domenica 24 luglio 2016

1 Corinzi 13:4: Ciò che l’amore è.

1 Corinzi 13:4: Ciò che l’amore è.
 “L'amore è paziente, è benevolo”. 

Il contesto di questi versetti ci dice che senza amore i nostri doni spirituali e le nostre azioni non hanno valore!
Oggi l'amore è un termine vago e usato male. L'amore è una questione di comportamento, non solo sentimento, o sensazione.
Paolo descrive l’amore iniziando con una doppia descrizione dell’amore di Dio, che per mezzo di Cristo si è mostrato paziente e benevolo nei confronti di coloro che meritano, invece il giudizio divino. 
L'implicazione ovvia è: questo amore, l’amore di Dio deve caratterizzare il suo popolo, l’amore gli uni verso gli altri.

L’amore è paziente.
La pazienza è uno degli attributi di Dio (per esempio Esodo 34:6; Numeri 14:18; Neemia 9:17; Salmo 86:15; 103:8; 145:8; Gioele 2:13; Giona 4:2; Naum 1:3; Romani 2:4; 9:22). “Paziente” (makrotumei) indica un’infinita capacità di sopportazione, di autocontrollo, quindi chi ama non s’infastidisce facilmente e non cerca vendetta (cfr. Matteo 18:26-29), sopporta le provocazioni senza lamentarsi, quindi è tollerante. Nei nostri rapporti con gli altri, quando sono difficili, scortesi e ci danneggiano, noi dobbiamo esercitare la stessa pazienza che Dio esercita con noi. Questa pazienza non è segno di debolezza, ma segno di forza, non è disfattismo, è seguire il modello di amore divino. 
L’amore è benevolo.
Anche benevolo, o bontà, o buono è un attributo di Dio (Salmo 25:6-7; 31:21; 34:8; 86: 5; 100:5; Geremia 33:11; cfr. Romani 2:4; 11:22; Tito 3:4). 
“Benevolo” (chrēsteuetai) suggerisce la calda, generosa accoglienza che il cristiano dà sempre ai suoi fratelli, che fa del suo meglio per essere premuroso, gentile, disponibile e generoso. La benevolenza è la buona volontà attiva, non è solo il pensiero di essere generoso, significa essere generoso; non pensa solo al benessere degli altri, ma lavora concretamente per questo scopo. Quando Gesù comandò ai Suoi discepoli di amare i loro nemici, non ha semplicemente detto di avere un sentimento benevolo su di loro, ma di essere benevoli con loro. In Matteo 5:38-40 Gesù dice: “Voi avete udito che fu detto: ‘Occhio per occhio e dente per dente’. Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello”.
La benevolenza riconosce che ognuno porta un carico pesante, quindi il benevolo è una persona che è felice di incontrare il suo prossimo e di offrirgli il suo aiuto, il dargli qualcosa che gli è utile, il benevolo si dona in servizio agli altri. Si riferisce a una reazione di bontà anche nei riguardi di coloro che lo trattano male. La benevolenza lavora per placare e spegnere gli “incendi” comunitari nati dalla rabbia degli altri non solo sopportando nobilmente, ma anche calmare e confortare.
L'amore risponde agli altri con lo stesso cuore tenero e perdono che Dio ha mostrato a noi in Cristo (Efesini 4:32).
Quindi l’amore è più di un semplice sentimento, chi ama è paziente e s’impegna ad agire benevolmente verso anche coloro che lo hanno ferito, o maltrattato.