Giacomo 5:1-3. Un ammonimento severo per tutti.

Giacomo 5:1-3. Un ammonimento severo per tutti.
Bertha Adams aveva settantuno anni quando morì. È morta da sola a West Palm Beach, in Florida, la domenica di Pasqua del 1976. Il rapporto del medico legale fu: "La causa della morte è la malnutrizione." La donna aveva chiesto cibo da vicini e ottenuto i vestiti dall'Esercito della Salvezza. Degli ispettori aveva fatto un sopralluogo nella sua casa. La sua casa era nel caos, vi era un gran disordine, un ispettore esperto dichiarò che non aveva mai visto un alloggio così disordinato. Questa donna sembrava una donna sola e povera. In mezzo alla confusione, gli ispettori trovarono  due chiavi di due cassette di sicurezza che portarono i funzionari a due diverse banche locali. La scoperta fu davvero scioccante. La prima cassetta conteneva oltre 700 certificati azionari, oltre a centinaia di altri preziosi certificati, obbligazioni e titoli finanziari sicuri, per non parlare di una pila di denaro, pari a quasi duecento mila dollari!! La seconda casetta non aveva certificati, ma solo soldi pari a seicentomila dollari. Complessivamente  la donna aveva ben più di un milione di dollari. 
Questa donna sicuramente aveva qualche problema forse di avidità, era ricca, ma non era felice.
E. K. Simpson disse: “Più di un milionario, dopo aver soffocato la sua anima con la polvere d'oro, è morto di malinconia!”
In questi tre versetti vediamo il dolore dei ricchi, il decadimento della ricchezza e la disapprovazione di Dio su certi ricchi.
Vediamo il primo punto:
I IL DOLORE DEI RICCHI
v.1: “A voi ora, o ricchi! Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! “
Il tono è di denuncia fortemente profetica. “A voi ora” letteralmente è “Venite ora” (age nun -presente attivo imperativo) come Giacomo 4:13, dove Giacomo si riferì ai commercianti arroganti. È un modo per attirare l’attenzione a seguire ciò che sta dicendo perché è importante.
Giacomo in primo luogo si riferisce ai ricchi e questo non è la prima volta in questa lettera come leggiamo al capitolo 1:10-11 e al capitolo 2:6. A differenza dei mercanti, questo paragrafo (vv.1-6) è rivolto ai ricchi proprietari terrieri (v.4) che abusavano della loro ricchezza e serve loro come ammonizione, ma è anche rivolta ai poveri che potrebbero invidiare i ricchi o che vogliono diventare ricchi, quindi un avvertimento per quei credenti che erano tentati dalla ricchezza e dalla mondanità, per quei credenti che volevano diventare ricchi, richiamando loro che il giudizio attende coloro che hanno fatto un cattivo uso della ricchezza oppure il suo discorso è destinato a servire come un incoraggiamento ai suoi fratelli cristiani (Giacomo 1:1-2,9-11) che hanno sofferto per mano dei ricchi (Giacomo 2:6;5:6).
In questo senso l'incoraggiamento viene dalla consapevolezza che Dio sapeva della loro difficoltà e che quei ricchi saranno giudicati definitivamente (Salmo 58) al ritorno di Cristo come vediamo dal contesto (Giacomo 5:7-9), mentre i cristiani poveri saranno salvati.
Indubbiamente queste parole sono di conforto per i credenti poveri oppressi e sfruttati perché Dio sapeva dei loro disagi e un giorno avrebbe messo fine a questo giudicando questi ricchi oppressori che sarebbero stati giudicati. In questo senso se questo paragrafo è di ammonizione per i ricchi oppressori, è d’incoraggiamento per i cristiani poveri.
Giacomo non denuncia i ricchi indiscriminatamente e non condanna nemmeno la ricchezza. La Bibbia non è contro il fatto che noi non dobbiamo, avere ricchezze (Deuteronomio 8:18; 1 Samuele 2:7; Proverbi 10:22;), la ricchezza non è peccato, la Bibbia è contro l’avarizia (Luca 12:15) la condanna è nel modo come si diventa ricchi frodando i poveri (Giacomo 5:4; Isaia 3:14-15; Amos 4:1-3; 8:4-10) e l’uso che se ne fa per fini egoistici al posto di pagare i lavoratori o di aiutare i bisognosi! (Giacomo 5:4-6; cfr. Matteo 19:16-23; Luca 16:19-21; Atti 2:45), è contro coloro che abusano delle loro ricchezze (Giacomo 2:6;5:6) e confidano nelle ricchezze e non in Dio (1 Timoteo 6:17) e non tengono conto della Sua volontà (Luca 12:15-21).

Non si capisce se i ricchi sono presenti nella chiesa e Giacomo si riferisce direttamente a loro e se si tratti di credenti o non credenti. Alcuni pensano si tratti di cristiani nominali, cristiani che si professavano credenti, ma che in realtà non lo erano, mentre altri studiosi pensano si tratti di non credenti, altri ancora di credenti.

Quei ricchi hanno poco di cui stare sereni secondo quello che dice loro Giacomo, vediamo:
A) La Disperazione.
v.1: “Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso!” 
Nel loro insieme, piangere e urlare è un immagine, un'esplosione intensa di disperazione e di dolore incontrollabile. Questi ricchi devono piangere e urlare per le calamità inevitabile che stanno per venire addosso a loro.
“Piangete e urlate” sono espressioni di minacce profetiche. Per capire il tipo di pianto a cui si riferisce Giacomo dobbiamo tener presente che “piangete” (klausate imperativo aoristo attivo) è stato utilizzato per descrivere il pianto per la morte di qualcuno nel Nuovo Testamento (Marco 5:38-39; Luca 7:13; 8:52; Giovanni 11:31,33; 20:11; Atti 9:39).
O il pianto che segue qualche disastro sulla terra come per esempio quando Erode fece uccidere tutti i maschi che erano a Betlemme e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù e riportando le parole di Geremia in Matteo 2:18 è scritto: “Un grido si è udito in Rama, Un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più”.
(Matteo 26:75; Marco 5:38-39; Luca 6:21, 25; Giovanni 11:33; 20:11, 13; Apocalisse 18:9,11).
“Piangete” in Giacomo 5, si riferisce a un pianto della disperazione, è la risposta adeguata per un disastro che sta per venire loro addosso. Ricorda il linguaggio dei profeti per indicare il pianto di angoscia per il giudizio imminente di Dio (Isaia 15:2, 5; Geremia  9:1; 13:17; Lamentazioni 1:1-2).  
“Urlate” (ololuzontes presente attivo participio) è una parola onomatopeica (il suono è associato al suo significato, il suono descrive il significato, evoca ciò che si esprime in parole per esempio miao il gatto, tic tac l’orologio, bau bau il cane,ecc.).“Urlate” indica il modo del pianto, un gridare ad alta voce, un pianto accompagnato da grida di dolore.
L'immagine è di lamento, i singhiozzi punteggiati da lamentazioni ripetute,tipo ululati tipico di donne ebree sefardite (ebree di origine spagnola) o delle donne beduine arabe.
Questo gridare, è usato nell’Antico Testamento per il giudizio di Dio!! In Amos 8:3 è scritto: “’Quel giorno i canti del palazzo diventeranno urli; grande sarà il numero dei cadaveri; saranno gettati dappertutto, in silenzio’, dice il Signore, DIO”.  (Isaia 13:6;15:2-3; Geremia 48:20; Ezechiele 21:12,17; Zaccaria 11:2). Amos si riferisce proprio ai ricchi arroganti!

Dunque vediamo:
B) La Motivazione della disperazione.
v.1: “Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! 
Il motivo o la causa del pianto e delle urla di dolore è per le calamità che stanno per venire addosso a loro. Non si tratta di un richiamo al pentimento e quindi di un pianto di pentimento, ma di angoscia per l’inevitabile condanna che li attende, per l’inevitabile giudizio di Dio che cadrà sui quei ricchi, per l’inevitabile e certa calamità.
“Calamità” (talaipōriais) indica distretta, guai, miseria. “Calamità” è un altro termine profetico di giudizio che troviamo nei profeti dell’Antico Testamento (Isaia 47:11; Geremia 4:20; 6:7; vedi anche Gioele 2:10-14; Zaccaria 14:12-15; Daniele 12:1).
I Vangeli li collegano anche con il Giorno del Signore giorno di giudizio per coloro che non gli appartengono e di salvezza per gli eletti come è scritto nei Vangeli (Matteo 24-25; Marco 13:14-27; Luca 21:9-19). Dunque “calamità” si riferisce alla punizione che attende coloro, che hanno commesso il male (Amos 3:10; Gioele 1:15).
Alcuni studiosi sono convinti che calamità si riferisce a un giudizio di Dio su questa terra, mentre altri pensano si riferisca a un giudizio definitivo, finale alla fine dei tempi. Dal contesto (Giacomo 5:3,7-12) la calamità è la condanna e la punizione che Dio infliggerà a loro nel giorno del giudizio.
I ricchi sembrano vivere bene, ma dovrebbero piangere perché la miseria stava per venire loro addosso!! Le ricchezze non salveranno i ricchi dal giudizio di Dio! Il denaro non può comprare la salvezza come vediamo per esempio nella parabola del ricco e Lazzaro (Luca 16:19-31; Proverbi 11:4; Ezechiele 7:19; Matteo 16:26; 18:18-25). L'uomo non può comprare la grazia, né può acquistare un biglietto per il cielo con i suoi soldi! (Salmo 49:6-14).
Ora devo fare una precisazione: l'inferno non sarà pieno di gente ricca, né il paradiso pieno di gente povera; ci saranno ricchi e poveri in ogni luogo, dipende se si sono pentiti e se hanno creduto in Gesù Cristo come loro signore e Salvatore!
“Stanno per venire” (Eperchomenais participio presente medio) il significato è che le miserie stanno già arrivando su di loro, si stanno già avvicinando e li colpiranno. Piangete e urlate perché il giudizio di Dio è sicuramente in arrivo e sarete colpiti severamente, dice Giacomo ai ricchi!
È così vividamente e sicuramente presente davanti gli occhi del profeta che il pianto e urla possono iniziare immediatamente (cfr. Luca 6:24; Matteo 8:12; 13:42; 19:24). Giacomo parla delle calamità come se fossero già presenti!     
 
Ma vediamo il secondo punto:
II IL DECADIMENTO DELLA RICCHEZZA.
vv.2-3: “Le vostre ricchezze sono marcite e le vostre vesti sono tarlate. Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti.

Che cosa significa questo?
In primo luogo indica:
A) La Temporaneità delle ricchezze.
L'uso della ricchezza, delle vesti e dell'oro e l'argento suggerisce il quadro generale dei beni terreni nel mondo antico. Giacomo vuole sottolineare la natura temporale di tali beni. Giacomo, in questi due versetti, in senso metaforico e profetico, come l’occhio del profeta, ha visto la visione, il fatto già accaduto (con un perfetto in tutti e tre i verbi, considerato un perfetto profetico, come un’anticipazione profetica della manifestazione, come la certezza che avverrà in futuro, piuttosto a qualcosa che ha già avuto luogo (cfr. Isaia  44:23;53:5-10; 60:1, agli occhi del profeta questa situazione è come se fosse già accaduta).
Giacomo ci fa capire come la ricchezza è temporale, nel senso che è transitoria, non dura per sempre. Infatti, leggiamo che le ricchezze (ploutos), forse il grano (ci ricorda Luca 12:16-20) sono marcite e le vesti sono divorate dalle tarme.
In Oriente le lunghe vesti spesso erano riccamente ricamate e decorate, erano una forma riconosciuta di ricchezza ed erano comunemente lasciati come eredità (cfr. Giudici 14:12; 2 Re 5:5; Giobbe 13:28; Matteo 6:19; Atti 20:33). Quando questi indumenti venivano conservati nei paesi orientali, dove c'era una temperatura piuttosto elevata durante la maggior parte dell'anno, le larve delle tarme colonizzavano gli abiti.       
Giacomo dice anche che il loro oro e il loro argento sono arrugginiti. Il ragionamento di Giacomo è che le ricchezze non hanno una durata eterna!         
Quindi vediamo:
B) La Nullità delle ricchezze.
Grano marcito, abiti tarlati, e oro e argento arrugginiti indicano in modo proverbiale che non solo sono temporali, ma anche privi di valore, non hanno un valore eterno. Gli abiti tarlati erano praticamente privi di valore (cfr. Giobbe 13:28).
L’oro e l’argento non arrugginiscono, a meno che non siano puri come gran parte dell’oro antico, ma Giacomo vuole dirci che anche il tesoro terreno più permanente e di gran valore come l’oro e l’argento, non ha nessun valore duraturo, indica una decadenza (cfr. Ezechiele 24:6,11-12).
Così Giacomo da un avvertimento che anche le cose più preziose e apparentemente più indistruttibili sono destinati a decadere e quindi inutile per l’eternità e per la salvezza. (Proverbi 11:4; Isaia 2:20-21; Ezechiele 7:19; Sofonia 1:18; Matteo 16:26).
Tutto il discorso sembra un’iperbole intenzionale, “arrugginiti” implica che nel giorno del giudizio la ricchezza sarà inutile come il ferro arrugginito ed è un simbolo della loro rovina, e che le loro ricchezze sono temporali e inutili. Quindi si tratta di una pratica insensata di investire la propria speranza in oggetti che sono banali e transitori (cfr. Proverbi 23:4-5; Matteo 6:19-24).
I ricchi (e non solo), s’ingannano pensando che saranno sempre nella prosperità,immuni dalle catastrofi! Queste persone probabilmente hanno visto la loro ricchezza come un modo per evitare il dolore e la sofferenza, vivendo una vita di agio e comodità, ma Giacomo dichiara che la loro ricchezza non li salverà dalla calamità, dal giudizio di Dio!
Un arabo, si perse nel deserto ed era in pericolo di morire di fame. Alla fine trovò un pozzo dove i cammelli bevevano e su uno di questi vi era una borsa di cuoio. Pensava che ci fosse da mangiare e che si sarebbe ristorato, ma quando aprì la borsa al posto del mangiare trovò solo delle perle, un tesoro certo, ma a che cosa gli servivano in quel momento di vera fame? Egli era ricco, ma quello in quel momento le perle non lo avrebbero salvato dalla morte per fame!!
Le ricchezze di quei ricchi, a cui si riferiva Giacomo erano senza valore davanti il giudizio di Dio!

III LA DISAPPROVAZIONE DI DIO
v.3: “e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni  come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni.

In queste parole vediamo:
A) La disapprovazione è legittimata dalla testimonianza.
La ragione per piangere e urlare è che essi saranno giudicati e condannati per il loro uso egoistico dei beni temporali come si legge nei vv.4-6. Non solo le ricchezze dei ricchi sono senza valore, ma la ruggine delle loro ricchezze testimonierà contro di loro. Questo è un modo di dire come prova che troviamo anche per esempio quando Gesù, dopo che guarì un lebbroso gli disse in Matteo 8:4: “Guarda di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e fa'l'offerta che Mosè ha prescritto, e ciò serva loro di testimonianza”.
La ruggine dell’oro e dell’argento è una prova contro di loro, una testimonianza a loro svantaggio, una prova del loro stato attuale egoistico, di durezza di cuore e di avidità, i ricchi hanno pensato ad accumulare ricchezze sulle spalle dei lavoratori e non solo li frodavano non pagandoli e nemmeno li aiutavano, ma anche li portavano davanti ai tribunali e li uccidevano come dirà poi Giacomo nei vv.4-6.
“La loro ruggine sarà una testimonianza contro” si riferisce alla loro colpevolezza per egoismo, avidità, durezza di cuore, omicidio e di conseguenza si riferisce anche alla loro condanna!! 

Quindi:
B) La Disapprovazione è Tremenda.
In questa disapprovazione noi vediamo:
(1) La Sentenza sui ricchi.
v.3: “e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco.
Il verbo “divorerà” (phagetai) è al futuro e associato come un fuoco fa pensare al giudizio e al fuoco della Geenna, all’inferno! Infatti, noi troviamo l'immagine del giudizio nella Bibbia associato al fuoco. (per esempio Salmo 21:9; Isaia 30:27,30; Geremia 5:14; Ezechiele 15:7; Amos  1:12,14;5:6;7:4; Ebrei 10:27).
“Fuoco” si riferisce anche all’inferno (Matteo 5:22,29-30; 10:28; 13:42; 25:41; Marco 9:47-49; 2 Pietro 3:7; Giuda 23; Apocalisse 11:5; 20:9).
Il quadro è terribilmente chiaro: la testimonianza della loro ruggine, cioè la loro colpevolezza, è così schiacciante che saranno giudicati e gettati all’inferno dove ci sarà il tormento per l’eternità (Luca 16:23-31) per l’eternità! (Matteo 3:12; 25:41; Mar.9:43-48; 2 Tessalonicesi 1:9; Apocalisse 14:11; 20:10).
L’inferno è una delle realtà più spaventose in tutta la Bibbia! Queste sono parole gravi che dovrebbero farci riflettere e rabbrividire.
Ci fu un vecchio predicatore scozzese che passava sempre davanti una fabbrica di vetro poco prima di andare in chiesa a predicare. Un giorno vide che la porta era socchiusa ed entrò in questa fabbrica. Uno dei grandi impianti di combustione era stato appena aperto e vide da vicino la massa bianca, blu e viola di fuoco liquido fino a bruciarsi la faccia. Mentre si girò per andare via esclamò:”Oh, uomo, che cosa può essere l’inferno!!”. Un fuochista all’ombra in disparte sentì quelle parole. Qualche sera più tardi entrò in chiesa un uomo e si avvicinò a quel predicatore e gli disse: “Tu non mi conosci, ma l'altra sera quando lei entrò nella stanza della fornace ho sentito quello che hai detto. Ogni volta che apro quella fornace, da allora le sue parole:’ Oh, uomo, che cosa può essere l’inferno!!’ hanno suonato nella mia mente. Io sono venuto questa sera a trovare la via della salvezza, in modo che non dovrò scoprire com’è il diavolo”.

(2) La Sventatezza dei ricchi.
Questi ricchi non pensavano a Dio e all’eternità.
v.3: “Avete accumulato tesori negli ultimi giorni”.
“Accumulato tesori” (ethesaurisate) non è nel senso positivo di risparmiare (1 Corinzi 16:2; 2 Corinzi  12:14; Efesini 5:5) ma indica insaziabile appetito, quindi avarizia proprio come quell’uomo avaro della parabola di Gesù che accumulava tesori per sé (Luca 12:15-21).
“Negli ultimi giorni” (en eschatais  hemerais) secondo alcuni studiosi è il periodo tra la prima e la seconda venuta di Cristo (Osea 3:5; Isaia 2:2; Geremia 23:20; Ezechiele 38:16;Daniele 2:28;Atti 2:16-17; 2 Timoteo 3:1; Ebrei 1:1-2;9:26; 2 Pietro 3:3; Giuda 18), quando poi Gesù giudicherà, infatti poi Giacomo parlerà di questo in riferimento alla venuta del Signore (Giacomo 5:7-12; cfr. 2 Tessalonicesi 1:6-10), mentre i credenti saranno salvati.
Quindi “avete accumulato tesori negli ultimi giorni” è durante gli ultimi giorni, il periodo che va dalla prima venuta di Gesù al suo ritorno, la seconda venuta, quando poi Gesù giudicherà e ci sarà la fine. Pertanto i ricchi stavano e stanno accumulando ricchezze in un’epoca che stava e sta arrivando alla fine, in un'epoca che è vicina alla sua chiusura.
Ora “avete accumulato tesori negli ultimi giorni” è un’affermazione ironica, come per dire: "anche alla fine del mondo presente i ricchi continuano a raccogliere indifferentemente ricchezza materiale che non gli servirà a niente, perché il giudizio di Dio è imminente" oppure è ironico perché pensano di accumulare ricchezza in realtà accumulano miseria se si pensa al giorno del giudizio e questo avrebbe dovuto essere un forte stimolo per condividere le loro ricchezze, piuttosto che accumularle.
Queste persone accumulavano ricchezze come se fossero eterni e come se questo mondo non finirebbe mai mentre si è alla fine dei tempi. Queste persone avevano lasciato Dio fuori dei loro piani e pensavano che le ricchezze sarebbero durate per sempre.
Secondo altri studiosi, anche se cambia poco dalla prima interpretazione non è  “avete accumulato tesori negli ultimi giorni”, ma “avete accumulato tesori per gli ultimi giorni” , dunque alcuni hanno tradotto“per” e non “negli”, questo perché “negli” (en) può essere inteso anche con “per” e associato al verbo “accumuli” (ethesaurisate) che è in senso metaforico come viene usato in altre parti della Bibbia (Proverbi 1:18; Amos 3:10; Michea 6:10).
In questo senso accumulare l’ira di Dio, quindi il giudizio di Dio e quindi negli ultimi giorni, indicherebbe il tempo del giudizio di Dio, il giorno stesso del giudizio di Dio ( Isaia 2:2; Geremia 23:20; Ezechiele 38:16;Daniele 2:28; 10:14; Osea 3:5).
Quindi è ancora sempre in senso ironico, tesori si riferisce al giudizio di Dio. Troviamo la stessa cosa in Romani 2:5 dove troviamo scritto: “Tu, invece, con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio”.
Il tesoro delle ricchezze accumulate, diventa un tesoro di ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, ironicamente lo dirà ancora Giacomo (Giacomo 5:5).

CONCLUSIONE.
1) Noi in questo passo troviamo un avvertimento non solo per i ricchi.
L’avvertimento è anche per quei credenti che sono tentati dalla ricchezza e dalla mondanità, per quei credenti che volevano e vogliono diventare ricchi, richiamando loro il giudizio che attende coloro come si sono fatti ricchi e come usano la loro ricchezza: Giacomo condanna l’avidità, l’egoismo, la durezza del cuore e l’abuso di questi ricchi.
Paolo avverte del pericolo di voler arricchire, coloro, che vogliono arricchirsi sono disposti a tutto, cadono vittime di tentazioni, d’inganni e di molti desideri insensati e funesti che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione! L’amore per il denaro è radice di ogni specie di mali e alcuni che si sono dati si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori. (1 Timoteo 6:9-10; Cfr. Marco 4:19; Matteo 13:22; Luca 8:14).
La ricchezza annebbia la vista, indurisce il cuore e svia dalle realtà spirituali. A riguardo C. C. Colton dice: “La nostra ricchezza è spesso un laccio per noi stessi e sempre una tentazione per gli altri”.

2) Le ricchezze non salvano e danno una falsa sicurezza.
C. S. Lewis diceva: “ Nessun tipo di ricchezza è un passaporto per il regno dei cieli”. Nel mondo occidentale non solo quelli che vogliono arricchire e si arricchiscono sono tollerati, ma sono anche ammirati, mentre Giacomo dice che questi ricchi avidi, egoisti dal cuore duro e che hanno una grande influenza schiacciando chi non ha soldi, saranno giudicati severamente!
La ricchezza, certamente aiuta a vivere una vita agiata, prosperosa, ma crea un falso senso di sicurezza perché la nostra vita non dipende da quello che abbiamo, ma da Dio. (Luca 12:20-21). Per questo motivo Paolo dice a Timoteo: “Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d'animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; di far del bene, d'arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l'avvenire, per ottenere la vera vita (1 Timoteo 6:17-19). 
Le ricchezze non dureranno per sempre, non salvano dai peccati e dall’ira di Dio, eppure la stragrande maggioranza dei ricchi confidano di più nelle ricchezze che nel seguire Gesù come il giovane ricco. Gesù mise in guardia sulla difficoltà di un ricco di entrare nel regno di Dio (Matteo 19:23).
   
3) Noi dobbiamo considerare il giudizio severo di Dio.
Giacomo mette in evidenza il giudizio che avranno i ricchi, ma il monito è per tutti perché Giacomo parla contro i ricchi che sono avari, egoisti, approfittatori, che abusano del loro potere e che uccidono e tutto questo non lo sono solo i ricchi!!
Anche un povero può essere, e molti lo sono, avari, egoisti, approfittatori, o omicidi! C’è un avvertimento anche per coloro che non sono ricchi, ma che non si sono mai pentiti dei loro peccati e non si sono affidati a Gesù per essere salvati. Ma molti non credono che ci sarà il giudizio di Dio!
Anni fa la rivista New Yorker pubblicò la storia di un residente di Long Island che aveva comperato da un catalogo un barometro estremamente preciso e, dunque, molto costoso. Quando lo strumento gli arrivò a casa fu deluso nel constatare che la lancetta sembrava immobile sul settore che indicava “Uragano”. Dopo averlo agitato un paio di volte e non riuscendo a far spostare la lancetta, il neo-acquirente decise di scrivere una lettera alla ditta produttrice dichiarando di avere ricevuto un barometro non funzionante. L’indomani, mentre andava in ufficio a New York, imbucò la lettera. Quella sera, tornando a casa sull’isola di Long Island ebbe la triste sorpresa di non trovare né lo strumento né tantomeno la sua casa che con l’uragano fu rasa al suolo. Ahimè, anche in questo caso la lancetta del barometro aveva indicato correttamente l’imminente uragano. Il mese era settembre, l’anno era il 1938. Era proprio il giorno dell’uragano che rase quasi al suolo Long Island.
Facciamo bene a credere al “barometro” biblico che ci dice che ci sarà il giudizio di Dio e prepararsi a non riceverlo per andare all’inferno; l’unico modo è pentirsi dei propri peccati e credere in Gesù Cristo (Giovanni 3:16,36; Romani 5:9-11)  

4) Non dobbiamo accumulare tesori per la terra.
In Matteo 6:19-21 Gesù dice: “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano.  Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. (vedi anche Luca 12:15-21; Colossesi 3:1-2; Ebrei 10:34).

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