Deuteronomio 12:31: Il nostro culto a Dio deve essere speciale perché Dio è speciale.

Deuteronomio 12:31:  Il nostro culto a Dio deve essere speciale perché Dio è speciale.
“Non farai così riguardo al SIGNORE tuo Dio, poiché esse praticavano verso i loro dèi tutto ciò che è abominevole per il SIGNORE e che egli detesta; davano perfino alle fiamme i loro figli e le loro figlie, in onore dei loro dèi”.

Nei vv.29-30 l’esortazione che viene fatta al popolo d’Israele è di non cadere nel laccio di seguire l’esempio dei popoli di Canaan che offrivano sacrifici ai loro dèi, anche umani, in diversi luoghi. Questo è abominevole per il Signore. In un passaggio precedente Mosè aveva scritto un avvertimento sul culto cananeo e sui suoi dèi: se li avessero seguiti, li avrebbe distrutti. Gli israeliti dovevano distruggere i loro altari e le loro statue (Deuteronomio 7:4-5; cfr. 12:2-3). Il Signore esigeva un culto esclusivo (Esodo 20:3; Deuteronomio 6:4-5; Matteo 4:10) e strutturato in modo completamente diverso dalla pratica dei Cananei. Perché? Perché il Signore è degno del nostro culto: è il Dio della creazione (Genesi 1:1-2), il Dio della rivelazione del patto (Genesi 12:1-3), il Dio della salvezza (Esodo 20:2-3). Perché Dio è assolutamente
santo e quindi trascendente, inaccessibile, misterioso e imperscrutabile (Salmo 99:3-9), ma è anche presente in mezzo al Suo popolo (Osea 11:9). Colui che è l’alto, l’eccelso e abita l’eternità, che si chiama il santo, che dimora nel luogo eccelso e santo, è vicino agli oppressi e agli umili (Isaia 57:15). Dio merita il nostro culto perché è vivente e presente, in grado di rispondere a coloro che lo invocano e perdona i loro peccati (Salmo 99). Il culto di Israele doveva essere tenuto in un posto solo, dove il Signore avrebbe prestabilito (vv.5,11,26-27). Il centro del culto fu prima il tabernacolo e più tardi sarà il tempio a Gerusalemme (per esempio 1 Re 5-8; 2 Re 25:9; 2 Cronache 5-7; Giovanni 2.13-14). Il sistema sacrificale simboleggiava Gesù (Matteo 5:17; Colossesi 2:17; cfr. Ebrei 8-10). Oggi non ci sono altri luoghi, modi e mezzi per offrire il culto che Dio accetta (Giovanni 4:23-24, 14:6; Ebrei 8-10). Il culto al Signore, sarà sempre la prima priorità e il più grande piacere di quelli che Dio ha salvato secondo la Sua sola grazia, e la sola fede, solo in Gesù Cristo (per esempio Romani 3:23-26). Il culto è il modo in cui esprimiamo l'intimità nella nostra relazione comunitaria e personale con Dio. Poiché Dio è speciale, anche il culto a Dio dev'essere speciale, e questo non è solo  cantare inni e lodare in preghiera Dio la domenica. “Le parole ebraiche e greche tradotte ‘adorazione’, tuttavia, significano ‘inchinarsi’ o ‘prostrarsi’. L'immagine è di mostrare il massimo rispetto” (Larri Richards). Così ogni atto con cui esprimiamo profondo rispetto per Dio è un atto di culto. Il culto presuppone uno stile di vita di obbedienza e di servizio (per esempio Deuteronomio 10:12-22; 11:1,13-17; 12:32; Romani 12:1-2; 1 Tessalonicesi 1:9). Quindi non solo il cantare gli inni, o lodare il Signore, il culto è ogni atto con cui esprimiamo profondo rispetto a Dio. Dio ci vuole ricordare che deve essere coinvolto ogni aspetto della nostra vita e in tutto ciò che facciamo, dobbiamo onorarlo: tutto ciò che facciamo deve portare gloria a Dio (Deuteronomio 14:3-21; 1 Corinzi 10:31; Colossesi 3:17,23-24). Allora il culto è adorazione riverente e servizio devoto a Dio motivato da ciò che Lui è e dalle Sue azioni nella storia. Il culto che Dio merita è servirlo in adorazione con una vita totalmente, radicalmente ed esclusivamente dedicata a Lui con tutto noi stessi: interiormente ed esteriormente, anima e corpo (cfr. Matteo 22:37; Romani 12:1-2).

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