Atti 12:5: La preghiera efficace d’intercessione.

Atti 12:5: La preghiera efficace d’intercessione.
“Pietro dunque era custodito nella prigione; ma fervide preghiere a Dio erano fatte per lui dalla chiesa”.  

Dai vv.1-4 apprendiamo che il re Erode perseguitava la chiesa, fece uccidere Giacomo, fratello di Giovanni e ritenne opportuno ritardare l'esecuzione di Pietro mettendolo in prigione, e facendolo custodire a turno da quattro gruppi di quattro soldati ciascuno che si alternavano ogni tre ore, in 4 turni, secondo l’uso romano. Ma grazie alla preghiera della chiesa, fu liberato da un angelo del Signore dalle sue catene, la notte prima di essere giudicato e probabilmente condannato a morte (vv.6-17).
Consideriamo:
A) La certezza della preghiera: Dio è sovrano.
La chiesa sapeva che la vita di Pietro dipendeva solo da Dio! La chiesa riconosceva che Dio è l’Iddio della storia (cfr. Atti 4:27-31). La preghiera è il rimedio assoluto, più importante che ha il credente! Dio deve essere il nostro punto di riferimento, perché la nostra vita dipende da Lui, perché è l’unico sovrano che guida e controlla la storia degli uomini secondo i Suoi piani! (1 Cronache 29:11-12; Salmo 47:2,8-9; Isaia 14:27; 46:10; Geremia 10:23; Giovanni 5:17; Efesini 1:11).
Da una prospettiva umana, la situazione di Pietro appariva terribilmente triste e difficile, ma da una prospettiva della fede, questa era solo un'altra occasione per sperimentare l'infinita potenza sovrana di Dio! Le impossibilità umane non sono impossibili per il Dio sovrano che domina e controlla in modo assoluto l’universo! Dio può fare la qualsiasi cosa! (Genesi 18:14; Geremia 32:17; Matteo 19:26), dobbiamo avere fede che può fare infinitamente di più di quello che domandiamo,  o pensiamo (Efesini 3:20). Così quando preghiamo dobbiamo sempre pensare che Dio è l’Iddio che controlla e guida la storia! Questo influenzerà la nostra preghiera!
B) Il contenuto della preghiera.
Il contenuto della preghiera della chiesa non è scritto. I credenti, forse pregavano per la sua liberazione, anche se non si aspettavano che venisse liberato (vv.14-15). O pregavano per un esito positivo per il processo che doveva aver luogo il giorno successivo (v.4), o per avere una punizione minore rispetto all’esecuzione (cfr. Atti 5:40). O pregavano per il coraggio e la forza di sopportare l'interrogatorio e l'esecuzione (come Gesù aveva sopportato entrambi). Comunque, Pietro è stato liberato dal momento in cui la chiesa ha pregato con fervore  per la sua liberazione. 
C) La compattezza della preghiera.
La parola “preghiere” è fare una richiesta a Dio. “Preghiere” (proseuchē) in realtà è al singolare, cioè “preghiera”. Quindi era una preghiera a Dio compatta e condivisa dalla chiesa come un solo cuore, una sola voce per Pietro! La chiesa è incoraggiata a  essere unita (Romani 12:16; 1 Corinzi 1:10; 2 Corinzi 13:11; Filippesi 2:1-11). 
D) La consacrazione nella preghiera.
“Fervide” (ektenōs), indica che la preghiera era un'attività incessante, contiene l’idea d’intensità e perseveranza. Era un termine medico che descrive lo stiramento di un muscolo ai suoi limiti. La chiesa fece, allora, nella preghiera per Pietro, il massimo sforzo che era in grado di fare. 
Così le caratteristiche di un’intercessione efficace è credere che Dio è sovrano, una preghiera compatta e condivisa dalla chiesa, pregare con passione e perseveranza! 

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