Giovanni Battista: Lo sfondo della sua nascita.

Giovanni Battista: Lo sfondo della sua nascita.
Luca 1:5-7: I genitori…una luce in mezzo alle tenebre.
Giovanni ha un posto speciale nel piano di Dio, la sua entrata in scena nel mondo è stato un evento molto significativo, è stato un cambiamento monumentale nelle cose, un punto di svolta come ci ricorda Luca 16:16: 16 La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona notizia del regno di Dio, e ciascuno vi entra a forza.
Il ministero di Giovanni Battista segnò una svolta nella storia del piano di redenzione di Dio, la svolta tra l’Antico e il Nuovo Patto. 
Giovanni annunciava un nuovo giorno: l’ombra sarebbe diventata sostanza; la profezia sarebbe diventata adempimento; l'attenzione si spostava dal Sinai al Golgota, al Vangelo, alla salvezza, e alla chiesa, i Gentili sarebbero stati inclusi nella famiglia di Dio insieme ai Giudei. 
L'espressione "Al tempo di Erode", secondo alcuni indica un periodo oscuro, minaccioso e disastroso nella storia della nazione ebraica. 
Su questo sfondo cupo Luca racconta ora la storia dell'alba del nuovo giorno nella vita dell'umanità, della venuta di Cristo, che è stato preparato di cui Giovanni Battista era il precursore.
Il mondo in cui Giovanni venne era un mondo senza Dio, nelle tenebre (Luca 1:79), tanto è vero che gli tagliarono la testa per aver denunciato il peccato di Erode Antipa governatore della Galilea (Matteo 14:1-12).
Vediamo le condizioni politiche ai tempi della nascita di Giovanni e le condizioni dei genitori facendo delle considerazioni per la nostra vita cristiana.
I LE CONDIZIONI POLITICHE AI TEMPI DELLA NASCITA DI GIOVANNI (v.5).
Al v.5 leggiamo: "Al tempo di Erode, re della Giudea".
Giovanni Battista nasce in un periodo politicamente buio. Nasce verso la fine del regno di Erode il Grande (37-4 a.C.).  Riguardo l’ascesa al trono di Erode, John Drane scrive: “La storia della sua ascesa al potere, come anche del resto del suo regno, è un classico racconto d’intrighi e crudeltà”. 
Erode attraverso la corruzione, la dialettica, la politica corrotta e intrigante, seppe mantenere il favore di Roma per molti anni.
Erode il Grande (37 a.C.-4 a. C.), di origine  Idumee, è stato il primo sovrano non Ebreo che ebbe un mandato dai Romani, quindi non era un discendente del re Davide. Erode fu nominato dai Romani re della Giudea nel 40 a.C. e nel 37 a.C. fu aiutato sempre dai Romani per consolidare il suo potere.
Quindi il titolo di re è stato il risultato del suo servilismo all'impero Romano, e rimase un subordinato di Roma.
Il fatto che Erode non era un Ebreo puro, e che gli Idumei (erano Giudei di fresca data, costretti dai capi Asmonei a convertirsi al giudaismo) erano astuti e che non si facevano tanti scrupoli a collaborare con i Romani, destava sospetto e risentimento da parte giudaica. A proposito Edwin Yamauchi scrive: “Erode il grande, fu un opportunista di primo ordine. Durante gli anni burrascosi della guerra civile che scoppiò tra i Romani, egli seppe abilmente allearsi dapprima con Pompeo, poi con Cesare, in seguito con Antonio, con Ottaviano (Augusto). I Romani apprezzarono i suoi servigi a causa delle sue doti militari”.
Erode aveva ottime capacità amministrative. Fornì grano durante le carestie e gratuitamente indumenti in altre calamità. Costruì molti edifici imponenti e fu anche responsabile per il rinnovo del tempio di  Gerusalemme. Il tempio fu ristrutturato con marmo bianco, oro e gioielli, e divenne famoso per il  suo splendore e l’aspetto sontuoso. I lavori del tempio iniziarono intorno al 19 a.C. e finirono intorno al 63 d.C. pochi anni prima di essere distrutto dai Romani nel 70 d.C. Il tempio di Neemia non era in buono stato, quando Erode salì al potere, egli, tuttavia, lo ha trasformato in una delle meraviglie del mondo antico, impiegando un enorme forza lavoro (Giuseppe Flavio parla di 18.000 lavoratori). Erode estese l’area del tempio in modo da coprirla due volte in più del tempio    originale costruito da Salomone.
Ma nonostante questo gli Ebrei avevano sentimenti molto contrastanti su Erode perché era spietato, perché li tassava pesantemente per far fronte ai suoi lavori edilizi e per mantenere il proprio stile di vita lussuoso. Inoltre perché era pur sempre un Idumeo e non un vero Ebreo, perché culturalmente era più greco che ebraico, infatti il greco era la lingua di corte, e il suo programma di costruzione comprendeva la costruzione di templi per la famiglia imperiale Romana.
Erode rafforzò le difese di Gerusalemme con la costruzione o la riparazione di una robusta cinta muraria intorno alla città. Egli eresse una nuova città portuale, chiamata Cesarea e la fortezza di Masada a sud-ovest del fiume Giordano.
Oltre a essere quindi un brillante diplomatico opportunista e ad avere ottime capacità amministrative, Erode era anche crudele e paranoico come appare anche nella storia biblica con la sua strage dei bambini a Betlemme (Matteo 2:16-17) e doppio nei rapporti come vediamo nei rapporti con i Magi d’Oriente (Matteo 2:1-12). Egli non ha esitato a uccidere con mezzi violenti o con avvelenamenti, pur di raggiungere i suoi scopi. Uccise i suoi concorrenti, i suoi nemici e un certo numero di Ebrei ricchi e confiscò le loro ricchezze per i propri forzieri.
I suoi molti matrimoni, dieci mogli, portarono a una discordia interna e alla lotta per il suo trono. Per evitare che i suoi figli macchinassero contro di lui per succedergli al trono, Erode uccise almeno tre di loro: Alessandro, Aristobulo e Antipatro, e almeno due delle sue mogli.
Noi possiamo fare una prima riflessione: Dio si compiace di mostrare la Sua potenza anche nella più difficile delle situazioni, anzi in queste circostanze la Sua potenza è messa più in evidenza, nei momenti più bui e difficili Dio fa una grande opera! Dio non è limitato dalle circostanze, dai tempi bui, da grande difficoltà, Dio è il Sovrano Onnipotente, è non è incatenato, impotente, confuso, preso dal panico e non sa cosa fare! Dio non è un re frustrato!
Dio porta avanti i Suoi progetti e nessuno gli impedirà portarli a compimento! Nel Salmo 33:10-11 è scritto: "Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età".  cfr. Isaia 46:10; Daniele 4:34-35).
L’espressione “Al tempo” (avvenne in quei giorni- egeneto en tais hēmerais) evoca l’inizio di una serie di libri profetici dell’Antico Testamento e quindi il periodo biblico dei re di Giuda (cfr. Isaia 1:1; Geremia 1:2-3; Osea 1:1; Amos 1:1; Michea 1:1; Sofonia 1:1), le opere di Dio in quel contesto, e suggerisce la continuità di questa narrazione con la storia in corso dei rapporti di Dio con Israele.
Dio è l’Iddio della storia che guida la storia secondo i Suoi progetti. A volte non riusciamo a capirli, infatti i Suoi progetti vanno al di là dei nostri e agisce in modo diverso da noi (Isaia 55:8-10), ha una sapienza che non possiamo arrivarci, i suoi giudizi sono inscrutabili e le sue vie ininvestigabili (Romani 11:33-34). Ma con certezza possiamo affermare che tutto tornerà alla sua gloria (Romani 11:36).
Dio stava guidando la storia anche in quel periodo per il Suo piano di salvezza in Gesù Cristo (Atti 4:27-28). I racconti della nascita di Giovanni e di Gesù (Luca 1:5-56) sono paralleli e  mostrano come gli eventi salvifici sono state avviate secondo la volontà e l'azione di Dio.  Dio è fedele ha adempiuto le promesse fatte nell’Antico Testamento riguardo Giovanni Battista e Gesù (cfr. Isaia 40:3-4 con Matteo 3:3; Michea 5:1 con Luca 2:1-7) per il Suo popolo (Luca 1:16-17, 54,68, 77. Riguardo Gesù Luca 1:32-33; 69,78, 2:11,25-26, 29-30,38).
Non dimentichiamo, dunque che Dio non è più debole delle circostanze e quindi limitato da queste. Dio è più grande di qualsiasi circostanza, di qualsiasi difficoltà, di qualsiasi Erode. Egli si compiace di fare grandi opere quando le condizioni sono peggiori in modo che la sua potenza sarà meglio vista o riconosciuta e onorata. Che incoraggiamento! Quando ci troviamo in un “nei giorni di Erode”, non dobbiamo dubitare che Dio è in controllo di tutto e sta operando grandi cose, per realizzare i Suoi progetti, aspettiamoci che mostri la Sua potenza!

II LA CONDIZIONE DEI GENITORI DI GIOVANNI.
A) La Pietà (vv.5-6)
La pietà in senso di devozione, di consacrazione.
Nella pietà dei genitori di Giovanni Battista la loro:

(1) Identità dei genitori di Giovanni Battista.
v.5: "C'era un sacerdote di nome Zaccaria, del turno di Abìa; sua moglie era discendente d'Aaronne e si chiamava Elisabetta". I genitori del Battista era una coppia di sacerdoti, nel senso che Zaccaria era un sacerdote e sua moglie, Elisabetta era discendente di Aaronne.
Il ruolo del sacerdote era indispensabile per il servizio nel tempio, per il culto e l’offerta dei sacrifici (cfr. Esodo 28-29; Levitico 8-10), erano messi a parte da Dio per Lui. La base del sacerdozio era genealogico, non tutti potevano essere sacerdoti, ma solo i discendenti di Aaronne (Levitico 7:33). C’erano molti sacerdoti ai tempi di Zaccaria, ben ventimila, ma uno solo svolgeva il proprio turno nel tempio (vv. 8-9).
I sacerdoti prestavano servizio in base a una lista di turni (1 Cronache 24:1-19; 2 Cronache 8:14) due volte all’anno ogni volta per una settimana (Leon Morris). Zaccaria era del turno di Abia, ottavo nella lista (1 Cronache 24:10).
Zaccaria era sposato con Elisabetta, figlia di un sacerdote. A un sacerdote era richiesto di sposare una vergine Israelita (Levitico 21:14) e non necessariamente doveva appartenere a una famiglia sacerdotale, ma essere sposato con una donna con discendenza sacerdotale era una benedizione in più, un segno di speciale privilegio ed era da preferire. Pertanto era molto comune per un sacerdote ebreo avere una moglie anche lei di discendenza sacerdotale.
Quindi Giovanni era di stirpe sacerdotale pura e sarebbe stato normale che lui entrasse nel sacerdozio, ma così non è stato, è stato un profeta (Luca 1:76-77), un predicatore (Matteo 3:1), anzi più di un profeta è stato il messaggero per preparare la via del Signore (Matteo 11:9-10). Al posto del sacerdozio, Giovanni fu divinamente commissionato, per preparare la strada al Messia, a Gesù (Matteo 3:1-12). Giovanni fu commissionato per convertire molti dei figli d’Israele al Signore, per preparare un popolo ben disposto (Luca 1:15-17).

Nella pietà dei genitori di Giovanni Battista c'è la loro:
(2) Irreprensibilità (v.6)
v.6: "Erano entrambi giusti davanti a Dio e osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore".
"Il carattere generale del sacerdozio è stato profondamente contaminato dalla corruzione dei tempi, e come classe, erano ciechi e guide di ciechi” dice FB Meyer. Le grandi feste nazionali della Pasqua, delle Capanne, e della Pentecoste, furono celebrate con sfarzo solenne, e attirava grandi folle da tutto il mondo. In ogni sinagoga, di ogni luogo vi era una puntigliosa cura, e tantissimi scribi erano perennemente impegnati in uno studio microscopico della legge, e nella istruzione del popolo.
Ma vi era molta religiosità apparente e superficiale, anche tra la maggior parte dei sacerdoti. Il sacerdozio era corrotto perché era influenzato e controllato da Erode, questo periodo non era stato eccelso come i giorni più gloriosi di Salomone o Ezechia, vi era una corruzione dilagante. Ma in mezzo a questa corruzione vi erano Zaccaria ed Elisabetta, entrambi giusti e irreprensibili.
Zaccaria ed Elisabetta erano una luce! Zaccaria ed Elisabetta erano giusti (cfr. Giobbe 1:1; Luca 2:25) e osservavano tutti i comandamenti e i precetti del Signore in modo irreprensibile. Questo non significa che erano perfetti, o che non peccavano mai, lo stesso Zaccaria dubiterà alla rivelazione dell’angelo riguardo il fatto che avrebbero avuto un figlio (Luca 1:18-20).
“Giusti” indica che servivano Dio fedelmente come Dio voleva (Genesi 17:1; Cfr. Atti 23:1; 24:16), che camminavano con Dio, e Dio li approvava, li considerava positivamente, li gradiva (davanti a  Dio, Genesi 6:8; 7:1; Ezechiele 14:14; Luca 16:15; Atti 4:19; Ebrei 13:21).
Questo non significa che secondo il Nuovo Patto, oggi per noi, Dio ci giustifica per le opere della legge, perché nessuno è giustificato per le opere (Romani 3:19-20; Galati 2:16), ma grazie al sacrificio di Gesù (per esempio Romani 3:21-24).
“Davanti a Dio” ci fa capire che noi non dobbiamo comportarci come i Farisei per essere osservate dagli uomini (Matteo 23:5-7), ma “davanti a Dio”. Noi dobbiamo cercare l’approvazione di Dio e non degli uomini! Non dobbiamo essere e fare le cose per la vanagloria! (Filippesi 2:3). “Davanti a Dio”  indica anche che non dobbiamo cercare l’approvazione degli uomini facendo quello che gli uomini vogliono e non quello che ci dice Dio di essere e  fare (cfr. Galati 1:10; 1 Tessalonicesi 2:4).
Quindi i genitori di Giovanni Battista avevano un comportamento conforme alla volontà di Dio espressa nella Sua legge (giusti-diakaioi), indica essere in accordo con ciò che Dio richiede avevano una condotta esemplare, osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore, erano fedeli al Signore.
“Irreprensibile” (amemptoi) si riferisce a essere senza colpa o non essere in difetto, nel senso che si comportavano secondo tutti i comandamenti e i precetti del Signore, erano attenti a obbedire, a obbedire pienamente a Dio.
     
(1) L’Irreprensibilità era radicale.
Non dicevano: “Questo comandamento mi piace e l’osservo, questo insegnamento del Signore non mi piace e quindi non lo considero”. Come facevano in un certo senso i Farisei che pagavano la decima della menta, dell’aneto e del comino, e trascuravano le cose importanti della legge: il giudizio, la misericordia e la fede (Matteo 23:23). Zaccaria ed Elisabetta erano attenti a obbedire, a obbedire radicalmente Dio. La loro obbedienza non era parziale.

(2) L’Irreprensibilità era stabile.
“Osservavano” ( poreuomenoi- presente medio participio) è vivere, camminare, condurre se stessi (Atti 9:31; 14:16; 1 Pietro 4:3; 2 Pietro 2:10; 3:3; Giuda 11, 16, 18).
Indica il modo di vivere o di comportarsi in modo consueto, e mette a fuoco la continuità di azione e di vivere, di comportarsi, di fare. Infatti il verbo è al presente quindi indica che erano irreprensibili costantemente.
Questa è una descrizione di una coppia veramente pia interamente dedicata a Dio.      
      
B) La Prova (vv.6-7)

(1) La Consistenza della prova (v.7)
v.7: "Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due in età avanzata".
La Bibbia ricorda altri casi di sterilità che ebbero poi dei figli come Abramo e Sara (Genesi 18:11); Isacco e Rebecca (Genesi 25:21); Giacobbe e Rachele (Genesi 29:31) Elcana e Anna (1 Samuele 1:1-2). La situazione è impossibile: non solo Elisabetta era sterile, ma sia lei che suo marito erano troppo vecchi per avere figli. La loro condizione di senza figli era difficile da capire perché si riteneva che Dio avrebbe benedetto i suoi servi fedeli dando loro dei bambini (Deuteronomio 7:14; Salmo 127:3-4; 128).
Questo significava per la mentalità di allora che Dio li aveva privati della Sua benedizione (Luca 1:24-25; cfr. 1 Samuele 1:5-6; 2 Samuele 6:23). Com’era possibile? Loro erano fedeli! La loro mancanza di figli non era un castigo di Dio! Non era il risultato di un peccato, non è la conseguenza della maledizione di Dio (Deuteronomio 28:15,18). L’accenno al fatto che erano entrambi in età avanzata, serve a dimostrare che la loro circostanza di avere figli era impossibile, quindi serve a mostrare la potenza e la grazia di Dio che si manifesta in loro come al cieco che Gesù guarirà (Giovanni 9:3). Molte volte Dio ci fa toccare il fondo, ci fa soffrire, ci priva di qualcosa affinché manifesta a noi la Sua potenza per la Sua gloria.
Una nota interessante è viene dal significato dei nomi. Potrebbe essere un caso, ma è interessante che il nome “Zaccaria” (Zacharias) significa ‘Il Signore ha ricordato ancora una volta’. Possiamo dire che il Signore si è ricordato di questa coppia che non aveva figli, dandogli un figlio: Giovanni Battista.
Mentre il nome “Elisabetta” (Elisabet) il significato è incerto; l’equivalente ebraico (ʾElīshevaʿ) può significare: ‘Il mio Dio ha giurato’, o ‘il mio Dio è un giuramento’, quindi il mio Dio è assolutamente fedele oppure ‘ Dio è la mia fortuna‘. Anche se la scelta non è certa, entrambe le possibilità indicano la fiducia in Dio, cosa che Elisabetta aveva perché insieme al marito pregavano per avere un figlio (Luca 1:13,24-25).

Noi vediamo nella vita di ogni cristiano:
(2) La Consuetudine della prova
I giusti non sono esenti dalle prove, dalle afflizioni, dalle sofferenze. Nel Salmo 34:19 leggiamo: "Molte sono le afflizioni del giusto; ma il SIGNORE lo libera da tutte”. (cfr. Giovanni 16:33; Atti 14:22; Giacomo 1:2-4). Se noi vediamo per esempio la vita di Paolo, lui ha patito molte afflizioni com’è descritto per esempio nelle lettere ai Corinzi (1 Corinzi 4:9-13; 2 Corinzi 6:5-10; 11:16-32).
A volte Dio ci fa soffrire per disciplinarci (Deuteronomio 8:3-5; Ebrei 12:5-11), ma non è sempre così, come in questo caso, nella vita di questa coppia. Dio ha avuto qualcosa di speciale in mente. Dio stava preparando qualcosa di grande: da loro sarebbe uscito l’araldo del Signore! Luca dicendo che erano vecchi ed Elisabetta era sterile, vuole sottolineare  e indicare che dobbiamo aspettarci grandi cose dalla mano di Dio: come il dare un figlio a una donna sterile e a una coppia di età avanzata! Un nuovo grande periodo inizia per la grazia di Dio in questa coppia fedele e attraverso di loro con il figlio Giovanni l’araldo del Messia!

(3) La Condotta nella prova (v.6).
Nonostante la prova, Zaccaria ed Elisabetta erano fedeli al Signore. A quei tempi era una cosa terribile per una donna Ebrea essere sterile, era una cosa vergognosa (cfr. Luca 1:24-25), man mano che gli anni avanzavano, la loro speranza di avere figli diminuiva e la vergogna si faceva sempre più pesante, ma la loro condotta rimaneva irreprensibile!
Sotto pressione erano fedeli! Non si lamentarono, non mormorarono contro Dio, non lo abbandonarono, ma sono rimasti fedeli a Dio. Così anche noi sotto pressione dobbiamo rimanere fedeli al Signore. Non possiamo obbedire al Signore solo quando le cose ci vanno bene, quando non abbiamo problemi. Non possiamo obbedire a Dio in base a ciò ci conviene. John Blanchard scrive: “L'obbedienza a Dio non dovrebbe mai essere condizionata dalla nostra convenienza o comodità”.
Inoltre la sofferenza, la prova ci fa vedere qual è il nostro vero carattere e i genitori del Battista hanno dimostrato di essere fedeli a Dio. Il giusto rimane consacrato a Dio anche quando i suoi desideri non sono realizzati, quando le preghiere non sono esaudite, continuerà a essere fedele, a
pregare e a lodare Dio. Le prove non intaccheranno la sua consacrazione, anzi la perfezioneranno! (Giacomo 1:2-4).
         
CONCLUSIONE.
Noi in questo passo vediamo un grande conforto perché ci parla che:
1) Dio è Sovrano.

La Sua sovranità la vediamo nel fatto che:
a) Dio realizza le Sue promesse.
Ciò che promette stiamo pur certi darà. Non è un uomo da poter mentire e da doversi pentire, quando parla mantiene la parola (Numeri 23:19).
Molte volte noi ci rimangiamo le parole o non siamo in grado di realizzare ciò che abbiamo promesso, ma Dio invece realizza e realizzerà ciò che ha promesso. Pertanto come diceva Corrie ten Boom: “ Lasciate che le promesse di Dio risplendano sui vostri problemi”.

b) Dio realizza i Suoi progetti.
Dio porta avanti i Suoi progetti e nessuno gli impedirà portarli a compimento! Corrie ten Boom disse: “Dio non ha problemi, solo i piani”. Nessuno può impedire i Suoi progetti! Ciò che Dio progetta realizza. Isaia 46:10: “Io annunzio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà”.
Dio è al di sopra dei potenti, i potenti non possono impedire i Suoi progetti, anzi li usa per realizzare i Suoi scopi come vediamo con Erode e Ponzio Pilato insieme con le nazioni tutte e tutto il popolo d’Israele che hanno crocifisso Gesù  realizzando così ciò che la Sua volontà e il Suo consiglio avevano prestabilito che avvenissero (Atti 4:27-29). Dio guida la storia! Dio guida i potenti della terra secondo i suoi scopi. Dio guida la tua storia (Romani 8:28-29).

c) Dio opera nei periodi bui.
Helmut Thielicke afferma: “A dispetto di tutte le apparenze contrarie, Dio ha un piano per questo mondo in bancarotta”. Dio ha operato dando un figlio e che figlio: Giovanni Battista, a Zaccaria ed Elisabetta in un periodo difficile. Questo ci conforta nel sapere che può operare in un periodo difficile della nostra vita personale, o di chiesa, o della società. Dio è al di sopra delle circostanze! Non perdere la speranza se stai attraversando in un momento buio, o quando attraverserai momenti difficili.
Aspettati grandi cose da Dio! Dio è un Dio di grazia, ha esaudito la preghiera di Zaccaria ed Elisabetta!

Ma noi in questo passo vediamo una grande sfida:
2) Per ogni cristiano.
In primo luogo vediamo:
a) L’Irreprensibilità.
Come Zaccaria ed Elisabetta se siamo giusti cercheremo di essere obbedienti in ogni cosa a Dio secondo tutti i suoi comandamenti costantemente! Costa quel che costa cercheremo di fare la volontà di Dio.

In secondo luogo vediamo:
b) La Fedeltà.
Essere fedeli come Zaccaria ed Elisabetta nonostante non avevano ciò che desideravano e per cui hanno pregato per tanti anni: avere un figlio. Loro non se la sono presa con Dio, non sono stati infedeli perché pensavano che Dio fosse infedele, sono stati fedeli nonostante Dio non gli aveva dato un figlio per tanti anni, un figlio che tanto desideravano e non avevano e che la gente gli faceva pesare.
Alcuni di noi forse possono essere tentati sotto pressione, sotto la prova a consolarci con il peccato, o facendo di testa nostra, ma Zaccaria ed Elisabetta c’insegnano che possiamo essere fedeli anche quando le cose non sono come quello che vogliamo.

In terzo luogo vediamo:
c) La Responsabilità.
Come Zaccaria ed Elisabetta e più tardi anche Giovanni Battista, siamo chiamati a essere luce in mezzo questo mondo di tenebre. Il cristiano è la luce del mondo e brillerà con le sue buone opere com’è scritto in Matteo 5:14-16.
Il cristiano è nella luce, fa’ parte del popolo di Dio (Colossesi 1:12); in passato erano tenebre, ma ora sono luce nel Signore, perciò si devono comportare come figli di luce, cioè come coloro che appartengono alla luce e vivono conformità alla luce!  (Efesini 5:6-9).
Dio è luce e in Lui non ci sono tenebre (1 Giovannni 1:5), pertanto chi è in Dio, è nella luce e quindi si comporta con bontà, giustizia e verità. Se siamo veri cristiani non siamo più sotto il dominio di Satana nell’ ignoranza spirituale con un comportamento morale e spirituale peccaminoso, ma ora siamo in un altro regno con un nuovo comportamento in virtù della posizione che abbiamo in Cristo, noi oggi siamo nel Signore.
Essere nel Signore implica che essendo nella luce del Signore, la luce del Signore è in noi! Significa che la sua luce ci condiziona, ci influenza perché siamo uniti al Signore! Essendo nella sua luce, siamo diventati luce e trasmettitori di luce in mezzo questo mondo di tenebre! Noi cristiani siamo come le stelle, più buia è la notte più le stelle brilleranno!

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