sabato 9 settembre 2017

Ebrei 11:3 La comprensione della fede.

Ebrei 11:3 La comprensione della fede.
Nel v.3 è scritto: “Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”.

Questa è la più importante delle intuizioni, quello che distingue i credenti e gli atei: il mondo non è nato da solo, non si è autoderminato, ma deriva da un potere superiore a se stesso.

Di solito, la fede è considerata l'opposto della ragione, o contraria, o indipendentemente un pensiero razionale.

Anche alcuni cristiani pensano che la fede sia qualcosa di irrazionale.

Ma la fede e la ragione non sono percorsi alternativi alla conoscenza, la ragione accompagna la fede.
La fede usa la ragione e la ragione non riesce a trovare la verità senza fede; la fede aiuta la ragione ad accettare le cose che non vediamo.


Il verbo “comprendiamo” (nooumen – presente attivo indicativo) è apprendere con la mente, si riferisce alla percezione intellettuale, percepire con l’intelligenza riflessiva.
Lo scrittore afferma: la comprensione che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio e questo è mediante la fede.
La fede ci dà una mente percettiva riguardo la causa della creazione.

La creazione, o l'inizio di tutte le cose, non può essere spiegata senza la fede in Dio.

In questo testo vediamo:
I LA PAROLA NELLA CREAZIONE.
“ I mondi sono stati formati dalla parola di Dio”.
Il mondo non esisteva affatto finché non fu formato dalla parola di Dio. 

Molte persone, escludendo Dio, credono che i mondi si siano formati, secondo la teoria del Big Bang, a causa di una massiccia esplosione verso l'esterno, di una massa incredibilmente densa.

Ma questa teoria è ridicola per due ragioni: le esplosioni causano caos, non bellezza e ordine come il creato!
È una teoria ridicola come quella di un dizionario che è stato causato da un'esplosione in una tipografia! 

La seconda ragione è alla domanda: "Che cosa ha causato il Big Bang?" Gli scienziati non hanno una risposta, il cristiano, invece, crede che i mondi sono stati formati da Dio.
La Parola di Dio ha un enorme potere perché Dio è davvero potente! (Salmo 29:3-9; 68:32-33; Isaia 55:10-11).

La fede ci permette di capire che l'universo visibile è stato creato da qualcosa invisibile, cioè dalla parola di Dio.

La fede comporta la conoscenza che l'universo è stato formato dalla parola potente e dinamica di Dio.

Per la fede, l'universo non è semplicemente un insieme di energia e di materia, ma una creazione di Dio e preservata dalla Sua provvidenza (cfr. Colossesi 1:17; Ebrei 1:3).

“Per fede” (pistei – dativo di mezzo) indica l'enfasi, l'accento e il mezzo mediante il quale comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla Parola di Dio.

Dio ha creato il mondo e l'uomo può capire la sua origine solo per fede.

Vediamo ora:
A) La natura dei mondi.
“I mondi” (aiōnas) la forma plurale si può riferire al tempo e allo spazio e a tutto ciò che esiste sotto di loro, oppure al cielo e alla terra e tutto ciò che è in essi.
John Haldone, uno scienziato, una volta suggerì a Monsignor Knox che in un universo contenente milioni di pianeti era inevitabile che la vita apparisse per caso su una di esse. "Signore," disse Knox, "se avesse trovato un corpo in un tronco, avreste detto a quelli di Scotland Yard: “ Ci sono milioni di tronchi nel mondo, sicuramente uno di loro deve contenere un corpo? Penso che ancora vorrebbero sapere chi l'ha messo lì”. 

Chi ci ha messo qui? Chi ha creato i mondi? La Parola di Dio!

Vediamo ora:
B) La natura della Parola di Dio.
Si riferisce al mezzo della creazione, “dalla parola di Dio “ (parola- rhēmati- dativo di mezzo) esprime il mezzo.

La parola si riferisce alla singola espressione di Dio che ha modellato l'universo, quindi alla forza dinamica di Dio, al suo comando autorevole. 

“Parola”, dunque, in questo testo (rhēmati) non è la parola greca (logos) che si trova in Giovanni 1:1 e si riferisce alla parola incarnata: Gesù Cristo. 

La parola usata nel nostro testo degli ebrei è limitata al significato a una parola detta. 
Ciò significa che la creazione è avvenuta dalla Parola di Dio pronunciata. 
"Il riferimento è al fiato imperiale di Dio" (Arthur Pink).

Dio ha fatto il mondo con il suo comando, con la Sua parola come leggiamo nel Salmo 33:9: “Poich'egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve”. 

In Ebrei 11:3 troviamo un’allusione al primo capitolo della Genesi, dove ogni giorno, per sei giorni, con diversi comandi e immediatamente, Dio ha creato ogni cosa! (Genesi 1:3,6,9, 11,14,20,24,26,28,29; cfr. Salmo 33:6). 

L'allusione al racconto di Genesi dimostra che la parola scritta di Dio è il mezzo attraverso cui l'autore e i suoi ascoltatori percepiscono intellettualmente e spiritualmente per fede, che l’origine dei mondi è Dio! 

Quindi la fede è una realtà presente, ci dà le convinzioni sulla creazione, ma non è la fede in qualcuno, ma nel Dio rivelato nella Bibbia: la causa, l’origine della creazione è il Dio rivelato nella Bibbia! 

L'attività creativa invisibile di Dio, riguardo l'universo visibile, viene compreso per fede, e non può essere percepito con i sensi.

La fede è ciò che guarda al Dio della creazione, ha una ferma e determinata fiducia nel Dio dagli atti potenti, Creatore invisibile come testimoniano le Sacre Scritture e i mondi che forniscono una base per una tale fiducia.

La fede crede e comprende che è così.
La fede nel racconto biblico genera la comprensione, oltre ovviamente anche alla prova della creazione stessa (cfr. Salmo 19:1; Romani 1:20-21).

La fede biblica, allora non è un salto nel buio, non è una fiducia cieca, un pensiero vago, un sentimento positivo, la fede ha solide basi ben illuminate!

Quindi la fede si alimenta attraverso la rivelazione di Dio, la Bibbia (Romani 10:17; cfr. Esodo 14:13-22; Ebrei 11:29).

Nell’affermazione del v.3 non c’è spazio per il dubbio: i mondi sono stati formati da Dio!

Consideriamo ora:
II LA PERFEZIONE DELLA CREAZIONE.
“Sono stati formati dalla parola di Dio”.

La parola creativa di Dio ha potere esecutivo nel richiamare e ordinare l'universo visibile. 

“Sono stati formati” (katērtisthai- perfetto passivo infinitivo) è stato usato nella traduzione greca dell’Antico Testamento (Settanta) nel senso di stabilire, ordinare, creare, costruire e completare (per esempio Esdra 5:3; Salmo 18:33; 40:7 citato in Ebrei 10:5; Salmo 74:16).

“Sono stati formati”:
A) Significa che sono nella stessa condizione di come Dio li ha formati al momento della creazione.
Studiosi dicono che il tempo nel greco (perfetto) indica che i mondi come sono stati formati così sono rimasti per un utilizzo e un'applicazione costante.

In secondo luogo “sono stati formati”:
B) Significa essere messo in una condizione completa e perfetta.
La parola esprime la molteplicità e l'unità di tutta la creazione.
Significa creare, con l'implicazione di mettere nelle condizioni adeguate.
Indica che tutto è stato messo in ordine giusto, formato in modo corretto.
"Il significato fondamentale è quello di mettere una cosa nella sua condizione appropriata" (Zodhiates).

Infatti la parola tradotta: “Sono stati formati” significa attrezzata, o equipaggiata, in modo che la persona, o la cosa così attrezzata, o equipaggiata possa essere utile allo scopo per cui è stata fatta.

Le opere di Dio sono complete e perfette in bellezza e ordine (Deuteronomio 32:4) una dimostrazione dell'eterno potere di Dio (Romani 1:18-20).

In terzo luogo “sono stati formati”:
C) Significa che l’atto della creazione ha un tono solenne.
È Dio che ha dato forma e ordine all'universo, è questo ha un tono solenne.

La fede è credere che i mondi non si sono formati da soli,  ma è stato Dio!

Infine vediamo:
III LA POTENZA NELLA CREAZIONE.
Leggiamo: “Così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”.
Solo con la fede possiamo accettare la stupefacente affermazione che " le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”.

“Così” (eis) descrive un risultato logico, o l’implicazione dell'insegnamento iniziale, o esprime i risultati effettivi, cioè le cose che si vedono, il mondo visibile.

Questi risultati effettivi mostrano la potenza invisibile della parola di Dio!
Quindi se i mondi sono stati creati dalla parola di Dio, le cose che si vedono, cioè questo mondo non sono venute fuori da sole!

Il nostro autore sta affermando che la parola di Dio è un potere invisibile che produce risultati visibili.

Quindi ciò che vediamo è:
A) La potenza nella creazione è di Dio.
Tim Shenton parlando della potenza di Dio scrive: “Dio possiede la forza per mandare a effetto, senza sforzo e senza ritardi, il suo eterno proposito nel modo esatto in cui egli lo ha concepito; egli possiede l'abilità di compiere le sue promesse senza compromessi, l'autorità di fare tutto ciò che desidera nel momento quando lo desidera. Egli può fare ogni cosa che sia possibile a una potenza infinita e perfetta, anche al di là di ciò che ha decretato di fare. Esercitando semplicemente il suo potere Dio può compiere qualsiasi cosa egli abbia deciso di compiere e, se è nel suo volere, può fare anche molto di più”. 

Dio possiede in se stesso una potenza immensa (Efesini 1:19). 
Nulla è impossibile per Lui e non c'è niente di troppo difficile che Lui non possa eseguire (Genesi 18:14; Geremia 32:27; Matteo 3:9; 19:26; Marco 14:36; Luca 1:37). 
Egli può compiere facilmente qualunque cosa. Egli parla, e la cosa è (Salmo 33:9). 

Dio non si stanca mai, ma opera continuamente e nessuno può resistere di fronte a lui (Giobbe 9:4,12; Isaia 43:13; Romani 9:15-21), ogni potenza nell'universo è sotto il suo controllo.

Dio è il re Sovrano su tutto e nessuno gli può resistere (1 Cronache 29:11-12; 2 Cronache 20:6; Giobbe 23:13; Salmo 10:16; Proverbi 21:30; Geremia 10:10; Daniele 4:34-35).

Sempre Tim Shenton scrive: “La sua potenza è illimitata per campo d'azione, assolutamente perfetta nel modo di agire, e non ha né principio né fine. Dio è indipendente da qualunque cosa al di fuori di se stesso ed è la fonte di ogni potere che risiede nelle sue creature. Non ha bisogno di alcuno strumento per agire e i mezzi che sceglie di utilizzare ricevono potenza da lui. Tutta la potenza di cui ha bisogno per compiere ciò che desidera, risiede interamente e invariabilmente nell'intimo del suo essere”.

La creazione dimostra la potenza di Dio. (Genesi 1; Isaia 40:28; 42:5; 45:18)

In Romani 1:19-20 è scritto: “ L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili”.

In Geremia 32:17 è scritto: "Ah, Signore, Signore! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e con il tuo braccio teso; non c'è nulla di troppo difficile per te". 

Sebbene Dio sia invisibile, le sue qualità si rispecchiano nella creazione del mondo e possono essere riconosciute dalla ragione.

La complessità, la bellezza e la maestosità della creazione manifestano chiaramente l’eterna potenza e le perfezioni di Dio.

Nella creazione c’è materiale più che sufficiente, per tutte le persone, per riconoscere che Dio esiste e quindi per avere fede in Lui!

Ma la cosa più straordinaria è che:
B) La potenza nella creazione è dal nulla.
“Così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”.

“Non sono tratte” (gegonenai – perfetto attivo infinitivo) indica portare in esistenza, creare.
Il tempo perfetto indica la permanenza.

“Da cose apparenti” (phainomenōn –presente plurale medio participio) indica cose visibili, che appaiono, che si osservano, quindi che già esistevano, preesistente, quindi con materiale che era a disposizione di Dio!

Quindi il senso è che Dio non ha creato da cose che già esistevano prima, materiale che aveva a disposizione, che ha trovato, ma ha creato ogni cosa dal nulla! (Creatio ex nihilo).

Questo è confermato dal verbo “creò” che troviamo in Genesi 1:1 dove leggiamo: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra”.
“Creò” (bārā') viene usato esclusivamente per riferirsi al lavoro creativo di Dio; si riferisce alla creazione di cose ex nihilo, o fuori dal nulla. 

K.H. Bernardth su questa parola scrive: “ Non denota alcuna attività in qualche modo descrivibile, ma esprime soltanto che per mezzo dell’ordine di Dio, senza premesse, qualcosa di nuovo che prima non esisteva viene a esistere senza altri interventi. ‘Egli ordinò- e furono creati’(Salmo 148:5)”.

Questa parola viene utilizzata per esprimere l'incomparabilità dell’opera creativa di Dio in contrasto con tutti i prodotti secondari e immagini che derivano da materiali già esistenti. 

Così il potere incomparabile di Dio è tale da poter creare l'universo quando ancora non c'è nulla che poteva essere modellato. 

Dio non ha lavorato con materiali preesistenti, ma ha creato il mondo dal nulla per mezzo della Sua parola, quindi mediante il semplice atto della sua volontà (Apocalisse 4:11).

Dio ha comandato e ha creato così dal nulla, o dal niente.
Non vi era alcun materiale primario, o preesistente che Dio potesse usare, né alcuno strumento che lo potesse aiutare, non c'erano modelli, o campioni da seguire, a cui si poteva ispirare, ma con un semplice ordine ha creato (Salmo 33:9; 148:5; Genesi 1:3).
Lui ha semplicemente parlato e le cose sono apparse, insieme allo spazio e al tempo per occuparli.

Noi uomini creiamo, ma creiamo dalla materia esistente, invece Dio ha creato anche la materia! 

La fede comprende che i mondi sono stati creati dal nulla, o senza materiale preesistente!

Dio non ha modellato e adattato qualcosa che già esisteva indipendentemente da lui.
(cfr. Giovanni 1:3; Atti 17:24; Romani 4:17; 2 Corinzi 4:6; Colossesi 1:16; Apocalisse 4:11).
Questo ci porta a considerare quattro aspetti:
1) La materia non è eterna.
La materia ebbe un principio con Dio che l’ha creata.

2) Dio non è mischiato con la natura.
La natura non è parte di Dio, sono distinti, c’è una netta divisione tra Dio e la creazione, ma Lui è intervenuto e interviene dal di fuori.

La Bibbia insegna che Dio è distinto dalla sua creazione, non è parte di esso, è trascendente, indipendente ed eterno (Isaia 57:15; Salmo 90:2).

L’atto di creare, è l’atto storico di Dio come creatore del mondo e ne rivendica tutta la realtà!

3) L’atto di creare dal nulla dimostra che Dio lo ha fatto liberamente, per la Sua volontà (Apocalisse 4:11).
Dio è sovrano sulla creazione (Isaia 45:12).
Nessuno lo ha costretto.
Prima che Dio iniziasse a creare l'universo, non esisteva altro che Dio stesso (Salmo 90:2; Isaia 41:4; 43:10; 44:8; 45:18).

4) Il fatto che Dio ha creato l'universo dal nulla ha significato e uno scopo. 
Il mondo è stato creato per essere abitato (Isaia 45:18) e per mostrare la sua gloria (Salmo 8:1; 19:1; cfr. Isaia 40: 5; Ezechiele 1:28; Luca 2:9; Atti 7:2; 2 Corinzi 4:6).

CONCLUSIONE.
La fede percepisce il suo creatore, l’autore della lettera ci vuole incoraggiare a guardare sempre al Dio della Bibbia come unico Creatore.
La fede comprende che dietro tutto ciò che è visibile c’è l’invisibile Parola di Dio. 

Anche se non comprendiamo tutto il cristiano crede che c’è la mano di Dio.

La fede nel Dio implica:
1) Glorificare il Creatore.
Dio, nella sua saggezza, ha creato tutto, compresi noi per la Sua gloria.
Per esempio in Romani 11:36 leggiamo: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”. (Isaia 43:7; Romani 11:36; Colossesi 1:16).
Dio è la sorgente, il sostenitore e lo scopo finale della creazione!

La gloria di Dio è la Sua suprema preoccupazione (Isaia 42:8; 48:9-11; 63:14; Efesini 1:6,12,14) e dovrebbe essere la nostra suprema preoccupazione (1 Cronache 16:29; Salmo 29:1-2; Geremia 13:16; Romani 15:6,9; 1 Corinzi 6:20; Corinzi 10:31; 2 Corinzi 1:20; 1 Pietro 4:16).

Un’altra implicazione nella fede in Dio è:
2) La nostra vita dipende da Dio.
Non solo siamo stati creati per la volontà di Dio, ma continuiamo a esistere sempre per sua volontà. 
Gesù sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza (Ebrei 1:3; Colossesi 1:17).

In Atti 17:28 è scritto: “Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo”. (Cfr. Matteo 6:28-34; Atti 14:17; 1 Timoteo 6:7-8; Giacomo 1:17). 
Non possiamo che ringraziare Dio per questo (Salmo 92:4; Romani 1:25). 
Questa è la ragione della nostra esistenza.

Il fatto che Dio è il Creatore implica che:
3) Dobbiamo esserGli sottomessi.
Sottomessi nell’obbedienza (Levitico 25:18; Deuteronomio 8:6-11; 26:16; 32:46; 1 Samuele 15:22; Romani 6:16-18; 1 Pietro 1:14-16; 4:19).
Sottomessi alla Sua volontà senza lamentarci, senza contestarlo (Isaia 29:16; 45:9), può fare di noi quello che vuole (Geremia 18:1-6; Romani 9:19-21).

La fede comporta obbedienza, sottomissione (Matteo 7:21; Ebrei 11:8).

Il fatto che Dio è il Creatore implica che:
4) Rispetteremo la creazione.
Nella misura in cui Lui vuole che la trattiamo secondo la Sua volontà noi la dobbiamo rispettare (cfr. Genesi 1:28; Salmo 8:6-8).

Il fatto che Dio è il Creatore implica che:
5) Dio ha sotto controllo la creazione. 
Tutto è in mano di Dio, sotto la Sua provvidenza. 
Nessun evento nella creazione cade al di fuori della sua provvidenza. 

Per provvidenza si riferisce all’incessante attività di Dio, del Creatore, per mezzo della quale, nella sua bontà egli sostiene le sue creature, guida e governa tutti gli eventi, le circostanze e gli atti liberi degli angeli e degli uomini, e dirige ogni cosa secondo la Sua volontà, per la sua gloria e il bene del suo popolo. 

Che grande conforto siamo nelle mani di Dio! Anche se non sempre capiremo la logica di Dio!! (Isaia 55:8-11).
Dio governa tutti gli eventi in questo mondo!
Dio è sovrano su tutto! (1 Cronache 29:11-12); è perennemente all’opera portando avanti e realizzando i suoi progetti (Giovanni 5:17; Efesini 1:11).      
Dio non è uno spettatore che interviene a tratti nella nostra vita e nella creazione! 

Dio governa anche le circostanze accidentali, quelli che sembrano per caso (Proverbi 16:33), o che possano sembrare insignificanti (Matteo 10:28-30). 

Dio governa tutte le circostanze della nostra vita per questo Giacomo dice: “Dovreste dire invece: ‘Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro’”  (Giacomo 4:15). 

Quando Paolo aveva il desiderio di andare da una parte diceva: “Dio volendo” (Atti 18:21), oppure “se piace a Dio” (Romani 15:32), o “se il Signore vorrà” (1 Corinzi 4:19). 

Dio non va mai in ferie, Dio governa in ogni momento su tutta la creazione! 
Non ci sono aree dell’universo che non rientrano nella sfera del governo di Dio.

Che grande conforto siamo nelle mani di Dio! 
Adora e loda il grande Dio della Bibbia!