sabato 16 settembre 2017

Galati 4:3-7: Adottati per essere figli di Dio.

Galati 4:3-7: Adottati per essere figli di Dio.
“Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo;  ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione.  E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: ‘Abbà, Padre’. Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio”. (Romani 8:15, 23; 9,4; Galati 4:5; Efesini 1:5).

Grazie a Gesù il credente viene adottato come figlio di Dio. “Adozione” (huiothesía) era un termine legale secondo le leggi greco-romane. Secondo questa legge un padre era libero di adottare individui non appartenenti alla famiglia naturale e di dar loro lo status di figli nello stesso modo dei figli naturali con gli stessi diritti e privilegi.
Ma “adozione” ha un’altra sfumatura, quella cioè che Israele è il figlio primogenito di Dio, il popolo di Dio (Esodo 4:22; Romani 9:4; 2 Corinzi 6:18). Dunque, affermando che i cristiani sono stati adottati da Dio con tutti i diritti e privilegi che riguardano tale status, Paolo afferma che sono diventati il  popolo di Dio, ereditando le benedizioni promesse. Quindi, Dio ci fa nascere per essere i suoi figli grazie a Gesù!  (Giovanni 1:12; 1 Giovanni 3:1), secondo i Suoi decreti prima della creazione (Efesini 1:5), lo diventiamo per fede (Galati 3:26), e per la Sua grazia (v.7). Mediante Gesù, Dio adotta come Suoi figli e dona lo Spirito Santo che dà la certezza di questa figliolanza e mediante il quale si ha comunione con Dio come ci ricorda ‘Abbà, Padre’. Un altro beneficio è che non si è più schiavi degli elementi del mondo, cioè dei concetti, o insegnamenti basilari ed essenziali delle religioni caratterizzate dai rituali, norme e regolamenti, e quindi dagli sforzi umani per essere accettati da Dio (cfr.vv.3,8-9). Il terzo beneficio è essere eredi di Dio (Romani 8:14-16). La parola “erede” (klēronomos) ricorda ancora le leggi greco- romana dove tutti i figli, o figlie, naturali, o adottati, erano ugualmente eredi, anche se il suo contenuto deriva dalla precedente storia della salvezza dell'Antico Testamento per l'adozione di Israele come figlio di Dio. Come un figlio, gode dei diritti e dei privilegi completi propri di un figlio, un cristiano riceverà da Dio tutto ciò che ha promesso ad Abramo (Galati 3:21-29). “Per grazia di Dio” ci ricorda tre cose: (1) Diventare figli è un dono da parte di Dio e di Dio solo e non attraverso alcun sforzo, o volontà, o merito umano. I credenti, dunque, possono essere sicuri del loro nuovo status dal momento che è il risultato dell’opera di Dio in loro e non secondo i loro sforzi. (2) Per natura e nascita, non siamo parte della famiglia di Dio, ma meritevoli dell'ira di Dio (Efesini 2:3), lo diventiamo per volontà di Dio. (3) Poiché tutto è da Dio, ed è un Suo dono, e poiché i figli di Dio godono dei pieni privilegi, allora Dio certamente donerà, o realizzerà tutto ciò che ha promesso. Nessun privilegio è più grande di far parte della famiglia di Dio, di un Padre perfetto che ci ama e ci ha liberato da ogni schiavitù in Cristo e ci ha fatto Suoi eredi per grazia, non possiamo allora che ringraziarlo!