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Luca 19:6-8: La conversione di Zaccheo

 Luca 19:6-8: La conversione di Zaccheo 
Un uomo è stato salvato grazie al lavoro della Wycliffe Bible Translators in Brasile, dove un team di linguisti aveva finito di tradurre il vangelo di Luca in una lingua di una popolazione locale e aveva iniziato a registrare la colonna sonora per il film “Jesus”.
Quando arrivò il momento di registrare la sezione in cui Gesù chiamò Zaccheo, l'unico uomo disponibile a leggere la parte di Zaccheo era qualcuno che era conosciuto come un mascalzone, un uomo che era sempre alla ricerca su come trarre profitto a spese degli altri. 
Quando quest'uomo registrò la parte della storia in cui Zaccheo si pentì dei suoi peccati, non riuscì a pronunciare le parole "ho frodato", ma invece disse "ha frodato". 
Quando gli è stato fatto notare, ha negato di aver commesso un errore e si è rifiutato di registrare nuovamente la sua parte.
Questa è la difficoltà che tutti abbiamo: è così difficile per noi ammettere il nostro peccato. 
Ma alla fine, dopo molte discussioni, l'uomo ha ceduto e ha accettato di registrare correttamente la sua parte. 
Quando la registrazione fu terminata, l'intero villaggio si accalcò nella scuola per vedere il film. Ogni occhio rimase incollato allo schermo per tutte le due ore. Verso la fine, quando il film mostra Gesù che lotta sotto la pesante croce, mostrando il prezzo che ha pagato per i nostri peccati, l'uomo che aveva letto la parte di Zaccheo fu visto in mezzo alla folla con le lacrime che gli rigavano il viso. 
Il cuore ladro dell'uomo fu toccato e la sua vita fu trasformata dal Salvatore che morì per i suoi peccati.

Così è stato anche per Zaccheo!

In Gesù troviamo il potere e la grazia di pentirci dei nostri peccati!

Zaccheo, una volta che ha incontrato Gesù, rinato, c’insegna a lasciare il peccato.

Il capo dei pubblicani ha il privilegio di accogliere Gesù, il Messia a casa sua!

Per Zaccheo il regno di Dio si è avvicinato, ed Egli lo ha abbracciato con gioia: non è più l'estraneo dei vv 3-4.

Nella predicazione precedente abbiamo visto il contesto della conversione di Zaccheo, in Luca 19:6-8 vediamo il suo cambiamento.

Cominciamo a vedere:
I LA RAPIDITÀ GIOIOSA DI ZACCHEO (v.6)
Nel v.6 è scritto:“Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia”. 

Zaccheo ottiene più di quanto si aspettasse nel cercare di vedere Gesù: Gesù si auto-invita a casa sua per essere ospitato.

Come leggiamo al v.5, mentre Zaccheo era salito sull’albero per vedere Gesù, Gesù lo chiama e gli dice di scendere subito perché vuole pernottare a casa sua.

Zaccheo rispose positivamente al comando di Gesù, fa come gli è stato comandato! 

Zaccheo agì con prontezza, cioè si affrettò a scendere dall’albero con gioia!

Noi vediamo la risposta obbediente di Zaccheo alla chiamata di Gesù e la sua gioia nell’accoglierlo!

La gioia è una risposta appropriata all'iniziativa di Dio in nostro favore (Luca 1:14; 2:10; 10:20; 13:17; 15:5, 32; 19:37; 24:41,52).

La gioia è una caratteristica nel vangelo di Luca (Luca 1:14; 2:10; 10:20; 13:17; 15:5, 32; 19:37; 24:41, 52).

E per lo studioso Luke Timothy Johnson si riferisce alla gioia messianica (Luca 1:14; 2:10; 6:23; 8:13; 10:17,20).

Nel capitolo 15 di Luca, gioia è associata al ravvedimento con le parabole della pecora smarrita ritrovata, della moneta persa e poi trovata, e del figlio perduto e ritrovato (cfr. Luca 15:5,7,10,32).
Queste parabole illustrano la gioia della salvezza per i peccatori che si ravvedono.

C’è gioia quando si riceve Gesù nel proprio cuore! È quello che vediamo anche oggi quando una persona sperimenta veramente Gesù Cristo nella propria vita come il Signore e il Salvatore della propria vita.

Zaccheo ha sperimentato la gioia della salvezza in Cristo (cfr. per esempio Luca 2:10-11; Atti 16:34), la gioia di far parte del regno dei Cieli (Matteo 13:44), quella gioia che produce, o dona lo Spirito Santo (cfr. per esempio Romani 14:17; Galati 5:22; 1 Tessalonicesi 1:6).

La risposta immediata e l'emozione di Zaccheo ricordano l’annuncio della nascita di Gesù ai pastori (Luca 2:10, 16) e la chiamata di Levi con la Sua accoglienza a Gesù (Luca 5:29).

Gesù a casa di Zaccheo era anche per mangiare, e mangiare insieme aveva un significato profondo!

Mike McKinley scrive: “In quella cultura, spezzare il pane con qualcuno era un atto di comunione, un segno di accettazione, identificazione e fiducia. In breve, significava che eri in buoni rapporti. Gesù si sta estendendo in amicizia, amore e accoglienza al pubblicano”.

La reazione di Zaccheo mostra che aveva fede anche se non è menzionata (cfr. per esempio Luca 3:8-14; 7:36-50), come confermato dal v.8, lascia intendere che egli è uno che voleva abbracciare i valori e le richieste del regno di Dio, per questo Gesù dirà di lui che è figlio di Abraamo.

Hai mai sperimentato la gioia della presenza di Gesù Cristo nella tua vita?
Oppure lo hai sperimentato e non stai vivendo in comunione con Lui?
Gesù vuole essere nel tuo cuore in una profonda e intima comunione!

In Apocalisse 3:20 leggiamo le parole di Gesù alla chiesa di Laodicea: “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”.

Questo passo si riferisce alla mancanza di comunione della chiesa di Laodicea con Gesù, era una chiesa tiepida, aveva perso lo zelo, eppure questa chiesa si sentiva a posto, autosufficiente, compiacente e orgogliosa. 

Gesù li esorta allo zelo e al ravvedimento. 
Gesù non forza l’entrata, ma piuttosto si rende disponibile; il non credente, come anche il credente tiepido deve prendere la decisione di fare entrare Gesù, nel senso di ristabilire la comunione con Gesù completamente e di sentirsi a Suo agio in noi (Efesini 3:17). 
Gesù Cristo deve essere presente in modo reale, ideale, profondo, totale, completo in noi, dobbiamo essergli sottomessi totalmente, dobbiamo permettergli di essere il Fattore dominante nei nostri atteggiamenti e condotta.

Quindi Gesù chiede una risposta, invita il credente tiepido a pentirsi e ad avere comunione con Lui. 

Se il credente tiepido si ravvede, cioè ascolta la voce di Gesù e gli apre la porta, quando Gesù bussa al suo cuore, Gesù avrà di nuovo comunione con il credente che si era allontanato, questo è illustrato dalla cena comune: una pratica di amicizia, di comunione, di condivisione intima e gioiosa fraternità! 

Quando le persone si allontanavano, la cena era un momento di riconciliazione! 

Ecco perché Gesù andava a cena con i peccatori, quindi anche di Zaccheo e fu accusato di essere amico dei peccatori (Matteo 11:16-19). 

In tal senso allora la promessa di Gesù per i credenti tiepidi di Laodicea come anche di Zaccheo è del perdono, dell’accettazione, della condivisione, della benedizione e della comunione profonda, ma anche un anticipo del banchetto finale messianico (Apocalisse 19:16-19; Luca 13:29; 22:29-30).

Se Zaccheo era gioioso nell’accogliere Gesù, così non lo era i presenti, vediamo ora:
II LA REAZIONE DEI PRESENTI (v.7) 
Il v.7 dice:”Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: ‘È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!’”.

Gesù voleva alloggiare a casa di Zaccheo.
“Alloggiare” (katalusai – aoristo attivo infinito) è cessare ciò che si sta facendo, fermarsi, riposarsi.

Era una parola usata per sciogliere ciò che prima era legato, o allacciato.
Si riferisce propriamente ai viaggiatori che alleggerivano i propri carichi o quelli dei loro animali quando soggiornano in una casa durante il viaggio (Luca 9:12), quindi sembra che Gesù voleva passare almeno la notte a casa di Zaccheo per riposarsi e quindi anche mangiare (cfr. per esempio Settanta- Genesi 24:23, 25; 42:27; 43:21).

Vedendo questo, tutti i presenti mormorarono!

La grazia è sempre scandalosa perché è sempre immeritata!

Allora come oggi si rimane scandalizzati nell’accogliere chi non lo merita, devi avere un qualcosa da meritare per avere!

Così non è con la grazia di Dio! 

Il mormorio della folla simboleggia la difficoltà in ogni epoca di vedere che Dio si muove sempre oltre i confini di quella che è la religiosità, la tradizione, in questo caso Gesù che cerca e ritrova i peccatori.

Sempre Mike McKinley scrive:”È una notizia sorprendentemente buona che quando il Figlio di Dio s’incarnò, il suo amore non fu riservato alle persone che lo meritavano, ma invece perseguì relazioni con peccatori intransigenti e oltre il limite. Nessuno si sarebbe aspettato che quando Dio sarebbe venuto sulla terra avrebbe elargito la Sua bontà alle persone peggiori, ma lo fece!”

Nessuno se lo aspettava e infatti le persone presenti mormorarono!

“Mormoravano” (diegonguzon - imperfetto attivo indicativo) è lamentarsi indignatamente, brontolare molto e continuamente in modo tale da essere ascoltato facilmente; esprime intensa e continuativa disapprovazione!
Questo lo fecero tutti i presenti!!

È stata la stessa reazione dei farisei e dei pubblicani quando videro che Gesù accoglieva e mangiava con i pubblicani e i peccatori, e da li raccontò le parabole della pecora smarrita e ritrovata, della moneta perduta e ritrovata e del figliol prodigo perduto e ritrovato (Luca 15).

Zaccheo era considerato un peccatore come tutti i pubblicani perché erano truffatori noti nel raccogliere somme eccessive prendendo più del dovuto, nel ricattare e nell’estorcere denaro ed erano anche considerati traditori perché collaboravano con i Romani.

Secondo Adams, "gli esattori svolgevano una professione aperta alla disonestà e all'oppressione del prossimo".

Non c'è allora da stupirsi che la gente mormorasse quando Gesù disse che voleva pernottare a casa del capo esattore delle tasse Zaccheo, un uomo che era bravo a essere cattivo, senza scrupoli pur di arricchirsi!

Poiché le persone li consideravano impuri, erano tagliati fuori dalle relazioni sociali; potevano associarsi solo con i loro compagni pubblicani e gli altri peccatori emarginati.

Stando con loro, Gesù fu accusato di essere amico dei peccatori e dei pubblicani (cfr. per esempio Matteo 9:10-11; 11:19; Luca 7:34; 15:1).

I farisei e tutti gli Ebrei in generale consideravano l'alloggio presso un peccatore come condivisione dei suoi peccati. 

Accettare l'ospitalità di un uomo la cui ricchezza è illecita significava diventare un partner con lui nei suoi crimini.

Nessun Ebreo rispettabile si sarebbe mai inquinato soggiornando a casa del principale amministratore delle tasse Romane di Gerico!

Ma Gesù lo fece, era la Sua missione, è venuto per cercare e salvare i peccatori! (Luca 19:9-10; cfr. 1 Timoteo 1:15).

Gesù non s’incontrò con Zaccheo per condividere il suo peccato, come sembravano pensare alcune persone, ma per salvarlo!

Riguardo il mormorio della folla John MacArthur scrive: “Questo, tuttavia, non significava nulla per Gesù, che era in missione divina, stabilita dalla sovrana grazia elettiva divina e operando secondo il calendario divino, per portare questo peccatore perduto alla salvezza”.

Infine vediamo:
III IL RAVVEDIMENTO DI ZACCHEO (v.8)
Nel v.8 leggiamo:“Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: ‘Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo’”. 

Il commentatore Michael Card scrive: “Zaccheo non è un incompreso. Non è una vittima di circostanza.... Ha scelto di lavorare per i Romani, di truffare la sua stessa gente. Ha talmente successo in questo lavoro che è salito di grado fino a diventare il capo degli esattori delle tasse. Il popolo non lo disprezza perché ha una mentalità ristretta e giudica; lo disprezza perché è un ladro viscido e buono a nulla. E lui lo sa”.

Zaccheo sapeva chi era e che cosa aveva fatto! Sapeva di aver frodato molte persone!

Qualcosa avvenne in quelle parole di Gesù che gli ordinarono di scendere dall’albero dove stava per vedere Gesù (Luca 19:4).

È scritto che la parola di Dio è potente ed efficace come vediamo nella creazione, quando parlò ciò che non esisteva cominciò ad esistere (Genesi 1:3-27; Salmo 33:9).

La parola di Dio è efficace, non gli torna indietro a vuoto senza aver compiuto ciò che vuole e condotto a buon fine ciò per cui l’ha mandata! (Isaia 55:11).

Anche il gesto di grazia di Gesù nelle parole di alloggiare a casa sua ha toccato il cuore di Zaccheo!

Parlando del comando di Gesù a Zaccheo di scendere dall’albero per alloggiare a casa sua, Maly dice: "Quel gesto da solo è stato più che sufficiente per cambiare il cuore di un peccatore e per fargli proclamare pubblicamente il suo nuovo modo di vivere". 

La grazia di Gesù ha portato Zaccheo al ravvedimento!

Ma da altre parti della Bibbia vediamo che c’è un’opera invisibile divina che agisce per grazia nel peccatore nell’aprirgli il cuore per ricevere Gesù, nel chiamarlo in modo efficace convincendolo di peccato e della miseria morale e spirituale, illuminandogli la mente nella conoscenza di Gesù Cristo, rinnovandogli la volontà, persuadendolo e rendendolo capace di accogliere Gesù Cristo (cfr. per esempio Ezechiele 36:26-27; Luca 24:45; Giovanni 3:1-13; 6:44-45; 16:8-11; Atti 2:37; 16:14; 26:18; Romani 8:29-30; Efesini 1:7-9; Filippesi 2:13; 2 Timoteo 1:9).
 
Quando Dio chiama un peccatore per opera dello Spirito Santo, fa tutto ciò che dentro di lui deve essere fatto per essere salvato: lo convince che è un peccatore, gli insegna chi è Gesù, gli cambia la mente e il cuore in modo che è pronto a ricevere Gesù come Salvatore e Signore. 

Zaccheo prende posizione pubblicamente davanti a tutti coloro che mormorarono, questo è il significato di: “Si fece avanti”, mentre scendeva dall’albero, oppure poco prima di entrare a casa sua davanti alle persone, o quando era in casa e c’erano altre persone.

Zaccheo specifica chi era Gesù chiamandolo “Signore”.

“Signore” (kurion) qui non è un titolo di cortesia, indica “sovrana autorità”; Zaccheo riconosce Gesù come Signore (cfr. per esempio Romani 10:9-10) ed espresse la sua abnegazione (cfr. per esempio Luca 9:23-24) dicendogli: "Do la metà dei miei beni ai poveri " (cfr. per esempio 2 Corinzi 8:3; Giacomo 2:15–16; 1 Giovanni 3:17).

Zaccheo al contrario del giovane ricco che non voleva donare ai poveri le sue ricchezze (Luca 18:23), generosamente vuole dare la metà delle sue ricchezze ai poveri, questo è enfatizzato. 

Inoltre Zaccheo s’impegna anche a risarcire i suoi torti: se ha estorto qualcuno, lo restituirà per quattro volte.

L’enfatico “frodato” (esukophantēsa - aoristo attivo indicativo) significa “estorcere”, “prendere illegalmente”. 

“Frodare” (sykophanteō), si riferisce all'estorsione associata agli esattori delle tasse (cfr. per esempio Luca 3:14), il tipo di forza che i potenti economicamente e politicamente esercitano sui deboli economicamente e politicamente.

Zaccheo fa un’ammissione implicita, il “se” non indica che mette in dubbio che ha rubato. 

Zaccheo come capo esattore delle tasse, ha avuto molte opportunità di addebitare più tasse di quanto richiesto dalla legge e allora se qualcuno gli è lo avrebbe fatto presente, gli avrebbe restituito per quattro volte.

Zaccheo è consapevole di aver frodato alcuni ed esprime la determinazione a restituire quanto frodato, a ripagare i torti passati come riflesso di fede e ravvedimento (cfr. Luca 3:12-14) da subito, da oggi, una risoluzione presente (do- didōmi – presente attivo indicativo; rendo – apodidōmi- presente attivo indicativo).

Quindi troviamo un comportamento cambiato dalla grazia di Gesù, il risultato dell’incontro con Gesù è fede e ravvedimento, che altrove nella Bibbia sono considerati doni di Dio (cfr. per esempio Atti 18:27; Filippesi 1:29; Atti 11:18; 2 Timoteo 2:25).

Perché il quadruplo?
Nella sua restituzione, Zaccheo è andato ben oltre ciò che era legalmente necessario. 
Solo se l’appropriazione era un atto deliberato e violento, o veniva venduta, era necessaria una quadruplice restituzione (Esodo 22:1; cfr. 2 Samuele 12:6). 

Se si fosse trattato di una rapina ordinaria e i beni originali non fossero stati ripristinabili, doveva essere rimborsato il doppio del valore (Esodo 22:4,7). 

Se veniva fatta la confessione volontaria e veniva offerta la restituzione volontaria, doveva essere pagato il valore dei beni originali, più un quinto (Levitico 5:20; Numeri 5:7). 

Zaccheo era determinato a fare molto di più di quanto la legge richiedesse.
Oppure Zaccheo è stato influenzato dal diritto Romano che richiedeva un quadruplice ripristino in determinate circostanze, in particolare nei casi di accusa ingiusta nei tribunali.

Dunque quello che vediamo in Zaccheo è il ravvedimento!
Il ravvedimento è un tema importantissimo nella Bibbia.

Paul Helm scrive: “È incoerente e incomprensibile pensare che qualcuno possa esercitare la fede in Cristo come Salvatore divino dal peccato senza essere consapevole e pentito del proprio peccato. Il ravvedimento è un aspetto così importante della conversione che spesso viene sottolineato piuttosto che la fede salvifica, come quando Cristo disse che c'è gioia in cielo tra gli angeli per un peccatore che si pente (Luca 15:7)”.

Il ravvedimento (metánoia) è un cambiamento di mente dal male al bene, o di bene in meglio (cfr. per esempio Matteo 3:8,11; Luca 5:32; 15:7; Romani 2:4; 2 Pietro 3:9).  

È un cambiamento dell'intera personalità da un corso d'azione peccaminoso a camminare secondo come vuole Dio.

È necessario che ognuno si ravveda perché ogni uomo segue la propria via e non quella del Signore (cfr. per esempio Isaia 53:6), ognuno si è allontanato da Dio, ha fatto la propria strada seguendo i propri desideri e passioni e non la legge di Dio (cfr. per esempio Romani 3:9-12; Efesini 2:1-3). 

Con il ravvedimento c’è un cambiamento nella mente, che coinvolge anche i sentimenti e la volontà, un cambiamento totale nei confronti del peccato, e si ammette di essere peccatori e ribelli davanti a Dio (cfr. per esempio Salmo 51:3; Luca 15:18). 

Con il ravvedimento vi è un dispiacere e dolore per il peccato (cfr. per esempio Salmo 51:4; Luca15:21). 

E quindi anche la disposizione ad abbandonare il peccato e a prendere una nuova direzione quella di Dio (cfr. per esempio Salmo 51:1-2,7,10, Isaia 55:7; Luca 15:20). 

Il ravvedimento è ripudiare il peccato e di tornare a piacere a Dio e onorarLo con la propria vita!

John Blanchard afferma: “Ravvedersi vuol dire prendere una nuova direzione cercando con tutto il cuore di vivere in un modo che sia gradito a Dio”.  

È quindi un continuo allontanamento dal peccato e la consacrazione in obbedienza a Dio in ogni ambito della vita e per sempre, tutta la vita dei credenti deve essere un continuo ravvedimento!

CONCLUSIONE 
Il vescovo di Alessandria, Clemente (150 circa-250 d.C.), i cui scritti esistono ancora oggi, menziona in una delle sue omelie che Zaccheo continuò fedelmente nella crescita spirituale e servì Gesù Cristo fino alla fine della sua vita con distinzione, venendo infine elevato al ruolo di vescovo di Cesarea. 

Così questo piccolo uomo, un peccatore disprezzato dalla sua gente, che si arrampicò sull'albero per vedere Gesù, lasciò il peccato e divenne un leader spirituale fedele al Signore nella chiesa.

L'incontro con Gesù ha cambiato Zaccheo. 

Zaccheo c’insegna che:
1) Dobbiamo obbedire prontamente agli ordini di Gesù come Zaccheo che scese prontamente dall’albero e sperimenteremo la Sua presenza in noi (cfr. Giovanni 14:15,21,23).

Se facciamo come il Signore dice di fare sperimenteremo la Sua presenza potente in noi e le Sue benedizioni (cfr. per esempio Deuteronomio 28; Isaia 48:17-19).

2) Dobbiamo avere fede e ravvederci
Bruce Barton scrive: “A giudicare dalla reazione della folla nei suoi confronti, Zaccheo doveva essere un esattore delle tasse molto disonesto. Ma dopo aver incontrato Gesù, si rese conto che la sua vita aveva bisogno di essere raddrizzata. Dando ai poveri e restituendo – con generoso interesse – coloro che aveva ingannato, Zaccheo dimostrò un cambiamento interiore con l'azione esteriore. Non basta seguire Gesù solo nella testa, o nel cuore. Devi mostrare la tua fede cambiando comportamento. La tua fede ha portato all'azione? Quali modifiche è necessario apportare?” 

Barton ci fa capire che se abbiamo fede questa porterà all’azione conformemente alla volontà di Dio!

Alla domanda quale viene prima se la fede, o il pentimento, John Murray rispondeva: "La fede che è per la salvezza è una fede penitente, e il pentimento che è per la vita è un pentimento credente".

Il ravvedimento accompagna la fede salvifica in Cristo e la fede salvifica il ravvedimento (Atti 20:21).

La conversione di Zaccheo è una storia di ravvedimento e fede! 

Henry Clarence Thiessen scrive: “Non siamo salvati perché ci pentiamo, ma se ci pentiamo. Il pentimento non è una soddisfazione resa a Dio, ma una condizione del cuore necessaria per poter credere alla salvezza. Inoltre, il vero pentimento non esiste mai a prescindere dalla fede. Cioè, non ci si può allontanare dal peccato senza allo stesso tempo rivolgersi a Dio. Viceversa, possiamo dire che la vera fede non esiste mai senza il pentimento. Le due cose sono indissolubilmente legate”.

Controlla il tuo stile di vita; hai bisogno di ravvederti e rinnovare il tuo impegno verso il Salvatore e il Signore Gesù?

La difficoltà che alcuni hanno nell'entrare nella porta del regno di Dio, o di accettare Gesù come il Signore e il Salvatore della propria vita per la loro salvezza, è come l'esperienza di quel ragazzino la cui mano rimase incastrata dentro un vaso costoso. I suoi genitori per liberarlo, cercarono di applicare schiuma di sapone e olio da cucina senza successo. Quando si rassegnarono a rompere il vaso per liberare la mano del figlio, il ragazzo spaventato gridò: "Sarebbe d'aiuto se liberassi i soldi che ho in mano".

Questa vicenda ci ricorda quello che accade spesso a noi, non vogliamo lasciare quel peccato che ci porta così tanto piacere e soddisfazione!

Infine:
3) Non dobbiamo giudicare gli altri pensando se siano degni, o non degni di Dio
Non dobbiamo scandalizzarci nel vedere persone con “grandi peccati” entrare in chiesa, o che si sono convertite!

Luca ha costantemente mostrato come Gesù si prendesse cura degli scartati, degli emarginati dalla società come Zaccheo!

Così non dobbiamo seguire l’esempio della folla che mormorava contro Gesù che voleva andare a casa di un peccatore!
Ma di essere contenti per i peccatori che si ravvedono come lo fanno gli angeli in cielo (Luca 15:7,10), o andare incontro “ai peccatori” impenitenti per portargli il messaggio della salvezza di Gesù! (cfr. per esempio Matteo 28:18-20; Luca 24:46-48).

Non emarginiamo coloro che pensiamo non siano degni del vangelo!

Dopo tutto nessuno lo è! Tutti siamo peccatori privi della gloria di Dio! (cfr. per esempio Romani 3:23).




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