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Giovanni 3:16: La prova dell’amore di Dio.

Giovanni 3:16: La prova dell’amore di Dio.
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio”.

Ci sono numerose prove, dell’amore di Dio, ma ce ne una in particolare: ha dato il Figlio, Gesù Cristo!  
In questo versetto vediamo il costo dell’amore di Dio. 
Dio ha pagato un prezzo alto per salvare i credenti! “Ha dato” richiama l'attenzione sul sacrificio di morte come un’offerta per il peccato (Matteo 20:28; Marco 10:45; 1 Timoteo 2:6; Galati 1:4; Tito 2:14). Dio colma di sua iniziativa l’abisso che c’è tra Lui e gli uomini ha causa del peccato e non lo ha fatto con oro e con argento, ma con il sangue, la vita di Gesù (1 Pietro 1:18-19). Dio non risparmiato il Figlio, ma lo ha dato in sacrificio sostitutivo per gli ingiusti (Romani 8:32, 1 Pietro 3:18).

In questo versetto vediamo inoltre la chiarezza dell’amore di Dio.
Non c’è dubbio la croce di Cristo dimostra l’amore di Dio, quanto Dio sia generoso. Dio avrebbe potuto abbandonarci nei nostri peccati e al nostro destino di perdizione, ma non lo fece; poiché ci amava, ha dato Gesù Cristo e ci ha cercato, per salvarci. Se qualcuno di noi ha dei dubbi riguardo l’amore di Dio, ebbene, guardi alla croce di Gesù! Sulla croce di Gesù si manifesta in un modo inequivocabile l’amore di Dio! Un amore che non è sentimentalismo, ma l’amore santo di Dio che fa ricadere sul Figlio i peccati dei molti! (Matteo 26:28; Romani 5:19; Efesini 5:25).
Quindi vediamo la concretezza dell’amore di Dio.
L’amore non è solo un semplice sentimento, né semplicemente solo parole! L’amore è azione concreta che spinge una persona, in questo caso, Dio, ad agire per il bene di un’altra persona! Dio ha dato il meglio che aveva per il mondo! Gesù, l’Unigenito, è il più grande e migliore dei doni che Dio potesse dare. 
“Unigenito” (monogenēs) non si riferisce che Gesù sia stato creato, ma che Egli è unico, ineguagliabile nel suo genere come carattere, come relazione unica con il Padre e come unica peculiarità di manifestare il Padre e quindi unico per la Sua missione (Giovanni 1:14-18; 1 Giovanni 4:9); pertanto quando Dio diede Gesù, Egli ha dato il regalo più bello e grande dell'universo. Inoltre “Unigenito” non indica che Gesù sia una semplice creatura fatta a immagine di Dio, bensì il Dio incarnato, l’Emmanuele (Matteo 1:23; Giovanni 1:14-18; Colossesi 1:15; 2:9; Ebrei 1:3). Di conseguenza, quando Dio ha dato Gesù ha dato se stesso, quindi ha dato il dono più grande sia perché è Dio e sia perché quando si dona se stessi e il massimo, il meglio che si può dare!  Gesù è il più grande dei doni perché è un dono che si adatta perfettamente alle esigenze spirituali dell'uomo. Gesù ci fa conoscere Dio (Giovanni 1:18); ci riconcilia con Dio (Romani 5:9-11); in Lui c’è il perdono (Efesini 1:7) e quindi la salvezza dai peccati (Atti 4:12). Il credente fa parte di una grande famiglia, la chiesa di Dio (Efesini 2:11-22); fa parte di un progetto, quello di Dio in cui possiamo essere certi non fallirà (Romani 8:28-29; Isaia 46:10). Tutto questo implica che il credente può affrontare la morte serenamente, senza paura con la certezza che andrà in cielo con Gesù (Giovanni 14:1-6). 
Non possiamo che essere grati a Dio per il dono meraviglioso di Gesù Cristo. 

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