Introduzione alla Bibbia: Ispirazione

Introduzione alla Bibbia.
Ispirazione
In virtù della sua ispirazione di Dio, la Bibbia è giustamente conosciuta e rispettata come la rivelazione di Dio per gli uomini di oggi e quindi come libro autorevole!

Che cos’è l’ispirazione della Bibbia?
Sono state date diverse definizioni sull’ispirazione.

“L’ispirazione è l’influenza determinante esercitata dallo Spirito Santo sugli autori dell’Antico e del Nuovo Testamento, che fa sì che essi annunzino e redigano in maniera esatta e con autorità il messaggio ricevuto da Dio. Questa influenza si è estesa fino all’uso delle parole per preservarle da qualsiasi errore ed omissione” (Renè Pache). 

 “ I libri della Bibbia sono detti ispirati, perché sono il prodotto divino realizzato mediante uomini ispirati; gli scrittori della Bibbia sono chiamati ispirati nel senso che lo Spirito Santo ha soffiato in loro, cosicché il prodotto della loro opera trascende la loro capacità ed è rivestito di autorità divina. Per questo, generalmente, l’ispirazione è definita come un’influenza soprannaturale esercitata sugli scrittori sacri dallo Spirito di Dio, in virtù della quale ai loro scritti è comunicata una divina attendibilità” (Benjamin B.Warfield).


“ La sovrintendenza di Dio sugli autori umani così che, usando la loro propria individuale personalità, loro composero e registrarono senza errore la Sua rivelazione in parole gli scritti originali” (Ryrie, C. C.).

“Essa è normalmente e giustamente definita come un’influenza supernaturale dello Spirito di Dio sugli autori biblici, fatto che assicurava che essi scrivessero esattamente ciò che Dio voleva che scrivessero per comunicare la Sua verità, e quindi le loro opere possono essere ben definite ispirate in greco theopneustos, letteralmente soffiate da Dio 2 Timoteo 3:16 ”  (J.I Packer).

Per ispirazione, allora s’intende l'influenza esercitata di Dio su gli scrittori della Bibbia, permettendo loro di trasmettere la rivelazione di se stesso in forma scritta. 

Nella redazione dei manoscritti originali, lo Spirito Santo ha guidato gli autori sia nei concetti e sia nelle parole senza per questo annientare, o sostituire la loro personalità e la loro cultura. 

Cominciamo a considerare:
I LA SORGENTE DELL’ISPIRAZIONE.
La sorgente dell’ispirazione è Dio.

A) Dio ha soffiato la Sua Parola.
In 2 Timoteo 3:16-17 leggiamo: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.

Paolo ricorda a Timoteo la funzione centrale delle Scritture: la salvezza (v. 15); ora conclude questa sezione con una dichiarazione più completa sull'origine divina e l'utilità specifica delle Scritture (v. 16-17).

La parola ispirazione biblicamente è diversa dal modo come si intende oggi; per esempio è usata per un pittore che vede un tramonto e fa un quadro, o un poeta vede una bella ragazza e fa una poesia, ma nel senso biblico è diverso. 

Paolo afferma che la Scrittura è ispirata da Dio, e lo è in ogni sua parte!

“È ispirata” (theopneustos)significa soffiata da Dio, originata da Dio, la fonte delle Scritture è il respiro di Dio, le Scritture sono il risultato di quell'azione.

Il significato, non è che Dio soffiò negli scrittori, né che egli in qualche modo respirava negli scritti da dare loro un carattere speciale, ma ciò che è stato scritto dagli autori umani è stato espirato da Dio, ha avuto origine in Dio. 

Così il contenuto e il carattere della Scrittura sono dovuti all’attività generatrice e dominante dello Spirito di Dio creativo. 
Infatti, nella Scrittura il soffio di Dio è simbolo dell’attività creatrice divina che è l’esecutore della volontà di Dio.

In Giobbe 33:4 leggiamo: "Lo Spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita". (Salmo 33:6).

Quindi l’ispirazione (teopneustia) è la potenza misteriosa esercitata dallo Spirito Santo sugli autori della Bibbia per far sì che la componessero, per guidarli nell’uso delle parole e preservarli da qualsiasi errore (Gaussen).

Quindi:
B) Dio ha sospinto gli uomini a scrivere la Sua Parola.
Un altro testo importante è 2 Pietro 1:20-21, dove leggiamo: "Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo". 

Questo passo afferma essenzialmente due cose: la prima che la Bibbia, in ogni sua parte, non ha la sua origine con un’iniziativa umana, ma in Dio.

La seconda è: Dio ha usato gli uomini, questi erano sospinti dallo Spirito Santo. 
In questo senso lo Spirito li guidava e vegliava su di loro, perciò possiamo essere sicuri che la rivelazione di Dio è priva di errori, in quanto lo Spirito Santo garantisce completamente la verità contenuta nelle Sacre Scritture dalla Genesi all’Apocalisse.

Il verbo greco "sospinti" (pheromenoi) indica qualcosa che è portato, trascinato, preso, sorretto e mosso da colui che è il portatore che lo conduce dove egli vuole.

Il verbo nel greco è al passivo, perciò gli autori della Bibbia erano portati, non era la loro volontà a guidarli, ma era lo Spirito di Dio. 

La stessa parola greca la troviamo in Matteo 14:11 quando portarono, per il desiderio della figlia di Erodiada, la testa del Battista. 

Oppure in Atti 27:15,17 quando la nave, su cui era Paolo fu trascinata via da un vento impetuoso e non poterono resistere alla furia del vento, e perciò non potendo più controllare la nave la lasciarono e andarono alla deriva, il vento trascinò via la nave! Quindi i profeti erano trascinati dallo Spirito di Dio come la nave alla deriva dal vento. 

Parlando di 2 Pietro 1:19-21 Warfield scriveva: “Questo passo, allora, dichiara che gli uomini che hanno parlato da parte di Dio, sono stati presi dallo Spirito Santo e portati dal suo potere a compiere lo scopo da lui preordinato. Perciò, le cose che hanno annunciato sotto l’influenza dello Spirito non provenivano da loro, ma dallo Spirito”.

Pertanto l'ispirazione non è qualcosa di semplicemente attribuita alla Bibbia da parte dei cristiani, è qualcosa che la Bibbia rivendica per sé come dimostrano le centinaia di riferimenti al suo interno sulla sua origine divina (vedi anche 1 Corinzi 2:13).

Meditiamo ora su chi sono:
II GLI STRUMENTI DELL’ISPIRAZIONE.
Chi ha usato Dio per trasmettere il suo messaggio? Come già detto, Dio ha usato gli uomini.

Nella redazione dei manoscritti originali, lo Spirito Santo ha guidato gli autori sia nei concetti e sia nelle parole senza per questo annientare, o sostituire la loro personalità e la loro cultura.

Abbiamo letto in 2 Timoteo 3:16: “Ogni Scrittura”, questo sottolinea che l’ispirazione della Bibbia è totale e verbale.

In primo luogo vediamo:
A) Ispirazione totale.
Per ispirazione totale si intende l’estensione di tutta la Scrittura, in ogni sua parte senza limiti. 
Come vale per l’autorità, cioè l’autenticazione di Gesù sulla Scrittura, vale anche per l’ispirazione. 

In Matteo 5:17-18 leggiamo: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto". 

Sempre Gesù disse in Giovanni 10:35: "…. la Scrittura non può essere annullata". 

“La dottrina dell’ispirazione totale afferma che il testo biblico originale è stato redatto da uomini che, pur conservando l’esercizio delle loro facoltà ed il loro talento letterario, hanno scritto sotto il controllo e le direttive dello Spirito Santo; ne risulta che ogni parola dei documenti originali, ci trasmette in modo perfetto e senza errore il messaggio esatto che Dio desiderava comunicare all’uomo” (F.E. Gaebelein).

Consideriamo ora:
B) L’Ispirazione verbale.
L'ispirazione verbale afferma che lo Spirito Santo ha interagito con gli scrittori umani per scrivere la Bibbia. 
Dio ha voluto parlare agli uomini attraverso gli uomini. 
La Bibbia è al 100% umana e al 100% divina!

La Bibbia: Parola di Dio e parola di uomo, sono fondamentalmente interconnesse. 
Proprio come Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, ma non è divisibile in due persone, così la Scrittura è allo stesso tempo la Parola di Dio e parola dell'uomo; gli uomini furono ispirati da Dio a trasmettere la Sua rivelazione in forma scritta senza errori.

“Fin dall’inizio la chiesa ha riconosciuto la Bibbia come Parola di Dio, nel senso che le sue parole scritte da uomini e avendo il segno indelebile della loro origine umana, sono state tuttavia scritte sotto l’influenza dello Spirito Santo, così che esse sono anche parole di Dio, espressione adeguata del suo pensiero e della sua volontà” (B.B. Warfield).

Ogni parola della Bibbia è la voce autentica di Dio! 
Ma in questo processo Dio ha usato la personalità e le capacità naturali degli autori, che erano diversi tra di loro per carattere, lavoro, e così via.
Questi uomini scrissero la Sua volontà, il Suo pensiero, sotto la sovrintendenza dello Spirito Santo.

Per ispirazione verbale, allora, s’intende che l'ispirazione di Dio si estende alle parole, nel senso che lo Spirito Santo ha guidato il processo in modo tale che le parole che hanno scelto accuratamente erano le parole che portavano il significato che Dio voleva.

Così benché gli scrittori avevano libertà di scrivere secondo la loro personalità con stili diversi, allo stesso tempo, lo Spirito santo ha guidato il processo così che rispecchiasse fedelmente il Suo messaggio. 

In altre parole per ispirazione verbale si intende la scelta di Dio delle parole degli autori umani che dovevano esserci nelle Sacre Scritture.

In Deuteronomio 18:15-19 leggiamo: "Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto! Avrai così quello che chiedesti al SIGNORE tuo Dio, in Oreb, il giorno dell'assemblea, quando dicesti: 'Che io non oda più la voce del  SIGNORE mio Dio, e non veda più questo gran fuoco, affinché io non muoia'. Il SIGNORE mi disse: 'Quello che hanno detto, sta bene; io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò. Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto'". 

Dio ha guidato sia i pensieri e sia le parole.
J.A. Bengel diceva: “Con le idee, Dio dava loro nello stesso tempo le parole”. 

Non è possibile trasmettere un preciso messaggio in altro modo se non con parole precise (1 Corinzi 2:13).

Renè Pache scriveva: “Le parole sono inseparabili dal messaggio. Il senso della rivelazione divina è inestricabilmente legato alle espressioni della Scrittura ed il suo senso non può essere espresso senza parole. Dunque, se non possiamo dire che le parole della Scrittura sono state date da Dio, non possiamo più affermare che la Scrittura è ispirata, perché essa è costituita da parole. Non saremmo mai certi di quello che lo Spirito di Dio vuol dire nella Scrittura, a meno che siamo certi che le parole sono state espressamente ispirate da Lui”. 

Dio è stato con Mosè, ha guidato Mosè nel parlare al faraone (Esodo 4:10–16). 
Mosè poi scriveva tutte le parole del Signore per conservarne il ricordo (Esodo 17:14; 24:4-12; 34:27). 

Similmente, Dio ha messo le parole in bocca a Geremia (Geremia 1:9,17), il profeta doveva comunicare fedelmente la Parola di Dio (Geremia 23:28; 26:2), poi Dio gli ordina di scrivere tutte le parole (Geremia 36:2-6,27-28. cfr. Numeri 33:2; Deuteronomio 31:9, 24; 1 Cronache 29:12, 19; Abacuc 2:2-3; Geremia 30:1–2).

Anche gli scrittori del Nuovo Testamento sono stati guidati dallo Spirito Santo.

Gesù aveva promesso che lo Spirito Santo avrebbe guidato gli scrittori del Nuovo Testamento.

All'inizio del suo ministero Gesù ha scelto una dozzina di uomini, li fece Suoi discepoli e tranne uno, Giuda, hanno portato avanti il Suo insegnamento. 
Gesù non ha scritto il Suo insegnamento, non ha lasciato una dispensa ai discepoli, ma in diverse occasioni nel Nuovo Testamento troviamo scritto la promessa che gli apostoli sarebbero stati guidati dallo Spirito Santo nella loro testimonianza, o predicazione e, quindi anche nello scrivere. 

Noi vediamo la promessa di Gesù.
1. Quando i dodici sono stati commissionati a predicare il regno dei cieli (Matteo 10:17-20; Cfr. Luca 12:11-12). 
2.  Quando Gesù ha autorizzato i settanta a predicare il regno di Dio. (Luca 10:9). 
Poi ha aggiunto mostrando che aveva dato loro appunto autorità apostolico. 
In Luca 10:16 leggiamo: "Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato".

3. Quando nel discorso sul monte degli ulivi Gesù ribadisce ancora la promessa della guida dello Spirito Santo.
In Marco 13:11 leggiamo: "Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell'ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo".

4. Dopo l’ultima cena.
Gesù aveva promesso agli apostoli che dopo la Sua morte e resurrezione sarebbe venuto su di loro lo Spirito Santo, lo Spirito di Verità e avrebbe insegnato loro ogni cosa e ricordato tutto ciò che Gesù aveva insegnato loro, avrebbe testimoniato di Gesù e li avrebbe guidati in tutta la verità e avrebbe rivelato loro le cose avvenire (Giovanni 14:26; 15:26; 16:12-14). 

5. Nel grande mandato Gesù promette la guida e il sostegno (Matteo 28:18-20; Luca 24:44-49).

6. Poco prima della sua Ascensione.
In Atti 1:8 è scritto: "Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra".

Gli scrittori del Nuovo Testamento affermavano di essere stati guidati dallo Spirito Santo.
1. Attraverso il loro messaggio è stata edificata la chiesa.
Gli Atti degli Apostoli è il libro che ci fa vedere come lo Spirito ha operato e insegnato attraverso gli apostoli. 

Noi vediamo che la chiesa era perseverante ad ascoltare l’insegnamento degli apostoli (Atti 2:42); gli apostoli predicavano la Parola di Dio (Atti 2,4,10); avevano il ministero della Parola (Atti 6:4).  
In questo senso la chiesa fu edificata sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, ma Gesù era la pietra angolare (Efesini 2:20). 
Gesù aveva promesso che lo Spirito Santo li avrebbe guidati (Giovanni 15:26; cfr. Romani 9:1; 1 Corinzi 2:10-13).

2. Il loro messaggio era pari a quello dei profeti.
L’autore dell’epistola agli Ebrei prima afferma che Dio anticamente aveva parlato tramite i profeti, poi per mezzo di Gesù (Ebrei 1:1-2), infine, parla della salvezza, che prima era stata annunziata dal Signore e poi confermata dagli apostoli, mentre Dio stesso aggiungeva la Sua testimonianza con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo secondo la Sua volontà (Ebrei 2:3). 

Il messaggio di Cristo, come indicato dai Suoi apostoli, è oggi la voce di Dio, così come il messaggio dei profeti era nel tempo passato.  
Questa verità viene confermata ancora in 2 Pietro 3:1-2: "Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli". 

Quindi vediamo come lo Spirito Santo guidava i profeti e Gesù, ha guidato anche gli scrittori del Nuovo Testamento.

Agli apostoli e ai profeti del Nuovo Testamento è stato rivelato il mistero del Vangelo che riunifica Gentili e Giudei (Efesini 3:2-5). 

3. Il loro messaggio e poi i loro scritti erano autorità per la chiesa considerati Parola di Dio.
In 1 Tessalonicesi 2:13 è scritto: "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete".

2 Pietro 3:14-16 dice: "Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace;  e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;  e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture".

Le lettere degli apostoli dovevano essere lette nelle chiese (Colossesi 4:16; 1 Tessalonicesi 5:27).

È interessante che il Vangelo di Luca viene considerato Parola di Dio da Paolo citando le parole di Luca 10:7 in 1 Timoteo 5:18. 

Questi sono alcuni esempi che dimostrano che gli scrittori del Nuovo Testamento erano guidati dallo Spirito Santo!

Infine vediamo:
III LO STADIO DELL’ISPIRAZIONE.

Prima di tutto dobbiamo ricordare:
A) La persistenza dell’ispirazione.
In Matteo 24:35 Gesù dice: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

In Isaia 40:8 è scritto: “L'erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre”.

In questo mondo dove tutto passa, dove tutto è fragile, si consuma, ed è transitorio, anche questo cielo e questa terra cesseranno di esistere per il giudizio di Dio (cfr. Isaia 51:6; 2 Pietro 3:7-12; Apocalisse 21:1).
Ma possiamo avere la certezza che la Parola di Dio dura per sempre!

Il cielo e la terra hanno visto passare molte vite umane nel corso dei secoli e rappresentano ciò che è permanente, ma sono transitori, sono destinati a passare via!

Al contrario, le parole di Dio dureranno per sempre.
Le Sue parole dureranno ancora più a lungo dell'universo stesso, che sarà distrutto e ricreato.

Per la parola di Dio c'è un carattere permanente, a differenza dell’uomo, che appassisce e svanisce, e del cielo e della terra che passeranno, resisterà per sempre. 

In contrasto con la creazione con la sua natura deperibile, la parola di Dio è permanente e dura per sempre. 

Quando Dio parla, la Sua parola esprime la verità; e quella verità non può essere annullata o modificata.
Anche se tutto l'ordine attuale passerà, l’insegnamento, l’autorità e l’infallibilità della Parola di Dio non cesserà mai.
Questo implica che ci possiamo fidare di essa!
Implica che dobbiamo essergli sempre sottomessi!

Vediamo ora:
B) Il proposito dell’ispirazione.
Perché Dio ci ha dato la Bibbia? Quali sono i benefici?

A) La Parola di Dio dona la vita.
Deuteronomio 8:3 afferma: ”Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE”. (Matteo 4:4).
Come il nostro corpo vive di cibo, così viviamo anche dalla Parola di Dio.
Non dobbiamo trascurare che abbiamo una componente spirituale, e i benefici spirituali sono più importanti di quelli fisici.
La nostra anima ha bisogno della Parola di Dio!

In Deuteronomio 32:47 è scritto: “Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita; per questa parola prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prendere possesso, passando il Giordano”. (1 Timoteo 4:16).

Mosè, dopo aver esortato il popolo d’Israele a prendere a cuore tutte le parole che pronuncia, devono insegnarle ai loro figli e metterli in pratica con cura.
Questa parola non è senza valore, ma è la loro vita!

Dio rigenera a vita nuova, ci ricrea spiritualmente attraverso la Sua Parola; come attraverso la Parola ha dato vita a ogni cosa, così da vita spirituale (Giacomo 1:18; 1 Pietro 1:23).

B) La Parola di Dio ristora l’anima
Salmo 19:7-8 dice: “La legge del SIGNORE è perfetta, essa ristora l'anima”.

Dopo aver considerato la gloria di Dio come rivelata nella natura, il salmista ora si concentra sulla legge di Dio. 
Come Dio ha dato il sole per illuminare la terra, ha dato i Suoi insegnamenti, la sua Parola per ristorare l’anima, per rendere saggi, per rallegrare il cuore, e illuminare gli occhi.

Il salmista trovò gioia nello scoprire che Dio non solo ha creato un mondo meraviglioso e ci ha fornito la vita, ma ha anche dato degli insegnamenti per la nostra vita.

Così noi leggiamo che la legge (tôrāh) del Signore è perfetta (tāmiym), cioè integra, completa e senza difetto, non gli manca nulla.
Significa che la Bibbia non è carente in alcun modo, è una rivelazione completamente sufficiente per ogni aspetto della nostra vita. 

La legge del Signore ristora l’anima.
“Ristorare” (shûv) implica ravvivare, rianimare, restaurare e invita anche i fedeli a pentirsi e ritornare (cfr. vv.11-13).

Come abbiamo detto prima la Parola di Dio è cibo, sostegno per l’anima.

Quindi la parola di Dio è la forza fondamentale, che ripristina in pieno vigore e vitalità lo spirito debole, esausto dell'umanità e peccaminoso, e gli fornisce il cibo interiore duraturo senza il quale la vita non può essere pienamente vissuta.

C) La Parola di Dio rende saggi.
Sempre nel Salmo 19:7 leggiamo: “La testimonianza del SIGNORE è veritiera, rende saggio il semplice”.

Come un cartello indicatore, un segnale stradale che avvisa i conducenti di strade tortuose, o condizioni pericolose, la testimonianza (ʿēḏûṯ) del Signore, viene fornita per avvertire i fedeli delle condizioni pericolose e sdrucciolevoli di questa vita, delle insidie del peccato, del mondo e del diavolo (cfr. Salmo 19:12-13).

Chi è aperto alle istruzioni di Dio diventerà saggio!  
“Veritiera” (ʾāman) indica affidabile, degno di fiducia perché le testimonianze del Signore corrispondono alla realtà.

“Saggio” (ḥāḵam) indica che conosce e quindi sa discernere, fa le scelte giuste, prende le giuste decisioni.

L'idea essenziale di saggezza (ḥākam) rappresenta un modo di pensare e l’attitudine riguardo alle esperienze della vita; compresi argomenti di interesse generale e moralità.

La saggezza è il riflesso dell’insegnamento del Dio personale che è santo e giusto e che si aspetta che coloro che lo conoscono espongano il Suo carattere e la Sua volontà, praticamente nelle varie circostanze della loro vita. 
Il “semplice” (peṯiy) indica l’ingenuo, l’inesperto, che non ha molta esperienza della vita, e quindi che può essere ingannato e confuso, e rischia di fare scelte sbagliate e distruttive nella vita.

“Così la Parola di Dio che è perfetta e affidabile, fornisce quella saggezza senza la quale la vita sarebbe culminata nei disastri della follia (cfr. Salmo 14)” (Craigie, P. C.).

Se seguiamo le indicazioni della Parola di Dio, troveremo la strada giusta per la salvezza, la pace, la gioia e la vita eterna.

Un altro beneficio è:
D) La Parola di Dio rallegra il cuore.
Nel Salmo 19:8 è scritto: “I precetti del SIGNORE sono giusti, rallegrano il cuore”.

La Parola del Signore crea quella gioia che è radicata in una vita di rettitudine davanti a Dio.

I “precetti” (piqqûḏ) sono le direzioni, istruzioni, regole e principi che insegnano a fare una certa azione, che devono essere obbediti da tutti (per esempio Salmo 103:18; 111:7; 119:4, 15, 27, 40, ecc.).

Si riferisce letteralmente a un dovere autorevole, o a un ordine che è vincolante per il destinatario perché proviene dal Signore dell’universo.
“Giusti” (yāšār) non è il contrario di essere sbagliato, significa onesto ed è collegato all'idea di rettitudine. 

Rallegrano il cuore!
Per alcune persone la Parola di Dio è un peso, mentre in realtà rallegra il cuore!

E) La Parola di Dio illumina gli occhi.
Nel Salmo 19:8 leggiamo ancora: “Il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi”.
“Limpido” (bar) indica puro, o splendore, luce e non può che essere così, perché Dio è santo (Isaia 6:3).

Il comandamento del Signore è puro, illumina gli occhi, cioè rivela la natura della verità, della santità e ci guida in essa.

Lo splendore del comandamento che proviene dal Dio santo, dà la conoscenza della verità, della santità e ci guida in questa strada (cfr. Salmo 119:105).

F) La Parola di Dio ci porta alla maturità spirituale e morale.
“L’uomo di Dio è prima di tutto l’uomo della Bibbia” (Spicq).

2 Timoteo 3:16-17 dice: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.

La Bibbia trasmette sia la verità teologica che etica, insegna ai cristiani cosa dovrebbero e non dovrebbero credere (insegnare, convincere) e come dovrebbero e non dovrebbero comportarsi (correzione ed educare alla giustizia).

La Bibbia è utile per la nostra crescita spirituale e morale, sia per la nostra conoscenza e sia per la nostra santificazione, affinché l’uomo di Dio, cioè l’uomo che appartiene a Dio, quindi tutti i cristiani, sia completo.

“Completo” (artios), è maturo, perfettamente idoneo al suo compito, capace e competente in tutto ciò che viene chiamato a fare, qualificato per soddisfare tutte le richieste.

“Ben preparato per ogni opera buona”, è equipaggiato, dotato, competente per un’azione appropriata; perfettamente adeguato al suo lavoro e completamente attrezzato per assumersi tutte le responsabilità, completamente addestrato e completamente capace di fare ogni tipo di opera buona, di servizio.

Coloro che obbediscono ai comandi e rispondono alle promesse della Scrittura possono trovare la forza di vivere una vita di tale qualità che possono incoraggiare e illuminare gli altri.

In definitiva, allora, l'argomento di Paolo sull'ispirazione e l'utilità della Scrittura non è una questione accademica, ma molto pratica.

CONCLUSIONE.
Riepilogando, l’ispirazione comprende tre elementi:

1. Dio è la causa dell’ispirazione della Bibbia. 
La Bibbia è un’invenzione di Dio. 
La prima cosa che è fondamentale nel pensare riguardo la Bibbia è sapere quello che dice di se stessa, e di se stessa la Bibbia dice che è Parola di Dio!

“ La Bibbia non è altro che la voce di Colui che siede sul trono. Ogni libro di essa, ogni capitolo di essa, ogni sillaba di essa, ogni lettera di essa, è l'espressione diretta dell’  Altissimo” (John William Burgon).

La Bibbia è attendibile, in tutte le sue pagine, non esprime mai una frase, o una parola di dubbio riguardo la sua origine divina, o la sua assoluta affidabilità, anzi afferma costantemente entrambe le cose.

2. Dio ha usato gli uomini per scrivere la Bibbia.
I profeti hanno svolto un ruolo importante nel processo globale dell’ispirazione, erano il mezzo con cui Dio ha parlato e con cui Dio ha scritto la Bibbia.

3. Dio vuole che noi consideriamo seriamente la Bibbia.
Se desideriamo la Bibbia che operi in noi in modo efficace dobbiamo accettarla come Parola di Dio e crederla interamente! (1 Tessalonicesi 2:13). 

La parola di Dio deve abitare nel nostro cuore (Salmo 119:11; Colossesi 3:16); meditarla e metterla in pratica (Giosuè 1:8; Giacomo 1:22-25); studiarla e comunicarla (Esdra 7:10); accettarla così com’è senza distorcerla, senza toglier nulla (Apocalisse 22:18-19).




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