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Giovanni 3:3-5,7: L’importanza della nuova nascita

 Giovanni 3:3-5,7: L’importanza della nuova nascita 
Nicodemo era un uomo molto religioso, un fariseo, uno dei capi del Sinedrio; va a trovare Gesù, riconosce in Lui un insegnante venuto da Dio e Dio è con Lui perché fa i miracoli.

Questa è l’occasione per Nicodemo di sapere quello che è davvero importante per lui, come anche per tutte le persone, cioè la nuova nascita.

La nuova nascita è un argomento che sta alla base della salvezza spirituale.  

La nuova nascita è un atto sovrano, invisibile, misterioso totalmente di Dio in una persona a cui impartisce una nuova vita spirituale. 
È l’esperienza di un cambiamento radicale interiore, una nuova creazione che si vede nel carattere e nel comportamento, e non è quindi, un miglioramento della nostra natura umana peccaminosa!
La nuova nascita non è semplicemente un nuovo inizio; è una vita completamente nuova!

Dopo aver visto già, la natura della nuova nascita, consideriamo ora l’importanza della nuova nascita.

Gesù sta parlando sempre con Nicodemo. 

Prima di tutto vediamo:
I LA NECESSITÀ DELLA NUOVA NASCITA 
Nel v.3 è scritto: “Gesù gli rispose: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio’”.

E ancora al v.7 leggiamo: “Non ti meravigliare se ti ho detto: ‘Bisogna che nasciate di nuovo’". 

I vv.3 e 7 sottolineano la necessità di rinascere per vedere ed entrare nel regno di Dio. 

Stephen Olford diceva: “Il più grande messaggio sulla nuova vita mai pronunciato dal Signore Gesù Cristo era rivolto a un uomo profondamente religioso di nome Nicodemo. Ciò che è così significativo è che questo capo dei Giudei, con tutta la sua religione, era un uomo molto insoddisfatto. Qualcosa di fondamentale mancava nella sua vita. Così lo troviamo andare da uno in cui aveva riconosciuto una qualità di vita che trascendeva il formalismo religioso del suo tempo. È evidente che Nicodemo desiderava ardentemente questa nuova vita in Cristo, perché venne a scoprire come poteva possederla”.

Nonostante Nicodemo fosse una persona molto religiosa, preparato e praticante, gli mancava la cosa più vitale: la nuova nascita!

John Piper riguardo Nicodemo e la nuova nascita scrive: “Una delle indicazioni di Giovanni è dunque che tutta la fede, tutta la sua incredibile istruzione, la sua ferrea disciplina e la ligia ottemperanza alla legge che gli derivano dall’essere fariseo, non possono sostituire in lui la necessità della nuova nascita. Ciò di cui ha bisogno Nicodemo, e ciò di cui tu ed io abbiamo bisogno, non è la religione, ma la vita. Il punto di riferimento della nuova nascita è che la nascita porta una nuova vita. In un certo senso, ovviamente, Nicodemo è vivo. Respira, pensa, ha delle sensazioni, agisce. È un essere umano creato a immagine di Dio. Tuttavia evidentemente, Gesù lo giudica morto. Non c'è vita spirituale in Nicodemo. Spiritualmente non è ancora nato. Ha bisogno della vita, non di più attività religiose, o di più zelo religioso. Ne ha in abbondanza”.

La necessità della nuova nascita, non era certo la risposta che Nicodemo si aspettava, che non aveva mai sentito, ma che doveva conoscere (Giovanni 3:10).

D. A. Carson dice: "Senza dubbio egli stesso aveva insegnato per anni agli altri le condizioni di ingresso nel regno di Dio, condizioni espresse in termini di obbedienza ai comandamenti di Dio, devozione a Dio, felice sottomissione alla sua volontà; ma qui si trova di fronte a una condizione che non ha mai sentito esprimere, il requisito assoluto della nascita dall'alto". 

Gesù esorta Nicodemo a non meravigliarsi sulla necessità della nuova nascita. 

“Meravigliare” (thaumasēs) indica “essere sorpreso”; “essere straordinariamente colpito”, “sbalordito”.

Più avanti in questo vangelo, Giovanni, riportando le parole di Gesù, dopo che ha fatto il miracolo della guarigione del paralitico, usa ancora questa parola per indicare la reazione dei Giudei per le Sue opere più grandi che farà. 
Le opere più grandi nel contesto, si riferiscono alla resurrezione dei morti e all'esercizio del giudizio (Giovanni 5:20–23).

“Meravigliare” (thaumasēs – aoristo attivo congiuntivo) indica che l’azione è già iniziata e dovrebbe essere interrotta, come indica l’avverbio di negazione “non” (mḗ).

Nicodemo è incoraggiato da Gesù ad accettare il fatto che una persona deve rinascere, anche se non lo capiva, o pensava che fosse impossibile, strano, o assurdo, ma questo non significa che non siano vere!

Anche oggi come Nicodemo, ci sono quelli che trovano assurdo, o impossibile, o strano, alcune verità spirituali e non le accettano!  

“Bisogna” è un’espressione forte; letteralmente indica “è necessario” (dei-presente attivo indicativo), e puntualizza qualcosa che deve necessariamente avvenire, che è essenziale, obbligatoria, imprescindibile, che non si può fare a meno!

La nuova nascita è indispensabile per vedere ed entrare nel regno di Dio!
Il verbo impersonale ”è necessario" (non ha un soggetto) mostra una necessità divina, una cosa prestabilita da Dio (cfr. Giovanni 3:14,30; 4:4,24; 9:4; 10:16; 12:34; 20:9), è ciò che Dio ha decretato come requisito indispensabile mediante  la quale una persona può vedere ed entrare nel regno di Dio. 

Ci sono tante cose necessarie, indispensabili che alcuni di noi non possono farne a meno per vivere, tra questi ci sono i così detti “farmaci salvavita”, cioè quei farmaci importanti per patologie gravi, farmaci che mantengono in vita una persona malata, e quindi non si può farne a meno, come per esempio l’insulina per i diabetici, gli antidoti specifici per avvelenamenti acuti, oppure farmaci per evitare la formazione dei trombi, e così via.

Ora la nuova nascita è necessaria per sperimentare il regno di Dio e quindi la vita eterna.

“Nasciate (aoristo passivo infinito) di nuovo” non è un comando, come se fosse qualcosa che una persona potrebbe semplicemente scegliere di fare, ma un’affermazione di un fatto, di una condizione importante per sperimentare il regno di Dio!

Gesù non sta dicendo: “Tu devi nascere di nuovo”, cioè “tu ti devi autorigenerare”, o “devi dare alla luce te stesso di nuovo”.

È scritto invece: “Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”, e questo ancora una volta (cfr.vv.3,5) ci fa capire che la nuova nascita non è qualcosa che facciamo noi, o qualcosa che possiamo indurre, o produrre, infatti la voce del verbo è al passivo, quindi la persona nata di nuovo subisce l’azione dello Spirito di Dio!

È lo Spirito di Dio che produce in noi la nuova nascita! 

È un dono di Dio!
Una persona non può fare nulla per la propria nascita, è l'opera di Dio dall'inizio alla fine per la Sua grande misericordia e non per i nostri meriti, per le nostre buone opere! (cfr. Ezechiele 11:19; 36:25-27; Giovanni 1:13; Efesini 2:4-5; 1 Timoteo 1:13-14; Tito 3:5-6; 1 Pietro 1:3).

Il secondo punto è:
II LA NECESSITÀ DELLA NUOVA NASCITA È UNIVERSALE (vv.3,5,7) 
Al v.7 è scritto: “Non ti meravigliare se ti ho detto: ‘Bisogna che nasciate di nuovo’". 

Nella frase greca si passa dal singolare “tu” (“ti”-soi), al plurale “voi” (hymas), che può essere riferito al “noi sappiamo” (oidamen - perfetto attivo indicativo prima persona plurale) del v.2, cioè coloro che credevano come Nicodemo che Gesù era un insegnante che proveniva da Dio.

Quindi Gesù non stava parlando solo per Nicodemo, e un riferimento generale per chiunque, e rafforza il pronome “uno” (tis) dei vv.3,5.

Al v.3 è scritto: “Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”.

Così anche nel v.5 leggiamo: “Gesù rispose: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio’”.

Gesù si riferisce a “uno” (tis - pronome indefinito), non ha in mente qualcuno in particolare, è chiunque, cioè qualunque persona, una persona qualsiasi.

Così possiamo dire che Gesù include tutta l'umanità nella necessità della nuova nascita. 

Non solo Nicodemo, ma tutte le persone, di tutte le categorie e di tutte le nazioni, hanno bisogno della nuova nascita!

Anzi se Nicodemo era una persona molto religiosa e aveva bisogno di rinascere spiritualmente, a maggior ragione chi non lo è, necessita di nuova nascita per vedere ed entrare nel regno di Dio!

Ma dobbiamo ancora una volta ricordare che i nostri sforzi non possono farci nascere di nuovo!

Non siamo in grado di cambiare la nostra natura umana peccaminosa, ogni natura produce la sua natura.

Per esempio i cani generano cani, i gatti generano gatti, così noi generiamo natura umana, natura umana peccaminosa debole e mortale, e quindi non possiamo generare una natura spirituale come vuole Dio che ci permette di aveva una relazione con Lui e di sperimentare il Suo regno! 

Al v.6 Gesù dice: “Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito”. 

Si racconta di una favola di un giovane arabo che mentre viaggiava su un asino vide da lontano lungo la strada un piccolo oggetto sfocato che giaceva a terra. Scese per guardare più da vicino e trovò un passero sdraiato sulla schiena con le sue gambe magre spinte verso il cielo. 
All'inizio pensò che fosse morto, ma poi ravvisò che il passero era vivo e vegeto. 
Il giovane chiese all’uccello se stava bene. 
Il passero rispose: "Sì". 
Allora il giovane disse:"Cosa stai facendo sdraiato sulla schiena con le gambe rivolte verso il cielo?"
Il passero rispose che aveva sentito delle voci in giro che il cielo stava cadendo, quindi teneva le gambe per sostenerlo. 
Il giovane rispose: "Sicuramente non penserai veramente che lo reggerai con quelle due gambe magre?"
Il passero, lo guardò seriamente e rispose: "Uno fa del suo meglio”.

Ora anche una persona religiosa come Nicodemo poteva fare del suo meglio, poteva impegnarsi tantissimo a cercare di cambiare la propria natura umana peccaminosa, ma questo era impossibile!

La natura umana peccaminosa non sarà mai in grado di produrre qualcosa di diverso dalla sua natura!

Quello che nasce dalla nostra natura è carne, è quello che nasce dallo Spirito Santo è spirito, e questo si riferisce alla nuova creazione spirituale a immagine di Dio! 

Lo Spirito Santo crea in noi una nuova vita spirituale, la natura di Dio viene impartita in noi (cfr. Efesini 4:24; 2 Pietro 1:4).

Vediamo, ora nello specifico, alcuni motivi perché è necessaria la nuova nascita.
Il primo motivo è per cui è necessaria la nuova nascita è perché:
A) Tutti in natura abbiamo un cuore di pietra 
Nel pensiero Ebraico il cuore si riferiva all'intero essere interiore: mente, emozioni, volontà, motivazioni, desideri e orientamento spirituale. 

Il cuore è la centrale operativa, il nucleo vitale di una persona (Proverbi 4:23); la facoltà umana per mezzo della quale una persona ama e obbedsce al Signore (cfr. Deuteronomio 6:5-6).

In Ezechiele 11:19 parlando di nuova nascita Dio promette: “Io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, toglierò dal loro corpo il cuore di pietra, e metterò in loro un cuore di carne”

Così anche in Ezechiele 36:26 è scritto: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne”. 

Questi due versetti di Ezechiele ci fanno capire che una persona per natura non cerca Dio perché il suo cuore è un cuore di pietra, cioè duro, indurito dal peccato, insensibile alla voce e alla volontà di Dio. 

Con la nuova nascita Dio ci dà un cuore di carne, cioè un cuore tenero, sensibile, arrendevole alla volontà di Dio.

Dunque è necessaria una trasformazione operata da Dio, sostituendo l'insensibilità e la resistenza di un cuore di pietra, con la sensibilità e l’arrendevolezza alla volontà di Dio di un cuore di carne. 
 
Le cose spirituali sono una pazzia per l’uomo naturale, cioè non spirituale, che non è rigenerato dallo Spirito Santo, e non le può conoscere perché devono essere giudicate spiritualmente dice 1 Corinzi 2:14, quindi senza una nuova nascita c’è il rifiuto della parola di Dio, non c’è il desiderio di ricercare e praticare le verità spirituali!

La nuova nascita è necessaria perché il cuore dell’uomo è insanabilmente maligno (Geremia 17:9), ed è una persona non in grado di cambiare se stesso (Giobbe 14:4; Salmo 51:5; Geremia 13:23).

Il secondo motivo per cui è necessaria la nuova nascita è perché:
B) Tutti in natura siamo peccatori privi della gloria di Dio
Siamo stati concepiti nel peccato e generati nell'iniquità (Salmo 51:5; Romani 5:12), concepiamo disegni malvagi fin da adolescenti (Genesi 8:21). 

Tutta la nostra giustizia è come un abito sporco davanti a Dio (Isaia 64:6).

Non c'è nessuno giusto, neppure uno! 
In natura tutti siamo sviati, tutti siamo corrotti (Salmo 14:1-3; Romani 1:18-3:10-20); figli e prigionieri di Satana (Giovanni 8:44; 2 Timoteo 2:26; Efesini 2:2; 1 Giovanni 3:8-10; 5:19).

Tutti nel mondo oggi (1 Re 8:46; 1 Giovanni 1:8-10), come nel passato, pecchiamo individualmente, siamo peccatori privi della gloria di Dio (Romani 3:23), cioè abbiamo perso quella gloria che possedeva Adamo alla creazione prima di peccare, c’è stata una diminuzione, o un declino, o un inquinamento dell'immagine di Dio.
Non rispettiamo gli standard perfetti e le sante aspettative del Dio, non riusciamo a dare a Dio l'onore e la lode che merita, di conseguenza non abbiamo la Sua approvazione e non sperimentiamo la Sua magnifica presenza, la comunione con Lui.

Ecco perché abbiamo bisogno della nuova nascita!

Non c’è una parte di noi stessi che non sia inquinata dal peccato!
Proprio come il fumo di un fuoco permea ogni cosa in una stanza, l'intera persona è corrotta dal peccato, pervasa, infettata, inquinata dal peccato. 

La persona non nata di nuovo, ha il cuore ingannevole e malvagio (Geremia 17:9-10); ha la mente ottenebrata (per esempio Romani 3:11; 2 Corinzi 4:4; Efesini 4:17-18; 1 Corinzi 2:14), ha la volontà predisposta a scelte e azioni peccaminose, è schiava del peccato (per esempio Giovanni 8:34; Romani 6:16; 7:18; 2 Pietro 2:19), ha le emozioni sono disordinate (per esempio Isaia 57:21; Efesini 4:19; Tito 3:3), ha la coscienza impura (per esempio 1 Timoteo 4:2; Tito 1:15).

Giovanni Calvino affermò: "Siamo così interamente controllati dal potere del peccato, che tutta la mente, tutto il cuore e tutte le nostre azioni sono sotto la sua influenza".

Ecco perché è necessaria la nuova nascita, cioè la purificazione e la trasformazione interiore in noi dello Spirito Santo!

Il terzo motivo per cui è necessaria la nuova nascita è perché:
C) Tutti in natura siamo alienati e lontani da Dio 
La domenica mattina, 13 agosto 1961, i cittadini di Berlino scoprirono che un drastico cambiamento aveva avuto luogo nella loro città quella notte. 
Il confine tra Berlino est e Berlino ovest era stato chiuso. Recinzioni, barricate e filo spinato e poi il muro di cemento, furono eretti per circa 156 chilometri intorno ai tre settori occidentali di Berlino. 
Guardie armate stavano di fronte al muro mentre lo stavano costruendo e veniva dato l'ordine di sparare a chiunque cercasse di fuggire a Berlino ovest.
Le persone persero il loro lavoro, le famiglie che una volta erano unite si ritrovarono divise. 
L’unione con i propri cari fu interrotta dal governo comunista della Germania est che stava cercando di fermare la massiccia emigrazione e defezione dei tedeschi dell'est nella libera Germania ovest. 
Tre milioni e mezzo di persone erano già fuggite.
Berlino ovest si riferiva a questo muro come al "Muro della Vergogna" e venne a simboleggiare la cortina di ferro che separava l'Europa occidentale libera dai paesi controllati dai comunisti dell'Europa orientale. 
Dopo 28 anni, 5000 tentativi di fuga e la morte di circa 200 persone che hanno cercato di attraversare il muro della libertà, la cortina fu finalmente aperta il 9 novembre 1989.

Come quel muro, il peccato ha creato e crea un muro di separazione tra noi e Dio! 
Il peccato è come un muro tra l’umanità e Dio!
Ecco perché è necessaria la nuova nascita!

Da Adamo in poi il peccato è entrato nel mondo (Romani 5:12) e l’umanità si è estraniata e allontanata da Dio!

A causa del peccato, siamo nemici e separati da Dio! (Romani 5:10; 8:7-8).

Il peccato non solo ci rende diversi da Dio, ma anche nemici, ci separa e ci allontana da Dio!

La separazione è molto ampia, ha causato un'alienazione tra l’umanità e Dio tanto da fargli nascondere il Suo volto e da non ascoltare le nostre preghiere! 

In Isaia 59:1-2 è scritto: ”Ecco, la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto”. (cfr. Isaia 64:7).

Isaia ci chiama a una semplice logica di causa ed effetto: il peccato impedisce la comunione con Dio!

Dio non è né impotente né insensibile alle preghiere, ma è santo! 
Per esempio, Abacuc dice che Dio ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male (Abacuc 1:13). 

Quindi, il peccato impedisce la comunione con Dio! 
Il peccato impedisce che le nostre preghiere siamo esaudite! 

Un ragazzo, trovò un grosso sigaro per terra, si infilò in un vicolo, l’accese e cominciò a fumare.
Il sigaro non aveva un buon sapore, ma faceva sentire il giovane più grande, fino a quando non vide arrivare suo padre; rapidamente cercò di nascondere il sigaro acceso dietro la schiena cercando di essere normale.
Nel disperato tentativo di distogliere l'attenzione di suo padre, questo ragazzo indicò un cartellone pubblicitario che pubblicizzava il circo. "Posso andare papà? Per favore andiamo allo spettacolo".
La risposta di suo padre insegnò al ragazzo una lezione che non dimenticò mai. "Figliolo", rispose con calma, ma con fermezza il padre, "non fare mai una richiesta mentre allo stesso tempo cerchi di nascondere una disobbedienza fumante". 

Era proprio questo l'errore che Isaia stava affrontando: non possiamo aspettarci che il Dio santo risponda alle nostre preghiere se stiamo vivendo nel peccato!

Larry Richards riguardo questi versetti di Isaia scrive: “Dio intende fermamente benedire il Suo popolo. Eppure Giuda non aveva sperimentato la benedizione. Quando succede qualcosa del genere, alcune persone sicuramente daranno la colpa a Dio. Isaia ritraeva i suoi contemporanei lamentandosi del fatto che l'udito di Dio era cattivo, o che il Suo braccio era un po' paralizzato, quindi non poteva fare miracoli come faceva una volta. Ma non era questa la spiegazione. La colpa non era in Dio, ma nelle persone. Il peccato umano è la barriera che ci separa da Dio”.

Dunque, la nuova nascita è necessaria perché il peccato ha creato una barriera tra noi e Dio, ci ha separati, alienati, allontanati da Dio!

Il quarto motivo per cui è necessaria la nuova nascita è perché:
D) Tutti in natura siamo morti spiritualmente e figli d’ira 
In Efesini 2:1-3 leggiamo: “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri”. (cfr. Romani 6:23; Colossesi 2:13).

Paolo evidenzia l'azione decisiva di Dio di vivificazione dei credenti di Efeso, ricordando la condizione di morte spirituale radicata e impotente che avevano prima di conoscere Dio. 

I credenti di Efeso, prima della loro nuova nascita, nel loro stato naturale, come tutte le persone, erano spiritualmente morte nelle colpe e nei peccati, seguendo l’andazzo di questo mondo che è contrario a Dio, ed erano sotto l’autorità del diavolo, nel corpo e nella mente, e anche sotto l’ira di Dio! (cfr. Giovanni 3:36; Romani 1:18).

Come quelli di Efeso, anche per noi oggi, niente di ciò che possiamo fare ci può vivificare spiritualmente, non importa quanto di buono cerchiamo di fare, rimaniamo comunque morti nelle nostre colpe e peccati! 
E quindi, nella nostra natura umana decaduta, siamo incapaci di salvarci senza l’intervento di Dio in noi (cfr. per esempio Giovanni 6:44; Romani 8:7–8). 

Essendo morti nelle nostre colpe e peccati, non abbiamo quella volontà e capacità, forza di salvarci! (cfr. Romani 5:6).

Infatti Paolo in Efesini 2:1, dice che è Dio che ci vivifica! 

I desideri delle persone non rigenerate sono contrari ai desideri di Dio (Romani 8:1-11).

Quindi una persona che non è nata di nuovo, è morta spiritualmente, e quindi non è sensibile a Dio, non ricerca le verità spirituali e non è in grado di riceverle (cfr. 1 Corinzi 2:14; Efesini 4:17-18).

Benché molte persone sono vive fisicamente, non lo sono spiritualmente!
Sebbene siano fisicamente vive, sono spiritualmente morte, distaccate da una relazione funzionante con Dio.

In loro non c’è la vita spirituale di Dio (cfr. Efesini 2:12; 4:18).

Pertanto così come siamo nella nostra natura umana, non possiamo cercare, credere e ravvederci se non c’è la nuova nascita!

Siamo morti spiritualmente, cioè incapaci di rispondere con fede, ravvedimento e obbedienza a Dio.

Il paragone è con un corpo morto che ovviamente non è in grado di rispondere a qualsiasi stimolo dal suo ambiente, così l'uomo spiritualmente morto non è in grado di rispondere in modo positivo a Dio. 

Prova a interagire con un morto, non ti risponderà! 
Prova a parlargli, non ti risponderà!
Prova ad ascoltarlo, non ti parlerà!
Prova a metterlo in piedi, non si reggerà!

Plutarco racconta di un uomo che ha cercato di far stare in piedi un cadavere, ma che ha finito le sue fatiche dicendo: "C'è qualcosa che manca dentro". 

C’è qualcosa che manca dentro alla nostra natura umana per rispondere positivamente con fede, ravvedimento e obbedienza a Dio: la vita spirituale!

Una persona morta spiritualmente non cerca, non pensa, non agisce, non si muove, è un cadavere senza vita spirituale!
Ecco perché è necessaria la nuova nascita!

Le persone del mondo, essendo non rigenerate, non sono interessate alle verità spirituali! 

Sono spiritualmente morte, morte nelle loro colpe e nei peccati e considerano le cose spirituali come pazzia, o assolutamente assurde e inutili. 

Le persone di questo mondo vogliono godere solo i piaceri della carne!

Così quando vedi qualcuno che comincia a mettere Dio al primo posto, che ha fede, che gli obbedisce, che lo adora, che il suo carattere e comportamento rispecchia in una certa misura quelli di Gesù Cristo, cosa gli è successo, cosa vuol dire?
Vuol dire che è nato di nuovo! Vuol dire che è stato vivificato da Dio, che lo che Spirito Santo lo ha rigenerato! (cfr. Ezechiele 36:25-27; 37:1-14).

Infine vediamo che:
III LA NECESSITÀ DELLA NUOVA NASCITA È URGENTE  
La nuova nascita è necessaria per tutte le persone di tutte le razze, sesso, cultura, religione, nazione, età se vogliono vedere ed entrare nel regno di Dio.

Anche per una persona religiosa come Nicodemo, la nuova nascita era una necessità urgente!
 
Tutto ciò che era e faceva, non lo salvava, necessitava della nuova nascita.

Leggiamo ancora nel v.3: “Gesù gli rispose: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio’”.

Così nel v.5 è scritto: “Gesù rispose: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio’”.

Vediamo prima di tutto:
A) Il significato di “vedere” ed “entrare”
Gesù usa un avverbio di negazione “non” (ou) per esprimere l’esclusione al regno di Dio.

“Può” (dynatai - presente medio, o passivo indicativo) indica la capacità, l’abilità, la potenza, come il v.2 per i miracoli di Gesù.

Entrare nel regno di Dio con i nostri sforzi è impossibile; ci vuole la forza rigeneratrice dello Spirito di Dio che ci rende nuove creature in modo tale da farci sperimentare il Suo regno.

Ciò che all’uomo è impossibile è possibile a Dio! (Matteo 19:26).

“Vedere” (idein – aoristo attivo infinito) nel greco è “percepire con la vista” (per esempio Matteo 2:2; Luca 7:22; Atti 22:14; 1 Corinzi 15:5–8).

Ma può avere anche il significato di “sperimentare”, di “fare l’esperienza”, “incontrare”, “partecipare” (per esempio Giovanni 3:36; 8:51,53; Ebrei 11:5; 1 Pietro 3:10).

Dunque, la nuova nascita è necessaria per vedere, o sperimentare il regno di Dio, per partecipare al regno di Dio.

Secondo alcuni studiosi è usato nel senso di entrare come il v.5.

Mentre “entrare” (eiselthein aoristo attivo infinito) può essere inteso sia letteralmente come entrare in un luogo, dentro uno spazio (cfr. per esempio Matteo 22:10; Marco 11:11; Giovanni 18:1; Atti 10:24), cioè nel regno di Dio

Oppure figurativamente, cioè fare l’esperienza del regno di Dio (cfr. Marco 9:43; Luca 22:40).

La parola “entrare” nel Nuovo Testamento è usata anche per sperimentare la vita, cioè la vita eterna (Matteo 18:8-9; 19:16-17; Marco 9:43,45).

Secondo alcuni studiosi il significato non è diverso da “vedere” del v.3.

Così il doppio negativo “non può” del v.3 e del v.5, può essere reso positivamente: “Solo una persona nata di nuovo, cioè di acqua e di spirito può sperimentare il regno di Dio”.  

Dunque questi versetti dimostrano un disperato bisogno della nuova nascita per sperimentare il regno di Dio!

Consideriamo ora:
B) Il significato del regno di Dio
“Il regno di Dio” indica il dominio, la signoria regale di Dio.   

“Regno” (basileia) significa, in primo luogo l'autorità di governare come un re e in secondo luogo il regno su cui si esercita tale autorità. 

Come creatore del mondo, Dio è esaltato al di sopra di tutte le Sue creature, quindi:
(1) Dio regna su tutta la creazione (cfr. per esempio 1 Cronache 29:11-12; Salmi 93:1-2; Salmi 99:1-2; Salmi 103:19; Salmi 145:11; Geremia 10:7; Malachia 1:14). 

(2) Dio è Re di Israele (cfr. per esempio Esodo 15:18; 1 Samuele 12:12; Salmi 5:2; Isaia 41:21; Isaia 43:15). 

(3) Dio è Re della chiesa (cfr. per esempio Matteo 6:33; Matteo 22:37-38; Marco 8:34-35; Luca 6:46).

Il Regno di Dio si è manifestato nella storia d'Israele, nell'esodo dall'Egitto e con il dono della Sua legge sul monte Sinai, ma si manifesterà sommamente con l'avvento del Messia, questa era l’aspettazione sotto l’Antico Patto.

Il regno di Dio secondo Gesù è un mistero (Marco 4:11) che non può essere decifrato e calcolato, ne parla con analogie o parabole (Marco 4:26-30). 

Ai tempi di Gesù come attualmente, il regno di Dio è presente e nascosto (Marco 4:26-32; cfr. Colossesi 1: 12-20;2:13-15).

Il vangelo del regno è l'attuale potere di Dio per la salvezza (Romani 1:16; cfr. 1 Corinzi 1:18). 
Questa salvezza avviene attraverso l'opera di Gesù Cristo sulla croce (cfr. Colossesi 1:15-20). 

Ma si attende la manifestazione futura, un regno temporale. 
La Bibbia parla di un regno di Dio futuro (Matteo 6:10; 7:21-22; 8:11; 20:21; 25:34; 26:29; Marco 9:1,47; 13:1-37; 14:25; Luca 22:18; cfr. Giacomo 5:8; 1 Pietro 4:7; Apocalisse 11:15) in cui non sarà più nascosto (Isaia 45:22-23; Zaccaria 14:9).

Arriverà il giorno del giudizio, Gesù sconfiggerà i suoi nemici e il suo regno eterno si consumerà nel nuovo cielo e nella nuova terra, abitata solo da persone i cui nomi sono scritti nel libro della vita e godranno della presenza di Dio e dell’Agnello (Apocalisse 21-22).

Nei nuovi cieli e nella nuova terra, non entreranno gli impuri! (Apocalisse 21:8).

Non entreranno i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.

Quindi a meno che un uomo non nasca di nuovo, c'è un'impossibilità morale e di natura di vedere il regno di Dio.

Una persona che non è nata di nuovo nel regno di Dio è fuori posto!

Non potrebbe godere le benedizioni spirituali, la beatitudine del paradiso, perché c'è un'effettiva impossibilità nella sua natura!

Giovanni non scrive molto sul regno di Dio, ma scrive spesso sulla vita eterna, e quindi della salvezza dai peccati, essere liberi dal dominio di Satana e del peccato (cfr. Atti 26:18; Colossesi 1:13), ed è per questo motivo che alcuni hanno pensato che equivale a entrare nel regno di Dio.

In Matteo 19:16,24 le espressioni "regno di Dio” e “vita eterna” sono essenzialmente equivalenti.

Quindi, “vedere” ed “entrare” nel regno di Dio significa essere salvati per l’eternità (cfr. Matteo 25:34; Marco 10:14-15,25-26), partecipare al regno di Dio nell'età futura ed essere alla Sua presenza gloriosa (cfr. Giovanni 14:1-3; 1 Giovanni 3:1-2; Apocalisse 22:1-5), quindi non essere gettati nelle tenebre di fuori, all’inferno (cfr. per esempio Matteo 8:11-12; 25:30,46).

Ecco perché la nuova nascita è fondamentale, è indispensabile per la tua salvezza! Per la vita eterna! Per vedere ed entrare nel regno di Dio 

CONCLUSIONE
Nicodemo era un uomo molto religioso, ma questo non significava far parte del regno di Dio, essere salvati, per farne parte è necessario nascere di nuovo!

Non importa se la nostra famiglia è religiosa, quale chiesa frequentiamo, quale posizione dottrinale abbiamo, quanto siamo intelligenti, o quanta parte della Bibbia conosciamo, necessitiamo di nuova nascita!

Le persone religiose e non religiose, ricche e povere, giovani e meno giovani, rispettabili e non rispettabili abbiamo tutti bisogno di nascere di nuovo! 

Puoi essere ricco o povero, ma è necessario che tu nasca di nuovo per vedere ed entrare nel regno di Dio!

Puoi essere intelligente, istruito, talentuoso, oppure semplice, analfabeta, ma è necessario che nasca di nuovo!

Puoi essere maschio o femmina, ma è necessario che tu nasca di nuovo per vedere ed entrare nel regno di Dio!

Puoi essere religioso, ateo, o agnostico, ma è necessario che tu nasca di nuovo
per vedere ed entrare nel regno di Dio!

Prego che Dio operi nella tua vita in modo che tu possa essere una nuova persona, che possa tu nascere di nuovo per l’azione purificante e trasformante dello Spirito Santo!
Inoltre la nuova nascita ci ricorda che dobbiamo rimanere umili!
Non possiamo alzare le nostre teste malvagie con orgoglio, perché la nuova nascita è dono di Dio!
Come abbiamo visto, è lo Spirito di Dio che produce in noi la nuova nascita! 

Una persona non può fare nulla per la propria nascita, è per volontà di Dio, è l'opera di Dio dall'inizio alla fine per la Sua grande misericordia e non per i nostri meriti! (cfr. Ezechiele 11:19; 36:25-27; Giovanni 1:13; Efesini 2:4-5; 1 Timoteo 1:13-14; Tito 3:5-6; Giacomo 1:16-18; 1 Pietro 1:3).

Dio ci ha conosciuti prima che noi lo conoscessimo! (Romani 8:29-30; Galati 4:8-9).

Dio ci ha amati prima che lo potessimo amare noi (1 Giovanni 4:10).

Dio ci ha scelti e chiamati, e non viceversa (Giovanni 15:16; Romani 8:29-30; 10:20; 1 Corinzi 2:26-31). 

Dio manda i Suoi servi e tramite loro esorta a cercarlo (Isaia 55:6; Amos 5:4-6) e ci mette il desiderio di cercarlo (Salmo 27:4).

Dio ci dona la grazia della fede (Filippesi 1:29) e del ravvedimento (Atti 11:18; 2 Timoteo 2:25); ed è scritto che ogni cosa buona e ogni dono perfetto provengono dal Creatore immutabile (Giacomo 1:16-17).

Quindi non ci vantiamo di noi stessi se siamo nati di nuovo! È per la sola misericordia, per la sola grazia di Dio!

Spurgeon diceva: “Ricordate, miei cari fratelli, che non solo la misericordia che voi ed io abbiamo ricevuto è immeritata, ma non è stata richiesta. 
È vero che hai cercato misericordia, ma non fino a quando la misericordia non ti ha cercato per primo. 
È vero che hai pregato, ma non fino a quando la grazia gratuita ti ha fatto pregare. 
Sareste stati ancora oggi induriti nel cuore, senza Dio e senza Cristo, se la grazia gratuita non vi avesse salvato. 
Puoi essere orgoglioso allora? – orgoglioso della misericordia che, se posso usare il termine, ti è stata imposta? – orgoglioso della grazia che ti è stata data contro la tua volontà, fino a quando la tua volontà non è stata cambiata dalla grazia sovrana?”

Tutto ciò che siamo diventati, o abbiamo fatto, o faremo nella vita cristiana deve sempre essere attribuita alla misericordia e alla grazia di Dio (cfr. 1 Corinzi 15:10). 
Lodiamo solo ed esclusivamente il Signore per tutto questo!

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