Giosùè 2:11: Il Signore è Dio.

Giosùè 2:11: Il Signore è Dio.
“Appena l'abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra”.

Due spie israelite andarono a esplorare Gerico. Una volta che furono scoperti, una prostituta di nome Raab, li nascose e non li diede nelle mani degli uomini che il re di Gerico mandò per prenderli (vv.1-7). I vv.9-11 ci parlano della reputazione del Signore, della paura dei Cananei (cfr. Esodo 15:14-16; 23:27) e della fede di Raab (vv.8-9). La reputazione di Israele e del suo Dio, li aveva preceduti. Raab sapeva della liberazione d’Israele dall’Egitto, aveva sentito di come passarono miracolosamente attraverso il Mar Rosso (Esodo 14) e di come sconfissero i due re degli Amorei Sicon e Og (Numeri 21:21-35). Il v.11 descrive la reazione di Raab riguardo il Signore e vediamo come sia considerevole. Primo: Raab affermò, che il Dio di Israele aveva il potere sovrano e il diritto di esercitarlo su tutto: nei cieli e sulla terra, un dominio sulle popolazioni e sui molti dèi che le popolazioni adoravano. I Cananei adoravano molte divinità (per esempio Esodo 23:24,32-33; 34:15; Deuteronomio 11:16, 28; 12:2-3,30-31; ecc.).
Ora menzionando il passaggio del Mar Rosso e le vittorie del Signore (Yahweh) su Sicon e Og (v. 10), Raab, afferma silenziosamaente la superiorità del Suo potere sugli dèi dell'Egitto e degli Amorei; e il panico in Canaan implica anche che il Signore è superiore sulle divinità Cananee. Secondo: Raab dichiarò che il Dio di Israele, il “Signore”, era davvero l'unico Dio, quando disse: “Il Signore, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra”. “Signore” (Yahweh) era il vero nome personale di Dio, proprio come “Baal” o “Astarte”  erano i nomi personali degli dèi Cananei. Così, quando Raab dichiarò che "il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra” affermava che le divinità che in Canaan adoravano, non erano veri déi. Il Dio d’Israele è il Signore assoluto (cfr. Deuteronomio 4:35; 6:4; 10:17; Isaia 45:6). Terzo: è implicito dare solo al Signore il nostro culto. La frase “lassù nei cieli e quaggiù sulla terra” - si trova solo tre volte prima di questa (Esodo 20:4; Deuteronomio 4:39; 5:8), e tutti i contesti  affermano la sovranità assoluta di Dio. In due di queste citazioni, nel contesto dei “Dieci comandamenti” si vieta di non farsi idoli (Esodo 20:4; Deuteronomio 5:8). Così Raab stava riconoscendo che quel Signore di cui aveva sentito parlare era l'unico e solo vero Dio, l’unico fra tutti gli dèi che era degno di adorazione e di fedeltà! Raab è ricordata nel Nuovo Testamento come un’antenata di Gesù (Matteo 1:5), e come di una donna di fede praticante (Ebrei 11:31; Giacomo 2:25). Raab c’insegna la differenza tra conoscere Dio solo intellettualmente e conoscere Dio personalmente, quindi impegnarsi per Lui; infatti per fede agì accogliendo le spie e salvandole, perché credeva alla grandezza del Signore (Yahweh), l’unico vero Dio! Inoltre, le parole di Raab segnalano che ha attraversato una linea significativa: dagli idoli al Signore. Anche noi dobbiamo scegliere chi vogliamo servire, o Yahweh o gli idoli di questo mondo, che non sono solo divinità religiose, ma anche materiali come i soldi, o una persona, o qualsiasi altra cosa è nei nostri cuori (Ezechiele 14:3) che prende il posto di Dio, o lo affianchiamo a Dio. Chi stai servendo?

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