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Al di sopra dei problemi! Sbarazzati della tua preoccupazione!

 Al di sopra dei problemi! Sbarazzati della tua preoccupazione!
Ci sono delle sane preoccupazioni, nel senso di essere attenti e vigili riguardo l’educazione dei figli, per l’opera del Signore, di curare i rapporti interpersonali, la pianificazione del lavoro, e così via.
Ma in questa predicazione vedremo la preoccupazione nel senso negativo. 
Viviamo in un’epoca piena di ansie e preoccupazioni a livello internazionale, sia per la salute, sia per l’economia e per la politica, non ci sono certezze, o punti di riferimento stabili, viviamo in una società instabile, incerta, una società liquida diceva il sociologo Zygmunt Bauman dove: “La convinzione che il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza”.
Ora, la preoccupazione è un pensiero che occupa la mente determinando uno stato di inquietudine, di apprensione, incertezza, timore. 
Gianni Cesana da questa definizione a riguardo: “Preoccupazione è ciò che occupa la mente in modo non piacevole, che impensierisce, che rende inquieti”. 
Quindi possiamo dire che la preoccupazione è un pensiero non piacevole che occupa la mente tanto da tormentarla, che rende inquieti, timorosi.
Gesù in Matteo 6:25 dice: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?”  
Il verbo “non siate in ansia” (merimnate – presente attivo imperativo) indica un divieto e un comando a smettere di preoccuparsi se lo stanno facendo. 
La parola greca per preoccupazione è usata in senso positivo nel darsi pensiero (merimnaō) alle cose del Signore (1 Corinzi 7:32), oppure la stessa parola è tradotta per la cura dei membri della chiesa (1 Corinzi 12:25). 
Vi è dunque, una preoccupazione appropriata quando è diretta verso le cose giuste, mantenuta entro i limiti, in cui siamo chiamati a fare il nostro dovere correttamente. 
La preoccupazione è inadeguata, o sbagliata, negativa, quando è mal indirizzata, oppure è in proporzione sbagliata, o indica una mancanza di fiducia in Dio. 
È in quest’ultimo senso che Gesù si rivolge in Matteo 6:25, quindi una preoccupazione nel senso negativo, ha il senso di essere in ansia, o preoccupati, o di preoccuparsi ansiosamente, essere apprensivi, o timorosi riguardo le questioni materiali, per cose essenziali per la vita, quindi l’ansia per la sopravvivenza stessa. 
È una preoccupazione ingombrante ed eccessiva perché ti prende così tanto da esaminare minuziosamente ciò a cui è indirizzata e che ti dà agitazione e apprensione. 
Gesù non sta dicendo di non impegnarsi responsabilmente alle necessità materiali proprie e altrui, non ci sta dicendo di essere spensierati, di essere sconsiderati, pigri e apatici, ma di non esserne eccessivamente coinvolti (eccessivamente preoccupati) da questa attività tanto da darle la priorità a tal punto da trascurare Dio. 
Dio deve avere la priorità! Dio deve avere il primo posto e non le questioni materiali!
Come osserva Ridderbos Herman: “Nel dire ai suoi ascoltatori di non preoccuparsi, in fondo Gesù li stava mettendo in guardia contro il peccato stesso che aveva parlato nei versi precedenti, la dipendenza dai beni terreni”.  
Preoccuparsi di cibo e vestiti non dovrebbe mai avere la priorità rispetto al servizio di Dio!
Dio provvederà ai nostri bisogni! (Matteo 6:33-34). 
Vediamo tre aspetti riguardo la preoccupazione in questa predicazione: le ragioni per non essere preoccupati, la radice della preoccupazione, e infine i rimedi alla preoccupazione.
Vediamo in primo luogo:
I LE RAGIONI PER NON ESSERE PREOCCUPATI
“Spesso preoccuparsi vuol dire portare un peso che non ci è stato imposto affatto” diceva Corrie Ten Boom. 
A volte non c’è motivo per essere preoccupati, ma lo siamo ugualmente! 
La preoccupazione è uno dei più grandi pericoli che affliggono l’anima dell’uomo. 
Si tratta di un infido, pericoloso, nemico seducente e potente (J.C.Ryle). 
Sono diverse le ragioni per cui non dobbiamo essere preoccupati nel senso negativo del termine.
La prima ragione per cui non vale la pena essere preoccupati è perché la preoccupazione:
A) È sterile
Vance Havner disse: “La preoccupazione è come una sedia a dondolo, ti darà qualcosa da fare, ma non ti porterà da nessuna parte”. 
Scervellarsi, rimuginare per una malattia, per il lavoro, per la morte, o per un altro problema di vario genere che va al di là della nostra responsabilità, o mezzi, non ha senso, è inutile! 
In Matteo 6:27, Gesù chiede: “E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?”
La preoccupazione negativa non allunga la vita, anzi l’accorcia!
Il darsi pensiero, la preoccupazione eccessiva (merimnaō), non porta a nulla, non aggiunge un’ora sola alla durata della propria vita!! 
Dobbiamo riconoscere che siamo limitati, che ci sono delle cose che vanno al di là dei nostri mezzi, o limiti, e quindi la preoccupazione in questi casi produce poco in termini di realizzazione, o di modificare il corso degli eventi, siamo nelle mani di Dio (cfr. per esempio 1 Samuele 2:6-8; Luca 12:13-21; Giacomo 4:13-16). 
La seconda ragione per non essere preoccupati è perché la preoccupazione:
B) Soffoca 
Le preoccupazioni soffocano la spiritualità! Ci distraggono da Dio! Ci distraggono dal discepolato! Ci portano lontano da Dio!
Gesù raccontò la parabola dei quattro terreni (del seminatore Luca 8:4-15), e in questa parabola dice che una parte del seme cadde tra le spine e le spine la soffocarono. 
Ora quando Gesù spiega il significato delle spine, dice che si riferisce a coloro ascoltano (la Parola di Dio), ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni (merimna), dalle ricchezze e dai piaceri della vita. 
Riguardo le preoccupazioni, William Hendriksen, le ha chiamate “preoccupazioni corrodenti”, perché corrodono l’anima a poco a poco. 
In questo senso le preoccupazioni sono malsane per la nostra salute fisica e psicologica, sono un peso opprimente, soffocano la crescita spirituale. 
John Nolland dice: “Le preoccupazioni della vita possono essere un peso opprimente (ancora una volta 21:34) che soffoca la crescita e lo sviluppo verso la maturità spirituale”.  
Quindi le preoccupazioni soffocano la Parola di Dio, la nostra crescita spirituale e quindi fanno perdere la prospettiva eterna! 
In Luca 10:39-42 vediamo come Gesù risponde a Marta quando questa si lamenta della sorella che l’ha lasciata da sola a fare i servizi domestici, mentre Maria stava ai piedi di Gesù ad ascoltare la Sua parola, è scritto: “Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.  Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: ‘Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti’. Ma il Signore le rispose: ‘Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria.  Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta’”.
Gesù in questi versetti ci fa capire quali sono le giuste priorità: Gesù e la Sua parola! 
La terza ragione per non essere preoccupati è perché la preoccupazione:
C) Sovverte 
Le preoccupazioni sono contrarie al valore che noi abbiamo per Dio. 
Dopo aver detto di non essere ansiosi per la nostra vita, di che cosa mangeremo, o di cosa vestiremo, Gesù richiama i discepoli e le folle, a guardare agli uccelli che non seminano e non mietono, non raccolgono in granai e il Padre celeste li nutre (Matteo 6:25-26). 
Poi afferma: "Non valete voi molto più di loro?" (v.26).
Questa è davvero un’affermazione di grande incoraggiamento! 
Guardate gli uccelli del cielo! “Guardate l’interesse che Dio ha per gli uccelli e imparate” dice Gesù. 
Gli uccelli non hanno mai piantato un raccolto, né si sono mai preoccupati per un raccolto, per non parlare che non hanno mai raccolto in un fienile. 
Gli uccelli non hanno assolutamente alcuna preoccupazione per il cibo del giorno successivo, nessun tentativo di accumulare beni per un futuro imprevisto e imprevedibile, eppure la loro vita va avanti perché Dio si prende cura di loro ogni giorno!! 
Il senso, quindi è: “Se Dio si prende cura degli uccelli, si prenderà cura dei suoi figli, donando ciò di cui hanno bisogno, perché valgono di più, cioè sono di maggior valore, sono più preziosi. Possiamo essere certi della cura provvidenziale di Dio per i nostri bisogni, quindi non preoccupiamoci!”
Se tu sei un figlio di Dio (cfr. per esempio Matteo 7:7-11; Giovanni 1:12-13; Romani 8:15-16; Galati 4:6-7; Efesini 1:3-6), vali più degli uccelli di cui Dio si prende cura!!
Incoraggianti queste parole: “Perché mi preoccuperei e vivrei nell’ombra, perché mi sentirei solo ora che ho ricevuto l’amore di Dio e appartengo a Gesù? Egli mi è sempre vicino: il Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me. ‘Il tuo cuore non sia mai turbato’, dice la Sua voce piena d’amore. E affidandomi alla Sua parola fedele Gli dico tutto ciò che mi ha ferito. Vedo solo il prossimo passo, ma Egli sarà sempre la mia Guida. Il Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me. E quando son messo alla prova, quando le nuvole mi circondano, quando ogni speranza sembra persa e non riesco più a cantare, allora vado sempre al mio Signore; Lui mi libera dai miei timori. Il Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me” (F.D.Martin).
Se sei un figlio di Dio, Egli vede anche te! Si prende cura di te!
Per mostrarci quanto siamo importanti per Dio Gesù ci dice in Matteo 10:29-31: “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri”.
Nel mondo, nulla è al di fuori del controllo e della cura di Dio! 
La provvidenza di Dio è così vasta che include anche le piccole creature come i passeri!
Dio è sovrano su tutto, persino sulla morte di ogni singolo passero!! 
La vita e la morte del passero dipendono da Dio!
Benché per la gente il passero era di scarso valore, Dio era ed è così preoccupato per loro che non ne cade a terra uno senza il Suo consenso. 
Come Dio controlla e si prende cura per il passero più piccolo, così si prenderà più ha cura di noi, se siamo Suoi figli! 
Gesù sottolinea: “Padre vostro”, che indica intimità, tenerezza, e cura del potere sovrano di Dio! 
Inoltre, solo Dio conosce quanti capelli abbiamo in testa in questo momento! 
E questo indica che Dio conosce e veglia su ogni dettaglio della nostra vita, anche quelli che per noi sembrano insignificanti. 
Come ha anche in controllo la vita e la morte di un passero, così ha anche in controllo ed è nelle Sue mani, la perdita di un capello della testa.  
Dal momento che anche i capelli di una persona sono conosciuti da Dio, non c’è bisogno di temere qualcosa, o qualcuno. 
Il Dio che è sovrano nel corso della storia ha il controllo di ogni aspetto della vita, di ogni piccolo dettaglio di ciascuno di noi! 
Dio ha una conoscenza intima e profonda di tutti, quindi dei nostri bisogni e si prende cura di noi perché per Lui siamo importanti, perciò non dobbiamo temere nulla, non dobbiamo essere preoccupati in senso negativo!
Farlo significherebbe che crediamo che per Dio non abbiamo valore!
La quarta ragione per non essere preoccupati è perché la preoccupazione:
D) Stanca
La preoccupazione ci toglie la forza, è logorante per la nostra anima!
Le preoccupazioni non portano a nulla, non aggiunge un’ora sola alla durata della propria vita!! (Matteo 6:27). 
Anzi la preoccupazione, come accennavo prima, può danneggiare la nostra salute, perché l’oggetto della nostra preoccupazione ci consuma dentro, consuma i nostri pensieri, distrugge la nostra produttività, brucia la nostra energia mentale, influenza negativamente il nostro modo di trattare gli altri e di ridurre la nostra capacità di fiducia in Dio.  
La preoccupazione non rende la nostra vita più felice, anzi la rende più infelice!!!
In Proverbi 12:25 leggiamo: “La sofferenza del cuore abbatte l'uomo, ma la parola buona lo rallegra”.
Bernd Schipper scrive: “Il versetto 25a descrive l'ansia di una persona che è talmente stressata da non riuscire più a pensare chiaramente”.
“Sofferenza” (deʾāg̱āh) indica un’attenzione ansiosa, paura, dolore. 
Porta il concetto di angoscia terribile (Ezechiele 4:6; 12:18-19), o di paura ansiosa (Geremia 49:23). 
Denota il disagio estremo emotivo causato dalla situazione di temere di perdere qualcosa di vitale per l’esistenza (cfr. 1 Samuele 9:5; 10:2; Geremia 38:19; 49:23). 
Nel cuore di un individuo, questa parola, sottolinea che la preoccupazione colpisce il cuore di una persona (cfr. Proverbi 4:23), destabilizzando tutto il suo comportamento in modo che egli oscilla come il mare agitato. 
“Abbatte” (yašḥeān -hifil imperfetto attivo) indica una persona che si piega, curvata come i prigionieri davanti ai loro carcerieri (Isaia 51:23).
La preoccupazione negativa ci fa prigionieri e ci piega!
Il senso è una persona appesantita, ansiosa e scoraggiata, implica un intollerabile peso schiacciante come ad esempio un’anima depressa (cfr. Salmo 44:26; Lamentazioni 3:20).
Le preoccupazioni negative possono portare alla depressione!!
Vediamo in secondo luogo:
II LA RADICE DELLA PREOCCUPAZIONE 
Quando il Signore “si preoccupa” per noi, non abbiamo motivo di preoccuparci!
Dio è buono, e quindi desidera il nostro bene, la saggezza di Dio lo pianifica, la Sua potenza e fedeltà lo realizza!
Qual è in definitiva la radice, la causa della preoccupazione? 
La libertà dall’ansia, o dalla eccessiva preoccupazione negativa inizia con la confessione che non è la volontà di Dio!
Dio non vuole che siamo preoccupati nel senso negativo! 
Dio vuole che noi abbiamo fiducia in Lui che si prenderà cura di noi (cfr. per esempio Salmo 23; 55:22; Isaia 40:11; Ebrei 11:6; 1 Pietro 5:6-7).
La radice della preoccupazione è la mancanza di fiducia in Dio; è peccato contro la cura amorevole del Padre.
L’ansia, la preoccupazione è una sottile insinuazione che Dio non è in grado, o non si prende, o prenderà cura di noi, del nostro benessere.
Dale Carnegie scrisse di aver intervistato Henry Ford quando l’imprenditore automobilistico aveva settantotto anni. Si aspettava di trovare un uomo vecchio, magro e nervoso. Quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato, Ford rispose: “No. Credo che Dio gestisca gli affari e non abbia bisogno di alcun consiglio da parte mia. Con Dio al comando, credo che alla fine tutto andrà per il meglio. Quindi cosa c’è di cui preoccuparsi?”
Cosa c’è da preoccuparsi se Dio governa la tua vita?
Matteo 6:30-32 dice: “Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?  Non siate dunque in ansia, dicendo: ‘Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?’ Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose”.
Allora, sottolineo ancora, la preoccupazione è essenzialmente una mancanza di fiducia in Dio ed è una caratteristica dei pagani, coloro che vivono senza Dio (Matteo 6:32). 
Significa che non mi fido di Dio quando mi preoccupo, e questo come ci ricorda R.H. Mounce: “La preoccupazione è l’ateismo pratico e un affronto a Dio”.   
Preoccuparsi è peccato, perché non abbiamo fiducia nella bontà, saggezza, fedeltà e potenza di Dio! 
Gesù ha ripreso i discepoli più volte dicendo loro che hanno poca fede e si riferisce alla loro incapacità di credere che Dio si prende cura di loro e quindi il non affidarsi completamente a Lui! (cfr. per esempio Matteo 8:26; 14:31; 16:8; 17:20). 
“Poca fede” (oligopistos) non implica una totale assenza di fede, ma una fede inadeguata, una fede insufficiente, o fede carente, si tratta di una mancanza di fiducia in Dio per i bisogni materiali. 
La poca fede non è all’altezza di quello che normalmente Dio si aspetta!
La vera fede è affidarsi completamente e praticamente alla cura e alla potenza del Padre e di Gesù (cfr. per esempio Matteo 8:8-10; 9:2,21-22, 28-29). 
Dio si prende cura della Sua creazione, degli uccelli, dei fiori, dei campi (cfr. per esempio Matteo 6:26-29) anche della comune erba del campo. 
Se Dio si prende cura della creazione, non pensi che si prenda anche cura di te? 
Il Padre celeste sa di cosa abbiamo di bisogno! (Matteo 6:32).
E sicuramente provvederà splendidamente (plērōsei – futuro attivo indicativo), cioè soddisferà pienamente ogni nostro bisogno secondo le Sue ricchezze, le Sue riserve di grazie infinite e abbondanti in Cristo Gesù (Filippesi 4:19). 
Dio ha provveduto al nostro bisogno più grande con un grande dono: la morte del Figlio sulla croce per i nostri peccati!! 
Allora certamente ci darà tutto quello che abbiamo bisogno sia per la vita materiale come quella spirituale! (cfr. per esempio Giovanni 3:16; Romani 8:32; 1 Timoteo 1:15).
In terzo luogo vediamo:
III I RIMEDI ALLA PREOCCUPAZIONE
Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo guardare a Dio, quindi:
A) Considera e abbi fiducia in Dio
È importante considerare chi è Dio! 
Per quali motivi dobbiamo fidarci di Lui e non preoccuparci? 
Vediamo alcuni motivi. 
Il primo motivo per non preoccuparci è:
(1) Perché Dio è Sovrano
La Sua mano invisibile governa in modo assoluto questo mondo anche nei dettagli come abbiamo visto con i passeri e i capelli del nostro capo (Matteo 10:29-31; cfr. per esempio Proverbi 16:33), niente sfugge al Suo controllo! (cfr. per esempio Proverbi 15:3). 
Dio governa perché è il Re dell’universo (cfr. per esempio 2 Re 19:15; Salmo 22:28; 47:2,8-9; 95:1-3 1 Timoteo 1:17; 6:15). 
Il governo di Dio comprende tutti gli eventi secondo i suoi scopi (Atti 18:21; Romani 8:28; Giacomo 4:13-16); concepiti dall’eternità (cfr. per esempio Atti 15:18; Salmo 94:8-11).
Dio è perennemente all’opera nella creazione nel guidare la storia! (cfr. per esempio Giovanni 5:17; Efesini 1:11). 
Nella Sua sovranità vediamo che il governo di Dio è irresistibile!
Non vi è piano di Dio che possa essere ostacolato, cambiato, nessuno che può fermare la Sua mano, o chiedergli conto delle Sue azioni! (cfr. per esempio Giobbe 42:2; Proverbi 19:21; Isaia 14:27; 46:10; Daniele 4:34-35).
Nel Salmo 33:10-11 riguardo la sovranità assoluta di Dio leggiamo un grande incoraggiamento per noi: “Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età”.
Il secondo motivo per non preoccuparci è:
(2) Perché Dio saggio! 
In Romani 16:27 Paolo da gloria a Dio dicendo: “A Dio, unico in saggezza, per mezzo di Gesù Cristo sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”. (cfr. Daniele 2:20).
Dio è unico in saggezza, nel senso che nessuno lo è come lo è Lui! 
Ed è per questo motivo che dobbiamo dare a Lui sempre la gloria per mezzo di Gesù Cristo mediante il quale salva i peccatori! (cfr. per esempio Romani 11:33).
Riguardo la saggezza di Dio J.L. Dagg teologo del 1800 parlando della saggezza diceva che: “Consiste nell’individuazione del miglior fine dell’azione, e dell’adozione dei mezzi migliori per l’attuazione di tale fine”. 
Così Dio ha il miglior obbiettivo e i mezzi per raggiungere questo obbiettivo sono i migliori!
Per questo motivo non dobbiamo preoccuparci, o lamentarci contro di Lui!
Davanti una situazione umanamente difficile, dobbiamo ricordare che Dio la saggezza di Dio è varia e infinita, quindi può avere tante soluzioni.
In Efesini 3:10 Paolo scrive che la sapienza di Dio è infinitamente varia.
“Infinitamente varia” (polupoíkilos) è abbondante varietà di forme o di colori. 
Questa parola veniva usata dagli scrittori classici in riferimento a tessuti o fiori, e suggerisce l’intricata bellezza di un disegno ricamato o l’infinita varietà di colori nei fiori!
Nel Salmo 147:5 troviamo scritto: "Grande è il nostro Signore, e immenso è il suo potere; la sua intelligenza è infinita". 
“Intelligenza” (teḇûnāh)si riferisce alla comprensione, all'intuizione, alla saggezza, vale a dire, la capacità di discernere (cfr. per esempio Deuteronomio 32:28; Salmo 136:5; Proverbi 2:2; 3:19). 
“Infinita” indica non misurabile, senza limiti! (Non ˒ayin -misurabile mispār).
Questo lo vediamo anche in Romani 11:33-34: "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e investigabili le sue vie!  Infatti, ‘chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?’". 
“Profondità” (báthos) indica immensità abissale del mare che all’epoca non si poteva misurare! 
Dio è pieno di risorse creative incalcolabili! 
Pertanto sbarazziamoci di ogni preoccupazione eccessiva, negativa!
Il terzo motivo per non preoccuparci è:
(3) Perché Dio è amore 
1 Giovanni 4:8 dice che Dio è amore.
“Dio è amore” descrive ciò che Dio è nella Sua essenza e una Sua qualità. 
L’amore fa parte dell’essenza di Dio, non è solo un attributo. 
Dio è amore significa qualcosa di più che “Dio ama”, significa che la natura di Dio è essenzialmente amore. 
Dio ama non perché trova in noi qualcosa di amabile, ma perché nella Sua natura, è amore.
Dio ha mostrato il Suo amore per i peccatori attraverso Gesù Cristo (Giovanni 3:16; 15:13; 1 Giovanni 3:16-18).
John Blanchard ci fa riflettere quando dice: “Dio ci ha amati quando non c'era nulla di buono da vedere in noi e nulla di buono da dire per noi”.
L’amore di Dio implica una responsabile e fedele dedizione verso il benessere delle Sue creature. 
Egli desidera il bene di tutti e dona gratuitamente senza lamenti, o rimpianti (cfr. per esempio Giacomo 1:5), disposto anche a donare se stesso.
Dio ci ama al di là di quello che siamo, ecco perché non dobbiamo essere preoccupati!
Il quarto motivo per non preoccuparci è:
(4) Perché Dio è fedele 
Numeri 23:19 dice: “Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?” (Deuteronomio 7:9; 1 Corinzi 1:9; 2 Timoteo 2:13; 1 Giovanni 1:9).
La fedeltà di Dio garantisce che Egli non sarà mai o agirà mai contraddizione con se stesso. Dio non cessa di essere ciò che Egli è! 
Tutto ciò che Dio dice o fa, è in accordo con la Sua fedeltà. 
Egli sarà sempre fedele a Se Stesso, alle Sue opere e alla Sua creazione. 
Quindi possiamo dire insieme a Thomas O. Chisholm:
“Grande è la tua fedeltà, o Dio Padre mio; 
Non c'è ombra di cambiamento con te; 
Tu non muti, le tue compassioni non falliscono; 
Come sei stato, tu sempre sarai”. 
La fedeltà di Dio significa che Dio farà sempre ciò che ha detto e compie ciò che ha promesso. 
Dio non si dimostrerà infedele verso colui, o colei che si è fidato, fidata di Lui per quello che ha detto, o promesso. 
Quindi essendo fedele, Dio mantiene la parola data e perciò possiamo fidarci di Lui! 
Dio è diverso da noi umani! 
Noi promettiamo e non manteniamo, perché siamo bugiardi, o cambiamo idea, o siamo limitati, Dio invece è verace e Onnipotente ciò che promette è in grado di fare e non cambia mai perché è immutabile (Malachia 3:6; Giacomo 1:17). 
Il Dio che non abbandona mai (Ebrei 13:5) è degno di fiducia! (Salmo 94:18-19).
Ecco perché non devi preoccuparti! Devi solo aspettare i tempi di Dio! 
“Non si potrà mai comprendere la fedeltà di Dio adottando una visione corta” (Paul S. Rees).
Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo guardare a Dio, ma anche:
B) Esaminare le priorità
Le preoccupazioni sono una spia che indicano quali sono le nostre priorità, quali sono le cose che contano veramente nella nostra vita, ma cosa ci dice Gesù in Matteo 6:33 riguardo le priorità? 
Che cosa dobbiamo ricercare primariamente? 
Qual è la promessa che fa Gesù? Come possiamo eliminare la preoccupazione?
Gesù in Matteo 6:33 riguardo le priorità esorta: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più”.
Nei vv. 31-32 Gesù comanda di smettere di comportarsi come i pagani preoccupandoci di ciò che mangeremo, o berremo, o vestiremo, le cose che vorrebbero avere, o anche le cose che sono sicuri che hanno bisogno; ora comanda, infatti cercate (zēteite) è un imperativo presente attivo, implica un obbligo continuativo di curare il rapporto con Dio, di impegnarsi a cercare e a fare la volontà di Dio, questo deve essere l’impegno e la lealtà, questa deve essere la priorità come vediamo nelle parole “cercate prima il regno e la giustizia di Dio”. 
Il “regno” indica la sottomissione, l’ubbidienza a Dio e la “giustizia” il comportamento o la vita richiesta da Dio che Lui approva (Matteo 5:6,10,20). 
“Prima” (prōtos) indica di primaria importanza! 
Il regno e la giustizia di Dio, non sono uno dei tanti obbiettivi per i discepoli, ma quello che viene prima di tutto e di tutti! 
Allora Dio deve avere la priorità, il primo posto! Dobbiamo metterlo prima di ogni altra cosa e di tutti! 
Si racconta che un ragazzino stava guidando un grosso carro da fieno lungo la strada e questo si ribaltò proprio davanti alla casa di un contadino. 
Il contadino uscì e vide il ragazzo piangere e disse: “Figliolo, non preoccuparti, possiamo sistemare la cosa. In questo momento la cena è pronta. Perché non vieni a mangiare con noi e poi ti aiuterò a rimettere il fieno sulla rastrelliera".
Il ragazzo disse: “No, non posso. Mio padre sarà molto arrabbiato con me”. 
Il contadino disse: “Adesso non discutere, vieni semplicemente a pranzare e ti sentirai meglio”. Il ragazzo disse: "Temo solo che mio padre sarà molto arrabbiato con me".
Il contadino e il ragazzo entrarono a casa e cenarono. Successivamente, mentre uscivano verso il fienile, il contadino disse: “Bene, non ti senti meglio adesso?” Il ragazzo disse: “Sì, ma so solo che mio padre sarà molto arrabbiato con me”. Il contadino disse: “Sciocchezze. Comunque dov'è tuo padre?" Il ragazzo disse: “È sotto quel mucchio di fieno”.
Il ragazzo non aveva messo il padre prima di tutto!
Ora la chiave per eliminare la preoccupazione è prendere Dio “da sotto il mucchio di fieno”, dove a volte cerchiamo di tenerlo, e rimetterlo al posto più importante della nostra vita!
Noi troviamo la promessa in Matteo 6:33 che Dio provvederà ai nostri bisogni primari, Gesù dice che ci saranno date in più riferendosi appunto al mangiare, al bere e al vestire!
Che cosa è più importante per te, che cosa cerchi, o metti prima di Dio? 
Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo esaminare la priorità, ma anche:
C) Pregare
Quando abbiamo problemi abbiamo solo due scelte: il panico o la preghiera.  
In Filippesi 4:6 è scritto: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti”.
Lutero disse: “Prega e lascia che Dio si preoccupi”. 
Paolo, guidato dallo Spirito Santo ci dice di non angustiarci di nulla, ma in ogni cosa, che possono essere problemi, necessità, e così via, di far conoscere a Dio le nostre richieste in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti (cfr. per esempio Salmo 37:5; Proverbi 16:3).
Paolo specifica “ringraziamenti” perché senza ringraziamento, la preghiera può degenerare in lamentele, o essere solo una presentazione a Dio di un elenco di richieste. 
Con il ringraziamento, riconosciamo le benedizioni passate, presenti e per fede future.
Il verbo “non angustiatevi” (merimnate), cioè “non preoccupatevi”, è un imperativo, un commando, quindi non dobbiamo preoccuparci! 
E si riferisce al tipo di preoccupazione che scardina, paralizza e rende inabili: "Un'attenzione ansiosa e molesta" (Lightfoot), come abbiamo detto prima: un’eccessiva preoccupazione.
La parola “angustiatevi” (merimna) rivela mancanza di fiducia nella cura amorevole di Dio e nella Sua potenza, e come diceva Oswald Chambers è una specie di “inconscia bestemmia”.  
Ci sarà il risultato per coloro che pregano Dio portandogli i loro problemi.
In Filippesi 4:7 è scritto: “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”.
“Custodirà” (phrourēsei – futuro attivo indicativo) era un termine militare usato per indicare “montare la guardia”, quindi sentinella, o guardia. 
La pace di Dio presiederà e proteggerà le nostre emozioni e i nostri pensieri dalle preoccupazioni, dal turbamento. 
La pace è un dono di Dio, come leggiamo più volte nella Bibbia che scaturisce dalla Sua grazia, piuttosto ciò che l’uomo può pensare, causare, o realizzare. (cfr. per esempio Numeri 6:26; Salmo 29:11; Giovanni 14:27; Galati 5:22),
Dio è il Dio della pace com’è scritto al v.9 di questo capitolo e in altri passi della Bibbia (2 Corinzi 13:11; 1 Tessalonicesi 5:23; 2 Tessalonicesi 3:16). 
Dio ci può dare la pace perché Lui ha pace, è in pace! 
Dio non è soggetto all’ansia! Ma è sereno e tranquillo. Egli esiste in perfetta armonia!
La pace di Dio, quindi riflette il carattere divino, la pace che Dio stesso ha, che è totalmente separato da ogni ansia e preoccupazione.
D. A. Carson afferma: “Devo ancora incontrare una persona cronicamente preoccupata che goda di un’eccellente vita di preghiera”.
Il modo per non essere ansiosi, preoccupati per niente è pregare sempre e per tutto!
Coloro che hanno una vita di preghiera, non sono cronicamente preoccupate, come dice il testo di Filippesi sperimentano la pace interiore!
In 1 Pietro 5:7 leggiamo: "Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi". 
Pietro che c’incoraggia a gettare ogni nostra preoccupazione su Dio perché ha cura di noi!
“Gettare” (epiriptō) significa buttare qualcosa su qualcuno, o qualcos’altro (Luca 19:35). 
Lo sfondo di quest’affermazione lo troviamo nel Salmo 55:22 dove sta scritto: “Getta sul SIGNORE il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli”. 
Possiamo liberarci, scaricarci della preoccupazione come ci si alleggerisce di un peso, Dio lo prende su di sé!! 
CONCLUSIONE
In sintesi se in questo momento, o quando sarai preoccupato eccessivamente, tanto da essere inqueto, o paralizzato, la Bibbia ci dice come esserne liberi e avere la pace di Dio, vale a dire credi e abbi fiducia in Dio, mettilo al primo posto e porta a Lui tutte le tue preoccupazioni! E la Sua pace t’inonderà!


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