lunedì 4 aprile 2016

Giuda 11: Le caratteristiche dei falsi insegnanti (2).

Giuda 11: Le caratteristiche dei falsi insegnanti (2).
“Guai a loro!” (ouai autois) è un'esclamazione di dolore, terrore, lamento di fronte alla disgrazia o alla miseria (1 Samuele 4:7; 1 Re 13:30; Salmo 120:5; Proverbi 23:29; Ecclesiaste 4:10; Geremia 22:18; Matteo 24:19). 

Nell’Antico Testamento si tratta di una dichiarazione profetica di giudizio su coloro che hanno abbandonato Dio, un tipo specifico di profezia centrata sul dolore imminente che cadrà sui peccatori risoluti (Isaia 3:9,11; 5:1–30; 45: 9-10; Geremia 4:13, 31; 10:19; 13:27; 22:13–17; 23:1–4; Osea 7:13; Amos 6:1–8; Abacuc 2:6–20). 
Si tratta di una denuncia profetica e di una dichiarazione di sventura, di un’esclamazione introduttiva di minaccia profetica, un annuncio di giudizio.

Quindi “guai" sono oracoli profetici sul popolo ebraico che si è ribellato contro Dio, che ha vissuto una vita peccaminosa, e pertanto merita il giudizio divino.

Anche Gesù nei Vangeli usa la parola “guai” per rimproverare Corazin e Betsaida (Matteo11:21), e l’ipocrisia dei farisei (Matteo 23:13-36; Luca 11:42-52; cfr. Apocalisse 8:13; 12:12; 18:10, 16, 19).

Così Giuda condanna duramente i falsi insegnanti, ma la sua denuncia profetica non è senza ragione: il servo di Dio dà tre spiegazioni paragonandoli a tre esempi dell’Antico Testamento.

Per quale motivo “guai a loro”? Perché hanno seguito i peccati di Caino, Balaam e Core.
La maggior parte dei commentatori suppongono che Giuda varia le sue illustrazioni, ma ripete in gran parte le sue accuse. 
Dopo aver confrontato i falsi maestri, con tre gruppi noti di peccatori, ora li confronta con tre famosi peccatori individuali dell’Antico Testamento per sottolineare la malvagità dei falsi insegnanti che minacciano la chiesa e per avvisarli del giudizio che incombe su di loro. 
Il suo punto è chiaro: gli eretici hanno peccato e non possono sfuggire al giudizio.
La punizione è direttamente correlata ed è il risultato delle loro azioni, che sono di natura simile ai peccati dei tre personaggi citati dall’Antico Testamento.


Ma questi tre esempi servono anche a mettere in guardia la chiesa dal seguire i falsi insegnanti.
George Santayana (1863-1952), poeta americano, filosofo e critico letterario disse: "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo". 
Questo certamente è vero per i falsi maestri ai tempi di Giuda, ma anche per noi!

Giuda vuole sottolineare quanto siano pericolosi questi specifici falsi insegnati e il loro insegnamento sbagliato.

Cominciamo con il primo esempio:
I L’ESEMPIO DI CAINO.
“Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino”.

La prima ragione per cui Giuda dice che questi falsi insegnanti senza Dio sono condannati è perché le loro vite seguono l’esempio di Caino.

“Si sono incamminati” (eporeuthēsan - aoristo passivo indicativo) indica condurre se stessi, vivere, camminare, si riferisce al comportamento, allo stile di vita.
Questo verbo è usato anche nei versetti 16 e 18 sempre con un significato negativo per indicare il vivere nel peccato, o la condotta degli empi.

“Per la via” (tē hodō- dativo di modo) indica il modo come vivono, come si comportano.

Questa frase compare frequentemente nella traduzione greca dell’Antico Testamento (Settanta) come riferimento per la direzione della vita di una persona, o di condotta morale di qualcuno, buona o cattiva (Salmo 32:8; 81:13; 101:6; Proverbi 1:15; 2:13; 28:18; Isaia 2:3).

A volte è usata per seguire l‘esempio morale di qualcuno, di solito un antenato (1 Re 15:26, 34; 16: 2, 19, 26; 2 Re 8:18, 27; 16: 3, 2 Cronache 11:17; 21: 6; Ezechiele 23:31).
Questo uso si trova anche in Atti 14:16 e un'espressione simile in 2 Pietro 2:15. 

A questo punto vediamo a cosa si riferisce Giuda riguardo il comportamento di Caino.

Quando la Bibbia parla di Caino parla di vari aspetti negativi.
Ricordiamo tutti la storia di Caino e Abele riportata in Genesi.
Caino e Abele offrirono un sacrificio al Signore: Caino lavorava la terra e offrì dei frutti; Abele che era un pastore di pecore offrì i primogeniti del suo gregge e il loro grasso.
Dio guardò con favore l’offerta di Abele e non di Caino, e Caino ne fu molto irritato ed era abbattuto.
Un giorno mentre i due fratelli si trovarono nei campi, Caino uccise Abele (Genesi 4:1-9), ma prima di ucciderlo, non ha voluto seguire gli avvisi di Dio riguardo il controllare le sue cattive emozioni (Genesi 4:6-7). 
Di conseguenza, Caino ha ceduto alla sua rabbia contro il fratello Abele, lo uccise, e poi tentò di coprire l'omicidio (Genesi 4:8-10), infatti quando Dio gli chiese dove fosse il fratello, Caino rispose: “…Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?” (v.9), mostrando di essere un uomo bugiardo e indifferente ai comandamenti di Dio. 

Il primo aspetto negativo è:
A) Caino non amava Abele. 
Caino è stato il primo omicida della storia del mondo!
Caino non voleva bene suo fratello, anzi lo invidiava e preso dalla sua rabbia lo uccise. 

Le azioni di Abele erano giuste, quelle di Caino erano malvagie, Caino era del maligno, il suo odio era influenzato dal maligno.
In 1 Giovanni 3:12 in un contesto dove si parla di amarsi gli uni gli altri e quindi di non odiarsi leggiamo: “Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri.  Non come Caino, che era dal maligno, e uccise il proprio fratello. Perché l'uccise? Perché le sue opere erano malvagie e quelle di suo fratello erano giuste”.

“Uccise” (esphaxen) indica un assassino brutale!

Caino può essere visto come il tipo di uomo infedele, avido, consumato dall'odio geloso e da desideri egoistici che non ha saputo auto-controllarsi uccidendo il fratello. 

Caino consapevolmente e deliberatamente ha violato le leggi di Dio, ha agito contro gli avvertimenti di Dio, non ha ascoltato i Suoi avvisi riguardo al controllare le sue emozioni impulsive, e, infine si è lasciato andare alla rabbia e quindi ha ucciso barbaramente il fratello, Abele.

Caino uccise il fratello, così i falsi insegnanti uccidono le anime degli altri, arrecano una morte spirituale con le loro eresie e comportamento malvagio.
Oppure perseguitano i credenti, come Caino perseguitò Abele. 

I falsi insegnati non sono veramente interessate alle persone, li usano peri loro interessi! Sono egoisti! Non sono interessati veramente alla salute spirituale dei credenti!

Il secondo aspetto negativo è:
B) Caino non aveva la fede che Dio vuole.
Caino era religioso, ma è il rappresentante dell’incredulità!
Caino seguì il suo istinto cattivo e non la volontà di Dio!

Come 1 Giovanni 3:12, in Ebrei 11:4 Caino non è visto come esempio di fede, infatti noi leggiamo riguardo Abele e non Caino: “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora”.

Il sacrificio di Abele fu più eccellente di quello di Caino perché Dio richiedeva un sacrificio fatto con fede.

La fede è una risposta alla parola di Dio, ed è probabile che Dio abbia rivelato ai due fratelli la Sua volontà su come doveva essere questo sacrificio.

Abele ha portato un agnello (Genesi 4:4), questa è un‘immagine del sacrificio di Gesù Cristo, senza spargimento di sangue non c'è perdono dice Ebrei 9:22, ma Caino ha portato i frutti della terra (Genesi 4:3), un prodotto delle sue opere. 
Dio ha respinto l’offerta di Caino che irritato uccise il fratello.

Abele con il suo sacrificio ha mostrato di essere un uomo di fede, giusto, Caino invece no!
Senza fede è impossibile piacere a Dio (Ebrei 11:6), e poi è scritto in Proverbi 15:8: "Il sacrificio degli empi è in abominio al Signore, ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita".

Abele ha mostrato la fede e il fatto che era giusto, Caino, invece no!
Abele ha mostrato di essere un uomo obbediente a Dio, Caino un uomo disobbediente!

Le azioni di Caino erano l'inevitabile risultato della sua mancanza di fede. 
La mancanza di fede l’aveva portato a una mancanza di amore per suo fratello, a una grande invidia o gelosia, rabbia e infine l'omicidio. 

Caino era cinico, è stato considerato come un materialista che non credeva né in Dio, né a un ordine morale e di conseguenza faceva quello che gli piaceva fare!

Così, Giuda accusa i suoi avversari di sfidare Dio e di negare l'ordine morale!

In conclusione Caino dagli ebrei è visto come un modello negativo per la razza umana di pratiche malvagie, lo storico Giuseppe Flavio scriveva: “Divenne loro il loro istruttore nelle pratiche malvagie”.

Michael Green riguardo Caino scrive: “Egli rappresenta il carattere cinico, materialistico, che sfida Dio e disprezza l’uomo. È privo di fede e amore. Come tale è il prototipo degli uomini con cui ha a che fare Giuda. Ma Caino viene scelto per un’altra ragione: egli, secondo i rabbini, corruppe la razza degli uomini”.

Caino è il prototipo dei falsi insegnati, rappresenta un modello negativo di peccatore e insegnante per loro di pratiche malvagie: non amano veramente i fratelli, ricercano invece i loro interessi e li portano lontano dalla verità di Dio portando morte spirituale.
I falsi insegnanti sono per i veri credenti ciò che Caino fu per Abele!

Infine vediamo:
C) Caino è stato giudicato.
In Genesi 4:12-16 vediamo che Dio punisce Caino, sarà maledetto, è scacciato dalla terra dove ha ucciso il fratello e quando coltiverà, il suolo non gli darà frutti, sarà vagabondo e fuggiasco.
Ma la cosa triste che vediamo è: Caino non fece nulla per ristabilire il rapporto con Dio, non si pentì ed è scritto che si allontanò dalla presenza del Signore (v. 16). 

Caino era considerato guida e maestro degli uomini che si ribellano a Dio, che si abbandonano al peccato e sono destinati all’eterna rovina!
I falsi insegnanti saranno puniti!
Incamminarsi per la via di Caino significa condividere il suo giudizio!

Caino non era convertito. 
Caino può essere l’immagine oggi di un insegnante, o responsabile di chiesa che è istruito, come i falsi insegnanti che accusa Giuda, ma senza avere una vera fede.

Ma Caino può essere l’immagine di coloro che si dicono credenti e vogliono avvicinarsi a Dio a modo loro, ebbene questi non sono graditi a Dio!

Facciamo attenzione a queste persone perché ci portano fuori strada, fuori dalle vie del Signore e alla rovina eterna!
La fede e l'amore sono i grandi segni della vita spirituale di un vero credente. 
Paolo ci dice che l'unica cosa che conta davvero di una persona è la fede che si esprime attraverso l'amore (Galati 5:6).

Se hai vera fede lo esprimerai con l’amore!

Passiamo ora al secondo esempio negativo che seguono i falsi insegnanti:
II L’ESEMPIO DI BALAAM.
“E per amor di lucro si sono gettati nei traviamenti di Balaam”.

I falsi insegnanti vengono paragonati a Balaam: amano il lucro.
“Per amor di lucro” (misthou- gentitivo di prezzo) si riferisce alla retribuzione, al guadagno, alla ricompensa, al profitto, al salario (Matteo 20:8; Luca 10:17; 1 Timoteo 5:18; 2 Pietro 2:15).
Il senso è al fine di ottenere i soldi, o al fine di arricchire se stessi.

“Si sono gettati” (exechuthēsan-aoristo passivo indicativo) indica darsi totalmente in impegno, dare se stessi fino a, dedicarsi, devozione
Il senso è immergersi, buttarsi a capo fitto, abbandonarsi, sguazzare, è quella di immersione totale in un movimento.
L’immagine è uno che si abbandona totalmente in qualche attività, in questo caso al lucro.

“Nei traviamenti” (tē planē- dativo di sfera)  indica la sfera dove avviene l’azione, quindi che questi falsi insegnanti si comportano come Balaam.

“Traviamenti” (planē) è errore, vagare quà e là, smarrirsi, sviarsi dalla retta via. 
Il concetto di “errore" tende ad attirare l'attenzione su scelte sbagliate (Proverbi 14: 8; Geremia 23:17).

L’errore" di Balaam non era un semplice smarrimento accidentale dal percorso, ma un abbandono deliberato di ciò che sapeva essere la volontà di Dio.

Nel Nuovo Testamento metaforicamente è allontanarsi mentalmente, avere un’opinione sbagliata rispetto alla morale o alla religione, convinzioni ingannevoli (Efesini 4:14; 1 Tessalonicesi 2:3; 2 Tessalonicesi 2:11; 2 Pietro 2:18; 3:17; 1 Giovanni 4:6).

Per esempio, Pietro avverte i credenti riguardo i falsi insegnati in 2 Pietro 3:17 leggiamo: “Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza”.

Sapendo che ci saranno falsi insegnanti che stravolgeranno e distorceranno le Scritture (2 Pietro 3:16), Pietro esorta i credenti a stare in guardia per non essere trascinati dall’errore (i traviamenti) degli scellerati (athesmōn), cioè da uomini senza legge, senza scrupoli.
Prestando attenzione ai falsi insegnati si corre il rischio di farsi sviare dalla verità (cfr. 2 Timoteo 2:14-18; Tito 1:10-16). 
  
I falsi insegnanti, come Balaam ingannano la chiesa, incoraggiano a peccare, all’immoralità.
I falsi insegnanti peccano, commettono lo stesso errore di Balaam.
A quale errore o errori si riferisce Giuda riguardo a Balaam?

A) Balaam era avido.
Balaam praticava la magia e la divinazione (Numeri 24:1; Giosuè 13:22), era avido, questo lo vediamo in Numeri quando il re di Moab, Balac lo assoldò per maledire Israele, infatti è scritto ripetutamente che gli fu promesso una ricompensa se avesse maledetto il popolo di Dio, Israele (Numeri 22:7,18,37; 24:11; Neemia 13:1-2).

Ma Dio mutò la maledizione in benedizione (Numeri 22-24; Deuteronomio 23:5-6; Giosuè 24:9-10; Neemia 13:1-2). 
Se non fosse stato per l’impedimento del Signore di maledire il popolo d’Israele, Balaam ci sarebbe riuscito per la sua avidità.

In 2 Pietro 2:15-16, parlando dei falsi insegnanti è scritto: “ Lasciata la strada diritta, si sono smarriti seguendo la via di Balaam, figlio di Beor, che amò un salario di iniquità,  ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un'asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta”.

La “strada diritta” è una metafora dell’Antico Testamento per indicare l’ubbidienza a Dio (1 Samuele 12:33; Esdra 8:21; Atti 13:10).

Balaam è il classico esempio di falso insegnante che cede ai compromessi e presta le sue conoscenze, o i suoi servizi a chi lo paga, in questo caso al re pagano moabita Balac, preferendo le ricchezze e l’onore degli uomini all’ubbidienza a Dio!
Balaam non amava Dio e il suo popolo, ma il denaro, e perché amava il denaro, ha venduto Israele al re di Moab, di conseguenza, Pietro rivela che Balaam “amò un salario d'iniquità”. 

Quindi Balaam è il prototipo, o il modello dell’avido.

Gli eretici che accusa Giuda agiscono per avidità! 
Essi si diedero completamente al tipo di inganno che Balaam ha praticata per i soldi, insegnavano al fine di fare soldi, ma allo stesso tempo si sono auto-ingannati perché hanno creduto al loro errore.
Questi mercenari, falsi pastori, non amano le pecore, i credenti (cfr. Giovanni 10:12-13); il loro vero amore è il denaro!

Il Nuovo Testamento mette in guardia dal predicare per cupidigia (1 Pietro 5:2; 1 Timoteo 3:3) e ai falsi insegnanti li rimprovera di avidità (2 Corinzi 12:14-18; 2 Timoteo 3:6; Tito 1:11; 2 Pietro 2: 2-3,14).
A differenza di veri pastori di Dio (Cfr. 1 Timoteo 3:3; Tito 1:7; 1 Pietro 5:2), questi mercenari seguono l'errore di Balaam, correndo a capofitto nell'avidità.

Quindi i servitori del Signore, i predicatori, i pastori, gli anziani devono guardarsi dal servire il Signore Gesù per soldi!

E i membri di chiesa devono stare attenti agli insegnanti avidi di soldi!

B) Balaam era colpevole del culto idolatra e della fornicazione d’Israele. 
Numeri 25 racconta che gli uomini d’Israele cominciarono a fornicare con le donne di Moab e così invitarono il popolo d’Israele ai sacrifici ai loro déi e mangiarono e si prostrarono davanti a loro (Numeri 25:1-3).
Come risultato ventiquattromila d’Israele morirono per il giudizio di Dio (Numeri 25: 9).

In Numeri 31:16 leggiamo: “Ecco, sono esse che, per suggerimento di Balaam, trascinarono i figli d'Israele all'infedeltà verso il SIGNORE, nel fatto di Peor, per cui il flagello scoppiò nella comunità del SIGNORE”.

Così anche in Apocalisse 2:14 è scritto: “ Ma ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d'Israele, inducendoli a mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare”.

Balaam ha escogitato un piano malefico, ha suggerito le donne madianite di indurre gli uomini d’Israele all’idolatria e alla fornicazione, quindi ad allontanarsi dal Signore!
Questo era un modo per ottenere una vittoria sugli israeliti.

Egli non solo consapevolmente si ribella a Dio; ma incoraggia gli altri a fare altrettanto, ha insegnato agli altri a peccare.
La sua influenza ha portato a un comportamento immorale gli Israeliti a Baal-Peor e ha condotto Israele ad adorare falsi divinità.

Balaam, poi morirà nel corso di una battaglia contro Israele (Numeri 31:1-8).

Come Balaam, i falsi insegnanti sono accusati degli stessi peccati di seduzione riguardo l’idolatria e la fornicazione (cfr. vv. 4, 8, 16, 18, 23). 

Così Giuda sta accusando i falsi insegnanti che hanno lasciato la via della giustizia per il loro guadagno e di indurre gli altri a peccare sessualmente (vv.4, 7, 8).
Peccare per amore di guadagno è male; ma lo è ancora di più insegnare a un altro a peccare!

Come Balaam ha cercato la distruzione di Israele, così questi falsi insegnanti senza Dio desiderano la rovina del popolo di Dio.

I falsi insegnanti vivono e agiscono come Balaam: avidi, bestemmiatori, immorali e astuti seduttori.

Infine un altro esempio negativo che seguono i falsi insegnanti è:
III L’ESEMPIO DI CORE.
“E sono periti per la ribellione di Core”.

Giuda, ancora una volta, si aspetta che i suoi lettori conoscano e capiscano la narrazione e gli insegnamenti dell’Antico Testamento.

Chi era Core e a quale vicenda si riferisce Giuda?
Giuda ricorda la ribellione di Core, forse per invidia e desideroso, avido di potere, contro Mosè e Aronne, i responsabili del popolo d’Israele nominati da Dio.

Al capitolo 16 di Numeri è narrata la vicenda di Core che insieme a Datan, Abiram, e On tutti e tre della tribù di Ruben, si ribellarono contro Mosè e Aronne, capi d’Israele contestandone la loro autorità che proveniva dal Signore (Numeri 16:1-3), radunatisi contro Mosè e Aronne dissero: “Tutta la comunità, tutti, dal primo all'ultimo, sono santi, e il SIGNORE è in mezzo a loro; perché dunque vi mettete al di sopra dell'assemblea del SIGNORE?”

Di conseguenza furono annientati per punizione da Dio insieme alle loro famiglie, i morti furono più di duecentocinquanta (Numeri 16:32-35).

Core molto probabilmente è nominato per ultimo perché la sua morte è stata fortemente drammatica ed esemplare, infatti la terra si spalancò e li ingoiò con le loro famiglie (non tutti, Numeri 26:11).
Scesero vivi nella tomba, con tutto ciò che possedevano; la terra si richiuse su di loro, ed essi perirono!

Poi un fuoco uscì dalla presenza del Signore e divorò duecentocinquanta uomini che offrivano l’incenso, ribelli e complici di Core.

Il peccato di Core e il giudizio drammatico che lui e i suoi seguaci ebbero, vengono ricordate nuovamente in Numeri (26: 9-11; 27: 3) e altrove (Salmo 106:16-18).

Quindi noi vediamo: 
A) La punizione.
“E sono periti” (apōlonto – aoristo medio indicativo) significa annientare, distruggere, andare perduto, morire, rovina.

Perire ha una connotazione fisica, morire fisicamente (Matteo 26:52; 27:20; Atti 5:37), ma anche di eterna rovina, spirituale, l’inferno (Matteo 10:28; 21:41; Marco 1:24; Luca 4:34; Giovanni 3:15-16; Romani 14:15; Giacomo 4:12).

Come Core e i suoi sostenitori, i falsi insegnanti e tutti i ribelli finiranno per sperimentare l'ira di Dio (cfr. Marco 3:29; Giovanni 15:6; Ebrei 10:26-31; Apocalisse 20:10-15).

Secondo gli studiosi il tempo del verbo (aoristo) implica che la loro rovina, perdizione è già stabilita, decisa, è certa e definitiva! E verrà confermata nel giorno del giudizio finale di Dio (Matteo 25:31-46; 2 Tessalonicesi 1:6-10; Ebrei 9:27; Apocalisse 20:11-15).
Il loro destino è già una certezza, il loro giudizio è sicuro.

Questo è sicuro anche per i falsi insegnanti! Come anche per coloro che non appartengono a Gesù Cristo, che non sono salvati, che non hanno mai creduto e non si sono mai pentiti sinceramente! (Giovanni 3:16-19; Atti 3:19).

In secondo luogo vediamo:
B) La motivazione della punizione: la ribellione.
“Per la ribellione” (tē antilogia- dativo di sfera) implica essere incluso in questo comportamento e destino.

“Ribellione” (antilogia) indica opposizione, rivolta (Proverbi 17:11; Ebrei 12:3).
La ribellione di Core e dei suoi seguaci è stata un’insubordinazione blasfema contro l'autorità legittima, è la ribellione contro l’autorità stabilita da Dio!

La decisione di Dio di dare autorità a Mosè e ad Aronne, è stata una decisione che Core e gli altri non erano disposti ad accettare.
Core ha voluto esercitare per avidità, una funzione che non avevano il diritto di esercitare (cfr. Numeri 16:9-14); e, quando lo hanno fatto, perirono terribilmente con tutti i suoi compagni ribelli. 

La loro morte drammatica doveva servire come monito a non ribellarsi contro Dio (Numeri 26:9-10).
Core sta per coloro che rifiutano di accettare l'autorità e desiderano o vogliono raggiungere posizioni, o cose che non hanno alcun diritto di avere. 

Nella tradizione ebraica Core è diventato il classico esempio di eretico antinomiano, cioè contro la legge di Dio, ma anche di scismatico.

Core è uno scismatico e può essere ricordato come quello che ha causato conflitti e divisioni all'interno di Israele contro Mosè e Aronne davanti al Signore.

Su queste riflessioni Giuda potrebbe individuare in Core la figura di questi falsi insegnanti: sono già perduti perché si sono ribellati orgogliosamente contro Dio- ai suoi decreti, leggi, responsabili delle comunità cristiane che erano stati costituiti rifiutando la loro autorità (era un problema nella chiesa primitiva 2 Timoteo 3:1-9; 3 Giovanni 9-10) - e bramavano una posizione alta all’interno delle chiese che non avevano alcun diritto di occupare rischiando così di spaccare le chiese.

Oppure rifiutavano l’autorità legittima apostolica e il loro insegnamento preferendo la propria strada alla via di Dio, e quindi anche il fatto che creano sedizioni, come anche che stravolgono l’insegnamento della verità (v. 4).

Dobbiamo ricordare che la decisone di seguire il nostro orgoglio e la strada che c’indica può avere conseguenze disastrose per la nostra vita!
Purtroppo oggi molte chiese sono dilaniate da persone che pretendono di avere una posizione che non hanno alcun diritto di avere e che hanno altri ribellandosi così alla volontà di Dio!

Gesù c’insegna a non ricercare posizioni di prestigio (Marco 10: 35-45), e Paolo c’incoraggia a seguire il Suo esempio, di servire gli altri (Filippesi 2:1-9; Galati 5:13-15).

CONCLUSIONE.
Noi vediamo ancora in questi versetti le caratteristiche dei falsi insegnanti, questi seguono l’esempio negativo di Caino, Balaam e Core.
I tre hanno in comune l’avidità, desideravano ardentemente, o eccessivamente in modi diversi qualcosa.

Ma in modo specifico riepiloghiamo i loro peccati.
Da Caino non dobbiamo imparare la mancanza di amore, non dobbiamo essere avidi, invidiosi ed egoisti.
C’insegna anche che non possiamo piacere a Dio a modo nostro, non saremo accettati da Lui.

Da Balaam non dobbiamo imparare a essere avidi, idolatri, fornicatori e nemmeno dobbiamo insegnarlo.

Da Core non dobbiamo imparare a essere avidi di potere, ribelli all’autorità e a non creare divisioni.

Giuda ha fatto tre esempi negativi che i falsi insegnati seguivano, la mia domanda è: tu sei un buon o cattivo esempio da seguire? 

Noi dobbiamo considera la fine che hanno fatto questi tre esempi negativi, sono andati alla rovina:
Caino fu esiliato e Balaam morirono nel contesto di una battaglia, e il destino di Core fu pubblico e drammatico quando fu inghiottito vivo dalla terra, e così questi falsi insegnanti e color che seguono il loro cattivo esempio saranno puniti, andranno all’inferno se non credono veramente in Gesù Cristo e non si pentono! 
All’inferno ci sarà il tormento, la sofferenza eterna! E non ci sarà una seconda possibilità di salvezza! (Matteo 25:41; Marco 9:43, 48; Luca16:22–24; Giuda 7; Apocalisse 14:9 – 11).
Non possiamo criticare Dio riguardo le sue punizioni perché è un giusto giudice! (Romani 2:2; 2 Tessalonicesi 1:6).