Passa ai contenuti principali

Apocalisse 1:8 Il Signore è l’Alfa e l’Omega.

 Il Signore è l’Alfa e l’Omega (Apocalisse 1:8)


In questi tempi di pandemia, ci sono tanti aspetti di Dio che ci possono confortare, ce ne uno in modo particolare “il Signore Dio è l’Alfa e l’Omega”.Il libro dell'Apocalisse usa la frase “l’Alfa e l’Omega” come auto-designazione di Dio (Apocalisse 21:6) e come auto-designazione di Gesù (Apocalisse 22:13); alcuni studiosi pensano che in Apocalisse 1:8 si riferisca a Gesù, e sembrerebbe questo, perché è lui che ritornerà.Comunque sia rimane Apocalisse 22:13 in riferimento a Gesù, e questo indicherebbe la Sua divinità, perché “L’Alfa e l’Omega” si riferisce anche a Dio (Apocalisse 21:6).È significativo che “Alfa e Omega” si trovi solo nell’Apocalisse.

Ma c’è uno sfondo nell’Antico Testamento in Isaia (Isaia 44:6; 48:12).

In Isaia 44:6 leggiamo: “Così parla il SIGNORE, re d'Israele e suo salvatore, il SIGNORE degli eserciti: Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio”.

Questo versetto sottolinea l’eterna trascendente grandezza e unicità del Signore come Dio, non c'è niente e nessuno con cui confrontarlo e quindi non ha paragoni, e come il Signore degli eserciti ha il potere di realizzare ciò che vuole. 

Non è come gli idoli creati dall’uomo, che non sono auto-esistenti e auto-sufficienti (cfr. Isaia 44:17).

“Io sono il primo e sono l'ultimo”, allora indica che il Signore si distingue da tutti gli altri “dèi” a cui viene attribuito un certo potere soprannaturale, mentre in realtà non sono eterni e indipendenti dalla creazione, mentre il Signore degli eserciti lo è!

“Io sono il primo e sono l'ultimo” indica che Dio esisteva prima di tutte le cose ed esisterà per sempre, quindi ci parla di eternità, auto-esistenza, ma anche della sovranità di Dio sulla storia.

Come “primo”, il Signore, era sulla scena quando ancora non esisteva la terra e quando cominciò a crearla e sarà ancora sulla scena quando chiuderà la storia di questo mondo, quando dirà la parola: “Fine”.

Gary Smith riguardo “Io sono il primo e sono l'ultimo” scrive: “Una frase che non è solo un titolo, ma anche una descrizione della sua sovranità unica su tutti gli eventi. Sa cosa è successo in passato e ha pianificato e rivelato al suo popolo alcune delle cose che accadranno in futuro. Questa non è una dichiarazione filosofica astratta della sua eternità, ma un promemoria che le sue opere coprono l'intero ambito della storia dall'inizio alla fine dei tempi. Quest’affermazione darebbe assicurazione al pubblico che Dio sa tutto sui loro problemi passati e sarà con loro per aiutarli in futuro… Quando Dio afferma di essere il primo (41:4; 48:12), indica che ha preceduto i primi eventi della creazione e continuerà come Signore sovrano sulla creazione fino agli ultimi eventi”. 

Mentre Dio trascende tutto, abbraccia anche tutto nella storia degli uomini!

Dio è trascendente, ma anche immanente! 

“L’Alfa e l’Omega indica: 

I LA SOVRANITÀ DI DIO 

In Apocalisse 1:8 è scritto: “’Io sono l'alfa e l'omega’, dice il Signore Dio, ‘colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente’”.

“Io sono” (egō eimi) ricorda una serie di affermazioni nell’Antico Testamento (per esempio Deuteronomio 32:39; Isaia 43:10-11; 45:3) che riguardano l’auto-identificazione di Dio, e ricorda, in modo particolare la dichiarazione del Signore di Esodo 3:13-14, il nome del patto (Signore- Yahweh), dove viene sottolineato l’esistenza e la natura di Dio, così anche “Signore“ (Kurios) riflette il nome del patto.

Quindi “Io sono” e “Signore” indicano il Signore dell’Antico Testamento.

Nel Nuovo Testamento “Io sono” (egō eimi) è una frequente auto-designazione di Gesù come vediamo nel vangelo di Giovanni (Giovanni 6:51; 8:12,58; 10:9,11; 11:24-25; 15:1).

"Signore Dio" è comunemente usato nei profeti, in particolare Ezechiele (per esempio Ezechiele 6:3, 11; 7:2).

La combinazione di “Signore Dio” si verifica undici volte Apocalisse (1:8; 4:8, 11; 11:17; 15:3; 16:7; 18:8; 19:6; 21:22; 22:5, 6), ma relativamente di rado nel resto del Nuovo Testamento (Matteo 4:7,10; 22:37; Marco 12:29; Luca 1:16; Giovanni 20:28).

“L’Alfa e l’Omega” ci ricorda che:

A) Il Signore guida la storia

“Alfa e Omega” è una figura retorica conosciuta come “merismo” in cui l'inizio e la fine di una serie sono nominati con lo scopo di enfatizzare tutto ciò che viene in mezzo, fa riferimento a tutto ciò che si trova tra queste lettere; Dio è il Signore, l’inizio di tutta la storia come anche della fine della storia, ed è il Signore di tutto quello che c’è in mezzo tra l’inizio e la fine, quindi indica “l’Alfa e l’Omega” indica la totalità, il controllo di Dio di tutta la storia.

Il Signore regna su tutta la storia dall'inizio alla fine! 

Il Signore inizia e completa tutte le cose, è il principio e la fine come è scritto in Apocalisse 21:6 e 22:13, è Colui che controlla e guida la storia, che inizia e completa tutte le cose, che inizia e completa secondo il Suo piano.

John Blanchard dice: “Dio non è mai preso di sorpresa”.

Quindi ciò che Dio ha progettato lo realizzerà!

Dio è sovrano sulla storia degli uomini, controlla ogni atto degli uomini, come della natura (1 Cronache 29:11-12; Salmo 47) e la dirige secondo il Suo piano (Per esempio Romani 8:28; Efesini 1:11), e lo porterà a compimento: il Signore è Colui che crea e porta a compimento!

Peter C. Moore dice: “Dio non è solo il Signore della creazione, quello che inizia tutto secondo un grande piano. È anche il Signore della storia. La storia è ‘la sua storia’, e in una combinazione insondabile di sovranità divina e volontà umana, Dio è il maestro scacchista che muove i suoi scacchieri avanti e indietro in previsione del momento finale quando darà scacco matto a tutto ciò che gli si oppone e il suo regno sarà universalmente riconosciuto”.

Il Signore realizzerà il Suo piano! Non conosce la parola “sconfitta”.

Quindi, l’Alfa e l’Omega definisce Dio come il Signore sovrano su tutto, che opera e controlla ciò che avviene nell'intero corso della storia umana. 

Niente sfugge al controllo di Dio anche le avversità fanno parte del Suo piano! (cfr. Isaia 45:7; Lamentazioni 3:37; Amos 3:6).

Thomas Schreiner scrive: “Non c'è mai stato un tempo in cui non fosse il Signore supremo e non c'è possibilità che la storia sfugga al suo controllo”.

In Apocalisse 21:6, dopo che il Signore ha chiuso il vecchio mondo e iniziato il nuovo è scritto: “Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine”. 

Che Dio è il principio (archē) si riferisce che il Signore è la fonte, l’origine o la causa di tutte le cose (Colossesi 1:18; Apocalisse 3:14).

La parola “fine” (telos) indica la conclusione di un processo, (Matteo 24:6; Marco 13:7; Luca 21:9; 1 Corinzi 15:24).

Giovanni spiega qui perché il Signore governa la storia, perché realizza sempre i Suoi obbiettivi e piani, e quindi niente o nessuno può ostacolare i Suoi disegni.

Il Signore è:

B) L’Onnipotente

"L'Onnipotente" (pantokratōr), anche se il titolo ricorre ampiamente in tutta la traduzione greca dei Settanta dell’Antico Testamento, si trova, compreso Apocalisse 1:8, solo dieci volte nel Nuovo Testamento, di cui nove in Apocalisse (1:8; 4:8; 11:17; 15:3; 16:7, 14; 19:6, 15; 21:22) e l’altro in 2 Corinzi 6:18. 

La parola greca indica “potere”, “forza”, “dominio”, “sovrano su tutto”.

Questa parola si concentra sulla sovranità di Dio, sull'autorità che non ha ostacoli, Dio è in grado di realizzare ciò che vuole e gli piace, il Suo piano non può essere frustrato! 

"L'Onnipotente" è qualcuno la cui influenza di controllo sulla realtà è illimitata; questo è solo in riferimento al Signore.

In Giobbe 42:2 leggiamo: “Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse: ‘Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno’”.

Nessuno può impedire al Signore di eseguire un Suo piano! Nemmeno il diavolo!

In Isaia 46:10 il Signore afferma: Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me. Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: “Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà.”

Salmo 33:10-11 dice: “Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli.   La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età”.

E ancora Isaia 14:27 dice: “Il SIGNORE degli eserciti ha fatto questo piano; chi potrà frustrarlo? La sua mano è stesa; chi gliela farà ritirare?”

“Onnipotente”, cioè “Pantokratōr” nella traduzione greca dell’Antico Testamento traduce “Yahweh ṣĕbā'ôt" (per esempio Aggeo 1:2,5,7,9; Malachia 1:4,6,8,9,10,13,14), cioè Signore di tutto e di tutti, di tutto ciò che ha creato e li usa come Suoi strumenti, o “Shadday” che troviamo solo in Giobbe e si riferisce al potere e alla potenza di Dio (per esempio Giobbe 5:17; 8:5).

Come gli altri titoli in questo v.8, ha lo scopo di incoraggiare e sostenere i credenti in un momento di crisi. 

Il Signore è Colui che può fare tutto e Colui che tiene insieme e controlla tutte le cose, ecco ciò che dobbiamo ricordare soprattutto nella sofferenza!

Solo con il presupposto che il Signore Dio, è “l’Onnipotente” che possiamo essere fiduciosi che come ha iniziato la storia, la guida e la porta a compimento!

Il Dio che trascende il tempo guida l'intero corso della storia perché è sovrano sul suo inizio, durante e sulla sua fine.

Se mentre Cesare (autokratōr -letteralmente: “colui che comanda secondo la sua volontà”), il persecutore dei cristiani governava su un'area limitata e per un tempo limitato, il Signore Dio “Onnipotente” (pantokratōr) governa l'intero universo per tutto il tempo della vita sulla terra!

Tim Chester scrive: “Gli archeologi hanno trovato graffiti ad Efeso, una delle chiese a cui Giovanni scrive, che recita: ‘Roma, il tuo potere non finirà mai’. Non sappiamo se sia stato scritto in trionfo o disperazione. Ma per i lettori di Giovanni, il potere Romano era una minaccia presente e seria, quindi questa affermazione era una cattiva notizia. Roma era conosciuta come "Roma eterna". Sembrava che il potere Romano sarebbe durato per sempre”.

Il potere di Roma era visto come una potenza invincibile, ma Giovanni ricorda ai suoi lettori che il Signore Dio, l’Alfa e l’Omega è l’Onnipotente!

Queste parole erano un balsamo per la chiesa sofferente sotto il controllo dell'Impero Romano, non poteva dire che Dio l’avesse abbandonata, o che il suo governo fosse stato compromesso, o sia venuto meno; il Signore Dio è “l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine”! Tutto è nelle Sue mani!

Eduard Lohse scrive: ”Tutto il potere è nelle sue mani. Perciò tutti i suoi nemici possono strepitare quanto vogliono, le potenze del caos possono sollevarsi e assalire il popolo di Dio: a lui aspetta la prima e l’ultima parola.”

Allora, in un periodo difficile i cristiani di quel periodo leggendo queste parole potevano essere incoraggiati.

Robert Mounce scrive: “Per mezzo di questi titoli descrittivi Dio non sta rivelando la sua eternità per l'edificazione teologica dei credenti, ma sottolinea la sua sovranità senza tempo per l'incoraggiamento dei cristiani asiatici che stanno affrontando la persecuzione per la loro fede”.

Thomas Schreiner scrive: “La sovranità di Dio respira attraverso questi versetti in modo che i lettori siano certi, in mezzo alla loro sofferenza, che sono nelle sue mani amorevoli. Non abbandona mai il suo popolo, ma realizzerà i suoi scopi nonostante l'orrendo male che caratterizza la loro attuale esistenza. La sovranità di Dio assicura ai credenti che il suo regno verrà e la sua volontà sarà fatta. Le lacrime e i sospiri di questa attuale epoca malvagia non dureranno per sempre, né i malvagi resisteranno”.

Così tutto il potere è nelle mani di Dio, compresa la sofferenza!

Anche se stiamo soffrendo in un modo diverso siamo incoraggiati da questi versetti che Dio sta guidando in questo momento difficile, la storia secondo il Suo piano.

Non siamo sotto i colpi della pandemia, o di qualsiasi altro tipo di sofferenza, o disgrazia, ma di Dio! 

Dio regna su tutto! (cfr. per esempio 1 Cronache 29:11-12; Salmo 47:1-2,7-9).

Il Signore governa su ogni piccolo dettaglio della storia, e ha e sarà sempre eternamente Dio, quindi vediamo:

II L’ETERNITÀ DI DIO

Apocalisse 1:8 ci parla anche dell’eternità di Dio.

“’Io sono l’alfa e l’omega’, dice il Signore Dio, ‘colui che è, che era e che viene’”

Molti passi della Bibbia parlano che Dio è eterno (per esempio Deuteronomio 33:27; Salmo 102:27; Isaia 57:15; 1 Timoteo 1:17).

Nel Salmo 90:2 leggiamo: “Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio”.

Dio non è vincolato dal limite del tempo, ma trascende il tempo, è al di sopra del tempo. 

Dio non è limitato dalla dimensione del tempo, è esaltato al di sopra del tempo e dei suoi limiti; esiste al di fuori dei confini del tempo e, sebbene ne sia l'autore, non è condizionato, confinato, o misurato da esso!

Dio è eterno significa che non c’è mai stato un momento in cui Dio non sia mai esistito: Egli fu, è, e sarà sempre ciò che è. 

Prima di aver creato il tempo, Dio già esisteva nell’eternità!

Dio non ha avuto un inizio e non avrà mai una fine! 

Non subisce la nascita, crescita, lo sviluppo o la maturazione come lo è per noi!

La nostra esistenza è segnata da giorni, settimane, mesi e anni; non così l'esistenza di Dio. 

La nostra vita la vediamo in un passato, presente e futuro, ma non esiste tale divisione nella vita di Dio. 

È l'eterno “Io sono” (Esodo 3:14; cfr. Apocalisse 1:4,8), l’eterno presente!

L’eternità di Dio può essere definita come quella perfezione per cui Dio è elevato al di sopra di tutti i limiti temporali e di ogni successione di momenti, e possiede tutta la sua esistenza in un presente indivisibile, Dio vive in un eterno presente!

Anche se dobbiamo riconoscere che Dio non è soggetto ai limiti del tempo, dobbiamo anche riconoscere che il tempo è la creazione di Dio e che Lui è il Signore della storia, come ho già detto prima.

La storia è lo svolgimento del Suo piano sovrano. 

Il fatto che Dio non sia vincolato dal tempo non significa che non sia cosciente della successione dei punti temporali. 

Dio sa cosa sta succedendo ora nell'esperienza umana; è consapevole che gli eventi si verificano in un ordine particolare; tuttavia è ugualmente consapevole di tutti i punti di quell'ordine contemporaneamente.

“Io sono l’Alfa e l’Omega” indicano l’esistenza e l’eternità di Dio, era prima di tutte le cose ed esisterà per sempre in modo immutabile!

Così anche “colui che è, che era e che viene” (vv.4,8) indica l’esistenza e l’eternità di Dio, ma la Sua esistenza non è stata causata da nessuno! Infatti Dio è auto-esistente, cioè non ha altra fonte di vita che in se stesso!

“Colui che è, che era e che viene” porta la sfumatura dell'Eterno Dio che unisce passato, presente e futuro sotto il Suo sovrano controllo.

Il verbo “è” (ōn - presente attivo participio) indica la Sua auto-esistenza e anche  il Suo essere dinamico presente, così anche “Io sono” (egō eimi).

Il verbo “è” esprime non solo la vita di Dio per sempre, ma anche la continua attività di Dio a favore del Suo popolo Dio come giudice e Redentore.

C’è un’allusione, ancora, al nome di Dio “Yahweh” (YHWH), cioè “Signore”, di Esodo 3:14 dove troviamo scritto: “Dio disse a Mosè: ‘Io sono colui che sono’. Poi disse: ‘Dirai così ai figli d'Israele: -l'IO SONO mi ha mandato da voi-‘”.

“Io sono colui che sono” indica una continua esistenza in se stesso. 

Così anche in Esodo 6:3 leggiamo: “Io apparvi ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, come il Dio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con il mio nome di SIGNORE”.

“Signore” (Yahweh) oltre a significare che Dio è presente ed entra nella scena degli uomini, in questo caso del Suo popolo per salvarli dalla schiavitù Egiziana, indica anche che ha vita in se stesso, è auto-esistente, è eternamente presente, indica un’esistenza autonoma e immutabile.

L’eterno Dio non cambia e non può cambiare con il passare degli anni!

A riguardo il teologo James I. Packer diceva: “ In Esodo 3 , possiamo leggere in quale modo Dio annunciò il proprio nome a Mosè: ‘Io sono colui che sono (v.14) - un’espressione, questa di cui ‘Yahweh’ (‘Il Signore’) è in realtà, un’abbreviazione (v.15). Questo ‘nome’ non è una descrizione di Dio, ma è semplicemente una dichiarazione della sua esistenza autonoma e della Sua eterna immutabilità; serve agli uomini per ricordare che Dio ha vita in se stesso, e che quello che Egli è ora, sarà in eterno”.

Il significato dell’auto-esistenza di Dio è la natura del Suo essere è in se stesso, Dio esiste di per sé, non dipende da nessun altro. 

E.H. Bancroft riguardo l’auto-esistenza di Dio scrive: “L’espressione di ‘auto-esistenza di Dio sta a significare che per quanto riguarda la continuità e la perpetuità del Suo essere, Dio non dipende da nessun all’infuori che da se stesso”.

La vita di Dio non ha cause esterne a se stesso, la vita è inerente alla Sua natura, l’esistenza è nella Sua natura stessa! 

Dio non è stato causato o creato da nessuno (Giovanni 5:26). 

Dio non ha causa, non dipende da nessun altro e fin dall'eternità Egli fu, o era esattamente ciò che è al presente.

L'eternità e l’immutabilità di Dio fornisce una buona notizia per i cristiani sofferenti come i credenti a cui Giovanni stava scrivendo. 

“Era” (ēn – imperfetto attivo indicativo) indica la Sua esistenza e il Suo essere dinamico continuo nel passato prima del momento presente, quindi indica la Sua eterna esistenza.

Ma dice anche “viene”, e questo ci porta a considerare:

III LA DINAMICITÀ DI DIO

Il Signore è l’essere eterno e immutabile, esiste oggi, è esistito da sempre nel passato e così sarà in futuro per sempre!

Il Signore Dio, l’Onnipotente, come controlla la storia presente, ha fatto nel passato e così farà nel futuro.

La natura di Dio non è statica, è eternamente dinamica!  

Il Signore è l’eterno immutabile Dio che ha controllato la storia passata, controlla quella presente e farà quella futura! 

Dio era prima l’impero Romano e sarà anche dopo, è l’incoraggiamento di questo versetto per i cristiani che stavano soffrendo la persecuzione sotto l’impero Romano.

L'Impero Romano è arrivato e se n'è andato, ma Dio è eterno e la sua chiesa continua. 

Possiamo essere certi e fiduciosi di come andrà la storia perché il nostro Dio è ‘Colui che è, e che era e che deve venire’".

Il verbo presente “viene” (erchomenos -presente medio participio) è usato per esprimere il futuro.

La ragione per cui usa il presente e non il futuro “verrà” è perché prima di tutto corrisponde al v.7, quando parla del ritorno di Gesù Cristo, che viene (erchetai – presente medio indicativo) sulle nuvole.

Inoltre il senso è che non è ancora qui, ma sta arrivando; in questo modo accresce l'attenzione sull'imminenza della Sua venuta, come dire: “Colui che è già in viaggio può arrivare da un momento all'altro”.

Quindi vediamo:

A) Il ritorno del Signore Gesù 

“Che viene”

Il Signore porterà, secondo il Suo calendario, la conclusione della storia del mondo nel ritorno di Gesù (Efesini 1:9-10; 1 Timoteo 6:15) e farà un nuovo cielo e una nuova terra (Apocalisse 21-22).

Il ritorno di Gesù è documentato nella Bibbia, è una delle dottrine più ampiamente insegnate.

Gesù ne ha parlato diverse volte (per esempio Matteo 24:30-25:13; Marco 14:62; Atti 1:11).

Faceva parte della predicazione apostolica (Atti 3:19-21; 1 Corinzi 15:12-28; 1 Tessalonicesi 4:16-17; Colossesi 3:4; 1 Tessalonicesi 2:19; 3:13; 4:15; 5:23; 5:1-4; 2 Tessalonicesi 1:7,10; 2 Tessalonicesi 2:1,8; 2 Timoteo 4:8; Ebrei 9:27–28; Giacomo 5: 7-8; 2 Pietro 3:10–13; Apocalisse 22:20).

Anche la celebrazione della cena del Signore ci parla del Suo ritorno, infatti  nella cena annunciamo la morte del Signore finché egli venga (1 Corinzi 11:26).

Gesù è venuto sulla terra la prima volta in umiliazione e ritornerà in esaltazione (cfr. Filippesi 2:1-11). 

È venuto la prima volta per essere ucciso; ritornerà per giudicare i Suoi nemici (cfr. 2 Tessalonicesi 1:8-10).

È venuto la prima volta per servire (Marco 10:43-45); tornerà per essere servito (Filippesi 2:10). 

È venuto la prima volta come servo sofferente (Isaia 53); tornerà come re vincitore (Apocalisse 19:11-21). 

Consideriamo ora:

B) Gli aspetti del ritorno del Signore Gesù

La sfida che il libro dell'Apocalisse pone a ogni persona è quella di essere pronti per il ritorno di Cristo; anche se non è scritto il giorno e l’ora quando Gesù ritornerà (Matteo 24:36; Atti 1:6-7).

Il secondo avvento di Gesù:

(a) Sarà personale

Gesù stesso ritornerà! Non manderà nessun altro al Suo posto!

In Giovanni 14:3 Gesù promette: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi”.

In 1 Tessalonicesi 4:16 Paolo dice: “Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo”. 

Il secondo avvento di Gesù:

(b) Sarà fisico

In Atti 1:11 è scritto:  “Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo”.

Gesù tornerà nello stesso modo in cui è partito implica che il ritorno sarà corporeo (cfr. Luca 24:36-52; Giovanni 20:26-27).

Il secondo avvento di Gesù:

(c) Sarà visibile

In Matteo 24:30 leggiamo: “E vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo, con potenza e grande gloria.”

Atti 1:11 ci dice anche che il ritorno di Cristo sarà come la Sua partenza.

In Apocalisse 1:7 Giovanni dice: “Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Sì, amen”.

Il secondo avvento di Gesù:

(d) Sarà inaspettato

La seconda venuta sarà preceduta da diversi segni (Matteo 24:15,21,29), ma non indicheranno l'ora esatta del ritorno di Gesù, e quindi per molti sarà inaspettato come un ladro che arriva di notte; le persone si sentiranno sicure, ma ci sarà una rovina improvvisa (1 Tessalonicesi 5:2-3).

Gli insegnamenti di Gesù suggeriscono che a causa di un lungo ritardo prima della seconda venuta, alcuni saranno non saranno pronti (Matteo 25:1-13; cfr. 2 Pietro 3:3-4). 

Quando Gesù ritornerà sarà troppo tardi per prepararsi (Matteo 25:8–10). 

Il secondo avvento di Gesù:

(e) Sarà trionfante e glorioso

Egli verrà sulle nuvole con grande potenza e grande gloria (Matteo 24: 30; Marco 13: 26; Luca 21:27). 

Siederà sul suo glorioso trono e giudicherà tutte le nazioni (Matteo 25:31–46). 

Millard Erickson scrive: “L'ironia di questa situazione è che colui che è stato giudicato alla fine della sua permanenza sulla terra sarà il giudice su tutto alla sua seconda venuta. Chiaramente, sarà il trionfante, glorioso Signore di tutti”.

Infine vediamo:

C) L’attesa per il ritorno del Signore Gesù 

Certo l’atteggiamento di attesa è cambiato nel corso degli anni.

Cosa implica per i cristiani la seconda venuta di Gesù?

Come deve essere il loro atteggiamento?

(a) Il ritorno di Gesù è desiderato dal cristiano

Tito 2:11-13 dice: “Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù”. (1 Corinzi 1:7; Filippesi 3:20; 1 Tessalonicesi 1:10; 2 Pietro 3:12).

Come credenti dovremmo desiderare ardentemente il ritorno di Cristo.

Il desiderio lo troviamo per esempio in 1 Corinzi 16:22, dove troviamo scritta le parole aramaiche “Marana tha” che significa “Signore nostro vieni”.

In Apocalisse 22:20 è scritto: “Colui che attesta queste cose, dice: ‘Sì, vengo presto!’ Amen! Vieni, Signore Gesù!”

(b) Il ritorno di Gesù è la speranza del cristiano 

Paolo a Tito parla di beata speranza (Tito 2:13).

Ma anche altrove nel Nuovo Testamento si parla del ritorno di Gesù di speranza. 

(Atti 23:6; 26: 6-8; Romani 8:23-25; 1 Corinzi 15:19; Galati 5:5; 1 Giovanni 3:2-3).

È l’evento che segnerà il completamento del piano di Dio e un nuovo inizio (Apocalisse 21:11-22:21). 

Tutto ciò era di grande incoraggiamento per i cristiani (cfr. 1 Tessalonicesi 4:14-18; 5:11; 2 Timoteo 2:12; Ebrei 10:35-39; Giacomo 5:7) che stavano soffrendo a causa della persecuzione. 

(c) Il ritorno di Gesù ha un marcato effetto sulla nostra vita e sul servizio cristiano

Riconoscere e credere a questa verità ci spinge alla preparazione con una vita di santificazione (Matteo 25:6-13; 2 Pietro 3:11; 1 Giovanni 3:3); alla vigilanza, prontezza e perseveranza (Matteo 24:44; Marco 13:35-37; 1 Tessalonicesi 5:6; 1 Giovanni 2:28); è un grande stimolo al servizio (Matteo 24:45-51; Luca 19:13; Atti 1: 8; 15: 13-18; Romani 11:22–32; 1 Corinzi 3:11-15; 2 Corinzi 5:10-11). 

Il ritorno deve essere affrettato da parte nostra (2 Pietro 3:12) e nell’attesa dobbiamo pregare (Apocalisse 22:20).     

Il ritorno di Gesù sfida coloro che si sono allontanati a ritornare a Lui (Romani 13:11-14); costituisce un avvertimento per gli empi (2 Tessalonicesi 1:7-10).

È uno degli appelli più efficaci per l'accettazione di Cristo e per la consacrazione a Dio (Romani 13:11-14; 2 Tessalonicesi 1:7–10).

Quindi, il ritorno del Signore Gesù c’incoraggia a rimanere saldi nella speranza e nell'azione per la gloria del Signore fino a quel giorno, a essere pronti al Suo ritorno aspettandolo pazientemente e con amore (vedi ad esempio Matteo 24:44; Luca 12:40., Romani 13:11-14; Colossesi 3:3-4; 1 Timoteo 6:13-16; 2 Timoteo 4:8; Tito 2:11-14; 2 Tessalonicesi 3:5; Giacomo 5:7,8).

CONCLUSIONE

Il tema principale del libro è la sovranità di Dio, il Signore della storia!

Le parole di Dio pronunciate in questo passaggio hanno lo scopo di rafforzare la fede dei cristiani nel loro tumulto e angoscia.

In questi ultimi tempi di pandemia, molte persone sono smarrite e prese dall’ansia, dal nervosismo e dalla preoccupazione.

Ma ciò che conta, ciò che è davvero importante, soprattutto in questo periodo storico di pandemia è ricordarci che il Signore Dio è l’Alfa e l’Omega, l’Onnipotente eterno, auto-esistente, immutabile, è il Signore della storia! 

“La storia è una storia scritta dal dito di Dio” disse C. S. Lewis.

Il Signore ha già scritto la storia e la sta guidando secondo il Suo piano!

Non aver paura, non farti prendere dall’ansia, o dal panico, perché il Signore è attivo nella storia egli uomini!

Tutti gli eventi, anche i più piccoli dettagli, sono eventi di Dio!

Il Signore sta guidando la storia verso la realizzazione del Suo piano!

Il Signore sta guidando la storia, come ha fatto nel passato e così farà in futuro!

Questa è fonte di sicurezza e di conforto per noi.

Questo dovrebbe stimolarci a essere sereni, all’adorazione e al ringraziamento, come anche alla santificazione e consacrazione, a non farci tesori su questa terra che presto finirà, ma un tesoro nel nuovo cielo e nuova terra (Apocalisse 21-22).

 


Commenti

Post popolari in questo blog

Isaia 26:20-21: Io resto a casa!

Isaia 26:20-21: Io resto a casa! “Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione.  Poiché, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la terrà metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più coperti gli uccisi”. In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore.

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti. Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La parabola del tesoro nascosto (Matteo 13:44).

La parabola del tesoro nascosto (Matteo 13:44). Ci sono due parabole del regno, che parlano del regno dei cieli come qualcosa di grande valore: questa parabola del tesoro nascosto e la parabola successiva della perla di gran valore, o del mercante. Queste due parabole sono molto simili in quanto entrambi coinvolgono un oggetto di grande valore e una persona, ma sono significativamente differenti in altri dettagli.  Per esempio nella parabola del tesoro nascosto viene messa in enfasi il tesoro, mentre nella cosiddetta parabola della perla di gran valore viene messo in evidenza il mercante. La persona della prima parabola non cerca il tesoro, ci s’imbatte, mentre nella seconda parabola della perla, o del mercante, è il mercante che cerca le perle. In questa parabola vediamo in primo luogo: