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Giovanni 3:16: Il proposito dell’amore di Dio.

Giovanni 3:16: Il proposito dell’amore di Dio.
"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. 

Il proposito dell’amore di Dio nel donare il Figlio è la vita eterna.
In primo luogo vediamo che il proposito ha una condizione.
La vita eterna è per chiunque crede in Gesù. Se Dio ha tanto amato il mondo, d’altra parte salverà solo quelli che credono in Gesù per la loro salvezza. 
“Crede” significa avere fede, affidarsi, quindi appropriarsi personalmente di questa verità contenuta in questo versetto. La fede è indispensabile per piacere a Dio (Ebrei 11:6), ed è il canale indispensabile della grazia salvifica di Dio, senza la quale non c’è salvezza (Efesini 2:8-9). La fede significa affidarsi a Gesù in piena fiducia e implica un impegno totale verso di Lui che è attendibile, convinti che ha il potere e che è vicino nel salvare, convinti che quanto ha rivelato è verità. Quindi la fede è credere non solo nella Sua persona, ma anche nelle Sue parole.
Noi dobbiamo credere che siamo peccatori e non siamo in grado di salvarci (Romani 3:19-23). Noi dobbiamo credere, che Gesù è l’unico Salvatore e Signore che salva dai peccati, mandato da Dio perché ama il mondo (Giovanni 4:42; Romani 10:9-10; 1 Timoteo 1:15). Noi dobbiamo credere che la vita dopo la morte continua, che ci sarà un giudizio e che ci sono due luoghi possibili dove si andrà: l’inferno o in paradiso (Apocalisse 20:11-21:8).
In secondo luogo vediamo che il proposito ha una certezza.
La certezza è la vita eterna. Che cosa significa avere vita eterna? La vita eterna si riferisce al tempo della vita. Per “vita eterna” s’intende un’esistenza senza fine. Indica un’esistenza continua che non è toccata dalle limitazioni del tempo. Non esiste la fine, non esistono giorni, mesi e anni! È un tempo illimitato! Anzi non esiste il tempo! La vita eterna comincia nel momento in cui una persona crede, nel momento della conversione (Giovanni 5:24). Anche se la morte segna una discontinuità tra questa vita e la prossima, in realtà la vita eterna ci garantisce una continuità; non finisce tutto con la morte. Il credente ha la certezza della vita eterna con Dio (2 Corinzi 5:1-10).  “Vita eterna” non indica solo la durata si riferisce anche al tipo di vita. Alcune persone hanno una certa repulsione all'idea della vita eterna, perché la loro vita nel presente è misera, piena di dolore, di fame, di povertà, di delusione, o di problemi.  La vita eterna non è un'estensione della vita terrena di una persona, la vita eterna non è solo che è eterna in durata, ma indica anche qualcosa di diverso dalla vita dell’uomo come qualità, una vita completamente diversa da quella che stiamo vivendo adesso, infatti, non ci saranno più sofferenze, litigi; stress di vario genere e abiteremo per sempre con Dio! (Apocalisse 21:3-4).
La vita eterna è opposto al perire alla morte eterna. La parola “perire” è sprecare la vita, andare in rovina, essere perduti per sempre. Non è un semplice spegnersi dell’esistenza fisica, ma un eterno sprofondare all’inferno, nell’eterna sofferenza, una via del non ritorno! È peggio di un crack finanziario, di una malattia inguaribile, o cose del genere, è una via del non ritorno non si avrà una seconda possibilità di salvezza, è un’eterna rovina (cfr. Daniele 12:1-3; 2 Tessalonicesi 1:6-10).
Tu dove andrai? 

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