sabato 20 giugno 2015

Due tipi di uomini a confronto (Matteo 7:24-27).

Due tipi di uomini a confronto (Matteo 7:24-27).
Ferdinand Waldo Demara Jr. noto anche come “il grande impostore”, aveva abbandonato la scuola ai tempi del liceo. Un libro e un film hanno raccontato la storia della sua vita e delle tante professioni che svolse. Senza possedere né credenziali, né qualifiche, lavorò in diversi momenti come funzionario dell’università, professore di psicologia, monaco trappista, assistente guardiano di una prigione in Texas e chirurgo della marina canadese in Corea, addirittura fece un intervento di tonsillectomia, di amputazione di arti e rimozione di un proiettile dal petto di un uomo! Eppure la sola conoscenza medica che possedeva, l’aveva racimolata dai libri a bordo della sua nave! Per un po’ di tempo, quest’uomo insegnò persino in una scuola superiore e molti lo ritenevano il migliore di quella scuola! Ma come riuscì questo uomo a essere impiegato in così tante e improbabili occupazioni? Falsificando le prove, producendo documenti falsi, contraffacendo, simulando e fingendo di essere in grado di svolgere qualunque funzione fosse necessaria per essere ciò che non era.

Anche all’interno della chiesa ci possono essere molti che dicono di essere cristiani, ma in realtà non lo sono, sono impostori (1 Timoteo 3.13). 

Qual è la prova che siamo veri credenti?
Non è importante, tanto quello che pensiamo noi, non è quello che pensano gli altri, ma quello che pensa Dio di noi! 
La prova sarà se facciamo veramente la volontà di Dio! 
Quando una persona veramente è nata di nuovo, ha lo Spirito di Dio che vive in lui (Romani 8:9); e lo Spirito l'abilita per sapere e fare la volontà del Padre. 
L'amore di Dio nel suo cuore (Romani  5:5) lo motiva per rispettare Dio e servire gli altri. 

Due case da fuori possono essere uguali, ma le fondamenta possono essere diverse!
Dio conosce chi gli appartiene (2 Timoteo 2:19) perciò non lo possiamo prendere in giro! (Salmo 94:7-9). 

La parabola è denominata delle due case, o delle due fondamenta, altri la casa sulla roccia, ma comunque noi troviamo in questa parabola due tipi di uomini, o persone a confronto. 

La parabola è la parte finale del discorso sulla montagna, segue subito dopo le due porte che conducono una alla vita eterna e l’altra alla perdizione, i due alberi uno cattivo che fa frutti cattivi e l’altro buono che farà frutti buoni per indicare i  falsi profeti che al momento del giudizio saranno giudicati da Gesù; ora Gesù parla di due costruttori che costruiscono due case su due terreni diversi.
Noi in questa parabola vediamo:
I L’UOMO AVVEDUTO È UBBIDIENTE. (v.24).

Noi vediamo che:
A) Il saggio costruisce la casa sopra la roccia.
Noi sappiamo quanto sia importante avere delle buone fondamenta per le nostre case. L’Italia è una zona sismica e allora è importante costruire le case con buoni criteri! L’ultimo terremoto nell’ Abruzzo è stato forte, ma le case costruite secondo regole antisismiche non sono crollate, mentre altri che erano case vecchie, o che sono state costruite di recente, ma che non rispecchiavano le regole antisismiche sono crollate. 

La topografia della Galilea interna, dal mar Mediterraneo fino alla Galilea superiore a nord e al lago di Tiberiade a est, presenta aree collinose e montuose di arenaria, basalto, rocce gessose e calcaree. 
Alcune zone della Giudea intorno a Gerusalemme hanno un suolo calcareo e il tempio di Gerusalemme s’innalzava senza dubbio su un terreno roccioso (Isaia 28:16). 

La roccia è una metafora per fondamenta solide e stabili (Salmi 40:12). 
Dio è spesso descritto come la roccia dove trovare rifugio. (Deuteronomio 32:4,31; 1 Samuele 2:2; Salmi 18:2; 31:2-3; 71:3). 
Ma anche di Gesù viene detto che è la roccia (1 Corinzi 10:4; Efesini 2:20; 1 Pietro 2:4-6; 1 Corinzi 3:11).

(1) Cosa significa avveduto?
“Avveduto” (phrónimos) indica un uomo assennato, saggio, "un uomo di buon senso", "un uomo ragionevole", "una persona che considera con attenzione ciò che sta facendo ". 

Il termine indica acutezza intellettuale che conosce il buono e la trasforma in azione, quindi la conoscenza che si trasforma in azione. (cfr. 1 Re 3:12; Proverbi 3:7; 14:6;18:15; Isaia 44:25; Matteo 10:16 ;24,45; Matteo 25:2-9; Luca 12:42; Matteo 16:18). 

L’implicazione è: i discepoli fedeli di Gesù non possono ignorare, dimenticare, annullare le parole di Gesù e sostituire a esse i propri insegnamenti (Matteo 5:19). 
Piuttosto, discepoli fedeli di Gesù conservano le sue parole nel cuore e le mettono in pratica.

Quindi:
(2) In cosa consiste, allora la saggezza?
Cos’ è più importante, dibattevano i rabbini, ascoltare, o praticare la legge? 
La maggior parte concluse che è più importante ascoltare, perché se non si ascolta non si può fare, ma poi arrivarono alla conclusione che entrambi sono importanti. 

Nel periodo di Ezechiele c’era questo problema, il popolo ascoltava la parola del Signore, ma non le mettevano in pratica. 
In Ezechiele 33:30-33 è scritto: "Quanto a te, figlio d'uomo, i figli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; parlano l'uno con l'altro e ognuno con il suo fratello, e dicono: 'Venite, prego, ad ascoltare la parola che proviene dal SIGNORE!'  Vengono da te come fa la folla; il mio popolo si siede davanti a te e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia.  Ecco, tu sei per loro come la canzone d'amore di uno che ha una bella voce e sa sonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica;   ma quando la cosa avverrà, ed ecco che sta per avvenire, essi sapranno che in mezzo a loro c'è stato un profeta". 

"Ascolta " (akoúō) e "mettere in pratica" (poieo) le parole di Gesù: “Queste mie parole” si riferisce al sermone sul monte dei capitoli 5,6,7. 

Nell’Antico Testamento vediamo che chi osserva la legge del Signore è saggio. 
In Geremia 8:8-9 è scritto: " Voi come potete dire: 'Noi siamo saggi e la legge del SIGNORE è con noi!' Sì, certo, ma la penna bugiarda degli scribi ha mentito.  I saggi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi; ecco, hanno rigettato la parola del SIGNORE; quale saggezza possono avere?"

Nel Nuovo Testamento il mettere in pratica indica a volte un obbligo di natura morale, è associato all’obbedienza alla volontà di Dio (Matteo 7:21-23; Matteo 12:50; Giovanni 4:34; 6:38; 7:17), o alla legge di Dio (Matteo 5:19; Galati 5:3). 

Perciò, dice Gesù, non dobbiamo solo ascoltare le Sue Parole, ma metterla anche in pratica!
Non possiamo separare l’ascoltare dal praticare, altrimenti ci illudiamo di essere credenti e quindi non saremo salvati (Giacomo 1:22 –25; 2:14-20). 

Significa forse che la salvezza è opere? Che me la devo guadagnare? 
No!! Ma chi è salvato ha riconosciuto che Gesù è il Salvatore e anche il Signore! Riconoscere Gesù come Signore significa ubbidirgli, essergli sottomessi, significa che ha un’autorità legittima a cui dobbiamo ubbidire! 
In Luca 6:46 Gesù dice: "Perché mi chiamate: 'Signore, Signore!' e non fate quello che dico?" 

Qualcuno si è divertito a contare quante volte Gesù viene chiamato Signore e Salvatore, ebbene nel libro degli Atti e nelle epistole Gesù viene chiamato Signore 400 volte, nell’intero Nuovo Testamento solo 15 volte viene chiamato Salvatore! Quindi dobbiamo renderci conto che Gesù non è solo il Salvatore, ma anche il Signore!!! (Atti 2:36; 20:21; 16:31; Romani 10:9; 1 Corinzi 12:3; Filippesi 2:9-13). 
Non puoi ricevere Gesù solo come il Salvatore senza riceverlo come Signore. Se non l’accogli tutto, vale a dire come Salvatore e Signore, non avrai alcun beneficio. 

Il noto predicatore Spurgeon disse: “Non riesco a concepire come sia possibile che qualcuno riceva veramente Cristo come suo Salvatore senza riceverlo come Signore. Chi è veramente salvato per grazia non ha bisogno che gli si dica che è sotto il solenne obbligo di servire Cristo. Glielo dice la nuova vita dentro di lui. Invece di considerarlo un peso, egli si arrenderà gioiosamente (corpo, anima, spirito) al Signore che l’ha redento, riconoscendo questo suo servizio come una conseguenza logica”.

B) La casa del saggio resiste alle calamità. (v.25).
Qual è, secondo voi, la cosa più brutta che l’uomo possa avere in questo mondo?
..... Io dico non essere dalla parte di Dio! 
In Deuteronomio 28:15 leggiamo: "Ma se non ubbidisci alla voce del SIGNORE tuo Dio, se non hai cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti e tutte le sue leggi che oggi ti do, avverrà che tutte queste maledizioni verranno su di te e si compiranno per te…".
Un credente che ascolta e mette in pratica le parole di Gesù resiste davanti le calamità! 
Poi vedremo a che cosa si riferiscono queste calamità.

Una casa edificata sulla roccia è stabile, anche quando la pioggia scenderà abbondante, e i torrenti strariperanno e i venti piomberanno sulla casa, questa resisterà! 
Così un credente che mette in pratica la parola di Dio non sarà travolto dalla calamità!

Adesso vediamo:
II L’UOMO STOLTO È DISUBBIDIENTE. (v.26).
A) Lo stolto costruisce la casa sulla sabbia.

(1) Cosa significa stolto.
Stolto è il contrario di saggio. 
"Stolto" (mōrós) significa stupido, ottuso, idiota, senza cervello, imprudente! (Matteo 23:17,19; 25:2-8). 
Noi vediamo che a volte, questa parola è usata per coloro che pensano che Dio non esista e non fanno il bene, sono corrotti, sono sviati (Salmi 14:1-3). 

Pensano che sono padroni della loro vita:lavorano, pianificano e si aspettano di godere quando guadagnano senza tenere conto di Dio! 
Dio li chiama stolti  (áphrōn sinonimo di moros; Luca 14:13-21) . 
Alcuni pensano che Dio non vede il loro comportamento perciò sono considerati stolti! 
Nel Salmo 94:3-10 è scritto: "Fino a quando gli empi, o SIGNORE, fino a quando gli empi trionferanno? Fanno discorsi arroganti, tutti i malfattori si vantano. Schiacciano il tuo popolo, o SIGNORE, e opprimono la tua eredità. Uccidono la vedova e lo straniero, ammazzano gli orfani. Dicono: 'Il SIGNORE non vede, il Dio di Giacobbe non se ne preoccupa'. Cercate di capire, uomini stolti! E voi, sciocchi, quando sarete saggi? Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode? Colui che ha formato l'occhio forse non vede?  Colui che ammonisce le nazioni non saprà pure castigarle, lui che impartisce all'uomo la conoscenza?"

Sei un idiota se pensi di fare quello che vuoi tanto Dio non si accorgerà! 

A volte il credente può comportarsi da ateo, cioè come se Dio non esistesse. 
Si può credere intellettualmente, ma si può agire ateisticamente!
Questo leggiamo in Deuteronomio 32:4-6: "Egli è la ròcca, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto e retto. Hanno agito perversamente contro di lui; non sono suoi figli, questi corrotti, razza storta e perversa. È questa la ricompensa che date al SIGNORE, o popolo insensato e privo di saggezza? Non è lui il padre che ti ha acquistato? Non è lui che ti ha fatto e stabilito?" (Cfr. 2 Samuele 24:10; Geremia 5:20-21). 

Si può avere una visione della vita opportunistica, quando le cose vanno bene lodano Dio, quando le cose vanno male, imprecano contro Dio come la moglie di Giobbe che vedendo il marito ancora fedele a Dio nonostante soffrisse fisicamente, nonostante avesse perso tutto dice al marito come leggiamo in Giobbe 2:8-9: "Sua moglie gli disse: 'Ancora stai saldo nella tua integrità? Ma lascia stare Dio, e muori!' Giobbe le rispose: 'Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?' In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra".

(2) In cosa consiste la stoltezza.
La stoltezza consiste nella disobbedienza. 
Un giornale di Cincinnati pubblicò un articolo che raccontava come una donna del posto, mentre era ferma a un semaforo, aveva notato sull’auto davanti a lei un adesivo che diceva: "SUONA IL CLACSON SE AMI GESÙ". La donna aveva dato un colpo amichevole di clacson, ma rimase scioccata quando l’autista davanti a lei, si era infuriato rivolgendole un gesto osceno. 
Non è certamente un adesivo cristiano che comunica che siamo dei veri credenti! 
Il vero discepolo di Gesù si comporta come Gesù vuole!

B) La casa dello stolto non resiste alla calamità. (v.27).
In alcune zone di Israele, lungo la pianura costiera si costruivano le case sulla sabbia. Quando arriva la calamità la casa crolla e la rovina sarà grande! 
"Rovina" (ptosis) indica la caduta (Ezechiele 31:13; Nahum 3:3),  il crollo della casa, la distruzione, il disastro. 
Ha un significato di rovina spirituale (Luca 2:34; Romani 11:11).

"Grande" (mégas) è l’intensità, la forza, sopra lo standard, che causa stupore (Marco 4:37; Luca 21:11; Atti 4:33). 
Avete visto la disperazione di quelli che hanno perso la casa a causa di un terremoto!? Quando avete visto le immagini di quelle case distrutte qual è stata la vostra reazione? Stupore vero? 
Quelle case ridotte in macerie sembravano carta pesta! 
“Grande rovina” indica che questo avvertimento non va preso alla leggera!

C) La grande rovina è il giudizio di Dio e quindi l’inferno.
Gesù aveva già parlato di giudizio nei vv.22-23. 
"In quel giorno" è il giorno del giudizio (Isaia 2:12; Gioele 2:1; Malachia 3:17-18; Matteo 10:15; Luca 10:12 ; 1 Corinzi 5:5 ; 1 Tessalonicesi 5:2;  2 Tessalonicesi 1:7-10 ; 2 Timoteo 1:12 ; 2 Timoteo 4:8; 2 Pietro 3:12). 
Nell’Antico Testamento, il giudizio di Dio è paragonato alla calamità, pioggia, torrenti e venti (Isaia 28:14-18; Ezechiele 13:9-16). 
Quando parliamo di giudizio di Dio, non lo dobbiamo sottovalutare per come viene descritto nella Bibbia. 

In Ebrei 10:26-31 è scritto: "Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; ma una terribile attesa del giudizio e l'ardore di un fuoco che divorerà i ribelli. Chi trasgredisce la legge di Mosè viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni.  Di quale peggior castigo, a vostro parere, sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà considerato profano il sangue del patto con il quale è stato santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?  Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: 'A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!' E ancora: 'Il Signore giudicherà il suo popolo'. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente". 

La grande rovina è il giudizio e l’eterna separazione da Dio, l’inferno! 
Qui c’è più di perdere la casa si tratta di perdere la propria anima per l’eternità all’inferno! 
L’inferno è paragonato al fuoco, dove ci sarà il tormento eterno! (Isaia 33:14; 66:24; Matteo 5:22,29-30; 25:46; Marco 9:48; Luca 16:19-31; Giuda 7; Apocalisse 20:10-15). 
Tu vuoi andare all’inferno? Non ci credi che esista? Lo dice Gesù! 
Se non credi a questi avvertimenti non crederai nemmeno alle promesse di Gesù! 
Spurgeon disse: "Colui che non crede che Dio punirà il peccato, non crederà nemmeno che Dio lo perdonerà attraverso il suo sangue espiatorio… Esorto voi, che professate di appartenere al Signore, a non essere increduli riguardo le terribili minacce rivolte da Dio agli increduli. Credete alla minaccia, anche se vi fate gelare il sangue; credete, anche la natura si ritrae di fronte al destino incombente; poiché, se non credete, l’atto di non credere a Dio su un punto vi condurrà a non credergli su tutti gli altri punti della verità rivelata”.

Quindi quando noi ascoltiamo e mettiamo in pratica la parola di Dio, dimostriamo che siamo veri credenti salvati da Gesù per la Sua grazia e saremo fondati sulla roccia, questo indica stabilità, al momento del giudizio, noi non crolleremo, mentre lo stolto che ascolta solo la parola di Dio senza metterla in pratica la sua rovina sarà grande, perché andrà all’inferno per sempre. 
Una falsa professione di fede, che non è mostrata dalle opere non salva! (Giacomo 2:14-26). 
Oggi puoi vedere se hai una vera fede dai frutti che stai facendo!

CONCLUSIONE.
In Proverbi 19:16 è scritto: "Chi osserva il precetto preserva la sua vita, ma chi non si dà pensiero della propria condotta morrà".

Noi riepilogando possiamo capire da questa parabola che:
1) La fede in Gesù è l’unico fondamento di salvezza definitivo.
Gesù non è una verità, ma la verità! (Giovanni 14:6).
Gesù dice di ascoltare le sue parole (mie parole) e metterle in pratica. (Cfr. Matteo 5:17-20; 28:18-20). 
Quindi tu devi edificare la tua fede su di Lui! 
Hai bisogno di Lui per essere salvato e andare in cielo! 
È l’unica roccia della tua salvezza! Non c’è ne sono altre!

2) La vera fede non è solo intellettuale, implica mettere in pratica ciò che crediamo!
"Un vecchio e peccato comune è la professione senza pratica"  disse J.C.Ryle. 

L’incoraggiamento è per gli obbedienti che hanno la promessa della salvezza! (Giovanni 5:24). 
Chi è veramente salvato obbedisce, opera. 
Gesù si rivolge contro una religiosità ipocrita (cfr. Matteo 5:20; 6:1-2). 
Giacomo dice che i demoni credono e tremano, ma non per questo sono salvati (Giacomo 2:14-25). 

Quindi in questa parabola vediamo il pericolo della falsa fede che è solo intellettuale! 
Noi non siamo salvati per opere (Efesini 2: 8-9), ma se non ci sono le opere dopo che si professa di essere salvato, la fede di quella persona è sospetta! (Efesini (2:10).
Le opere non ci salvano, ma evidenziano che siamo salvati. 
L’obbedienza è la prova che siamo salvati!

L’avvertimento di Gesù in questa parabola è contro la conoscenza soltanto intellettuale senza obbedienza. 
Perciò il punto centrale della parabola e quindi della fede cristiana è: l’obbedienza e la disubbidienza, la salvezza e il giudizio, questa è la prova di chi è un autentico credente, da chi non lo è!

3) Su che cosa stai edificando la tua vita?
Se ascolti e ti delizi nell’ascoltare la parola di Dio, ma non la metti in pratica, ami il peccato, vuol dire che non sei un vero salvato, non hai una vera fede! 

Robert South disse: “Il salario che il peccato promette al peccatore è vita, piacere e benessere; ma il salario che in realtà gli paga è morte, tormento e distruzione”. 

In Ecclesiaste 12:11-16 leggiamo: "L'Ecclesiaste, oltre a essere un saggio, ha anche insegnato al popolo la scienza, e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran numero di sentenze.   L'Ecclesiaste si è applicato a trovare parole gradevoli; esse sono state scritte con rettitudine, e sono parole di verità.  Le parole dei saggi sono come degli stimoli, e le collezioni delle sentenze sono come chiodi ben piantati; esse sono date da un solo pastore.  Del resto, figlio mio, sta'in guardia: si fanno dei libri in numero infinito; molto studiare è una fatica per il corpo. Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo.  Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male".
Salomone aveva tutto: ricchezza, sesso e così via, ma arrivò alla conclusione che Dio è la cosa più importante della vita! 

Un uomo molto ricco americano fallì negli affari. Gli rimasero pochi migliaia di dollari, e decise di andare nell’ovest e ricominciare da capo. Prese i suoi soldi ed acquistò un camper lussuoso, mentre era in viaggio dall’est  all’ovest degli USA, durante il viaggio, non badava a spese,si toglieva ogni capriccio, ma arrivato ad un certo punto, si accorse della sua stoltezza, e cioè che aveva speso tutti i suoi soldi durante il viaggio e quando arrivò a destinazione non aveva più niente per cominciare la nuova vita! 
Questa storia ci insegna la stupidità di quelli che pensano solo a questa vita e non pensano a prepararsi a dove passeranno l’eternità! 

Ti stai preparando per l’eternità? (Deuteronomio 30:15-16).
Colui che pensa solo per questa vita, ma non si cura dove passerà l'eternità è saggio per un momento, ma un pazzo per sempre!

In questa società si pensa che ci siano diverse categorie di persona, ma in definitiva ci sono solo due categorie.
Possiamo fare un esempio, l’esempio del naufragio del Titanic. 
Prima dell'affondamento di questa grande nave, c'erano molte categorie di persone a bordo: camerieri, ricchi, poveri, passeggeri, ufficiali della nave, semplici marinai, eccetera. Ma dopo l'affondamento della nave, un elenco è stato pubblicato nei giornali e in altri luoghi di tutti coloro che erano stati a bordo della nave, le liste erano soltanto due: i sopravvissuti e coloro che sono morti.
Così è riguardo l'eternità ci sono due categorie: ci saranno i salvati che andranno in paradiso con Gesù, e vi staranno per sempre e i perduti che andranno per sempre all’inferno, non esistono altre categorie. 
Tu dove andrai?