martedì 18 aprile 2017

La parabola del padrone di casa (Matteo 13:51-52).

La parabola del padrone di casa (Matteo 13:51-52).
La vocazione per il regno dei Cieli. 
Nei vv.51-52 leggiamo: "Avete capito tutte queste cose? Essi risposero: “Sì”.  Allora disse loro: 'Per questo, ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie'".

Fin da bambini siamo curiosi di esplorare, di conoscere, infatti i bambini smontano i giocattoli e fanno tante domande.

Il filosofo Aristotele disse: “Tutti gli uomini per natura desiderano conoscere”.

Così anche C. S. Lewis diceva: “ Una delle cose che distingue l'uomo dagli altri animali è che lui vuole sapere le cose, vuole scoprire com’è la realtà, semplicemente per il gusto di conoscere”.

Dunque, tutti desideriamo conoscere e approfondire la natura delle cose; questo vale anche per le verità spirituali, desideriamo avere delle risposte e crescere nella conoscenza.

Molte persone desiderano conoscere tutta la Bibbia, tutte le dottrine, ma dimentichiamo che maggiore è la conoscenza che ne abbiamo e maggiore è la responsabilità di praticarla (Luca 12:47-48; Romani 2:13, 17-24; Giacomo 1:22; 4:17).

Thomas Manton diceva: “Peccati di omissione sono aggravati dalla conoscenza”.

Quindi un vero cristiano non ha paura di conoscere tanto, o troppo, ha molta paura di praticare troppo poco in base a quello che conosce.
Ora in questa parabola Gesù vuole sottolineare che una volta che conosciamo la Sua Parola, la dobbiamo mettere in pratica!

Vediamo prima di tutto: 

I IL CONTESTO
Nel v.51 leggiamo: “’Avete capito tutte queste cose?’ Essi risposero: ‘Sì’”.
Questa breve parabola deve essere studiata nel contesto della domanda e risposta che la circonda. 

Gesù conclude questa serie di parabole sul regno con la domanda ai discepoli se avessero capito e conclude con un’altra parabola, quella del padrone di casa. 

“Avete capito” (sunēkate aoristo indicativo attivo) ha il significato di portare, o mettere insieme, quindi comprendere. 

Gesù sta dicendo:" Avete messo insieme tutte queste cose?”
Riguardo a che cosa? Riguardo il significato delle parabole del regno dei Cieli, riguardo le sette parabole precedenti sul regno dei Cieli.
Quindi: “Avete capito quello che ho detto sul regno dei Cieli in queste parabole?” La loro risposta è stata: “Si”.

Dal momento che i discepoli hanno affermato che hanno capito l'insegnamento di Gesù, Gesù conclude con l'ennesima parabola, questa parabola del padrone di casa per responsabilizzarli.

Una volta che conosciamo la verità rivelata di Dio siamo responsabili nel metterla in pratica!!
Conoscere la verità di Dio è qualcosa di meraviglioso, e per questo dobbiamo esserGli grati, tuttavia, non è tutto. 
Ciò che è stato ricevuto deve essere praticato e impartito agli altri. 
Questo è il dovere e la responsabilità del vero scriba, e quindi del vero discepolo di Gesù

Vediamo ora:
II LA CONOSCENZA
Nel v.52 è scritto: “Allora disse loro: 'Per questo, ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie'".

In primo luogo Gesù parla di ogni:
A) Scriba.
È un po' sorprendente che Gesù parli dei suoi discepoli come “scribi”, questo perché gli scribi erano costantemente tra i nemici di Gesù e Lui li ha anche ammoniti (per esempio Matteo 23:24).
Ma Gesù parla della loro conoscenza della legge, della funzione e capacità d’insegnamento degli scribi.

Uno scriba (grammateus) era una persona che aveva acquisito un elevato livello di istruzione in un certo corpo di letteratura, o di disciplina, era anche un insegnante.

Tra gli ebrei, lo scriba era un esperto della legge, era un uomo che aveva una connotazione distintiva di studente, interprete e insegnante della legge di Dio. 

Quindi gli scribi (grammateus) erano interpreti ufficiali della legge mosaica, erano esperti della legge nel senso tecnico, erano insegnanti professionali della legge giudaica (Matteo 2:4; 5:20; 7:29; 8:19). 
In secondo lo luogo troviamo che lo scriba è paragonato al:
B) Padrone di casa.
“Padrone di casa” (oikodespotēs) viene utilizzato da Gesù nelle parabole per riferirsi a Dio (Matteo 21:33), a Gesù stesso (Matteo 10:25; 13:27), ed è talvolta rappresentato come colui che distribuisce le sue ricchezze, i salari per i suoi operai, quindi anche a un proprietario (Matteo 13:27; 20:1-16) e padrone di casa (Matteo 10:25; 21:33; 24:43).

Gesù estende la metafora per indicare che il padrone di casa estrae dal suo tesoro entrambe le cose: quelle nuove e quelle vecchie. 

In terzo luogo Gesù parla di:
C) Tesoro.
“Tesoro” (thēsauros) può indicare il contenitore in cui sono conservati oggetti di valore, o il tesoro stesso (come nel v. 44).

Il quadro, ovviamente, è quello di un padrone di casa che tira fuori dal suo tesoro giornalmente: cibo, vestiti e altre necessità in quanto sono necessari.

Il padrone di casa era responsabile per l'intero benessere della famiglia, e una parte importante del suo dovere era quello di provvedere cibo, vestiario, e tutte le altre cose ai membri della famiglia, o di ciò che avevano di bisogno. 

Il padrone di casa era saggio e sobrio ed era attento a non sprecare niente.
Quando erano riutilizzabili, il cibo che non era consumato e l’abbigliamento che non era stato indossato venivano messi di nuovo da parte, conservati per essere utilizzati nuovamente. 
Infine vediamo:
III LA COMUNICAZIONE
Così ancora nel v.52 leggiamo: “Allora disse loro: 'Per questo, ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie'".

Nella comunicazione parliamo della:
A) Caratteristica del discepolo.
Così ancora nel v.52 leggiamo: “Allora disse loro: 'Per questo, ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli…”.

“Diventa un discepolo” (mathēteutheis-passivo) può avere il significato di essere istruito, discepolato da Gesù (i discepoli sono stati istruiti Matteo 13:11-12,36-43), come anche che è stato fatto discepolo e comporta essere istruito. 

Ci sono varie interpretazioni riguardo il riferimento a “scriba”, se si riferisce agli scribi giudaici che diventano discepoli del regno, oppure se si riferisce ai cristiani, o ai dodici discepoli di Gesù che diventano scribi del regno dei cieli. 

Poco importa, ma molto probabilmente il riferimento è ai discepoli, e può essere applicato in un secondo luogo a tutti i credenti; infatti, Matteo, dopo aver detto che i discepoli risposero alla domanda di Gesù se avessero capito, dice al v.52: "Allora disse loro", quindi i discepoli hanno capito l’insegnamento di Gesù, ora sono chiamati a insegnarlo agli altri. 

Sotto l'istruzione di Gesù, ognuno dei dodici stava diventando uno scriba istruito del regno dei Cieli. 

Passiamo quindi al:
B) Compito del discepolo. 
Nel v.52 leggiamo ancora: “ È simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie'".

Matteo riporta le parole di Gesù ai discepoli quando vide le folle stanche e sfinite senza pastore e cioè: “ Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse” (Matteo 9:38).

Anche se il Signore Gesù stesso, gli apostoli e i missionari hanno una chiamata particolare per insegnare e predicare la Sua Parola, tutti i veri cristiani hanno la responsabilità di testimoniare di Gesù Cristo, di predicare il Vangelo della salvezza dai peccati e dall’inferno!

Il cuore di un cristiano non deve essere freddo al destino dei non cristiani, sarà coinvolto nel grande mandato di Gesù di fare discepoli per il Suo regno (Matteo 28:18-20; Romani 10:9-17).

Come faranno le persone a essere salvate se non invocheranno Gesù? E come invocheranno se non crederanno? E come crederanno in Gesù se non ne avranno sentito parlare? E come ne sentiranno parlare se non c’è chi lo annunzia?

Chi ha conosciuto Gesù Cristo, chi conosce e ha la vita eterna la deve far conoscere a chi non la conosce!

I discepoli preparati da Gesù, possono essere confrontati con i docenti ebrei della legge che sono in grado di istruire gli altri.
I discepoli sono stati istruiti circa il regno dei Cieli per essere scribi, insegnanti del regno dei Cieli.

I discepoli di Gesù come gli scribi hanno una missione da svolgere: conoscere la verità di Dio e insegnarla agli altri.

Il discepolo di Gesù è colui, o colei che conosce, crede all’insegnamento di Gesù e lo divulga!

“Tira fuori” (ekballei presente attivo indicativo) porta l'idea di distribuire ampiamente. 
In questo contesto si connota anche la generosità.
Il cristiano non è avaro, non tiene il tesoro che ha per se stesso! 
Il cristiano non si risparmia nel portare la Parola di Dio alle persone!

Infatti Gesù ha parlato di:
(1) Tesoro.
“Tesoro” (thēsauros) forse si riferisce al cuore, o all’intelligenza, o dove risiede l’insegnamento (Matteo 12:34-35), oppure si riferisce alla verità di Dio, alla Sua rivelazione, quindi anche al Vangelo che salva (Romani 1:16-17)

Il messaggio del Vangelo non è solo semplicemente informare della salvezza in paradiso, ma è anche un avvertimento circa l'inferno. 
Ciò che rende il Vangelo come buona notizia è il suo potere di salvare gli uomini dalla sofferenza eterna, dall’inferno, di esortarli a pentirsi dei loro peccati e di affidarsi a Gesù Cristo come Signore e Salvatore della loro vita!

Che grande privilegio essere chiamati dal Signore Gesù per essere Suo discepolo e per Sua rivelazione, per grazia, conoscere il Suo insegnamento: una grande benedizione, ma anche responsabilità, dovere di divulgarlo!

Voglio ricordare ancora: il punto principale di questa ottava parabola di Matteo 13 era di mostrare ai discepoli la loro responsabilità: loro conoscono le verità del regno dei Cieli ora devono divulgarlo!

Gesù parla di:
(2) Cose nuove e cose vecchie.
Quali sono le “cose nuove e vecchie”?
C’è qualche enfasi nell'ordine? 

In primo luogo, questi non sono “il nuovo al posto del vecchio”.

In secondo luogo non è la tradizione di Gesù (il vecchio) che ha dato un nuovo significato in situazioni nuove, o il nuovo che si aggiunge al vecchio.

Piuttosto, questo si riferisce alla nuova realtà di Gesù che adempie la realtà dell’Antico Patto. 

Così le promesse, e le profezie dell’Antico Patto che riguardano il Messia e il regno, così come la legge e la pietà, hanno trovato il loro compimento nella persona, nell'insegnamento, e nel regno di Gesù, del Nuovo Patto; e il discepolo del regno che conosce tutto ciò, ne viene trasformato e lo predica. 

Ora se l'ordine delle parole è importante, le cose nuove vanno capite con le cose vecchie, possiamo capire il Nuovo Patto, se conosciamo l’Antico Patto; l’Antico ha preparato la strada al Nuovo Patto.
“Cose nuove” indica le verità, o i misteri del regno dei Cieli, l’insegnamento di Gesù (Matteo 13:11-12), un insegnamento nuovo per la gente (Marco 1:27), ma che si basa sulle verità eterne di Dio. 

R.T. France parlando dell’insegnamento di Gesù dice: “Era nuovo e rivoluzionario, ma la sua validità sta nel fatto di fondarsi sulle verità eterne di Dio, finalmente portate alla luce”. 

Possiamo dire che le “cose nuove” si riferisce agli insegnamenti del Nuovo Patto, ma che ha radici nell’Antico Patto, cioè le “cose vecchie”, che Gesù ha adempiuto (Matteo 5:17-20). 
Quindi il nuovo non sostituisce il vecchio, ma lo porta al compimento previsto. 

L'Antico Patto aveva uno scopo fondamentale nel piano di Dio, e si deve intendere, valutare, e insegnare come il fondamento del piano di Dio che porta a compimento il Nuovo Patto.

Lo scriba cristiano, quindi, deve conoscere ed è pronto a insegnare agli altri, deve essere in grado di utilizzare il nuovo (il Nuovo Patto) e il vecchio (Antico Patto) e insieme portare chiarezza, comprensione alle persone del messaggio del regno nella sua applicazione nel presente. 

Le cose vecchie e cose nuove dello scriba cristiano sono entrambi indispensabili per la comprensione del piano di Dio. 

Le cose nuove e le cose vecchie rappresentano il cristianesimo che comprende entrambi i Testamenti.

Ogni cristiano deve tirare fuori dalla dispensa entrambe le cose che riguardano il Nuovo e l’Antico.  

CONCLUSIONE.
Il succo della parabola è: Chi conosce le verità del regno dei Cieli, deve predicarla in modo esaustivo, completo.

Avendo compreso l'insegnamento di Gesù sul regno dei Cieli, i discepoli possono operare come scribi.

Gesù ha fatto comprendere loro i misteri del regno dei Cieli, sono diventati gli scribi della chiesa e quindi sono inviati in missione per insegnare ad altri credenti queste verità.

Quindi il discepolo del regno dei cieli è come uno scriba addestrato sia per conoscere e sia per trasmettere le verità del regno dei Cieli.
Questo è un grande privilegio! Servire il Signore Gesù, essere Suoi discepoli!

Quali conclusioni, o applicazioni allora possiamo trarre per noi?
Di Esdra lo scriba è scritto: “Poiché Esdra si era dedicato con tutto il cuore allo studio e alla pratica della legge del SIGNORE, e a insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine”. (Esdra 7:10)
Quindi, prima di tutto come scribi del regno dei Cieli, come discepoli di Gesù:
1) Il discepolo deve essere preparato riguardo il regno dei Cieli.
Lockyer ha detto: "Il più grande bisogno di oggi della chiesa è quella degli scribi mandati dal cielo e dal cielo istruiti."
Il discepolo di Gesù deve ricevere una formazione adeguata come lo erano gli scribi in senso positivo.
Deve conoscere la verità della Parola di Dio, la deve studiare seriamente e approfonditamente!
Deve essere uno studente delle Scritture, deve studiare l'Antico Testamento per capire le basi del piano di Dio nel Nuovo Testamento.

Quindi un discepolo è attento alla Parola del Signore, l’ascolterà con attenzione per comprenderla.

Dall’altra parte chi predica, i pastori, o gli insegnanti devono dire la verità così com’è rivelata nella Bibbia, e devono predicare tutto il consiglio di Dio (Atti 20:27).

2) Il discepolo mette in pratica ciò che implica far parte del regno dei Cieli.
La persona che riceve la verità di Dio, deve impegnarsi a vivere una vita fruttuosa per il regno dei Cieli, una vita consacrata a Cristo.

I credenti hanno il privilegio di conoscere la verità di Dio, ma anche loro devono stare attenti al pericolo di un cuore ostinato. Molte persone resistono alla verità di Dio a causa del loro orgoglio ed egocentrismo. 

Altri credenti si tirano indietro nel servizio cristiano alle prime difficoltà, o lasciano se il loro impegno gli costerà. 

Altri credenti lasciano i loro impegni, o diventano freddi nel servizio perché sono sedotti da questo mondo con i suoi piaceri e preoccupazioni.
Come discepoli di Gesù siamo chiamati a vivere i valori del regno dei Cieli!

Il discepolo applica gli insegnamenti di Gesù Cristo, vive, incarna la verità dell’insegnamento di Gesù.

Gesù in Matteo 28:19-20 affida ai dodici apostoli la missione di fare discepoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente”. 

L’espressione “fate miei discepoli” (mathēteusate), non significa solo insegnare, o imparare, ma affezionarsi al proprio maestro e diventare Suo seguace nella dottrina e nella condotta di vita (Matteo 11:28-30; 13:52). 

Un discepolo è più di qualcuno che ha imparato la verità, è anche una persona che sta vivendo la verità.

Dio non vuole ipocriti al suo servizio. Egli vuole che i Suoi servitori mettano in pratica ciò che predicano!!

Un discepolo è una persona che impara a vivere secondo l’insegnamento e la vita del Suo maestro, quindi è più di conoscere l’insegnamento, è assomigliare al Maestro (Matteo 10:24-25; Giovanni 13:13-17; Romani 8:28-29; 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:11-16; 1 Giovanni 2:6).  
Lo scopo del discepolo di Gesù è di assomigliare sempre di più a Gesù. 
Juan Carlos Ortiz: “La realizzazione di un discepolo: la creazione di un duplicato”, in questo caso un duplicato di Gesù.

3) Il discepolo deve predicare il regno dei Cieli.
Il discepolo conosce i misteri del regno dei Cieli, il Vangelo della salvezza dai peccati e dall’inferno, come si può avere pace con Dio ed è chiamato a predicarlo agli altri!

Come scribi, o “padroni di casa” (della parabola) i discepoli di Gesù devono far parte dei loro tesori (le verità di Dio), delle ricchezze spirituali gli altri! 
Non devono tenere queste ricchezze per se stessi!

R.T. France a riguardo: “Gesù non sta semplicemente descrivendoli, ma (come al solito nelle parabole) sta spronandoli ad adempiere una funzione; per mezzo della sua istruzione hanno ricevuto un tesoro; ora devono tirarlo fuori istruendo altri.”  

I discepoli devono avere un grande amore per Gesù e gli altri, e hanno anche una grande responsabilità nell’ evangelizzare e fare altri discepoli, sia durante il ministero di Gesù (Matteo 10) e dopo la sua partenza (Matteo 28:18-20), questo è anche valido per tutti i veri credenti oggi.

I discepoli sono chiamati a insegnare l’insegnamento che hanno ricevuto da Gesù; discepolati saranno in grado di utilizzare il nuovo e il vecchio per portare chiarezza e comprensione alle persone nel presente riguardo all’applicazione.

Le cose nuove e le cose vecchie – il Nuovo Patto e l’Antico - sono entrambi indispensabili!!

I cristiani “devono rappresentare un cristianesimo che comprende entrambi i Testamenti” (Hagner), e lo faranno dispensando rettamente la parola della verità (2 Timoteo 2:15), con passione (Romani 12:11), non per piacere agli uomini, ma a Dio (Galati 1:10; 1 Tessalonicesi 2:4).

I discepoli hanno raggiunto una comprensione che li rende responsabili di insegnare agli altri le nuove verità del regno dei Cieli così come le antiche verità della legge mosaica per gli scribi. 

I discepoli sono gli scribi nel regno di Gesù, coloro che conoscono il regno di Dio sono in dovere di farlo conoscere agli altri e di farlo con passione (Romani 1:14; 10:9-17; 12:11) per il progresso del regno dei Cieli. 

Purtroppo la vergogna della chiesa di oggi è che c’è più zelo evidente nei partiti politici, nelle tifoserie o in altri culti.

Quindi possiamo dire che i discepoli e quindi anche oggi i cristiani:
1. Sono chiamati a conoscere e proclamare le verità di Gesù (Matteo 10:27; Atti 1:8; 2 Timoteo 4:1-2).

2.  Sono chiamati a praticare (Matteo 28:18-20; Giovanni 13:13-17).

3. Sono chiamati a fare altri discepoli secondo l’insegnamento di Gesù con la predicazione (Matteo 28:18-20; Atti 18:24-28; 2 Timoteo 2:1-2).

Presi e coinvolti dalla verità del regno dei cieli, ne insegneranno i contenuti alle genti senza compromessi e con franchezza per piacere a Dio e non agli uomini (Atti 4:13,29,31; Galati 1:10; 1 Tessalonicesi 2:5-9).