Salmo 2:6-9: Il regno invincibile (2). L’intenzione di Dio riguardo al Figlio.

Salmo 2:6-9: Il regno invincibile (2).
L’intenzione di Dio riguardo al Figlio.
A volte rimaniamo sbigottiti riguardo il potere che hanno avuto e che hanno degli uomini sulle nazioni, ma sono poteri e regni che oggi esistono e domani non esistono più.

NON COSÌ IL REGNO DI DIO E DEL MESSIA: IL SUO REGNO NON SARÀ SCOSSO! 

Ci hanno provato in tanti a distruggerlo, fra questi ricordiamo l’imperatore Diocleziano (245-313 d.C). 
Impose la figura divina dell’imperatore attuando una violenta persecuzione contro i cristiani. 
Su una medaglia, o moneta, Diocleziano fece scrivere che il cristianesimo è estinto e fece costruire dei monumenti con delle scritte che in tutto l’impero aveva abolito la superstizione di Cristo. 

OGGI, INVECE SAPPIAMO CHE L’IMPERO ROMANO NON ESISTE PIÙ, DIOCLEZANO SI SUICIDÒ  E IL CRISTIANESIMO ESISTE ANCORA!!

I RE DI QUESTO MONDO HANNO I LORO TEMPI, LE LORO ESPANSIONI E LA LORO ROVINA, NON COSÌ PER DIO!


Quindi vediamo: 
I IL RE STABILITO (vv.6-7).
Prima di tutto consideriamo:
A)Il protagonista.
Il protagonista è Dio: Egli ha stabilito il re!
Nel v.6 leggiamo: ”’Sono io’, dirà, ‘che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo’”.  

Nei vv.1-5 è scritto che i popoli volevano liberarsi di Dio e del Suo Unto, del Messia, ora chiamato “re” e “mio figlio”.

Il Dio che è nei cieli, ha scelto il re a cui le nazioni e i popoli si oppongono (vv.2-3).

L'intronizzazione del re davidico fa parte della risposta del Signore alla ribellione dei re della terra.

Il senso è: "Potete ribellarvi quanto volete e fare progetti per rovesciare il mio Unto; ma tutto ciò che ho da dire è: io stabilisco il mio re sul monte Sion!” 

Il v.6 nell’ebraico inizia con un forte contrasto (wa), quindi il senso: "Ma per quanto riguarda Me”.

LE NAZIONI E I POPOLI POSSONO FARE QUELLO CHE VOGLIONO, SI RIBELLANO A DIO E AL SUO UNTO, MA DIO STABILISCE IL SUO RE!!! 

“Io” (ʾănî) è enfatico, ed è ripetuto diverse volte nei vv.6-8, è mostra come Dio è il protagonista, l’agente.

“Io” sottolinea che il re davidico esiste unicamente come risultato delle azioni sovrane di Dio per eseguire i Suoi propositi.

L'azione di Dio è ulteriormente sottolineata dai pronomi “mio re” e “mio monte”. 

Questi doppi pronomi riflettono la doppia elezione di Dio su Davide, e Gerusalemme.

Dio ha scelto Davide e la sua discendenza per essere re e il Monte Sion come dimora divina (cfr. Salmo 46:4). 

“Ho stabilito” (ansaktî – perfetto attivo), può avere il senso di “versare”,  “ungere” – infatti i re erano unti con olio - e quindi consacrare a essere re (1 Samuele 10:1; 1 Samuele 16:12-13; 2 Samuele 23:16), deliberare e nominare il re.

È scritto anche:
B)Il posto (v.6).
Dio stabilisce il Re sopra Sion. 

Nel v.6: ”’Sono io’, dirà, ‘che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo’”.  

La frase “mio re” riprende l'espressione "il suo Unto" del v.2.

Sion è la collina dove è stata costruita Gerusalemme.
Anticamente, Gerusalemme, era una città Cananea conquistata da Davide (2 Samuele 5:5-7), dove abitò e fece la capitale del suo regno.

Più tardi, Sion, indicò l’area del tempio, dove venne costruito (Salmo 132:13; Isaia 8:18; Lamentazioni 1:4; Zaccaria 8:3) e poi tutta la città di Davide, Gerusalemme (Salmo 133:3; Isaia 3:16; 10:24; 2 Re 19:1,31), dove il popolo abiterà (Salmo 69:35), il luogo scelto da Dio per il suo popolo, e indicava anche il popolo di Dio (Salmo 48:11; 149:2). 

Simbolicamente Sion è laddove Dio abita sulla terra (Salmo 9:11; 132:13; Isaia 2:3-8; Michea 4:2), ecco perché è chiamato “monte santo”.

Nel Nuovo Testamento è chiamata  “la città  di Dio” riferendosi alla chiesa (Ebrei 12:22). 
Ma qua Sion è il posto dove regnerà il Messia, il Re, Gesù. 

Nel Salmo 110:2 è scritto: “Il SIGNORE stenderà da Sion lo scettro del tuo potere. Domina in mezzo ai tuoi nemici!”

Esaminiamo ora:
C)La proclamazione (v.7).
La proclamazione riguardo  il decreto, riguardo il re che il Signore ha prestabilito.

Nel v.7 è scritto: “Io annunzierò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: ‘Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato’”. 

A che cosa si riferisce:”Tu sei mio figlio oggi ti ho generato?”   

Troviamo due parole molto significative.
La prima parola è “annunzierò”.
“Annunciare” (sāphar) significa contare o numerare, solitamente allo scopo di stabilire una testimonianza, o affermare con precisione; dichiarare, o trasferire informazioni allo scopo di preservarle accuratamente.

È la parola usata per il lavoro degli scribi e per il censimento ufficiale di una nazione. 

La seconda parola significativa è “decreto”.

“Decreto” (chôq) è uno statuto legale, un’ordinanza, prescrizioni, regole.

Il nome deriva da una radice (châqaq) che significa "incidere", come nella scrittura delle leggi nella pietra; quindi un qualcosa destinato a durare nel tempo, immutabile.

Si riferisce a ciò che è stato permanentemente inciso e stabilito. 

È usato nella Scrittura sia della legge di Dio sia delle leggi degli uomini. 

È anche usato per le leggi immutabili della natura che Dio stabilì per operare l'universo (Giobbe 28:26; Geremia 5:22; 31:35-36).

Un decreto coinvolgeva  una persona di posizione autorevole che stabiliva, o eseguiva il decreto, che poi influenzava i subordinati (per esempio Genesi 47:22; Esodo 5:14; 1 Samuele 30:25; Giobbe 14:5; 23:14; Salmo 148:6; Proverbi 8:29; 31:15; Geremia 5:22).

In questo caso si riferisce al Signore!

Così “decreto” denota il documento di legittimità, il protocollo reale che è stato trascritto, o letto precedentemente, o proclamato all’intronizzazione e successivamente ha identificato il legittimo sovrano.

La proclamazione del decreto:
(1)Riguarda il Figlio di Dio. 
“Il SIGNORE mi ha detto: ‘Tu sei mio figlio’”.(v.7).

Queste sono le parole del Figlio che riguardano se stesso.

Questo passaggio ci riporta in 2 Samuele 7:14, dove si parla del patto di Dio con Davide e la sua discendenza.

Mentre i vv.8-9 riflettono i vv.10, 11, 15, 16 dello stesso capitolo di 2 Samuele.

In 2 Samuele 7:14 per bocca del profeta Natan, il Signore dice a Davide: “Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio”. (Salmo 89:26-27).
Il linguaggio padre-figlio di questo patto, tra il Signore e Davide, è figurativo, poiché nessun re umano, tra gli uomini, può essere un figlio fisicamente di Dio. 

“FIGLIO” SI RIFERISCE ALLA SUA IDENTITÀ, ALLA SUA CONDIZIONE, O POSIZIONE, E NON ALLA SUA CREAZIONE.

DESCRIVE UNA RELAZIONE SPECIALE TRA DIO E IL RE, UNA RELAZIONE DI ADOZIONE CON TUTTI I DIRITTI E I PRIVILEGI, I POTERI E I DOVERI DI FILIAZIONE. 

DESCRIVE LA RESPONSABILITÀ DI MEDIARE LA GIUSTIZIA E L’EQUITÀ A TUTTO IL POPOLO DI DIO E DI GUARDARLI SULLA VIA DELLA VERA FEDE.

Il re è il figlio del Signore, che governa il regno di suo padre come suo reggente. 

L'OCCASIONE NON ERA IL GIORNO DELLA SUA NASCITA FISICA, MA LA SUA DESIGNAZIONE, O INCORONAZIONE.

Quindi, “figlio” , non indica che il Signore ha creato il re, ma ha assunto un impegno paterno nei suoi confronti adottandolo come figlio.  

Le parole del decreto pronunciate,  resero, il re erede della ricchezza e dell'autorità di suo padre e ora sono il fondamento della sua posizione. 

IN QUESTO VERSETTO, ALLORA VEDIAMO PERCHÈ IL RE  HA IL DIRITTO DI GOVERNARE.
IL SUO DIRITTO A GOVERNARE ERA BASATO SUL DECRETO DEL SIGNORE, AL PATTO CHE AVEVA FATTO CON DAVIDE E LA SUA DISCENDENZA PER SEMPRE.

La proclamazione del decreto:
(2)Riguarda la Sua generazione. 
Sempre nel v.7 leggiamo:“Oggi io t’ho generato”.

Il decreto riguarda che il figlio, il re, è stato generato.

“Generare” (yālaḏ), è dare alla luce un figlio, ma non indica nel senso fisico, è figurativo (cfr. Deuteronomio 32:18; Giobbe 15:35). 

Non sta parlando della nascita del re ma della sua incoronazione, e quindi di una nuova posizione avvenuta per l’incoronazione.

Il verbo “generato” lo troviamo diverse volte nella Bibbia.
(1)Generato si riferisce alla dignità del re, intronizzazione del re, quindi del  Messia  (2 Samuele 7:12-14; Salmi 89:26-27; Cfr. Atti 2:30). 

(2)Generato è usato per l’incarnazione di Gesù (Luca 1:35; Ebrei 1:5; Ebrei 5:5; Isaia 42:1;  Matteo 3:17; 17:5; 2 Pietro 1:17).

(3)Generato è usato per la resurrezione e l’esaltazione di Gesù (Atti 13:33; Romani 1:3-4).  

Qui si riferisce alla dignità di Re, alla sua funzione come atto giuridico, si riferisce all’esaltazione e all’investitura, all’insediamento, all’incoronazione e alla legittimazione del re da parte di Dio che regna sulle nazioni! (2 Samuele 7:12-14; 1 Cronache 28:6; Salmi 89:26-27). 


Quindi il re di Israele, secondo la stirpe di Davide, diventa come un figlio per Dio, lo ha adottato perché regnasse.

“Oggi” indica il giorno dell’incoronazione e al suo atto  dichiarativo.

In questo momento solenne dell'intronizzazione, sta avvenendo la sua generazione.

Ma “oggi ti ho generato” si riferisce anche a Gesù, è la dichiarazione dopo la resurrezione e l’esaltazione in cielo di Gesù.

Non si riferisce, dunque alla creazione di Gesù, infatti è incompatibile e in contraddizione con altri passi della Bibbia che parlano che Gesù è eterno (per esempio Michea 5:1; Giovanni 1:1;8:58; Ebrei 1:8). 

COLUI CHE ERA FIGLIO DI DIO DALL’ETERNITÀ, ENTRÒ  NEL PIENO ESERCIZIO DI TUTTE LE CARATTERISTICHE IMPLICITE DI QUESTA POSIZIONE.

DOPO LA COMPLETEZZA DELLA SUA OBBEDIENZA, DELLA SUA SOFFERENZA E DELLA SUA RESURREZIONE, GESÙ FU ELEVATO ALLA DESTRA DEL PADRE… DIO LO HA INTRONIZZATO (per esempio Romani 1:3-4; 8:34; Ebrei 1:2-3). 

Passiamo ora al:
II REGNO DEL RE. 
A) È un regno planetario.
Il regno del Figlio è un regno universale. 

Le parole del decreto continuano, esprimendo il significato di "filiazione" come eredità di un regno universale.
Nel v.8 leggiamo: “Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra”. 

Prima di tutto c’è:
(1)La richiesta.
“Chiedimi” (v.8).
Come un padre esaudisce le richieste di suo figlio, qui Dio invita suo Figlio a chiedergli il dominio sulle nazioni del mondo. 

Richiama le parole del Signore al re Salomone: " Chiedi ciò che vuoi che io ti conceda” (1 Re 3:5; cfr. Salmo 20: 4; 21:2,4; 2 Samuele 24:12).

In secondo luogo troviamo.
(2)La risposta.
Sempre nel v.8 leggiamo:“Io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra”. 

L'imperativo “chiedi” (seal) “e io ti darò” (we’etteanh – coortativo imperfetto) indicano la certezza che viene dalla risoluzione divina nell’adempiere la promessa di dargli il regno.

“Eredità” (nachălāh) indica una proprietà incedibile, che non può essere trasferita ad altri.

SOLO A GESÙ VIENE DATO QUESTO REGNO PLANETARIO!  

IL PADRE È IL SIGNORE SUI POPOLI E SU TUTTA LA TERRA!
L’INTERO UNIVERSO APPARTIENE A LUI! 
LUI SOLO È DIO, IL CREATORE E NESSUN ALTRO!

In Isaia 37:16 leggiamo: “SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra”. (Cfr. Geremia 10:10-12).

Come Creatore, tutto ciò che ha creato appartiene a Dio, quindi anche i popoli e le nazioni come ci ricorda il Salmo 24:1-2: “Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Poich'egli l'ha fondata sui mari, e l'ha stabilita sui fiumi”. (cfr. Salmo 47:2-3,8-9; 89: 8-9).

Quindi quello che appartiene al padre, lo può dare al Suo re eletto!

IL FIGLIO - GESÙ - È   L’EREDE (Galati 4:7; Matteo 21:38), A LUI È DATO IL DOMINIO DEL MONDO.

“Le nazioni” e “le estremità della terra” indica un regno planetario, anche quei popoli che vivono ai confini della terra. 
Il regno si estenderà attraverso tutte le terre fino alle regioni più remote (cfr. Salmo 18:43-47; 72:8-11, 89:25-29).

Da Sion il dominio si estende a tutte le nazioni, fino all’estremità della terra dice ancora Michea 5:3, o come dice Zaccaria 9:10 il Suo dominio si estenderà da un mare all’altro.
(Salmi 72:8-11; Isaia 49:22; Isaia 52:10; Isaia 60:3-4; Geremia 16:19; Atti 13:47). 

IL RE, IL FIGLIO È GESÙ CRISTO! 
A LUI È STATO DATO OGNI POTERE IN CIELO E SULLA TERRA!!     

In Matteo 28:18 è scritto: “E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: ‘Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra ’”. (Cfr. Matteo 21:38; Ebrei 1:5; Ebrei 5:5). 

B) È un regno potente. 
Il v.9 dice: “Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d'argilla”. 

Come "figlio" di Dio, il re unto erediterà il regno, e sarà sovrano sulle stesse nazioni e popoli che tentano di sbarazzarsi del Suo dominio.

Nel regno potente vediamo che è:
(1) Un regno vittorioso.
La “verga” (šē∙ḇěṭ) aveva le funzioni del bastone di un pastore nel selezionare il gregge (Levitico 27:32, Ezechiele 16:20) e di un'arma di protezione (cfr. Salmo 23:4).

Ma la “verga” è anche simbolo di governo, autorità (per esempio Genesi 49:10; Numeri 2417; Giudici 5:14; Salmo 45:6; Isaia 14:5; Ezechiele 19:11,14; Zaccaria 10:11).

La verga, qui è lo scettro, simbolo di autorità sovrana, che esercita dominio. (cfr. Geremia 19:10-13).

Nell’antichità gli scettri erano di legno, oro, o di avorio, qui dice una verga di ferro. 

Lo scettro di ferro indica qualcosa di duro che niente lo può ostacolare o resistere,  quindi vediamo la forza del Suo dominio. 

Era in uso nell'incoronazione egiziana per dimostrare il potere mondiale, che il re fracassasse simbolicamente i vasi di terra. 

Tra gli egiziani, il nome di ciascuna città, o nazione, sotto il dominio del loro re, era scritto su un piccolo vaso offerto alla divinità e collocato nel tempio del suo dio. 
Quindi, se la gente di una città si ribellava, il faraone poteva distruggere il vaso di quella città, o nazione in presenza della divinità. 
Un atto così simbolico terrorizzava i ribelli.

Il salmista probabilmente ha attinto a questa immagine per sottolineare quanto facilmente il re, con tutta l'autorità del cielo con lui, può schiacciare, frantumare la ribellione.

Oltre all’autorità sovrana, sottolinea anche il giudizio del Signore, simbolo di una regno severo ed irresistibile.

Quest’immagine sottolinea anche la fragilità delle nazioni grandi e potenti del mondo, ma non per Dio.

L’UNTO DI DIO, SARÀ MOLTO PIÙ FORTE DI QUALSIASI OPPOSIZIONE!!
Gesù frantumerà i nemici come un vaso di argilla, questo indica che schiaccia e soggioga i Suoi nemici, reprime ogni ribellione contro Dio castigandoli. (Riguardo lo scettro di Gesù vedi Salmo 2:9; 45:6 con Ebrei  1:8; Apocalisse  2:27). 

Apocalisse 19:15 è scritto: “Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell'ira ardente del Dio onnipotente”.  (cfr. Isaia 10:5; Isaia 11:4; Apocalisse 2:26-27; 12:5). 

Gesù è il Re dei re vittorioso!  
In Apocalisse 17:14 è scritto: “Combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli”. (Cfr. Apocalisse  11:15; Apocalisse 19:16-21). 

Gesù non solo vince e vincerà completamente tutti i Suoi nemici, ma ha vinto anche il peccato, la morte e il diavolo! (1 Corinzi 15:22-27; Colossesi 2:15; Ebrei  2:14-17). 

CHI HA FEDE IN LUI E SI PENTE DEI PROPRI PECCATI NE SARÀ LIBERO!! (per esempio Atti 3:19; 20:21; Romani 1:16-17).

Nel regno potente vediamo che è:
(2) Un regno eterno.
Così in Daniele 7:13-14 leggiamo: “Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d'uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui;  gli furono dati dominio, gloria e  regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto”.  

Gesù ha un regno che non può essere scosso dice Ebrei 12:28. 

In Daniele  7:14 vediamo che il suo dominio è eterno e non sarà distrutto. 

Isaia 9:6-7 e 2 Samuele 7:12-16 dicono che è un regno stabile per sempre (cfr. Luca 1:32-33).

CI PIACE PENSARE A GESÙ CHE È  MITE, MISERICORDIOSO, GENTILE, MA CI VIENE DIFFICILE PENSARE A LUI COSÌ SEVERO!! 

MA QUESTA SOVRANITÀ SEVERA E TERRIBILE NON È INCOERENTE CON LA SUA GENTILEZZA E MISERICORDIA! (2 Tessalonicesi 2:8). 
Gesù un giorno ritornerà sulle nuvole come Salvatore e Giudice! 

Salvatore per i credenti e Giudice per i non credenti dice Matteo 25:31-33. (Matteo 24:30; Matteo 25:46;  Atti 10:42; 17:31; Salmi 18:10-14; Salmi 97:2-4; Salmi 104:3; Isaia 19:1; Naum 1:3; Apocalisse 1:7).     

CONCLUSIONE. 
Questi versetti sono un’ammonizione e un incoraggiamento.
Di ammonizione verso i ribelli che sono esortati a servire il Signore e a rendere omaggio al Figlio come vediamo nei vv.10-12.

Sono d’incoraggiamento per chi appartiene a Dio.

Il Salmo celebra la potenza sovrana di Dio!
La Sua autorità sulla ribellione delle nazioni e dei popoli.

Il Signore (Yahweh) è Dio, alla fine ha l’ultima parola e sarà riconosciuto Sovrano su tutto e tutti.

Nahum 1:9 dice: ”Che cosa premeditate voi contro il SIGNORE? Egli farà una distruzione totale; la sventura non si abbatterà due volte”.

LA RESISTENZA A DIO È INUTILE PERCHÈ  DIO È INVINCIBILE!! 

Qualunque cosa si possa tramare contro il Signore è destinata al fallimento!!

Circa cento anni prima, il re di Assiria Sennacherib aveva sfidato il Signore. Ciò ha provocato la sua stessa distruzione e quella del suo esercito (Isaia 37:9-38). 
Questa volta Ninive non avrebbe avuto una seconda opportunità per opporsi a Dio, perché li avrebbe completamente distrutti.

Il Salmo 2 è un incoraggiamento per il popolo d’Israele perché non è mai stato una superpotenza, ma uno stato vassallo, o una provincia sotto un potere imperiale. 

Il salmo promette che questo non sarà sempre così. 

A questo si aggiunge anche il fatto che i re d’Israele delusero le aspettative e speranze, e poi vennero a mancare con l’esilio babilonese.

L’Unto, il Messia, quindi Gesù Cristo, era la loro speranza!

Il legittimo discendente di Davide, avrebbe ripristinato la monarchia, sconfiggendo i nemici della nazione e compiendo il dominio mondiale!

Il Suo Unto, Gesù Cristo, come ci ricorda anche il Nuovo Testamento(per esempio Atti 4:25-28; 13:33-34; Apocalisse 2:26-28; 19:15-16), sarà il Re su tutte le nazioni e i popoli e il Suo regno sarà per sempre!

Gesù Cristo è il Re dei re e il Signore dei signori che ha il potere giudiziario! (cfr. Matteo 25:31-46; 28:18; Giovanni 5:22; Atti 17:30-31; Apocalisse 12:10-12). 

LA CAUSA DI DIO NON È MAI IN PERICOLO!!

DIO È TROPPO GRANDE PER ESSERE MESSO FUORI GIOCO DAI PROGETTI DEGLI UOMINI!!


DIO PORTA AVANTI I SUOI PROGETTI!

Possiamo essere certi come diceva G. Campbell Morgan che: “Il punto fisso nell'universo, il fatto inalterabile, è il trono di Dio”.

Gesù è più forte delle nazioni riunite insieme e del diavolo come troviamo scritto per esempio nei vangeli con i numerosi esorcismi, e nel resto del Nuovo Testamento (per esempio (Giovanni 16:10; Romani 16:10; Efesini 1:20-23; Filippesi 2:9-11; Colossesi 1:13; 2:15; Apocalisse 12:9-11; 20:7-10). 

Satana e il suo regno sono soggetti all’autorità di Gesù Cristo!

Questo è anche un incoraggiamento oggi per la chiesa: siamo nelle mani di Colui che controlla la storia! 
“Qualunque cosa Dio abbia fatto e sia stato in grado di fare e di voler fare in qualsiasi momento, Dio è capace e disposto a fare di nuovo, nel quadro della sua volontà “ (A. W. Tozer).

Tutto ciò fortifica la nostra fede e alimenta la nostra speranza perché il regno di Dio e del suo Messia sono eterni e immutabili.

NON SIAMO NELLE MANI DEGLI UOMINI, MA NELLE MANI DI DIO E DI SUO FIGLIO GESÙ CRISTO!! 

Nulla di ciò che accade al cristiano è accidentale o incidentale, fa parte del progetto di Dio, e possiamo avere la fiducia che tutto coopererà per il bene di chi gli appartiene (Romani 8:28).

Il Signore che governa, governa tutte le cose il bene del Suo popolo!

Cosa significa ancora perciò per noi tutto ciò?
a)Dobbiamo pregare che venga il regno di Dio come dice il Padre nostro.

b)Dobbiamo ringraziare che facciamo parte del regno di Dio.

c)Dobbiamo essere sereni in quanto il regno non può essere scosso (Ebrei 12:28), è vittorioso ed eterno! (2 Samuele 7:12-16; Isaia 9:6-7 Daniele 7:13-14,27; Luca 1:32-33; Apocalisse 17:14).

c)Dobbiamo riconoscere Gesù Cristo come il re delle nostre vite e permettergli di regnare in noi.

Ogni giorno, il nostro primo atto dovrebbe essere quello di arrenderci a Lui (Luca 6:46).

d)Dobbiamo proclamare il regno di Dio.
I cristiani oggi sono chiamati a proclamare questo e a invitare le persone ad accettare la salvezza di Cristo e a sottomettersi a Cristo riconoscendolo come unico Signore!

Commenti

Post più popolari