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Salmo 86:2,5-7,15: Una preghiera di dipendenza (2)

 Salmo 86:2,5-7,15: Una preghiera di dipendenza (2)
“C'è solo una cosa nel mondo che vale davvero la pena perseguire: la conoscenza di Dio” (Robert H. Benson).

È proprio così non solo perché nel conoscere Dio si ha la vita eterna (cfr. per esempio Giovanni 17:3), ma anche perché dalla conoscenza di Dio dipende la nostra salute spirituale e anche il modo come preghiamo.

Il Salmo 86 è una preghiera che dichiara la dipendenza dal Signore.

Nella precedente predicazione di questo salmo abbiamo visto che la situazione di Davide era davvero brutta a causa di certi nemici che lo volevano morto (vv.7,13-14,17).

Continuiamo a meditare su questo salmo che dichiara la dipendenza di Dio, considerando che la preghiera è la voce della fiducia in Dio e la motivazione della preghiera fiduciosa. 

I LA PREGHIERA È LA VOCE DELLA FIDUCIA IN DIO (v.2)
Al v.2 leggiamo: “Salva il tuo servo che confida in te”.

Questa preghiera di Davide è:
A) Una preghiera che proviene dal cuore
Spurgeon riguardo questo salmo disse: “Nota una cosa su questa straordinaria preghiera di Davide: è quasi del tutto priva di poesia. Gli uomini usano espressioni grandiose, studiate, estasiate e poetiche nelle loro lodi. E fanno bene. Sia lodato Dio con i pensieri più nobili e con la musica più affascinante. Ma quando un uomo viene alla preghiera - e quella preghiera viene fuori dal profondo del dolore - non ha tempo, né pensiero per la poesia. Va dritto alla questione e supplica Dio con assoluta semplicità di parola. Noterai che nelle preghiere felici, nei momenti di gioia, gli uomini usano similitudini e metafore, tropi, simboli e simili. Ma quando si tratta di lottare con Dio in tempi di agonia - non c'è bellezza nella parola - la parabola e la prosa vengono messe da parte”.

Quando abbiamo un problema, una sofferenza, andiamo direttamente al nocciolo: gridiamo a Dio chiedendoci liberazioni senza giri di parole! 

Quando desideriamo essere liberati dalle preoccupazioni che ci appesantiscono, ogni parola superflua viene messa da parte e sappiamo che Dio ci ascolta!

Qualcuno ha detto: “L'orecchio di Dio è vicino alle labbra del credente”.

Dio è attento alle preghiere di coloro che si affidano a Lui. 

Questa preghiera di Davide è:
B) È una preghiera di confidanza
“Confida” (bôṭēaḥ - qal attivo participio) è avere fede, riporre la propria fiducia in Dio! 

È credere in una persona fino al punto di affidarsi a lui.

“Confidare” esprime la sensazione di sicurezza e protezione che si prova quando si può fare affidamento su qualcuno, in questo caso Dio.

Davide era convinto che il Signore lo potesse salvare (vv.13,15,17) e pertanto prega fiduciosamente che lo farà! Il Signore gli risponderà! (v.7).

È la natura di Dio che spinge Davide a pregarlo per la sua salvezza!

La natura di Dio gli ricorda che la preghiera è la sua unica fonte di speranza, fiducia, affidabilità!!

La persona saggia riconosce la sua totale dipendenza dal Dio dell'universo. 

Confidare nel nome del Signore è la più ferma e più sicura base di fiducia di qualsiasi altra cosa, o persona (cfr. per esempio Isaia 7:9; 28:16; Isaia 50:10; Abacuc 2:4).

Qualsiasi altra fonte di sicurezza che non sia Dio, è senza valore (Giobbe 31:24), è una falsa sicurezza (cfr. per esempio Giudici 20:36; Giobbe 6:20; Salmo 49:6-9; Proverbi 11:28; 28:26; Isaia 3:1; Geremia 5:17, 17:5) e alla fine porta alla delusione.

L'elenco di questa falsa sicurezza include l'uomo (Salmo 118:8; 146:3; Proverbi 25:19; Geremia 17:5); la malizia (Isaia 47:10); la violenza e l’oppressione (Salmo 55:23; 62:10; Isaia 30:1); le ricchezze (Salmo 49:6; 52:7; Proverbi 11:28); gli idoli (Salmo 31:6; 115:8; Isaia 42:17; Abacuc 2:18); il potere militare (Deuteronomio 28:52; Salmo 44:6; Isaia 31:1; Geremia 5:17; Osea 10:13); la religione (Geremia 7:4,8,14); la propria giustizia (Ezechiele 33,13; Osea 10:13); le alleanze straniere (Isaia 36:4-7; Ezechiele 29:16). 

Il Signore mostra la Sua misericordia, o esaudisce le preghiere di coloro che lo invocano con fede!

Come diceva il teologo Giovanni Calvino: “La porta è chiusa alla preghiera se non è aperta con la chiave della fiducia”.

I depositi inesauribili e variegati di Dio sono aperti alla voce della preghiera fatta con fede (cfr. Matteo 8:13; 9:27-35; Ebrei 11:6).

Ora nelle difficoltà, nella sofferenza dobbiamo concentraci con fede su chi è Dio!

Non dobbiamo permettere alla sofferenza di portarci all’incredulità!

Geoff Thomas diceva: “Il nostro più grande problema nella sofferenza è l'incredulità”.
Davide non era incredulo! Era abbattuto, preoccupato, ma non incredulo, aveva fiducia nel Signore!

Davide si fidava perché il Signore è buono, pronto a perdonare, misericordioso verso quelli che lo invocano; è l’unico Dio, è grande e fa meraviglie, è pietoso, lento all’ira e grande in bontà e in verità, un Dio che fa grazia (vv.5-7,10-13,15-17).

In ogni ambiente, in ogni circostanza e in ogni necessità di questo mondo caduto nel peccato, con le sue false glorie e tentazioni, il nostro più grande bisogno è quello di conoscere veramente il Signore. 

Lo conosciamo attraverso la sua Parola, la Bibbia e questa conoscenza ci dà vita ma anche sostanza alle nostre preghiere. 

Davide per fede, era sicuro che il Signore gli avrebbe risposto positivamente, che lo avrebbe salvato dalla morte, si aspettava il soccorso e la consolazione da Dio conoscendone la Sua natura (vv.13,15,17).

Dunque alimenta la tua conoscenza di Dio e la fede attraverso la Parola di Dio (cfr. per esempio Romani 10:17) così sarai più preparato quando affronterai situazioni difficili, quando sembra che il mondo ti stia per crollare addosso!

“Il cristiano è forte o debole a seconda di quanto strettamente ha coltivato la conoscenza di Dio” (A. W. Tozer).

Ma Dio vuole che lo conosciamo nel nostro cuore e con il cuore e gli comunichiamo ciò che abbiamo nel cuore. 

Questa preghiera non è semplicemente poesia, ma è molto meglio, quando gridiamo a Dio, quando svuotiamo quello che abbiamo nel cuore chiedendogli che ci salvi dai nostri problemi, nemici, sofferenze, possiamo aspettarci liberazioni da Lui!

In questa conoscenza è importante che ci sia un coinvolgimento di tutto il cuore come ci fanno capire i vv.11-12: “O SIGNORE, insegnami la tua via; io camminerò nella tua verità; unisci il mio cuore al timor del tuo nome. Io ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il mio cuore, e glorificherò il tuo nome in eterno”.

Proverbi 3:5 ci esorta dicendo: “Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento”.

Altrove, Dio ha ripreso il Suo popolo perché si avvicinava a Lui con le labbra e non con il cuore.

Gesù in Matteo 15:8-9 citando le parole di Isaia 29:13 afferma: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d'uomini".
La preghiera è l’espressione dei desideri che provengono dal profondo del nostro essere!

Nel Salmo 62:8 Davide esorta: “Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio. [Pausa]”

“Apri il tuo cuore in sua presenza” indica versare, portare, esprimere a Dio in preghiera ciò che abbiamo nel profondo del nostro cuore: richieste, passioni, desideri, speranze, paure, ansie, preoccupazioni, frustrazioni, dolori, delusioni, amarezze, rabbia, dubbi apertamente e onestamente a Dio.

Sempre Spurgeon parlando della preghiera del Salmo 86 disse: “È l’effusione del cuore mentre il cuore ribolle… Questo dovrebbe essere un suggerimento per te quando preghi. Non studiare come organizzare le tue parole quando vieni davanti al Signore. Lascia l'espressione all'occasione, ti sarà dato nella stessa ora ciò che dirai. Quando il tuo cuore è come un geyser ribollente, lascialo salire in alto in pilastri di preghiera. Lo straripamento dell'anima è la migliore preghiera del mondo. Preghiere indistinte, disarmoniche, spezzate, fatte di sospiri e pianti e inumidite di lacrime, queste sono le preghiere che vincono con il Cielo. Preghiere che non puoi pregare, suppliche troppo grandi per essere pronunciate - preghiere che si dibattono in mezzo a vocaboli cercando di trovare parole adatte - queste sono le migliori preghiere che Dio abbia mai ascoltato”.

Esprimi al Signore senza paura, o vergogna ciò che hai nel cuore!

Lascia che il tuo cuore sprigioni in preghiera, senza giri di parole, come un geyser ciò hai dentro di te, ciò che ti desta preoccupazioni, smarrimento, paure!
Porta tutto al Signore! Perché si prende cura di te! (cfr. 1 Pietro 5:7).

Vediamo:
II LA MOTIVAZIONE DELLA PREGHIERA FIDUCIOSA (vv.5-7)
Questa preghiera di Davide non si accontenta di pregare senza che si aspetti un risultato pratico.

Nel v.5 Davide va dritto alle ragioni principali per cui i credenti possono avere fiducia nella preghiera: “Sei buono, pronto a perdonare, e misericordioso verso quanti t'invocano”.

Vediamo prima di tutto:
A) Il fondamento della preghiera
La base della preghiera, o la sua anima, o incoraggiamento è conoscere il carattere di Dio. 

Davide ha conosciuto Dio attraverso la Sua Parola, confessione di fede e attraverso l’esperienza da credente.

È la conoscenza di Dio che lo tiene a galla, che lo sostiene anche in un periodo drammatico della sua vita.
Nei vv.6-7 c'è un senso di angoscia nelle parole del salmista che implora il Signore di aiutarlo, lo implora di ascoltare e di rispondere al suo grido di aiuto.
Noi leggiamo: “Porgi orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce delle mie suppliche. Io t'invoco nel giorno della mia angustia, perché tu mi risponderai”.

Nessuna crisi è più grande del Signore Dio Onnipotente! 

Niente è troppo difficile e impossibile per Lui! 

Alla vecchia e incredula Sara, quando gli viene detto che avrebbe avuto un figlio rise, il Signore disse ad Abraamo: “Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il SIGNORE? Al tempo fissato, l'anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio” (Genesi 18:14).

Per il Creatore niente è troppo difficile! Ne è convinto Geremia: “Ah, Signore, DIO! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e con il tuo braccio steso; non c'è nulla di troppo difficile per te” (Geremia 32:17; cfr. Matteo 19:26; Luca 1:37)

Le angustie di questa vita, dure e difficili da sopportare, non devono portarci alla disperazione, perché il Dio Onnipotente “è buono, pronto a perdonare, e misericordioso verso quanti t'invocano”.

Studiosi sono convinti che la fede di Davide si basava sulle azioni di Dio del passato e quindi su confessioni di fede storiche.

Sapendo che il Signore ha agito verso il Suo popolo nel corso della storia, Davide è incoraggiato a rivolgersi a Lui nel momento del bisogno.

La fiducia in Dio di Davide si basava su ciò che Israele ha conosciuto di Dio fin dai tempi più antichi con altri prima di lui, infatti molti anni prima Mosè sperimentò quella che divenne una confessione liturgica della comunità: “Il Signore passò davanti a lui, e gridò: ‘Il Signore! Il Signore! Il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà’” (Esodo 34:6; cfr. Numeri 14:18; Neemia 9:17; Giona 4:2; Gioele 2:13; Salmo 103:8; 145:8).

Dunque, oltre a rassicurare le paure di Davide, questa famosa confessione è stata sperimentata da generazioni di credenti passati.

James Luther Mays a riguardo afferma: “La preghiera non si basa solo sulla propria fede personale, ma sulle antiche e continue confessioni di tutta la comunità”.

Davide trova forza nella conoscenza di Dio condivisa dalla comunità attraverso molte generazioni, fa appello alle solide verità della natura di Dio che il suo popolo aveva celebrato per generazioni.
I suoi antenati nella fede avevano sperimentato che Dio era il Signore, ora Davide segue il loro esempio di fede ed è convinto che la sua supplica non andrà a vuoto, non si disperderà nell’aria, per la natura di chi è Dio!

Quindi, non siamo soli a credere e a confessare che Dio è misericordioso e pietoso, paziente e ricco in bontà e fedeltà (vv.5,15), questo è davvero incoraggiante e stimolante per continuare ad avere fede nel Signore e a pregarlo fiduciosamente con la certezza che opererà!

Consideriamo ora:
B) La fedeltà di Davide nella preghiera
Davide non prega altre divinità per essere salvato dai nemici! Ha pregato solo il Signore!

Davide sa di dipendere totalmente dal Signore, sa che solo Lui lo può salvare da quella brutta situazione angosciante in cui si trova, infatti al v.7 dice “angustia”.

“Angustia” (ṣārāh) è limitazione, difficoltà e pressione da cui il richiedente Davide desidera essere liberato da una mano potente.

La parola “angustia” indica un tipo di sofferenza che è oppressivamente dolorosa, considerevole e sempre presente, e un problema da cui Davide è impotente a liberarsi e si affida al Signore con la certezza che esaudirà la sua preghiera.

Il v.7 è una dichiarazione di determinazione fedele ad aggrapparsi al Signore!

Agostino di Ippona diceva: “In tutte le difficoltà si dovrebbe cercare Dio. Non dovresti metterlo contro i tuoi problemi, ma dentro di loro. Dio può alleviare i tuoi problemi solo se ti aggrappi a lui nella tua ansia. Le difficoltà non dovrebbero essere realmente pensate come questa cosa, o quella in particolare, poiché tutta la nostra vita sulla terra comporta difficoltà; e attraverso le difficoltà del nostro pellegrinaggio terreno troviamo Dio”.

Ci sono alcune preghiere per certe circostanze, come questa di Davide che ci si aggrappa con forza al Signore! 

Per Davide non era un aggrapparsi a un’illusione, perché Dio è vivente e vero! (cfr. 1 Tessalonicesi 1:9).

Nella preghiera, le parole di Davide ricordano a Dio l'essenza della Sua natura, in questo modo sta dicendo la motivazione perché Dio deve ascoltarlo e per cui lo ascolterà e cioè perché è buono, pronto a perdonare, e misericordioso verso quanti lo invocano.

Davide, dunque non dubita della capacità del Signore che riguarda la sua angoscia, ma vuole portarla al Signore in modo che diventi una preoccupazione del Signore, e quindi per mobilitare la Sua misericordia e la Sua potenza.

Davide, umilmente esprime la sua fede in Dio, riconoscendo ciò che Lui è, lo adora.

Allo stesso modo, le nostre preghiere dovrebbero dichiarare a Dio i nostri motivi di fiducia in Lui mentre trascorriamo il tempo semplicemente adorando la Sua natura meravigliosa.

La natura di Dio è la fonte, la base, l’alimentazione, la forza, della nostra fede e della preghiera fiduciosa!

Anche noi oggi, insieme alle diverse generazioni che hanno sperimentato la natura di Dio, siamo incoraggiati a fare appello in preghiera alla Sua bontà, clemenza e misericordia!

Molte volte siamo bloccati nella preghiera perché sappiamo che siamo mancanti davanti a Dio, ma dobbiamo sempre ricordare che Dio buono, pronto a perdonare e misericordioso!

C) La forza della preghiera
La forza della preghiera, dunque, è Dio!

Noi vediamo tre aspetti di Dio nel v.5.

Prima di tutto Davide dice che:
(1) Dio è buono
Davide mette in evidenza che Dio è buono (2 Cronache 5:13; Salmo 34:8; 107:1,9; 136; Matteo 7:11; Luca 18:19; 1 Pietro 2:3).

Dio ha in mente il benessere del Suo popolo, fisicamente e spiritualmente. 

Dio è l'unico che è veramente buono in ogni modo (cfr. per esempio Salmo 100:5; 119:68; 14:1,3).

James Montgomery Boice scrive: “Gli dèi dei pagani non erano buoni. Erano egoisti e capricciosi. Non potevi mai sapere quando si sarebbero rivoltati contro di te e ti avrebbero fatto del male. Non così il nostro Dio. Il Dio della Bibbia è ed è sempre stato buono”.

La parola “buono” (ṭôb) indica che il Signore fa del bene, è generoso (cfr. per esempio Giobbe 2:10; Salmo 107;1,9; 119:68; Proverbi 22:9).

Dio è buono indica che agisce per beneficiare gli altri.

Dio è la fonte di ogni benedizione (cfr. per esempio Salmo 34:8-10; Giacomo 1:17).

Allen Ross su questo aggettivo “buono” nella Bibbia dice: “Di solito descrive persone, o cose che promuovono, migliorano, proteggono e preservano la vita”.
“YHWH è ‘buono’ in quanto salva dalle molte forme di caos mortale e rende possibile una vita ’buona’, la vita in comunità” (Hossfeld, F.-L., & Zenger, E.).

A volte “il Signore è buono” è la dichiarazione centrale in risposta all'esperienza di salvataggio di Israele (cfr. Salmi 106, 136) e di un individuo (cfr. Salmi 107, 118).
E Davide lo usa in questo senso.

Dio dona non solo generosamente, ma anche genuinamente, non solo con mano aperta, ma anche con cuore integro!

La benevolenza di Dio non è astratta! È concreta!

Basta che ricordiamo il dono prezioso che ha fatto con Gesù dandolo in sacrificio per i nostri peccati! (cfr. per esempio Giovanni 3:16; 1 Giovanni 3:16-17).

Il secondo aspetto è:
(2) Dio è pronto a perdonare
Quanto è difficile per noi perdonare chi ci ha fatto del male, Dio invece è pronto a perdonare.

Un uomo di nome John Oglethorpe, parlando con il predicatore e teologo John Wesley, una volta fece il commento: "Non perdono mai". Wesley rispose saggiamente: "Allora, signore, spero che lei non pecchi mai".

Wesley rispose così perché Gesù ha detto che se non perdoniamo agli altri, il Padre celeste non perdonerà noi (Matteo 6:14-15; 18:35).

In quanto peccatori tutti abbiamo bisogno del perdono di Dio (Romani 3:9,23; 1 Giovanni 1:8-10).

“Pronto a perdonare” (sallāḥ) indica che il Signore è incline e capace di perdonare e mostrare misericordia.

Davide enfatizza la natura perdonatrice di Dio, sottolinea che è una caratteristica fondamentale ed essenziale del Signore. 

La volontà di Dio è una volontà a perdonare!

Appartiene alla Sua natura essere "un Dio che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato" (cfr. per esempio Esodo 34:7; Numeri 14:18-20; Neemia 9:17; Salmo 32:5; 130:4; Isaia 1:18; 43:25; 44:22; 55:6-7; Daniele 9:9; Michea 7:18).

L'Antico Testamento contiene quindi molte preghiere per il perdono di Dio sia di singoli individui (cfr. per esempio 2 Re 5:18; Salmo 25:11) e sia del Suo popolo, Israele (cfr. per esempio, 1 Re 8:30-50; 2 Cronache 6:21-39; Salmo 79:9).

Davide poteva pensare a numerose occasioni in cui Dio perdonò i suoi peccati e i peccati d’Israele. 

Il perdono è liberare una persona dalla colpa e dalle sue conseguenze. 

John S. Kselman riguardo il perdono scrive: “Il perdono è l'eliminazione di un'offesa dalla memoria; può essere effettuato solo da colui che è stato offeso. Una volta debellato, il reato non condiziona più il rapporto tra l'autore del reato e l'offeso, e l'armonia viene ripristinata tra i due. La Bibbia sottolinea sia il perdono umano che il perdono divino: quest'ultimo è l'atto divino mediante il quale viene effettuata la rimozione del peccato e delle sue conseguenze”.

Il perdono è un atto di Dio, che libera i peccatori dalla colpa e dal Suo giudizio.

Poiché solo Dio è santo, solo Dio può perdonare il peccato (cfr. per esempio Marco 2:7; Luca 5:21).

Dio è in grado di cancellare il peccato di tutti coloro che lo invocano nella loro peccaminosità chiedendogli il perdono (cfr. per esempio 1 Giovanni 1:8-10).

Thomas Adams riguardo il perdono disse: “I peccati sono così rimessi come se non fossero mai stati commessi”.

Dal Nuovo Testamento conosciamo il dono di Dio di Suo Figlio, tanto è grande la Sua determinazione a perdonare i peccati di coloro che lo invocano. 

Il perdono, oggi si basa fondamentalmente, quindi, sull'opera di espiazione di Cristo (cfr. per esempio Luca 24:47; Efesini 1:7; 4:32; Colossesi 2:13; Ebrei 9:11-28) ed è un atto di pura grazia (cfr. Romani 3:23-24).

È davvero stupefacente come possa Dio perdonare i peccatori nonostante i loro peccati! 

Leon Morris scriveva: “Dove si ottiene il perdono, è qualcosa da ricevere con gratitudine e da guardare con stupore e meraviglia. Il peccato merita la punizione. Il perdono è una grazia stupefacente”.

Dobbiamo essere grati a Dio per il Suo perdono!

Quando pensi che i tuoi peccati sono imperdonabili, devi ricordare che Dio è pronto a perdonare!
Ricordalo sempre: Dio è pronto a perdonare!

Forse cadi nello stesso peccato più volte e ti vergogni di chiedere perdono a Dio, di tornare a Dio, ti sembra troppo che Egli ti riceva di nuovo. 
Ma lo farà, perché è pronto a perdonare!

David Guzik scrive: “Molti aspettano a pentirsi e a chiedere perdono perché pensano che il tempo possa rendere Dio più indulgente. Questo non è possibile. Egli è pronto a perdonare ora”.

Così Davide nella sua preghiera per la sua salvezza fa appello al perdono di Dio consapevole che Dio va oltre i suoi peccati!

Infine vediamo:
(3) Dio è misericordioso
“Misericordioso” (rab-ḥesed) letteralmente è “grandemente misericordioso” o “abbondantemente misericordioso”. 

Come disse Giovanni Calvino: “La sua misericordia è così grande da rendergli impossibile respingere chiunque implori il suo aiuto".

Dio è ricco in misericordia! (Efesini 2:4-5).

Dio non dispensa la Sua misericordia da un piccolo e magro deposito che si può esaurire da un momento all’altro, ma da un deposito incalcolabile, di infinite ricchezze della Sua misericordia che insieme alla Sua bontà e perdono scorrono in abbondanti flussi verso coloro che lo invocano!

La misericordia di Dio è semplicemente inesauribile, sia nella sua intensità che nella sua estensione.

La parola Ebraica per “misericordia” è “ḥesed” descrive l’amore costante, gentile, la grazia o la bontà infallibile.

La misericordia è usata per l'amore di Dio che è legata alla fedeltà alla Sua alleanza, al Suo Patto (cfr. per esempio Esodo 20:6; 34:6-7; Deuteronomio 5:10; Deuteronomio 7:9, 12); infatti l'idea centrale di questa parola riguarda la fedeltà all'interno di una relazione, quindi verso il Suo popolo. 

Forse l'uso più noto della parola Ebraica “ḥesed” si trova nel Salmo 136, dove il termine è usato 26 volte come parte del ritornello "perché la sua bontà (ḥesed) dura per sempre". 

Nel salmo 136, il salmista applica il termine “ḥesed” con la posizione incontrastata di Dio e Signore al di sopra degli dèi e dei signori (Salmo 136:2, 3); all'opera di Dio nella creazione (Salmo 136:4-9), alla liberazione e al riscatto del Suo popolo dal Faraone e dal Mar Rosso (Salmo 136:10-15); alla Sua guida nel deserto (Salmo 136:16); al Suo dono della terra a Israele e la sconfitta dei Suoi nemici (Salmo 136:17-22); al Suo regno in cielo (Salmo 136:26).

Quindi “la misericordia” include l'idea di amore, grazia, devozione e fedeltà al patto. 

L'enfasi è sulla fedeltà di Dio al Suo Patto con il Suo popolo, sulla Sua promessa di essere sempre il loro Dio, di proteggerlo e prendersi cura di lui. 
Descrive il Suo sentimento speciale per il Suo popolo.

Questo ci ricorda che possiamo avvicinarci a Dio solo per la via che Egli ha donato, oggi attraverso il Nuovo Patto istituito da Gesù (cfr. Matteo 26:26-28).

Ognuno ha il dovere di pregare Dio come Creatore, e la Sua bontà è evidente a tutti come motivazione. 

Ma il perdono dei peccati e il patto di misericordia si trovano solo nel Salvatore che Dio ha provveduto. 

Coloro che desiderano pregare Dio con fiducia, devono dunque avvicinarsi a Lui mediante la fede in Gesù.

Tutte e tre le affermazioni: “Buono”, “pronto a perdonare” è “misericordioso” enfatizzano che il Signore è un Dio personale di coloro che lo invocano!

È fondamentalmente un Dio devoto, pieno di sollecitudine e generosità per coloro che lo pregano.

CONCLUSIONE
Pensiamo per un attimo al fatto di chi siamo e di Chi preghiamo.

C’è forse qualcosa di più meraviglioso di questo: siamo sia insignificanti che indegni, ma Dio è buono, clemente e grandemente misericordioso e ci permette di parlare con Lui, cioè il Dio che ha creato ogni cosa dal nulla e sostiene l’universo mediante la Parola della Sua potenza!

E come diceva Spurgeon: “Questa è l'essenza della preghiera: elevarsi nella debolezza umana per parlare con la Divina Onnipotenza”.

Allora porta i tuoi pesi, problemi, preoccupazioni a Dio! 
Nonostante sei una peccatrice, o peccatore, le braccia di Dio sono sempre pronte e aperte per accoglierti!

Non credere a quella voce malefica che ti dice che Dio non ti accoglie perché sei un grande peccatore, o peccatrice che hai fatto cose orribili e non ti perdonerà mai!
Perché Dio ti perdona in Cristo se credi che è morto e risorto per te!

Devi credere e accettare che nonostante sei inaccettabile, Dio ti accetta in Cristo! 
Come diceva Paul Tillich: “Dobbiamo imparare ad accettare di essere stati accettati, malgrado il fatto di essere inaccettabili”.

Chiedi al Dio Creatore grandi liberazioni, non lo limitare, perché è illimitato in potenza, saggezza, bontà e misericordia!

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