sabato 4 febbraio 2017

Geremia 31:33: Il rapporto con Dio.

Geremia 31:33: Il rapporto con Dio.
Questo passaggio è il versetto più noto, o uno dei passaggi più importanti di Geremia, ma anche di tutta la Bibbia. 
Il Nuovo Testamento cita i vv. 31-34 nella loro interezza in Ebrei 8:8-13; e in parte in Ebrei 10:16-17, ma ci sono diverse allusioni nei Vangeli e nelle lettere, ed è riferito a Gesù (cfr. Matteo 26:28; Marco 14:24; Luca 22:20; 1 Corinzi 11:23-26; 2 Corinzi 3:3, 6; Ebrei 7:22).

Geremia in questo contesto sta parlando profeticamente del Nuovo Patto (v.31), il creatore del patto è il Signore (vv. 3, 20, 32, 35); e sarà un patto immutabile (vv.35-37). 

“Nuovo patto” è il nome di un nuovo rapporto di una persona con Dio per mezzo di Gesù Cristo, è il Patto della salvezza dai peccati per la sola fede e per la sola grazia di Dio (Per esempio Efesini 2:8-9).

Che cosa indica la frase: “E io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo”?

In primo luogo indica:
I RECIPROCO COINVOLGIMENTO.
Il coinvolgimento si riferisce al patto.
Un patto (berîth) è un accordo tra due, o più parti con vantaggi e obblighi, o impegni reciproci.

In questo coinvolgimento nel Nuovo Patto in Gesù Cristo vediamo: 
A) L’appartenenza.
“E io sarò loro Dio” indica che il popolo salvato da Dio in Gesù Cristo, di cui ne è il mezzo, il mediatore e garante (Matteo 1:21; Atti 4:12; 2 Corinzi 5:19; Colossesi 1:20; Ebrei 5:10; 7:22-8:6; Ebrei 9:15) appartiene a Dio, è di proprietà di Dio. 

Quindi c’è una:
(1) Liberazione.
(a) Una liberazione da Satana.
In Atti 26:18 leggiamo: “Per aprire loro gli occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati".

Così anche in Colossesi 1:13-14 è scritto: “ Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati”.

Ci sono solo due regni spirituali: quello di Dio e quello di Satana, per natura ogni persona è sotto l’autorità, il controllo, il regno di Satana, ma Dio ha liberato i credenti in Cristo dal suo potere, quindi il vero cristiano non appartiene più a Satana, ma a Dio!

Poi vediamo anche: 
(b) Una liberazione dal peccato e da noi stessi.
1 Corinzi 6:19-20 Paolo afferma: “ Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi.  Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo”.

Paolo precedentemente aveva parlato di astenersi dalla fornicazione; chi si unisce a una prostituta è un solo corpo con lei e un cristiano non può farlo perché è unito al Signore (v.15), ed è anche il tempio dello Spirito Santo (v.19), questo gli ricorda l'autorità di Dio sulla sua vita (cfr. 1 Tessalonicesi 4:8). 
Pertanto, il credente non deve considerarsi indipendente e appartenente a se stesso!!

Paolo, nel v.20 spiega la ragione fondamentale per cui un vero cristiano non è padrone di se stesso: è stato comprato a caro prezzo, e di conseguenza il Signore ha pieni diritti di proprietà. 

“Siete stati comprati” (ēgorasthēte) indica la redenzione, significa “acquistare al mercato “, “essere tirato fuori dal forum”, cioè dal mercato degli schiavi (agorázō; 1 Corinzi 7:23, Apocalisse 5:9, ecc.). L’immagine, dunque, deriva dalla vendita all'asta degli schiavi. 

Quest’immagine, in primo luogo, sottolinea e rafforza il punto che i cristiani appartengono a un nuovo padrone al quale devono rendere conto di tutto. 
L'immagine non è solo di uno schiavo liberato da una schiavitù pagando un riscatto, ma di essere trasferito da un proprietario all'altro. 

In precedenza i Corinzi, (quindi tutti i credenti), erano schiavi del peccato; ora in Cristo sono schiavi di Dio per fare la sua volontà (Giovanni 8:34; Romani 6:16-23; 7:6,23). 

Dio ha acquistato la chiesa a caro prezzo! (cfr. Atti 20:28), quindi il cristiano è di Sua proprietà! 

L'immagine sottolinea, in secondo luogo, un atto costoso da parte del nuovo proprietario che rende il credente legittimamente e contrattualmente interamente Suo. 
Paolo non menziona né l’occasione e nemmeno il prezzo, ma è chiaro che il riferimento è a Gesù che sulla croce ha offerto se stesso affinché i peccatori potessero essere redenti (1 Pietro 1:18-19; Apocalisse 5:9). 

Appartenere a Dio indica anche avere:
(2) Una benedizione.
In realtà le benedizioni sono tante, ma la benedizione di chi fa parte del Nuovo Patto descritto da Geremia è: il perdono dei peccati.
Nel v.34 leggiamo: “Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”.

In Matteo 26:26-28 riguardo il Nuovo Patto Gesù dice: “Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: ‘Prendete, mangiate, questo è il mio corpo’.  Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati’” (Luca 24:19-20; 1 Corinzi 11:23-26; cfr. Atti 13:38-39).

Cosa implica il perdono dei peccati?
Implica:
(1) La Rimozione.
La maggior parte delle immagini bibliche che riguardano il perdono si riferiscono a sbarazzarsi del peccato in una forma, o nell'altra: allontanare (Salmo 103:12); togliere (Zaccaria 3:9); gettare in fondo al mare (Michea 7:19);  far sparire come una nebbia e una nuvola (Isaia 44:22); gettarli dietro le Sue spalle (Isaia 38:17);  mettere via, annullare, rimuovere (Ebrei 9:26 rimuovere, annullare athétēsis); coprire il peccato (Salmi 32:1; Romani  4:7); cancellare (Salmo 51:9; Isaia 43:25 e Geremia 18:23). 

Il perdono può essere raffigurato come un lavaggio (Salmi 51:7; Isaia 4:4; Atti 22:16); come una purificazione (Isaia 1:18; Ebrei 9:22; 1 Giovanni 1:7-10).

Il perdono implica:
(2) La Cancellazione.
Efesini 1:7 dice: “In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia”. 

“In lui”, dal contesto si riferisce a Gesù. 
Pertanto non c’è perdono senza Cristo. 
Gesù si è caricato addosso i nostri peccati ed è morto al posto del peccatore sulla croce (1 Pietro 2:24; 3:18; Romani 3:23-25).

Il perdono ( áphesis da aphíēmi che significa lasciare andare o mandare via come il servo a cui fu condonato il debito Matteo 18:27-35; Matteo 6:12; Isaia 40:2; Colossesi 2:14) è la cancellazione, o la remissione di un debito, o di una condanna per i nostri peccati. 

Ogni persona ha un grande debito a causa dei propri peccati davanti a Dio che non è in grado di pagare. 
Quindi il perdono è l’esenzione del debito che si ha verso Dio che non siamo in grado di pagare! 
Il perdono, è non imputare agli uomini le loro colpe, non addebitarli (2 Corinzi 5:19; Romani 4:8); non ricordarli (Geremia 31:33-34; Ebrei 8:12).

Il perdono implica:
(3) La Riconciliazione.
La riconciliazione con Dio. 
L’immagine è quella del figliol prodigo che si era allontanato dal padre e che ritorna a casa e viene accolto nuovamente dal padre (Luca 15:18-20). 

Con il perdono Dio, riporta al suo precedente stato la relazione personale interrotta. 
Con il perdono Dio ci riconcilia con sé!  
In Romani 5:9-11 è scritto: "Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione".  (2 Corinzi 5:19).

Il perdono implica:
(4) La Perfezione.
Quando Dio perdona, perdona in modo perfetto!  Non si ricorda più dei peccati come ci dice Geremia al v.34.

L’apostolo Giovanni lo afferma categoricamente in 1 Giovanni 2:12: “Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome”.
Dio allontana definitivamente i peccati, nel senso di perdonarli (Salmi 103:12), li butta in fondo al mare (Michea 7:18); li cancella (Isaia 43:25).

La domanda è lo fa per alcuni peccati? Assolutamente no! Dio perdona tutti i peccati, anche quelli più terribili! (Isaia 38:17; Geremia 33:8; Colossesi 2:13).

Non ha importanza quanto numerosi e gravi possano essere i peccati e quante volte possiamo peccare…Dio perdona in modo perfetto in virtù del sacrificio e dell’intercessione di Gesù Cristo (Romani 8:31-34; 1 Giovanni 2:1-2).
Riposa su questo! Quando Satana ti accusa per i tuoi peccati, se sei in Cristo, ricordagli che Dio ti ha rivestito di abiti magnifici! (Zaccaria 3:1-5). 
Dio ti ha tolto degli abiti sporchi e ti ha rivestito degli abiti puliti di Cristo, della giustizia di Cristo! (Isaia 64:6; Romani 13:14; Filippesi 3:8-9).

Quindi in questo coinvolgimento nel Nuovo Patto in Gesù Cristo vediamo: 
B) L’assoggettamento.
Nel v.33 è scritto: “’Ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni’, dice il SIGNORE: ‘Io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo”.

Prima di tutto vediamo:
(1) La scopo dell’Antico Patto.
Non dice quando avverrà il Nuovo Patto, Geremia dice solo: “Dopo quei giorni”, il riferimento comunque è all’incarnazione, morte, resurrezione e ascensione di Gesù

Questo "Nuovo Patto", dice il Signore, non sarà come quello vecchio che ha fatto con i loro padri (il Patto Mosaico) che essi hanno violato (v.32). 
Nella storia dell’antico Israele, infatti vediamo che molte volte il popolo fu disobbediente a Dio. 

Un nuovo patto eterno (Geremia 32:40) è stato necessario perché i padri hanno rotto il primo, nonostante il fatto che il Signore avesse intrapreso atti potenti di liberazione per loro conto, li avesse afferrato per mano e condotti fuori dall'Egitto, e nonostante il fatto che Egli era il loro Signore.

La storia religiosa di Israele è stata caratterizzata da diversi rinnovamenti del patto e risvegli (Per esempio sotto Giosuè –Giosuè 23-24; Samuele -1 Samuele 12; Ezechia-2 Cronache 29-31; Giosia- 2 Cronache 34:3-7), tuttavia, anche questi grandi risvegli non potevano invertire la tendenza dei peccati commessi e la giusta conseguenza dell'ira di Dio secondo il patto; infatti secondo l’Antico Patto all’obbedienza seguiva la benedizione, alla disobbedienza la maledizione  (per esempio 2 Re 23: 26-27; Geremia 11:1-17; 30:12-15, 23-24; cfr. Deuteronomio 27-30). 

Ora vediamo:
(2) La sostanza del Nuovo Patto.
Sia Israele che il mondo avevano bisogno di Nuovo Patto: avevano bisogno della salvezza dai peccati.
Il sacrificio di Gesù, una volta è per sempre toglie i peccati e rende perfetti chi si affida a Lui (Ebrei 10:11-18).

Quando Dio salva rende delle nuove persone!!
Il Nuovo Patto sarà caratterizzata da un cambiamento interiore per una vita di obbedienza.

La scritta nel cuore della legge, contrasta con la scrittura esterna della legge dell’Antico Patto incisa in tavole di pietra (Esodo 19:3-8; 24:3-8; 31:18; 34:28-29; Deuteronomio 4:13; 29:1-29; 2 Corinzi 3:3), o scritta in un libro (Esodo 24:4-7), quindi comandamenti esterni alla persona.

Ma siccome il popolo con l’Antico Patto non obbediva perché la legge di Dio rimaneva fuori da esso, era necessario che le leggi di Dio fossero scritte nel cuore delle persone del Suo popolo affinché potessero obbedire.

Il Nuovo Patto prevede un cambiamento rivoluzionario nel cuore di ogni credente, sarà dunque, un patto interiore e non più esteriore.
Questo era sempre stato il desiderio di Dio: la circoncisione del cuore (Deuteronomio 10:16; 30:6).

Il “cuore” (lēḇ) è la sede emotiva, volitiva e intellettuale di una persona, da ciò che abbiamo nel cuore sarà il nostro comportamento (Proverbi 4:23; Matteo 15:19).

Mettendo la legge nel cuore, Dio fornirà al Suo popolo la spontaneità, il piacere e la forza per un’obbedienza gioiosa.
Con la legge nel cuore obbedire sarà normale, prontamente accettata come respirare, bere e mangiare!

La legge di Dio diventa così un principio dominante interiore, e così l’obbedienza è assicurata (cfr. Geremia 24:7; 32:39).

Il nucleo del nuovo Patto è la rigenerazione, o la nuova nascita, questo avviene per grazia di Dio (cfr. Giovanni 1:10-13; 3:1-16; 2 Corinzi 5:17; Tito 3:5-7; 1 Pietro 1:3,23; 1 Giovanni 4: 7; 5,18); è il dono di un cuore nuovo da parte di Dio per la potenza dello Spirito Santo com’è scritto in Ezechiele 36:25-27: “Vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli.  Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”. (cfr. Ezechiele 11:19; 18:31).

Riepilogando, chi riceverà un cuore nuovo avrà un atteggiamento duttile e sottomesso alla volontà di Dio!

“E io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo” indica anche:
II RECIPROCA CONSIDERAZIONE.
Per quanto riguarda:
A) Dio.
Dio si prenderà cura di ogni membro del Suo popolo.
(1) Dio ama il credente nonostante sia un peccatore (Romani 5:8; Efesini 2:4-5). 
Dio ci ha amati perché ha voluto amarci, non perché in noi ci fosse qualcosa di buono, apprezzabile, o amabile.
Ci ha salvato per la sola Sua grazia (Efesini 2:8-9; Romani 9:15-16).

Spurgeon in una sua predicazione diceva: 
“Nella caduta ci vide rovinati,
Ma nonostante tutto, ci amò;
Dalla nostra condizione ci ha salvati,
la sua infinita grazia dimostrò!”

(2) Dio amerà per sempre il credente e lo salverà.
Dio ci preserverà fino alla fine e poi ci accoglierà in gloria.
Nel Salmo 73:23 leggiamo: “Ma pure, io resto sempre con te; tu m'hai preso per la mano destra;  mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria” ( 1 Corinzi 1:8).

Nessuno ci potrà rapire dalle mani di Gesù dice Giovanni 10:27-30! 
Nessuno ci potrà strappare dalle mani di Dio perché Egli è più grande di tutti!

Coloro che sono di Gesù Cristo possono avere la certezza della vita eterna!
La nostra salvezza è stata progetta prima la creazione da Dio e non dipende da noi.
Dio ci ha preconosciuti, predestinati, chiamati, giustificati, glorificati dice Paolo in Romani 8:28-30 (cfr. Romani 5:2;8:17,18,19; Filippesi 3:21; 1 Pietro 5:1).
Paolo sta guardando alla glorificazione del credente dal punto di vista di Dio, che ha già decretato e quindi vede la glorificazione già realizzata. 
Anche se ancora noi (i cristiani) non lo abbiamo sperimentata, la decisione divina di glorificare coloro che sono stati giustificati è già stata fatta, la pratica è chiusa!!!

Questo significa che quello che Dio ha cominciato porterà a compimento come conferma anche Filippesi 1:6.

Perciò nella mente di Dio la tua salvezza com’è stata decretata è già realizzata, perché i suoi piani sono immutabili! (Ebrei 6:17).

Niente e nessuno ci separerà dal Suo amore è scritto in Romani 8:35-39.

Se il Dio Onnipotente, Immutabile è con noi e ci Ama, chi ci condannerà? 
Nessuno perché Lui ci giustifica e Cristo è il nostro Sommo Sacerdote che intercede per noi! (Romani 8:31-34).

Chi ci separerà dall’amore che Gesù ha per noi? La tribolazione, l’angoscia? La persecuzione? La fame? La nudità? La pressione del mondo? Niente ci separerà perché siamo più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati.

Niente e nessuno, nemmeno il diavolo oggi e domani, ci separerà dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù! (Romani 8:35-39).

Quindi la nostra salvezza spirituale è certa per la provvidenza di Dio!!
(cfr. Salmo 4:8; Genesi 28:15; Luca 21:18; 1 Pietro 3:12).

Lodiamo il Signore per questo!
La salvezza non dipende da noi, ma da Dio!

(2) Dio si prenderà cura del Suo popolo.
Possiamo fare alcuni esempi.
(a) Dio nella sua provvidenza non permetterà che i suoi figli siamo provati al di là delle proprie forze.
Dio nel Suo amore e provvidenza ci abilita per sopportare la prova.
In 1 Corinzi 10:13 leggiamo: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare” (1 Pietro 1:6-7; 4:12-13). 

B) Dio provvede ai bisogni dei credenti.
Dio si prende cura dei suoi figli (Salmo 71:6; Romani 8:28).
In 1 Pietro 5:6-7 è scritto: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi”.
Dio non abbandonerà mai chi gli appartiene! Mai e poi mai! (Salmo 9:10; 37:28; 90:1; 94:14; Ebrei 13:5; Apocalisse 21:3).   
        
(1) Dio provvede ai bisogni materiali. 
In Filippesi 4:19 leggiamo: “Il mio Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù”. (Deuteronomio 8:3; 1 Re 17:1-6; Matteo 6.11).

I figli di Dio valgono più degli uccelli e dei gigli.
Noi esseri umani ci preoccupiamo del cibo e del vestito, ma in Matteo 6:25-34 Gesù c’incoraggia a non essere ansiosi per la nostra vita di che cosa mangeremo, o berremo. 
Gesù vuole che cerchiamo prima il Suo regno e la Sua giustizia, perché come Dio si prende cura degli uccelli che non seminano e non mietono, così si prenderà cura di noi perché abbiamo un valore superiore degli uccelli! 

Così anche per il vestire non dobbiamo essere ansiosi, basta guardare come Dio veste l’erba dei campi e la bellezza dei gigli che hanno breve durata, così vestirà noi, i credenti, Dio si prenderà cura di noi nel vestirci (Matteo 10:29-31).

(2) Dio provvede la protezione materiale e ci custodisce.
Per esempio nel Salmo 5:11-12 leggiamo: “Si rallegreranno tutti quelli che in te confidano; manderanno grida di gioia per sempre. Tu li proteggerai, e quelli che amano il tuo nome si rallegreranno in te, perché tu, o SIGNORE, benedirai il giusto; come scudo lo circonderai con il tuo favore”.  (Altri esempi Salmo 4:1; 46:11; 48:3; 59:17; 62:2; 71:3; 90:1; 91:9-16; 144:2; Isaia 17:10; Geremia 16:19, ecc.). 

(3) Dio provvede aiuto e liberazione.
Per esempio in 2 Corinzi 1:10 è scritto: “Egli ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà ancora”. (altri esempi Salmo 17:6; 33:20; 37:40; 46:1; 54:4; 121:1–2; 146:5; Isaia 50:7–9; Atti 26:22; Romani 8:26; Ebrei 4:16; 13:6; ecc.). 

Con Spurgeon possiamo dire: “Avvenga quel che avvenga il popolo di Dio è al sicuro. Se il mondo fosse distrutto dal fuoco, tra le ceneri non si troverebbe nemmeno una reliquia di un santo. Se il mondo fosse nuovamente sommerso dal diluvio (e sappiamo che ciò non avverrà), ci sarebbe un’altra arca per salvare altri Noè. Se le fondamenta della terra fossero scosse come da convulsioni, se i suoi pilastri crollassero e i cieli stessi si accartocciassero, ciononostante i credenti sarebbero al sicuro, come nell’ora del più tranquillo riposo. Se Dio non salvasse il suo popolo sulla terra, lo trarrebbe comunque in salvo nei cieli. Se tutto il mondo andasse in fiamme, i suoi figli troverebbero accoglienza e salvezza nei cieli. Quindi abbiate fiducia, quando sentite parlare di guerre e preparativi di guerre. Non agitatevi. Qualsiasi cosa avvenga in questo mondo, voi sarete al sicuro sotto le grandi ali di Yahweh. Basatevi sulle sue promesse, confidate sulla sua fedeltà, e non vi sgomenti il futuro più nero, perché non potrà fare nulla contro di voi”. 

Per quanto riguarda la reciproca considerazione:
B) Il credente.
(1) Si fiderà di Dio.
La fede significa affidarsi a Dio in piena fiducia e implica un impegno totale verso di Lui che è attendibile, significa essere convinti che Dio ha il potere e che è vicino nel salvare, convinti che quanto Dio ha rivelato è verità. 

La fede è molto importante nel rapporto con Dio, perché senza fede non possiamo piacerGli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli esiste e risponde a quelli che lo cercano (Ebrei 11:6).  
La fede è un dono di Dio (Atti 3:16; 18:27; Filippesi 1:29; Giacomo 1:17; 2 Pietro 1:1).

Noi vediamo che chi fa parte del Suo popolo: 
(2) Amerà Dio. 
Il cristianesimo non è una religione, ma un rapporto che è nato perché il Dio trino ci ha amati. 
"Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo" (1 Giovanni 4:19). 

L’iniziativa è di Dio! 
Se non fosse per il fatto che Lui ci amava, noi non potevamo amarlo. 
Egli ci ha amati, perché ha scelto di amarci e il credente risponde a questo amore con l’amore come richiesto da Dio. 
La legge di Dio scritta nel cuore, quindi la nuova nascita, rinnoverà il nostro modo di vedere Dio.
A causa della meravigliosa opera di Dio nel loro cuore, i credenti risponderanno amando il Signore e cercando di piacergli. 

Arthur Pink riferendosi alla rigenerazione che ha l’effetto di amare Dio sopra ogni cosa diceva: “Nessuno può veramente amare Dio al di sopra di tutto e di tutti, fintanto che questo miracolo della grazia non sia stato operato in lui. È allora che i sentimenti vengono raffinati e reindirizzati all’oggetto appropriato. Colui che un tempo disprezzava, viene ora contemplato come del tutto amabile. Colui che un tempo veniva odiato (Giovanni 15.18), ora è amato più di chiunque altro.”  

Quando un peccatore viene rigenerato c’è un cambiamento dei sentimenti, amerà il Signore mettendolo al primo posto, sopra ogni cosa e lo amerà con tutto se stesso, si donerà completamente a Dio, lo amerà in modo radicale, totale e urgente. (Deuteronomio 30:6; Salmo 73:25; Matteo 10:37; 22:37;1 Tessalonicesi 1:9; 2 Timoteo 3:2).

Noi vediamo che chi fa parte del Suo popolo: 
(3) Temerà Dio.
La parola ebraica per timore (yārē) significa “paura”, “terrore” “rispetto”, “tenere in grande considerazione”.

Il timore nasce dall'esperienza della presenza Dio (Esodo 3:6; 20:18,20; Deuteronomio 5:5; Salmo 76:9; Genesi 28:17; Daniele 10:12,19), e dalle opere del Signore come l'attività storica e la dimostrazione della sua potenza (Esodo 14:31; 1 Samuele 4:7-8; Salmo 65:9;76:9; Giobbe 6:21; Isaia 25:3; 41:5; Geremia 10:7; Michea 7:17; Zaccaria 9:5).

Il timore di Dio è la giusta consapevolezza della grandezza di Dio (Esodo 15:11; Salmo 130:4; Deuteronomio 10:21; 2 Samuele 7:23). 
Esso ci dona la convinzione che il suo favore è la più grande benedizione che l’uomo possa ricevere e che la sua disapprovazione è invece il peggiore dei mali.

Il timore di Dio è principio della sapienza (Proverbi 9:10). 
“Principio” indica che il timore di Dio è fondamentale e guida di quei pensieri saggi e decisione giusta nei vari aspetti della nostra vita.
Quindi se manca il timore di Dio tutta la nostra vita spirituale sarà sbagliata o distorta. 

Il timore di Dio è il segreto della rettitudine (Proverbi 8:13).
Possiamo dire giustamente con John Murray che “Il timore di Dio è l'anima della consacrazione”. 
Chi teme Dio vive in accordo con la volontà di Dio seguendo le leggi di Dio! (Deuteronomio 17:19-20; 31:11-13).
In definitiva ciò che è l'alfabeto per la lettura, i numeri per la matematica, le note per la musica, così il timore del Signore è fondamentale per vivere la vita cristiana per come vuole Dio. 
La mancanza di timore di Dio ci porta fuori strada!!! 

Noi vediamo che chi fa parte del Suo popolo: 
(4) Vivrà per Dio.
In 2 Corinzi 5:14-15 è scritto: “ Infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e ch'egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro”. (Romani 12:1-2; Filippesi 1:21).

L’amore di Gesù Cristo gratuito, generoso e incondizionato costringe (sunechei), cioè controlla, motiva e regola la vita di Paolo e dei suoi collaboratori, ma anche di tutti i cristiani; è il potere irresistibile nella loro vita e nel loro ministero (cfr. v.11).

Paolo è sia costretto e limitato, non avendo altra scelta che di amare e servire Cristo fedelmente, pensando al Suo amore che lo ha spinto a morire e risuscitare per i credenti, o al posto dei credenti.

I credenti uniti all’opera di Gesù Cristo sono morti con Lui al peccato, alla vecchia vita e risorti per vivere consacrati a Gesù Cristo! (Romani 6:3-14; Galati 2:20).

Se noi veramente siamo uniti a Gesù Cristo e contempliamo il Suo amore per noi peccatori, non possiamo vivere più per noi stessi, per i nostri piaceri, ma per Lui!
L’amore di Gesù Cristo avvolge, coinvolge e travolge i credenti!
Coloro che sono dominati dall’amore di Cristo vivono per Lui!

Infine: “E io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo” indica:
III RECIPROCA COMUNIONE.
Anche la conoscenza è una conseguenza del Nuovo Patto e quindi della della legge scritta nei cuori.

Nella reciproca comunione vediamo una:
A) Conoscenza personale e intima (v.34).
“Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: "Conoscete il SIGNORE!" poiché tutti mi conosceranno”.

Quelli che fanno parte del popolo di Dio hanno una conoscenza intima con Lui, un’esperienza personale.
Quindi non è solo una conoscenza intellettuale su Dio, ma una conoscenza relazionale resa possibile mediante la rigenerazione.

L’origine, il centro e lo scopo del Nuovo Patto è conoscere Dio! 
Conoscere Dio, non è semplicemente avere informazioni che lo riguardano, ma avere un’esperienza e un rapporto con Lui, e di conseguenza conosceranno il carattere, la verità e la volontà di Dio.

“Conoscere” (yādhaʿ) indica una conoscenza intima e personale che nasce tra due persone che si sono impegnate per intero l'un l'altro in un rapporto che tocca la mente, le emozioni e la volontà.

Nella reciproca comunione vediamo una:
(B) Conoscenza universale.
Nel v.34 leggiamo: “’Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: - Conoscete il SIGNORE! - poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande’, dice il SIGNORE”.

Questo non significa che tutti saranno salvati, si riferisce che il Nuovo Patto, quindi la conoscenza di Dio è:
(1) Per tutte le nazioni.
È vero che nel v.31 e nel v.33 è scritto che il patto è con il popolo d’Israele, ma è anche vero che si riferisce anche ai non-giudei come testimonia il Nuovo Testamento (Isaia 49:1-7; Romani 9:30-33; 11:16-24; Efesini 2:11-3:7).

La grazia di Dio salva gli individui, Gesù invierà i Suoi discepoli a fare discepoli tutti i popoli (Matteo 28:18-20).

La conoscenza di Dio è:
(2) Per tutte le età.
“’Poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande’, dice il SIGNORE” (v.34).

Ricchi e poveri, bianchi e neri, rossi e gialli, bambini, giovani e adulti, maschi e femmine (cfr. Geremia 5:1-5; 6:11-13) conosceranno il Signore senza mediatori!!!
Sotto l’Antico Patto, i sacerdoti servivano come mediatori tra Dio e il popolo (Esodo 20:19; Ebrei 7:22-28), con il Nuovo Patto Gesù Cristo è il Sommo Sacerdote (Ebrei 2:17; 4:15-16) e tutti i credenti sono sacerdoti (1 Pietro 2:9), così grazie alla mediazione di Gesù l’esperienza con Dio è diretta e immediata, non dipende da nessun altro.

Grazie a Gesù possiamo avere comunione con Dio Padre (1 Giovanni 1:3)
e presentarci alla Sua presenza liberamente tutte le volte che vogliamo!!! (Giovanni 10:9; Romani 5:1-2; Efesini 2:18; 3:12).

CONCLUSIONE.
Dobbiamo ricordare:
1) Gesù Cristo è l’obbiettivo di Dio che ha per noi e riguarda la salvezza dai peccati.
Nel piano di Dio la legge dell’Antico Patto serviva a dimostrare che l’uomo non era e non è in grado di osservare la legge di Dio, la legge di Dio ci fa vedere quanto siamo peccatori e il bisogno che abbiamo di Gesù Cristo, lo scopo della legge è di condurci a Gesù Cristo (Romani 3:19-23; 7:1-8:4; Galati 3:10-24).

Ora chi fa parte del Nuovo Patto, chi fa parte del popolo di Dio, non è più sotto la maledizione in quanto trasgressori della legge, perché Gesù Cristo li ha riscattati (Galati 3:13).
Chi ha il perdono dei peccati ha vita eterna! (Giovanni 3:16,36)

La mia domanda è: appartieni a Gesù Cristo? Fai parte del Suo popolo?
Se la risposta è sì, allora loda Dio! Non solo per la tua salvezza, ma anche perché ora hai una comunione con Dio e puoi andare alla Sua presenza tutte le volte che vuoi!

Se la risposta è no! Ti esorto a pentirti dei tuoi peccati con un cuore contrito davanti a Dio confessandogli i tuoi peccati e ti esorto a credere in Gesù per il perdono (Atti 20:21).
Questa è la vera felicità e la cosa più importante in questa vita!

2) Gesù Cristo una volta che salva, salva per sempre.
La salvezza è l’opera di Gesù Cristo, è il Nuovo Patto. 
Una volta che Lui salva lo fa per sempre; Lui ha questo impegno, ha l’impegno di non perdere quelli che sono stati salvati (Giovanni 6:37-39).
La salvezza dipende da Lui, e non da noi, non è per i nostri meriti, o sforzi.

Infine:
3) Gesù Cristo quando salva rende nuove persone.
Chi è in Cristo è una nuova persona.
La nuova nascita per la potenza dello Spirito Santo, produce nuove inclinazioni, nuovi pensieri, nuovi desideri e nuove abitudini secondo la giustizia e la santità che procedono dalla verità di Dio. (2 Corinzi 5:17; Ezechiele 36:26-27; 1 Giovanni 3:9-10; 2 Pietro 1:3-4; Efesini 4:23-24; Colossesi 3:9-10). 

Se sei la stessa persona di sempre non sei stata salvata da Gesù, perché Dio salvandoci ci rende nuove persone: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).