martedì 1 dicembre 2015

Gioia (Galati 5:22).

Gioia (Galati 5:22).
La gioia è il risultato dello Spirito Santo (cfr. Romani 14:17; 15:13; cfr. Neemia 12:43; Giobbe 8:21; Ecclesiaste 2:26).

La gioia è un segno distintivo del cristiano (Atti 13:52; Romani 12:12), una caratteristica del regno di Dio (Romani 14:17). 

Dio si aspetta che noi siamo gioiosi! 
La nostra gioia è radicata nel riconoscimento della nostra posizione davanti a Dio in Cristo Gesù, quindi della nostra salvezza dai peccati (Matteo 1:21; Romani 6), dall’ira di Dio (Romani 5:1-2,9-11), la liberazione dal diavolo (Atti 26:18).
La consapevolezza di questa realtà suscita in modo efficace e sostiene la gioia nei cuori di coloro che appartengono a Cristo.


In questa predicazione vediamo la ricerca, il riferimento e la resistenza riguardo la gioia.
I LA RICERCA. 
Filippesi 4:4: “Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi”. (cfr. Filippesi 3:1).
Il tema della gioia è particolarmente evidente in Filippesi (Filippesi 1:4, 18, 25; 2:2, 17, 18, 28, 29, 3:1; 4:1, 4, 10).
Paolo esorta la chiesa di Filippi a rallegrasi sempre (cfr. 1 Tessalonicesi 5:16)
Eppure la chiesa di Filippi si trovava nel dubbio, nella paura e nella sofferenza (Filippesi 1:28-29), in mezzo a una generazione storta e perversa (Filippesi 2:15).

Così è stato anche per Paolo, q1uando fu imprigionato a Filippi (Filippesi 1:30; cfr. Atti 16:25), e lo è ancora nel presente, infatti, si trova in prigione a Roma mentre scrive queste parole (Filippesi 1:7,13-14).

Paolo ripete due volte di rallegrarsi per dare enfasi, indica che è una cosa importante, anche a dispetto delle loro difficoltà dovrebbero rallegrarsi nel Signore.

Il senso è: “L'ho detto una volta e lo ripeto ancora, rallegratevi!”. 
L'esortazione si ripete perché sembra irragionevole, serve per togliere ogni scusa per coloro che potrebbero dire, o chiedersi: “ Come possiamo gioire nelle afflizioni?” 

È facile scoraggiarsi quando ci sono circostanze spiacevoli, ma le circostanze difficili di Paolo e i pericoli che devono affrontare i Filippesi non possono essere giustificazioni per non gioire. 
Le circostanze non devono influenzare la condizione del cuore e della mente, un cristiano può essere gioioso anche quando tutto è buio e squallido!

Non importa quale circostanza stiamo vivendo, noi dobbiamo sempre gioire nel Signore!
Le nostre circostanze cambiano di volta in volta, e sappiamo che è facile essere contenti quando stiamo godendo di buona salute e avere un buon conto in banca. Tuttavia, non è così semplice gioire quando abbiamo problemi di salute, o problemi economici, o altri tipi di problemi.
Ma la gioia cristiana non dipende dalle nostre circostanze che cambiano!
Le circostanze di questa vita ci possono deprimere, come anche l’incertezza del futuro perché non sappiamo cosa ci aspetta dietro l'angolo.
I nostri atteggiamenti interiori non devono riflettere le circostanze esteriori!

Paolo non si riferisce al tipo di felicità superficiale che si manifesta solo quando le cose vanno bene, ma a una gioia che non dipende da circostanze mutevoli, una gioia che dipende dall’immutabile Signore.

Infatti vediamo: 
II IL RIFERIMENTO.
Filippesi 4:4: “Rallegratevi sempre nel Signore”.
Il catechismo minore di Westminister alla domanda “Qual è lo scopo primario dell’uomo risponde: lo scopo primario dell’uomo è glorificare Dio e gioire in lui per sempre”.

Siamo chiamati a rallegrarci nel Signore, a rimanere concentrati nella sua persona.
Noi cristiani, nati di nuovo (Giovanni 3:3-5) per volontà di Dio, abbiamo un rapporto con il Signore: siamo Suoi figli (Giovanni 1:12-13), Suoi servi (1 Pietro 2:16), parte del Suo popolo (1 Pietro 2:9), quindi si prende cura di noi (1 Pietro 5:6-7), e non ci abbandona mai, il Signore è sempre con noi (Isaia 46:4; Ebrei 13:5).

Quindi il nostro rapporto con il Signore è così centrale e determinante nella nostra vita che tutti gli altri fattori non possono scuotere la nostra gioia nel Signore. 
I cristiani non possono mai perdere la loro gioia perché non possono mai perdere il Signore.

Noi gioiamo per il Suo:
A) Carattere.
Se noi pensiamo che Dio è giusto, fedele (Deuteronomio 32:4); saggio (Romani 16:27); sovrano (1 Cronache 29:11-12);  amore (1 Giovanni 4:8); immutabile (Malachia 3:6), onnisciente, onnipresente e onnipotente (Salmo 139), eccetera non possiamo fare altro che gioire in Lui! 
Qualsiasi circostanza stiamo vivendo dobbiamo ricordare chi è Dio!
Perché ci fidiamo di Dio, possiamo mantenere questa gioia. 
La gioia nasce, o esce dalla consapevolezza che Dio è la nostra parte e la nostra eredità; pertanto, siamo completi in Lui (Salmo 73:25-28).

Noi gioiamo per le Sue:
B) Azioni.
Dio farà cooperare tutte le cose al bene secondo il suo disegno.
In Romani 8:28 è scritto: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.
Dal momento che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio, è evidente che i credenti possono gioire, anche per le circostanze più dolorose (Atti 16:25; 2 Corinzi 6:10; 12:9; Giacomo 1:2-3). 

Dio non sbaglia mai e mai sbaglierà in quello che fa’, è impossibile a causa della Sua natura, del Suo carattere perfetto!

La gioia è riposo con una sottomissione tranquilla in Dio, il quale ha promesso che non ci lascerà e non ci abbandonerà mai (Ebrei 13: 5).

Noi gioiamo per i Suoi:
C) Progetti.
(1) In questa vita.
Come le sue azioni, i progetti di Dio sono giusti e saggi!
Dio nella sua saggezza ha i progetti migliori e usa i mezzi migliori per realizzarli.
Dio ci ama e farà solo per noi ciò che è meglio!
In Romani 8:28-29 leggiamo: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli”. ( cfr. Geremia 32:41).

Dio ha progetti positivi per il suo popolo!
Dio nella sua provvidenza guida e controlla tutti gli eventi e tutte le circostanze secondo il suo disegno nell’essere all’immagine del Figlio Suo.

“ Cooperano” (sunergei) indica che “lavorano insieme”.
Quindi sia le gioie e le sofferenze, sia le cose favorevoli e sia le cose più avverse, quelle che ci sembrano dannose sono per il nostro bene secondo il disegno di Dio.

“Bene” (agathon) indica un alto standard di qualità, implica beneficio, vantaggio, utilità. 
Questo è in riferimento sia in questa vita come in quella avvenire.

“Disegno” (prothesin) si riferisce al disegno di salvezza, all’elezione e quindi all’immagine, del Figlio Suo. 

“Immagine” (eikonos) indica la santificazione progressiva su questa terra, assomigliare a Gesù nel carattere (Colossesi 3:9-10; 2 Corinzi 3:18).
Quindi, Dio usa tutte le circostanze per modellarci come a Cristo! (Giacomo 1:3-4).

Ma “immagine” indica anche la glorificazione finale in cielo e la nostra piena conformità all’immagine del Cristo glorificato (Filippesi 3:21; 1 Giovanni 3:2; 1 Corinzi 15:49).

Quindi il progetto di Dio è anche:
(2) Nell’aldilà.
Il progetto di Dio e quindi la nostra gioia, si riferisce alla salvezza, alla salvezza dai peccati e quindi essere alla presenza di Dio.
La gioia è un assaggio di quello che sarà quando il cristiano sarà alla presenza di Dio, nella beatitudine per sempre.

La gioia della salvezza è una cosa molto preziosa, è qualcosa da celebrare e godere. 
Sapere che i nostri peccati sono stati perdonati e che non incapperemo sotto l’ira di Dio, questo stimola la gioia. 

La gioia dovrebbe caratterizzare coloro che dicono di essere cristiani!
Essere cristiani senza gioia è una contraddizione alla verità della redenzione!

È una contraddizione per un cristiano che professa di essere un figlio del solo e unico Dio, che ha creato l'universo e che governa per la Sua gloria e per il bene del suo popolo che ha salvato, avere un viso cupo. 
Come dice John W. Sanderson: " È ateismo pratico, perché ignora Dio e le sue caratteristiche".

Se Cristo è venuto per darci la vita, una vita abbondante (Giovanni 10:10), se lo Spirito Santo è all'opera in noi, allora è una contraddizione che non siamo gioiosi! 
Certo, alcune persone sono più gioiose di altre, ma ogni cristiano indipendentemente dal temperamento personale deve essere gioioso. 

La gioia, non è quella di questo mondo, una gioia che è superficiale e non riesce a soddisfare le esigenze più profonde dell'anima, ma è una "gioia ineffabile e gloriosa" in Dio per quello che ha operato e opera per noi, per quello che abbiamo in Lui benché non lo vediamo (1 Pietro 1: 8).

Nel Salmo 126:1-3 leggiamo: “Quando il SIGNORE fece tornare i reduci di Sion, ci sembrava di sognare.  Allora spuntarono sorrisi sulle nostre labbra e canti di gioia sulle nostre lingue. Allora si diceva tra le nazioni: ‘Il SIGNORE ha fatto cose grandi per loro’.  Il SIGNORE ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia”.

In questo salmo vediamo che la causa della gioia è: coloro che erano in esilio, in schiavitù, sono ora ritornati in patria, si tratta probabilmente dell’esilio babilonese.
Quindi la gioia è per la liberazione dall’oppressione straniera.

Questo salmo inizia con un riconoscimento che Dio che ha fatto qualcosa di meraviglioso, di grande per loro ed è emozionante contemplare. 
Questo è stato come un sogno che si avvera; una brusca inversione della dura realtà della loro angoscia che ora non c’è più.
Dio aveva adempiuto il desiderio dei loro cuori ed essi sorridevano e cantavano canti di gioia.

Così anche i cristiani possono gioire nel considerare la meravigliosa opera redentrice di Cristo e il loro nuovo status in Gesù. 
La fonte della nostra gioia e la causa della nostra soddisfazione è legata a ciò che Dio ha fatto per noi in Cristo! 
Non potremo mai gioire profondamente fino a che non apprezziamo il vero valore di ciò che Dio ha fatto per noi nella redenzione.
La gioia della salvezza è la gioia di conoscere peccati perdonati, è qui che ha inizio la gioia; la vera gioia non può essere sperimentato senza questa comprensione di salvezza.
In Luca 10:17-20 è scritto: “Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: ‘Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome’.  Ed egli disse loro: ‘Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore.  Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.  Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli’”.

In ritorno dalla missione che gli aveva affidato Gesù, i settanta discepoli ritornarono pieni di gioia, il motivo era perché i demoni gli erano sottoposti per il nome, quindi l’autorità di Gesù.
Ma Gesù dice loro che non si devono rallegrare perché gli spiriti gli sono sottoposti, ma perché i loro nomi sono scritti nei cieli.

Il successo nel ministero viene e va, ma i nostri nomi sono scritti nei cieli per sempre. Le circostanze della vita: i successi e le cadute vanno e vengono, ma la certezza di essere con Cristo uno giorno non cambia mai. 

I nomi scritti nei cieli significa che c'è un posto assicurato nel regno di Dio per loro, quindi per tutti i veri cristiani!
I discepoli sono personalmente conosciuti da Dio e la vita eterna alla sua presenza è certa. 
Il potere del maligno non può rimuovere la loro posizione sicura davanti a Dio.

Quindi i discepoli di tutte le generazioni, possono gioire in questa importante verità. 

III LA RESISTENZA.
Ci sono degli ostacoli alla gioia: il peccato, il confidare in altre cose, ma non in Dio, la disciplina del Signore, le prove.

Per non perdere la gioia:
A) Dobbiamo resistere al peccato.
Dobbiamo essere attenti a non rattristare lo Spirito Santo con il nostro comportamento peccaminoso (Efesini 4:30), e a non spegnerlo con la nostra incredulità ostacolando il Suo ministero (1 Tessalonicesi 5:19). 

La gioia si fonda su Dio e deriva da lui, viene dall’ armonia del nostro cuore con quello di Dio, la gioia è il risultato della nostra sottomissione a Dio (Galati 5:16). 

Quindi il peccato e la mancanza di sottomissione è uno degli ostacoli più comuni alla gioia.

La gioia cristiana è essenzialmente il godimento di Dio, frutto della comunione con Lui. Il peccato rompe la comunione e il godimento della Sua presenza com’è avvenuto a Davide quando peccò di adulterio (Isaia 59:1-2; Salmo 32:3-4; 51:12). 

Quando non sperimentiamo la gioia, dobbiamo esaminare i nostri cuori e le nostre vite. Dobbiamo chiederci: “Stiamo facendo o abbiamo fatto qualcosa che dispiace a Dio che dobbiamo confessare e abbandonare? 
Stiamo avendo qualche atteggiamento di peccato, come invidia, o rancore, o uno spirito critico e spietato? 
Sto ostacolando il ministero dello Spirito Santo? 
Se il peccato, o la ribellione ha il controllo nel nostro cuore, vuol dire che non avremo la gioia del Signore!

Per non perdere la gioia:
B) Dobbiamo resistere a non confidare in altri, o in altre cose, e non in Dio.
Un altro ostacolo alla gioia è la fiducia mal riposta. 
Noi non dobbiamo confidare in noi stessi (Marco 8:34-35), o nelle nostre opere, nel successo (Filippesi 3:1-9), nei nostri averi, ma in Dio (1 Timoteo 6:17).
Tutto questo non ci dà la gioia, la gioia è nel Signore!

Per non perdere la gioia: 
C) Dobbiamo resistere quando siamo disciplinati dal Signore.
La correzione, o disciplina del Signore ai Suoi figli può soffocare la gioia nella nostra vita.
In Ebrei 12:11 è scritto: “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa”. (Salmo 119:71).

La disciplina non è mai un'esperienza gioiosa, è dolorosa, se fosse piacevole, non avrebbe molto efficacia. 

Come figli di Dio dobbiamo pensare che per sua stessa natura, la disciplina è sgradevole da gestire e sopportare, ma come sopportiamo la medicina, la chirurgia, e altri trattamenti per stare meglio, così dobbiamo sopportare la correzione del Signore, nostro Padre celeste, per la nostra crescita spirituale.

Ci sono aspetti del nostro carattere da modellare che possono esserlo solo con la sofferenza!

Inoltre dobbiamo pensare che Dio è motivato dall’amore come dice Ebrei 12:4-8: “ Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato, e avete dimenticato l'esortazione rivolta a voi come a figli: ‘Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso; perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli’.  Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?  Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli”.

La disciplina rende il dolore utile: produce un frutto di giustizia e di pace, quindi rafforza la nostra fede e il nostro carattere secondo la volontà di Dio, possiamo cominciare a condividere la vita e il carattere santo di Dio, qui e ora.

Per non perdere la gioia:
D) Dobbiamo resistere quando siamo provati.
La gioia nel Signore non dipende dalle circostanze negative, dai problemi, o dalla sofferenza. 

Perché la sua origine non è umana, ma divina, la gioia cristiana rimane nonostante le prove.

La gioia cristiana è tale che non è sottomessa dai problemi, dalle prove della vita. 
Lo Spirito Santo non ci chiederà di fare qualcosa senza che ci fornisca la grazia soprannaturale necessaria per affrontare con forza tali circostanze. 
Così possiamo credere che la gioia è possibile in tutte le situazioni!!

In Abacuc 3:16-18 leggiamo: “Ho udito e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quel rumore; un tarlo mi entra nelle ossa, io tremo a ogni passo; aspetto in silenzio il giorno dell'angoscia, quando il nemico marcerà contro il popolo per assalirlo.  Infatti il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo verrà meno, i campi non daranno più cibo, le greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saranno più buoi nelle stalle;  ma io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza”.

Paolo in 2 Corinzi 7:4 afferma: “Grande è la franchezza che uso con voi e molto ho da vantarmi di voi; sono pieno di consolazione, sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione”. ( vedi anche Atti 5:41; 2 Corinzi 6:10;8:2; 1 Tessalonicesi 1:6; 5:16).

Giacomo 1:2-4 dice: “Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.  E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti”.

Nella Sua infinita saggezza, Dio permette le prove, al fine di sviluppare la costanza in noi e ci inducono a guardare alla nostra speranza di gloria in cielo (per esempio Romani 8:17-18; 2 Corinzi 4:16-18).

Le prove possono essere sotto varie forme: problemi di salute, problemi finanziari, la critica e il rifiuto, la persecuzione, eccetera.
Qualunque sia la forma, la prova è destinata a rafforzare il nostro carattere (Romani 8:28-29).

Un atleta senza sofferenza non vincerà, per esempio un sollevatore di pesi deve sopportare la fatica e la sofferenza affinché aumenti la sua forza, affinché i suoi muscoli siano in grado di sollevare i pesi.
Il nostro carattere cresce e si rafforza grazie anche alle prove!

CONCLUSIONE.
La gioia nel Signore è gradita a Lui, quando gioiamo Dio è compiaciuto (Romani 14:17-18).
Inoltre la gioia del Signore è la nostra forza dice Neemia 8:10.
Il cristiano è gioioso ed è chiamato continuamente a crescere nella gioia. 
La gioia ha bisogno di essere nutrita e mantenuta.
Come abbiamo detto la gioia è il frutto dello Spirito Santo, ma lo Spirito Santo usa diversi mezzi per darci gioia.

Dobbiamo guardare a Dio e applicare tutti i mezzi che lo Spirito Santo ci dà per gioire nel Signore sempre.

In primo luogo lo Spirito Santo usa: 
1) La Parola di Dio.
Lo Spirito Santo usa la Bibbia per creare la gioia nei nostri cuori. 
È scritto nel Salmo 19:8: “I precetti del Signore sono giusti rallegrano il cuore” (Salmo 119:14,103,111).

Lo Spirito Santo usa:
2) La preghiera.
Paolo pregava per la chiesa di Roma per questo soggetto, in Romani 15:13 è scritto: “Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo”.

Oltre a questi mezzi per la gioia noi dobbiamo: 
3) Confessare e abbandonare il peccato.
A volte la mancanza di gioia è dovuta al peccato; Davide c’insegna a confessare e abbandonare il peccato (Salmo 32; 51). 
Sembra incredibile che, nonostante i ripetuti peccati, se li confessiamo, Dio è fedele e giusto da perdonarci da ogni peccato (1 Giovanni 1:8-10). 
La continua fedeltà di Dio nel perdonare e ripristinare la sua comunione è una fonte di gioia com’è stato per Davide.
Noi dobbiamo avere:
4) Fiducia e ringraziare sempre Dio.
Sapendo che Dio e che farà cooperare tutto per il nostro bene, noi dobbiamo fidarci di Lui e ringraziarlo sempre (1 Tessalonicesi 5:18), anche nei momenti difficili, questo ci darà gioia.

Infine noi dobbiamo:
5) Guardare sempre alla certezza della salvezza dai peccati che abbiamo in Gesù Cristo.
Un altro aiuto per la gioia è, considerare la salvezza eterna, la vita eterna (Giovanni 3:16,36) che abbiamo in Cristo e che mai perderemo (Giovanni 10:28-30; Filippesi 1:6; 1 Pietro 1:3-9; Romani 5:2).

“Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi” (Filippesi 4:4).