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Matteo 23:27-28: Come sepolcri imbiancati!

 Matteo 23:27-28: Come sepolcri imbiancati!

In Costa Azzurra, avere un balcone su un appartamento è uno status symbol così importante che è abbastanza comune vedere balconi dipinti sui muri dei condomini. 

Le persone dipingono persino il bucato bagnato appeso a uno stendibiancheria, solo per dargli un tocco di realtà, ma è solo apparenza!

Così anche la Bibbia ci dice che ciò che è visibile all'esterno può rivelare la vera persona (Per esempio Proverbi 15:13; Matteo 7:16-20; Giacomo 2:17-18), ma a volte è fuorviante, l'aspetto esteriore può essere anche ingannevole (Isaia 29:13; Matteo 7:15; 15:1-9; 2 Corinzi 11:13-15; Colossesi 2:23) come in questo caso degli scribi e dei farisei.

Come c’insegnano questi versetti, mentre le persone giudicano e possono essere ingannati dall’apparenza, Dio invece non lo è! (cfr. Salmo 139:1-2; Proverbi 21:2; Luca 16:14–15; Apocalisse 2:22-23; 3:15-17).

Per esempio in 1 Cronache 28:9 leggiamo: “E tu, Salomone, figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso; poiché il SIGNORE scruta tutti i cuori e penetra tutti i disegni e tutti i pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma, se lo abbandoni, egli ti respingerà per sempre”.

Dio scruta i cuori e penetra tutti i progetti e tutti i pensieri, non possiamo prenderlo in giro, e vuole che abbiamo un cuore integro verso di Lui!

Il Signore non si lascia ingannare dalla religiosità delle persone e non è impressionato dalla loro preparazione teologica!

La preparazione teologica deve mirare a conformarsi alla volontà di Dio nel comportamento, nei pensieri e nei sentimenti senza ipocrisia!

Cominciamo a vedere:

I LA CIRCOSTANZA 

La controversia di Gesù con le autorità ebraiche porta a una condanna delle pratiche "ipocrite" degli "scribi e Farisei", e a un solenne avvertimento di un prossimo giudizio (Matteo 23).

L’occasione della condanna agli scribi e ai Farisei di Gesù, è iniziata al capitolo 22:41-46 in seguito a una domanda per provarlo chiedendogli quale fosse il gran comandamento nella legge, e da qui Gesù inizia un confronto con i Farisei sul Messia.

Matteo riporta poi la condanna di Gesù sugli scribi e dei Farisei del capitolo 23. 

Quindi il capitolo 23 s’inserisce tra la condanna degli scribi e dei Farisei e il lamento di Gesù su Gerusalemme (Matteo 23:37-39).

Come ha fatto già precedentemente in questo capitolo di Matteo, Gesù ammonisce gli scribi e i Farisei con una serie di: “Guai a voi”.

“Guai a voi” è un’esclamazione che esprime un'emozione enfatica; sono spesso esclamazioni onomatopeiche, cioè fenomeni che si producono quando i suoni di una parola descrivono, o suggeriscono acusticamente l'oggetto, o l'azione che significano; per esempio imita rumori, o versi di animali per esempio “tic tac” per l’orologio, o “miao” per il gatto, anche “ahi” è un'esclamazione onomatopeica di dolore. 

“Guai” è un grido di dolore, terrore, angoscia, denuncia, indignazione, minaccia e di avvertimento, contro gli scribi e i farisei per il giudizio di Dio (cfr. Isaia 5:8-16; Ezechiele 16:23; Osea 7:13; Matteo 11:21; 23:13 -14.; Marco 13:17; Luca 6:24-25; 10:13; Giuda 1:11; Apocalisse 8:13; 9:12; 11.14; 12:12 cfr.).

In questo capitolo, Gesù usa “guai a voi” per ben otto volte, questo è il settimo (vv.13,14,15,16, 23,25,27,29).

Questi versetti sono una similitudine, con un linguaggio figurativo per ammonire il comportamento ipocrita dei capi religiosi degli scribi e farisei.

La parola “ipocriti” (hypocritai), rivolta ai capi religiosi, nel greco indicava “un interprete”, “uno che recita una parte in scena”, “un attore teatrale”.

Un ipocrita, è una persona che assume e parla, o agisce sotto un carattere finto; uno che finge di essere diverso da quello che realmente è.

La parola “ipocrita” indica una persona ambigua e insincera; indica una persona che professa convinzioni e opinioni che non possiede per nascondere i suoi veri pensieri, sentimenti, o motivazioni.

Un ipocrita, è uno che esteriormente fa la parte di un uomo religioso alla perfezione, ma è interiormente estraneo allo spirito della vera religione che professa (cfr. Matteo 6:2,5,16; 7: 5; 15: 7; 23:13; Marco 7:6; Luca 12:56; 13:15).

Nell’ipocrita esiste una discrepanza tra la conformità esteriore al rituale religioso e il vero stato del suo cuore (Matteo 5:8; 23:25-30). 

Anche se gli ipocriti giustificano la loro attività religiosa, i loro cuori non sono veramente fedeli a Dio (Matteo 15:7-9,18-19; cfr. Isaia 29:13–14). 

Questa è l'essenza dell'ipocrisia: una persona può apparire in un modo all'esterno, ma all’interno è un’altra cosa!

L'assenza di ipocrisia, è avere un cuore puro, una buona coscienza e una fede genuina, da dove proviene l’amore che è lo scopo del servizio cristiano (1 Timoteo 1:5).

Esaminiamo: 

II LA CAUSA (v.27) 

Perché Gesù chiamò gli scribi e i farisei “ipocriti”?

Consideriamo la loro:

A) Caratteristica

Il v.27 dice: “Perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori”.

Gesù afferma che gli scribi e i farisei sono simili a sepolcri imbiancati, quindi a tombe.


Prima di tutto vediamo:

(1) La pratica dell’imbiancatura

I sepolcri venivano “imbiancati” (kekoniamenois – perfetto passivo participio), nel greco “fare bianco”, erano dipinte di bianco, coperte con calce, o gesso mischiato con acqua. 

Una tomba in quel periodo avrebbe potuto trovarsi in una varietà di luoghi: in una fossa, in una grotta, in una cisterna inutilizzata o, nel caso dei ricchi, in una roccia scavata. 

Gesù sta parlando di tombe imbiancate dei poveri che si trovavano nei campi, o sul ciglio della strada, e non si riferisce alle tombe scavate nella roccia dei benestanti che di solito non si trovavano vicino la strada. 

In secondo luogo vediamo:

(2) Il periodo dell’imbiancatura

Queste tombe venivano imbiancate una volta all'anno, vicino alla festa della Pasqua; quando vi era una grande affluenza di pellegrini a Gerusalemme. 

In terzo luogo consideriamo:

(3) Il proposito dell’imbiancatura

Anche se l’imbiancatura rendeva più pulita e più bella esternamente la tomba, non veniva fatta solo per abbellirla, ma per segnalarne l’esistenza e quindi proteggersi dalla contaminazione.

Alcuni storici dicono che certamente vedere tutte quelle tombe bianche brillare al sole era impressionante, e Gesù qui dice “che appaiono belli fuori” (v.27), tuttavia l’imbiancatura non aveva questo scopo, aveva lo scopo di essere vista e non calpestata per non incorrere in una impurità.

Alexander Maclaren diceva a riguardo: “Lo scopo non era quello di adornare le tombe, ma di renderle ben visibili, in modo che potessero essere evitate per paura di profanazione". 

La legge affermava (Numeri 19:13-16) che qualsiasi contatto con i morti avrebbero contaminato le persone che toccavano i morti, e questo significava che non potevano partecipare alla Pasqua. 

Per evitare questa impurità cerimoniale, veniva ordinato che tutti i sepolcri fossero imbiancati un mese prima della Pasqua, al fine di renderli ben visibili, in modo che i viaggiatori potessero evitare la profanazione cerimoniale. 

Mentre i locali sapevano il posto di queste tombe, anche se non segnalate dal bianco, i pellegrini provenienti da molte altre città e nazioni non erano a conoscenza. 

Quindi, il motivo per cui l'imbiancatura veniva fatta poco prima della Pasqua era che le grandi folle di persone che arrivavano a Gerusalemme da tutta la nazione per la Pasqua avrebbero visto le tombe che erano adiacenti le strade e disseminate in vari luoghi, e quindi, non le avrebbero calpestate, o toccate accidentalmente per non contaminarsi.

Michael J. Wilkins  a proposito scrive: “Questa pratica di imbiancatura era particolarmente importante a Gerusalemme durante il tempo di Pasqua, quando molti pellegrini si recavano in Giudea, per timore che inavvertitamente camminassero sulle tombe e incorressero nella contaminazione prima della Pasqua (cfr. Giovanni 11:55; 18:28)”.

In Luca 11:44 Gesù dice: “Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra non ne sa niente”.

Nella causa c’è:

B) Il contrasto

Le parole di Gesù sembrano ironiche: la tomba fuori appare bella, ma dentro c’è la morte, i corpi in decomposizione.

Sempre nel v.27 leggiamo: “Ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia”.

Questo è il punto più importante che Gesù sottolinea.

“Ma” (de) segna un forte contrasto tra l'aspetto esteriore bianco, curato e bello e il contenuto interiore delle tombe pieni di ossa di morti e di ogni immondizia. 

“Sono pieni” (gemousin – presente attivo indicativo), in parallelo con ipocrisia e impurità indica una condanna morale, e insieme a “d’ossa di morti” identifica il contenuto e il genere che riempie i sepolcri, quindi degli scribi e dei farisei.

“Ogni” (pasēs) sottolinea i singoli componenti di una categoria: "Ogni singola immondizia". 

“Ogni” descrive la totalità di ogni immondizia!

“Immondizia” (akatharsias) è qualsiasi sostanza considerata disgustosa, o sgradevole, intesa come “corruzione morale” (Romani 6:19; Efesini 4:19; 5:3; 1 Tessalonicesi 2:3,7), ma qui si riferisce “qualcosa che causa una contaminazione rituale; un impurità cultuale ” (Levitico 5:3; 7:10,11; 15:3, 25, 26, 30, 31; 16:16, 19; 18:19; 22:3, 5; Numeri 19:13-16;  2 Cronache 29:16; Esdra 6:21; 9:11; Lamentazioni 1:9; Ezechiele 22:15; 24:11; 36:17, 25, 29; 39:24; cfr. Atti 10:14, 28; Galati 2:11–12). 

Quindi, l’imbiancatura della tomba indicava che c’era una contaminazione, anche se la rendeva bella.

L’imbiancatura era in realtà un avvertimento che c’era il rischio della profanazione cerimoniale se veniva toccata la tomba dove vi era il morto.

Il bianco era un avvertimento affinché gli uomini potessero evitare la contaminazione degli scribi e dei farisei, quel bianco esteriore parlava di corruzione interiore!

D.A. Carson scrive: “Gesù sta dicendo che gli scribi e i farisei sono fonti di impurità tanto quanto lo sono le tombe imbiancate a calce. Potrebbe esserci anche un'allusione agli abiti di lino bianco che alcuni uomini, impressionati dalla propria eminenza, indossavano”.

Nel contesto di Matteo 23, il punto che Gesù sta sottolineando che gli scribi e i farisei fossero erano ipocriti perché nei loro scrupolosi regolamenti apparivano magnificamente virtuosi, ma in realtà stavano contaminando le persone con il loro comportamento e insegnamento sbagliato alla luce della legge di Dio. 

Questo guaio è parallelo al secondo come leggiamo al v. 15: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché viaggiate per mare e per terra per fare un proselito; e quando lo avete fatto, lo rendete figlio della geenna il doppio di voi”.

La missione degli scribi e dei farisei era quella di convertire i Gentili alle loro tradizioni, al loro insegnamento, al loro un falso sistema religioso, a tutte le loro regole e pratiche, e non a Dio!

John Butler scrive: “Quindi il messaggio era chiaro, tutta l'eccessiva mostra esteriore nelle osservanze religiose da parte di questi scribi e farisei era semplicemente un segno non della loro grande devozione, ma della loro grande contaminazione. Ha dato la prova della loro corruzione interiore proprio come la gloria esteriore di una tomba imbiancata ha dato atto che era un luogo di corruzione”.

Camminare nella volontà di Dio è importante non solo per noi, ma anche per gli altri con cui siamo in contatto e a cui testimoniamo, o insegniamo la parola di Dio.

Se predichiamo la verità di Dio questa potrà avvicinare le persone a Dio, in caso contrario le allontaniamo da Dio!

Il falso insegnamento anche se viene da una persona zelante non salva dall’inferno!

Sii zelante ma con la verità della parola di Dio!

 Infine c’è:

III LA CONDANNA (v.28)

Il v.28 continua la similitudine iniziata nel versetto 27 e rende esplicita la sua applicazione.

Gli uomini giudicano dall'apparenza, Dio non lo fa mai!

Gesù denuncia l’ipocrisia e l’iniquità degli scribi e dei farisei che li caratterizzavano interiormente, ma che non erano ovvie per le persone che le osservano.

Noi troviamo:

A) La sembianza

Nel v.28 è scritto: “Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente”.

“Anche voi” (kai humeis) è enfatico e specifico, Gesù parla con molta franchezza, e vuole portare gli scribi e farisei a un’attenta riflessione con il Suo rimprovero.

“Così” (ohutōs) indica allo stesso modo, similmente, cioè gli scribi e i farisei sono simili ai sepolcri imbiancati che in apparenza, esternamente sembravano, davano l’impressione di essere giusti, cioè puliti, belli come i sepolcri imbiancati.

Il senso è: “Sembrate giusti, ma in realtà non lo siete!”

“Sembrate giusti alla gente” si riferisce all’aspetto etico apparente di cui gli scribi e i farisei si preoccupavano tanto (cfr. Matteo 23:5).

“Giusto” (dikaios ) per esempio lo era Giuseppe il marito di Maria (Matteo 1:19), e indica un fedele osservante, o rispettoso della legge (Luca 1:6), una persona devota, obbediente alla legge, che vive in conformità alla volontà di Dio, fa ciò che Dio richiede (Matteo 5:20; Matteo 5:33; Matteo 9:13; Matteo 25:37; Matteo 25:46).

I giusti sono coloro che camminano nel timore di Dio! (cfr. per esempio Noè 6:8-9; Ebrei 11:7).

Ma gli scribi e i farisei avevano una parvenza di essere giusti, in realtà non lo erano!

La loro incoerenza è messa a nudo da Gesù.

Come dirà Paolo a Timoteo, riguardo gli ultimi tempi, gli scribi e i farisei avevano l’apparenza della pietà, mentre ne avevano rinnegato la potenza (2 Timoteo 3:5), cioè non c’era veramente in loro l’effetto potente e rigenerante del Vangelo e dello Spirito Santo! 

Ed è quello che sta accadendo oggi nella chiesa sempre più secolarizzata!!

Ci sono persone che dicono di essere cristiane, ma nella pratica non lo sono, professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti (Romani 2:17-24; Tito 1:16).

Osservare scrupolosamente le sottigliezze esterne della religione, mentre la persona interiore non è rigenerata, non serve a niente!!

Per Dio ciò che è importante, non è la religione, o essere religioso!! 

Non sono importanti le forme, la conoscenza, il frequentare la chiesa, ma essere persone nate di nuovo (Giovanni 3:3-5; Romani 2:28-29; 2 Corinzi 5:17) che lo manifestano con la pietà che proviene dal cuore (Matteo 5:8).

In secondo luogo nella condanna vediamo:

B) La sostanza

Quando Howard Carter e i suoi collaboratori trovarono la tomba del re Tutankhamon, aprirono la sua bara e ne trovarono un'altra al suo interno. Aprirono la seconda, che era coperta di foglia d'oro, e ne trovarono una terza. All'interno della terza bara ce n’era una quarta d'oro puro. 

Il corpo del faraone era nella quarta, avvolto in un panno d'oro con una maschera d'oro. Ma quando il corpo è stato sbendato, era rigido e raggrinzito.

Sia che stiamo cercando di nascondere una vita spirituale morta, o qualcos'altro, “in bare d'oro” per impressionare gli altri, la bellezza dell'esterno non cambia l'assenza di vita all'interno!! 

Coloro che rivendicavano la competenza e la fedeltà alla legge di Dio in realtà la stavano violando!!

Sempre nel v.28 è scritto: “Ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità”.

Questo è il punto più importante che Gesù sottolinea.

L'aspetto esteriore degli scribi e dei farisei non coincide al loro stato interiore! Smentiva e nascondeva la realtà interiore. 

Si voleva dare una bella impressione che veniva smentita dalla realtà dietro la facciata.

Ancora una volta il “ma” stabilisce un forte contrasto con quello che sembravano i capi religiosi davanti alle persone e la loro sostanza, o realtà di quello che erano veramente.

Allo stesso modo dei sepolcri che sono pieni di ossa di morti, gli scribi e i farisei sono pieni d’ipocrisia e d’iniquità!!

L'accusa di ipocrisia attraversa questo capitolo, ma l'iniquità è un'aggiunta interessante.

Nella sostanza gli scribi e i farisei:

(1) Erano pieni di ipocrisia

Lensky scriveva: “Tra tutti i peccati che Gesù trovò tra gli uomini nessuno suscitò la sua ardente indignazione più dell'ipocrisia con la sua finta giustizia e santità. Contro nessuna classe di uomini scagliò invettive tanto severe quanto quelle dirette contro gli scribi e i farisei: ‘ipocriti’”

Non c'è niente di così ripugnante come la religione ipocrita!

Nel libro degli Atti, l'apostolo Paolo usa la similitudine di una tomba imbiancata per rimproverare il sommo sacerdote. 

Paolo, fissando lo sguardo sul sinedrio, disse: “’Fratelli, fino ad oggi mi sono condotto davanti a Dio in tutta buona coscienza’.  Il sommo sacerdote Anania comandò a quelli che erano vicini a lui, di percuoterlo sulla bocca. Allora Paolo gli disse: ‘Dio percoterà te, parete imbiancata; tu siedi per giudicarmi secondo la legge e violando la legge comandi che io sia percosso?’” (Atti 23:1-3)

Il sommo sacerdote per Paolo era “una parete imbiancata” nella sua professione religiosa, era corrotto dentro di lui, era ipocrita e Paolo ha esposto l'ipocrisia di quest’uomo dicendo: "Tu siedi per giudicarmi secondo la legge e violando la legge comandi che io sia percosso?”

“Parete imbiancata” indica un muro brutto, decadente, pericolante, che sta per crollare, ma è imbiancata per nascondere i difetti (cfr. Ezechiele 13:10-16).

Così sebbene il sommo sacerdote apparisse pulito, non era veramente così!

In base alla legge, il sommo sacerdote non aveva il diritto di ordinare che Paolo fosse percosso; Paolo lo accusa d’ipocrisia perché pretendeva di agire come giudice in conformità con la legge, tuttavia agiva in modo ingiusto durante il processo (cfr. Levitico 19:15).

L'immagine del muro imbiancato era particolarmente appropriata, esprimeva la 

pura ipocrisia di colui che stava lì nei suoi bei paramenti sacerdotali, simbolo del suo ruolo di intercessore tra il popolo e Dio, ma il suo carattere e le sue azioni che dovevano essere conformi alla parola di Dio smentivano l'aspetto esteriore secondo il suo ministero a cui era stato chiamato da Dio.

Questa è ipocrisia!

L’ipocrisia è basarsi sulla parola di Dio, ma non esserne conformi al 100%! 

La interpretiamo e l’applichiamo a modo nostro e non secondo Dio!

Come un contenitore pieno di qualcosa, questi scribi e farisei lo erano d’ipocrisia.

“Ipocrisia” (hypokriseōs), come abbiamo detto per “ipocriti”, si riferisce a una recitazione, a una finzione, quindi a non essere sinceri.

L’ipocrita vuole creare un'impressione pubblica, ma è in contrasto con i propri scopi, o motivazioni reali (Marco 12:5; Luca 12:1; Galati 2:13; 1 Timoteo 4:2; 1 Pietro 2:1).

L’ipocrisia è incoerenza tra aspetto esteriore e cuore, non vi era conformità!

Per gli scribi e i farisei l’aspetto esteriore era più importante del cuore; curavano il comportamento esteriore, ma non erano sinceri, non era quello che avevano veramente nel cuore, volevano sembrare giusti mentre non lo erano!

L'ipocrita è sempre ansioso delle sue osservanze esterne in pubblico per fare una buona impressione sugli altri.

Gesù nel “sermone sul monte” aveva messo in guardia i discepoli, chiamando “ipocriti”, coloro che fanno l’elemosina pubblicamente per essere onorati, che pregano per essere visti, o che digiunano per far sapere agli altri che lo hanno fatto com’è scritto in Matteo 6:2-5,16.

È interessante ciò che leggiamo in Matteo 6:1, Gesù esorta: “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli”.

La parola greca “osservati” (theathēnai) è “essere uno spettacolo”, quindi “fare teatro” che insieme a “ipocriti” (hypocritai), cioè “un attore teatrale” ci fanno capire che la nostra devozione non deve essere teatrale, una recitazione per “l'applauso del pubblico”, Dio non ci approverà!

Gesù in Matteo 23 denuncia il comportamento vanaglorioso chiamando ipocriti gli scribi e i farisei che fanno le cose per essere osservati dagli uomini (Matteo 23:5-8,14).

Molta enfasi sull’esteriorità, sulla religiosità, può essere sintomo, indice di un cuore impuro e non convertito, orgoglioso e ipocrita, del tutto estranei alla vera devozione e santità.

Un comportamento apparentemente giusto può nascondere un cuore senza legge (Matteo 5:8,20,22,28; 6:1; 7:22–23; 12:34; 13:41; 15:7–9, 19; 18:35; 22:37; 24:12, 48).

Noi dobbiamo ricordare che Dio guarda al cuore! Ed è il cuore che dobbiamo custodire (Proverbi 4:23).

In 1 Samuele 16:7 quando il Signore disse a Samuele di andare a cercare il re, Samuele pensava vedendo Eliab, che il re scelto da Dio fosse lui, ma il signore gli disse: “Ma il SIGNORE disse a Samuele: ‘Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l'ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore’”.

Romani 2:28-29 dice: “ Giudeo infatti non è colui che è tale all'esterno; e la circoncisione non è quella esterna, nella carne;  ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio”.

Gesù in Matteo 5:8 afferma: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.

Cosa c’è nel tuo cuore davanti a Dio?

Anche noi oggi corriamo il rischio e molti sono caduti nell’ipocrisia di apparire belli fuori religiosamente, ma essere corrotti dentro! 

Ognuno di noi deve esaminare la propria persona per verificare quanto siamo sinceri nella nostra fede cristiana che professiamo.

Siamo veramente sinceri, o la nostra vita è solo “un’imbiancatura esteriore”?

Possiamo impressionare gli uomini e avere la loro lode, ma non avremo quella di Dio se siamo ipocriti!

Gli scribi e i farisei:

(2) Erano pieni d’iniquità

La pseudo giustizia esterna degli scribi e dei farisei, mascherava la loro corruzione interiore!

“Iniquità” (anomias) è l’opposto di giustizia, è allontanarsi dalla legge di Dio, o rifiutare la legge di Dio, o ribellarsi alla legge di Dio, quindi una violazione della legge di Dio (cfr. Matteo 7:23; 13:41; 24:12; Romani 4:7; 6:19; 2 Corinzi 6:14; 2 Tessalonicesi 2:3,7; Tito 2:14; Ebrei 1:9; 10:17; 1 Giovanni 3:4).

In questo contesto non è tanto il vivere senza legge, ma quella di disprezzare la legge e di sfidarla, sostituendola con la propria legge (cfr. Matteo 23:23-24).

Gli scribi e i farisei erano disprezzatori della legge, anche se apparentemente sembravano giusti! 

Dio ha dato le Sue leggi affinché il popolo l’osservasse in tutta la Sua pienezza e non in parte (cfr. per esempio Esodo 20:1-17; Deuteronomio 4:40; 5:1; Matteo 22:37-39), o aggiungendo le proprie leggi.

Il loro cuore non era obbediente come voleva Dio secondo la Sua legge; il loro approccio di base divergeva così tanto da ciò che il Signore insegnava che diventavano in effetti illegali, non erano sensibili e obbedienti alla volontà fondamentale di Dio (cfr. Matteo 23:23).

L’ironia è che la preoccupazione e l’approccio degli scribi e dei farisei per la legge, era la loro legge e non quella di Dio!

Leon Morris scriveva: “I farisei erano puntigliosi nell'osservare la legge come la intendevano loro. Ma la loro concentrazione sugli aspetti esteriori trascurando le richieste come la giustizia e la misericordia e la fedeltà significava che in ultima istanza hanno seguito le proprie inclinazioni, non la legge di Dio. Essi respinsero le richieste divine nel luogo in cui quelle richieste erano più significative, nella regione del cuore. Perché nel loro intimo rifiutavano di sottomettersi alla legge di Dio, nel senso più pieno del termine erano senza legge”.

Una persona non può interpretare e praticare la legge dal proprio punto di vista, ma dal punto di vista di Dio può essere ripugnante!

In Luca 16:15 Gesù riferendosi a certi farisei disse: “Voi vi proclamate giusti davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché quello che è eccelso tra gli uomini, è abominevole davanti a Dio”. 

Una persona può essere apprezzata dalla società, ma per Dio che conosce i cuori, non è così se non è conforme con la Sua volontà! 

Gesù in Matteo 7:21-23 ricorda: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore!’ entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.  Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?’ Allora dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!’”

Com’è il tuo rapporto con Dio? 

È secondo il tuo punto di vista, o religione, o ideali, o secondo la volontà di Dio così come rivelata nella Bibbia?

CONCLUSIONE

Questa similitudine ci parla in modo sorprendente del carattere superficiale, ipocrita e illegale della religione degli scribi e dei farisei. 

Il contrasto è tra l'aspetto apparentemente bello esteriore e la corruzione interiore. 

Ma c’è anche un messaggio secondario: non avvicinarti troppo a queste persone perché verrai contaminato. 

La condizione di quegli scribi e farisei è da evitare a tutti i costi!

Oggi possiamo trovare l’applicazione in molte delle nostre pratiche esteriori religiose moderne e di chi le insegna. 

Anche oggi il Signore guarda i cuori, i nostri cuori e dobbiamo, con l’aiuto dello Spirito Santo, cercare di essere puri: l’esteriorità deve essere conforme alla purezza del cuore!

Attenzione, dunque a curare le apparenze esteriori e a trascurare la purezza interiore!

Non è che il nostro aspetto esteriore non sia importante, o che conta meno della santità interiore, ma tutta la nostra persona deve essere santa in tutti gli aspetti della nostra vita (cfr. per esempio 2 Corinzi 6:16-7:1) 

Esaminati con l’aiuto dello Spirito Santo e chiedi al Signore che faccia luce nel tuo cuore, dai pensieri, ai desideri, ai progetti, alle motivazioni! In tutto ciò possiamo essere ipocriti, non in linea con la volontà di Dio!

In tutto ciò come gli scribi e i farisei, possiamo essere religiosi in modo zelante; possiamo andare in chiesa; possiamo alzare le mani cantando e pregando; possiamo testimoniare di Gesù Cristo, insegnare la Sua parola; possiamo dire tante cose giuste, ma se aggiungiamo alla Sua parola, ciò che Lui non ha detto, che pensiamo sia giusto, se non siamo puri di cuore, il Signore non ci approverà!

Come gli scribi e i farisei, possiamo essere pienamente fiduciosi che la nostra religiosità sia quella giusta, che crediamo in Dio, che rispettiamo i sacramenti che ci impone la nostra tradizione, che serviamo Dio, ma se non facciamo la Sua volontà, significa che non lo abbiamo conosciuto veramente (Matteo 7:21-23).

Se pensi di essere un “sepolcro imbiancato”, se vedi che in te c’è la corruzione del peccato allora vai alla croce di Gesù per fede per chiedere perdono e purificazione di cuore, solo Gesù ti può perdonare dei tuoi peccati (per esempio Atti 10:43; 13:38-39) e purificare dalla tua iniquità (per esempio 1 Corinzi 1:30; Ebrei 10:10), umiliati davanti a Dio e prega con le parole del Salmo 51:9-17: “Distogli lo sguardo dai miei peccati, e cancella tutte le mie colpe.  O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.  Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo spirito.  Rendimi la gioia della tua salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga.  Insegnerò le tue vie ai colpevoli, e i peccatori si convertiranno a te.  Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà la tua giustizia.  Signore, apri tu le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode.  Tu infatti non desideri sacrifici, altrimenti li offrirei, né gradisci olocausto.  Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto; tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato”.

Che il Signore ci aiuti e ci liberi dalla religiosità ipocrita, che possiamo essere belli, cioè giusti fuori e dentro, nel comportamento come anche nel cuore!  


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Isaia 26:20-21: Io resto a casa!

Isaia 26:20-21: Io resto a casa! “Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione.  Poiché, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la terrà metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più coperti gli uccisi”. In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore.

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti. Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La pecora smarrita (Luca 15:4-7).

La pecora smarrita (Luca 15:4-7)  Chiunque abbia perso qualcosa, sa quanto sia esasperante cercarla e non trovarla.  Ancora più esasperante è perdere la strada e l’indirizzo. Nicolas Bardyaev disse: “ Il problema dell'uomo deriva dal fatto che non solo ha perso la strada, ma ha perso l'indirizzo”. Questa parabola della pecora smarrita, ha catturato l'attenzione di molti artisti nel corso dei secoli. È chiaro che con la pecora perduta s’identifica il peccatore, mentre colui che la cerca, il pastore è Gesù Cristo.