giovedì 7 settembre 2017

Apocalisse 3:20: La preghiera è comunione con Dio.

Apocalisse 3:20: La preghiera è comunione con Dio. 
“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”.

Questo passo di solito è applicato nell’evangelizzazione, ai non credenti, ma in realtà dal contesto si riferisce alla chiesa di Laodicea. Questo passo si riferisce alla mancanza di comunione della chiesa di Laodicea con Gesù, era una chiesa tiepida, aveva perso lo zelo eppure questa chiesa si sentiva a posto, autosufficiente, compiacente e orgogliosa. Gesù li esorta allo zelo e al ravvedimento. Gesù non forza l’entrata, ma piuttosto si rende disponibile; il credente tiepido deve prendere la decisione di fare entrare Gesù, nel senso di ristabilire la comunione con Gesù. Quindi Gesù chiede una risposta, invita il credente a pentirsi e ad avere comunione con Lui. 
Se il credente tiepido si ravvede, cioè ascolta la voce di Gesù e gli apre la porta, quando Gesù bussa al suo cuore, Gesù avrà di nuovo comunione con il credente che si era allontanato, questo è illustrato dalla cena comune. La cena nel medio oriente era una pratica di amicizia, di comunione, di condivisione intima e gioiosa fraternità! Quando le persone si allontanavano, la cena era un momento di riconciliazione! Ecco perché Gesù andava a cena con i peccatori e fu accusato di essere amico dei peccatori (Matteo 11:16-19). In tal senso allora la promessa qui è del perdono, dell’accettazione, della condivisione, della benedizione e della comunione profonda, ma anche un anticipo del banchetto finale messianico (Apocalisse 19:16-19; Luca 13:29; 22:29-30). Ma O. Hallesbay applica questi versetti anche alla preghiera dicendo che: “Pregare è lasciare che Gesù entri nei nostri cuori”.
Ora se nel linguaggio biblico il pasto comune è il simbolo di un’intima e gioiosa fraternità, Hallesbay dice: "Dio ha istituito la preghiera come mezzo di intima e gioiosa comunione fra Dio e gli uomini”. Il bene supremo di ognuno di noi è la comunione con Dio, quindi per mezzo della preghiera. Noi preghiamo molte volte affinché soddisfi tutti i nostri bisogni e risolva tutti i nostri problemi, e questo non è sbagliato (Filippesi 4:6-7; 1 Pietro 5:6-7), ma prima di questo non dobbiamo dimenticare che attraverso la preghiera dobbiamo ricercare Dio stesso, la Sua presenza e la comunione con Lui, non come un semplice modo per ottenere le cose da Lui, ma come un modo per avere più di Dio stesso, la Sua pienezza, da cui poi dipendono tutte le altre cose, dalla comunione con Dio si hanno tutti gli altri beni.
La preghiera è una comunione nutriente con Gesù! La preghiera è aprire il cuore davanti al Signore come fece Anna che supplicava Dio con un’anima piena di amarezza perché era sterile (1 Samuele 1:15; Salmi 62:8). Questo indica fare partecipe Dio delle nostre cose più intime, questa è la comunione! Noi sappiamo che la conoscenza è importante anche perché senza di essa, non possiamo sapere ciò che Dio richiede, ma la conoscenza e la verità rimarranno astratte se non c’è la comunione con Dio nella preghiera.