lunedì 1 agosto 2016

Introduzione alla Bibbia. La Rivelazione.

Introduzione alla Bibbia.
La Rivelazione
Tutto quello che noi conosciamo del cristianesimo è stato rivelato a noi da Dio. 

Il termine rivelazione deriva dal latino "revelatio" che significa scoprimento. 
La parola ebraica per rivelare è "galah", invece una parola greca comune per "rivelare" è "apokalypto".  

Rivelare esprime sia l'idea della scoperta e anche quello che era nascosto. 
Così rivelazione indica svelare qualcosa di nascosto, in modo che possa essere visto e conosciuto per quello che è; vuol dire svelare rimuovendo un velo da qualcosa che era celato. 
L’idea, dunque è di rendere le cose oscure chiare, portare alla luce cose nascoste, affinché la persona a cui è rivolto il messaggio possa vedere, sentire, percepire, capire e conoscere.

Per quanto riguarda Dio, indica che svela se stesso, si fa conoscere. 
Giorgio Girardert scriveva: “Tutto il messaggio biblico è fondato sul presupposto che Dio esiste, ma è inaccessibile, cosicché l’uomo non può conoscerlo se non in quanto egli stesso si rivela, cioè ' rimuove il velo ' che lo nasconde”. 
Rivelazione è dunque l’atto con cui Dio si fa conoscere agli uomini. 


Secondo la Bibbia la conoscenza di Dio non è perciò frutto di una conoscenza, o di un’intuizione umana, o il frutto di un istinto o di una spontanea evoluzione. 
La rivelazione è l’auto-manifestazione di Dio, mediante la quale Dio fa conoscere se stesso e i suoi decreti. 

Molto chiara e interessante è la definizione che il teologo B.B.Warfield fa riguardo la rivelazione, egli dice: “ Il significato attivo di rivelazione indica l’atto con cui Dio comunica all’uomo la verità su se stesso, sulla sua natura, sulle sue opere, sulla sua volontà e sui suoi propositi”.  

I LA NECESSITÀ DELLA RIVELAZIONE DI DIO

Perché è necessaria la rivelazione di Dio?
A) Perché Dio è inaccessibile agli uomini per la sua natura.
La sua grandezza infinita è velata ai nostri occhi. 
Paolo a Timoteo parlando di Dio dice: "Il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen" (1 Timoteo 6:16; Cfr. Giobbe 11:7; 36:22-37:24; Giovanni 1:18).

Dio è così lontano dall’uomo nel suo modo di essere che l'uomo non lo può vedere. Dio abita una luce inaccessibile, nessun uomo ha visto e può vedere, ecco perché abbiamo bisogno della sua rivelazione. 

Dio è al di fuori la nostra esperienza sensoriale, è trascendente, è Colui che è illimitato nella Sua conoscenza e nella Sua potenza, è non è soggetto al tempo e allo spazio. 
Non possiamo capire Dio, se Dio non si rivelava con un linguaggio umano e anche con forme umane. 

La rivelazione di Dio è necessaria:
B) Perché l’uomo è morto spiritualmente.
In Efesini 2:1-5 leggiamo: “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli.  Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri.  Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati)”.

Nella sua natura l’uomo è lontano da Dio, a causa del peccato non ha comunione con Dio, è morto nelle colpe e nei peccati, è ribelle, segue il diavolo e i desideri della propria carne, perciò non pensa a Dio, è disinteressato alle cose spirituali, è estraneo alla vita di Dio (Cfr. 2 Corinzi 4:4; Efesini 4:17-18).

La rivelazione di Dio è necessaria:
C)  Perché l’uomo non è in grado di conoscere Dio con la propria sapienza.
Isaia 55:9 dice: "Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri". 

Questo versetto ci fa capire che le vie e i pensieri di Dio risultano incomprensibili all’uomo (Romani 11:33-36).

L’uomo non è in grado di conoscere Dio con la propria intelligenza come afferma l’apostolo Paolo: “Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione” (1 Corinzi 1:21).

I pensieri di Dio sono pensieri che l’uomo non ha mai visto, sentito e pensato! (1 Corinzi 2:9-11).
Con la nostra sapienza non siamo in grado di conoscere Dio, se ci proviamo falsifichiamo la sua natura, creandoci un dio a nostra immagine e somiglianza. 
Ci sono caratteristiche di Dio, come la Sua eternità, perfezione, onnipotenza o anche i Suoi piani sono inconcepibili per l’uomo. 
Dio si rivela a noi mediante lo Spirito Santo; lo Spirito Santo solo, solo Lui conosce le cose di Dio.

III LO SCOPO DELLA RIVELAZIONE DI DIO. 

Prima di tutto vediamo che:
A) Dio ha rivelato i suoi propositi ai suoi servi.
Dio comunica con mezzi ordinari, rendendo dichiarazioni che possono essere compresi dalla gente comune. 
Dio si è rivelato attraverso il popolo giudaico come leggiamo da Romani 3:1-2: "Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? Qual è l’utilità della circoncisione? Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a loro furono affidate le rivelazioni di Dio".  

Dio parlò direttamente ad Adamo (Genesi 2:16–17; 3:8) e fece un patto con lui. Parlò anche a Caino (Genesi 4:6–12), a Noè (Genesi 6:13–21), ai figli di Noè (Genesi 9:1- 8). 
Poi si rivelò ai patriarchi (Genesi 12-50) facendo dei patti con loro (Esodo 2:24).  Dio si è rivelato a Mosè (Numeri 12:6–8; Deuteronomio 18:18; Osea 12:13) e via via a tutti gli altri profeti. 
In Amos 3:7 leggiamo: "Poiché il Signore, DIO, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti".  

Quindi vediamo che Dio si è rivelato prima ai patriarchi facendo con loro dei patti e poi ai loro discendenti, che divennero un popolo, liberandoli dalla schiavitù di Egitto per fedeltà a questi patti (Esodo 2:24-25; 3:2-10). 

Ma Dio rivelava se stesso anche quando giudicava il suo popolo per i suoi peccati (Giudici 2:11-15; Lamentazioni 1:12-18). 
In questo Dio mandava i profeti a riprenderli, a richiamarli a ravvedimento (2 Cronache 36:15-16) e in caso di obbedienza Dio dava loro la vittoria (Levitico 26:3-13; 2 Samuele 7:9-11; Salmi 81:13-14). 
Perciò vediamo che Dio si è rivelato con atti storici di salvezza e di giudizio. 

Il Signore è intervenuto in modo sovrannaturale nella storia per formare un popolo per sé tramite il quale, nel tempo, tutto il mondo fosse benedetto. 
Dio è attivo nella storia di Israele in una maniera nella quale non lo è per le altre nazioni. 
Dio rivelò più di se stesso attraverso la Sua azione storica in mezzo al Suo popolo.
La rivelazione di Dio non avviene in modo astratto, mediante la comunicazione di determinate teorie, ma è avvenuta concretamente con avvenimenti in tutta la storia con il Suo popolo. 

La rivelazione di Dio nella Bibbia è legata alla storia, la storia con il popolo di Israele questa rivelazione storica sarebbe stata una testimonianza agli altri popoli (Esodo 9:16;14:4,17; Giosuè 2:10-11; Deuteronomio 28:10; 2 Samuele 7:23; Isaia 63:12-14). 

Inoltre vediamo che nella Sua rivelazione, Dio ha usato il linguaggio umano con forme umane (antromorfismo) e analogico, cioè con il significato che ha per noi, per esempio quando parliamo di potenza di Dio sappiamo che cosa si riferisce, o conoscenza, amore e così via. 

Poi ancora, Dio ha rivelato al popolo di Israele le sue leggi e promesse attraverso il patto (Esodo 20-23; Deuteronomio 4:13-15;28; Salmi 78:5-7;147:19). 

Il cielo e la terra sarebbero stati rinnovati (Isaia 65:17-25); la religione israelita trasformata (Geremia 31:31-34) e tutte le nazioni avrebbero visto e riconosciuto la gloria di Dio in Israele come non mai (Isaia 60:1-14; Ezechiele 36:23).

Così noi vediamo che nel Nuovo Testamento con gli apostoli, per esempio attraverso il loro messaggio è stata edificata la chiesa (per esempio Atti 2:42; 6:4). 
In questo senso la chiesa fu edificata sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, ma Gesù era la pietra angolare (Efesini 2:20). 
Gesù aveva promesso che lo Spirito Santo li avrebbe guidati (Giovanni 15:26; cfr. Romani 9:1; 1 Corinzi 2:10-13).

Il messaggio degli apostoli era pari a quello dei profeti dell’Antico Testamento.
L’autore dell’epistola agli Ebrei prima afferma che Dio anticamente aveva parlato tramite i profeti, poi per mezzo di Gesù (Ebrei 1:1-2), infine, parla della salvezza, che prima era stata annunziata dal Signore e poi confermata dagli apostoli, mentre Dio stesso aggiungeva la Sua testimonianza con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo secondo la Sua volontà. (Efesini 3:2-5; Ebrei 2:3; 2 Pietro 3:1-2).

Il messaggio degli apostoli e poi i loro scritti erano autorità per la chiesa considerati Parola di Dio.
In 1 Tessalonicesi 2:13 è scritto: "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete" (vedi anche 2 Pietro 3:14-16).

Le lettere degli apostoli dovevano essere lette nelle chiese Colossesi 4:16: "Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea". (cfr. 1 Tessalonicesi 5:27).

B) Dio si è rivelato in diversi modi.
(1) Dio si è rivelato attraverso le teofanie (Numeri 12:6-8).
Le teofanie sono le apparizioni di Dio. 
Dio appare direttamente o sotto l’aspetto dell’angelo del Signore ad Abraamo (Genesi 17:1,22; 18:1,ecc.); a Isacco (Genesi 26:2), a Giacobbe (Genesi 32:30); a Mosè (Esodo 3:2-6); a Gedeone (Giudici 6:12,14-18,ecc.).
Dio rivelò la Sua gloria attraverso il fuoco e nuvole di fumo (Esodo 8:2; 33:9; Salmi 78:14; 99:7) e vento (Giobbe 38:1; Salmi 18:10-16).

(2) Dio si è rivelato attraverso i sogni e le visioni.
Per esempio con Giacobbe (Genesi 28:12-16); con Salomone (1 Re 3:5-15); con Daniele (Daniele 2:19,28; 7:1; 10:7-8); con Ezechiele (Ezechiele 1:1; 40:2), con Naum (Naum 1:1); con Abacuc (Abacuc 1:1); con Zaccaria (Zaccaria 9:1).

(3) Dio si è rivelato attraverso i contatti diretti.
Dio si presentò a Balaam (Numeri 22:9; 23:4); Dio parlava con Mosè a tu per tu (Esodo 33:11).

(4) Dio si è rivelato attraverso i miracoli e i segni.
Attirano l’attenzione dell’uomo e dimostrano la potenza, la santità, la presenza e l’azione di un Dio sovrano (Esodo 4:2-5; 1 Re 18:24; cfr. Giovanni 5:36; Atti 2:22).
Dio si è rivelato attraverso il giudizio del diluvio e la salvezza di Noè (Genesi 6-9); con la distruzione di Sodoma e Gomorra, la salvezza di Lot (Genesi 19); con il pruno ardente e le piaghe di Egitto (Esodo 3:7-12); con la colonna di nuvola e la liberazione di Israele dalla schiavitù egiziana (Esodo 3-15); ecc.

(5) Dio si è rivelato attraverso i discorsi.
Un'espressione molto comune nella Bibbia, specialmente nell'Antico Testamento è la dichiarazione: "La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini" (Geremia 1:4; cfr. Ezechiele 12:1, 8, 17, 21, 26; Osea 1:1; Gioele 1:1).       

C) Dio si rivela per farsi conoscere.
Le persone sono ignoranti riguardo al vero Dio (Esodo 5:2; Giudici 2:10; Geremia 4:22; Giovanni 4:22; 15:21; Atti 17:23; Galati 4:8; Efesini 4:18; 1 Tessalonicesi 4: 5), quindi il suo scopo è farsi conoscere (cfr. Genesi 35:7; Esodo 6:3; Numeri 12:6-8; ecc.).
La rivelazione ha un obiettivo, presuppone qualcuno a cui sia diretta. 
Dio mediante la Sua grazia, rivela i suoi atti potenti e carattere con lo scopo di incontrare l’uomo, con lo scopo di farsi conoscere (cfr. 1 Corinzi 2:9-13).
Senza conoscenza di Dio non c’è salvezza (Giovanni 17:3).

D) Dio si rivela affinché l’uomo possa glorificarlo.
Perché esisto, perché sono qui? 
La risposta è per glorificare Dio e gioire in lui per sempre! (Salmo 73:25-28; Isaia 43:7; Romani 11:36; 1 Corinzi 10:31). 
Di conseguenza Dio ha lo scopo di rivelarsi affinché il Suo nome sia glorificato attraverso il comportamento degli uomini. 

La rivelazione divina è indicativa, imperativa e normativa, significa che la rivelazione di Dio richiede fiducia e obbedienza da parte dell’uomo, una risposta determinata e controllata dal contenuto stesso della Sua rivelazione. 
In altre parole, la rivelazione di Dio raggiunge l'uomo, non solo informando, ma come una norma di fede e di condotta e di impegno. 

Lo scopo di Dio nel rivelarsi è quello di portare l’uomo ad amarlo (Marco 12:30), adorarlo (Matteo 2:2,11; 28:9,17; Apocalisse 5:11-14), per santificarsi (1 Pietro 1:14-16) e consacrarsi e servirlo (Romani 12:11; 1 Pietro 2:9) 
In questo modo, possiamo dire che il Suo nome è glorificato!

III IL MODO COME SI RIVELA DIO.
Possiamo dire che la rivelazione di Dio è generale e specifica.

Prima di tutto vediamo:
A) La rivelazione generale.
La rivelazione generale, anche se non sufficiente per procurare la salvezza (Romani 1:16; 5:6-11), è comunque un importante antecedente alla salvezza. 

Con la rivelazione generale, Dio, rivela alcune verità e aspetti importanti della Sua natura per tutta l'umanità, è preliminare e importante alla rivelazione speciale di Dio.

Nella rivelazione generale vediamo prima di tutto:
(1) La creazione.
In Romani 1:18-21 leggiamo: “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro;  infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato”.

Quello che possiamo conoscere di Dio è conoscibile perché Dio lo ha manifestato agli esseri umani, si è auto-presentato attraverso la creazione del mondo! 

Dio giudica chi si ribella a Lui, chi non è fedele a Lui! (Numeri 32:10-13; Salmo 78:21).
“Empietà” (asebeia) si riferisce al rapporto di una persona con Dio nel senso di mancanza di rispetto, di devozione e di adorazione del vero Dio mancato adempimento agli obblighi verso Dio.

"Ingiustizia" (adikia) racchiude l’empietà, ma si riferisce al rapporto con gli altri, con il nostro prossimo, una violazione dei diritti umani.
Queste due parole racchiudono la legge di Dio dei dieci comandamenti (Matteo 22:34-40).

Dio si adira verso coloro che soffocano la verità con l’ingiustizia con il loro credo e comportamento ribelle verso Dio.

Ovviamente la “verità” (alētheian) si riferisce alla verità che riguarda la conoscenza di Dio rivelata verso gli uomini-qualità invisibili, eterna potenza e divinità- attraverso la creazione del mondo (v.19).

La razza umana è colpevole e senza giustificazione perché Dio ha rivelato con la natura (cfr. anche Giobbe 12:7-9; Salmo 8:1-3; Isaia 40: 12-14, 26; Atti 14:15-17).

La razza umana ribelle, nonostante è a conoscenza dell’esistenza di Dio come testimonia la creazione, non l'ha glorificato come Dio, né l'ha ringraziato; ma le persone si sono date a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato.

Dio punisce le persone, perché anche se conoscono la verità su di Lui peccano in ogni caso, pur avendo conosciuto Dio attraverso la creazione, gli uomini increduli continuano a non credere e a ribellarsi a Lui.

Gli esseri umani nonostante possiedono una conoscenza sufficiente della verità che riguarda Dio, la soffocano (katechontōn presente attivo participio), cioè la frenano, la ostacolano, la sopprimano, la cancellano dalla memoria.

Nella rivelazione generale di Dio vediamo:
(2) La natura umana. 
In Atti 17:28-29 è scritto che siamo discendenza di Dio, quindi l’origine del genere umano è Dio.
Quindi la natura umana rivela l’esistenza di Dio.

Nella natura umana, quindi riguardo la rivelazione di Dio vediamo:
(a) La somiglianza con Dio.
In Genesi 1:26-27 leggiamo: “Poi Dio disse: ‘Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra’. Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina” (Giacomo 3:9).

Creato a immagine di Dio non significa che l’uomo abbia una forma divina, Dio è Spirito, o che sia Dio in miniatura con tutte le Sue caratteristiche, piuttosto indica che come Dio, l’uomo è un essere spirituale, morale, razionale e relazionale. 

Nella natura umana, quindi riguardo la rivelazione di Dio vediamo:
(b) La coscienza.
Dio si è rivelato attraverso la coscienza. 
In Romani 2:14-15 è scritto: “Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a sé stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda”.

Dio ha posto una conoscenza intuitiva concernente se stesso nel cuore dell'uomo. 
Una persona sa intuitivamente che Dio apprezza la bontà e odia il male, ed è responsabile anche delle proprie azioni.
Tutti gli uomini sono consapevoli di una legge morale oggettiva, ora le leggi morali implicano un Legislatore morale, pertanto, ci deve essere un supremo Legislatore morale, questo è Dio.

Mentre i giudei (vv.12, 17-24) saranno giudicati secondo la legge scritta (legge morale di Mosè), i pagani, che non hanno la legge scritta, saranno giudicati secondo una legge non scritta, la legge della coscienza scritta nei loro cuori. 

Tutti gli uomini sono coscienti di come si dovrebbero comportare perché siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:26-27), perché la legge di Dio è scritta nei nostri cuori (Romani 2:12-16). 
I pagani, pur non avendo la legge scritta, adempiono per natura quello che dice la legge morale di Dio, quindi tutti gli uomini hanno un senso di giustizia innato, e questo non l’ abbiamo inventato noi e la legge che Dio ha messo in noi. 

Quando non facciamo ciò che è secondo la legge di Dio, ci sentiamo in colpa, la coscienza fa da giudice; infatti, la coscienza è un organo capace di valutare il nostro comportamento, di distinguere il bene dal male secondo la legge morale di Dio.
La coscienza è la persuasione che scaturisce da una determinata norma ed esige una determinata condotta. 

La “coscienza” (suneídēsis) significa letteralmente “conoscenza con”, esprime l’idea di una conoscenza percepita dal singolo come, in particolare, una consapevolezza dolorosa avvertita dall’io di aver agito male, o una conoscenza, non dolorosa della propria innocenza, infatti parla di pensieri che si accusano e si scusano (v.15). 

La coscienza, perciò è la consapevolezza di fare il bene o male, ma è anche una testimonianza interiore, che esamina e giudica la condotta dell’uomo.
Martyn Lloyd Jones scrisse: “ La coscienza è una specie di voce, una facoltà, se così vi pare, che si trova in tutti gli  esseri umani. È un monitor interiore che ci comunica che determinate cose non sono corrette e che non le dobbiamo commettere. Che ci piaccia o no è così, essa esprime la sua opinione e ci condanna quando commettiamo qualche cosa di sbagliato”. 

Dio ha dato la coscienza a tutti noi affinché possiamo camminare secondo le Sue leggi, questo dimostra la Sua esistenza.

Purtroppo la coscienza a volte non è ascoltata, perché influenzata dal peccato e s’indurisce o può essere anche debole, influenzata dal comportamento degli altri e ferita (1 Timoteo 4:2; Tito 1:15; Ebrei 10:22; 1 Corinzi 8:7,10,12).

Infine nella rivelazione generale troviamo:
(3) La provvidenza.
Dio si è anche rivelato al genere umano per mezzo del suo controllo provvidenziale. 
La ventisettesima domanda e risposta del catechismo di Heidelberg dice: “Che cosa intendi con provvidenza di Dio? La provvidenza di Dio è la forza onnipotente e onnipresente di Dio mediante la quale Egli tiene come per mano i cieli e la terra, con tutte le creature, e li governa, cosicché arbusti ed erba, pioggia e siccità, annata fertile e sterile, cibo e bevanda, salute e malattia, ricchezza e povertà, e ogni altra cosa, non ci vengono dal caso, ma dalla Sua mano paterna”.

C’è tanto da dire riguardo la provvidenza di Dio, ma quello che possiamo dire è: Dio dà la vita a tutti gli esseri viventi (Neemia 9:6; Atti 17:28); e attraverso il Suo controllo sovrano provvede all’uomo il sole, la pioggia che ci permette di vivere (Matteo 5:45; Atti 14:15-17).
Dio protegge la creazione dalla distruzione (Colossesi 1:17; Ebrei 1:3).

Passiamo ora alla:
B) Rivelazione speciale.
Come rivelazione speciale c’è:
(1) Gesù.
Gesù Cristo è Dio incarnato, la parola eterna fatta carne (Giovanni 1:1-3,14).
Colossesi 1:15 riguardo a Gesù dice: “Egli è l’immagine dell’invisibile Dio” (vedi anche Ebrei 1:3).

Colossesi 2:9 riguardo a Gesù l’apostolo Paolo afferma: “Perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”.

Gesù stesso ha detto: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 14:9).

In Giovanni 1:18 è scritto: "Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere".
Con la sua incarnazione, Gesù ha fatto conoscere Dio.
Giovanni qui non usa il termine più comune per far conoscere (gnōrizō; cfr. Giovanni 15:15; 17:26), ma un’altra rara espressione (exēgeomai). 
Da questo termine greco deriva la parola “esegesi” che è la scienza di spiegare e interpretare il testo finalizzata alla comprensione. 
Si potrebbe dire allora che Gesù è l'esegesi di Dio. 
“Far conoscere” (exēgeoma) significa dare un resoconto completo, una descrizione dettagliata, far conoscere pienamente. (Cfr. Luca 24:35; Atti 10:8; 15:12 ,14; 21:19).

Nella rivelazione speciale troviamo:
(2) La Bibbia 
In 2 Timoteo 3:16 è scritto: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia”.

Così ancora 2 Pietro 1:20-21 leggiamo: “ Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale;  infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”.

È abbastanza chiaro che la Bibbia è la rivelazione di Dio.
I libri della Bibbia sono detti ispirati, perché sono il prodotto divino realizzato mediante uomini sotto il controllo dello Spirito Santo.

(a) La rivelazione speciale scritta di Dio è progressiva.
In Ebrei 1:1-2 leggiamo: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l'universo”.

Leggendo l'Antico Testamento, ci si rende conto che Dio non ha rivelato tutto se stesso, o il suo scopo in una sola volta, piuttosto, ha fatto una sequenza di rivelazioni, ognuna delle quali ha aggiunto alle precedenti rivelazioni. 

Non significa che ogni nuova rivelazione, aboliva quella fatta in precedenza, ma significa che Dio di tanto in tanto approfondiva ciò che Egli aveva già rivelato e aggiungeva altri insegnamenti fino ad arrivare al culmine.

Perciò la storia Biblica non è una serie di cicli che si ripetono, ma è come la freccia scagliata da un arco verso il suo bersaglio.
L’apice della rivelazione è Gesù, in Gesù la rivelazione è definitiva, ma prima che arrivasse Gesù, Dio ha parlato tramite numerosi profeti. (cfr. Deuteronomio 18:15,18,20).

(b) La rivelazione speciale scritta di Dio è di redenzione.
Il Dio che si rivela a noi non è un’idea, non è un anonimo, ma è una rivelazione di un Dio vivente e personale. 
La rivelazione speciale scritta di Dio è una rivelazione di redenzione, rivela il piano di salvezza di Dio per i peccatori: il modo, i mezzi e lo scopo.

La rivelazione speciale scritta non solo ci arricchisce di conoscenza, ma trasforma anche le vite cambiando i peccatori in salvati e santi. 

Le grandi verità di redenzione appaiono prima fiocamente, ma gradualmente aumentano in chiarezza e finalmente nel Nuovo Testamento in tutta la loro pienezza, enfasi e bellezza (Giovanni 17:17; 2 Timoteo 3:15-17; 1 Pietro 1:23). 
Perciò lo scopo della rivelazione è quello di conoscere Dio, il Figlio e la Sua salvezza (Giovanni 17:3; 20:23).

Infine possiamo affermare:
(c)  La rivelazione speciale scritta è necessaria.
Una rivelazione che sia solo orale non è sufficiente; è indispensabile che questa rivelazione sia scritta, è questo per varie ragioni.

Perché è importante avere un libro scritto?
• Un libro scritto è indispensabile per dare al messaggio una forma definitiva. 
In questo modo viene protetto contro variazioni, aggiunte, errori della trasmissione orale. 
La Scrittura era il metro di misura per il comportamento del popolo, infatti il libro della legge, era messo accanto all’arca del patto come testimone contro Israele per misurare la sua disubbidienza (Deuteronomio 31:26). 
Nella sua forma definitiva, la Scrittura ha un valore permanente (cfr. Matteo 5:17-18).

• Un libro scritto serve per conservare il ricordo del messaggio originale.
In Esodo 17:14 è scritto: "Il SIGNORE disse a Mosè: 'Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa' sapere a Giosuè che io cancellerò interamente sotto il cielo la memoria di Amalec'". 

Ancora in Malachia 3:16: "Allora quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l'un l'altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il SIGNORE e rispettano il suo nome". 

• Un libro scritto permette di raccogliere informazioni per il nostro ammaestramento e per avvertirci così per non ripetere gli stessi errori del popolo di Dio che ci ha preceduto.
Paolo in Romani 15:4 dice: "Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché  mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza". 

Così in 1 Corinzi 10:11 leggiamo: "Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche".

• Un libro scritto è indipendente dall’oratore o da chi l’ha scritto.
Prendiamo ad esempio Geremia, Dio gli dà l’ordine di scrivere tutte le Sue Parole che gli ha rivelato. Allora Geremia detta a Baruc tutte le Parole che Dio gli ha comunicato, ma poiché Geremia si trova in prigione, invia Baruc a leggere il suo testo davanti al popolo e ai suoi capi, che a loro volta questi lo lessero al re (Geremia 36:1-25). 
In questo modo un libro può raggiungere diversi posti, alla morte dello scrittore ne rimane comunque lo scritto ancora oggi!

• Un libro scritto rende i lettori responsabili.
Abraamo alla richiesta di quel ricco, di mandare dei morti a predicare ai loro parenti, Abraamo rispose che hanno Mosè e i profeti, cioè la Scrittura (Luca 16:29).

CONCLUSIONE.

1) Non possiamo che avere una profonda riconoscenza a Dio che non ha lasciato l’umanità abbandonata a se stessa. 
Per conoscere Dio e il Suo piano salvifico in Cristo, senza la rivelazione di Dio è impossibile! Per conoscerlo, Dio si deve far conoscere! 
Nessuno a meno, di Dio ci può portare informazioni veritiere e attendibili su di Lui, grazie a Dio, Lui lo fa attraverso la Bibbia! 
Dio ha preso l'iniziativa di farsi conoscere.
Anche se Dio non ci dice tutto quello che noi vogliamo sapere su qualsiasi cosa, possiamo, però essere certi, che ci ha detto tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere, questo è un altro motivo per ringraziarlo!

2) Possiamo aver fiducia perché Dio è colui che guida la storia, l’Iddio sovrano che entra nella storia dell’uomo per realizzare i suoi progetti saggi e perfetti.

3) Possiamo gioire perché Dio è un Dio che salva, in Cristo, i peccatori che credono e si pentono dei loro peccati.
La rivelazione biblica ci fa guardare al Salvatore Gesù Cristo per conoscere Dio. 

4) Ma dobbiamo considerare che la rivelazione di Dio deve essere il nostro metro di misura per la dottrina, per il nostro carattere e comportamento. 
Un cristiano non può vivere di altra filosofia o religione! 

“Se il discorso di Dio ha una posizione evidente, tale posizione, devono essere le Sacre Scritture. Semplicemente non c'è altro candidato” (John M. Frame).