Isaia 57:15: Dio è immanente.

Isaia 57:15: Dio è immanente.
“Ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi”.


Nonostante Dio sia, l'Alto, l'eccelso, che abita l'eternità, e si chiama il Santo (v.15), quindi trascendente, nello stesso tempo è immanente: è vicino agli oppressi e agli umili. Dio non lascia coloro che sono oppressi e umili abbandonati a loro stessi, ma interviene nella loro vita. Al di là di quale possa essere il significato specifico di questo versetto, noi vediamo che Dio si prende cura degli oppressi e degli umili, rivitalizzerà il loro spirito e il loro cuore. Dio è immanente, vale a dire, è presente, opera in questo mondo, è attivo in mezzo a noi. Colui che è al di là del finito e dell’umano, il trascendente, si manifesta nella vita degli uomini. Dio è più vicino di quanto si possa immaginare e opera in modi che noi a volte noi non vediamo e possiamo comprendere, ma è sempre all’opera (Salmo 77:19; Giovanni 5:17; Efesini 1:11, ecc.).
Il Creatore del mondo, non è un “padrone di casa assente”, ma è ovunque presente (Salmo 139:7-10; Geremia 23:24), e attivo e si prende cura della sua creazione provvedendo ai nostri bisogni materiali (Neemia 9:6; Salmo 104:29-30; Matteo 5:45; 6:25-30, 10:29-30; Atti 17:27-28), e preservandola dalla distruzione (Colossesi 1:17; Ebrei 1:3). Ma Dio non si occupa solo di aspetti materiali, Dio si preoccupa degli aspetti spirituali delle persone. Dio ha visto il nostro bisogno spirituale e ha provveduto il Salvatore; ha mandato, il Figlio, Gesù Cristo, a morire per i nostri peccati, per darci la vita eterna (Giovanni 3:16). Gesù è “l’Emmanuele” (Emmanouēl – Isaia 7:14; Matteo 1:23); questo nome si riferisce al ruolo di Gesù che consisteva nel portare all’uomo la presenza di Dio, infatti, questo nome significa “Dio con noi” (cfr. Isaia 8:8-10). Quindi si riferisce anche alla natura divina di Gesù, la seconda persona della Trinità, il Figlio, che si è fatto uomo (Colossesi 1:15; Colossesi 2:9; Ebrei 1:1-3; Giovanni 1:1-18). Possiamo, allora affermare che il nome “Emmanuele” indica la missione e la natura di Gesù come Dio che viene fra gli uomini, facendosi uomo (Giovanni 1:14; Galati 4:4; 1 Timoteo 2:5), per salvare il suo popolo dai loro peccati e dall’ira di Dio (Matteo 1:21; Romani 5:6-11). Come poteva Dio abbandonare il suo popolo nei loro peccati!? Nella sua immanenza Dio opera mediante il suo Spirito attivamente all’interno della creazione per salvare i peccatori e nel trasmettere loro l’insegnamento di Cristo (Tito 3:1-7; Giovanni 16:8-15). Ci sono varie implicazioni riguardo l’immanenza di Dio. Una prima implicazione è che possiamo conoscerlo, possiamo avere una relazione con lui, e questo è possibile solo attraverso Gesù Cristo, questo significa avere   la vita eterna (Giovanni 14:6; 17:3; 1 Timoteo 2:5). Possiamo aver fiducia di conoscere Dio perché lui stesso si vuole manifestare a noi (Galati 4:9; 1 Giovanni 4:10! Una seconda implicazione è: Dio ascolta le nostre preghiere e ci viene in aiuto (per esempio Salmo 34:4-6; 46:1). Una terza implicazione è: non possiamo fuggire dalla sua presenza (Salmo 139:6-12). Tutto questo ci spinge a cercare sempre Dio, a essere sereni, ma anche a stare attenti a come ci comportiamo: Dio è inevitabile, non possiamo sfuggire al suo controllo!


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