Matteo 6:13: Non ci mettere nelle condizioni di essere tentati.

Matteo 6:13: Non ci mettere nelle condizioni di essere tentati.
Questo, o questi soggetti di preghiera ci portano nel regno della guerra spirituale quotidiana.

Gesù dirà ai tre discepoli che lo accompagneranno nel Giardino del Getsemani poco prima del Suo arresto e morte: “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Matteo 26:41). 

Quindi Gesù per non peccare c’incoraggia a pregare.

Prima di tutto consideriamo:
I L’ESPOSIZIONE.
Nell'esposizione vediamo:
A) La circostanza.
“Esporre” (eisenenkēs – aoristo attivo congiuntivo) è far sì che qualcuno entri in un particolare evento o condizione; è portare, condurre, come per esempio lo Spirito di Dio condusse Gesù nel deserto per essere tentato (Matteo 4:1-11). 

Come si può entrare nella vita (Matteo 19:17), e nel regno di Dio (Matteo 19:23), così si può entrare nel regno del maligno!!

Santos Sabugal dice: “Entrare nella tentazione è dunque un’espressione del tutto analoga a ‘entrare nel regno’…o ‘entrare nella vita’. Ebbene, entrare in questi ultimi equivale a prendere definitivamente possesso di questa realtà salvifica; ‘entrare nella tentazione’ significa, a rigore, penetrare al suo interno per parteciparvi personalmente o entrare in comunione con essa appropriandosene e possedendola; in altre parole: insediarsi temporaneamente o definitivamente nella tentazione o rimanere vittima”.

Così questa preghiera significa chiedere a Dio di preservarci dalla tentazione.
La richiesta di preghiera è di non soccombere al potere della tentazione.

Quindi chiedere di preservarci anche dalla:
B) Caduta.
Il cantante Madman nella sua canzone “Niente proprio” a un certo punto si rivolge a Padre nostro che sei nei cieli e poi dice:
“No, non ci indurre mai in tentazione
Crollerei alla prima occasione”.

Non siamo supereroi spirituali, dalla tentazione possiamo cadere nella trappola del peccato!

Il teologo e filosofo Origene (185-254 d.C.) diceva a riguardo: “Chi cade in tentazione vi rimane dentro, perché, secondo me, rimane prigioniero nella sua trappola”.

L'idea di questa preghiera del “Padre nostro” è: "Signore, preservami dalla tentazione che mi porterà sotto il suo dominio e mi farà cadere". 

Oppure: “Signore, non condurci mai in una situazione in cui la tentazione sarà così forte e non saremo in grado di resistergli". 

Così si chiede a Dio di non lasciarci scivolare in circostanze in cui possiamo essere tentati e cadere in peccato.

Consideriamo:
II LA TENTAZIONE.
che cosa significa tentazione?
“Tentazione” (peirasmos) si riferisce all’istigazione a peccare, o alle circostanze in cui il male è difficile da resistere, alla nostra vulnerabilità e alla debolezza nel peccare. 

La tentazione non è peccato, Gesù è stato tentato, ma non ha peccato! 
Infatti così leggiamo in Ebrei 4:15: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato”.

La tentazione diventa peccato nel momento in cui diciamo di sì già nel pensiero!

Il peccato nasce nel tuo cuore, con il tuo desiderio (Giacomo 1:13-15), quando il pensiero viene accarezzato e accolto, e diamo la disponibilità, l’assenso con la nostra volontà!

Dunque, la Bibbia ci fa capire che la tentazione è normale per una persona.

E Fulton J. Sheen ci ricorda: “Non sei tentato perché sei cattivo; sei tentato perché sei umano”.

Come vediamo nella vita di Gesù, il meglio dei cristiani può essere tentato dal peggiore dei peccati!

Nella Bibbia vediamo uomini di Dio che cedettero alla tentazione come Davide, per esempio, che peccò di adulterio e di omicidio (2 Samuele 11).

Ma dobbiamo ricordare che:
A) La tentazione è sotto il controllo di Dio.
Questo soggetto di preghiera ci fa capire questo.
È importante ricordare che Dio non tenta nessuno, non istiga le persone a commettere il male, è impossibile perché Dio è santo dice Giacomo 1:13, ma è sovrano sulle azioni e sul male, guida la storia degli uomini (per esempio Genesi 37:21-22; 39:2; 45:7-8; 50:19-20; 2 Cronache 32:31; Giobbe 1:12,21; Salmo 19:13; 81:12-13; Proverbi 16:4; Geremia 10:23; Matteo 19:8; Atti 14:16; Romani 1:24,26,28; 8:28; 1 Corinzi 10:13). 

Questo soggetto di preghiera c’insegna proprio questo: che Dio controlla il peccato; questo è confermato anche da altri passi della Bibbia, come il Salmo 19:12-13 che c’incoraggia a pregare in questo modo: “Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti. Trattieni inoltre il tuo servo dai peccati volontari, e fa' che non prendano il sopravvento su di me; allora sarò integro e puro da grandi trasgressioni”.

Sapendo che abbiamo un sommo sacerdote che ci comprende, perché stato tentato come noi in ogni cosa, Gesù Cristo: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16).

“Resisti alla tentazione rendendo la preghiera di primaria importanza”.
(John Owen)
In secondo luogo: 
B) La tentazione è universale.
“Non esiste un ordine così santo, nessun luogo così segreto, dove non ci sarà alcuna tentazione” (Tommaso da Kempis).

Come dicevo prima, come esseri umani, tutti siamo soggetti alla tentazione!
Saremo sempre in pericolo finché saremo su questa terra!

Anche se la tentazione è qualcosa che non dobbiamo mai stimolare, quindi dobbiamo essere saggi nel non metterci in quelle condizioni di peccare, dobbiamo aspettarci che in qualsiasi momento può arrivare!

Ma come diceva Lutero: “Non posso impedire agli uccelli di volare sopra la mia testa, ma posso impedirgli di costruire sotto il mio cappello”.

Quindi nessuno è al di sopra la tentazione, è stato tentato anche Gesù!
Ed è per questo che dobbiamo pregare, che Dio ci aiuta ad affrontarla e a vincerla!

Non dobbiamo confidare nelle nostre risorse, in noi stessi, ma solo in Dio che ci dona le risorse!

Non dobbiamo fare l’errore di pensare che siamo spirituali, che siamo immuni dal peccato, che non possiamo cadere in questo tipo, o quell’altro tipo di peccato, ma Paolo ci dice: "Perciò chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). 

Il riferimento è per coloro che sono orgogliosi della propria sicurezza spirituale inattaccabile, che hanno una tale fiducia in loro stessi che pensano che non peccheranno mai! 
Confidare in noi stessi è una falsa garanzia! Quelli che cadono più facilmente sono coloro che credono che non lo faranno mai!

Due uomini furono condannati a morte sotto la regina Maria. Uno di loro si vantava molto con i suoi compagni che sarebbe stato risoluto legato al palo ad avere fede, diceva che era così radicato nel Vangelo che non avrebbe mai rinnegato Cristo. Il suo compagno di prigione non era così spavaldo, aveva paura di essere bruciato, ma era deciso a non rinnegare il suo Maestro. Disse che era sempre stato molto sensibile alle sofferenze e temeva che quando avesse iniziato a bruciare, il dolore potesse indurlo a rinnegare la verità. Ha esortato il suo amico a pregare per lui e ha trascorso molto tempo piangendo e gridando a Dio per avere la forza. L'altro uomo lo rimproverava continuamente e accusava di essere incredulo e debole. Quando entrambi vennero messi al palo, colui che era stato così spavaldo rinnegò la sua fede in Gesù Cristo e tornò alla vita di un apostata, mentre il povero uomo tremante la cui preghiera era stata: “Non espormi alla tentazione” rimase fermo come una roccia, lodando e magnificando Dio mentre moriva di una morte crudele. 

La giusta preghiera per la protezione è intrisa di consapevolezza che siamo profondamente deboli e soggetti a cadere. 

Invece c'è un pericolo nella spavalderia che presuppone che siamo troppo forti per inciampare, o fallire!!

Quindi questa richiesta finale, ci parla della nostra fragilità, vulnerabilità e sul fatto che dipendiamo dalla grazia, dall’aiuto e dalla sovranità di Dio. 

Chi prega in questo modo riconosce che il controllo e l’aiuto di Dio è determinante nella lotta, o nel tenerci lontani dalla tentazione, o per non cadere nel peccato. 

Ci sono situazioni pericolose per cui è meglio stare in guardia e pregare. 

In questa richiesta, si chiede a Dio, di non metterci in situazioni che ci espongono a essere tentati, di non metterci in quelle condizioni in cui potremmo essere tentati e cadere in peccato. 

Pregare in questo modo significa chiedere a Dio di preservarci da questo pericolo. 

Ma:
C) La tentazione è superabile.
Qualcuno ha detto: “Le tentazioni sono ovunque, così come la grazia di Dio”.

1 Corinzi 10:13 dice: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare”.
La tentazione fa parte della vita del cristiano. 
Paolo si rivolge a ogni credente che è alle prese con i problemi quotidiani della vita. 
Ma vediamo alcuni aspetti incoraggianti per la nostra vita che l’apostolo ci vuole ricordare.

(1) Dio è fedele.
La fedeltà di Dio al suo popolo è perfetta, anche se la fedeltà degli uomini verso di lui è imperfetta. 

Più volte Paolo afferma che Dio è fedele (1 Corinzi 1:9; 2 Corinzi 1:18; 1 Tessalonicesi 5:24; 2 Tessalonicesi 3:3), cioè, fedele alle sue promesse e costante nel suo amore e soccorso per il suo popolo. 

Dio non è volubile, o arbitrario, Dio è fedele al suo popolo e non permetterà che siano tentati al di là di quello che possono sopportare. 

Dio si prende cura dei suoi figli, ed Egli permette a volte la tentazione, perché di fronte a essa ci può essere un'esperienza di crescita (Romani 8:28-29).

(2) Dio non permetterà una tentazione che va oltre le nostre forze.
Che sollievo sapere che Dio pone dei limiti! 
Dio pone dei limiti alle tentazioni umane!

Dio, è potente e fedele, non permetterà ai suoi figli di essere chiusi e schiacciati dalle tentazioni. 

Dio filtra le tentazioni nel senso che non permetterà un peso che non possiamo sopportare, un peso che va al di là delle nostre forze.

Dio promette di dare al suo popolo la forza di resistere.

Dio controlla l'intensità della prova e ci fornisce un modo per superare la tentazione.

(3) Dio ci darà una via di uscita.
“Via di uscita” (ekbasin) secondo lo studioso Leon Morris può indicare la gola di una montagna; l’immagine è di un esercito intrappolato fra le montagne e sfugge attraverso questa via di uscita. 

Così il credente può avere la certezza che ci sarà una via di uscita dalla tentazione.  

Ma la via d'uscita non è la via della rinuncia, né di ritiro, ma una conquista grazie al potere e alla grazia di Dio.

Questo versetto è di avvertimento perché non esiste alcuna tentazione che un credente non possa sopportare.
Quindi il credente deve sopportare la tentazione, non può giustificarsi, come a volte fa, quando pecca. 

Nello stesso tempo è un incoraggiamento, quando siamo tentati, non disperiamo, l’Iddio fedele ci darà la forza di sopportare e una via di uscita.

Quindi questa preghiera deve essere accompagnata dalla fiducia che Dio ci libererà dal pericolo di una caduta! (2 Timoteo 4:18; Ebrei 2:18; 4:15-16).
Infine in questo soggetto di preghiera troviamo:
III LA LIBERAZIONE.
Anche se i discepoli devono essere consapevoli delle loro debolezze e devono pregare affinché siano risparmiati dalle esperienze in cui sono vulnerabili, quando si trovano in una tale situazione, devono pregare per non cedere in peccato e che vengano liberati dal maligno.

Prima di tutto meditiamo sul:
A) Significato di liberazione.
“Liberaci” (rhusai) significa “salvarci da” e ha l'idea della protezione e della rimozione dal suo potere.

Quindi la preghiera finale è chiedere a Dio la liberazione dal maligno.

Quindi vediamo:
B) Il soggetto da cui essere liberati.
Possiamo essere tentati dal male in ogni sua forma: dalla nostra natura umana (Galati 5:16-21), dal mondo (1 Giovanni 2:15-17), ma: “Liberaci dal maligno” indica in modo particolare Satana (Matteo 13:19; Giovanni 17:15), l’avversario di Dio e dei Suoi figli con tutte le sue macchinazioni e inganni che cerca di farci peccare (Genesi 3:1-6; Matteo 4:1-11; 2 Corinzi 11:3; Efesini 2:2-3; 6:10-19; 1 Tessalonicesi 3:5; 1 Pietro 5:8).

“Satana, come un pescatore, innesca il suo amo secondo l'appetito del pesce” (Thomas Adams).
A secondo i nostri desideri, il diavolo ci tenta (cfr. Efesini 2:1-3; Giacomo 1:13-15).

Noi come creature di Dio siamo chiamati a essere sottomessi a Lui, ma Satana non vuole, il suo scopo è proprio di allontanarci da Dio, di disobbedirgli come ha fatto con Adamo ed Eva (Genesi 3:1-6; 2 Corinzi 11:3), come ha cercato di fare con Gesù (Matteo 4:1-11).

Consideriamo:
(1) L’autorità di Satana.
Viviamo in un mondo influenzato negativamente da Satana.
In 1 Giovanni 5:19 è scritto: “Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno”.

Satana, nel Nuovo Testamento, è chiamato “principe di questo mondo” (Giovanni 12:31; 14:30), o “dio di questo mondo” (2 Corinzi 4:4).

Quindi siamo circondati dal male, confessiamo allora, la nostra inadeguatezza nell’affrontarlo; riconosciamo la nostra debolezza e vulnerabilità, la nostra impotenza per combattere il peccato, confessiamo la nostra necessità di Dio, nostro Padre e preghiamo che ci liberi dal maligno! 

Dobbiamo considerare:
(2) L’astuzia di Satana.
Dobbiamo stare attenti alle astuzie ben collaudate di Satana!
“Le tentazioni del diavolo non hanno bisogno di essere originali perché le vecchie trappole del passato ben collaudate hanno solitamente successo in ogni generazione successiva” (Maurice Roberts).

Satana con il suo esercito, influenza la mente delle persone. 
Satana ingannò inizialmente Eva a peccare pervertendo la verità e cambiando il pensiero di Eva su Dio (Genesi 3:1-5).

La stessa cosa cercò di fare con Gesù (Matteo 4:1-11).

Satana e i suoi demoni continuano a influenzare il modo di pensare delle persone attraverso l'accecamento delle loro menti dice 2 Corinzi 4:4. 

Questo passaggio indica che Satana inibisce la capacità di pensare o ragionare; e anche se questo passaggio si riferisce ai non credenti, Satana può anche influenzare il pensiero dei credenti (2 Corinzi 11:3); può allontanare i credenti dalla “semplicità e purezza nei riguardi di Cristo”. 

La soluzione all'influenza demoniaca della mente è di portare il processo del pensiero in sottomissione a Cristo (2 Corinzi 10:5). 
Una simile esortazione viene data in Filippesi 4:6-8, dove è scritto di affidare ogni cosa a Dio nella preghiera e meditare sulle cose che sono vere, onorevoli, giuste e pure.

E per questo motivo è bene conoscere la verità di Dio che è rivelata nella Sua parola, la Bibbia!
In questo modo saremo in grado di discernere le bugie di Satana!

Dobbiamo essere sobri e vegliare!

In 1 Pietro 5:8 leggiamo: “ Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare.  Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo”.

Satana, con il suo esercito, si oppone e cerca di distruggere ogni opera di Dio (Genesi 3:1-6; Matteo 4: 1-11). 

Quindi dobbiamo essere in uno stato di prontezza sempre come quei soldati che sono in guerra che possono essere attaccati in qualsiasi momento. (Cfr. Efesini 6:10-18).

“Siate sobri” (nēpsate - aoristo attivo imperativo) significa essere lucidi, non essere tipo ubriachi, quindi indica autocontrollo.

Ma ha anche il senso di non essere colti di sorpresa. 
Pietro, nella sua lettera, usa questa parola per essere pronti al ritorno di Gesù (1 Pietro 1:13, 4:7). 
Così anche Paolo (1 Tessalonicesi 5:6, 8).

“Vegliate” (grēgorēsate - aoristo attivo imperativo) significa stare attenti, stare in guardia, in costante all’erta. 

L'espressione si distingue anche come un contrasto con la pigrizia, o il sonno, o il letargo spirituale. 

Questi due verbi insieme indicano che dobbiamo essere preparati per la battaglia spirituale.

Qui Pietro dice di resistere al diavolo stando fermi nella fede, che si riferisce al confidare in Dio o al contenuto della dottrina cristiana.

La tattica di Satana e dei suoi demoni è di usare menzogne (Giovanni 8:44), inganno e seduzione (Apocalisse 12:9; 20:3,8,10), omicidio (Salmi 106: 37, Giovanni 8:44), e ogni altro tipo di attività distruttiva, affinché le persone si allontanino. 

John Owen disse: “Ricorda sempre il grande pericolo che chiunque possa entrare in tentazione. Abbiamo bisogno di una sensibilità morale per la debolezza e la corruzione dentro di noi. Dobbiamo guardarci dalla realtà e dall'astuzia di Satana. Dobbiamo riconoscere il male del peccato e il potere della tentazione che cercano di lavorare contro di noi. Se restiamo incuranti e freddi, non potremo mai sfuggire ai suoi problemi”.

Quando siamo tentati, oltre che a pregare, non dobbiamo fare gli eroi: Giuseppe scappò quando una donna sposata voleva unirsi con lui (Genesi 39:7-12).

Gesù rispose alle menzogne di Satana con le Sacre Scritture (Matteo 4:1-11).

Dobbiamo prendere l’armatura di Dio (Efesini 6:10-19).

Infine dobbiamo sottometterci a Dio e resistere al diavolo ed egli fuggirà da noi (Giacomo 4:7).

CONCLUSIONE.
È importante ricordare, che noi dobbiamo pregare in questo modo, perché il peccato non glorifica Dio (Isaia 6:3-5; Abacuc 1:13), interrompe la comunione con Dio (Isaia 59:1-2), ed è distruttivo per la nostra vita (Romani 6:23).

Per un vero credente il peccato è il più grande fardello, dolore e difficoltà, per questo chiede a Dio di aiutarlo a vincerlo!

Quindi questa preghiera è un appello a essere saggi!

Saggi nel non alimentare desideri malsani, ma ad avere pensieri secondo la verità, la santità e la volontà di Dio e non a metterci nelle condizioni nel facilitare Satana a spingerci a peccare!

Quindi questa preghiera è un appello a essere vigilanti, è un appello a Dio, a mettere una guardia sui nostri occhi, sulle nostre orecchie, sulla nostra bocca, sui nostri piedi e sulle nostre mani – è una richiesta che qualunque cosa vediamo, udiamo o diciamo, e in qualsiasi posto andiamo e qualsiasi cosa facciamo, Egli ci aiuti proteggendoci dal peccato.

È un appello a non contare sulle nostre forze, ma sulla potenza di Dio.

In questo senso la tentazione è un’opportunità per avvicinarci sempre di più a Dio e nel dipendere da Lui!

La tentazione è un’opportunità a guardare in alto a Dio!

Questa richiesta di preghiera è una salvaguardia contro la presunzione e un falso senso di sicurezza e autosufficienza, contro la spavalderia!

Il credente saggio ha un giusto timore!
E anche fiducia che Dio lo aiuterà a vincere il peccato! 
Con la forza di Dio e la potenza dello Spirito Santo possiamo vincere la tentazione!  (Romani 8:12-17).
Non abbiamo scuse!

È un appello a ricordare ancora che non saremo mai liberi dal pericolo del peccato, finché non saremo con il Signore. 
Quindi è la preghiera naturale di un vero credente che ha l’orrore al solo pensiero di cadere nel peccato.
Il noto predicatore inglese del 1800 Charles Spurgeon, raccontava la storia di un minatore che, essendo stato un bestemmiatore, un uomo di vita licenziosa e immorale, quando si convertì per grazia divina, era terribilmente spaventato per timore dei suoi vecchi compagni che lo avrebbero riportato di nuovo a peccare. Sapeva di essere un uomo dalle forti passioni e molto propenso a farsi sviare dalla retta via e quindi, nel suo timore di essere trascinato nei suoi vecchi peccati, pregava con molta veemenza che questo non accadesse, ma che preferiva morire!

Spurgeon a riguardo diceva: “È meglio per noi morire in una volta che vivere e ritornare al nostro primo stato e portare disonore al nome di Gesù Cristo nostro Signore”.

Quindi questo soggetto di preghiera ci parla di quando un vero cristiano spirituale è sensibile e ha l’orrore per il peccato!
Più siamo vicini a Gesù Cristo, più siamo consapevoli dell’orrore del peccato.

Lo studioso della Bibbia del diciannovesimo secolo Thomas D. Bernard disse: “Il nostro senso del peccato è in proporzione alla nostra vicinanza a Dio”.

Questa è la preghiera di coloro che s’identificano con la santità di Dio e lo amano.

"Più un vero santo ama Dio ... più piange per il peccato" (Jonathan Edwards).

Hai questo orrore e sofferenza per il peccato?

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