sabato 12 dicembre 2015

Giovanni 10:11: Gesù è il buon pastore che si sacrifica per le sue pecore.

Giovanni 10:11: Gesù è il buon pastore che si sacrifica per le sue pecore.
“Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore”.

Il pastore deve essere pronto a dare la propria vita per proteggere le sue pecore dagli animali selvatici. Gesù dice di se stesso di essere il Buon Pastore. (vv.11,14).
“Buon” (kalós) si riferisce alla qualità del suo carattere nobile, irreprensibile, eccellente, assolutamente degno di fiducia. Gesù non è un buon pastore, come se fosse uno dei tanti del suo genere. Egli esclusivamente è il Buon Pastore!!! È unico nel Suo Genere!
Questi versetti ci parlano del sacrificio del Buon Pastore. 
Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde (v.12).  

Vi erano molte differenze tra un pastore che era parte della famiglia e chi fosse pagato per fare quel lavoro. Al contrario dei mercenari (i capi religiosi che trascuravano le loro responsabilità riguardo al bene del popolo), che sono pagati per la cura del gregge, e non sono i proprietari, e quindi non sono disposti a morire in caso di pericolo, ma scappano, Gesù invece dà la Sua vita in sacrificio per le pecore, non si tira indietro! 
Il sacrificio è la morte per conto di qualcun altro, in questo caso la morte di Gesù è stato un sacrificio unico a Dio per i peccati dell’umanità (Efesini 5:2; Ebrei 7:27; 9:26; 10:12).
Il sacrificio di Gesù non è stato opzionale. 
Era l’unico modo per l’espiazione dei peccati (Romani 3:23-26; Ebrei  2:14-17). L’unico modo per riscattare “i molti” (Marco 10:44-45; Romani 5:19). Ciò che i peccatori non potevano fare da se stessi, Gesù l’ha fatto per loro. Il Suo sacrificio è stato necessario (Marco 8:31, Giovanni 3:14), per soddisfare la santità e la giustizia di Dio e quindi per salvare i peccati del Suo popolo (Matteo 1:21); della Sua chiesa (Efesini 5:25-27). 
Senza il sacrificio di sangue non c’è remissione o perdono dei peccati (Ebrei 9:22).
Il sacrificio di Gesù non è stato accidentale. 
La morte di Gesù è stato predestinato prima della creazione (Atti 4:27-28; 1 Pietro 1:18-20) secondo il piano amorevole prestabilito da Dio (Giovanni 3:16; Romani 5:8), non è stato un incidente di percorso, una soluzione del momento per tamponare un problema inaspettato. 
Il sacrificio di Gesù non è stato inutile. 
Il piano di Dio è stato un completo successo! (Giovanni 19:30). L’opera di salvezza del Figlio è stata completata e accettata da Dio stesso, e molti, gente di ogni tribù, lingua popolo e nazione (Isaia 53:10-12; Apocalisse 5:9-10), secondo il Suo piano, sono stati salvati. Il sacrificio di Gesù ha soddisfatto interamente e definitivamente tutto ciò che la perfetta giustizia di Dio richiedeva, ci salva dall’ira di Dio (Giovanni 3:16,36; Romani 5:1-11; 1 Giovanni 2:2; Ebrei 10:14). Sei tu salvato? Lo puoi essere se ti penti e se ti affidi completamente a Gesù (Atti 3:19; Efesini 2:8).