio di camere supplementari nel seminterrato e aggiunge una piccola ala per ospitarvi uno studio e uno spazio lavoro. Il terreno circostante viene accuratamente pulito e preparato per accogliervi un bel giardino.
Un bel giorno, venticinque anni dopo l’acquisto, il marito condivide con la moglie quest’osservazione: ‘Sai, mi piace proprio stare qui. Questo posto si adatta bene alle nostre esigenze. Dovunque guardiamo, vediamo il risultato del nostro lavoro. Questa casa è stata adattata ai nostri bisogni e ai nostri gusti. Qui mi sento proprio a mio agio’”.
Quando Gesù fa di noi la sua dimora, fa’ un po’ di pulizie, togliendoci un po’ di spazzatura, rinnovandoci e trasformandoci in un luogo adatto a lui, dove si possa sentire a proprio agio!
L’immagine è liberarci di ciò che è vecchio e sporco per mettere ciò che è nuovo e pulito (Colossesi 3:5-17).
Gesù si sente a proprio agio, dove il cuore è pulito, santo! Noi dobbiamo pregare per la nostra santificazione sia esteriore, ma anche interiore (2 Corinzi 7:1)
Perciò Gesù vuole fare di ogni credente la sua residenza e questo sarà nella misura in cui esercitiamo fede in lui.

Perciò vediamo:
B) Il Mezzo come Gesù abita in una persona.
v.17: “e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede...”.
“Per fede” indica la possibilità che Gesù diventa, il fattore dominante della nostra vita.
La fede ci permette di credere che la presenza di Cristo nel cuore è una realtà e non solo una frase scritta nella Bibbia! L'uomo che manca di fede non crederà che Cristo possa essere presente pienamente in un credente.
La fede del cristiano è credere che Gesù è presente realmente in lui.
Cristo viene ad abitare nei nostri cuori in risposta alla fede e continua ad abitarvi  sempre per fede.
La vita cristiana inizia con la fede, continua per la fede e finisce per fede fino a quando moriremo.
Gesù incoraggiò i discepoli a credere in Lui (Giovanni 14:1).
Gli apostoli esortavano a credere in Gesù nelle loro predicazioni (Atti 8:37; 20:21).
Ma che cosa è la fede? La “fede” (pisteōs) è assenza di dubbio, è credere in quello che dice Dio nella Sua Parola e affidarsi a Gesù mettendolo al primo posto.
Credere veramente a Gesù significa affidarsi completamente a Lui, ma anche deporre il nostro Io dal nostro cuore per fare posto a Lui!!
Perciò preghiamo che la nostra fede sia sempre più forte, chiedendo a Dio di far morire il nostro egoismo e orgoglio!

Ciò che vediamo ancora in questa preghiera è che: “Cristo abiti nei vostri cuori”.
Perché mai Cristo dovrebbe abitare nei nostri cuori?
Vediamo:
C) Il motivo perché Gesù deve abitare nei nostri cuori.
Il motivo è perché il cuore è il centro operativo delle nostre azioni, rappresenta la sede delle decisioni e degli atti, e come la torre di controllo degli aeroporti dove i controllori dirigono il traffico aereo.
Il nostro cuore dirige le nostre azioni!
Proverbi 4:23 dice: “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita”.   (cfr. Marco 7:20-23)
Perciò Cristo, dimorando nei nostri cuori mediante la fede, entra in unione personale e dinamica con noi. In questo modo Gesù governa la nostra condotta e trasformerà il nostro carattere!
Molti che si dicono credenti, non hanno Gesù nel cuore, ecco perché la loro vita spirituale è superficiale, apatica e peccaminosa, e sono estranei alla vita di Dio (Efesini 4:18).
Cristo deve vivere nel tuo cuore, se vuoi che il tuo carattere sia trasformato!
Se il tuo carattere non si sta trasformando progressivamente, vuol dire che Cristo non ha il posto che merita nel tuo cuore! Non è presente, oppure non ha il primo posto!
Perciò la preghiera è che lo Spirito Santo ci fortifichi per essere come Cristo, quindi a non avere un cristianesimo solo confessionale, quello di credere solo a certe verità, ma di essere santi, trasformati e rinnovati come Cristo!

CONCLUSIONE.
Cosa impariamo da questa preghiera d’intercessione di Paolo?

In primo luogo:
1) La sua preghiera è esclusivamente spirituale.
Paolo è preoccupato per la loro vita spirituale. Egli concentra la sua attenzione, la sua preoccupazione e preghiera sullo stato spirituale di questi cristiani.
Noi siamo più preoccupati per il nostro benessere materiale, e molte volte le nostre preghiere sono concentrate solo su cose materiali, ma dovremmo pregare di più per il nostro benessere spirituale, non solo per noi stessi, ma anche per gli altri.

In secondo luogo:
2) La sua preghiera è specifica.
Molte volte le nostre preghiere sono generali: “benedici la chiesa”; oppure “ Ti preghiamo per gli ammalati”.
La preghiera di Paolo c’insegna a pregare specificatamente per i bisogni spirituali dei credenti.
Paolo individua alcuni soggetti e li porta uno per uno alla presenza di Dio in favore dei credenti.

a) Paolo prega per la crescita spirituale: essere come Gesù!
Lo scopo della tua salvezza è:essere conforme all’immagine di Cristo (Romani 8:29). Ci sono molti cristiani che pensano che lo scopo di Dio per loro sia solo la salvezza. Queste persone sono preoccupate solo per la loro salvezza e sicurezza personale, la loro unica preoccupazione è di appartenere al regno di Dio.
Gli basta sapere che i loro peccati sono perdonati, che non andranno all'inferno, e che hanno la speranza di andare in paradiso.
L'esperienza del perdono e della salvezza è solo l'inizio della vita cristiana, è solo il primo passo, noi non ci dobbiamo fermare a questo primo punto!
Purtroppo ci sono molti cristiani che si fermano a questo punto, e nel momento in cui chiudono (secondo loro), “la pratica” della loro salvezza, pensando di avere tutto, si rilassano e non pensano che, da bambini spiritualmente parlando, devono crescere, diventare adulti come Gesù!
Tu puoi notare di credenti che dicono di esserlo da vent’anni, ma sono sempre uguali, non c’è stata in loro nessuna crescita spirituale!

b) Paolo prega che Cristo regni nel cuore.
Noi siamo il tempio di Dio! Dio è presente in noi (1 Corinzi 3:16-17; 6:19), come tali, dovremmo essere santi! (Efesini 1:4; 4:20-24).
Gesù vuole fare un po’ di pulizia nel tuo cuore vuole aiutarti a ripulire il tuo cuore da ogni spazzatura.
Come quando c’è un trasloco, abbiamo detto, puliamo tutte le stanze, così siamo chiamati, con l’aiuto dello Spirito Santo a pulire tutte le stanze del nostro cuore, anche le parti più nascoste e segrete che nessuno conosce, ma che sono pieni di sporcizia.
Abbi il coraggio di lasciare Cristo regnare nel tuo cuore! E gli altri lo vedranno! Prega per questo!