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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

1 Corinzi 10:31: Fate tutto alla gloria di Dio!

 1 Corinzi 10:31: Fate tutto alla gloria di Dio!
Il v.31 dice: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio”.
“Fate tutto alla gloria di Dio” significa glorificarlo!
“Glorificare Dio” è lo scopo della tua esistenza se sei un vero, o una vera credente!
Bryan Chapell scrive: “Siamo destinati a glorificare colui che condivide con noi la sua gloria. La gloria ci viene attraverso la generosità di Gesù (Giovanni 17:22), e la gloria ritorna a lui attraverso la fedeltà dei suoi discepoli (Giovanni 17:10). Troviamo la nostra più grande realizzazione, il nostro scopo più alto e la nostra più vera umanità nel vivere per e come Cristo. Nessun ambito della vita è escluso”. 
Il vero cristiano ha sperimentato la gloria di Dio nella propria vita, questa gloria in certo senso ritorna a Dio con la nostra fedeltà a Lui!
In questa predicazione vediamo due aspetti: lo scopo di Dio e lo scopo del cristiano.
Prima di tutto vediamo che:
I LO SCOPO DI DIO
Nulla è insignificante per Dio riguardo il nostro pensare, sentire e fare! 
Ma Dio è attento anche alle nostre motivazioni e desideri! 
Cominciamo a vedere:
A) Il significato della parola “gloria”
In questo versetto, gloria (doxa) è lo stato di alto onore dovuto, o reso a qualcuno, in questo caso a Dio.
Si riferisce all’importanza, alla posizione sociale ragguardevole, al prestigio e alla reputazione (cfr. per esempio Luca 14:10 Giovanni 5:41, 44; 7:18; 8:50, 54; 11:4; Romani 3:7; 15:7; 2 Corinzi 6:8; Filippesi 1:11; 1 Tessalonicesi 2:6).
È il riconoscimento dello status, o delle azioni, fama, onore, prestigio, e quindi avere stima (cfr. per esempio Luca 14:10; Giovanni 5:41,44; 8:54; 12:43; Apocalisse 4:11, 5:12).
L'idea è di qualcosa che è pesante nel senso di essere notevole, o impressionante, indica il rango, la dignità, la posizione, la forza, il prestigio come il re (1 Re 3:13). 
Si riferisce all’onore, al rispetto, all'attribuzione di alto status di una persona come quella di Giuseppe in Egitto che era il secondo dopo il faraone (Genesi 45:13; 41:40-41; Numeri 22:15; Proverbi 11:16). 
Oppure il principe Sichem era l’uomo più onorato in tutta la casa di suo padre (Genesi 34:19; 1 Samuele 9:6; 2 Samuel 23:23).
Le persone in posizioni di responsabilità e di autorità avevano onore e rispetto. (Esodo 20:12; Malachia 1:6; Salmi 8:6; Giobbe 9:9; 1 Samuele 4:21; Michea 1:15; Isaia 5:13; 8:7; 17:3-4).
In secondo luogo vediamo che:
B) Lo scopo di Dio è la Sua gloria
In Isaia 48:11 è scritto: “Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro”.
Dio non permetterà che il Suo nome sia profanato da qualcuno!
L'onore che è Suo non lo darà a un altro, agirà secondo la Sua natura, secondo i Suoi propositi e promesse per amore di se stesso, per la Sua gloria!
Siccome la gloria è parte della Sua natura, agirà in accordo a questa e per preservarla!
Gary Smith scrive: “Come può Dio permettere che la sua maestosa gloria venga in qualche modo diminuita? Come potrebbe mai Dio permettere alle persone di dare la sua lode e gloria a un altro? Queste domande retoriche indicano che il semplice suggerimento di un'idea del genere è impensabile. Non accadrà mai perché un Dio santo di gloria incommensurabile non può andare contro la sua natura. Egli è santo e glorioso; non accadrà nulla che possa mettere in discussione la sua essenza, o interferire con la sua maestosa reputazione”.
Dio ha creato ogni cosa principalmente per glorificare se stesso! 
Questo è il Suo scopo!
Parlando del popolo di Israele, in Isaia 43:6-7 è scritto: “Dirò al settentrione: «Da'!» E al mezzogiorno: «Non trattenere»; fa' venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra: tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti”. (Cfr. Isaia 60:21; 61:3; 1 Pietro 4:11).
Così anche in Romani 11:36 leggiamo: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”.  (Colossesi 1:16-17). 
Dio è la sorgente (da), il sostenitore (per mezzo) e lo scopo finale (per lui) della creazione!
Non sei tu! E nemmeno io! Ma Dio l’obbiettivo finale di tutto!
Dio salva i peccatori per innalzare se stesso questo lo troviamo scritto in Efesini 1:6,12,14. 
Dio è la realtà centrale nell'universo e non l’umanità!! 
La gloria di Dio è la Sua suprema preoccupazione e dovrebbe essere anche la nostra più importante preoccupazione!
Eppure siamo distratti da tante cose!
Una volta uno studente chiese ad Albert Einstein quanti piedi ci fossero in un miglio. Rimase stupito quando Einstein rispose: "Non lo so".
Lo studente era sicuro che il grande professore e scienziato stesse scherzando. Quando lo studente chiese spiegazioni, il professore dichiarò: "È mia regola non ingombrare la mia mente con informazioni semplici che posso trovare in un libro in cinque minuti".
Albert Einstein non era interessato a dati banali! 
La sua passione era esplorare le cose profonde dell'universo. 
Ora mi chiedo quante cose banali riempiono la nostra testa e condizionano le nostre azioni tanto da non glorificare Dio, tanto da perdere tempo in cose futili!
Quali sono le tue cose futili tanto da impedirti di glorificare Dio?
Molti cristiani vivono le loro giornate come se fossero atei, dimenticano Dio!
Jerry Bridges parlando di empietà scrive: “Quando parlo di aree specifiche dei nostri peccati sottili e ‘accettabili’, un commento che sento spesso è che l'orgoglio è la loro causa principale. Anche se sono d'accordo che l'orgoglio gioca un ruolo importante, credo che ci sia un altro peccato ancora più elementare, più diffuso e più incline a essere la causa principale di altri peccati. È il peccato di empietà, di cui tutti siamo in qualche misura colpevoli.
Non ci consideriamo empi. Dopo tutto, siamo cristiani, non atei, o malvagi. Come posso dire che noi credenti siamo tutti, in qualche misura, empi?
L'empietà può essere definita come il vivere la propria vita quotidiana con poco, o nessun pensiero a Dio, alla volontà di Dio, alla gloria di Dio, o alla nostra dipendenza da Dio. 
È facile capire che una persona può condurre una vita rispettabile e tuttavia essere empia, nel senso che Dio è essenzialmente irrilevante nella sua vita.
Il fatto triste è che molti di noi credenti tendono a vivere la loro vita quotidiana pensando poco, o niente a Dio. 
Possiamo leggere la nostra Bibbia e pregare all'inizio di ogni giorno, ma poi usciamo nelle attività della giornata e fondamentalmente viviamo come se Dio non esistesse. 
Raramente pensiamo alla nostra dipendenza da Dio, o alla nostra responsabilità nei suoi confronti. Potremmo passare ore intere senza pensare a Dio. 
Credo che tutti gli altri peccati accettabili siano in ultima analisi riconducibili a questo peccato di fondo, l'empietà. L'empietà, in definitiva, dà vita ai nostri peccati più visibili.
Pregate che Dio vi renda più consapevoli del fatto che vivete ogni momento di ogni giorno sotto il suo occhio onniveggente, sapendo che vede ogni vostra azione, ascolta ogni vostra parola e conosce ogni vostro pensiero”.
Così vediamo lo:
II SCOPO DEL CRISTIANO
In questo versetto è scritto: “Fate tutto alla gloria di Dio”.
John Piper dice: “Il problema di fondo della nostra natura umana è che non vogliamo che Dio sia Dio. Vogliamo essere Dio. Una prova evidente di ciò, è la rarità della visione biblica di Dio centrata su Dio, e la diffusione della visione non biblica di Dio centrata sull'uomo. Viviamo in una società dove certamente non viene messa prima di ogni cosa la gloria di Dio!”
Nella nostra società occidentale, le persone sono ripiegate su se stesse, vivono per il godimento del proprio piacere.
È una società narcisista, utilitarista, edonista, individualista, egocentrica ed egoista, dove viene messo in risalto la prestanza fisica, la bellezza esteriore, il denaro, dove Dio non ha la priorità che deve avere, e l’amore verso il prossimo, la disponibilità a sacrificarsi per gli altri, sono mancanti.
Questa è una società dove s’incoraggia il culto di se stessi, una società sempre più arrogante, presuntuosa, vanitosa, vanagloriosa, competitiva per essere il migliore e quindi essere ammirato acclamato, innalzato e invidiato!
Ma questo passo ci dice che al centro della nostra vita ci deve essere Dio e non il nostro corpo, o il nostro “IO”.
Quindi sei chiamato a crocifiggere il tuo “IO”! (Luca 16:25-27; Galati 2:20). 
Se temi il Signore (1 Pietro 1:17), se sei uno straniero e pellegrino su questa terra (Ebrei 11:16; 1 Pietro 1:17; 2:11), se la tua patria è in cielo (Filippesi 3:20-21; Colossesi 3:1-4; 1 Pietro 1:3-4), non sei chiamato a vivere per te stesso seguendo la visione di questa epoca malvagia, dalla quale Gesù Cristo ti ha liberato, ma sei chiamato a glorificare Dio in ogni momento della tua vita! (2 Corinzi 4:4; Galati 1:4-5, Efesini 2:1-10).
Noi siamo chiamati a dare la gloria solo a Dio, e questa è una chiamata radicale in tutte le sfaccettature della nostra vita!
Lo scopo della nostra esistenza non siamo noi stessi, la nostra realizzazione, o soddisfazione, ma Dio!
Paolo in modo enfatico ci esorta dicendo che lo scopo del cristiano è fare tutto alla gloria di Dio!!
Richard Baxter disse: “Qualunque cosa tu stia facendo, in compagnia, o da solo, fallo per la gloria di Dio (1 Corinzi 10:31). Altrimenti, è inaccettabile per Dio”.
“Fate tutto alla gloria di Dio significa:
A) Onorare Dio con il nostro comportamento
Alla domanda: “Qual è lo scopo primario dell’uomo”, il Catechismo minore di Westminister, versione Battista risponde: “Lo scopo primario dell’uomo è glorificare Dio e gioire in lui sempre.”
Lo scopo della nostra esistenza è la gloria di Dio! 
Lo scopo della nostra esistenza è innalzare il nome di Dio con tutto quello che siamo, abbiamo e in tutto quello che facciamo!
Paolo ci esorta: "Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio". 
Quindi “fate tutto alla gloria di Dio” si riferisce ad agire in modo tale che Dio sia innalzato, onorato con le nostre azioni! 
Ma è implicito anche con le nostre motivazioni, atteggiamenti, emozioni, pensieri!
A. D. Naselli scrive: “Fare qualcosa ‘alla gloria di Dio’ è glorificare Dio. Glorifichiamo Dio quando sentiamo, pensiamo e agiamo in un modo che dà molto valore a Dio, che mostra che è supremamente grande, buono e che soddisfa ogni cosa”.
Se Dio per te non è importante non lo glorificherai!
Consideriamo quindi:
(1) Il punto di Paolo
Paolo in questo contesto sta dicendo ai Corinzi che alcune cose che sono consentite non sono utili. 
Se i cristiani pensano agli altri prima di pensare a se stessi, si asterranno da certe cose nel caso in cui questi possano risultare indeboliti spiritualmente (1 Corinzi 10:23–24).
Quando i cristiani acquistano cibo al mercato, o mangiano in casa di amici pagani, non devono creare problemi inutili chiedendo se il cibo è stato offerto agli idoli; se non lo sanno, non importa; devono mangiare il cibo ed essere grati a Dio che lo ha dato (1 Corinzi 10:25–27).
Se, tuttavia, qualcuno dice loro che il cibo è stato offerto agli idoli, non dovrebbero mangiarlo; questo perché non si deve far pensare agli altri che si è d'accordo con l'idolatria. 
I cristiani sbagliano quando usano la loro libertà personale in un modo che induce gli altri a peccare. 
Se l’azione di mangiare il cibo danneggia gli altri, il loro ringraziamento per il cibo diventa privo di significato (1 Corinzi 10:28-30).
Per riassumere, i cristiani dovrebbero essere guidati nel loro comportamento non dalla loro conoscenza dei diritti che hanno, ma dalla loro considerazione per la gloria di Dio e il benessere dei loro simili, cioè a non essere di scandalo a tutti tipi di persone: Giudei, greci e la chiesa di Dio.
Paolo incoraggia i credenti a glorificare Dio in ogni cosa cercando il bene di tutte le persone, per il fine ultimo di vederle salvate e i credenti edificati (1 Corinzi 10:31-33).
Questo è il modo in cui Paolo viveva, e voleva che i Corinzi seguissero il suo esempio, proprio come lui segue quello di Cristo (1 Corinzi 10:33–11:1).
A volte pensiamo che abbiamo tutto il diritto di comportarci in un certo modo anche se non è peccato, ma se quel comportamento scandalizza qualcuno, per la gloria di Dio, non dovremo agire in quel modo!
Qualsiasi comportamento che offuschi, o che pensiamo possa velare la gloria di Dio, deve essere rifiutato a favore dei comportamenti che la promuovono!
Paolo ci esorta a fare tutto per la gloria di Dio!
Allora:
(2) La prospettiva di Paolo è totalizzante!
Non vi è nulla di più ordinario e abitudinario del mangiare e bere, come dice qui Paolo, ma anche questo deve essere fatto per la gloria di Dio, come anche qualsiasi altra cosa!
Dio vuole particolarmente che lo glorifichiamo nelle cose ordinarie della vita!
Certamente, l'idea di mangiare e bere nel contesto si riferisce alle cose sacrificate agli idoli, ma non si limita solo a questo, infatti, Paolo dice “qualche altra cosa” e cioè tutto!
Allora la prospettiva di Paolo è totalizzante!
Per Paolo non c'è area della vita, che non dovrebbero essere regolate dalla preoccupazione per la gloria di Dio.
Paolo dice: “Qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio”.
“Qualche altra cosa” (panta) esclude la possibilità di avere compartimenti nella nostra vita in modo che si potrebbe riservare una parte a esso per fare come meglio ci pare!!
Ci sono persone che la domenica si comportano da credenti in chiesa, e poi durante la settimana da atei al lavoro, o da qualsiasi altra parte!
Ciò che non è, o non può essere per la gloria di Dio, deve essere escluso dal nostro comportamento!!
La Sua gloria deve essere il nostro impegno di vita, lo scopo di tutta la nostra vita che appartiene al Signore perché siamo stati comprati a caro prezzo con il sacrificio di Gesù (1 Corinzi 6:20; 7:23). 
Ripeto: non solo quando mangiamo, o beviamo, ma qualunque cosa noi facciamo, lo dobbiamo fare per la gloria di Dio!! 
Quando siamo da soli, o quando siamo in compagnia di altre persone, quando siamo in salute, o quando siamo malati, quando siamo a casa, o al lavoro, o nel tempo libero, o in chiesa, in tutte le faccende quotidiane, di giorno, come di notte, dobbiamo fare tutto alla gloria di Dio!!
Quando tutto fila liscio, come anche nelle difficoltà, dobbiamo fare tutto alla gloria di Dio!
James Packer scriveva: “È una verità nota che lo scopo della vita di ogni cristiano deve essere quello di glorificare Dio. Questa è la vocazione ufficiale del credente. Tutto ciò che diciamo e facciamo, tutta la nostra obbedienza ai comandi di Dio, tutti i nostri rapporti con gli altri, tutto l'uso che facciamo dei doni, dei talenti e delle opportunità che Dio ci dà, tutta la nostra sopportazione delle situazioni avverse e dell'ostilità umana, devono essere gestiti in modo da dare a Dio onore e lode per la sua bontà a coloro su cui pone il suo amore (1 Corinzi 10:31; cfr. Matteo 5:16; Efesini 3:10; Colossesi 3:17)”.
“Fate tutto alla gloria di Dio” significa, dunque vivere in modo tale che Dio sia onorato con il nostro comportamento e di conseguenza che:
B) Dio sia onorato da altre persone
Abbiamo visto in una precedente predicazione che la gloria di Dio a volte indica la sua auto-rivelazione, o manifestazione del Suo splendore, o del Suo carattere (cfr. per esempio Esodo 24:15-17; Luca 9:32; Ebrei 1:1-3).
Così la gloria di Dio è lo splendore del Suo carattere visibile agli esseri umani.
Non possiamo aumentare la gloria di Dio con il nostro comportamento, ma quando le nostre vite rispecchiano il carattere di Dio, gli altri vedono la Sua presenza in noi!
Quindi in questo senso, per esempio, quando amiamo risplendiamo l’amore di Dio, quando siamo santi risplendiamo la santità di Dio e così via.
R.C.H. Lensky scriveva: “Facciamo tutto per la ‘gloria di Dio’, quando l'eccellenza degli attributi di Dio viene fatta risplendere dalle nostre azioni in modo che gli uomini possano vederla”.
Le persone stanno vedendo in te la gloria di Dio?
“Fate tutto alla gloria di Dio” significa riflettere la gloria di Dio nel modo in cui viviamo. 
Quando gli altri guardano il nostro carattere e il modo in cui viviamo le nostre vite, dovrebbero essere in grado di vedere che viviamo secondo gli standard di Dio che evidentemente sono diversi da quelli del mondo pagano che ci circonda. Dovrebbero poter vedere che il Signore vive in noi! Che la Sua gloria è presente in noi!
Così glorifichiamo Dio quando siamo consacrati a Lui e facciamo la Sua volontà, e non ci conformiamo agli standard del mondo (Romani 12:1-2).
Charles Ryrie diceva: “La gloria di Dio è la manifestazione del suo carattere. Dio è sicuramente visto quando la sua volontà è fatta. Quindi in un vero senso, la gloria di Dio sta facendo la volontà di Dio. Cerchiamo sempre di fare la Sua volontà in modo che gli altri possano vedere la Sua gloria (Romani 12:1–2; 1 Corinzi 10:31)”.
Noi cristiani siamo dei segni positivi, o negativi verso coloro che non lo sono!
Siamo dei segni che siamo stati toccati e salvati da Dio, che Dio vive in noi e si vede dal nostro comportamento e le persone così glorificheranno il Padrenostro che è nei cieli!
Gesù dice: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).
L'apostolo Pietro ha esortato i suoi lettori cristiani a vivere con integrità, ad avere una buona condotta in modo che, laddove sparlano di loro chiamandoli malfattori, possano essere smentiti dalle loro buone opere, e così questi maldicenti diano gloria a Dio quando li visiterà (1 Pietro 2:12).
Noi come cristiani dovremmo essere delle tracce per gli altri affinché trovino Dio!
Ma in questo possiamo fallire!
Paolo parlando dei Giudei che disonorano Dio trasgredendo la legge, benché loro si vantino della legge citando Isaia 52:5 dice: “Il nome mio è bestemmiato per causa vostra fra gli stranieri” (Romani 2:24).
I connazionali di Paolo si vantavano di essere persone spirituali, ma erano incoerenti con la verità che credevano e predicavano riguardo a Dio.
Nel loro comportamento non si differenziavano dai pagani (Romani 2:17-23), e in questo modo il nome di Dio era bestemmiato!
Quando coloro che professano di essere cristiani, che confessano di appartenere al Signore, peccano pubblicamente, o si scopre qualche peccato commesso in privato, danno ai non cristiani occasione di beffeggiare Dio e disprezzare la Sua Parola! (Tito 2:5)
Il credente può profanare, con il suo cattivo comportamento, il nome di Dio in mezzo alla società (Ezechiele 36:23).
Noi dobbiamo fare tutto quello che possiamo in modo tale che Dio sia onorato!
Paolo aveva detto in 1 Corinzi 6:12 e 10:23 che ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile, e possiamo aggiungere ogni cosa deve essere fatta per la gloria di Dio!
Se abbiamo in mente sempre questo parametro e se ci chiediamo prima di ogni comportamento se quello che stiamo per fare glorifica Dio, oppure no, allora con la forza dello Spirito Santo, noi faremo solo ciò che Dio vuole!
Finchè facciamo tutto per la gloria di Dio, faremo la cosa giusta!
Lo scopo della nostra esistenza dunque, non è la nostra soddisfazione, gratificazione, i nostri interessi, ma glorificare Dio!
“Fate” (poieite- presente attivo imperativo) è un imperativo presente, quindi è una nostra responsabilità di ogni giorno comportarci in modo da glorificare Dio (cfr. Efesini 6:7; Colossesi 3:17,23; 1 Pietro 4:11).
Certo siamo liberi, ogni cosa è lecita, ma lo scopo è di utilizzare con attenzione la nostra libertà per glorificare Dio!
Abbiamo due modi di vivere: o una vita che onora Dio, o una vita che lo disonora!!
Dio viene disonorato quando qualcuno pecca, quando vi è ipocrisia religiosa e a causa di questo, il Suo nome è bestemmiato dai non-credenti!
Tony Evans dice: “È fondamentale che tu capisca che Dio ha creato l'universo per il Suo piacere e la Sua gloria (Apocalisse 4:11), compresa la creazione di te (Isaia 43:7). Dio non ha creato il mondo prima di tutto per te, ma per se stesso. Tutto è stato creato per portare a Lui la gloria, e questo significa anche te. Questo è il tuo scopo principale, il tuo scopo più alto. Devi riflettere Lui e le Sue vie attraverso i tuoi pensieri, le tue scelte e le tue azioni in modo tale che le persone ti guardino e non possano fare a meno di dare gloria a Dio”.
Non glorifichiamo Dio se le nostre vite non sono in armonia con Lui e la sua volontà, i Suoi insegnamenti!
Dio è appositamente onorato e glorificato quando il Suo popolo è fedele e obbediente a Lui!
Come può essere possibile che una persona che si dice di essere un cristiano non abbia il desiderio di glorificare Dio ogni giorno con la sua vita?
Alcuni che dicono di essere cristiani, rimangono ancora nel loro egocentrismo e nel loro egoismo, ripiegati nel loro “IO”!
CONCLUSIONE
Glorificare Dio, è una risposta attesa e appropriata del Suo popolo a Lui! (Matteo 5:13–16; 15:31; Marco 2:12; Luca 4:15; Giovanni 15:8).
Come stai rispondendo alla manifestazione della gloria di Dio nella tua vita?
Preghiamo che il Signore ci possa aiutare a glorificarlo secondo la Sua parola e volontà sempre e in ogni aspetto della nostra vita!
Questo è il Suo scopo e dovrebbe esserlo anche il nostro!
C’è qualcosa alla luce di questo passo che dovresti cambiare nel tuo comportamento in relazione alla gloria di Dio?
Anche qualche comportamento che potrebbe essere percepito scandaloso, anche se non lo è?
Alla luce di questo versetto va cambiato!

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