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La redenzione di Dio in Cristo

La redenzione di Dio in Cristo
“Ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”. (Romani 3:24)

Al v.22 Paolo aveva parlato della manifestazione della giustizia di Dio, intesa come sua attività salvifica che comporta la trasformazione degli esseri umani, e riguarda coloro che hanno fede in Gesù Cristo. Nel v.23 l’apostolo dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, cioè tutte le persone hanno trasgredito la legge morale di Dio e sono privi di conseguenza di quella immagine che l’uomo aveva prima della caduta, quella di Adamo ed Eva. A causa del peccato c’è stata una diminuzione, o un declino dell'immagine di Dio, immagine presente nei primordiali genitori quando furono creati e quindi prima di peccare. Ma essere privi della gloria di Dio, comporta anche il non sperimentare la magnifica presenza del Signore, e anche la mancanza, o la perdita dell'approvazione di Dio e quindi la libertà di accesso a Dio. Ed ecco che al v.24, Paolo ci dice come Dio ristabilisce di nuovo il peccatore. 
“Sono giustificati” (dikaioumenoi - presente passivo participio), è “sono messi nella condizione di essere giusti”. “Sono giustificati” indica che Dio ha messo a posto il peccatore in una relazione corretta con lui, lo ha assolto, ha rimosso la sua colpa, lo ha dischiarato non colpevole, quindi la parola può indicare il fare in modo che qualcuno abbia una relazione adeguata con un altro, o l'atto di cancellare la trasgressione di qualcuno. Paolo sta parlando di ricevere un verdetto giudiziario di assoluzione da parte di Dio da tutte le accuse che potrebbero essere portate contro qualcuno a causa al loro peccato. Dunque “sono giustificati” è un termine legale, o forense, l'opposto di “condanna”, ed è la dichiarazione della condizione di un giusto, è l’assoluzione nel tribunale di Dio. Attraverso la giustificazione la colpa del peccatore è imputata a Cristo (Isaia 53:4-6), e la giustizia di Cristo è imputata, o accreditata al peccatore (Romani 5:8-9,18-19; 1 Corinzi 1:30; 2 Corinzi 5:21), questo comporta anche l’assoluzione nel giorno del giudizio (per esempio Romani 5:8-11; 8:31-34). Quindi, “sono giustificati” non significa “rendere giusto”, in senso etico, né semplicemente “trattare come giusto”, ma indica che il credente in Gesù Cristo, è dichiarato giusto, cioè perdonato dai suoi peccati nel momento in cui crede, infatti come vediamo dal contesto, è per fede in Gesù Cristo (vv.22,26-30; cfr. Romani 4:1-5,24; 5:1-2). “Sono giustificati”, allora si riferisce a quei “tutti che hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (v.23). Paolo sta dicendo che nei rapporti di Dio con le persone, senza distinzione, tutti coloro che sono giustificati per fede, (quindi non sta suggerendo l'universalismo qui), tutti i peccatori che credono in Gesù Cristo, nel suo sacrificio (v.24), sono dichiarati giusti, “gratuitamente per la sua grazia”, e questo sottolinea che quando Dio dichiara giusti i credenti, non lo fa come risposta a qualsiasi pagamento che una persona può offrirgli. 
“Gratuitamente” (dōrean) è senza costi, o pagamenti! È un termine finanziario che significa “senza pagamento di denaro” (Esodo 21:11 LXX; cfr. Genesi 29:15; 2 Corinzi 11:7; 2 Tessalonicesi 3: 8), metaforicamente il denaro qui si riferisce alle “opere della legge” (Romani 3:20). Così “gratuitamente” esclude la possibilità di meritare la giustificazione per conto proprio; è un puro dono di Dio, infatti, “gratuitamente” insieme alla frase "per la sua grazia", ovviamente quella di Dio, enfatizzano la natura totalmente immeritata e libera dell'atto di Dio nel giustificare i peccatori, che non è predisposto ad agire, o vincolato in alcun modo, da tutto ciò che siamo, o facciamo, non si tratta di salari, o pagamenti, e non comporta alcun contraccambio. Cosa possiamo contraccambiare visto che siamo peccatori? Visto che in noi non abita alcun bene? (cfr. Romani 7:18). 
“Grazia” (chariti) è il favore e la bontà completamente libera e completamente immeritata di Dio verso noi che non meritavamo nulla, visto che siamo completamente peccatori! (per esempio Genesi 6:5; 8:21; Salmo 51:5; Geremia 13:23; 17:9; Efesini 2:1-3). “Per la sua grazia” sottolinea la generosità della giustificazione dei credenti da parte di Dio. Dio non li assolve a malincuore, ma con generosità senza riserve. La grazia è quella buona volontà da parte di Dio che lo spinge a concedere il favore, la giustificazione, all'umanità peccaminosa che crede in Gesù Cristo. Quindi l’origine della giustificazione è nell’amore immeritato di Dio. La giustificazione è un dono gratuito, il peccatore non deve pagare nulla, ma deve solo accettarlo per fede, non deve pagarla con i propri sforzi (Galati 2:16-1; 3:8-11), sarebbe impossibile! (cfr. Romani 3:19-20). Coloro, allora che ripongono la loro fede in Cristo Gesù sono messi in una giusta relazione con Dio! Infatti, il mezzo, lo strumento, è Gesù Cristo, come affermato dall’apostolo: “Mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”. Non c’è giustificazione senza Gesù Cristo! La parola “redenzione” (apolutrōseōs- vedi anche 1 Corinzi 1:30; Efesini 1:7; Colossesi 1:14) indica la liberazione attraverso il pagamento di un prezzo. “Redenzione” veniva usato storicamente per descrivere il pagamento di un prezzo per ottenere il rilascio dei prigionieri di guerra, o per qualcuno condannato a morte, o per liberare gli schiavi. Il caro prezzo (1 Corinzi 6:20; 7:23), evidentemente è il sacrificio di Gesù Cristo, il suo sangue (Romani 3:25), come un riscatto (cfr. Matteo 20:28; Marco 10:45; 1 Pietro 1: 18– 19), o pagamento che prende il posto della pena per i peccati delle persone (tutti) che sono in debito con Dio. 
Attraverso il sacrificio in croce, Gesù ha liberato i peccatori che credono, dalla colpa, dalla punizione del peccato e dalla schiavitù del peccato. Così “redenzione” è la morte di Gesù Cristo, per mezzo del quale Dio libera coloro che hanno fede. La redenzione “in Cristo” si riferisce che l'attività mirata e decisiva salvifica è di Dio, ed è compiuta attraverso la morte sacrificale di Cristo sulla croce al posto nostro. Oppure significa che la redenzione è resa efficace in relazione a Cristo, o associata a Cristo; oppure che la redenzione si trova nella persona di Cristo, o e a causa di Cristo. Di certo possiamo affermare che non ci sono altre persone sulla terra, o che siano morte in croce affinché possiamo essere giustificati, salvate da Dio! (cfr. per esempio Giovanni 4:42; Atti 4:12; Romani 8:31-34). Inoltre non tutte le persone partecipano a questa redenzione e quindi sono giustificati, ma solo coloro che sono “in Cristo”, vale a dire quelli che credono che si affidano a Gesù Cristo. Comunque sia l'attenzione principale di Paolo è sulla natura immeritata e completamente generosa della liberazione di Dio dei credenti dal loro peccato (Romani 1:18-3:23) e dall’ira di Dio (Romani 1:18; 2:5, 8; 3: 5; cfr. Efesini 4:30; 1 Tessalonicesi 1:10), in modo che i destinatari della lettera apprezzino Dio perché li ha giustificati in Cristo Gesù, gratuitamente per grazia senza alcun contributo da parte loro!

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