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Salmo 46:10: Fermatevi e riconoscete che il Signore è Dio!

 Salmo 46:10: Fermatevi e riconoscete che il Signore è Dio!

Abbiamo sentito più volte dire, riguardo la pandemia del covid 19, che è una guerra.  

In questa guerra, gli scienziati stanno lavorando al vaccino e alla cura, il governo l’affronta con i vari decreti, i virologi e psicologi danno i loro consigli.

Nel Salmo 46:10, possiamo trovare il modo come dobbiamo affrontare questa guerra, possiamo imparare dal modo come dovevano comportarsi i Giudei davanti la minaccia di nazioni potenti.

Riguardo lo sfondo di questo salmo, non c’è unanimità tra gli studiosi, certamente troviamo un contesto di guerra (vv.6,9), con le invasioni di eserciti stranieri.

Alcuni pensano si tratti dell’invasione dell’esercito assiro con il re Sennacherib nel 701 a.C.; in quest’occasione Gerusalemme fu risparmiata solo per intervento di Dio in suo favore quando Ezechia era il di Giuda (2 Re 19:35-36; Isaia 36-37). 

Altri pensano si tratti di qualche anno prima, quando Giosafat era re di Giuda (872–848 a.C.)  e Gerusalemme fu attaccata da un esercito numeroso formato da diverse nazioni che si coalizzarono (Ammoniti, Moabiti, Maoniti, 2 Cronache 20). 

Gerusalemme è stata attaccata, ma Dio è intervenuto aiutando il Suo popolo e frantumando il nemico.

Comunque sia, possiamo affermare che questo salmo è fondato su un avvenimento storico.

Il salmo loda Dio altrettanto per la protezione dalle forze naturali catastrofiche, Dio è potente e sovrano sulle forze della natura come vediamo nei vv-1-3. (cfr. Giobbe 9:4-9; 37; Salmo 104:14; 107:25-29; 147:8–15; Amos 4:9; Matteo 8:27).

Non c’è, dunque, da temere né dalle nazioni nemiche, né dalle forze della natura perché Dio è il rifugio, la forza e l’aiuto!

L’idea centrale del salmo, è che in mezzo alla minaccia di popoli potenti, o alle più grandi calamità, il popolo di Dio è al sicuro, non ha niente da temere!

Se fai parte del popolo di Dio non hai nulla da temere!

In questo v.10 vediamo:

I L’ESORTAZIONE

In considerazione della presenza protettiva di Dio e della sua vittoria finale sul male, le persone sono qui esortate a fermarsi e a riconoscere che lui è Dio.

Dio dice:

A) Fermatevi

Corriamo a destra e a sinistra, un po' meno con la pandemia, ma comunque siamo presi da tante preoccupazioni, se non corriamo fisicamente, corriamo con i pensieri da una preoccupazione all’altra, siamo pieni di ansie sia per il presente che per il futuro!

Dio dice: “Fermatevi!”

 “Fermatevi” (harpû – hifil imperativo attivo) indica un’azione discontinua, quindi dal camminare devono fermarsi, indica porre fine a uno stato, o a un'attività (1 Samuele 15:16; Salmo 37:8; 46:11).

“Fermatevi” (harpû) porta anche il significato di “allentare”, “rilassarsi”, “desistere”, “calmarsi” (Esodo 4:26, Giudici 8:3)

Che cosa dovevano allentare? Perché dovevano desistere? Perché dovevano rilassarsi?

Alcuni hanno interpretato che si riferisca alle nazioni che devono cessare le loro attività di guerra contro Israele, mentre altri pensano che si riferisca al popolo di Dio che nel bel mezzo del caos, sono chiamati a rilassarsi, a calmarsi, a non essere ansiosi, o a non essere paurosi (cfr. Esodo 14:13).

Certo potrebbe essere un avvertimento per i popoli che fanno guerra contro il popolo di Dio, e nello stesso tempo, è un rimprovero per il cuore inquieto, con l’esortazione che deve essere calmo.

Dal contesto sembra più evidente che Dio si riferisca al Suo popolo nel caos della loro situazione, spaventati e smarriti a causa dei nemici.

Finché tutto va bene confidiamo in Dio anche se non vediamo la Sua mano all’opera, o anche se non sentiamo la Sua presenza, ma quando siamo provati e non vediamo la Sua mano all’opera e non sentiamo la Sua presenza, andiamo in crisi e pur di non soffrire cerchiamo altrove la via d’uscita ai nostri problemi.

Dio ci ordina di rilassarci, di non farci prendere dal panico, dall’angoscia, dalla paura, dall’ansia per i problemi, come anche in un periodo di pandemia, di covid 19.

Non cercare altrove l’aiuto e il sostegno, ma in Dio!

La seconda esortazione è:

B) Riconoscete

“E riconoscete che io sono Dio”.

“Riconoscete” (dĕʿû – Qal imperativo attivo) indica “sapere” (Salmo 4:3; 31:18; 39:4) “realizzare” (per esempio Salmo 20:6; 56:9; 83:18; 109:17), “essere consapevoli” (Salmo 31:7; 82:5; 90:11), che il Signore è Dio! 

Quindi riconoscere che il Signore è Dio (Salmo 9:20; 100:3).

In primo luogo consideriamo:

(1) Il significato del nome “Dio”

“Dio” è l'essere soprannaturale che ha creato l’universo e lo governa; nella Bibbia è al centro dell’adorazione del Suo popolo.

La parola “Dio” in ebraico “ʾelōhiym” indica “forte”, “una divinità di grande forza, o potenza”, “l'Uno forte”, il “potente Capo”, o che “Dio è forte e potente”, “la divinità suprema”, “l’essenza trascendente”.

“ʾelōhiym” si riferisce a un'energia assoluta e illimitata. 

La forma del nome “Dio” (ʾelōhiym – nome maschile plurale) è al plurale, cioè “dèi”.

In generale, ci sono quattro punti di vista sul significato di questa forma plurale del nome ebraico “Dio”.

(a) È un plurale politeistico

La parola originariamente aveva un senso politeistico e solo successivamente acquisì un senso singolare. 

Tuttavia, il monoteismo dell'Antico Testamento, fu rivelato e non sviluppato dal politeismo.

Nella Bibbia vediamo che Dio è uno (Deuteronomio 6:4; Isaia 45:5-6; 43:10; 44:6).

(b) È un plurale trinitario

C’è un unico Dio che esiste in tre persone.

È interessante notare che in Genesi 1:1 è scritto che “Dio creò i cieli e la terra”, il verbo “creò” (bārāʾ -qal perfetto) è al singolare, quindi è: “Gli dèi creò”. (cfr. Genesi 1:26-27).

Così alcuni studiosi vedono qui una rivelazione trinitaria, mentre altri, benché credano nella Trinità, comunque non sono d’accordo con questa interpretazione, pensano che il plurale non indichi la Trinità, anche se è coerente con la dottrina della Trinità affermata in tutta la Bibbia.

Un’altra interpretazione:

(c) È un plurale intensificante

La forma plurale del nome ha un senso intensificante, cioè indica una maggiore intensità del significato, ha, cioè, un significato più forte.

Indicherebbe la divinità maggiore, o suprema, quindi l’unico vero Dio.

Questo nome indica che Dio ha in se stesso tutti gli attributi divini, indica che Dio è assoluto ed esclusivo, non c’è un altro come Lui.

Un’altra interpretazione:

(d) È un plurale maestoso

“ʾelōhiym” indica il dominio regale, la maestà di Dio nella pienezza del Suo potere.

Denota l’illimitata grandezza e supremazia di Dio, una natura superlativa della potenza di Dio.

Il valore plurale del nome, serve a sintetizzare la potenza divina in un’unica persona; serve ad ampliare e rafforzare il concetto di ciò che è Dio, ed eleva la Sua persona a indicare ciò che è la vera divinità.

Il Dio (ʾelōhiym) della Bibbia, indica la totalità della divinità, cioè la divinità per eccellenza, che esclude gli altri dèi, perché è la totalità della potenza assoluta di Dio e respinge qualsiasi idea politeistica.

“ʾelōhiym” indica che solo il Dio che si è rivelato nella Bibbia, è il Creatore e il Signore assoluto accanto a cui non esiste nessun altro, nessuna altra volontà!

Dio unisce in se stesso tutti i poteri e gli attributi, che i pagani distribuivano alle loro numerose divinità.

La forma plurale c’insegna che nessuna parola finita può adeguatamente trasmettere l’idea del carattere infinito di Dio!! 

Consideriamo ora:

(2) Il significato di riconoscere Dio

“E riconoscete che io sono Dio”.

Nonostante la guerra, il salmista esorta a riconoscere Dio!

Nel bel mezzo delle prove, o delle difficoltà, come anche in questa pandemia, dobbiamo riconoscere, o continuare a riconoscere Dio!

 Cosa significa riconoscere Dio?

Intanto la congiunzione “che” (kî) enfatizza e rafforza la dichiarazione: “io sono Dio”, e porta il significato di: “Sicuramente, o veramente io sono Dio” (1 Samuele 21:6).

Il senso allora è che possano riconoscere che il Signore è sicuramente, veramente Dio e nessun altro! 

Riconoscere Dio significa:

(a) Riconoscere Dio come nostro Creatore al quale dobbiamo essere sottomessi

Una spiegazione di “Riconoscete che io sono Dio” la possiamo trovare nel Salmo 100:3: “Riconoscete che il SIGNORE è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura”.

Il Signore (Yahweh), è Dio, cioè Colui che ci ha creato e nessun altro!

Al di fuori di Lui non c’è altro Dio! (Deuteronomio 4:39; Isaia 43:10; 44:6; 45:5). 

Il fatto che sia il Creatore dimostra che è Dio, poiché nessuno all'infuori di Dio può compiere l'opera della creazione, e nemmeno sempre secondo la Bibbia, ci siamo auto-creati!

La creazione è una prova dell'esistenza di Dio!

L'immensità dell'universo è un'illustrazione della grandezza del Suo potere.

“E noi siamo suoi”, cioè siamo di Sua proprietà! 

Apparteniamo a Dio e non a noi stessi, o a qualcun altro!

Dio ha tutti i diritti su di te! Perché ti ha creato! Questo significa: “Riconoscete che io sono Dio”.

 Barnes A. scriveva: “Colui che ha portato all'esistenza qualcosa ne ha diritto e può disporne a suo piacimento”.

Quindi riconoscere Dio significa riconoscere che Lui è il nostro Creatore, che ha tutto il diritto di fare di noi ciò che vuole e noi siamo chiamati a servirlo con gioia come dice il Salmo 100:2, e questo significa anche avere una condotta appropriata a Dio come nostro Signore, come Re! 

Mays, J. L. scrive: “Servire il Signore è averlo come sovrano, come re. Definirsi ‘servo del Signore’ significa riconoscere la dipendenza e la sottomissione a lui”.

La Bibbia ci dice di servire solo il Signore con tutto il cuore e l’anima, e non altri dèi (per esempio Deuteronomio 7:4; 8:19; 10:12, 11:16; 1 Tessalonicesi 1:9). 

Giosuè aveva esortato il popolo dicendo: “Dunque temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via gli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume e in Egitto, e servite il SIGNORE.  E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE” (Giosuè 24:14-15).

Il popolo rifiutò il pensiero di abbandonare il Signore per servire altri déi, rispose e disse: “Lungi da noi l'abbandonare il SIGNORE per servire altri dèi!  Poiché il SIGNORE è il nostro Dio; è lui che ha fatto uscire noi e i nostri padri dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù, che ha fatto quei grandi miracoli davanti ai nostri occhi e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto, e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati;  e il SIGNORE ha scacciato davanti a noi tutti questi popoli, e gli Amorei che abitavano il paese. Anche noi serviremo il SIGNORE, perché lui è il nostro Dio” (Giosuè 24:16-18)

Vediamo che c’è anche una componente di redenzione, la liberazione dall’Egitto collegata con il “nostro Dio”, e com’è scritto in Esodo 20:2-3 non dovevano avere altre divinità a cui servire e obbedire (per esempio Esodo 19:5-6), e questo era legato anche al Patto Mosaico (Esodo 19-24).

Ed è la stessa cosa che avviene per noi oggi cristiani che siamo legati al Nuovo Patto Gesù Cristo (Geremia 31:33; Matteo 26:26-28).

Quindi sia per il fatto che Dio è il nostro Creatore e sia per il fatto che è nostro Redentore (Matteo 20:28; 1 Corinzi 6:19-20; Colossesi 1:13), apparteniamo solo a Dio per essere Suoi servi. 

Ancora una volta Giosuè fece capire al popolo che non potevano servire il Signore e contemporaneamente altre divinità dei popolo pagani, perché il Signore è santo e un Dio geloso e li giudicherà, ma il popolo era risoluto a servire il Signore. 

Giosuè li mette davanti la loro responsabilità della scelta che hanno fatto di servire il Signore e li esorta a togliere gli idoli che erano in mezzo a loro e inclinare i loro cuori al Signore (Giosuè 24:19-23).

Alla fine nel v.24 è scritto: “Il popolo rispose a Giosuè: ‘Il SIGNORE, il nostro Dio, è quello che serviremo, e alla sua voce ubbidiremo!’”

Riconoscere il Signore come nostro Dio significa servirlo, significa obbedirgli al 100%, in modo radicale, totale ed esclusivo!

Quali sono i tuoi idoli?

Ci sono idoli nel cuore dice Ezechiele (Ezechiele 14:4; cfr. 11:21).

L’idolo lo puoi identificare dalla prova dell’amore, da ciò che ami e ammiri di più di Dio, o come Dio.

C’è qualcosa che ami, o ammiri più di Dio, o quanto Dio?

L’idolo lo puoi identificare dalla prova della fiducia.

Di cosa ti fidi di più? 

Da chi dipendi di più?

In chi confidi prima di tutto nei momenti di difficoltà? 

L’idolo lo puoi identificare da ciò che è più importante di Dio e gli obbedisci!

A che cosa pensi di più? 

Che cosa desideri di più?

Che cosa è più importante per te?

A chi, o a che cosa obbedisci di più?

Tim Keller scrive: “Secondo la Bibbia, gli idolatri fanno tre cose con i loro idoli. Li amano, si fidano di loro e gli obbediscono”.

Che cosa ami, in chi o in che cosa poni la tua fiducia?

A chi o a che cosa obbedisci al posto di Dio, o uguale a Dio?

Da questo puoi capire se hai degli idoli nella tua vita!

Riconoscere Dio significa riconoscere che:

(b) Dipendiamo da Dio

Il Salmo 100:3 ci dice ancora: “Siamo Suo popolo e gregge di cui Egli ha cura”

Sempre Barnes commenta: “Come il pastore possiede il gregge, così Dio è il nostro proprietario; come il pastore custodisce il suo gregge e provvede ad esso, così Dio ci protegge e provvede per noi”.

Tutto ciò che abbiamo e siamo, lo dobbiamo a Dio! (per esempio Neemia 9:6; 1 Cronache 29:11-14; Salmo 104:24-30; Atti 17:28; Colossesi 1:17; Ebrei 1:3; Giacomo 1:17).

Dio si prende cura di te per tutte le cose esistenti!

Se possiamo vivere lo dobbiamo a Lui!

La vita, il mangiare e tutte le altre cose le abbiamo per grazia di Dio (cfr. per esempio Lamentazioni 3:22-23; Matteo 5:45; Atti 14:17)

Ed è per questo che dovremmo essere sempre riconoscenti a Dio (Efesini 5:20; 1 Tessalonicesi 5:18).

Dormiamo in pace tra le braccia di Dio, quando ci arrendiamo alla Sua sovranità e grazia!

Sei preoccupato per gli aspetti materiali della tua vita e della tua famiglia?

Dio provvederà il necessario!

Ecco le parole di Gesù: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?  E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: ‘Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?’ Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.  Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.  Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:25-34).

Pietro ci esorta dicendo: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:6-7).   

Sei preoccupato che ci saranno periodi difficili?

Il Signore sarà con te e ti darà la forza di affrontare qualsiasi situazione.

Senti ancora Paolo: “Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.  So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza.  Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:11-13).

Pertanto fermati, cioè rilassati! Stai calmo! 

Se Dio è veramente il tuo Dio!

Ecco che c’è:

II LA DICHIARAZIONE

“Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra”. 

Questa è una dichiarazione fatta con autorità che ci fa capire che Dio ha in controllo la storia!

C. S. Lewis diceva: “La storia è una storia scritta dal dito di Dio”.

Ecco perché il popolo di Dio è chiamato a rilassarsi, ad avere pace nel cuore e riconoscere che il Signore è Dio, il Dio della storia!

Secondo la Bibbia: 

1) Dio ha preparato ogni cosa prima della creazione, ha pianificato tutto quello che doveva accadere sulla terra, ha pianificato il corso generale e il processo storico dell’umanità dall’eternità (per esempio Matteo 25:34; Atti 2:23; 4:28; 1 Corinzi 2:7; 1 Pietro 1:20; Efesini 1:4; Efesini 3:11; 2 Tessalonicesi 2:13; 2 Timoteo 1:9; Apocalisse 13:8; cfr. Salmo 139:16; Isaia 22:11; 37:26).

2) Dio guida gli eventi secondo il Suo piano preparato dall’eternità (per esempio Giovanni 5:17; Atti 17:26; Romani 8:28-29; Efesini 1:7-11)

Dio non farà accadere qualcosa nella tua vita, o in tutte le persone, governi e nazioni di questo mondo, che sia contrario al Suo piano!

E nulla di ciò che pensa, o cerca di opporsi a Dio e al Suo piano, avrà successo!

(per esempio Salmo 2; 33:10-11; Naum 1:9-11)

Cosa c’è di più facile di spegnere una candela? 

Eppure come diceva C. H. Spurgeon: “Se Dio accende la candela, nessuno può spegnerla” 

Sapere che nulla accade nel mondo a parte la volontà di Dio, deve spaventare gli empi e gli increduli, ma dare serenità ai giusti!

3) Dio porterà il Suo piano a una conclusione trionfale (Giobbe 42:2; Salmo 33:10-11; 115:3; Isaia 14:27; Isaia 46:9-11; Daniele 4:34-35; 1 Corinzi 15:24-25; Filippesi 2:9-11; Apocalisse 20-22). 

Larry Richards afferma: “Possiamo avere piena fiducia che la visione biblica della fine della storia si realizzerà. Il passato dimostra che Dio è veramente responsabile degli eventi, nonostante le pretese dei grandi uomini di questo mondo”.

Dio sta guidando la storia dell’umanità secondo il Suo piano e di certo lo porterà a compimento!

Così tutto quello che è avvenuto nel passato, che sta avvenendo nel presente e avverrà è secondo il Suo piano e lo realizzerà in modo trionfale!

Allora questa dichiarazione ci fa capire che Dio non è solo il Signore della creazione, ma anche:

A) Il Signore della storia!

Anche i vv.8-9 ci fanno capire che Dio è sovrano sulla storia, ed è motivazione di fede e pace per chi fa parte del Suo popolo fedele, leggiamo: “Venite, guardate le opere del SIGNORE, egli fa sulla terra cose stupende.  Fa cessare le guerre fino all'estremità della terra; rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra”.

“Cose stupende” (šammôt) in ebraico è “desolazione”, “circostanze orribili”, evidentemente per chi è nemico di Dio e del suo popolo, come può essere il risultato di una devastazione che crea un esercito militare che distrugge tutto, che lascia tutto in rovine (2 Re 22:19; Salmo 73:19; Isaia 5:9; 24:12; Geremia 4:7; 48:9; Osea 5:9; Gioele 1:7).

Queste opere di Dio sono motivo di orrore, parole spaventose, per coloro che vogliono governare la terra con potenza militare senza tenere conto Dio!

La distruzione di città, paesi, o eserciti con i loro strumenti di guerra, è la prova del potere e della sovranità di Dio, è Lui che decide chi vince.

Per esempio in Proverbi 21:31 è scritto: “Il cavallo è pronto per il giorno della battaglia, ma la vittoria appartiene al SIGNORE”. (Giudici 7:2-3,22; 1 Samuele 14:6,15,20; 1 Re 20:28-29; 2 Re 5:1; Salmo 33:16-17; Geremia 27:5-7).

Dio fa cessare le guerre, quindi porta pace come dice il v.9, che per i nemici è di avvertimento, mentre per chi confida in Lui, di consolazione, perché è un Dio che salva, un Dio che libera! 

Nel Salmo 20:7-9 è scritto: “Gli uni confidano nei carri, gli altri nei cavalli; ma noi invocheremo il nome del SIGNORE, del nostro Dio. Quelli si piegano e cadono; ma noi restiamo in piedi e siamo saldi. O SIGNORE, salva il re! Il SIGNORE ci risponda nel giorno che noi l'invochiamo!

Se questo si riferisce all'invasione della terra d'Israele da parte di Sennacherib, potrebbe indicare cosa accadde ai suoi eserciti quando l'angelo del Signore uscì e colpì a morte nel loro campo centottantacinquemila uomini (2 Re 19:35; 2 Cronache 32:21; Isaia 37:36), e alla conseguente liberazione di Gerusalemme dal pericolo. 

Questo può essere considerato come un invito per gli abitanti di Gerusalemme ad andare a vedere di persona quello che aveva operato l’angelo del Signore all’esercito nemico, com’è stata totale la rovina dei loro nemici; quindi la prova che Dio è stato in grado di proteggere il Suo popolo nei momenti di pericolo.

Allora se fai parte del popolo di Dio: rilassati! Perché sei dalla parte di un grande Dio che protegge e si prende cura del Suo popolo!

Sia al v.7 e al v.11 leggiamo: “Il SIGNORE degli eserciti è con noi; il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio”. 

(1) Il significato di “Signore”

“Signore” (Yahweh) è il nome con cui si è presentato a Mosè in Esodo 3:14-15, significa “Colui che è”!

L’accento principale di questo nome è posto sul messaggio di liberazione, di salvezza. 

“Signore” è considerato il nome del Patto, perché è il nome con cui Dio si è rivelato agli Israeliti per mezzo di Mosè quando entrò in alleanza con loro (Esodo 3:14-15; 6:2- 3; 15:1-13; 33:19; 34:6-7).

“Signore” implica essere una realtà dinamica, attiva, presente ed efficace, che subentra in scena, infatti, si è presentato a Mosè per intervenire nella vita del Suo popolo per liberarli dalla schiavitù in Egitto.

Così questo nome sottolinea e vuole ricordare, l’Iddio del Patto con cui il popolo è legato, con benedizioni e maledizioni in relazione al loro comportamento fedele, o infedele (Levitico 26; Deuteronomio 28).

Passiamo ora a considerare:

(2) Il significato di “Eserciti”

“Eserciti”:

(a) Significa che il Signore usa come Suoi strumenti, come un esercito ben organizzato ciò che ha creato (cfr. Giudici 8:6, 9:29; Isaia 34:2).  

Uomini, popoli (per esempio Esodo 12:41; 1 Samuele 17:45; Isaia 10:5-6; 13:4-5), natura (per esempio Deuteronomio 4:19; 17:3; 2 Re 17:16; 21:3,5), angeli (per esempio 1 Re 22:19; Neemia 9:6; Salmo 103:21), sono al servizio del Signore, Lui è il capo degli eserciti terreni e celesti!

“Eserciti”:

(b) Significa che Dio combatte per il Suo popolo (Salmo 24:7-10; Isaia 31:4-5; 37:16-37).

Per esempio in Isaia 31:4-5 leggiamo: “Poiché così mi ha detto il SIGNORE: ‘Come il leone o il leoncello rugge sulla sua preda, benché una folla di pastori gli sia raccolta contro, non si spaventa alla loro voce, né si lascia intimidire dallo strepito che fanno, così scenderà il SIGNORE degli eserciti a combattere sul monte Sion e sul suo colle.  Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare’”.

John MacArthur scrive: “Nella sua difesa di Gerusalemme, il Signore sarà come un leone forte e determinato che non ha paura dei pastori che si sono radunati contro di lui. Il Signore è come una madre che volteggia sopra i suoi piccoli, pronta a tutto pur di proteggerli”.

Questo passo è contro il popolo nemico Assiro che sarà vinto non per mano d’uomo, ma per la potenza di Dio! (vv.8-9; cfr. Isaia 37:36).

La spada che fece cadere l'Assiria non era in alcun modo impugnata da un semplice uomo, ma era usata solo dalla mano potente di Dio!!

Chiunque attacchi il popolo del Signore si attirerà contro lo stesso fuoco! 

Il Signore combatterà contro di lui, in questo caso contro il popolo potente Assiro che niente e nessuno potrà proteggere.

I suoi capi saranno talmente sopraffatti dalla paura che fuggiranno. (cfr. Isaia 30:27-33).

In alternativa, o associato ai significati precedenti “eserciti”:

(c) Significa potente, onnipotente 

“Eserciti” è stato interpretato come un plurale intensivo, quindi “Signore della potenza” o “Potente Signore”. 

“Signore degli eserciti” enfatizza così l'invincibile potenza del Signore, la Sua grande potenza.

Questo denota la portata globale della potenza di Dio: è il Signore che ha tutti i poteri in cielo e in terra, visibili e invisibili, a Sua disposizione!

Dio è il Signore che ha il controllo tutti i poteri che esistono!!

“Eserciti”, allora è la potenza complessiva degli eserciti del Signore.

Il potere del “Signore degli eserciti” è un potere regale, quindi “eserciti” indica una sovranità regale! (2 Samuele 6:2,18; Isaia 6:1-6; Geremia 48:15; 51:47; Zaccaria 14:16-17; Malachia 1:14).

Questo grande Dio, Dio stesso è il nostro rifugio (miśgāb) una struttura difensiva o militare fortemente fortificata, un luogo inaccessibile e sicuro (2 Samuele 22:3; Salmo 9:9; 18: 2; Isaia 33:16; Geremia 48:1).

Non è che Dio ci mette in un rifugio, Dio stesso è il rifugio!

E allora rilassati sei nelle mani del Signore degli eserciti! Il tuo rifugio!

B) Dio alla fine sarà glorificato

“Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra”. 

Il salmo definisce chi glorificherà Dio, dice: “Fra le nazioni”, o “nelle nazioni”, e dice il posto: “Sulla terra”.

Questa netta ripetizione del verbo: “Sarò glorificato fra le nazioni”, “sarò glorificato sulla terra” sottolinea che il Signore Dio, dimostrerà la Sua gloriosa sovranità fra le nazioni sulla terra, questo è il Suo scopo! 

In effetti, l'obiettivo della storia di Dio è la Sua esaltazione!

“Glorificato” (ʾārûm -qal imperfetto attivo) indica che Dio sarà esaltato, elevato, adorato, onorato (per esempio Esodo 15:2; 2 Samuele 22:47; Salmo 30:1; 99:5; Isaia 25:1).

Dio, nella Bibbia, è spesse volte presentato come esaltato al di sopra di tutti gli esseri; è elevato e supremo nel Suo potere e autorità, su Israele e su tutte le nazioni della terra (1 Cronache 29:11; Salmo 113:4). 

Egli è l'Altissimo, il grande re su tutta la terra ed esaltato di gran lunga al di sopra di tutti gli dèi (Salmo 47:2; 83:18; 97:9). 

Dio solo governa l'umanità e concede il dominio a chi vuole (Daniele 4:17,25,32; 5:21). 

Pertanto la risposta d’Israele deve essere quella di esaltarlo nell'adorazione e nella lode, nel dargli onore (Esodo 15:2; 2 Samuele 22:47; Neemia 9:5–6; Salmo 57:5; Isaia 25 :1). 

Tutte le nazioni e tutta la creazione sono chiamate a lodare il Signore per la Sua gloria e maestà (Salmo 148:13). 

Tutta la nostra vita è messa nella giusta prospettiva solo quando lo esalteremo, perché lo scopo per cui siamo stati creati è glorificare Dio (per esempio Isaia 43:7; Romani 11:36).

Dio piega l’arroganza delle nazioni, solo Lui sarà esaltato (Isaia 2:11,17), le super potenze che si elevano in autorità e splendore non possono insorgere contro di Lui, Dio domina in eterno con la Sua potenza (Salmo 2; 66:7).

Così la comunità è chiamata ad avere fede in Dio nella Sua vittoria finale e a glorificarlo come Dio (cfr. Salmo 18:47; 21:14; Isa 30:12), Colui che è esaltato, al di sopra di ogni potere!

CONCLUSIONE 

Il Salmo finisce con: “Pausa” (selah) che indica una pausa nella musica, ma può anche significare il riflettere su quello che è stato appena detto.

Rifletti bene per la gloria di Dio!

Rifletti bene per la tua salute fisica, mentale, morale e spirituale!

Molte volte siamo nervosi, agitati, preoccupati, ansiosi per “le battaglie” quotidiane, smarriti per la guerra contro il coronavirus, sia per la nostra salute fisica che per il benessere economico, ma il Signore ci chiama a fermarci e a riconoscere che è Dio, Colui che controlla la storia!

Rifletti: “La causa di Dio non è mai in pericolo” (John Blanchard).

Il Signore ci chiama a riposare in Lui! A rilassarci in Lui! A non essere ansiosi! A non temere!

Dio ha tutto sotto controllo e non è mai colto di sorpresa!

Riconosci che Dio è Dio della tua vita! 

Il tuo Creatore, il Signore e il Salvatore a cui devi essere sottomesso, o sottomessa in cui ti devi rifugiare!

Dio si prenderà cura di te!

Fidati di Lui! Anche se non riesci a capire tutto ciò che sta accadendo!

Dio sta guidando la storia dell’umanità e la tua storia secondo il Suo progetto!



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