martedì 29 agosto 2017

Ebrei 11:2 La celebrazione della fede.

Ebrei 11:2 La celebrazione della fede.
Un predicatore pensava che fosse da solo a scalare una montagna in una giornata nuvolosa e di pioggia. Pur sapendo che fosse stato difficile arrampicarsi sulle rocce bagnate e ghiacciate, proseguì. Mentre il cielo si schiariva, arrivato su un piccolo altopiano, si accorse che vi era un bel po' di gente che erano andata almeno un paio di ore prima di lui.

Così il credente in questo cammino verso il cielo, non è da solo, ci sono tante altre persone, tanti altri cristiani pellegrini su questa terra! 

La fede è un potere convincente che supera le ragioni, i pregiudizi e le scuse peccaminose. 

La fede illumina la nostra mente, riscalda il nostro cuore e muove la nostra volontà verso Dio e verso la Sua volontà!

La fede ci porta al di là delle cose terrene e delle vanità del mondo, e si occupa di realtà spirituali e divine.

La fede incoraggia quando siamo scoraggiati, supera le difficoltà, resiste al diavolo e trionfa sulle tentazioni. 
Questo perché uniti a Cristo, noi cristiani attingiamo la forza, le capacità, le risorse da Lui per fede. 

Il v.2 dice: “Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi”.

Cominciamo riguardo:
I GLI ANTICHI.
Chi sono gli antichi?
Gli “antichi” (presbyteroi) si riferisce ai credenti sotto l’Antico Patto che si distinsero per la loro fede, e denota rispetto.

Gli "antichi", benché la parola sia “anziani” (cfr. Atti 20:17,28; 1 Timoteo 5:17; Tito 1:5-9); non sono i responsabili di sinagoghe, o di chiesa, e benché alcuni erano capi religiosi, si riferisce agli antenati degli Ebrei, alle generazioni precedenti, ai credenti nei tempi pre-cristiani. 

Gli “antichi” erano semplicemente uomini e donne che credevano e si fidavano di Dio e delle Sue promesse, erano maturi nella fede.

Quindi la via verso Dio, per quanto riguarda l'uomo, è per fede: è sempre stata per fede e solo per fede anche nell’Antico Testamento.

Infatti, Abacuc sotto l’Antico Patto predicava: “Il giusto vivrà per la sua fede” (Abacuc 2:4).
Queste parole del profeta sono state riprese dall’autore della lettera agli Ebrei (Ebrei 10:38).

Quindi il principio della fede non è nato nel Nuovo Patto, infatti era attivo anche nell'Antico Patto come vediamo sia da Abacuc che nel capitolo 11 di Ebrei.

Al tempo di Gesù Cristo, l'ebraismo non era più il sistema spirituale che Dio aveva originariamente dato, infatti si riferiva alle opere e non alla fede.

Era un sistema legalistico basato sui propri sforzi, opere, auto-salvezza e auto-glorificazione, gli autori del Nuovo Testamento, guidati dallo Spirito Santo hanno sottolineato la salvezza per grazia di Dio in Cristo mediante la fede (cfr. Romani 3:19-28; 4:1-8; Galati 2:16; Efesini 2:8-9). 

Dio non ha mai salvato le persone per opere!

Le opere sono una conseguenza e una dimostrazione della fede salvifica, e non il mezzo per la salvezza.
Sentite cosa dice Paolo in Efesini 2:8-10: “ Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.

Paolo ci dice che siamo stati salvati per grazia mediante la fede e non per le opere, ma siamo salvati, rigenerati in Cristo per fare le opere buone!

Allora le opere non salvano, ma dimostrano che siamo stati salvati per fede! (cfr. Giacomo 2:14-26)

R. L. Dabney disse: “Mentre le nostre opere sono nulla come un motivo di merito per la giustificazione, sono tutte importanti per dimostrare che siamo giustificati”.

“L'evidenza della fede della salvezza non è quanto credi, ma come ti comporti” (John Blanchard).

 La fede è la via della vita, della salvezza e anche il modo di vivere!

Molti oggi cercano una chiesa dietetica, una fede dietetica, e un impegno dietetico, ma se abbiamo una vera fede, una fede autentica, allora cercheremo una chiesa sana secondo il cuore di Dio, e saremo impegnati attivamente secondo la volontà di Dio!

La fede in Dio deve essere dimostrata dalle nostre azioni e sarà approvata!

In secondo luogo vediamo:
II L’APPROVAZIONE.
“Infatti per essa, fu resa buona testimonianza” 
Le persone riportate nel v.11 sono scritte come un modello di fede da seguire e per questo fu resa loro buona testimonianza.

Per il mondo le persone che sono ricordate sono quelle del mondo musicale come Elvis Presley, i Beatles, Pavarotti, e così via.

Poi nel campo della scienza c’è per esempio Galileo Galilei, Albert Einstein; Louis Pasteur, eccetera.

Nel campo politico Winston Churchill; Mandela, eccetera.

Nel lavoro sociale, Madre Teresa. 

Un giornalista contemporaneo George F. Will, ha scelto cinque uomini che sono stati modelli: Machiavelli, Lutero, Washington, Jefferson e Lincoln. 

Ora le persone di fede del capitolo undici, sono oggi conosciute in tutto il mondo dalla chiesa di Gesù Cristo come modelli, come esempio da seguire.

L’autore della lettera dice: “Infatti” (en) indica a causa, o il mezzo, indica la ragione per cui gli antichi ricevettero l’approvazione, e cioè “per”, “a causa” della loro fede.
Per la loro fede gli antichi credenti sono stati approvati.
Infatti, “fu resa buona testimonianza” (emarturēthēsan – aoristo passivo indicativo) è ricevere approvazione e ha a che fare soprattutto con la pubblica testimonianza favorevole del carattere di una persona. 

L'attestazione veniva spesso da altre persone (Atti 10:22, 16:2, 6: 3, 22:12, 1 Timoteo 5:10).
Le iscrizioni dei periodi greci e romani utilizzano frequentemente le forme dei verbi per la testimonianza, per onori pubblici.
Le autorità approvavano pubblicamente in un’assemblea locale la persona che si voleva onorare.

Quindi possiamo vedere due aspetti.

Il primo aspetto è:
A) L’esempio di questi credenti.
Una storia stupefacente di affinità animale avvenuta a Edmond, in Oklahoma, è stata riportata dal United Press International Telephoto il 25 novembre 1982: “Marie, un pony cieco, è stata adottata da Ralph, la pecora vedente che la conduce dove ha bisogno di andare”.

Questi esempi di uomini e donne descritti in Ebrei 11, ci fanno vedere quale sia la strada della fede, che cosa è la fede secondo Dio!

Questi uomini e donne elencate nel capitolo 11 non furono approvati, non ricevettero una buona testimonianza per le loro opere, amicizia, sincerità, serietà, o qualsiasi altra virtù umana, ma per la fede!

Lo scrittore della lettera agli Ebrei piuttosto che parlare di fede in termini astratti, parla di esempi concreti di fede, di uomini e donne di Dio del passato.

Gli studi, o cenni biografici, hanno il valore di farci capire più facilmente, d’illustrare principi pratici affinché li possiamo applicare alla nostra vita.

“Un buon esempio è un linguaggio e un argomento che tutti comprendono” (Thomas Wilson).

Inoltre un buon esempio influenza gli altri.
“Niente è così infettivo come l'esempio” (Charles Kingsley).

Così anche noi oggi siamo chiamati a essere degli esempi di fede, una buona testimonianza coerente per chi non conosce Dio! 
In questo modo Dio è onorato, glorificato in questo mondo (cfr. Romani 2:17-24; 1 Timoteo 6:1; Tito 2:5,8).

Alexander Maclaren disse: “Il mondo prende le sue nozioni di Dio dalle persone che dicono di appartenere alla famiglia di Dio”.

Noi cristiani siamo il sale della terra e la luce del mondo! (Matteo 5:13-16).

Quando le nostre parole seguono il nostro esempio, saremo più credibili nella testimonianza, o nella predicazione.

“Una persona che vive correttamente, e ha ragione, ha più potere nelle sue parole” (Phillips Brooks).

Che esempio stai dando alle persone attorno a te?
Le persone guardando te possono vedere un esempio di discepolo di Gesù Cristo?
Con il nostro esempio di fede gli altri non devono avere scuse per non credere in Gesù Cristo, o dare loro una motivazione per bestemmiare Dio, o disprezzare la Sua Parola! Ma con il nostro esempio di fede dobbiamo essere un incoraggiamento per chi ancora non conosce Gesù Cristo!

Il secondo aspetto è:
B) L’incoraggiamento di questi credenti. 
Qualcuno ha detto: “Più persone falliscono per mancanza di incoraggiamento che per qualsiasi altra ragione”.

Le persone descritte in questo capitolo 11 di Ebrei erano persone normali che provenivano da diverse sfere della vita, per esempio Abele era un pastore (Ebrei 11:4); Abraamo era uno straniero alla ricerca di un paese (Ebrei 11:8); Sara era una donna che era stata sterile per anni e afflitta da dubbi (Ebrei 11:11); Giosuè era un soldato (Ebrei 11:30); Raab era una prostituta convertita (Ebrei 11:31); Davide era un re (Ebrei 11:32), eccetera. 

Questi esempi affermano che la fede può essere praticata da chiunque. 
Chiunque può camminare per fede. 
Chiunque può vivere per fede. 
Quindi la selezione di questi esempi incoraggiano tutti noi, chiunque siamo, a vivere per fede!

Così anche noi con il nostro buon esempio possiamo incoraggiare le persone a vivere per fede!

Dall’altra parte se il capitolo 11 valorizza gli uomini e le donne di fede, anche noi oggi siamo chiamati, non solo a seguire il buon esempio, ma anche a valorizzare gli uomini e le donne di fede.
Il mondo tende a valorizzare le persone per il loro intelletto, fascino naturale, o posizione sociale, ma questo passo ci dice di valorizzare le persone per la loro fede che si vede dalla loro vita spirituale, morale e sociale, una vita di devozione a Dio e di santificazione. (Salmo 15:4; 16:3).
Infine vediamo:
III L’AUTORE DELL’APPROVAZIONE.
Rileggiamo ancora il testo.
“Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi”.

La voce passiva del verbo “fu resa buona testimonianza” (emarturēthēsan – aoristo passivo indicativo) si riferisce a Dio, la cui attestazione viene trasmessa - come vediamo proprio da questo elenco - attraverso le Sacre Scritture che è la Parola, la Rivelazione di Dio (Ebrei 7:17; cfr. 10:15; 11:4-5,39).

Così la fede degli antichi è lo strumento di rivelazione di Dio riguardo la fede che Lui approva!

Dio ha dato e dà la sua approvazione alle persone per la loro fede!

Thomas Hewitt scrive: “Nella storia della religione ebraica gli antichi, o i venerabili padri, il cui capostipite fu Abele, si distinsero proprio per questa qualità di fede che procurò loro una buona testimonianza, nel senso che essi ricevettero da Dio una favorevole testimonianza circa la loro vita di fede”.

Quindi questo testo ci fa capire che quando i credenti hanno fede, cioè quando hanno fiducia in Dio:
A) Ricevono l'approvazione di Dio.
Molte persone che vengono lodate dal mondo secondo parametri umani, non saranno elogiate da Dio se non hanno fede in Lui e nella Sua Parola. 

Possono essere cari al mondo, essere lodati e onorati dal mondo, ma non saranno onorati da Dio se manca loro la fede. 

Infatti in Ebrei 11:6 leggiamo: “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano”. (Ebrei 11:4,16).

La fede non è semplicemente un modo per piacere a Dio, è l'unico modo per piacere a Dio!

Quel Dio che crediamo che esiste, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano, quindi non è un semplice credere che Dio è là da qualche parte, ma che è anche presente nella vita degli uomini! 

In questo senso Dio non è un’idea astratta, o semplicemente intellettuale!

La fede è credere a chi è Dio, avere fiducia in Lui e rivolgersi a Lui come l'unico vero e vivente Dio (1 Tessalonicesi 1:9), e nella Sua fedeltà agisce in favore di chi crede in lui e lo cerca.

Non solo Dio rivela a noi la sua esistenza, ma dimostra la Sua generosità. 
Coloro che cercano Dio nella vita quotidiana possono testimoniare della Sua fedeltà e bontà.

Non importa quale altra cosa possiamo pensare, dire, o fare per, o nel nome di Dio, è senza senso e senza valore senza una fede autentica!

Senza fede in Dio, nel nome di Gesù, non c’è la Sua approvazione.

Dio è contento, molto contento, quando ci fidiamo di Lui e delle sue promesse.

Certamente il mondo non onora i cristiani fedeli a Dio, anzi sono a volte ridicolizzati e addirittura perseguitati come lo sono stati i destinatari della lettera (Ebrei 10:33; 13:33). 

Quindi se vuoi la lode che viene da Dio, dovrai avere fede!! Quando Dio guarda una persona guarda nel cuore per vedere se c’è la vera fede, non guarda la posizione sociale, il fisico, la ricchezza, il successo!
Dio non approva una persona per questo, ma perché ha fede!

Quindi:
B) Dobbiamo cercare di piacere a Dio e non agli uomini
Paolo in Galati 1:10 dice: “Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo”.
Cercare di piacere agli uomini, o cercare la loro approvazione e nello stesso tempo quella di Dio è incompatibile! È impossibile!

Essere servi di Cristo esclude il cercare di piacere agli uomini!

Molti vivono nella schiavitù di piacere agli altri, e per questo sono disposti a fare di tutto dalle cose più banali a cose più importanti compromettendo la verità della rivelazione di Dio!

E così anche per il mondo: non possiamo piacere a Dio e al mondo, sono due aspetti incompatibili perché la logica e la visione del mondo non sono concordi con quelli di Dio! 

Per esempio quando Dio mandò Samuele dalla famiglia di Isai di Betlemme per ungere il nuovo re d’Israele, il servo di Dio, appena vide Eliab, pensava che fosse lui, ma leggiamo in 1 Samuele 16:7: “Ma il SIGNORE disse a Samuele: ‘Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l'ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore’.

In Luca 16:15 a certi farisei Gesù disse: “Ed egli disse loro: ‘Voi vi proclamate giusti davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché quello che è eccelso tra gli uomini, è abominevole davanti a Dio’”.

Leggiamo ancora un altro testo, stavolta dell’apostolo Paolo per indicare l’incompatibilità tra la sapienza umana e quella di Dio: “Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio; infatti sta scritto: ‘Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l'intelligenza degli intelligenti’. Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo?  Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1 Corinzi 1:18-25; vedi anche Isaia 55:8-9; 1 Giovanni 2:15-17).

Come dicevo prima, l’epistola agli Ebrei e quindi in modo particolare questo capitolo, fornisce l'incentivo a rimanere fermi nella fede cristiana nonostante non abbiamo il riconoscimento del mondo, ma come gli antichi uomini e donne di fede, chi ha fede piace a Dio!

L'autore vuol far capire che l'abbandono della fede per avere l’approvazione dagli esseri umani sarebbe un errore, perché il vero onore viene da Dio ed è dato a coloro che perseverano nella fede.

CONCLUSIONE
Possiamo dire:
1) Fin dall'inizio del mondo, il mezzo e il modo per essere accettati e approvati da Dio è stata ed è per la sola fede. 

2) I cristiani possono essere disprezzati dal mondo, ma se hanno fede, se sono veri credenti, sono accettati da Dio, ed è questo quello che conta veramente!

3) La fede autentica è un buon esempio per gli altri.
La vita cristiana gira tutta attorno la fede!
Parlando dell’importanza della fede nella vita di Mosè, J.C. Ryle dice: "Camminando con Dio, un uomo va solo per quanto crede e non ulteriormente: la sua vita sarà sempre proporzionata alla sua fede: la sua pace, la sua pazienza, il suo coraggio, il suo zelo, le sue opere - tutto sarà secondo la sua fede”. 

Sempre Ryle diceva: "La fede è la radice di un carattere reale del cristiano: lascia che la tua radice sia giusta e che il tuo frutto abbondi presto. La prosperità sarà sempre secondo la tua fede: chi crede non sarà solo salvato, ma non avrà mai sete, supererà, sarà stabilito, cammina saldamente sulle acque del mondo e farà grandi opere ".

Un uomo di fede farà grandi cose per Dio, e sarà un buon esempio e d’incoraggiamento per gli altri.

Niente è più preziosa per noi, o utile per gli altri, della fede che ci salva attraverso Gesù Cristo (Giovanni 3:16; Romani 5:1-2), e ci rende approvati a Dio.
Niente è più preziosa della fede che ci sostiene nel deserto di questo mondo e ci rende utili nel Regno di Dio! 

Pertanto, preghiamo con i discepoli il Signore: “Aumentaci la fede!” (Luca 17: 5). 

Sei preoccupato per qualcosa? Abbi fede in Dio!
Dale Carnegie ha scritto di aver intervistato Henry Ford in un momento difficile quando Ford aveva settantotto anni. Si aspettava di trovare un vecchio magro e nervoso. Quando gli fu chiesto se era preoccupato, Ford rispose: "No. Credo che Dio sta gestendo gli affari e non ha bisogno di alcun consiglio da parte mia. Con Dio responsabile credo che tutto finirà per il meglio in fondo. C'è da preoccuparsi? "