Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.
"Ma Gesù gli disse: 'Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio'". 

Gesù ha pronunciato queste parole per mettere in guardia una persona, che aveva interesse a seguirlo, ma che voleva andare a salutare prima i suoi familiari. Gesù mette in chiaro che nel regno di Dio non c’è posto per chi guarda indietro, ma è chiamato a guardare a quello che sta facendo. Se il contadino vuole tracciare un solco dritto e fare così un lavoro buono e completo, non può permettersi di guardare indietro, deve essere concentrato nel solco che sta facendo e guardare avanti senza distrazioni se non vuole fare mezzo lavoro. Chi arava e guardava indietro lasciava un solco a zig zag e una parte del terreno non arato!
Come un contadino che ara deve guardare avanti e fare attenzione al lavoro che sta svolgendo, così anche chi vuole essere un discepolo di Cristo non deve permettere che le altre questioni della vita distraggono la sua attenzione dal discepolato, dal servire il Signore. In questo contesto, i legami familiari rappresentano un guardare indietro. Come discepoli non solo siamo chiamati a servire il Signore per il progresso del Vangelo, ma siamo chiamati a servirlo senza distrazione per compiere bene quello che il Signore ci chiama a fare. Questa era l’esortazione di Paolo: "Dite ad Archippo: 'Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore per compierlo bene'" (Colossesi 4:17). In questa esortazione vediamo il modo di adempiere il servizio e cioè con urgenza, diligenza e completezza, senza rilassamento e superficialità. “Bada”(blepe) significa stare in guardia, avverte di un pericolo, il pericolo di trascurare il servizio. Archippo deve compiere bene il servizio che Dio gli ha affidato. “Compiere bene” (plerois) indica portare a compimento, completare, realizzare. Il compito di esercitare un servizio nella chiesa deve essere svolto in modo completo, senza schivare niente di ciò che comporta, senza rilassarsi mai e senza distrazioni! (Cfr. Atti 20:23-24; 2 Timoteo 4:5). In altre parole siamo chiamati a servire il Signore in modo responsabile e fedele. Noi c’impegniamo quando lavoriamo, ci impegniamo nell’educare i figli, stiamo attenti quando guidiamo, a maggior ragione dovremmo impegnarci ed essere concentrati nel servizio, non possiamo permetterci di essere superficiali. Questo per due motivi: (1) perché stiamo servendo Gesù, il Signore. Dio non è indifferente per come lo serviamo (Levitico 10:1-2; 1 Samuele 2:12-36; 4:4-11). (2) Perché stiamo parlando del destino eterno delle persone (Giovanni 3:16). Perciò il compito affidato al discepolo: la predicazione del regno di Dio, esige una grande determinazione, un impegno totale, senza nostalgie, che pone il dovere al servizio del regno di Dio al di sopra degli affetti familiari. Probabilmente se questo andava a casa per salutare i parenti, avrebbe soggiornato così a lungo che non sarebbe più ripartito con Gesù, che si spostava di villaggio in villaggio. Magari sarebbe stato preda delle frasi appassionate ed emotive dei parenti tanto da stare a casa e non partire più per servire il Signore. Molti credenti scoraggiano i figli a servire il Signore, incoraggiandoli piuttosto a farsi una posizione economica! Chi guarda indietro non è adatto per il regno di Dio, cioè per la predicazione del regno di Dio!     

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