La genealogia di Gesù da parte di Matteo (Matteo 1:1-17).

La genealogia di Gesù da parte di Matteo (Matteo 1:1-17).
Molti anni fa in un incontro per adolescenti l’insegnante chiese, ai numerosi partecipanti (duecento o trecento partecipanti) quanti di loro avevano letto tutta la Bibbia in un anno. Nessuna mano si alzò. L’insegnante chiese altre tre volte e infine un adolescente alzò la mano ed esitante disse: "Bene, l'ho letta, ma ho letto solo le parti che erano interessanti. Non ho letto le genealogie". 

La maggior parte di noi quando leggiamo la Bibbia, quando arriviamo alle genealogie, o li saltiamo, o li leggiamo in modo superficiale, li reputiamo noiose.

Il vangelo secondo Matteo si apre con l'albero genealogico di Gesù, questo potrebbe sembrare strano a un lettore moderno e potrebbe essere scoraggiante alla lettura presentare fin dall'inizio una lunga lista di nomi! 

Per un Giudeo questa era la cosa più naturale e interessante, era il modo più importante per iniziare.

Le genealogie avevano una certa importanza, noi, infatti, le troviamo sin dall’inizio della Bibbia (Genesi 5;10; Genesi 11:10-32; Genesi 35:2-26; Genesi 36; Genesi 46:8-27; Esodo 6:14-25; Numeri 1:2,18; 1 Cronache capp.1-9, ecc.). 

Studi recenti indicano che lo scopo delle genealogie antiche Semitiche era di preservare la stirpe pura, ma potevano servire contemporaneamente ad altri scopi, come per mostrare l'identità e il dovere, per dimostrare credenziali per autorità e per le proprietà, per organizzare la storia, ecc. 

La genealogia era necessaria per l’accertamento minuzioso per la successione alla corona, alla carica di sacerdote, alla direzione di una tribù, di una famiglia e la stessa appartenenza al popolo eletto. 

Un esempio dell’importanza delle genealogie nella società Israelita, la troviamo in Esdra 2:62 ed Esdra 8:1-16, in questo caso alcuni uomini non furono scelti come sacerdoti perché cercando i loro titoli sacerdotali nelle genealogie, non li trovarono, Esdra fu costretto a cercarli altrove. 

In Neemia 7:5 è scritto che Neemia fece il censimento e andò a vedere nel registro delle genealogie chi era ritornato in Gerusalemme la prima volta dall’esilio Babilonese, questo aveva un valore storico e organizzativo.

Che cosa significa genealogia?
Il vangelo di Matteo comincia con le parole "genealogia di Gesù Cristo". 
Nel greco letteralmente è “il libro delle origini o della genesi” (biblos geneseōs), molti studiosi sono convinti che questo non si riferisca solo alla genealogia, o ai primi due capitoli, ma a tutto il vangelo, alla storia di Gesù. 

Qual è lo scopo della genealogia di Matteo?
Alcuni hanno visto la genealogia di Matteo come una risposta alle critiche dei Giudei riguardo a Gesù. 
Se vediamo il contesto storico-sociale e il contesto del Vangelo, Matteo scrisse agli Ebrei con scopi apologetici, ma anche per aiutare i cristiani dell’epoca a difendere la loro fede in un contesto Giudaico ostile. 

Quali sono allora, gli scopi della genealogia di Matteo, o cosa prova?
1. Prova che Gesù era anche un uomo.   
2. Prova che Gesù era di razza giudaica.
3. Prova che Gesù era di stirpe regale, il Messia, il Re.

L'intento evidente di questa genealogia è provare, oppure evidenziare la linea legittima messianica di Gesù come l'erede legittimo del re Davide, quindi serve a valutare chi è veramente Gesù, infatti, Gesù era chiamato Cristo, cioè Messia, figlio (seme) di Davide. 

Da questo lungo elenco di re, da cui discende, vediamo che Gesù ha il diritto giuridico legale per essere chiamato Re. 
La genealogia rivela che Gesù appartiene alla linea legittima dei re d'Israele della stirpe di Davide. 

Gesù era la realizzazione della speranza messianica d'Israele e la genealogia di Matteo presenta le Sue credenziali storiche delle Sue origini; rivela che le radici di Gesù affondano nella storia d'Israele, che Dio ha guidato, anche nei momenti più bui fino al suo culmine: tutta la storia Biblica mira a Gesù!! 

La genealogia dà il tono al vangelo di Matteo, ma serve anche per evidenziare la nascita di Gesù nella scena successiva, e indica non un evento ordinario, ma la nascita del Messia atteso (Matteo 1:18-25), l'Unto, della linea di discendenza da Abramo e Davide. 

Non ci meravigliamo, allora, che i Magi in visita cercarono il Re dei Giudei e chiesero dove si trovasse (Matteo 2:1-12), e che Erode si sentisse minacciato da questo Re, e cercherà di ucciderlo (Matteo 2:13-23).

In tutto questo, però Dio, è sovrano e interviene nella storia del mondo per proteggere il Suo Unto (Matteo 2:12-22).

Ora in questa genealogia vediamo alcune qualità del carattere di Dio e di questo oggi vi voglio parlare.

In primo luogo vediamo:
I LA SOVRANITÀ DI DIO  
Questa genealogia ci parla della sovranità di Dio.

Dio ha progettato la venuta del Figlio dall’eternità e ha scelto gli antenati, quindi Israele e guidato la storia per la venuta del Figlio con lo scopo di salvare il Suo popolo dai loro peccati (Matteo 1:21). 

L'idea biblica della sovranità di Dio include il Suo regno divino sulla creazione e questo implica almeno tre aspetti: autorità, proprietà, controllo. 
Per sovranità di Dio s'intende:
A) Autorità 
Dio è la Suprema Autorità (1 Cronache 29:11-12).

Dio non è sottoposto a nessun altro, è l'unico Dio, l'eccelso (Isaia 45:5-6; Isaia 57:15) e fa quello che vuole e non deve dare conto a nessuno di quello che fa (Salmi 115:3; Salmi 135:6; Daniele 4:34-35; Geremia 18:6). 

Nella Sua autorità, Dio ha diritto assoluto di scegliere le persone che vuole per attuare i Suoi disegni. 

Dio ha scelto degli uomini e delle donne per portare a compimento la Sua volontà: ha scelto Abramo e non un altro Caldeo; Isacco e non Ismaele, Giacobbe e non Esaù, Giuda e non Giuseppe e così via. 

Nella Sua autorità, Dio ha il diritto d'imporre il Suo volere su tutte le Sue creature, ma la Sua volontà non è mai arbitraria, è sempre coerente con il Suo carattere e con i suoi piani eterni (Salmi 33:10-11).

Nella Sua autorità, l'autorità di Dio è categorica e noi non abbiamo alcun diritto di temporeggiare, o trattare, tanto meno disobbedire (Deuteronomio 5:32; Deuteronomio 8:11). 

“Dio ha il diritto sovrano di fare ciò che vuole, e non è necessaria nessun'altra spiegazione” afferma John M. Frame.

Per sovranità di Dio s'intende anche: 
B) Proprietà 
Quando la Bibbia parla che Dio è “Signore”, sia la parola ebraica (’āḏôn) e sia le parole greche (Kyrios e Despotēs), implicano appunto "proprietà". 
Questo mondo non appartiene ai dittatori, alle ideologie, ai criminali, alle multinazionali, né al diavolo, ma a Dio!

La Bibbia afferma costantemente che tutte le cose sono di Dio: la terra e i suoi abitanti, i cieli, l'argento, l'oro, gli animali e soprattutto il Suo popolo (Genesi 14:19; 1 Cronache 29:11; Salmo 24:1-2; 100:2-3). 

Dio ha scelto il popolo d'Israele per essere il Suo tesoro particolare e li ha liberati in modo potente con prodigi dalla schiavitù di Egitto. 

Dio ha dato loro l’adozione, la gloria, il servizio sacro e le promesse, da qui ha deciso che doveva nascere come uomo Gesù (Esodo 19:6; Deuteronomio 7:6-8; Romani 9:4-5; Tito 2:14;1 Pietro 2:9).

Per sovranità di Dio s'intende: 
C) Controllo (Matteo 10:28-30; Giovanni 5:17)
John Blanchard disse: " La causa di Dio non è mai in pericolo". 

Dio è padrone del Suo universo, regna sovrano sulla storia degli uomini, animali e natura. 

Perciò i Suoi piani non possono essere frustrati, ciò che Dio progetta realizzerà, come il piano salvifico che ha adempiuto in Cristo (Giobbe 42:2, Salmi 33:10-11; Isaia 14:27; Isaia 46:9-10; Efesini 1:11; Atti 2:23; Atti 4:27-28; 1 Pietro 1:18-19).

Isaia 14:27 dice: “Il Signore degli eserciti ha fatto questo piano; chi potrà frustrarlo? La sua mano è stesa; chi gliela farà ritirare?”

In Isaia 46:9-10 leggiamo: “Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me. Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà”.
Il piano di Dio continuerà secondo il Suo programma e niente e nessuno lo potrà fermare!

Come affermava giustamente J. Oswald Sanders: “Dio non può mai essere superato, preso di sorpresa o colto in una posizione di svantaggio. È un Dio che non conosce crisi. Prima che sorga un'emergenza, Dio nella sua provvidenza ha provveduto in modo adeguato e perfettamente tempestivo per soddisfarla”.

Una caratteristica di questa genealogia di Matteo è che è divisa in tre raggruppamenti di quattordici generazioni per un totale di quarantadue; Matteo non conta tutte le generazioni, non ne ha menzionate alcune. 

Matteo non si è sbagliato, l'ha fatto intenzionalmente, ma ha fatto una selezione.

La genealogia si divide in tre parti da Abramo a Davide (vv. 1:2-6) è il culmine del regno Davidico e la fase decadente, va da Davide (Salomone- Ieoconia) alla deportazione in Babilonia (vv.6-12), la fase culminante dalla deportazione (Ieoconia) a Cristo (vv.1:12-16). 

(1) Questa simmetria del numero “quattordici” indicherebbe secondo studiosi l’ordinamento del piano di Dio, cioè che Dio conduce la storia verso lo scopo da Lui previsto: la nascita di Gesù Cristo 
Gesù è il climax, cioè l’apice, la cima, tutto mira a Lui.

Questa genealogia, pone Gesù perfettamente in linea con la storia di Israele dell’Antico Testamento e il movimento in progresso del piano salvifico di Dio fino ad arrivare a Cristo che è il culmine.

Il fatto che Matteo abbia organizzato questi dati in tre gruppi di quattordici generazioni indica che il tempo della preparazione del piano salvifico è terminato, che in Gesù è adempiuto.

Dio ha guidato la storia d’Israele e di questi re per portare alla nascita, Suo Figlio.

Il controllo di Dio nella storia degli uomini lo vediamo anche dalle Sue promesse.

(2) Dio aveva fatto due promesse una ad Abramo e una a Davide 

(a) Dio sceglie Abramo e gli promette che avrebbe fatto di lui una grande nazione (Genesi 12:2-3; Genesi 22:18)
Questo significa che da lui sarebbe nato un popolo con un territorio circoscritto e che in lui sarebbero state benedette tutte le genti, questa è una promessa universale.      

Ricordiamo che Sara era sterile, quindi diventa ancora più forte e chiara la promessa e la sovranità di Dio.

(b) Dio promette a Davide che avrebbe sempre avuto una discendenza e che la sua casa e il suo regno, sarebbero stati resi saldi per sempre (2 Samuele 7:12-16;1 Cronache 17:11-14; Salmi 89:3; Salmi 132:11; Isaia 11:1-5, 10; Geremia 23:5-6; Geremia 30:9; Geremia 33:14-18; Ezechiele 34:23-24; Ezechiele 37:24) 

In Gesù si realizzano queste due promesse in modo meraviglioso! (Galati 3:13-16; Luca 1:32-33; Ebrei 1:2,8; Isaia 9:5-6). 

Le promesse ad Abramo e a Davide dimostrano che Dio aveva un piano che ha portato avanti, guidando la storia, questo dimostra la Sua sovranità, il Suo controllo sovrano sull’universo e sul tempo: passato, presente e futuro. 

Quindi, possiamo affermare che la tua vita è nelle mani di Dio! 
Lo stesso Dio che ha guidato la storia per la venuta del Messia, guida oggi la storia della tua vita (Proverbi 16:9; Geremia 10:23; Romani 8:28; Giacomo 4:13-15). 

Come reagisci davanti i piani di Dio riguardo la tua vita? 

Dovresti sempre fidarti di Dio!
Ma più delle volte ci fidiamo di noi stessi più che di Dio nelle difficoltà della vita, oppure siamo ansiosi eppure affermiamo di credere che Dio è sovrano. 

Inoltre noi dovremmo accettare con riconoscenza sempre la volontà di Dio per la nostra vita (Efesini 5:20; 1 Tessalonicesi 5:18). 

William Carey disse: "Dio ha diritto sovrano di disporre di noi come gli pare e piace. Noi dobbiamo accettare tutto ciò che Dio fa con noi e per noi".

Dio ha il diritto assoluto di governare e di disporre di tutte le Sue creature secondo il Suo piano! Questa è la sovranità di Dio!

Se l’uomo fa quello che può, Dio fa quello che vuole!

In secondo luogo vediamo:
II LA GRAZIA DI DIO  
In questa genealogia vediamo che Dio non ha usato persone perfette, e in questo vediamo proprio la grazia di Dio. 
Andrew Murray disse: “La grazia in Dio è la sua compassione per gli indegni”.

La stirpe di Gesù non apparteneva a una categoria di persone rispettabili, ma apparteneva a una famiglia di idolatri, assassini, imbroglioni, codardi, immorali, adulteri, e bugiardi, eppure Dio li ha usati!

La grazia indicava una relazione di favore immeritato di un superiore con un inferiore, per esempio tra re e sudditi, questo anche nel caso della grazia divina verso gli uomini. 

Questa grazia, non è dovuta, o meritata da parte nostra, perciò non va pretesa, è un atto libero di Dio. 

La grazia è l'amore che dà a chi non è amabile! Non è secondo il merito dell’uomo, sono due aspetti che si escludono!

Infatti in Romani 11:5-6 parlando dell’elezione Paolo afferma: “Così, anche al presente, c'è un residuo eletto per grazia. Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia”. (cfr. Efesini 2:8).

Se le opere hanno un aspetto importante per la nostra salvezza, non ha senso parlare di “grazia”, perché se parliamo così abbiamo cambiato il significato di "grazia", cioè di dono, di favore immeritato e libero di Dio, quindi la grazia non sarebbe più grazia. 

Se la grazia è condizionata in qualche modo dai meriti umani, o dalla volontà dell'uomo che spinge all'azione, allora la grazia cessa di essere grazia.
“Grazia e opere” sono contrapposte in relazione all'elezione divina. 

L’elezione è l’esclusiva iniziativa di Dio per grazia e non per le opere nostre! 

La scelta di Dio è sempre stata solo un'espressione della Sua grazia, non una ricompensa per l'iniziativa o lo sforzo umano. 
Questo vuole dire Paolo!

Se confondiamo questi due opposti: grazia e opere, non solo le parole perderanno semplicemente il loro significato, ma anche non porteranno gloria a Dio!

Ora in questa genealogia vediamo che non sono state le persone a scegliere o a meritare di essere usate da Dio, ma è Dio che ha deciso di farlo, facendo loro grazia. 

Gli uomini in questa genealogia non avevano qualcosa di speciale!
Gli uomini che Dio ha usato non erano senza peccato, anzi!
 
Per esempio, Abramo, Isacco e Giacobbe, erano bugiardi ed egoisti (Genesi 12:11-13; 20:2-3; 26:7-11; 27:18-19,24). 

Giuda fu complice con i suoi fratelli nell’aver venduto il fratello minore, Giuseppe a dei mercanti (Genesi 37:26-28).
Giuda poi va con una prostituta, la nuora che si era finta prostituta per avere figli della stessa generazione (Genesi 38).

Davide peccò di adulterio e omicidio (2 Samuele 11).

Salomone peccò d'idolatria e fornicazione (1 Re 11:1-13).

Acaz adorava gli dèi pagani dell'Assiria e praticava il sacrificio umano, infatti offrì in sacrificio uno dei suoi figli (2 Re 16:2-4).

Così anche Manasse era un idolatra, fece costruire altari per gli idoli e offrì il figlio in sacrificio (2 Re 21:2-7).

Dunque, Dio non ha scelto questi uomini perché avevano qualcosa di diverso degli altri, ma l'ha fatto per la Sua grazia!!

Matteo menziona un gruppo di donne e questo è sorprendente sia perché non sono Giudee e sia perché almeno tre di loro hanno avuto peccati sessuali. 

Tamar (Matteo 1:3) probabilmente era un Aramea, vissuta nel periodo dei patriarchi, si è finta prostituta per avere figli dal suocero “Giuda”, da questa unione nacquero Perez e Zerac antenati di Davide, e quindi di Gesù (Genesi 38). 

Raab di Gerico (Matteo 1:5) era una Cananea, vissuta al tempo della conquista di Canaan del popolo ebraico. 
Era una prostituta ed ebbe un ruolo importante nella conquista della terra promessa (Giosuè 2:1-21; Ebrei 11:31; Giacomo 2:25). 

Rut era una Moabita (Rut 1:4; Matteo 1:6), vissuta nel periodo dei giudici. 
Rut rispetto alle altre non aveva peccati sessuali, ma discendeva da Moab figlio di Lot e di una delle sue figlie, infatti, le figlie si accoppiarono con il padre, facendolo ubriacare, per conservare la razza del padre (Genesi 19:30-38), perciò Rut era di una discendenza incestuosa. 

Poi troviamo Bat-Sceba (Matteo 1:6), vissuta nel periodo della monarchia. Forse era Ittita come il marito Uria o forse un'Israelita. 
Sappiamo che Davide e Bat-Sceba fecero adulterio (2 Samuele 11:3). 

Visto, che non era importante e non era in uso menzionare le donne nelle genealogie, perché Matteo ha messo alcune donne e non le mogli dei patriarchi? 

Di solito i nomi degli uomini erano sufficienti in genealogie bibliche e i nomi delle donne, erano aggiunte se si voleva assicurare la purezza della stirpe, o aumentare la dignità, ma non è il caso di queste donne, perché non erano Giudee e tre di loro avevano avuto peccati sessuali e Rut aveva origini di un rapporto incestuoso. 

Che cosa vuole evidenziare lo Spirito Santo con ciò? 
Primariamente che:
A) Dio ama i peccatori uomini e donne che siano 
Lutero disse: “Cristo sarebbe entrato in una stirpe dove si trovano meretrici e furfanti, con questo Egli mostra quale amore porta ai peccatori”. 

Questa genealogia mostra la grazia di Dio che perdona il peccatore e la peccatrice. 

Il perdono di Dio è per tutti i tipi di peccato senza eccezione!! 

Così se ti senti una grande peccatrice, o peccatore, c’è grazia anche per te!
La grazia di Dio in Cristo è sovrabbondante! (Romani 5:20).

Dio ci perdona solo in Cristo! 
Dire che Dio ci perdona perché ci ama non è del tutto corretto! 
Certo Dio ci ama (Giovanni 3:16), ma non ci perdona solo per questo, perdona i nostri peccati solo attraverso la persona e la morte di Gesù Cristo sulla croce! (Luca 24:46-47; Atti 10:43; Efesini 1:7; Ebrei 9:22). 

In Matteo 1:21 è scritto che Gesù è venuto per salvare il Suo popolo dai loro peccati e questo elenco di uomini e donne peccatrici serve anche come introduzione per dimostrare che i Giudei contemporanei di Matteo, sono peccatori come i loro antenati e antenate e hanno bisogno di salvezza!

Secondariamente:
B) Dio ama i peccatori universalmente e non solo i Giudei 
La promessa fatta ad Abramo e il fatto che almeno tre (o quattro) donne, delle cinque menzionate, erano di origine pagana, dimostra che l’amore di Dio è universale.

Grant Osborne parlando di queste donne scrive: “Mettendoli insieme, Dio nella sua provvidenza ha ritenuto opportuno includere le donne straniere e peccatrici della discendenza regale di Gesù in modo da mostrare che Egli è Dio non solo degli ebrei giusti, ma di tutta l'umanità e che è venuto a portare la salvezza a tutto il mondo dell'umanità”.

L'inclusione di queste donne rivela che l'albero genealogico del Messia trascende i limiti nazionali. 

Queste donne ricordano che Dio ha mandato Gesù per i peccatori di tutto il mondo, nel Suo amore sono inclusi anche i Gentili, è venuto a salvare anche i non-Giudei (Efesini 2:11-22). 

C) Dio usa i peccatori (uomini e donne) per i Suoi piani
Dio opera in modo inatteso e insolito, in modi diversi e attraverso le persone improbabili. 

Dio ha usato Gentili e Giudei, uomini e donne includendoli nel Suo piano. 

Dio ti ama nonostante quello che sei e ti usa per la Sua grazia (cfr. 1 Corinzi 15:10; 1 Timoteo 1:15-16). 

Non pensare che Dio ti usi se raggiungerai un grado alto di perfezione, la storia della genealogia di Gesù non c'insegna questo!!

Nello stesso tempo, se Dio ti usa non pensare che sia perché lo hai meritato, o è per le tue forze, sei un vaso di terra, Dio trae gloria da vasi di terra come noi come dice Paolo in 2 Corinzi 4:7: “Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi”.

Orgogliosi come siamo, tendiamo sempre a prendere noi la gloria, ma non deve essere così! 

Quello che facciamo e siamo è per grazia di Dio (1 Corinzi 15:10; 2 Corinzi 3:5).

In terzo luogo, in questa genealogia vediamo:
III LA SEVERITÀ DI DIO 
In Romani 11:22 è scritto: “Considera dunque la bontà e la severità di Dio…..”

Come Dio è buono, è anche severo (severità-apotomian), e questa caratteristica si riferisce, come diceva Leon Morris all’inflessibile proposito morale di Dio, cioè la sua opposizione al male è inflessibile.

La parola “severità” era utilizzata in contesti legali per riferirsi all'applicazione inflessibile della legge; descrive qualcuno che ha fatto rispettare la legge con “inesorabile severità”. 

Era, quindi, esattamente l'opposto della “bontà” che era disposta a trascurare i difetti con generosità e pazienza.

Se una mente liberale enfatizza la bontà di Dio, i legalisti si concentrano sulla severità di Dio, ma Paolo ci dice di avere una visione equilibrata di entrambe le caratteristiche, noi dobbiamo prendere in considerazione entrambe le caratteristiche di Dio in perfetto equilibrio. 

La bontà non esclude la severità, e la severità non esclude la bontà; le due qualità devono essere mantenute in equilibrio.

Coloro che tendono a essere squilibrati verso il fatto che Dio è buono devono considerare che Dio è anche severo!

Ma alla luce della “teologia di Dio come Babbo Natale”, molte persone credono che per Dio, i peccati non sono un problema, tanto Dio è buono, paziente e perdona sempre.

Paolo sta quindi parlando di una condizione spirituale estremamente grave, in cui le persone cadono sotto il giudizio di Dio.

Nella Bibbia vediamo che se Dio è buono, lento all’ira, nello stesso tempo è anche severo: Dio è fermo nel Suo carattere Santo e Giusto, perciò non è indifferente al peccato! 
In questa genealogia vediamo la severità di Dio con la deportazione del popolo giudaico a Babilonia per opera dei babilonesi (v.12)

Vediamo:
A) L’aspetto storico della deportazione
La deportazione in Babilonia fu predetta più volte dai profeti (Isaia 6:11-12; Michea 4:10). 
Nel 605 a.C. Nabucodonosor s'impadronì di Gerusalemme e portò via i vasi del tempio e i giovani di sangue reale (2 Cronache 36:2-7; Daniele 1:1-3). 

Nel 598 a.C. Nabucodonosor deportò Ioiachin (Ieoconia), la madre, le mogli, i suoi eunuchi, i notabili del paese, tutti i capi, tutti gli uomini valorosi adatti alla guerra, in numero di diecimila, tutti i falegnami e i fabbri; non vi rimase che la parte più povera della popolazione (2 Re 24:14-16). 

Pensate al dolore della gente che veniva strappata dalle loro case (Salmi 137), ma anche il dolore dei più poveri che rimanevano.

In Lamentazioni 1:11-12 è scritto che non c’era da mangiare, tanto che molti bambini morivano per la carestia (Lamentazioni 4:4-5; 2 Re 25:3). 

Nel 587 a.C. i Babilonesi incendiarono il tempio, distrusse le case, portò via altri del popolo (2 Re 25:2-21) e nel 582 a.C furono deportate altri Giudei (Geremia 52:30).

Finalmente per grazia di Dio ritornano nel 539 a.C. a Gerusalemme, perché l’amore di Dio è eterno (Isaia 54:10; Geremia 31:3), Dio usò il re Ciro per farli ritornare a Gerusalemme, per riportare gli utensili del tempio che i Babilonesi avevano rubato, e ordinò la ricostruzione del tempio (Levitico 26:44; Deuteronomio 30:3; Esdra 1:1-11; Isaia 44:28; 45:1).

Vediamo:
B) L’aspetto teologico della deportazione
Dio aveva promesso le benedizioni al popolo di Israele, ma secondo il patto          Mosaico in caso di disubbidienza, Dio avrebbe applicato le sanzioni del patto, cioè le maledizioni e quindi sarebbero stati dispersi fra le nazioni (Levitico 26:33; Deuteronomio 28:64; 30:3-4). 

Quindi i Babilonesi furono uno strumento del giudizio di Dio, giudizio a causa dei peccati d'Israele (Lamentazioni 1:5-8; 1:12-18; 3:40-42; 3:49; 3:4:6-13; 5:21, 2 Re 23:26-27; 2 Re 24:3). 

È chiaro che Dio voleva risparmiare il Suo popolo e la casa del re, ma questi si beffarono, disprezzarono e schernirono i Suoi messaggeri, i profeti (2 Cronache 36:15-17). 

È vero che dove il peccato abbonda, la grazia di Dio sovrabbonda (Romani 5:20-21), ma lo è anche il fatto che Dio non tollera il peccato, perché è santo!! (per esempio Genesi 6:5; 18:20; 19:23-25; Romani 1:18; Efesini 5:6; Colossesi 3:6; Apocalisse 14:10-19; 15:1-7;16).
Se il peccato dell’uomo è in contraddizione con Dio, Dio non può essere compiaciuto ed essere ancora Dio!

In quarto luogo e infine, in questa genealogia vediamo:
IV LA FEDELTÀ DI DIO     

Prima di tutto:
A) Dio è fedele a se stesso
Anche se noi siamo infedeli, Dio comunque rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso dice 2 Timoteo 2:13. 

Rinnegare se stesso significa “rifiutare se stesso”, “essere falso con se stesso”, cioè non essere coerente con quello che Dio è, con i Suoi piani e con la Sua Parola data.
In Dio è presente l’impossibilità morale che contraddica se stesso, questo costituisce la base della Sua fedeltà!

Dio prima di essere fedele agli uomini è fedele a se stesso!

Se il Signore non fosse fedele al proprio carattere e alla parola data, non sarebbe più Dio!

John MacArthur sulla fedeltà di Dio scrive: “Il termine evoca azioni costanti e abituali, conferendo a Dio una connotazione di attendibilità. L’inosservanza di una tale coerenza di operato da parte di Dio equivarrebbe alla profanazione della sua stessa natura”.

Vediamo che Dio agisce nella storia com'è scritto in Ezechiele 20:14 per amore del suo nome affinché il suo nome non sia profanato, quindi Dio agisce per glorificare se stesso (Isaia 42:8; Isaia 43:7). 

Dio ci ha creati, ha dato la Sua legge, il Suo libro e ci salvati per glorificare se stesso (Efesini 1:6,12,14). 
Dio mantiene le Sue promesse, perché sono in accordo con se stesso, ma anche per glorificare se stesso, Dio è il fine ultimo di ogni Sua attività, questo è quello che vediamo nella Bibbia.

B) Dio è fedele al Suo popolo
Wayne Grudem scrive: "Fedeltà di Dio significa che Dio fa sempre ciò che Egli dice 
e realizza ciò che ha promesso".

Quando si parla di fedeltà, si vuole esprimere una persona che mantiene la parola data e perciò affidabile, degna di fiducia, ci possiamo fidare di ciò che dice. 

Quello che Dio promette è verità, non promette cose che non può realizzare, ma ciò che promette corrisponde alla verità e lo farà (Numeri 23:19). 

Dio mantiene le promesse!!!! 

Una promessa è una dichiarazione di Dio delle sue intenzioni al Suo popolo, è un'assicurazione che Dio agisce e agirà, è un impegno di Dio che quanto promesso darà!! 

La promessa di Abramo, quella di Davide si sono realizzate in Cristo!!! 

Dio manterrà tutte le altre promesse che sono scritte nella Bibbia. 

Non temere!!! Dio è affidabile!!! 
Dio non interviene quando noi vogliamo, ma quando arriva è sempre puntuale!!! 

Sembra che a volte Dio ritardi l’adempimento, in realtà ci sta ancora lavorando e se non adempie ciò che promette e perché non è ancora il momento, i tempi di Dio non sono i nostri tempi! (2 Pietro 3:8-10). 

Vedere Dio come ha operato nel passato, stimola a confidare in Lui nel presente e sperare per il futuro. 

CONCLUSIONE
Fabrizio De Andrè cantava che “dal letame nascono i fiori”.

Questa genealogia ci fa capire che da persone imperfette può nascere qualcosa di grande per la grazia e la potenza di Dio!

Questa genealogia ci parla di Dio che non abbandona il genere umano a se stesso e diventa persino uno di noi per poterci salvare dai peccati.

Da una genealogia di persone imperfette, è nato Gesù!

Ma questa genealogia non è solo archivio, è anche dottrina; non è solo storia, è anche una predicazione sul carattere di Dio!

La genealogia è una testimonianza impressionante che la nascita di Gesù non è stata casuale, ma si è manifestata nella pienezza del tempo come ha voluto Dio (Galati 4:4-5) per inaugurare in Gesù un nuovo ordine.

La genealogia non è la citazione di un parto dopo l'altro, essa rivela che Dio ha lavorato all'interno della storia per raggiungere i Suoi scopi preordinati e che Gesù è il compimento del piano di Dio per gli uomini e l'inizio di una nuova era messianica. 

Come vediamo in questa genealogia, Dio ha operato nella storia e opera a volte anche oggi, in modo insolito e sorprendente!

Come ci ricorda Grant Osborne: “Dio opera la Sua volontà nei modi più improbabili, e questo è esattamente ciò che ha portato alla nascita di Gesù”.

Isaia 55:8-9 dice: “’ Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie’, dice il SIGNORE.  ‘ Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri’”. 

Possiamo aspettarci di tutto da Dio e non dobbiamo sottovalutare le circostanze assurde e illogiche, o scoraggiarci, perché da queste Dio può operare grandi cose!

Dio è Dio, non possiamo confezionarlo nei nostri standard, né tanto meno prevederlo per come opererà, è l’Iddio che sfugge alla logica umana, tutto questo rende Dio tale. 

Con Paolo allora possiamo dire: “Oh profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto in scrutabili sono i suoi giudizi e in ininvestigabili le sue vie!” (Romani 11:33). 


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