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Giacomo 5:19: Il peccatore è colui che si svia dalla verità.

Giacomo 5:19: Il peccatore è colui che si svia dalla verità.
“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità”. 

Chi si svia si allontana dalla verità, fa fuori strada. A che cosa si riferisce verità e errore della sua via? (v.20). Si riferisce a qualcosa di teorico, o di pratico? È la dottrina, o il comportamento? Alcuni pensano che la parola “verità” si riferisca alla pienezza del Vangelo che dà una rinascita spirituale (cfr. Efesini 1:13; Giacomo 1:18; 1 Pietro 1:22-23), che salva (1 Corinzi 15:1-3), che libera dal peccato (Giovanni 8:31-32). Altri pensano che si riferisca alla Parola di Dio in generale, altri alla via giusta da seguire, oppure a tutta la conoscenza e ai precetti cristiani, oppure è in senso morale, riferendosi alla volontà rivelata di Dio. 
“Verità” in questo contesto, non è solo avere una giusta conoscenza, o credere alla giusta dottrina come rivelata da Dio, ma indica un modo giusto di comportarsi. Il Vangelo, o la Parola di Dio in senso generale, coinvolge non solo i principi da capire, ma anche una vita da vivere. La verità, quindi non coinvolge solo la dottrina e la testa, è qualcosa a cui obbedire (Galati 5:7), qualcosa da praticare (Giovanni 3:21; 1 Giovanni 1:6). La verità è qualcosa che deve essere fatta, così com’è creduta! La verità cristiana è qualcosa da mettere in pratica, non deve essere solo l'oggetto della ricerca della mente, una rice4rca intellettuale, è sempre verità morale che porta all'azione.  Non è solo una cosa da studiare, ma qualcosa che deve essere fatta, non solo qualcosa che dobbiamo credere con la mente, ma qualcosa che deve essere vissuta! Secondo l’insegnamento della lettera di Giacomo, la giusta dottrina deve essere accompagnata da un comportamento corrispondente (Giacomo 1:18; 2:14-26; 3:13-18). Certamente il comportamento coinvolge la dottrina, perché dietro ogni comportamento sbagliato ci può essere anche una dottrina sbagliata, un modo di pensare sbagliato. La verità non è una cosa astratta, ma una realtà, una strada che bisogna percorrere, coinvolge l’etica, è un modo di vivere (1 Re 2:4; 2 Re 20:3; Salmi 25:4-5, 26:3, 86:11) come confermato anche dal v.20 dove parla di peccatore che è riportato indietro dall’errore della sua via. “Errore” indica un modo sbagliato di agire, una condotta perversa, malvagia, peccaminosa (Romani 1:27; Ebrei 1:11; 2 Pietro 2:18; Ezechiele 33:10). “Via” indica condotta, o lo stile di vita. (cfr. Giacomo 1:8; Deuteronomio 11:28; 30:19; Salmi 1:1; 101:2; 139:24; Proverbi 2:19; Matteo 7:13 -14; 21:32; 22:06; Luca 1:79; Atti 9:2; 13:10, 19:20, 24:22; 1 Corinzi 4:17; Giuda 11). Il versetto ci ricorda ancora una volta, la profonda preoccupazione di Giacomo per la vera fede, una fede genuina, una fede che opera, obbediente. (cfr. Matteo 7:21-23; Luca 6:46). Siamo salvati per la sola fede, ma la fede che salva non è mai sola. Non si può sfuggire alla verità: la fede e le opere sono inseparabili (Efesini 2:8-10; 1 Timoteo 6:18; Giacomo 2:14-26). Se tu ti professi cristiano, la tua fede, se è vera è accompagnata dall’obbedienza; l’obbedienza a Dio è la manifestazione della vera fede! La fede si sottomette a ogni dettaglio delle istruzioni di Dio (Genesi 6:22). La fede si sottomette alla volontà di Dio pienamente, altrimenti non è vera fede.


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