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Giovanni 6:27: Adoperatevi per il cibo che dura in vita eterna

 Giovanni 6:27: Adoperatevi per il cibo che dura in vita eterna
Il teologo del IV secolo Giovanni Crisostomo disse: "Gli uomini sono inchiodati alle cose di questa vita". 
È proprio così l’umanità pensa ed è legata alle cose di questa vita! Alle cose materiali!
Tra queste persone ci sono anche coloro che cercano Gesù Cristo per soddisfare i loro bisogni materiali! Hanno una fede per cose materiali.
Queste parole sono rivolte a chi cerca Gesù per motivi materiali, a quelle persone che cercavano Gesù perché avevano visto fargli segni miracolosi come la moltiplicazione dei pani e furono saziati.
Così Gesù esorta queste persone a non adoperarsi per il cibo che perisce, quindi per le cose materiali che non durano per sempre, ma ad adoperarsi per il cibo che dura in vita eterna, per le cose spirituali che durano per sempre.
In questo versetto vediamo prima di tutto:
I IL COMANDO CHE RIGUARDA IL CIBO 
“Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna”.
Il comando “adoperatevi” (ergazesthe – presente medio imperativo) indica che ogni giorno noi dobbiamo adoperarci non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna.
“Adoperatevi” significa impegnarsi, sforzarsi attivamente facendo un lavoro per uno scopo, o per necessità, indica attività che implica impegno e lavoro, quindi spendere le proprie energie (cfr. per esempio 1 Corinzi 9:6; 1 Tessalonicesi 4:11; 2 Tessalonicesi 3:8; 3 Giovanni 5).
Questo verbo significa impegnarsi in un'attività che comporta un notevole dispendio di energie.
Nel Nuovo Testamento questa parola è usata per indicare il lavoro fisico (cfr. per esempio Romani 4:4; 1 Corinzi 4:12; Efesini 4:28; 1 Tessalonicesi 2:9; 4:11-12; 2 Tessalonicesi 3:10,11,12). 
Come anche in senso teologico per esprimere la pratica dell'obbedienza a Dio, operare la giustizia, o fare buone azioni (cfr. per esempio Giovanni 3:21; Atti 10:35; Romani 4:5; Galati 6:10; Ebrei 11:33; Giacomo 1:20).
Oppure il servizio per il Signore per la diffusione del Vangelo, o del regno di Dio. I credenti sono completamente dedicati, lavorano nell’opera del Signore, cioè sono impegnati in attività specificamente cristiane, o specificamente nell'interesse del Vangelo (1 Corinzi 16:10; cfr. per esempio 1 Corinzi 15:58).
Vediamo allora:
A) Ciò che non significa “adoperatevi”
“Adoperatevi” non significa che la vita eterna sia per le nostre opere perché è per la sola fede, un dono della grazia di Dio (cfr. per esempio Efesini 2:8-9; Filippesi 1:29), infatti in Giovanni 3:16 è scritto: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. (cfr. per esempio Giovanni 3:18,36; 6:47; Atti 16:31).
Così anche Paolo parla di vita eterna, di giustificazione, di salvezza come dono e non qualcosa che ci guadagniamo con le nostre buone opere (Romani 3:21-28; 4:4-5; Romani 6:23; Galati 2:16; Efesini 2:8; Tito 3:5), questo è confermato anche dall'affermazione "che il Figlio dell'Uomo vi darà", che si riferisce a un dono libero, un atto di generosità e non qualcosa che si guadagna. 
La conferma che la vita eterna non è per i nostri sforzi, lo leggiamo soprattutto  nei vv.28-29: “Essi dunque gli dissero: ‘Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?’ Gesù rispose loro: ‘Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato’”.
La domanda può essere formulata in questo modo: “Dicci quali opere richiede Dio e noi le compiremo”.
Gesù rispose che l’opera di Dio, cioè le opere che Egli vuole, oppure le opere che piacciono a Dio, che lo soddisfano, che richiede per avere la vita eterna, è la fede, cioè che credano in Colui che Dio ha mandato, cioè Gesù (cfr. per esempio Giovanni 3:17; 6:57; 10:36; 17:3,8,18,21,23,25).
Ora vediamo:
B) Ciò che significa “adoperatevi”
Con “adoperatevi” Gesù sta esortando la folla ad applicarsi al cibo che conta, quello che deve avere la priorità!
Il filosofo e matematico Blaise Pascal disse: "L'ultima cosa che si sa è cosa mettere al primo posto".
La Bibbia è chiara su questo: è Dio (cfr. per esempio Esodo 20:1-3; Salmo 16:2,8; 73:25), quindi Gesù Cristo (cfr. per esempio Luca 14:26) e ciò che lo riguardano con tutte le sue implicazioni di devozione quotidiana che si esprime nella preghiera, meditazione della Bibbia, il combattere ogni giorno contro il peccato, il mondo e il diavolo, e l’implicazione di servire Gesù Cristo per la diffusione del regno di Dio!
“Adoperatevi” consiste prima di tutto nel credere in Gesù (Giovanni 6:28-29), con l'obiettivo spirituale di trovare Gesù stesso con tutte le sue implicazioni spirituali, morali e missionarie, e non per gli aspetti materiali, per mangiare come la folla che aveva appena sperimentato la moltiplicazione miracolosa dei pani e dei pesci (Giovanni 6:11,26).
Possiamo cercare Gesù per soddisfare i nostri bisogni materiali, il nostro egoismo, ed è quello che Gesù non vuole! (Giovanni 6:26).
È chiaro che chi ha la vera fede fa anche le buone opere!
Dunque, la salvezza non viene da sforzo umano, dalle buone opere, ma il credente è nato di nuovo per fare le buone opere dice Paolo in Efesini (Efesini 2:10).
Una vera fede produce inevitabilmente opere buone (cfr. Matteo 3:10; 7:16-20; 12:33; 13:23; Luca 6:43-46; Efesini 5:8-9; Colossesi 1:10). 
Una” fede " che non produce opere è morta, senza valore! 
Questo è quello che dice Giacomo nella sua lettera al capitolo 2 (Giacomo 2:17-26).
La fede precede le opere! Come ci ricorda Richard Whately: “Come il fiore è prima del frutto, così è la fede prima delle opere buone”.
Così anche Thomas Wilson affermava: “La fede è la radice delle opere. Una radice che non produce nulla è morta”.
Dunque la vita eterna, la salvezza, la giustificazione non è per le opere, ma per fede, ma le opere dimostrano che abbiamo la fede!
La vera fede in Gesù è una fede attiva che implica azione, impegno secondo la volontà di Dio!
“Adoperatevi”, infatti, indica impegnarsi attivamente ogni giorno, spendere le proprie energie, sforzi per il cibo che dura in vita eterna e non per le cose terrene a cui l’umanità tende!
Questo passo di Giovanni 6:27 è simile in un certo senso a Luca 13:24, dove troviamo scritto: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno”.
Queste parole di Gesù sono la risposta a un tale che gli chiese se i salvati sono pochi.
Il verbo “sforzatevi” (agōnizesthe-presente medio imperativo) indica che entrare nella porta stretta della salvezza richiede uno sforzo consapevole, intenzionale e intenso. 
“Sforzatevi” significa esercitare molto sforzo o energia, come se si stesse impegnando in una lotta o in una gara.
Questo è il termine da cui viene la parola “agonizzare” ed è la stessa parola che Paolo usa per descrivere un atleta che è temperato in ogni cosa e lo fa per vincere la gara (1 Corinzi 9:25).  
Il mondo, il peccato, il diavolo ostacolano la conversione, e a questi nemici della fede, si aggiungono altri ostacoli diversi soggettivi che una persona può avere per la conversione e vivere per Cristo: famiglie, amici, religione, convinzioni, e così via, ecco perché è necessario impegnarsi, sforzarsi! 
Non dobbiamo lasciare che niente e nessuno c’impediscano di entrare mentre la porta della vita eterna è aperta! 
Sarà necessario impiegare tutte le energie che abbiamo per entrarci!
La vita eterna è per chi la vuole a ogni costo! (Matteo 13:44-46).
La vita eterna non è per coloro che la cercano a prezzo scontato, per coloro che non sono disposti a rinunciare al proprio egoismo, al peccato, al mondo, al diavolo!
La vita eterna non è per coloro che non ricevono Gesù Cristo come Signore! 
Gesù salva solo coloro per i quali Egli diventa il Signore (cfr. per esempio Matteo 7:21-23; Luca 6:46).
Consideriamo ora:
II IL CONTRASTO DEL CIBO 
“Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna”.
Gesù chiama la folla ad alzare lo sguardo dal cibo che perisce dell'immediato presente al cibo spirituale che è più importante perché riguarda l’eternità!
Gesù non sta dicendo che devi lasciare il tuo lavoro e fare voto di povertà, infatti la Bibbia dice che dobbiamo lavorare (2 Tessalonicesi 3:10-12) per provvedere adeguatamente a noi stessi e alle nostre famiglie (1 Timoteo 5:8). 
Ma questo non dovrebbe essere la cosa più importante, il fulcro, l’obbiettivo della nostra vita!
Non significa che dobbiamo smettere di lavorare per il sostentamento, ma piuttosto, di mettere il cibo spirituale prima del cibo materiale!
Il cibo di cui abbiamo davvero bisogno è quello che ci darà la vita eterna!
Gesù ci sta mostrando per contrasto dove concentrare la nostra attenzione. 
Il contrasto è tra il cibo che perisce e il cibo che dura in vita eterna.
Cominciamo con:
A) Il cibo che perisce 
“Adoperatevi non per il cibo che perisce”.
Gesù sta rimproverando l’idea e le aspirazioni puramente materialistica del regno di Dio, e li esorta ad adoperarsi per le cose spirituali.
Tasker dice: “Egli colpì questi Galilei dalla mente carnale al centro delle loro aspirazioni materialistiche”. 
Queste persone cercavano Gesù per il motivo sbagliato: perché mangiarono dei pani e furono saziati. 
Avrebbero dovuto cercarlo perché “hanno visto i segni miracolosi” (Giovanni 6:26) che parlavano che Gesù era il Messia, ma la loro particolare attenzione era su ciò che è temporale, materiale.
Gesù conosce i veri motivi delle persone (cfr. Giovanni 2:23-25; 3:3; 4:16-18), e queste parole sono rivolte a persone che non erano realmente interessate al significato più profondo dei segni miracolosi, ma semplicemente cercavano Gesù per aver riempito lo stomaco!
Come la donna al pozzo che desiderava ricevere una scorta infinita di acqua naturale, una scorta che eliminerebbe la necessità di fare frequenti viaggi al pozzo (Giovanni 4:15), così queste persone bramano qualcuno che riempirà cibo il loro stomaco (Giovanni 6:26).
Anche oggi, quello che constatiamo è che le persone sono più interessate alla terra che al cielo; alle cose materiali e non alle cose spirituali!
David Guzik commentando questo passo dice: “È vero praticamente ovunque che le persone sono più attratte dalle cose materiali che da quelle spirituali. Un cartello con su scritto soldi e cibo gratis attirerà più gente di quello che dice soddisfazione spirituale e vita eterna”.
La maggior parte delle persone in questo mondo sono materialiste, e il materialismo, nella sua tirannia, produce aspirazioni semplicemente legate alla terra, preferiscono stare su questa terra e godere dei piaceri terreni che andare alla presenza di Dio!
John Blanchard dice:”Nel mondo in cui viviamo oggi ci vuole un miracolo perché un uomo non sia un materialista”.
Anche il cristiano medio, o mediocre si sente molto più vicino ai piaceri terreni, a questo mondo che a quello avvenire.
Il desiderio dell’umanità sono: soldi, successo, sesso e potere, ma questo è cibo che perisce!
Mark Johnston commenta: “Qui il termine ‘cibo’ va inteso come qualsiasi realtà soddisfi un bisogno. Le varie situazioni esistenziali – denaro, sesso, successo – danno una soddisfazione temporanea, proprio come il mangiare. Il consiglio del Signore è semplice: non aspettatevi da tutto ciò più di quanto possano fornire.
Giovanni Calvino disse: "Abbiamo un desiderio frenetico, un desiderio infinito, di perseguire ricchezza e onore, intrighi per il potere, accumulare ricchezze e raccogliere tutte quelle frivolezze che sembrano favorevoli al lusso e allo splendore". 
Ma Gesù in Marco 8:36 ci fa riflettere dicendo:"E che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua?”
Oppure, come sempre Gesù ha illustrato ancora con la parabola dell'uomo avaro ed egoista che voleva costruire granai più grandi per immagazzinare le sue ricchezze e continuare nella sua vita edonistica, ma Dio gli disse che quella notte stessa sarebbe morto e di chi sarebbero state le sue ricchezze? (Luca 12:15-21). 
Quando la nostra vita sulla terra finirà, cosa ci porteremo con noi nell’aldilà?
Niente, assolutamente niente!!
Quando il milionario imprenditore Statunitense John D. Rockefeller morì, un uomo era curioso di sapere quanto avesse lasciato. Determinato a scoprirlo, fissò un appuntamento con uno dei più importanti assistenti di Rockefeller e gli chiese: "Quanto ha lasciato Rockefeller?".
L'assistente rispose: "Tutto".
Rockefeller non si portò niente con sé perché è impossibile portarsi qualcosa con noi quando moriremo!
Come Rockefeller e l’uomo della parabola quando moriremo lasceremo tutto qui! (cfr. per esempio salmo 39:6; 49:10).
Non dovremmo essere così presi dalle cose materiali e trascurare le cose spirituali che durano per la vita eterna!
Ma in questo contesto vediamo che queste persone a cui Gesù si riferisce sono quelle persone che lo cercano per soddisfare i loro bisogni materiali, possiamo dire le persone dalla religione di convenienza e materialista!
Stavano cercando Gesù è vero! Ma per la ragione sbagliata!
Lo cercavano per quello che poteva fare per soddisfare i bisogni materiali, perché avevano mangiato dei pani e sono stati saziati!
Allora c’è anche l’insegnamento di non cercare Gesù per le cose materiali come facevano queste persone, ma di ricercare Gesù e quindi le cose spirituali perché le cose materiali sono solo per un tempo, mentre quelle spirituali di Gesù durano in vita eterna!
Il materialismo non solo ci allontana dalle cose spirituali che sono più importanti, soprattutto dalla comunione con Dio che è la cosa più importante, ma è un piacere fugace che non soddisfa la nostra anima che è a forma di Dio!
Il materialismo è ingannevole! Pensiamo che riempendoci di cose materiali la nostra anima sarà soddisfatta, ma non è così!
La prova che le cose materiali non ci soddisfano è il nostro costante bisogno di avere sempre di più. 
Non c’è niente che soddisfa pienamente la nostra anima se non Gesù Cristo!
John Blanchard: “I materialisti conoscono il prezzo di tutto, ma il valore di niente”.
Chi adora il denaro, le auto, la casa, i vestiti, le cose tecnologiche, il piacere, adora ciò che appartiene principalmente al regno del corpo, e tutto questo perirà!
Gesù parla di cibo che perisce (apollumenēn – presente medio participio), cioè di cibo cha va in rovina, inutile, che si perde. 
In questa vita, il cibo materiale si guasta, va a male, è deperibile, come la manna nel deserto (Esodo 16:20-21), oppure soddisfa temporaneamente i bisogni corporei.
Sebbene il pane che la folla aveva mangiato il giorno prima fosse stato prodotto miracolosamente, in fondo era semplicemente fisico, destinato a scomparire, lo scarichiamo andando in bagno perdendosi sotto forma di feci (cfr. per esempio Matteo 15:17; Marco 7:19; Colossesi 2:22).
Il cibo che Gesù ha prodotto miracolosamente, quei cinque pani e due pesci è solo cibo temporaneo, viene mangiato e poi evacuato.
Dunque, le cose materiali non sono per sempre (cfr. per esempio Marco 2:22; Ebrei 1:11; Giacomo 1:11).
“Perisce” può avere anche un’allusione a ciò che riguarda l’avvenire, la morte eterna, l’inferno (cfr. per esempio Giovanni 3:15-16; 10:28; Romani 9:22; 1 Corinzi 1:18; 2 Tessalonicesi 2:10; 2 Pietro 3:9).
I piaceri di questo mondo, il peccato ci porta all’inferno!
Comunque sia come diceva San Bernardo di Chiaravalle: “La loro è una strada senza fine, un labirinto senza speranza, che cercano i beni prima di cercare Dio”.
Così possiamo affermare: il materialismo è un suicidio spirituale!
Consideriamo ora:
B) Il cibo che dura in vita eterna 
Il contrasto e il punto principale di questo versetto è: “Ma per il cibo che dura in vita eterna”. (Dura in vita eterna è in enfasi).
Questa proprietà con effetti permanenti del cibo spirituale sarà presente in tutto il discorso di Gesù in questo capitolo 6 (Giovanni 6:35,50,54,58).
Quindi non dobbiamo adoperarci per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna!
Chris Tiegreen scrive: “Conoscere Dio è un tesoro che ha un valore infinito. Il cibo che Gesù offre dura per sempre. Anche se disprezzato da molti, ha un valore infinito. È insignificante per la mente materiale, ma alla fine sarà visto da tutti per quello che è: una bellezza senza prezzo e un privilegio impressionante. Tutti, credenti e non credenti, guarderanno il dono della salvezza e diranno: ‘È quello che il mio cuore ha sempre desiderato’".
Che cosa è il cibo che dura in vita eterna che dobbiamo ricercare con tutte le nostre energie, forze, impegno?
“Cibo che dura in vita eterna” è inteso come cibo spirituale (cfr. per esempio Giovanni 4:32; 6:55), e in questo capitolo Gesù dice di esserlo, cioè la sua carne e sangue, un’allusione al Suo sacrificio per la salvezza dei peccatori (v.55) come dice anche di essere il pane della vita disceso dal cielo (vv.35,41,48,51,58) e dice di mangiarlo, cioè accoglierlo dentro di noi, crederlo (vv.29,51-58).
Ma come già detto prima ha implicazioni che riguardano tutto ciò che a che fare con Gesù, che girano intorno la Sua persona.
Gli interlocutori di Gesù dovevano capire che la missione di Gesù ha a che fare con le cose spirituali e infine la vita eterna, il Suo regno non è di questo mondo. 
Le cose spirituali ed eterne del Signore Gesù, dovrebbe essere preferite alle cose terrene che periscono, devono avere la priorità rispetto alle cose materiali!
Dobbiamo mettere Dio, il Suo regno, la Sua giustizia, la Sua volontà prima delle cose materiali.
Gesù in Matteo 6:33 dice: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più”.
È caratteristica del popolo di Dio identificarsi con i propositi di Dio e conformare la propria volontà alla Sua.
Per Gesù il cibo era fare la volontà di Colui che lo ha mandato e compiere l’opera di Dio.
Giovanni 4:32-35 riporta le parole di Gesù: “Ma egli disse loro: ‘Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete’. Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: ‘Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?’ Gesù disse loro: ‘Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua.  Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura’”.
Anche per quelle persone adoperarsi per il cibo che duri in vita eterna significherà fare la volontà di Dio, perché fare la volontà di Dio è la via il regno dei cieli, per la vita eterna (cfr. Matteo 7:21-23; 1 Giovanni 2:17).
Il cibo per Gesù era più di una necessità fisica, era fare la volontà di Dio! 
Gesù ha sottolineato la priorità della volontà di Dio quando disse: "Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato" (Giovanni 6:38). 
Egli ha raggiunto questo obiettivo, dicendo al Padre: "Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu mi hai data da fare" (Giovanni 17:4). 
Anche di fronte all'orrore della croce, Gesù pregò: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta" (Luca 22:42).
Gesù insegnò ai suoi discepoli la stessa priorità, istruendoli a pregare: "Voi dunque pregate così: ‘Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra’" (Matteo 6:9-10).
Quindi la priorità della nostra vita deve essere Gesù, Dio, il Suo regno, la Sua volontà!
Dobbiamo ricercare, riversare tutte le nostre energie sul cibo spirituale perché le cose materiali sono solo per un tempo con sofferenza! 
Come l’acqua con la donna sammaritana che Gesù dona scaturisce in vita eterna (Giovanni 4:14), così anche il cibo spirituale dura (menousan – presente attivo participio) in vita eterna, cioè continua per sempre, non si guasta, o non è temporaneo come il cibo che perisce, ma continua per sempre e produce nel credente la vita eterna, o porta alla vita eterna (zōēn aiōnion), cioè a una vita senza sofferenza alla presenza di Dio (cfr. per esempio Apocalisse 21:3-4) per sempre! 
E questa vita eterna è per fede in Gesù Cristo (cfr. per esempio Giovanni 3:16,36, 1 Giovanni 5:11-12).
Infine vediamo:
III LA CARATTERISTICA DEL DONATORE DEL CIBO ETERNO 
Prima di tutto troviamo:
A) La donazione
“E che il Figlio dell'uomo vi darà”.
Noi vediamo la promessa della vita eterna, che possiamo essere sicuri che l’avremo se accogliamo Gesù Cristo dentro di noi (cfr. per esempio Tito 1:2; Giovanni 6:51-55), quindi è una donazione (cfr. per esempio Romani 6:23) del Figlio dell’uomo, cioè di Gesù!
Perché Gesù si riferisce a stesso come “il Figlio dell'uomo” invece di usare un semplice “io”? Che cosa significa “Figlio dell’uomo”?
Vediamo:
(1) Il significato di “Figlio dell’uomo” (uhios tou anthrōpou) 
In questa frase “Figlio dell’uomo” è sottolineato.
Il Figlio dell'uomo, è Colui che unisce cielo e terra (Giovanni 1:51; 3:13), è stato stabilito e mandato da Dio per essere il Salvatore (Giovanni 3:17; 4:42) e sarà anche il giudice di tutte le genti (Matteo 25:31-46; Giovanni 5:27).
Prima di tutto consideriamo che:
(a) “Figlio dell’uomo” è legato a una natura unica
Lo sfondo di questo titolo, si trova nell'Antico Testamento in Daniele 7:13–14 dove è scritto: “Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d'uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui; gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto”.
Quindi “Figlio d’uomo” ci parla della provenienza celeste di Gesù.
“Figlio d’uomo” è legato al Suo dominio, alla gloria e regno eterno indistruttibile; quindi “Figlio d’uomo” ci parla del Messia, ci parla di una persona simile a un uomo e si distingue da Dio (vegliardo), ma la Sua apparizione sulle nuvole, la Sua gloria e il possesso di un potere illimitato, conferisce alla Sua regalità un carattere assolutamente divino e trascendente.
Dunque l’espressione "figlio dell'uomo" in Daniele 7:13–14 ha connotazioni trascendenti e divine, umane e messianiche, e si riferisce a Gesù (cfr. per esempio Marco 14:61-62; Giovanni 1:51; 3:13; 5:27; 6:27,53,62; 8:28; 9:35; 12:23,34; 13:31; Atti 7:56).
Allora “Figlio dell’uomo” suggerisce una forma umanamente riconoscibile nella manifestazione della gloria divina.
Il “Figlio dell’uomo”, Gesù, è il luogo dove si può vedere la gloria di Dio in forma umana sulla terra (cfr. Ezechiele 1:26-28; Giovanni 1:1-18; 19:5).  
Inoltre:
(b) “Figlio dell’uomo” è legato alla missione sulla terra
È legato alla sofferenza e alla morte sacrificale di Gesù per la salvezza del Suo popolo dai peccati (Giovanni 8:28; 12:23,34; 13:31; cfr. Matteo 1:21).
Gesù è intimamente connesso alla Sua opera compiuta nell'obbedienza e fino alla morte (Matteo 20:28; Marco 10:45, cfr. Filippesi 2:5-8).
Gesù ne era consapevole di questo e lo ha predetto più volte (Matteo 16:21-22; 17:12,22-23; 20:18; Marco 8:31-32; Luca 9:22).
“Il Figlio dell’uomo” dona la vita eterna (cfr. Giovanni 6:27), con la sua ascesa in cielo, dove era prima (Giovanni 6:62-63), diventa guida di salvezza di coloro che credono in Lui, è il pane della vita, il cibo che dura in vita eterna e che darà a coloro che credono in Lui (Giovanni 3:14; 6:27,53).
(c) “Figlio dell’uomo” è legato all’autorità, esaltazione e glorificazione di Gesù 
“Il Figlio dell’uomo” ha l'autorità di predicare e testimoniare delle cose celesti, ma ha anche prerogative divine come il perdonare i peccati (Matteo 9:6; Marco 2:10; Luca 5:24) e il giudicare (Matteo 25:31-46; Giovanni 5:27).
“Figlio dell’uomo” ci parla della Sua esaltazione (Matteo 26:64; Giovanni 6:62; Atti 7:56; Apocalisse 1:3; cfr. Filippesi 2:9-10), e glorificazione (Matteo 25:31; Marco 13:26; Luca 21:27; Giovanni 12:23; 13:31), seduto alla destra di Dio (Matteo 26:64; Marco 14:62; Luca 22:69; Atti 7:55-56) ma è anche legato al Suo ritorno futuro glorioso (cfr. per esempio Matteo 16:27-28; 19:28; 24:30; 25:31).
(2) Che cosa significa “darà”?
“Darà” (dōsei – futuro attivo indicativo) indica la certezza della promessa della vita eterna e indica anche che è un dono libero, un atto di generosità, e non qualcosa che si guadagna. 
Questa parola è usata per Dio che ha dato Gesù in sacrificio il Figlio Gesù (Giovanni 3:16); Gesù stesso ha dato se stesso in sacrificio per salvare i peccatori (Galati 1:4, 1 Timoteo 2:6; Tito 2:14).
La stessa parola la troviamo in Matteo 19:21 dove Gesù esorta il giovane ricco a vendere tutto ciò che ha e di darlo ai poveri (Matteo 19:21), o quando Paolo parla di aiutare i deboli, riportando le parole di Gesù: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35).
Infine vediamo:
B) La motivazione 
“Poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo”. 
Il motivo per cui Gesù dona la vita eterna è perché su di Lui “il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo” (esphragisen – aoristo attivo indicativo), e questo indica uno specifico atto di Dio fatto una volta per tutte.
Gesù sottolinea sia “Padre” che “Dio” per affermare la motivazione.
“Padre” (Patḗr) è la divinità suprema, che è responsabile dell'origine del creato (cfr. per esempio Efesini 3:14; Ebrei 12:9; Giacomo 1:17) e della Sua cura (cfr. per esempio Matteo 7:11-11), include anche aspetti di autorità soprannaturale e quindi un dovere di obbedienza da parte nostra (cfr. per esempio Deuteronomio 14:1; 2 Re 16:7; Isaia 64:8; Geremia 18:6–7). 
“Dio” (Theos - apposizione) descrive il Padre e indica il Creatore (cfr. per esempio Atti 17:24; 1 Corinzi 8:6; Ebrei 11:3), il Dio vivente e vero Dio (1 Tessalonicesi 1:9), la fonte e lo scopo di tutte le cose (Romani 11:36; 1 Corinzi 8:6).
Quindi il Padre, Dio l’autorità più alta sovrannaturale, oltre il quale non c’è nessun altro, Colui che ci ha creati a cui dobbiamo obbedienza e gloria, ha stabilito, decretato che solo tramite Gesù possiamo avere la vita eterna!
In questa dichiarazione reale leggiamo che Dio ha messo su Gesù il Suo sigillo, e questo significa che possiamo credere e andare solo da Gesù per avere la vita eterna! 
Questa è la volontà di Dio! Dio ha deciso così!
Qualsiasi altra persona, all’infuori di Gesù non ci darà la vita eterna!
Il “sigillo” (sphragízō) nell’antichità era inteso come un marchio per mostrare proprietà, identificare, autenticare, o approvare un documento, un decreto, una proprietà, una persona.
Il “sigillo” del Padre, di Dio su Gesù (sphragízō) indica che Gesù è stato mandato dal Padre sulla terra per un motivo specifico, che lo ha consacrato per la missione specifica di salvare il mondo.
Significa che il Padre, Dio ha stabilito, o nominato, autorizzato solo Gesù a essere Colui che porta la Sua salvezza!
Il Padre, Dio ha suggellato Gesù per una ragione specifica, cioè il salvare, dare la vita eterna ai peccatori che si adoperano per il cibo spirituale!
“Sigillo” mostra e certifica che Gesù come Suo Figlio ha l’approvazione di Dio Padre e quindi l’autorità di dare la vita eterna.
Gesù porta il sigillo di Dio e così è il Suo agente, o inviato ufficiale (cfr. per esempio Giovanni 3:17,34; 5:23–24,36,38; 6:29,38).
L'idea è che Dio ha certificato il Figlio come Suo proprio agente, autorizzandolo come Colui che solo può dare la vita eterna.
Dio ha delegato la Sua autorità esclusivamente a Gesù per dare la vita eterna a tutti coloro che credono in Lui!
Come Dio ha dato a Gesù l'autorità di svolgere determinate funzioni o compiti come avere vita in se stesso, o l’autorità di giudicare (Matteo 25:31-46; Giovanni 5:26–27), così gli ha anche concesso l’autorità di dare la vita eterna! (cfr. per esempio Giovanni 5:24,40; 10:10).
Solo Gesù è il mediatore tra Dio e gli uomini! (cfr. per esempio Giovanni 14:6; 1 Timoteo 2:5).
Solo Gesù è il Salvatore (cfr. per esempio Giovanni 4:42, Atti 4:12) e quindi Colui mediante il quale possiamo avere la vita eterna!
“Il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo (esphragisen – aoristo attivo indicativo) probabilmente lo ha fatto al momento del battesimo in acqua per opera del Battista quando lo Spirito Santo scese su di Lui (Matteo 3:13-17; Giovanni 1:33-34).
CONCLUSIONE
La sfida di Giovanni 6:27 è valida anche per noi oggi come lo era al tempo di Gesù. 
Troppi cristiani, per non parlare dei non credenti, stanno sprecando il loro tempo adoperandosi per il cibo che perisce, per le cose materiali, ignorando il cibo spirituale!
Ti sei mai chiesto cosa stai facendo della tua vita? 
Ti chiedi perché sei su questa terra? 
Ti chiedi cosa sarà della tua vita dopo la morte? 
Gesù ci esorta ad adoperarci per il cibo spirituale che dura in vita eterna!
Lo stai facendo?
Noi dobbiamo annotare quattro aspetti importanti prima di chiudere questo sermone.
1) Non dobbiamo cercare Dio per i bisogni materiali
Certamente Dio si prenderà cura dei Suoi figli, ma Gesù ci fa capire che dobbiamo mettere le cose spirituali prima delle cose materiali.
Quella folla cercava Gesù perché gli riempiva lo stomaco e non perché avevano visto i segni miracolosi che faceva che parlavano della Sua provenienza da Dio!
Anche oggi molte persone cercano Dio per come una sorta di maggiordomo per soddisfare i loro materialismo!
La loro mente era sulle cose terrene e non su quelle eterne (cfr. per esempio Matteo 6:19-21).
In secondo luogo:
2) Gesù conosce le tue motivazioni 
Gesù sapeva che quella folla lo stava cercando per le ragioni sbagliate e li ha amorevolmente affrontati ed esortati nel modo in cui avevano bisogno di cambiare. 
Quando Gesù ti fa vedere le tue motivazioni sbagliate attraverso la Sua Parola, prestagli attenzione e rispondigli con pentimento. 
3) Gesù dà vita eterna a coloro che lo cercano adeguatamente 
A coloro che sono veramente interessati a Gesù, quindi che lo cercano con impegno, devozione e non sono superficiali, Gesù gli darà la vita eterna!
Infine:
4) Gesù è l'unica fonte di benedizione spirituale approvata da Dio 
Non c’è stato nessun altro sulla terra in passato, e nemmeno oggi e così in futuro che ci possa dare la vita eterna, ma solo Gesù e la dà a chi ha fede in Lui e si pente dei propri peccati (cfr. per esempio Atti 20:21).
Hai la vita eterna?

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