venerdì 1 aprile 2016

Giuda 8-10: Le caratteristiche dei falsi insegnanti (1).

Giuda 8-10: Le caratteristiche dei falsi insegnanti (1).
Per dieci lunghi e stancanti anni, i greci assediarono la città di Troia, ma senza risultato, la città sembrava inespugnabile. Poi pensarono di costruirsi un cavallo di legno per nascondere i soldati all'interno, lo lasciarono fuori della porta della città e fecero finta di salpare. I troiani vedendo le barche dei greci allontanarsi pensarono che la minaccia era cessata ed entrarono dentro le mura il cavallo senza sapere che all’interno ci fossero i soldati nemici. La curiosità era troppo forte. Quella notte, i soldati che erano al suo interno uscirono fuori e aprirono le porte della città. Nel frattempo, col favore delle tenebre, la flotta delle navi greche ritornarono ed entrarono in città. Quello che un intero esercito di prodi non poteva fare dall'esterno in dieci anni, alcuni soldati lo hanno fatto dall'interno in una notte!

Allo stesso modo, la chiesa è danneggiata oggi dall'interno con le varie eresie. 

Questo avveniva anche alle chiese a cui scrisse Giuda.
Giuda scrive per mettere in guardia le chiese dai falsi insegnati con le loro eresie, dai vv.1-16 vediamo la condanna dei falsi insegnanti con una loro progressiva identificazione.

Nei vv.8-10 Giuda accusa questi falsi insegnanti di essere sognatori, di sregolatezza, di sprezzamento e di sfrontatezza.


I SOGNATORI.
Al v. 8 è scritto: “Ciò nonostante, anche questi visionari”.
“Ciò nonostante” (mentoi) è in enfasi, è usata per rafforzare le azioni di questi falsi insegnanti menzionati nel v.4 e indica un contrasto con i vv.5-7. 

Nei sognatori vediamo la loro:
A) Arroganza.
“Ciò nonostante” si riferisce ad azioni fatte, nonostante gli avvertimenti chiari ed espliciti che riguardano gli esempi di punizione divina dei vv.5-7: gli israeliti increduli, gli angeli ribelli e Sodoma e Gomorra e le città vicine; questi falsi insegnanti continuano a rifiutare la verità e si comportano nello stesso modo peccaminoso, seguono il loro modello negativo. 
Questo è confermato da “anche” (kai) e da “nello stesso modo” (homoiōs), cioè 
in modo simile, analogo.
Una conoscenza di ciò che Dio aveva fatto, li doveva scoraggiare dal fare il male, al fine di evitare la Sua punizione. 
La loro arroganza li acceca dagli avvertimenti della storia.
Chi è arrogante è gonfio di fiducia in se stesso (cfr. Daniele 4:29-30) pensa di fare quello che vuole, di comportarsi al di fuori delle regole morali, di ribellarsi a Dio (cfr. Deuteronomio 1:42-43; Osea 5:4-5; Sofonia 3:1-4) e pensa di farla franca (Abdia 3-4).

L’arrogante pensa di essere superiore a tutto, anche a Dio!
Ma un giorno sarà umiliato da Dio e Dio solo sarà esaltato! (Esodo 18:11; Isaia 2:11-17; Daniele 5:20).

I tre esempi biblici di comportamenti negativi e la loro punizione di Dio sono rapportati ai falsi insegnanti e inducono i destinatari della lettera, e quindi anche a noi oggi a riflettere, coloro che si comportano allo stesso modo si attirano la stessa punizione di Dio. 

In secondo luogo vediamo la loro:
B) Autorità.
“Visionari” (enupniazomenoi-presente medio participio) indica avere una visione in sogno.
Studiosi dicono che il tempo presente nel greco indica che vi è un’azione in corso, mentre la voce medio implica che la loro condizione visionaria è egocentrica, è al loro piacimento.

Alcuni studiosi vedono questo verbo, come traduce la “Nuova Riveduta” come sostantivo appunto “visionari”.

“Visionari” esprime la base o la condizione delle loro pratiche, delle loro azioni, cioè agiscono sulla base, o causa dei loro sogni che consideravano rivelazioni divine.
Quindi, “visionari” si riferisce a tutti i tre verbi principali che seguiranno, suggerisce che l’autorità delle loro pratiche (illegali, o immorali) proviene dall’ autorità divina.
Secondo l’autorità dei loro sogni contaminano la carne, disprezzano l’autorità e parlano male delle dignità.

Davano più attenzione alle loro visioni e non alla rivelazione di Dio (2 Pietro 2:1) e sostenevano il loro male.

La parola tradotta “visionari” appare in Atti 2:17 per i sogni profetici (cfr. Gioele 2:28) dove troviamo scritto: “’Avverrà negli ultimi giorni’, dice Dio, ‘che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni ’”.

I sogni sono stati collocati accanto ad altre forme di comunicazione divina, come la profezia (Deuteronomio 13:1-5; 1 Samuele 28:6,15).
Sin dai tempi dell’Antico Testamento, i sogni sono stati considerati come forme di comunicazione divina (Genesi 37:5-7; Genesi 40:1-41:1-36; Giudici 7:13; Giobbe 33:15-17, Daniele 1:17; 2:7-45). 
Dio usava i sogni come un mezzo per trasmettere il Suo messaggio agli uomini (Numeri 12:6; 1 Re 3:5). 

Tuttavia, gli israeliti sono stati avvertiti contro i falsi profeti e sognatori che li avrebbero portato a ribellarsi a Dio (Deuteronomio 13:1-5; Geremia 27:9).

Anche nel periodo del Nuovo Testamento i sogni hanno avuto una significativa funzione rivelatrice della storia della chiesa primitiva (Matteo 1:20; 2:12-13,19-22; Atti 16:9-10; 18: 9). 

Ma qui, avere una visione in sogno è utilizzato negativamente, riguarda una falsa profezia.

Questi falsi insegnanti sostenevano di avere esperienze visionarie che giustificavano i loro atti peccaminosi, si attribuivano rivelazioni straordinarie ricevute da Dio attraverso i sogni.

Affermavano che essi avevano ricevuto i loro insegnamenti, o la loro autorità da Dio per mezzo di un sogno, ma erano sogni illusori e bugiardi, perché Dio vuole che siamo santi (per esempio 1 Pietro 1:15-16).

I falsi insegnanti sostituivano la propria autorità contraffatta per la vera autorità di Dio.

Perciò, come ci ricorda anche l’Antico Testamento dobbiamo stare attenti ai falsi profeti che ci vogliono portare lontano dal Signore e dalla verità, dobbiamo starne alla larga perché le loro visioni sono false e bugiarde, Dio non li ha mai mandati (Deuteronomio 13:1-11; Isaia 56:9-12; Geremia 23:25-32).

Paolo ha esortato la chiesa di Tessalonica a non lasciarsi sconvolgere così presto la mente e né turbare da pretese ispirazioni, ma di esaminare ogni cosa e di ritenere il bene, di astenersi da ogni specie di male e di rimanere saldi negli insegnamenti apostolici (2 Tessalonicesi 2:2,5,15; 1 Tessalonicesi 5:19-22; cfr. 1 Giovanni 4:1-3).

Ma nello stesso tempo dobbiamo stare attenti a fidarci dei nostri pensieri, sogni, e così via e non della rivelazione scritta di Dio: la Bibbia. 

Alcuni studiosi pensano che questi tre gruppi di peccato corrispondano (in ordine inverso), con i peccati menzionati nei precedenti tre versetti. 
La contaminazione della carne corrisponde agli atti omosessuali di Sodoma e Gomorra e le città vicine (v.7); il peccato di ribellione corrisponde alla ribellione degli angeli (v. 6); il peccato di parlare male delle dignità è equivalente all’incredulità degli Israeliti nel deserto (v. 5).

Altri studiosi dicono invece che la corrispondenza tra il peccato di questi tre gruppi con i falsi insegnanti non è uno-a-uno, ma a grandi linee, nello stesso modo (homoiōs) segna la somiglianza e non necessariamente l'identicità, uguali in ogni dettaglio.
Giuda non dice che i peccati sono identici, ma certamente c’è una somiglianza.

Dagli esempi di giudizio precedenti dei vv.5-7, Giuda accusa di tre comportamenti i falsi insegnanti.
Questi tre comportamenti sono al presente per sottolineare un atteggiamento continuo e abituale dei falsi insegnanti.

In che modo si comportavano? Prima di tutto vediamo:
II LA SREGOLATEZZA (v.8).
Nel v.8 leggiamo: “Ciò nonostante, anche questi visionari contaminano la carne nello stesso modo”.

“Contaminano” (miainousin-presente attivo indicativo) indica macchiare, dipingere con un altro colore.
Nella traduzione greca dell’Antico Testamento (la Settanta) il verbo si riferisce comunemente a una contaminazione rituale che si traduce in impurità (Esodo 20:25; Levitico 5:3; 11:24; 13:3; Numeri 5:3), alla contaminazione morale (Genesi 34:5; Tito 1:15; Ebrei 12:15), e sessuale, infatti la parola "contaminarsi" (mianiō) indica spesso il peccato sessuale nell’Antico Testamento (ad esempio, Genesi 34: 4, 13, 27; Levitico 18:24, 27-28; Giobbe 31:10-11; Geremia 3: 2; Osea 5:3; 6:10).

La contaminazione è andare oltre da quello che Dio ha stabilito per noi.
Questo verbo, dunque, indica una contaminazione morale e fisica, infatti troviamo la parola carne.

“Carne” (sarka) nella Bibbia ha diversi significati, ma qui si riferisce al corpo fisico, umano (per esempio Atti 2:26; 2 Corinzi 12:7).

Secondo alcuni studiosi contaminazione della carne, collegandosi con il v.7 dove si parlava dei peccati sessuali sfrenati di Sodoma e Gomorra e delle città vicine si riferisce ai peccati sessuali di omosessualità e fornicazione, quindi atti sessuali licenziosi che contaminano, macchiano il proprio corpo andando contro la volontà di Dio (per esempio Levitico 18:22; Romani 1:24-27; 1 Corinzi 6:12-20; 1 Tessalonicesi 4:3-5).

Altri studiosi invece dicono che questi falsi insegnanti non erano colpevoli di omosessualità come lo erano quelli di Sodoma e Gomorra e le città vicine, Giuda può aver sottolineato che questi falsi insegnanti erano colpevoli di immoralità sessuale in senso generale e non specificatamente quello di omosessualità. 

Così la loro condotta sessuale immorale può essere visto come una trasgressione dei confini prescritti da Dio e costituisce quindi una forma di contaminazione.

I falsi insegnanti andavano oltre il limite, l’ordine, il confine stabilito da Dio e quindi contaminavano il loro corpo e lo insegnavano anche! (cfr. Giuda 4).
Queste persone insegnavano la libertà cristiana sopra le regole morali.

Probabilmente gli avversari non pensavano che stavano contaminando il proprio corpo, ma secondo le loro visioni pensavano che la libertà sessuale era da Dio stesso, che trascende le norme morali, pensavano che Dio non era scontento di loro per il loro comportamento.
I falsi insegnanti non sollevano il livello morale, ma lo abbassano.

Ora dobbiamo dire che la sessualità viene da Dio, è stata creata da Dio (Genesi 1:27).
La Bibbia dice che Dio vuole che l’uomo e la donna siano attivi nella sessualità (Genesi 1:28), ma nel contesto del matrimonio tra uomo e donna e non c’è niente di cui vergognarsi (Genesi 2:23-24; Proverbi 5; Ecclesiaste 9:9; Matteo 19:4-6; 1 Corinzi 7: 2-4; Efesini 5:31-33).

Il sesso al di fuori del matrimonio, secondo la Bibbia è considerato fornicazione (1 Corinzi 6:13-18; 7:1-5; 2 Corinzi 12:21; 1 Tessalonicesi 4:3), o adulterio, cioè fare sesso con persone sposate (Esodo 20:14; Deuteronomio 5:18; 22:22), è peccato così anche l’omosessualità (Genesi 19:5; Levitico 18:22; 20:13; Romani 1:24-27).
Questi non erediteranno il regno di Dio (1 Corinzi 6:9-11; Galati 5:19-21).
Facciamo dunque bene a tenere sempre in mente questo per non cadere in questi peccati!

Vediamo la seconda accusa di Giuda:
III LO SPREZZAMENTO (v.8).
Sempre nel v.8 è scritto: “Disprezzano l’autorità”.
“Disprezzano” (athetousin-presente attivo indicativo) è una parola molto forte, significa annullare, ignorare, negare il proprio consenso, non riconoscere, rifiutare, rigettare, implica ribellione.

“Autorità” (kuriotēta) indica appunto autorità, signoria, dominio, padronanza.

“Autorità” è stato inteso in modi diversi:
1. In senso generale sia religioso e politico. 
Ciò significa che queste persone rifiutano ogni forma di autorità, il che spiegherebbe il loro totale disprezzo di qualsiasi norma, o regolamento.

2. Si può fare riferimento a un'autorità angelica. 
Gli angeli (Efesini 1:21; Colossesi 1:16) sono al servizio di Dio, come per esempio lo sono stati per la trasmissione della Sua legge per l’ordine morale (Atti 7:38,53, Galati 3:19; Ebrei 2:2).

3. Si può fare riferimento a un'autorità umana, sia civile che religiosa.

Ma molto più probabilmente è:
4. L'autorità divina. 
Si riferisce alla Signoria di Gesù Cristo, infatti la parola greca è denominativo di Signore (Kurios-nome singolare maschile), e Giuda aveva parlato di Gesù Cristo come Signore (kurion –accusativo singolare maschile) al v.4.

Poi “autorità” è al singolare, e questo indica la maestà e Signoria di Gesù Cristo.
Il loro comportamento era un affronto alla volontà del Signore.

Quindi i falsi insegnanti rifiutano l’autorità del Signore, mostrando così la loro arroganza, come l’avevano gli israeliti, gli angeli e quelli di Sodoma e Gomorra, e le città vicine con Dio, i tre esempi mostrati da Giuda nei vv.5-7.

Michael Green riguardo questi falsi insegnanti afferma: “ Questi uomini erano contro la legge, condizione comune quando le persone seguono la loro concupiscenza ed esaltano la propria conoscenza”.

Erano essi stessi l'unica autorità che questi uomini riconoscevano e obbedivano.

Giuda si riferisce agli uomini senza Dio che deliberatamente disprezzano e rifiutano l'autorità divina su di loro. 

Questi falsi insegnanti hanno messo da parte la legge divina; hanno negato la Signoria di Cristo riguardano quello che credevano e per come vivevano.
Volevano governare la propria vita ed essere liberi dalla Signoria di Gesù Cristo (cfr. v. 4), di conseguenza, essi mostrano il loro disprezzo per Cristo e il suo Vangelo.

Gesù è il Signore significa che Egli è Colui che ha l’ultima parola, che ha il diritto e l’autorità di decidere che cosa è bene e che cosa è male per noi.
Significa che Egli è Colui che dovrebbe governare le nostre scelte e che ha il diritto di determinare le circostanze della nostra vita. 
Significa essergli obbedienti, fare quello che Lui ci dice di fare (Luca 6:46). 
Significa che un giorno daremo conto del nostro comportamento a Lui (Romani 14:10-12; 2 Corinzi 5:9-10). 

Ricorda, come dice John Blanchard: “La Signoria di Cristo non è facoltativa né negoziabile”.

Chi accetta Gesù come il Salvatore dei loro peccati, devono sottomettersi a Lui come Signore!
Gesù non sarà il Salvatore se si rifiuta di inchinarsi a lui come Signore!

“Cristo è o sia Salvatore e Signore, o non è né Salvatore né Signore” (John R. De Witt).

Nessun pentimento è vero pentimento se non si riconosce Gesù come Signore in ogni settore della vita.

Infine vediamo:
IV LA SFRONTATEZZA (vv.8-10).
Questi falsi insegnanti erano senza ritegno e vergogna.
Dalla fine del v.8 fino al v.10 leggiamo: “ E parlano male delle dignità.  Invece, l'arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè, non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: ‘Ti sgridi il Signore!’ Questi, invece, parlano in maniera oltraggiosa di quello che ignorano, e si corrompono in tutto ciò che sanno per istinto, come bestie prive di ragione”.

Nella sfrontatezza dei falsi insegnanti vediamo:
A) L’irriverenza.
Nel v. 8 è scritto: “ E parlano male delle dignità”. 

“Parlano male” (blasphēmousin-presente attivo indicativo) significa insultare, sminuire, essere irriverenti, bestemmiare (cfr. Matteo 9:3; 26:65; Atti 19:37; Romani 2:24), 
Si potrebbe anche fare riferimento a discorsi calunniosi e diffamatori contro una persona (1 Pietro 4: 4; Romani 3:8; Tito 3:2) o, come in questo caso, contro esseri soprannaturali (cfr. 2 Re 19:22; Salmo 74:22; Isaia 65: 7; Ezechiele 20:27; Matteo 12: 31-32; 2 Pietro 2:10, 12). 

Infatti, “dignità” (doxas-nome accusativo plurale femminile) qui indica glorie, splendori di potenza. 

Indica esseri trascendenti meritevoli di rispetto e onore, esseri spirituali della dignità preminente, esseri maestosi come evidenti nella loro luminosità.
Il riferimento è agli esseri angelici.

Nell’Antico Testamento leggiamo che la gloria di Dio era sopra i cherubini (Ezechiele 9:3; 10: 4, 18, 22).

Ebrei 9:5 parla che sopra l’arca c’erano i cherubini della gloria che coprivano il propiziatorio.

In Apocalisse 18:1 leggiamo che un angelo aveva una grande autorità e la terra fu piena dal suo splendore, cioè gloria.

Quindi “dignità” sono gli angeli in gloria intorno al trono di Dio.

Si discute se il riferimento è agli angeli buoni o cattivi.
Riguardo il riferimento verso gli angeli buoni, come i falsi insegnanti parlassero male delle dignità non è chiaro.
Poteva essere che deridevano il potere degli angeli sostenendo che non avevano alcuna autorità o potere, o pretendevano di avere il potere degli angeli, di esaltare il proprio onore e il proprio status a scapito degli esseri angelici, oppure negavano e rigettavano il valore e l’importanza degli angeli, avevano una concezione distorta. 

Oppure Giuda allude al disprezzo e al rifiuto della legge di Mosè che gli angeli mediano, custodiscono, e vegliano su di essa perché fosse osservata così respingendo gli angeli di Dio respingevano la legge di Dio! (Atti 7:38,53; Ebrei 2:2).

La loro condotta libertina offendeva gli angeli come gli amministratori di ordine morale.
In questo senso non sorprende che i falsi insegnanti libertini parlassero male dei messaggeri di Dio.
Essi non permettevano a nessuno di essere autorità, al di fuori di loro stessi!
La loro mancanza di rispetto era oltre misura.

Altri studiosi pensano si tratti degli angeli malvagi e secondo loro i vv. 9-10 confermerebbe questo, è scritto: “Invece, l'arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè, non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: ‘Ti sgridi il Signore!’ Questi, invece, parlano in maniera oltraggiosa”.

Per qualche motivo i falsi insegnanti hanno parlato con disprezzo degli angeli del male; dicono che sono stati calunniati per mostrare la superiorità come uomini spirituali su di loro, o per dichiarare la loro libertà da loro, quindi gli angeli non hanno nessuna influenza su di loro. 
Oppure questi falsi insegnanti semplicemente insultavano gli angeli del male, o li deridevano, o avevano un atteggiamento denigratorio.

Una terza interpretazione potrebbe essere che Giuda nei vv.8-10 stia parlando in senso generale per tutti gli angeli buoni e cattivi, per la loro posizione di potenza celeste.

Comunque non è tanto importante sapere a quali angeli si riferisce, ma il punto centrale dell’illustrazione.

Nell’illustrazione riportata di Giuda riguardo l’arcangelo Michele e il diavolo notiamo:
(1) Un contrasto.
“Invece” (de) introduce un contrasto, la presunzione e l’arroganza dei falsi insegnanti nei confronti degli angeli è in forte contrasto con il comportamento dell’arcangelo Michele.
I falsi insegnanti bestemmiano contro le dignità, mentre l’arcangelo Michele non lo fece contro il Diavolo.

Nell’illustrazione:
(2) C’è un conflitto.
In secondo luogo c’è stata una disputa tra l’arcangelo Michele e il diavolo riguardo il corpo di Mosè.
Leggiamo al v.9: “L'arcangelo Michele, quando, disputando col diavolo, discuteva sul corpo di Mosè”
La disputa molto probabilmente era verbale, infatti “contendeva” (diakrinomenos-presente medio participio) indica un continuo litigio tra due avversari che si esprimeva in una battaglia di parole in un contesto giudiziario. 

“Disputando” (dielegeto-imperfetto medio o passivo indicativo) sottolinea ulteriormente il carattere verbale del conflitto. 

La storia della controversia tra l'arcangelo Michele e il diavolo sul corpo di Mosè non fa parte della narrazione dell’Antico Testamento, ma era una vicenda che i destinatari della lettera conoscevano come anche la vicenda di Enoc (v.14).

Da dove ha attinto questa storia Giuda?
Giuda, probabilmente ha attinto da fonti extra-bibliche da libri che erano in circolazione tra i suoi lettori, fonti extra-bibliche sono citati da altri scrittori biblici (per esempio Numeri 21:14; Atti 17:28; 20:35). 

Oppure Giuda cita questa storia da una tradizione giudaica dei padri e li ha usati come illustrazioni come oggi farebbe un predicatore citando una vicenda contemporanea.

Mentre per altri, Giuda ispirato dallo Spirito Santo seppe cosa avvenne prima della sepoltura di Mosè (Deuteronomio 34:5-6).
Un commentatore Lenski scriveva: "Non importa dove o come uno scrittore ispirato ottenuto le sue informazioni, lo Spirito Santo gli ha consentito di vagliare e adeguatamente presentare solo ciò che è genuino, vero. Questo è il vero punto qui ".

Quando Mosè morì l’arcangelo Michele fu inviato da Dio a seppellirlo secondo il Suo ordine (cfr. Deuteronomio 34:5-6), ma il diavolo lo contestò perché non meritava una degna sepoltura, Mosè era un assassino (Esodo 2:12) e perciò il suo corpo apparteneva a lui e anche perché il diavolo reclamava l’autorità sulla materia. 

Michele ha agito sotto l'autorità diretta di Dio, il diavolo invece ha agito sotto la sua autorità. 
Michele è stato diligente a eseguire gli ordini di Dio e Satana era altrettanto diligente per ostacolarlo. 
Tuttavia, Michele rimane fermo contro il diavolo non vacillando e non usando la sua propria autorità.

L’arcangelo Michele c’insegna a non cedere al diavolo rimanendo fedelmente sotto l’autorità di Dio continuando a eseguire i Suoi ordini! (Giacomo 4:7).

Nell’illustrazione troviamo:
(3) La contromisura di Michele.
“Non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: ‘Ti sgridi il Signore’”.

Se i falsi insegnanti parlano male delle dignità, l’arcangelo Michele non lo ha fatto con il diavolo quando contendeva con lui disputando per il corpo di Mosè.

“Non osò” (ouk etolmēsen) indica non rischiò, non ebbe il coraggio, implica che rimase al suo posto, quindi non prese il posto di Dio.

“Pronunziare” (epenenkein) è un linguaggio legale significava comunemente portare accuse legali contro qualcuno (Atti 25:18).

“Giudizio ingiurioso” (krisin blasphēmias), è astenersi nel fare giudizi, calunniare, diffamare, rimproverare, condannare con parole blasfeme.

L’arcangelo Michele si guardò bene da bestemmiare contro Satana non osò calunniarlo, rimproverarlo, né condannarlo per bestemmia e né maledirlo con un giudizio ingiurioso (krisin blasphēmias) con una sentenza giudicante, o un giudizio di maledizione, ma lasciò il giudizio nelle mani di Dio. 

Michele si rifiutò di assumere il potere e la prerogativa di Dio.

Al comportamento dei falsi insegnanti, Giuda contrappone quello esemplare dell’arcangelo Michele, che non solo ha lasciato a Dio il giudizio, ma si è anche astenuto dall’insultarlo e condannarlo. 

Michele disse: “Ti sgridi il Signore!” (cfr. Zaccaria 3:2), cioè ti ammonisca, ti rimproveri, ti censuri, ti corregga, ti condanni (sgridi- epitimēsai).

Michele lo ha fatto perché portava rispetto a Dio, l’unico Creatore e Giudice che aveva creato il diavolo, un essere celeste anche se poi peccò, e perché solo a Dio spetta l’autorità di giudicare e condannare. 

Inoltre, benché gli angeli non devono essere adorati (Apocalisse 19:9-10; 22:8-9), dovrebbero ricevere rispetto e timore a causa della loro posizione e autorità.

La risposta di Michele ha mostrato il tipo di rispetto per i poteri celesti che i falsi maestri non avevano, parlavano in maniera oltraggiosa degli angeli.
Michele lasciò la questione nelle mani del Signore.

Invece di affermare la propria autorità su Satana, Michele chiede a Dio di rendere il giudizio appropriato. 

Il nostro potere di combattere per la fede è un'autorità delegata. 
Dobbiamo contare su Dio che è con noi e ci supporta con la Sua autorità. 
Invece i falsi insegnanti operano nel regno della propria autorità.

Infine vediamo:
(4) La centralità dell’illustrazione.
Prima di vedere il punto centrale dell’esempio riportato da Giuda vediamo chi è l’arcangelo Michele?
Nel Nuovo Testamento Michele compare qui e in Apocalisse 12:7.
In Daniele 12:1 Michele è definito il grande capo e difensore di Israele (cfr. Daniele 10:13,21)
Il concetto di arcangelo compare qui e in 1 Tessalonicesi 4:16, ma solo qui associato a Michele.
“Arcangelo” (archangelos) denota un primato di grado, quindi il principe degli angeli.

Ora il punto centrale è: se il più importante degli angeli fu così attento a ciò che diceva contro il diavolo, quanto più noi esseri mortali dovremmo stare attenti a ciò che diciamo. 

Se l’arcangelo Michele il principe degli angeli non osò pronunciare un giudizio ingiurioso contro il diavolo, a maggior ragione non bisogna farlo con gli angeli buoni, c’è un doppio contrasto.

Se il più grande degli angeli buoni ha rifiutato di parlare male del più grande degli angeli del male sicuramente nessun essere umano può parlare male di qualsiasi angelo.

Evidentemente non dobbiamo adorare e nemmeno essere oltraggiosi verso tutti gli angeli: buoni e cattivi perché sono creature di Dio e potenze celesti.

Vediamo:
B) L’ignoranza.
Nel v.10 leggiamo: “Questi, invece, parlano in maniera oltraggiosa di quello che ignorano”. 
“Questi” (houtoi) è in senso peggiorativo (cfr. vv 8, 12, 16, 19).

I falsi insegnanti, in contrasto (invece-de) con l’arcangelo Michele parlano in maniera oltraggiosa (v.10-blasphēmousin-presente attivo indicativo), e questo comportamento è abituale. 

Gli eretici mancano di comprensione, e calunniano anche quelle cose che non capiscono!

“Maniera oltraggiosa” è la stessa parola del v. 8 tradotta con “parlare male”, ed era considerato – come oggi- nella società un reato grave passibile di procedimenti giudiziari a causa della perdita della dignità di una persona.

“Di quello che ignorano” è: “Non conoscono” (ouk oidasin), esprime il non sapere assoluto, l’ignoranza totale dei falsi insegnanti, non conoscono affatto, ignorano totalmente ciò che bestemmiano, le realtà del mondo celeste, spirituale, tra cui anche le dignità, gli angeli.

Il loro bestemmiare contro gli angeli dimostra che non hanno una giusta comprensione di quello che sono.

Pensano di sapere, ma in realtà non sanno nulla! 
Non hanno lo Spirito Santo dirà al v.19 Giuda, non hanno alcun discernimento spirituale, e, di conseguenza, sono ciechi e sprezzanti riguardo tutte le realtà spirituali (cfr. 1 Corinzi 2:9-14).

Giuda attacca la falsa conoscenza spirituale, o teologica di questi eretici che si affidavano ai loro sogni!

Le loro affermazioni e giudizi contro gli angeli smentiscono che abbiano la vera conoscenza di Dio.

La loro ignoranza totale è la causa profonda della loro corruzione perché comprendono in modo istintivo, conoscono come animali irragionevoli, quindi vediamo il loro:
C) Istinto.
“ E si corrompono in tutto ciò che sanno per istinto, come bestie prive di ragione”.

“Corrompono” (phtheirontai-presente passivo indicativo) secondo alcuni studiosi si riferisce al giudizio di Dio, alla sofferenza della punizione eterna (cfr. 1 Corinzi 3:17; 2 Pietro 2:12).

Mentre per altri studiosi indica il deterioramento, la rovina della vita interiore, quindi una corruzione morale (1 Corinzi 15:33; 2 Corinzi 7:2; 11:3; Efesini 4:22; Apocalisse 19:2; cfr. Genesi 6:11; Esodo 10:15; Ezechiele 16:52; Osea 9:9).

Quando seguiamo il nostro istinto (phusikōs) come gli animali e non ragionevolmente la Parola di Dio, il nostro essere interiore si rovina. 
Il tempo presente indica che sta succedendo ora, e la voce passiva del verbo indica che è inevitabile.
Il verbo indica il processo di corruzione morale che sta già avvenendo nella loro vita, e che culminerà nella loro rovina eterna. 

“In” (en-preposizione di mezzo) indica il mezzo come loro si corrompono e cioè attraverso tutto ciò che sanno per istinto.
Oppure si riferisce alla causa della loro corruzione.

Questi falsi insegnanti si corrompono per mezzo, o a causa delle cose che conoscono per istinto come gli animali che sono senza ragione.

Sono le cose che conoscono solo per istinto che portano alla distruzione di queste persone. 

“ Tutto ciò che sanno” (toutois epistantai-presente medio o passivo indicativo) è ironico.

“Istinto” (phusikōs) si riferisce alla natura, alla parte fisica, ed è enfatico.
Secondo alcuni studiosi si riferisce all’istinto sessuale, ai piaceri carnali, come il comportamento istintivo degli animali in calore.

Qualunque sia la comprensione delle cose che essi possiedono passano attraverso l'istinto.

Si tratta di una grave accusa dal momento che, secondo il pensiero antico, gli animali sono quelli che sono governati dall'istinto, ed era considerata la parte inferiore rispetto alla natura umana,alla natura razionale.
Ciò che era più apprezzato era la mente, piuttosto che l’istinto.

Così questi insegnanti, che sostenevano una spiritualità più alta, una conoscenza superiore, in realtà ignoravano il vero mondo spirituale; tutto quello che realmente conoscevano sono i loro desideri istintivi e facevano tutto ciò che il loro istinto diceva loro e non in modo ragionevole.

Anche se dicevano di essere guidati da una visione spirituale speciale mediante rivelazioni celesti, in realtà seguivano i loro istinti come gli animali.

Giuda dice: “Come bestie prive di ragione”.
“Prive di ragione” (aloga) è in enfasi, significa irrazionale, senza ragione, non in grado di ragionare, è una tipica espressione utilizzata per descrivere le bestie, quindi in questo contesto indica in modo selvaggio.

Che gli animali erano considerati senza ragione era una verità che indicava la loro natura inferiore se confrontato con la razionalità umana.

Quindi, questi falsi insegnanti si comportavano come gli animali in modo selvaggio.
È ironico che questi falsi insegnati affermavano di avere una conoscenza per mezzo di visioni, mentre in realtà erano degli ignoranti; che si ritenevano di essere superiori all’uomo comune, mentre in realtà erano allo stesso livello degli animali!

Coloro che sostengono di avere una conoscenza speciale e un accesso superiore a Dio sono di fatto ignoranti e tenuti prigionieri dai impulsi selvaggi come gli animali!
Non importa quanto questi insegnanti siano altamente istruiti, o quanto profondo pensano che il loro insegnamento sia, o quante visioni mistiche e intuizioni sostengono di aver avuto, sono come gli animali!

CONCLUSIONE. 
Possiamo fare delle considerazioni finali.
1) La sana dottrina è già stata rivelata nella Bibbia (2 Timoteo 3:16).
Dobbiamo stare attenti a non basare la nostra dottrina e quindi il nostro comportamento sui sogni e non sulla verità, sulla rivelazione di Dio, sulla Sua Parola rivelata con la Bibbia.
L’autorità del nostro credere e delle nostre azioni è scritto nella Bibbia!
La Bibbia, naturalmente, sottolinea il valore delle visioni.
Dio ha spesso comunicato la sua parola ai profeti attraverso le visioni, e niente può impedire a Dio oggi di comunicare in certe circostanze ancora in questo modo, ma dobbiamo insistere sul fatto che qualsiasi messaggio o visione, o sogno deve essere conforme alla verità di Dio rivelata nella Scrittura e deve essere oggetto di controllo da parte di altri cristiani (cfr. 1 Corinzi 14:29).

2) La sana dottrina è importante per un sano carattere cristiano.
Ernest C. Reisinger scrive: “Non si potrà mai sottolineare abbastanza l’importanza della sana dottrina nella vita cristiana. Per vivere rettamente, è indispensabile avere un pensiero corretto intorno a tutte le questioni dottrinali. Come non è possibile cogliere chicchi d’uva dalle spine o fichi dai cardi, così un sano carattere cristiano non si sviluppa da una dottrina malsana”.

I falsi insegnanti basavano il loro comportamento e insegnamento sulla base dei loro sogni che non erano di sana dottrina perché non provenivano veramente da Dio.
L’autorità delle loro pratiche illegali, o immorali erano i loro sogni che spacciavano come visioni divine.
I falsi insegnanti sostituivano la propria autorità contraffatta per la vera autorità di Dio.
Questi falsi insegnanti sognatori giustificavano le loro azioni immorali, i loro atti peccaminosi dicendo che erano secondo la rivelazione divina nei loro sogni.
Secondo l’autorità dei loro sogni contaminavano la carne, disprezzavano l’autorità e parlavano male delle dignità.

Pertanto:
3) La sana dottrina è importante è deve essere conosciuta e seguita.
I falsi insegnati parlavano male perché non solo seguivano i loro sogni, ma anche perché erano ignoranti riguardo la verità della rivelazione di Dio e seguivano il loro istinto, i loro piaceri carnali.

Questo è un monito anche per noi oggi: non dobbiamo seguire i piaceri della carne per vivere in modo selvaggio, ma siamo chiamati a conoscere la sana dottrina e seguirla! 

Per non essere eretici, o per non cadere nelle mani degli eretici dobbiamo conoscere la sana dottrina, quindi significa leggere, meditare e studiare seriamente la Bibbia; il tutto avendo fede in Dio, amore per Dio e timore di Dio.