venerdì 12 dicembre 2014

Lo sfondo storico di Gesù. La persona di Gesù (Giovanni 1:1-5).

Lo sfondo storico di Gesù.
La persona di Gesù (Giovanni 1:1-5).
A differenza degli altri Vangeli che cominciano la loro storia riguardo a Gesù sia col ministero di Giovanni Battista (Marco), o con i racconti sulla nascita di Gesù (Matteo e Luca), il Vangelo di Giovanni invece non perde tempo nel presentare chi è Gesù, inizia nel dire che Gesù era più di un semplice uomo.
I versetti introduttivi del capitolo 1 sono stati scritti da Giovanni per sottolineare che l’intero suo libro è da leggere alla luce di questi versetti e cioè che  i gesti e le parole di Gesù sono le azioni e le parole di Dio!

Noi in questi versetti vediamo:
I LA PREESISTENZA DI GESÙ.  
“Preesistenza” indica che Gesù esisteva prima della creazione…..
Infatti noi leggiamo: “Nel principio era la Parola”.
La "Parola" è Gesù come confermato dai vv.14 e 18 (Cfr. Apocalisse 19:13).
“Parola” (logos) è una raccolta nella mente di una persona che si esprime verbalmente, con un linguaggio.
Perché Giovanni si esprime in questo modo?
Con questa verità Giovanni voleva raggiungere sia i Greci che i Giudei.
I filosofi greci, gli stoici, credevano che la Parola fosse il principio razionale mediante il quale è esistito tutto, un principio creativo che governa tutto, ma non era comunque un essere personale.
Nell’Antico Testamento, per i giudei noi vediamo che:
(1) La Parola era il mezzo mediante il quale Dio ha creato ogni cosa (Genesi 1:3:9; Salmo 33:6).
Quindi la "Parola" è l’espressione e la divina azione dell’auto-manifestazione di Dio nella creazione: Lui parlò e la cosa fu!
(2) La Parola era il mezzo mediante il quale Dio rivelava il suo messaggio ai profeti che a loro volta comunicavano al popolo. (Esodo 34:28;Geremia 1:4; Isaia 9:7-8; Ezechiele 3:10-11;33:7; 2 Samuele 23:1ss; Zaccaria 2:4; Numeri 24:16; Giosuè 24:27).
Nell’Antico Testamento troviamo ancora che:
(3) La Parola era il mezzo mediante il quale Dio guariva e salvava. (Salmo 107:20; Ezechiele 37:4-14).
 Perciò la Parola di Dio era la manifestazione di Dio e della sua potenza, portava a effetto la Sua volontà (Isaia 24:3;55:11; Geremia 23:29).
Questi aspetti della Parola di Dio sono confermati anche nel Nuovo Testamento.
(Quindi la potenza della Parola nel creare- Ebrei 11:3; 2 Pietro 3:5-7; la parola come rivelazione di Dio -Romani 3:2; 1 Pietro 4:11; e come discorso profetico-Luca 3:2; 2 Pietro 1:19; con la predicazione del Vangelo- Luca 8:11; Atti 8:4; 13:5; 16:6; 2 Timoteo 2:9;  Apocalisse 1:9;ecc. Poi l’efficacia della parola- Ebrei 4:12–13;1 Tessalonicesi 2:13.)
Ora quando Giovanni dice che Gesù è la Parola vuole indicare che Gesù manifesta e indica Dio, è l’ultima rivelazione di Dio in sapienza e potenza nelle opere, nelle parole e nel carattere, quindi Giovanni ci vuol far riflettere sul fatto che Gesù è unico, nessuno è pari a Lui ( Giovanni 1:14,18; Cfr. Ebrei 1:2).
La preesistenza atemporale di Gesù è:
A) Dimostarata dal verbo era.
Il verbo “era” (ēn), significa esistere (eimí) esprime che Gesù già esisteva prima della creazione del mondo, quindi era  una preesistenza reale eterna.
A rigurado Westcott scriveva: “Il tempo imperfetto (era) dell’originale, in questo brano, suggerisce, per  quanto possibile al linguaggio umano, la nozione di un’esistenza assoluta (esiste di per sé) e atemporale (senza tempo)”.
“Era” (ēn) perciò esprime una continua esistenza fuori dal tempo in contrasto con il verbo “ha fatto” del v. 3 (ogni cosa è stata fatta- egeneto) che indica ogni cosa è venuta all’esistenza.        
La preesistenza atemporale di Gesù è:
B) Dimostrata dalla parola “principio”.
Noi al v.1 vediamo che Gesù nel suo assoluto eterno essere va al di là del tempo.
“Principio” (arché̄) si riferisce alla natura e all’esistenza della Parola, quindi di Gesù con il senso di: prima di tutti i tempi e della creazione.
Perciò è implicito l’eterna preesistenza di Gesù!
Nel principio dunque, non si riferisce a quando Cristo è venuto in esistenza, ma indica che Gesù Cristo esisteva prima la creazione.
Giovanni vuole che i suoi lettori comprendano che in qualunque momento è iniziata la creazione, la Parola già esisteva (Giovanni 8:58).
In Giovanni 17:5 leggiamo: “Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse”.
Michea 5:1 parlando profeticamente di Gesù dice: “ Ma da te, o Betlemme, Efrata, sebbene tra le più piccole città principali di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni”.
“Eterni” (gohlahm) la stessa parola è usata anche per Dio come leggiamo in Isaia 40:28: “Non lo sai tu? Non l'hai mai udito? Il SIGNORE è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile. (cfr. Geremia 10:10).
Eterno indica che:
o Dio non ha avuto inizio e non avrà fine!
Indica che è senza tempo, perché abita fuori dal tempo.
o Dio non subisce crescita, sviluppo, o maturazione.
o Per Dio non c‘è distinzione tra il presente, passato e futuro.
Tutte le cose sono ugualmente e sempre presente davanti a Lui, vede tutto in modo simultaneo e non in una successione di momenti come noi!
Tutto ciò per noi è incomprensibile!
Se eterno si riferisce a Dio come a Gesù questo vuol dire che Gesù è Dio, com’è chiaramente indicato nella terza frase di questo versetto.
Gesù condivideva l’eternità con il Padre.
L'esistenza eterna di Cristo è una verità evidente nella Bibbia, negarla significa negare la verità delle Scritture.
Tutto questo dimostra la preesistenza di Gesù prima della creazione.
Noi vediamo:
II LA COESISTENZA DI GESÙ.
Questo lo vediamo sia nel v:1: “La Parola era con Dio” e sia nel v.2: “Essa era nel principio con Dio”.
Quindi vediamo:
A) Una coesistenza di Gesù con Dio.
Ma chi è Dio?
Dio è un essere unico.
Nessuno è pari o simile a Lui è scritto in diverse parti della Bibbia. (Esodo 9:14; Deuteronomio 33:26; 2 Samuele 7:22; Isaia 46:5,9; Geremia 10:6).
A.H. Strongs definisce Dio come: ”L’infinito e perfetto spirito in cui tutte le cose hanno origine, sostegno e fine”.
Dio è infinito (1 Re 8:27); spirito (Giovanni 4:24); Creatore (Genesi 1:1; Isaia 40:28-29), ha creato ogni cosa per la Sua gloria (Romani 11:36).
C’è un solo unico e vero Dio (Deuteronomio 4:35;6:4; Isaia 43:10).
La natura di Dio è trascendente, cioè ha una natura assoluta e indipendente, al di fuori del mondo naturale e storico, che supera i limiti dell’esperienza sensibile, ma è  anche immanente presente nella vita e nella storia degli uomini, che si prende cura di ciò che ha creato e in modo particolare del Suo popolo ( Isaia 57:15; Atti 17:24-28).
Noi vediamo che è:
B) Una coesistenza perfetta con Dio.
Giovanni sta cercando di esprimere la particolare intimità che c’è tra la Parola e Dio.
Quando  al v. 2 dice: “Essa era nel principio con Dio”  indica che non c’era nessun altro a fianco a Dio dall’eternità, fin dal primo momento.
“Con” (Prós) indica “in compagnia”, “faccia a faccia”, “nella presenza”, ma non è una semplice convivenza di due persone che si fanno compagnia.
Si riferisce a una comunione perfetta, intima, dinamica e reciproca più stretta possibile tra due persone distinte, ma uguali nell’essere che vanno nella stessa direzione e orientamento.
Così da tutta l'eternità c'è stata un’intima e ineffabile (indescrivibile in beatitudine e sacralità) unione tra Cristo e Dio Padre.
Noi leggiamo in Giovanni 1:18: “Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere” .
In Giovanni 10:30 leggiamo: “Io e il Padre siamo uno”. (essenza e natura; cfr. Giovanni 14:10-11;17:20-23).
Gesù aveva e ha una comunione perfetta con il Padre!
(1) Una comunione perfetta nell’amore (Giovanni 3:35; 14:31;17:24).
(2) Una comunione perfetta negli scopi.( Non erano divisi).
Per esempio riguardo la creazione (Isaia 43:1; Giovanni 1:3; Colossesi 1:16), e riguardo il piano salvifico (Giovanni 6:37-40).
(3) Una comunione perfetta nell’azione.
Gesù opera perfettamente come il Padre è scritto in Giovanni 5:19.
Gesù opera secondo la volontà del Padre (Giovanni 8:28-29).      
La comunione all’interno della Trinità è un modello da seguire all’interno della chiesa, tra i membri della chiesa! Purtroppo molte volte non è così!
In questo testo vediamo anche:
III L’ESSENZA DI GESÙ.
Il Padre e il Figlio sono due persone distinte della Trinità, ma sono uno in sostanza e inseparabilmente uniti e indivisibili.
A) Gesù è Dio.
“La Parola era Dio”.
Gesù Cristo non era solo un uomo, era ed è anche Dio!
Quindi la Parola era con Dio, la Parola era Dio!
Non significa che era inferiore come natura a Dio o una copia falsa o imperfetta, ma Gesù è Dio come il Padre, condivide con il Padre la stessa sostanza, natura, ma differiscono in persona!  Sono due persone distinte!
In Colossesi 1:15 è scritto che il Figlio, Gesù è l’immagine (eikon) del Dio invisibile.
Immagine di Dio indica che Gesù è della stessa sostanza di Dio e quando era sulla terra Gesù ha manifestato in modo perfetto il carattere di Dio.
Matteo 1:23 parla della profezia di Isaia 7:14 dicendo: “’La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele’, che tradotto vuol dire: ‘Dio con noi’”.
L’incredulo Tommaso, non credeva alla risurrezione di Gesù fin quando non avrebbe visto il segno dei chiodi nelle mani e della lancia nel costato, ma appena ha costato di persona, Tommaso rispose a Gesù: “Signor mio e Dio mio!” Giovanni 20:28. (Cfr. Romani 9:5;Colossesi 2:9;Tito 2:13;2 Pietro 1:1; 1 Giovanni 5:20).
Quindi ciò che Dio era, lo era anche la Parola!  
Questo è dimostrato dalle Sue opere infatti leggiamo che:
B) Gesù è il Creatore di tutte le cose nei vv.3 e 10.
Notate che prima lo dice in modo positivo: “ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei” e poi lo dice nel la forma negativa: e “senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta”, questo per esprimere e sottolineare la pienezza di questa verità (cfr. Giovanni 3:16; 6:50;1 Giovanni 1:5; 2:4; 2:27; 5:12).
Questa riaffermazione non lascia alcun dubbio o possibilità di distorcere ciò che Giovanni ha detto a proposito della creazione, di negare tutto, o in parte questa verità, questa riaffermazione è intesa a escludere qualsiasi eccezione.
Ogni cosa è stata fatta, creata mediante Gesù (cfr. Colossesi 1:16-17; 1 Corinzi 8:16; Ebrei 1:2).
Ora se Gesù ha creato ogni cosa e l’ha fatto dal nulla, questo indica che:
(1) Non c’è stata un’evoluzione.
(2) Non c’è niente che Gesù non possa fare: Gesù ha un potere straordinario.
(3) Non c’è dubbio della sua divinità: Conferma la sua divinità!
C) Gesù è la vita:il Salvatore.
Nel v.4 leggiamo: “Nella Parola c’era la vita e la vita era la luce degli uomini”.      
(1) Gesù ha vita in se stesso.
Giovanni 5:26 dice che come il Padre ha vita in se stesso così ha dato al Figlio, quindi alla Parola di avere vita in se stesso, si riferisce all’auto-esistenza.
Noi siamo stati causati da Dio, da una forza esterna, ma Gesù come il Padre ha
vita in se stesso, è auto-esistente, cioè non dipende da nessuno all’infuori che da se stesso.
Il fatto che Dio ha dato a Gesù di avere vita in se stesso è qualcosa che noi non possiamo comprendere, ma che comunque dimostra che Gesù è della stessa natura di Dio.
Gesù non è stato creato da nessuno, non dipende da nessuno, non ha una causa esterna!
Le cause della Sua esistenza sono in Lui stesso, la vita è inerente alla Sua natura, al contrario di quella nostra che dipendiamo dalla Sua , Gesù come il Padre non dipende da nessuno!      
(1) Gesù dona la vita materiale e spirituale.
Queste parole hanno uno sfondo nell’Antico Testamento nella creazione.
In Genesi 1:3-5 è scritto: “Dio disse: ‘Sia luce!’ E luce fu. Dio vide che la luce
era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce ‘giorno’ e le tenebre ‘notte’”.
Poi creò il sole e le stelle (Genesi 1:14-18).
“Vita” (zōé̄) e “luce” (phó̄s) sono collegate, perché non c’è vita senza luce.
Nel quinto e sesto giorno Dio creò gli esseri viventi animali e l’uomo e la donna
dandogli la vita (Genesi 1:20-31; 2:7; 3:20).        
Gesù non è solo la sorgente della vita fisica lo è anche della vita spirituale, della vita eterna come viene descritto in questo Vangelo.
Come Creatore Gesù fornisce la vita fisica; ma è anche Redentore è fornisce la
vita spirituale, Gesù Cristo è il Salvatore che dà la vita eterna. (Giovanni 6:38;10:10; 11:25-26; 14:6, 1 Giovanni 5:11).
Perciò uno dei motivi dell’incarnazione di Gesù, della sua venuta su questa terra è di morire per i nostri peccati e di salvare i credenti!
Così la sequenza di questi cinque versi è molto logica: Giovanni inizia con il fatto che Gesù è Dio, che Gesù è il Creatore, ora Gesù è il Salvatore.  
Nonostante chi fosse:
D) Gesù è stato rifiutato.
Nel v.4 leggiamo:”La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno sopraffatta”.
“Splende” si riferisce all’incarnazione di Gesù (v.7,14. Cfr. Isaia 9:1;60:1-5).
Gesù con la sua vita e predicazione ha illuminato gli uomini, ma gli uomini lo hanno rifiutato! (Cfr. Matteo 5:14).
Nel presente Vangelo, “tenebre” (skotía) indica  il mondo estraniato da Dio, ignorante e spiritualmente cieco, malvagio e peccaminoso degli uomini che hanno ceduto alle lusinghe del maligno, quindi il mondo dominato da Satana. (Giovanni 3:19, 8:12, 12:35, 46; 1 Giovanni 1:5, 6; 2:8, 9, 11; Colossesi 1:13; 1 Giovanni 5:19).
Noi vediamo:
(1) La pazzia del rifiuto.
Coloro che rifiutano Cristo sono stolti, anche se si dichiarano sapienti.(cfr. Romani 1:22; ).
La croce di Cristo è considerata pazzia dice l’apostolo Paolo (1 Corinzi 1:18,23).
Noi viviamo in una società cosiddetta cristiana, ma la croce è considerata pazzia!
A proposito Lesslie Newbigin  ha scritto un libro a riguardo: “La follia dei greci:il Vangelo e la cultura occidentale”. Newbigin è stato missionario in India, poi è tornato nella sua casa in Inghilterra, dopo aver trascorso quarant'anni in Asia centrale. Ma quando ritornò, aveva scoperto che la cultura occidentale era estranea al Vangelo come qualcosa che aveva assistito in India. Durante la sua vita missionaria era abituato a studiare la cultura, al fine di comprendere le strutture intellettuali di una società e come avrebbe potuto comunicare la croce in quella cultura. Ma quando tornò a casa, ha scoperto che se aveva intenzione di parlare del Vangelo in Europa occidentale, doveva di nuovo studiare come comunicare il Vangelo nella nostra cultura, ai suoi ascoltatori moderni, ai quali la croce gli sembrava follia come per i greci.
In breve, la società occidentale si è estraniata da Dio, ha svuotato la vita moderna della capacità di vedere il mondo in modo teocentrico.
Dio è stato licenziato dal suo ruolo di Creatore e governatore del mondo!
Se anche tu lo hai licenziato…sei pazzo!
Noi vediamo:
(2) La forza del rifiuto.
Il rifiuto di Cristo non era un rifiuto passivo e timido!!
È stato un rifiuto molto forte, che è dimostrata dal grande ostilità che ha dovuto affrontare: da Erode che ha fatto uccidere tutti i bambini di Betlemme da due anni in giù (Matteo 2:16) e più volte al tempo  del suo ministero terreno, la folla ha cercato di uccidere Cristo prima della sua crocifissione (Luca 4:29; Giovanni 8:59; 10:39).
Anche oggi c’è molta ostilità verso i cristiani in tutto il mondo, ci possono anche fare del male, fisicamente e moralmente, ma la nostra anima sarà ugualmente salva per l’eternità perché non la possono uccidere! (Matteo 10:28).
Inoltre vediamo:
(3) Il fallimento del rifiuto.
Leggiamo che: “Le tenebre non l’hanno sopraffatta”.
Cosa significa “sopraffatta”? (Katalambánō).
Questa parola può avere il significato di:
a) “Non accogliere”, “non afferrare”, “non ricevere”, “non avere fede” (Marco 9:18; Giovanni 8:3; Filippesi 3:12-13).
Agli uomini è stata fatta la richiesta di una decisione attiva di fede nel Signore Gesù, ma essi non hanno voluto accettarla come affermato anche nei vv.10-11.
Gli uomini rifiutano la luce: cioè Gesù e la sua predicazione e preferiscono stare nelle tenebre (skótos), così si attirano il giudizio di Dio è scritto in Giovanni 3:19-21 .
Il motivo è perché fanno cose malvagie, e perciò odiano Gesù e non vogliono avere niente a che fare con Lui, perché Gesù come luce fa vedere il peccato che c’è in ognuno di noi e quindi gli uomini non vogliono che le proprie  opere siano scoperte!
Ma chi mette in pratica la verità (alé̄theia), non ha paura di andare alla Luce (Giovanni 3:19-21).
La verità è la rivelazione di Dio in Gesù (Efesini 4:21), il Vangelo (Efesini 1:13) che conduce a un comportamento morale retto e ad agire fedelmente o in ubbidienza in contrasto con le opere malvagie.
Chi agisce fedelmente a Dio non ha paura di essere scoperto perché le sue opere sono fatte in Dio, cioè in conformità a Dio e alla sua volontà (Cfr. Efesini 5:8).
Ma la parola sopraffatta può avere anche il significato di:
b) ”Superare”, “prevalere”, “vincere”. (1 Tessalonicesi 5:4).
Nella lotta dura contro Gesù, le tenebre, gli uomini e il diavolo non hanno vinto!
Anche se Gesù è stato ucciso, con la sua morte ha vinto!
Come mostra questo Vangelo, la croce non è un luogo di sconfitta, ma di gloria.
Gesù ha sconfitto il mondo! Come ci dice Gesù in Giovanni 16:32-33: “L'ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo”.                
Gesù ha sconfitto il diavolo! È scritto in Colossesi 2:13-15: “Voi, che eravate morti nei peccati e nell’incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati;egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce;  ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per  mezzo della croce. (cfr. Giovanni 12:31; 14:30).
Gli uomini e il diavolo credevano di aver spento la luce inchiodando Cristo sulla croce, ma non hanno considerato che era necessario per lui morire sulla croce, al fine di dare la vita agli uomini.
Gli uomini non hanno considerato la resurrezione che ha dato un colpo devastante al buio della morte!
La crocifissione non ha spento la luce, ma ha fatto risplendere la luce più chiara e più forte.
Non si può spegnere la luce di Cristo.
Quando Gesù era qui sulla terra nessun potere l’ha oscurato, nemmeno la morte: nato in una stalla, cresciuto in una falegnameria in un piccolo angolo del mondo, non aveva bellezza da attirare gli sguardi, ne aspetto tale da piacere, fu umiliato e crocifisso su una croce romana, ma la luce brillava allora e brilla ora come la luce più grande che abbia mai illuminato il cuore  degli uomini.
Ora in entrambi i casi, il rifiuto per incredulità o il rifiuto e l’ostilità verso Gesù per vincerlo è un grande fallimento, perché Gesù è la verità!
È un fallimento perché Gesù è il Signore, un giorno tutti riconosceranno la sua Signoria e si piegheranno davanti a lui, ma sarà troppo tardi per la loro salvezza!
Si piegheranno per la loro condanna! (Filippesi 2:10-11).
Oggi chi rifiuta la sua Signoria, dopo la morte andrà all’inferno!
Il cielo è solo per coloro che s’ inginocchiano a Cristo in questa vita terrena.
CONCLUSIONE.
Il mondo in cui viviamo è in cerca di una diagnosi e di una cura per la sua malattia.
Ci sono voci dei profeti dei nostri giorni che forniscono innumerevoli messaggi che promettono di alleviare questa malattia e di dare delle risposte alle domande che ci turbano.
Sentiamo voci politiche ed economiche, che sostengono la ridistribuzione delle ricchezze o la riorganizzazione o ristrutturazione economica per costruire il tipo di mondo in cui l'equità e la carità prevarrebbero.
Altre voci sono più personali, sostengono che il problema non è sociologico, ma umano, l'anima umana ha bisogno di guarigione e di rinnovamento, se vogliamo garantire l'istruzione giusta o una terapia o una visione del nostro prossimo, allora tutto sarà fatto rettamente.
Ma noi vediamo che queste voci non possono sostituire la voce di Dio rivelata in questi versetti.
Noi in questi versetti abbiamo visto:
1) La natura di Cristo: è Dio, Creatore e Salvatore.
Le parole di apertura di questo capitolo di Giovanni sono tra i più profondi mai scritti.
Gesù Cristo è il cuore, il cuore del Vangelo.
Il cristianesimo non è una filosofia di vita, ne una religione, è in una persona  che è il cuore di tutto ciò che i cristiani credono.
Noi non siamo d’accordo con i Testimoni di Geova che dicono che Gesù non è Dio come il Padre, come mostrato in questi versetti: Gesù è della stessa sostanza di Dio Padre.
o Noi dobbiamo accettare questo mistero del fatto di un Dio unico, ma che si manifesta in tre persone distinte, che Dio è auto-esistente, ha avuto vita in se stesso.
Dobbiamo capire che Dio è infinito e noi siamo esseri finiti, limitati, dobbiamo
accettare la dottrina così com’è rivelata nella Bibbia (Deuteronomio 29:28).
o Noi dobbiamo amare questa dottrina.
Alcuni potrebbero non apprezzare tutta l'enfasi dottrinale qui sulla persona di Cristo.
Essi possono anche pensare che sia noiosa e inutile.
Questi versetti sono un gioiello di grande bellezza, essi dichiarano alcune delle verità più importanti circa l'identità e la dottrina del Signore Gesù.
Se non comprendiamo bene questi versetti, si costruirà una dottrina carente di Cristo, su Dio, la salvezza, e tutto il resto sarà gravemente compromesso!
Questa dottrina non è noiosa per la mente spirituale per chi è realmente interessato a esaltare Cristo.
Questa dottrina è assolutamente indispensabile per capire e seguire l’esempio dell'amore e umiltà di Cristo che si è incarnato per essere il nostro Salvatore.
Una scarsa conoscenza dottrinale produce cristiani bambini e quindi una devozione da bambini!
Quando prendiamo in considerazione veramente  chi è la persona incarnata essa aumenterà di molto la nostra devozione a lui.
Oggi nelle chiese ci sono molti bambini spiritualmente parlando perché non si predica la dottrina, oppure non sono interessate alla dottrina!
o Noi dobbiamo dare l’adorazione e l’ubbidienza a Gesù senza esitazione perché così facevano i primi cristiani com’è scritto nel Nuovo Testamento. (Matteo 28:17-20; Giovanni 14:15).
Che ruolo ha Gesù nella tua vita:il volante o la ruota di scorta?
Stai camminando alla luce dell’insegnamento di Gesù?
Poi vediamo in questi versetti:
2) La natura degli uomini: siamo malati.
La nostra società è malata, la malattia è il peccato, è nelle tenebre, gli uomini hanno messo Dio fuori, lontano dalle loro vite!
Al posto di Dio l’uomo ha messo la scienza, la psicologia, la filosofia, lo spettacolo, il sesso.  
L’uomo ha detronizzato Dio mettendo se stesso sul trono!
Estraniandoci da Dio ne paghiamo le conseguenze, basta vedere la televisione!
L’uomo rifiuta Dio! Ama il buio, le opere malvagie!
Non penso che la stragrande maggioranza delle persone aspetti ansiosamente qualche comunicazione dal cielo!
Se mai questo dovesse arrivare, non penso che la maggioranza delle persone gli darebbero il benvenuto.
Se si trattasse, però di un messaggio che affermerebbe la filosofia, o i sistemi del mondo, confermando la grandezza del potere personale e le prodezze delle capacità umane, allora sì che le persone di questo mondo gli darebbero il benvenuto!
L’uomo non è disposto a cedere il trono a Dio!
Hai ceduto il trono a Dio? Hai messo da parte il tuo Io per far posto alla croce e alla Signoria di Cristo?
Noi vediamo in questi versetti:
(3) La natura della trasformazione: la cura alla malattia.
C'è solo una speranza, Gesù Cristo.
In Cristo c’è la vita! La luce degli uomini!
Gesù è la salvezza, ci rivela la via della salvezza e come dobbiamo comportarci!
Perciò se vogliamo avere una società migliore dobbiamo mettere al centro della nostra fede Gesù perché questo è il Suo posto.
Non dobbiamo relativizzare Gesù, considerarlo al pari di qualsiasi altro uomo religioso!!
Gesù non è uno dei tanti pianeti che girano attorno al Sole; Lui è il Sole!
Gesù è Dio, Gesù, è la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6).
C’è un solo Dio e Salvatore nel mondo che si è rivelato nella persona di Gesù e in nessun altro!
Gesù non è uno dei tanti Egli è Dio e l’unico Salvatore! (Atti 4:12; Ebrei 7:25).
L’unico in grado di risolvere il problema del tuo peccato in quanto è Dio!
Gesù è la pietra angolare della nostra fede! (Efesini 2:20; 1 Pietro 2:6-8).
Sei chiamato ad accogliere Gesù, ad accettarlo portando i tuoi peccati alla croce!
O preferisci rimanere nelle tenebre e finire poi all’inferno?