Aggeo 1:3-4: La correzione di Dio al popolo.

Aggeo 1:3-4: La correzione di Dio al popolo.
La ripetizione della formula della parola profetica: “Per questo la parola del SIGNORE fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo”, sottolinea l'importanza e la fonte divina del messaggio e l'urgenza dell'ora.

La domanda retorica non è per ottenere informazioni, ma per stimolare le persone a considerare la loro situazione.

Con questa domanda, il Signore voleva mettere in evidenza la mancanza di maturità spirituale del popolo, l’indifferenza e la mancanza di zelo nel servizio del Signore. 

Nel v. 4 c’è un contrasto: i Giudei abitavano nelle loro case ben rivestite, mentre la casa del Signore è trascurata.
Il popolo aveva perso di vista la priorità giusta nella loro vita; aveva un problema di priorità! 
Le loro priorità erano invertite!

È un problema di molti come ci ricorda l’apostolo Paolo: “Poiché tutti guardano ai propri interessi, non a quelli di Gesù Cristo” (Filippesi 2:21).

Il Signore per bocca di Aggeo vuole correggere la loro priorità sbagliata.

Aggeo vuole che il popolo inverta il loro comportamento e porti così piacere e gloria a Dio.


Nella correzione consideriamo: 
I LA PRIORITÀ SBAGLIATA: SE STESSI.
Nel v.4 è scritto: ‘Vi sembra questo il momento di abitare nelle vostre case ben rivestite di legno”. 

Consideriamo:
A)La consacrazione discontinua.
Il popolo che era legato a un patto con Dio, non lo rispettava! 

Secondo Esdra 3:6-13,  il lavoro del tempio era già iniziato circa quindici anni prima, e al popolo era stato dato i soldi per pagare le spese, e comprare il legno di cedro dal libano!

Il popolo ha iniziato il lavoro e poi lo ha abbandonato! (Esdra 4).

Il senso sarebbe: “È questo il tempo per voi stessi di abitare nelle vostre case che avete ben rivestito, mentre questa casa è in rovina?”

“Il voi stessi” (lākem) è enfatico, come anche “ben rivestite”.

Il popolo a cui predicò Aggeo, non si preoccupava della disparità tra le loro case comode e le condizioni rovinate del tempio, e si giustificò per difendere il suo letargo!!

Studiosi non sono d’accordo su cosa volesse dire “case ben rivestite di legno”, se “rivestire” (sāphan) si riferisce a case che sono ben arredate con materiali costosi, al lusso dell’arredamento e al conforto interno (cfr. 1 Re 7:3,7; Geremia 22:14), o a un tetto che copre la casa (cfr. 1 Re 6:9).

Nel primo caso il contrasto è  tra completamento e incompletezza. 
Nel secondo caso tra lusso e austerità.

Questa discussione è dovuta perché “ben rivestite” può significare sia coprire con un tetto che rivestire con pannello per abbellirle (Geremia 22:14).

Tali abitazioni ricche, o comode sarebbero in netto contrasto con il tempio incompiuto!

Il profeta sta contrapponendo la loro totale mancanza di preoccupazione nei confronti della casa del Signore con il loro zelo per le proprie case!

Avevano sia il tempo e i mezzi per rivestire le loro case, mentre il tempio stesso è rimasto in rovina!

Il punto dell'argomento è: le persone si sono prodigate per le loro case (v.9), mentre non è stato fatto nulla per ricostruire il tempio.

Mentre alcune persone vivono in dimore confortevoli, comode e, probabilmente, persino lussuose, il tempio di Dio al contrario si trova in mezzo alle macerie ed è l'oggetto del disinteresse e dell'abbandono da parte del popolo!!

Quindi, l'enfasi è sulle priorità sbagliate della gente, evidentemente nel fatto che avevano finito le loro case mentre il tempio è rimasto in rovina.

Mentre il tempio, anche se non viene detto nello specifico, giace in rovina (ḥārēḇ), cioè devastato, distrutto, desolato (Neemia 2:3,17; Geremia 33:10,12; Ezechiele 36:35,38), la gente vive in case completate, o ben arredate.

Forse pensavano che come i loro padri hanno vissuto senza tempio, per Dio non era un problema, era soddisfatto solo dell’altare che avevano ristabilito per offrire gli olocausti (Esdra 3:2-5).

Usando la stessa parola per riferirsi sia alle singole case che al tempio, Aggeo sottolinea le priorità inappropriate della gente. 

Se si deve fare una scelta riguardo a quale delle due case dovrebbe essere costruita per prima, è più ragionevole pensare, secondo la volontà di Dio, che la casa del Signore, il tempio debba avere la precedenza!

L'uso della parola "casa" (bayith) per contrapporre il tempio di Dio con le abitazioni del popolo viene anche usato in 2 Samuele 7, quando Davide desidera costruire un tempio per il Signore. 

Il re viveva nella sua casa completa e lussuosa, e si sentiva in colpa per la mancanza di una simile casa per Dio.

Ma Davide, a differenza del popolo a cui parlò Aggeo, aveva il desiderio di costruire una casa per il Signore (2 Samuele 7:2; Salmo 132: 2-5), il popolo di Aggeo era egoisticamente indifferente.

Così Davide desidera costruirgli una casa, un tempio a Dio e commissiona il figlio Salomone, secondo il volere di Dio, per costruirlo (2 Samuele 7:1-16), e lo coprì di travi e assi di legno di cedro (1 Re 6:9-10).

Poi Salomone costruì il Suo palazzo (1 Re 7:1-12).

Non sappiamo se Aggeo avesse in mente questi due esempi, comunque il popolo di Dio è chiamato a condividere le priorità di Davide e Salomone. 

Se Davide si sentiva in colpa per aver vissuto in una "casa" prima che la "casa" di Dio fosse costruita; e se Solomone costruì la casa del Signore ben rivestita, prima della sua casa, allora  come possono i cittadini vivere in case rivestite di pannelli prima che il tempio fosse ricostruito?

Con questa domanda retorica di Aggeo, le persone sono chiamate a riflettere seriamente anche considerando la loro situazione economica difficile (vv.5-11), che vedremo nei dettagli un’altra volta se Dio vuole.

Le loro case sono ben costruite: rivestite, coperte, decorate, mentre la casa del Signore è in rovina!!!

Vediamo ora:
B)La consacrazione dilazionata.
Il Signore non li rimprovera  perché abitano in case confortevoli, ma perché non gli hanno obbedito, hanno messo prima loro stessi!

La Bibbia ci esorta prima a ricercare   Dio e il suo regno  e poi Lui ci darà le cose materiali di cui abbiamo bisogno (Salmo 37:3-5; 73:25; Matteo 6:33; Luca 14:26-27).

Ann Hasseltine, nata nel Massachusetts nel 1789, è cresciuta in una famiglia illustre. Era molto intelligente e molto ricercata. Da adolescente, Ann si era consacrata al Signore, pregando: "Guidami nel tuo servizio, e io non chiedo altro. Non sceglierei la mia posizione lavorativa, o il luogo di lavoro. Fammi solo conoscere la Tua volontà, e mi comporterò prontamente".

Lei era una maestra di 21 anni quando incontrò il giovane Adoniram Judson, che voleva diventare un missionario; e quando Adoniram in seguito scrisse al padre di Ann chiedendo la sua mano, disse: “Devo ora chiedere se puoi acconsentire a separarti da tua figlia all'inizio della primavera per non vederla più in questo mondo. Sia che tu acconsenta alla sua partenza per una terra pagana, e la sua soggezione alle avversità di una vita missionaria. Se puoi acconsentire alla sua esposizione a ogni tipo di bisogno e angoscia, insulto, persecuzione e forse una morte violenta. ...”.
Nel frattempo, Ann stava riflettendo sulle stesse domande. 
Nel suo diario, scrisse: “Dio ha un indubbio diritto di fare con me come sembra buono ai suoi occhi. Mi rallegro di essere nella sua mano, che è ovunque presente e può proteggermi in un posto come in un altro. Quando sono chiamata ad affrontare il pericolo, a passare attraverso scene di terrore e angoscia, Egli può ispirarmi con forza e permettermi di fidarmi di Lui. Sia che trascorra i miei giorni in India o in America, desidero spenderli al servizio di Dio e trascorrere l'eternità alla Sua presenza. Sono disposta a rinunciare ai comfort temporali e a vivere una vita di difficoltà e di prove, se è la volontà di Dio. ‘Ecco la serva del Signore; sia fatto a me secondo la tua parola’ (Luca 1:38)”.
Fu così che Adoniram e Ann Judson divennero i primi missionari stranieri inviati dalle coste dell'America.

L'obbedienza posticipata è una condizione coerente del cuore umano peccaminoso, e ci giustifichiamo come abbiamo visto al v.2.

Questa volontà di rimandare l'obbedienza, o di ignorarla del tutto è stato il segno della razza umana sin dalla prima trasgressione di Eva. 

Alla radice di questo peccato c'è l’egoismo e l’orgoglio: la convinzione che la nostra saggezza e le nostre preferenze siano più grandi e più importanti di Dio!
Questo è il motivo per cui G. K. Chesterton una volta disse: "Se avessi un solo sermone per predicare, sarebbe un sermone contro l'orgoglio" 

Scegliere il nostro comfort rispetto all'obbedienza è un segno di priorità sbagliata.

Timothy G. Alford dice: “Non tutti i cristiani hanno grandi poteri mentali, o sono personalità estroverse, ma tutti dovrebbero essere zelanti”.

Come credenti dobbiamo avere lo zelo di Davide, di Salomone per la casa di Dio, quindi della chiesa, del corpo di Cristo (1 Corinzi 3:16; 6:19; 2 Corinzi 6:16; Efesini 2:20-21), come anche di Gesù che aveva uno zelo che lo consumava, come vediamo per esempio  quando si arrabbiò perché il popolo ai Suoi tempi, aveva fatto della casa di Dio un mercato (Giovanni 2:13-17).

Se siamo i discepoli di Gesù Cristo dobbiamo essere zelanti come Lui!

Vediamo allora:
II LA PRIORITÀ GIUSTA: IL SIGNORE.
Ancora nel v. 4 leggiamo: “Mentre questo tempio è in rovina?’”.

A) L’importanza del tempio. 
Lasciare la dimora del Signore in uno stato di abbandono significava mostrare mancanza di rispetto nei confronti del Signore stesso.

Aggeo richiama il popolo a ricostruire il tempio…perché?

Quale era il ruolo del tempio?

Il tempio era un simbolo della presenza di Dio tra il Suo popolo. 

I capitoli che vanno dal 25 al 40 di Esodo si occupano di fornire una dimora per il Signore in mezzo al popolo d’Israele. 

La vastità e la meticolosità di questa narrazione rivela che la costruzione del tabernacolo era una priorità importante per il Signore del Patto.

Esodo 25:8 ci dice quale era lo scopo del tabernacolo: “Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro”.
Alla fine della costruzione del tabernacolo la gloria di Dio lo riempie  (Esodo 40:34-35).

Il tabernacolo è stato la localizzazione della presenza di Dio col Suo popolo quando era nomade, un simbolo visibile che Dio era presente in mezzo a esso.
Nel tabernacolo Israele poteva offrire il culto e fare l'espiazione per le violazioni del Patto stipulato. 

Il tabernacolo con le sue immagini e il sistema sacrificale era il mezzo con cui il Santo, il Trascendente, l’Infinito Dio era presente tra di loro.

Il tabernacolo è stato il mezzo con cui un popolo di peccatori poteva mantenere la comunione con il Dio Santo.

Come ho detto prima, una volta che Davide salì al trono e la nazione era stabile in un territorio, vide la necessità di una dimora più permanente per Dio e lo costruì il Figlio Salomone (2 Samuele 7:5-16). 

Anche in questo caso vediamo che il tempio di Salomone è un luogo speciale della presenza di Dio (1 Re 8:27-30), la Sua gloria riempiva la casa del Signore (1 Re 8:10-13).

Nella celebrazione del tempio di Salomone, furono offerti migliaia di animali in sacrificio (1 Re 8:62-64), come ci saranno in seguito prima della sua distruzione.

Il tempio era centrale per la vita religiosa dei giudei, era il luogo dove l’uomo incontrava Dio, il centro del culto a Dio, importante per la relazione tra Dio e il Suo popolo. 
Senza il tempio era impossibile soddisfare alcuni aspetti basilari della vita religiosa ebraica, come le varie esigenze di sacrificio e di culto comunitario, e serviva come promemoria del patto con cui il popolo era legato al Signore.

“Il tempio simboleggiava la presenza di Dio tra il suo popolo e serviva come ricordo tangibile dell'alleanza di Yahweh con Israele. La sua esistenza fisica nel mezzo della comunità ebraica è stata progettata per favorire l'obbedienza alle clausole del patto e ispirare la vera adorazione del Signore” (Hill, A. E., & Walton, J. H.).

Archer G. Jr. riguardo l’importanza del tempio ai tempi di Aggeo scrive: “Dalla prospettiva del nostro tempo, potrebbe essere messo in dubbio che la questione del completamento del tempio fosse vitale come lo rappresentavano questi profeti; nell'era cristiana siamo abituati a non avere un santuario centrale. Ma va ricordato che gran parte della costituzione mosaica presupponeva il proseguimento dell'adorazione in tale santuario, e l'incapacità di completare un'adeguata casa di culto poteva portare a paralizzare la vita religiosa della comunità ebraica. Dovrebbe anche essere compreso che il secondo tempio doveva svolgere un ruolo molto importante nella storia della redenzione, poiché era in questo tempio (come rimodellato e abbellito da Erode il Grande) che il Signore Gesù Cristo doveva portare avanti il suo ministero a Gerusalemme. Era, naturalmente, il Suo avvento che ha soddisfatto la promessa di Aggeo 2:9: ‘La gloria di quest'ultima casa sarà maggiore della prima’".

Il tempio aveva anche la Sua importanza perché è associato al nome e alla persona del Signore (cfr. 2 Cronache 6:5-9,20,26,33-34, 38). 

Così la logca della verità conseguente era questa: disonorare il tempio significava anche disonorare il Signore!!

Lasciare il tempio in rovina equivaleva a un fallimento da parte del popolo di onorare adeguatamente il Dio di Israele!

Quando allora trascuriamo l’opera del Signore, allora non lo stiamo onorando adeguatamente!!

Com’è scritto nella Bibbia: Glorificare Dio è lo scopo della nostra vita! (Isaia 43:7; Efesini 1:6,12,14).

Jonathan Edwards disse: “Il grande fine dell'opera di Dio, che è variamente espresso nella Scrittura, non è che uno; e questo fine è chiamato in modo appropriato e completo: "La gloria di Dio".

B) L’incoerenza del popolo.
Bisogna tener presente a questo punto, che il popolo era ben consolidato dopo il loro ritorno dall'esilio, infatti lo abbiamo visto con la costruzione delle loro case, ma nonostante ciò, avevano abbandonato il loro impegno per il tempio di Dio.

Il Signore aveva dimostrato la sua fedeltà al Suo popolo a cui era legato con un patto, portandolo in patria, ma il popolo non si dimostrò fedele al Signore: abbandonò la costruzione del tempio!

Non c’era nulla di sbagliato nel rendere le loro case confortevoli,  il problema era che le per le persone Dio non aveva la priorità!

Il motivo per cui Dio si è rivelato è perché il popolo pensava che non era il momento di ricostruire il tempio!

Il popolo al tempo di Aggeo scelse coscientemente il benessere personale e non l’opera di Dio!
Il Signore deve avere la nostra priorità perché lui solo è Dio (Isaia 45:5-6). 

Lui solo è il Creatore, a cui appartiene tutto (Salmo 24:1; 50: 11-12). 

Dio merita e gli è dovuto che gli offriamo il meglio di noi stessi (cfr. Esodo 23:19, 34:26; Salmo 51:17; Romani 12:1). 

Le persone al tempo di Aggeo, hanno costruito le loro case, e Dio li riprende perché hanno trascurato la ricostruzione del tempio!

Hanno trascurato la cosa più importante: l'adorazione di Dio.

Trascurare le cose di Dio in favore delle nostre cose è abbastanza comune.


Ma la questione della priorità è molto importante!!
Quando le nostre case, le nostre famiglie, il lavoro, i piaceri, e così via, prendono il sopravvento, rispetto alla centralità di Gesù Cristo, rappresentano un pericolo per la nostra vita spirituale. 

Significa che non stiamo vivendo secondo la volontà di Dio, come discepoli di Gesù Cristo, dobbiamo metterlo sopra ogni cosa (Luca 14:25-27), e amarlo con tutto noi stessi, cioè in modo radicale, totale ed esclusivo (Matteo 22:37), senza idoli (Esodo 20:3; cfr. Ezechiele 14:3-11).

Ciò che il Signore desiderava per il popolo di Israele, e quindi anche per noi oggi, era che dessero  la priorità a Dio e ai Suoi comandi al di sopra di ogni altra preoccupazione.

Questo passaggio ci ricorda che il più grande desiderio di Dio per noi è che lo onoriamo e obbediamo ai suoi comandi. 

Dio vuole che non rimandiamo ciò che possiamo fare oggi nell’opera Sua!

A chi diamo la nostra adorazione? A chi diamo il nostro cuore?

C’è sempre qualcosa che si adora e si serve, o Dio, o un’altra cosa.

“GOTTA SERVE SOMEBODY” (Devo servire qualcuno) di Bob Dylan dice:
“Puoi essere ambasciatore in Inghilterra o in Francia 
ti può piacere il gioco, ti può piacere il ballo 
puoi essere il campione del mondo dei pesi massimi 
puoi essere un “viveur” con una lunga fila di perle
Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire

Puoi essere un tossicomane del rock’n’roll che si pavoneggia sul palco 
Puoi avere droga a tuo piacimento, donne in una gabbia 
Puoi essere un uomo d’affari o un ladro d’alto bordo 
Possono chiamarti Dottore o possono chiamarti Capo

Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire

Puoi essere un alto ufficiale, puoi essere un giovane imbroglione 
Puoi essere a capo di qualche grosso network televisivo 
Puoi essere ricco o povero, puoi essere cieco o zoppo 
Puoi vivere in un altro paese sotto falso nome

Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire

Puoi essere un carpentiere che lavora ad una casa 
Puoi vivere in una villa o puoi vivere in una chiesa 
Puoi possedere pistole e puoi persino possedere dei carri armati 
Puoi essere il padrone di casa di qualcuno, puoi persino possedere banche

Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire
Puoi essere un predicatore con il tuo orgoglio spirituale 
Puoi essere un assessore che intasca la tangente 
Puoi lavorare in un negozio di barbiere, puoi sapere come si tagliano i capelli 
Puoi essere l’amante di qualcuno o puoi esserne l’erede

Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire

Puoi amare indossare cotone, puoi amare indossare seta, 
puoi amare il whiskey, puoi amare il latte,
può piacerti il caviale, può piacerti il pane, 
puoi dormire sul pavimento, puoi dormire in un letto da re

Ma devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire

Puoi chiamarmi Terry, puoi chiamarmi Timmy 
Puoi chiamarmi Bobby, puoi chiamarmi Zimmy 
Puoi chiamarmi R.J., puoi chiamarmi Ray 
Puoi chiamarmi in ogni modo ma non importa quello che tu dirai

Devi sevire qualcuno, sì, è così, devi servire qualcuno 
Sia esso il Diavolo o il Signore, ma qualcuno lo devi servire”.

Ciò che adoriamo ci consuma, ci prende, ci coinvolge, c’influenza!!

La cosa brutta per il popolo di Aggeo è che l’abbandono del tempio significava abbandonare Dio! 
Loro avevano abbandonato Dio!

Il tempio era il simbolo della presenza reale del Signore tra il Suo popolo. 

Rifiutare di costruire la casa era come dire che alle persone non importasse che il Signore fosse presente tra di loro. 

Nel peggiore dei casi indicava che il Signore potesse essere presente tra di loro alle loro condizioni!

Come dirà Aggeo dopo, nei vv.6-11, i  tentativi del popolo di autoconservazione, o di prosperità umana si sarebbero rivoltati contro loro stessi. 

Ciò che credevano essere fondamentale per il progresso della loro comodità e benessere, in realtà serviva a realizzare il contrario. 

Volevano prosperare e invece non godevano quel poco che avevano,  perché non avevano dato a Dio la priorità!

CONCLUSIONE.
È importante sottolineare che la dimora di Dio nel tempio non deve essere interpretata come permanente, o statico, ma piuttosto come un aspetto della sua auto-rivelazione, la sua comunione con il suo popolo.

La presenza divina di Dio nel tempio era reale, la Sua presenza era viva e dinamica in tutti gli eventi cultuali, della Sua auto-rivelazione al Suo popolo!

Quindi, la "dimora" di Dio nel tempio non significa che sia stato confinato a quella struttura è impossibile perché Dio è Onnipresente e infinito! (1 Re 8:27; Salmo 139:7-10), o, soprattutto, che la Sua presenza fosse un fatto automatico (cfr. Salmo 15; 24:3-5; Isaia 59:1-2; Zaccaria 1:1-6). 

Secondo il patto tra Dio e il popolo d’Israele (Deuteronomio 27-30), questa relazione comporta, da parte loro, fede, obbedienza, dedizione, ecc. 

Non c'è garanzia automatica che Dio sia sempre presente nel tempio!
È un’illusione pensare così! (Geremia 7:4; 26:6,18). 

Ezechiele fu testimone del fatto che la "gloria" del Signore si allontanò davvero dal tempio (Ezechiele 10:1-22). 

La distruzione del tempio nel 586 a.C. da parte dei babilonesi ci dice il fatto innegabile che Dio può davvero abbandonare il Suo tempio! 

I cristiani, la chiesa è il tempio di Dio! (1 Corinzi 3:16; 6:19; 2 Corinzi 6:16).

La Sua presenza dinamica comunque non è scontata, nel senso che il peccato è un ostacolo alla comunione con Lui (Isaia 59:1-2 ; 2 Corinzi 6:14-18; cfr. Apocalisse 2:5; 3:19-20).

Le priorità nella relazione di Dio con il Suo popolo non sono il culto del tempio e il tempio in quanto tale, ma Dio stesso e il Suo patto, quindi la fede viva e l’obbedienza genuina alla Sua parola!

Il messaggio del Signore tramite Aggeo,  deve essere visto in questa luce: Dio deve avere la priorità!
Siamo stati creati e salvati per glorificare Dio (Isaia 43:7; Efesini 1:3-14).

La nostra vita e la vita della chiesa, non deve essere antropocentrica, ma teocentrica, non deve girare attorno a noi stessi, ma attorno a Dio!

Una chiesa che è antropocentrica nel suo approccio porrà come preoccupazione primaria l'incontro dei bisogni umani. 
Mentre se se è teocentrica, il fine sarà la gloria di Dio!

Allora dobbiamo chiederci: “Stiamo portando piacere e gloria a Dio attraverso questo lavoro, o stiamo vivendo per noi stessi?”




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