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Deuteronomio 31:21: Dio conosce la nostra natura umana.

Deuteronomio 31:21: Dio conosce la nostra natura umana.
 “…Infatti io conosco quali sono i pensieri che essi concepiscono, anche ora, prima che io li abbia introdotti nel paese che giurai di dar loro”.

Gli avvenimenti futuri non sarebbero stati una sorpresa per il Signore, perché conosce la nostra natura umana! Nonostante abbia comandato che la legge doveva essere insegnata fedelmente e regolarmente a Israele, il Signore disse a Mosè, alla vigilia della sua morte, che il popolo si allontanerà da Lui. Quando il popolo godrà della prosperità, e seguirà altri dèi stranieri nella terra promessa, e disprezzerà il Signore e violerà il patto che ha stabilito con lui, Dio lo abbandonerà, e molti mali e molte angosce piomberanno addosso al popolo! Avendo abbandonato Dio, il popolo sarebbe stato abbandonato da Dio! (vv.16-20).
Così il Signore dice a Mosè di scrivere una canzone (Deuteronomio 32:1-43), come aveva fatto con la legge (Deuteronomio 4:14; 5:31; 6:1), e questa doveva essere ricordata da una generazione all'altra e doveva servire per testimoniare dell’infedeltà del popolo (vv.19-22), e della fedeltà del Signore. Infatti il canto descrive la grandezza di Dio e la gratitudine di coloro che amano le Sue misericordie, ma il suo scopo esplicito era di rendere gli israeliti consapevoli della loro peccaminosità e delle conseguenze negative (v.21). Quindi come inno nazionale di Israele, ricorderà al popolo le sue origini negli atti di grazia del Signore e li avvertirà a non calpestare la Sua generosità. Ritornando ai “molti mali” e alle “molte angosce”, questa sarà la giusta e prevista risposta del Signore verso gli apostati per aver calpestato la Sua grazia, e servirà per testimoniare che i mali che sono piombati su Israele non è dovuto perché il Signore non è stato in grado, o non ha voluto aiutare il Suo popolo da potenze straniere e dai loro déi: era il Suo giudizio. Non era la terra, dove scorreva latte e miele (v.20), dove vivranno gli israeliti ad allontanarli dal Signore, la causa erano i loro pensieri! È implicito che il canto servirà alle generazioni future come un avvertimento sui pericoli dell’apostasia per risvegliare le loro coscienze e chiamarli a esaminarsi per essere fedeli al Signore. Il Signore conosce i pensieri che concepiamo, conosceva quali pensieri il Suo popolo aveva prima di entrare nella terra promessa, prima che loro stessi potessero esserne pienamente consapevoli! “Pensieri” (yēṣer), qui significa una tendenza, un impulso o una disposizione negativa, malvagia (Deuteronomio 5:28-29; 9:24; 12:8; 31:27): si riferisce all’idolatria e al disprezzo di Dio e del Suo patto (v.20); eppure Dio aveva fatto tanto per loro e li aveva diverse volte avvertiti! (Deuteronomio 6:10-12; 8:6-20; 29-30). Le parole di Dio oltre a essere profetiche, ci fanno capire che è onnisciente, ma indicano anche la costante tendenza all'infedeltà del suo popolo. Così la parola di Dio serve non solo ad avvertirci a non seguire le vie del peccato e della ribellione con le conseguenze negative che comportano (cfr. 1 Corinzi 10:1-11), ci fa anche capire come siamo (per esempio Genesi 6:5; 8:21; Ecclesiaste 9:3; Geremia 17:9; Marco 7:20-23), e di conseguenza perché è necessaria la nuova nascita, una rigenerazione da parte dello Spirito di Dio (Ezechiele 11:17-21; 36:22-27; Giovanni 3:3-5; 2 Corinzi 5:17; Tito 3:4-7).
Esaminati sinceramente davanti a Dio, metti la tua vita a posto con Dio se non vuoi incorrere nel Suo giudizio!

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