Passa ai contenuti principali

Giovanni 10:11: Gesù è il buon pastore che si sacrifica per le sue pecore.

Giovanni 10:11: Gesù è il buon pastore che si sacrifica per le sue pecore.
“Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore”.

Il pastore deve essere pronto a dare la propria vita per proteggere le sue pecore dagli animali selvatici. Gesù dice di se stesso di essere il Buon Pastore. (vv.11,14).
“Buon” (kalós) si riferisce alla qualità del suo carattere nobile, irreprensibile, eccellente, assolutamente degno di fiducia. Gesù non è un buon pastore, come se fosse uno dei tanti del suo genere. Egli esclusivamente è il Buon Pastore!!! È unico nel Suo Genere!
Questi versetti ci parlano del sacrificio del Buon Pastore. 
Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde (v.12).  

Vi erano molte differenze tra un pastore che era parte della famiglia e chi fosse pagato per fare quel lavoro. Al contrario dei mercenari (i capi religiosi che trascuravano le loro responsabilità riguardo al bene del popolo), che sono pagati per la cura del gregge, e non sono i proprietari, e quindi non sono disposti a morire in caso di pericolo, ma scappano, Gesù invece dà la Sua vita in sacrificio per le pecore, non si tira indietro! 
Il sacrificio è la morte per conto di qualcun altro, in questo caso la morte di Gesù è stato un sacrificio unico a Dio per i peccati dell’umanità (Efesini 5:2; Ebrei 7:27; 9:26; 10:12).
Il sacrificio di Gesù non è stato opzionale. 
Era l’unico modo per l’espiazione dei peccati (Romani 3:23-26; Ebrei  2:14-17). L’unico modo per riscattare “i molti” (Marco 10:44-45; Romani 5:19). Ciò che i peccatori non potevano fare da se stessi, Gesù l’ha fatto per loro. Il Suo sacrificio è stato necessario (Marco 8:31, Giovanni 3:14), per soddisfare la santità e la giustizia di Dio e quindi per salvare i peccati del Suo popolo (Matteo 1:21); della Sua chiesa (Efesini 5:25-27). 
Senza il sacrificio di sangue non c’è remissione o perdono dei peccati (Ebrei 9:22).
Il sacrificio di Gesù non è stato accidentale. 
La morte di Gesù è stato predestinato prima della creazione (Atti 4:27-28; 1 Pietro 1:18-20) secondo il piano amorevole prestabilito da Dio (Giovanni 3:16; Romani 5:8), non è stato un incidente di percorso, una soluzione del momento per tamponare un problema inaspettato. 
Il sacrificio di Gesù non è stato inutile. 
Il piano di Dio è stato un completo successo! (Giovanni 19:30). L’opera di salvezza del Figlio è stata completata e accettata da Dio stesso, e molti, gente di ogni tribù, lingua popolo e nazione (Isaia 53:10-12; Apocalisse 5:9-10), secondo il Suo piano, sono stati salvati. Il sacrificio di Gesù ha soddisfatto interamente e definitivamente tutto ciò che la perfetta giustizia di Dio richiedeva, ci salva dall’ira di Dio (Giovanni 3:16,36; Romani 5:1-11; 1 Giovanni 2:2; Ebrei 10:14). Sei tu salvato? Lo puoi essere se ti penti e se ti affidi completamente a Gesù (Atti 3:19; Efesini 2:8).

Post popolari in questo blog

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…

Matteo 6:10: Venga il Regno di Dio.

Matteo 6:10: Venga il Regno di Dio. Qualcuno ha detto: “L'unico regno che prevarrà in questo mondo è il regno che non è di questo mondo”.
Questo ovviamente si riferisce al regno di Dio! Il regno di Dio sopravvive alla dissoluzione di tutti i regni e di questo mondo.
Così, la cosa più importante da dire sul regno di Dio è che è il regno di Dio. 
Il regno di Dio è esaltato al di sopra dei regni degli uomini e del regno spirituale ed è infinitamente superiore a loro.
Secondo la testimonianza dei primi tre Vangeli, la proclamazione del regno di Dio era il messaggio centrale di Gesù (Matteo 4:23).
Questo è il secondo soggetto di preghiera del Padre nostro. 
La preghiera “venga il tuo regno” ha due significati.

Matteo 6:9: Sia santificato il nome di Dio.

Matteo 6:9: Sia santificato il nome di Dio. “Sia santificato il tuo nome”. Questo è il primo soggetto di preghiera del “Padre nostro”. 
Molte persone pensano che il proprio io, sia più importante di tutti e di tutto. Pur di soddisfare i propri desideri sono disposti a tutto, e ostacolano ciò che impedisce la loro individualità, o usano coloro che in qualche modo possono essere strumenti per raggiungere i loro desideri, progetti, interessi… vedono gli altri come risorse.
Queste persone sono egocentriche, si credono al centro del mondo, cioè hanno come l’unico punto di riferimento se stesse, e cercano di riportare tutto a sé, a interessarsi alle persone e alle cose nella misura in cui ne possono trarre vantaggio.
Quindi sono anche egoiste, hanno un attaccamento eccessivo a se stessi tanto da ricercare esclusivamente il proprio piacere e interesse personale.
Purtroppo si può essere egocentrici ed egoisti anche con Dio quando lo cerchiamo per soddisfare i nostri interessi, i nostri deside…