venerdì 4 agosto 2017

Salmo 30:6: La ragione della disciplina di Dio

Salmo 30:6: La ragione della disciplina di Dio.
“Quanto a me, nella mia prosperità, dicevo: ‘Non sarò mai smosso’”.  

La ragione della disciplina in questo caso è l’orgoglio. Dio disciplina Davide per i suoi peccati di auto-sufficienza e di auto-indipendenza. La frase: “Non sarò mai smosso” non significa in sé peccato se è un’espressione di fiducia nella potenza, nella salvezza e dipendenza nel Signore (cfr. Salmo 16:8; 21:7; 55:22; 62:2; 96:10; 121:3). È peccato come espressione di orgoglio, la fiducia nelle proprie risorse umane, nel proprio io (cfr. Salmo 10:6).
Tre errori sono presenti che possiamo fare e sono da evitare:
1) Pensare e credere che tutto ciò che abbiamo è merito nostro e non di Dio.
Il salmista aveva concepito erroneamente la sua prosperità come risultato del proprio merito, piuttosto che come conseguenza del favore immeritato di Dio. Nella sua salute e prosperità, Davide ha confidato in se stesso, pensando che ciò che aveva avuto fosse una conseguenza della sua auto-realizzazione, mentre la salute, la sicurezza e la prosperità sono un dono del Signore (Deuteronomio 8:17-18), e pertanto se è per la benevolenza di Dio non dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, ma dobbiamo essere umili e grati a Dio, ogni dono buono e perfetto provengono da Lui (Giacomo 1:17).
La nostra vita dipende da Dio (Deuteronomio 8:3; Matteo 4:4; 2 Corinzi 3:5; Giovanni 15:4-5; cfr. 1 Samuele 2:6-8; Salmo 104:27-29;) e in essa troviamo la nostra sicurezza!  

Il secondo errore è:
2) Quando siamo nella prosperità dimentichiamo che questo è grazie a Dio (Deuteronomio 8:11-20; 32:15; 2 Cronache 32:2-5; Daniele 4:28-37).
Il punto di questi versetti è una religiosità falsamente curvata su se stessa per edificare sui suoi meriti e non sulla grazia di Dio, e credere erroneamente così di stare al sicuro.
Davide non si rendeva conto che tutti i suoi pensieri religiosi su Dio erano diretti all’io e alla sua sicurezza, oppure a un Dio a propria immagine e somiglianza, un Dio che si desidera e si assoggetta, ma non per quello che è in se stesso, una religiosità centrata su se stesso e non in Dio.
Il terzo errore è:
3) Fidarsi della propria sicurezza e della propria condizione. 
Il peccato di Davide era l'atteggiamento arrogante dell'auto-sufficienza, il peccato di indipendenza dal Signore, il confidare nelle proprie forze, valore e capacità.
Non solo dimentichiamo che quello che abbiamo proviene da Dio, ma poi confidiamo in questo e non in Dio che ce lo ha dato! (1 Timoteo 6:17-19).
Pertanto non dobbiamo confidare nelle nostre risorse, ma solo in Dio che ci dona le risorse!
Non dobbiamo confidare in noi stessi!
Possiamo pensare di essere immuni dal peccato, che non possiamo cadere in questo tipo, o quell’altro tipo di peccato, ma Paolo ci dice: "Perciò chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). Il riferimento è per coloro che sono orgogliosi della propria sicurezza spirituale inattaccabile hanno una tale fiducia in loro stessi che pensano che non peccheranno. Confidare in noi stessi è una falsa garanzia! Quelli che cadono più facilmente sono coloro che credono che non lo faranno mai! 
Non dobbiamo mai perdere di vista questo fatto: tutto ciò che abbiamo è dovuto al favore di Dio su di noi, non è opera nostra! (Deuteronomio 8:7-18; 1 Samuele 2:7).