sabato 4 aprile 2015

Salmo 99. Un invito all’adorazione.

Salmo 99. Un invito all’adorazione. 
Questo salmo fa parte di una serie di salmi (93-100), che celebrano la sovranità del Signore.  
Questo salmo invita all’adorazione a Dio, il Re.
Noi dobbiamo dire che i motivi e il modo di adorare Dio si trovano in Dio stesso! Non li possiamo cercare altrove!
La nostra adorazione dipende dalla conoscenza che abbiamo di Dio; l‘adorazione non è altro che la nostra reazione di fronte l’eccellenza di Dio!
Quindi è importante avere la giusta conoscenza di chi è Dio e stare attenti al pericolo di crearci un Dio secondo i nostri pensieri, un Dio umano!
In una delle sue lettere a Erasmo, Lutero scrisse: “ I tuoi pensieri di Dio sono troppo umani”.
C’è questo pericolo: crearsi un Dio umano! 
Se abbiamo una visione soggettiva, umana di Dio, lo sarà anche la nostra adorazione!
Noi troviamo tre motivi per adorare Dio.

Il primo motivo è:
I IL SIGNORE REGNA.
Al v.1 leggiamo: “Il SIGNORE regna”.
A) Regna è la presenza dominante.
Regna (mālokh) indica una persona che domina sugli altri da solo, quindi in modo:
(1) Assoluto.
Il Signore (Yahvè) è il Re (Slmo 93:1; 97:1) è Sovrano al di sopra di tutto e tutti (2 Cronache 2:5; Salmo 95:3; 97:7-9).
Dio è la Suprema Autorità, non è sottoposto a nessun altro, è l'unico Dio e Signore, l'eccelso (Isaia 45:5-6; 57:15; Deuteronomio 6:4-5). 
In 1 Cronache 29:11-12 leggiamo: “A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che t'innalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose! Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa”.
La dottrina della sovranità di Dio è rifiutata, o distorta da molti perché l’uomo orgoglioso com’è, vuole essere autonomo, indipendente, ma Dio era, è e rimarrà Sovrano su tutto e su tutti!
Regna implica:
(2) Autorità.
Dio come Creatore è il Re eterno ha il diritto di regnare! Tutto il creato è suo!! (Salmo 24:1-2; Deuteronomio 10:14; Apocalisse 4:11; Salmo 10:16; 1 Timoteo 1:17).
La presenza dominante del Signore implica l’autorità, il controllo, l’imporre anche la propria volontà, i suoi piani. 
Anche i più piccoli dettagli della natura sono sotto il suo controllo (Matteo 6:26-30; 10:29-30).
Anche gli eventi che noi chiamiamo casuali, che attribuiamo al caso, sono sotto il controllo di Dio (Proverbi 16:33).
Dio governa gli eventi importanti della storia umana, ma anche la vita delle singole persone come te e me. 
Opera nel grembo delle nostre madri, avendolo progettato prima (Salmo 139:13-16; Geremia 1:5).
La morte, la povertà, o la ricchezza (1 Samuele 2:6-7).
Egli decide se viaggeremo, o se staremo a casa (Giacomo 4:13-17).
Dio guida la storia dell’umanità!
Determina dove il territorio delle nazioni dove abiteranno (Atti 17:26). 
Decide quale re governerà, quando e dove (Isaia 44:28). 
Decise che i malvagi avrebbero preso la vita del suo amato Figlio, in modo che noi peccatori, vivessimo (Atti 2: 23-24).
Il Salmo 33:10-11 dice: “Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli.  La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età”. (cfr. Esodo 3:8-20; 20:2).
J.Norval Geldenhuys scriveva: “Ogni autorità definitiva è fondata su Dio. Come creatore e sostenitore dell’universo Egli ha potere assoluto su tutti gli esseri creati e un’autorità che abbraccia ogni cosa nel cielo e sulla terra. Questa autorità finale e suprema gli conferisce la prerogativa illimitata di comandare ed esigere obbedienza, di possedere in maniera incondizionata e di governare assolutamente tutte le cose in ogni momento in tutti i luoghi dell’universo.”  
Per autorità allora s’intende il potere assoluto che ha Dio su tutta la creazione nel fare ciò che vuole, nel governare su tutte le cose e nell’ esigere obbedienza dalle Sue  creature. 
Regna implica:
(3) Azione incontrastata.
Il controllo di Dio è efficace, raggiunge sempre il suo scopo. 
Dio non manca mai di realizzare ciò che si propone di fare.
I Suoi piani non possono essere frustrati! Ciò che Dio progetta non può essere ostacolato, o bloccato! (Giobbe 42:2; Isaia 14:26-27; 46:10).
Dio non è mai colto di sorpresa, la sua volontà non è mai in pericolo.
Anche se le nazioni, o le singole creature si oppongono a lui, non possono prevalere!!
“ Da che fu il giorno, io sono; nessuno può liberare dalla mia mano; io opererò; chi potrà impedire la mia opera?” (Isaia 43:13; cfr. Apocalisse 3:7).
Il Signore fa quello che vuole e nessuno gli è lo può impedire!
“Sì, io conosco che il SIGNORE è grande e che il nostro Signore è al di sopra di tutti gli dèi.  Il SIGNORE fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli oceani” (Salmo 135:5-6; cfr. Salmo 115:3; Esodo 33:19).
In Daniele 4:34-35 è scritto:“Alla fine di quei giorni, io, Nabucodonosor, alzai gli occhi al cielo e la ragione tornò in me. Benedissi l'Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno: il suo dominio è un dominio eterno e il suo regno dura di generazione in generazione. Tutti gli abitanti della terra sono un nulla davanti a lui; egli agisce come vuole con l'esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non c'è nessuno che possa fermare la sua mano o dirgli: ‘Che fai?’” 
Noi dobbiamo solo accettare la Sua volontà sempre!
Il Signore è il vasaio e la creatura il vaso, noi non abbiamo nessun diritto di criticarlo (Isaia 29:16; 45:9; 64:8; Geremia 18:1-10; Romani 9:19-24).
John Frame scrive: “Dio ha il diritto sovrano di fare ciò che vuole, e nessun’altra spiegazione è necessaria”.
B) Regna è la presenza dominante universale (v.1).
Nel v.1: “Il SIGNORE regna: tremino i popoli “.
Il Signore è Colui che garantisce l’ordine, che rende stabile il mondo dice il Salmo 93:1.
Il regno di Dio non è circoscritto solo a una nazione, a una parte del mondo, ma a tutti i popoli, a tutti i regni.
In 2 Cronache 20:5-6 leggiamo: “Giosafat, stando in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda e di Gerusalemme, nella casa del SIGNORE, davanti al cortile nuovo,  disse: ‘SIGNORE, Dio dei nostri padri, non sei tu Dio dei cieli? Non sei tu che domini su tutti i regni delle nazioni? Non hai tu nelle tue mani la forza e la potenza, in modo che nessuno può resistere contro di te?’” (Salmo 22:8).
“Tremino i popoli” (yirgezû ‘ammîm) indica abbia timore tutto il mondo!
“Tremare” è timore reverenziale davanti a Dio che domina su tutto (cfr. Salmo 103:19).
 “Tremare” è usato nell’Antico Testamento, sia per tremare davanti al giudizio di Dio (Isaia 64:2; Gioele 2:1) e sia anche alla risposta alle azioni di grazia di Dio (Geremia 33:9). In questo salmo entrambi gli aspetti sono presenti.
La bontà e la potenza di Dio per come ha liberato il Suo popolo dall’Egitto ha causato una reazione ai popoli.
Nell’inno di Mosè in Esodo 15:14-18 c’è un parallelo con il v.1 di questo salmo: “I popoli lo hanno udito e tremano. L'angoscia ha colto gli abitanti della Filistia.  Già sono smarriti i capi di Edom, il tremito prende i potenti di Moab, tutti gli abitanti di Canaan vengono meno.  Spavento e terrore piomberà su di loro. Per la forza del tuo braccio diventeranno muti come una pietra, finché il tuo popolo, o SIGNORE, sia passato, finché sia passato il popolo che ti sei acquistato.  Tu li introdurrai e li pianterai sul monte che ti appartiene, nel luogo che hai preparato, o SIGNORE, per tua dimora, nel santuario che le tue mani, o Signore, hanno stabilito.  Il SIGNORE regnerà per sempre, in eterno”.
La dottrina della sovranità di Dio dovrebbe consolarci: non siamo nelle mani degli uomini, dei potenti, ma di Dio, Colui che farà cooperano tutto per il nostro bene e la Sua gloria (Romani 8:28-29; 11:36).
Solo un Dio simile merita l’adorazione! Se Dio non fosse sovrano non la meriterebbe!
L’adorazione è un atto di sottomissione al potere sovrano di Dio, una risposta corretta di timore verso la sua sovranità!
C) Regna è la presenza dominante in mezzo al suo popolo. 
Questo grande Dio che domina nell’intero mondo, è presente in mezzo al suo popolo e nel loro culto.
Questo lo vediamo dal fatto che siede sui cherubini (v.1); è grande in Sion (v.2); e dall’esortazione a prostrarci davanti lo sgabello dei suoi piedi (v.5).
(1) Dio siede sui cherubini (v.1).
Il v.1 dice: “Egli siede sui cherubini”.
Questo è un riferimento al fatto che Dio s’incontrava con il suo popolo al propiziatorio nel tabernacolo.
Dio in modo invisibile sedeva in mezzo i cherubini sull’arca del patto all’estremità del propiziatorio e con le loro ali coprivano il propiziatorio (1 Samuele 4:4; 2 Samuele 6:2; 2 Re 19:15; Salmo 80:1; Isaia 37:16).
Sul propiziatorio veniva messo il sangue degli animali sacrificati per i peccati (Esodo 25:10-22; Levitico 16:11-15).
Dio è presente quando noi oggi offriamo a Lui la nostra lode nel nome di Gesù, quando andiamo a Lui attraverso il sacrificio del Figlio, solo attraverso questo sacrificio Dio accetta la nostra adorazione.
Ci sono molti tipi di adorazione che Dio non può accettare come quella di Caino che non fu accettata perché lui non riconobbe la necessità di un’espiazione per il peccato per avere una relazione con Dio (Genesi 4:1-7).
Gesù è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati mediante il quale Dio è soddisfatto e ci vede favorevoli, pertanto Dio è presente nell’adorazione in Gesù! (1 Giovanni 2:1-2).
(2) Sion (v.2).
Nel v. 2 è scritto: “Il SIGNORE è grande in Sion”.
È una delle colline di Gerusalemme, dove i Gebusei costruirono una fortezza poi occupata da Davide e conosciuta, appunto come “città di Davide” (2 Samuele 5:6-9).
Qui Davide trasportò l’arca fino alla costruzione del tempio (2 Samuele 6:15-17).
“Sion” a volte indica l’area del tempio costruito sul monte Morià e quindi designò anche il tempio (Salmo 78:68-69; Isaia 8:18; 18:7; 24:23; Gioele 3:17; Miche 4:7).
A volte indica tutta la città di Gerusalemme (2 Re 19:21; Salmo 149:2; Isaia 1:8; 3:16; 4:3; 12:6).
Ma “Sion” qui si riferisce al tempio, simbolo della presenza e dell’incontro con Dio, dove si adora Dio.
Il tempio non è solo per il culto di una nazione, ma come testimonianza al mondo intero che il Signore che era Dio di Israele regna su tutti, e chiama tutti a lodare il Suo nome grande e tremendo (v. 3).
(3) Sgabello dei suoi piedi (v.5).  
Nel v. 5 leggiamo: “Esaltate il SIGNORE, il nostro Dio, e prostratevi davanti allo sgabello dei suoi piedi. Egli è santo “.
Lo sgabello dei piedi si può riferire all’arca, dove Dio è presente; al tempio (1 Cronache 28:2; Salmo 132:7-8; Isaia 60:13); alla terra con il Suo trono in cielo (Isaia 66:1; Matteo 5:35); al monte Sion (Isaia 60:13; Ezechiele 43:7).
Dal contesto sembra l’adorazione nel tempio sul monte Sion come conferma il v.9.
Dio è presente in mezzo al Suo popolo che lo adora!
Vogliamo sperimentare la presenza di Dio in mezzo a noi?Allora adoriamolo!  
Il secondo motivo per adorare Dio è:
II IL SIGNORE È GRANDE E TREMENDO.
Siamo incoraggiati a lodare il nome di Dio grande e tremendo!
Questa frase è un’acclamazione della comunità che adora riconoscendo la grandezza di Dio.
Il nome si potrebbe riferire a Yahvè, al nome del patto, al nome di come Dio si presentò a Mosè quando lo chiamò per liberare il Suo popolo dalla schiavitù di Egitto con atti tremendi. (cfr. Salmo 11:9; Daniele 9:4). 
Oppure “nome” si riferisce alla persona intera (Isaia 48:9; 52:6; Ezechiele 36:21-23).
Noi vediamo che:
A) Il Signore è grande (v.2,3)
Nei vv.2-3 è scritto: “Il SIGNORE è grande in Sion, eccelso sopra tutti i popoli.   Lodino essi il tuo nome grande”.
“Grande” (gādhôl) nell’Antico Testamento sottolinea l'importanza, le dimensioni, e il significato di qualcosa, o qualcuno, in questo caso di Dio. 
Se noi pensiamo a quello che è Dio, al fatto che è Auto-esistente, Infinito, Eterno, Onnipotente, Onnisciente, Onnipresente, Indipendente, se pensiamo alle Sue opere, per esempio che ha creato ogni cosa dal nulla, che provvede al creato e lo preserva, lo governa, se meditiamo sui Suoi miracoli e sui Suoi giudizi come quelli descritti nel libro dell’Esodo, o in Apocalisse, certamente ci renderemo un po’ conto della Sua grandezza!
L’acclamazione: “Il tuo nome grande” attribuisce al Dio adorato la posizione più alta nell’universo della divinità e dei popoli e anche l’esclusività!
“Adorare” perciò significa attribuire a Dio la posizione più alta, ma non perché è un nostro pensiero, ma è una questione oggettiva, perché Dio è così e noi lo riconosciamo!
“Adorare” significa dare a Dio solo l’esclusività della nostra adorazione perché ammiriamo la sua unicità!
L’adorazione proviene dall’ammirazione che abbiamo per Dio, se lo ammiriamo lo adoriamo!
B) Il Signore è tremendo (v.3)
Questo è scritto al v.3: “Lodino essi il tuo nome grande e tremendo”. 
“Tremendo” (yārēʾ) significa tremare perché Dio incute timore.
Dal contesto vediamo almeno due motivi per cui il Signore è tremendo.
(1) Il Signore è santo (v.3,5,9)
Qualcuno ha detto che tutto l’Antico Testamento è la rivelazione della santità di Dio.
Santo è l’attributo degli attributi di Dio, infatti è scritto che il Suo nome è santo (Salmo 11:9; Isaia 57:15).
Dio è chiamato spesso il Santo d’Israele ( per esempio 2 Re 17:22; Salmo 78:41).
Per ben tre volte viene ripetuta questa verità riguardo la santità di Dio.
Questa triplice proclamazione della santità divina ricorda la triplica affermazione dei serafini come leggiamo in Isaia 6:3.
Questa triplice ripetizione ci mostra che la santità è il focus dell’esaltazione nel Salmo 99.
“Tremendo” è legato alla Sua santità, infatti per la Sua santità Dio è inaccessibile all’uomo.
L’incontro con Dio è considerato mortale, infatti Isaia nella sua visione di Dio si sente perduto. (cfr. Esodo 15:11; 20:18; 1 Samuele 6:20).
In Isaia 6:3-5 leggiamo: “L'uno gridava all'altro e diceva: ‘Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!’ Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo.  Allora io dissi: ‘Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!’
Che cosa significa che il Signore è santo?
Santo indica:
(a) Perfezione.
Santo significa purezza, perfezione morale, in Dio non c’è ombra di peccato, Dio è Luce (1 Giovanni 1:5). 
Dio è luce (phōs) enfatizza la Sua natura e indica che è santo, perfetto moralmente, in Lui non esiste il peccato, non ci sono difetti, non ci sono tenebre. Dio splende come il sole e come il sole è privo di tenebre. 
Dio è completamente perfetto e privo di ogni sorta di male e di peccato; non c'è niente in Lui che oscuri o danneggi lo splendore puro del Suo carattere, non c’è la più piccola macchia, oscurità di peccato, Dio splende come il sole!!   
Indica:
(b) Esclusione.
Santo significa che Dio appartiene esclusivamente a se stesso.
In 1 Samuele 2:2 leggiamo: “Nessuno è santo come il SIGNORE, poiché non c'è altro Dio all'infuori di te; e non c'è rocca pari al nostro Dio”.
Nessuno è santo come il Signore perché è l’unico Dio!
La santità appartiene solo al Signore! 
Perciò santo indica ciò che è autenticamente divino, la realtà che costituisce la natura divina.
Dire santo equivale a dire Dio, la santità è un sinonimo della sua divinità.
La santità è l’attributo in virtù del quale Dio fa di sé il criterio assoluto di se stesso! 
Santo indica:
(c) Separazione.
“Santo” (qādôš) indica ciò che è separato dal profano, dal terreno. 
Questa parola viene spesso usata per riferirsi a Dio come intrinsecamente santo, sacro, messo a parte (Salmo 22:3; Isaia 6:3; 57:15) e come essere libero dalle caratteristiche dell’ umanità decaduta (Giosuè 24:19; Osea 11:9 ).
Dio è il totalmente altro, vale a dire di una natura diversa dalla nostra, che non si confonde, o accomuna, o identifica con l’uomo, è separato da ciò che è umano, è l’eccelso, l’Alto, nessuno è paragonabile a Lui, va al di là dell’aumano, della sfera della vita conosciuta (Esodo 15:11; Isaia 40:25; 57:15; 1 Giovanni 2:15).
Nella Bibbia vediamo che la santità di Dio produce fascino e quindi adorazione, ma anche indegnità, timore e umiltà, perciò ci porta ad adorarlo con timore e umiltà.
Il secondo motivo per cui il Signore è tremendo è perché:
(2) Il Signore è forte (v.4).
Nel v.4 è scritto: “Lodino la forza del Re”.
“Forza” (weoz) è la potenza. È uno degli attributi di Dio (Salmo 62:11; 63:2).
Dio esercita la sua forza per il suo popolo e contro i suoi nemici (Esodo 15:13; Salmo 21:1; 68:28; 74:13; 77:14; 78:26)
Dio per la sua potenza può fare ciò che desidera, niente e nessuno lo può ostacolare!
Niente è impossibile a Lui!
La vecchia e sterile Sara non credeva alla promessa che da lei sarebbe nato Isacco è scritto: “Il SIGNORE disse ad Abraamo: ‘Perché mai ha riso Sara, dicendo: -Partorirei io per davvero, vecchia come sono?- Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il SIGNORE? Al tempo fissato, l'anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio’”. (Genesi 18:14; cfr.Geremia 32:17; Matteo 19:26).
Così è stato!
C‘è qualche problema che stai vivendo? O quando avrai dei problemi, anche grossi, ricorda che a Dio niente è impossibile! Non c’è niente che Lui non possa operare!
 “Se Dio è Dio, allora non esistono problemi insolubili. E se Dio è il mio Dio, allora nessun problema mio è senza la sua soluzione adeguata” (Maurice Roberts).
Non dobbiamo mai stancarci della verità della potenza di Dio, deve essere sempre nei nostri pensieri! 
Vance Havner disse: “Quando un uomo fa alleanza con l'Onnipotente, giganti sembrano cavallette”.
(3) Il Signore è giusto (v.4).
Nel v.4 leggiamo: “Lodino la forza del Re che ama la giustizia (mishpāt); sei tu che hai stabilito il diritto (mêshārîm), che hai esercitato in Giacobbe il giudizio (mishpāt);  e la giustizia (ûsedaqâ)”.
Nella giustizia di Dio vediamo il:
(a) Parametro:Dio stesso.
Noi leggiamo che Dio ama la giustizia (mishpāt) e questo perché Dio è giusto (Deuteronomio 32:4; Salmo 119:137; 145:17), è un Dio di giustizia (cfr. Salmo 97:2,6).
“Ama la giustizia” significa che Dio si compiace di usare il suo potere regale per fare ciò che è giusto, pertanto non lo possiamo accusare per come sta governando il mondo! (cfr. Salmo 9:8; 50:4-6; 51: 4; 96:10, 13; 98: 9).
La giustizia (mishpāt) è l’orientamento della sua volontà, questo viene da ciò che Lui è, dal suo carattere, per questo ama la giustizia (Giobbe 34:17; Geremia 12:1; Sofonia 3:5).
“Giustizia” (ûsedaqâ) significa che Dio agisce sempre in conformità con quello che è giusto ed Egli stesso è il livello finale di quello che è giusto.
Il metro di misura della giustizia di Dio è Dio stesso!
Le regole della Sua giustizia sono sue proprie; è Lui che definisce i principi corretti! Egli non è sottomesso a una legge, ma non è senza legge, in quanto è in se stesso ciò che è giusto!
Dio stesso è il parametro della Sua giustizia!
Nella giustizia di Dio vediamo il:
(b) Progetto:potere legislativo.
Dio rivela i suoi standard a noi attraverso i suoi atti, ma più esplicitamente nella sua legge rivelata. 
La sua legge non è arbitraria, ma si basa sulla sua stessa natura. 
Lo standard del nostro comportamento morale non è un concetto astratto, ma una persona infinita, Dio stesso, noi siamo chiamati ad assomigliare a Lui (cfr. Levitico 19:2; Matteo 5:481 Pietro 1: 15-16).
Così la giustizia che Dio si aspetta da noi è essenzialmente all'immagine del suo carattere etico.
“Giustizia” (mishpāt) si riferisce alle leggi, o istruzioni divine che vanno obbedite!
Dio ha dato delle leggi affinché potessero essere obbedite (Esodo 15:15-26; 21:23; 24:7; Deuteronomio 26:16-17; 2 Samuele 22:23; 1 Re 2:3; 6:12-13).
“Giustizia” (mishpāt) viene da una parola (šāp̱aṭ) che descrive un’ampia serie di attività coinvolte nell’istituzione e nel mantenimento dell’ordine dando dei giudici (Deuteronomio 16:18; 1 Re 3:28; Lamentazioni 3:59; Ezechiele 16:38; Zaccaria 7:9; 8:16).
Dio è Colui che ha creato l’ordinamento di giustizia nel popolo d’Israele, e nella storia di questo popolo non solo ha stabilito la giustizia come ordine divino, ma la mette anche in esecuzione per il potere che ha.
Dio stabilito il diritto (mêshārîm), cioè la legge giusta ed equa che Egli ha dato (Salmo 33:5; 37:28).
La parola “diritto” (mêshārîm) viene da una parola (yāšar) che dà l’immagine di un pavimento, o di un terreno piano, a livello perfettamente spazzato, oppure alle zampe di un’animale che sono diritte, perfette (Ezechiele 1:7); le mucche che procedono diritte senza andare a destra o a sinistra (1 Samuele 6:12)
In senso traslato, dunque, eticamente parlando diritto è essere a posto, in regola, giusto, retto, avere un comportamento onesto (Proverbi 21:8).
Dio è retto (yāšar -Deuteronomio 32:4; Salmo 92:16) dà all’uomo norme rette.
Il potere legislativo compete a Dio, leggi, decreti, prescrizioni sono espressione e comunicazione della volontà divina per guidare il comportamento umano, per guidare l’uomo a camminare rettamente (cfr. Proverbi 29:27).
Nella giustizia di Dio vediamo la:
(c) Pratica: potere giuridico.
Dio è il giudice, esercita il giudizio (mishpāt) e la giustizia (ûsedaqâ) nel senso che fa in modo che le sue leggi siano rispettate. 
“Giustizia” (mishpāt) si riferisce al processo giuridico (corte, caso, giudizio, verdetto, Giobbe 14:3; 22:4; 34:23; Salmo 143:2; Ecclesiaste 11:9; 12:14; Isaia 3:14; Numeri 35:12; Giosuè 20:6; Ezechiele 44:24; cfr. Deuteronomio 25:1; Isaia 40:27), o ad azioni autorevoli che sono necessarie per ripristinare e mantenere l’ordine e ai risultati di tali azioni (diritti difesa da giustizia).
Quindi esercitare la giustizia è legata al giudizio (mishpāt – Deuteronomio 16:18; 2 Samuele 15:2,4,6; 1 Re 3:28; Salmo 1:5; 9:8; 94:15; 119:84; 143:2; Ecclesiaste 3:16; Isaia 3:14; Malachia 3:5), o alla punizione (Esodo 6:6; 7:4; Isaia 34:5).
La giustizia (ûsedaqâ) di Dio vuol dire che Dio ha ragione in tutte le sue distribuzioni con l’umanità, agisce in modo perfetto secondo il Suo carattere e legge.
La giustizia di Dio si può dividere in rimunerativa o positiva, che dispensa cioè ricompensa a chi obbedisce alla sua legge (Deuteronomio 7:9; Salmo 58:11; Romani 2:7), e retributiva o negativa, un’espressione dell’ira di Dio che castiga chi disobbedisce (Genesi 2:17; Deuteronomio 27:26; Galati 3:10; Romani 1:32; 6:23).
Riepilogando la giustizia di Dio è interna, fa parte della sua natura ed è eccellenza morale.
È esterna cioè retto nella sua condotta. 
Nella Sua condotta ha il potere legislativo, nel promulgare leggi giuste per le sue creature, la giustizia di Dio è giuridica amministra ricompense premi e punizioni, quindi è remunerativa (distribuzione di ricompensa) e retributiva (distribuzione di punizione).
Essere consapevoli e credere che Dio è giusto, cambierà molto il nostro stile di vita e anche il nostro modo di pregare; certamente saremo meno mormoratori, lamentosi, ma innalzeremo Dio e la sua giustizia con l’adorazione!
Il terzo motivo per cui siamo chiamati ad adorare Dio è perché:
III IL SIGNORE È CLEMENTE (vv.6-9).
In primo luogo vediamo:
A) Il Condono di Dio (v.8)
Nel v.8 leggiamo: “Fosti per loro un Dio clemente”.
“Clemente” (nāśāʾ) richiama al debito condonato, significa dimenticare da parte del creditore il debito di un pagamento, in senso traslato indica perdonare i torti subiti come ha fatto Giuseppe con i fratelli (Genesi 50:17-21).
In 1 Giovanni 1:9 leggiamo: “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”. (cfr. Salmo 32:1-5).
Non c’è niente di più importante che avere i propri peccati perdonati perché equivale ad avere i propri peccati cancellati, e a essere riconciliati con Dio e a essere salvati (Salmo 85:2; Romani 8:1-3; Efesini 1:7).
Per capire bene quanto è meravigliosa e grande la clemenza di Dio, dobbiamo renderci conto di quanto grave sia il peccato per Dio, questo lo vediamo nei giudizi nella Bibbia, ma soprattutto la punizione del Figlio al posto nostro!
Stephen Charnock (1628-1680) riguardo disse: “Nemmeno tutti gli strali del giudizio che sono o saranno scagliati su questo mondo malvagio, né la fornace ardente di una coscienza di un peccatore, né la sentenza inappellabile  pronunciata contro i demoni ribelli, né i lamenti delle creature dannate, possono dare sufficiente dimostrazione dell’odio che Dio prova per il peccato, più di quanto lo faccia l’ira di Dio scatenata sul Suo  Figlio ”.
Per Dio il peccato è una cosa seria, grave, eppure ci perdona in Gesù Cristo!
In secondo luogo vediamo:
B) La Concessione di Dio (v.8).
Dio nella sua clemenza esaudisce le preghiere.
Nel v.6 leggiamo: “Mosè e Aaronne tra i suoi sacerdoti, e Samuele fra quanti invocavano il suo nome, invocarono il SIGNORE, ed egli rispose loro”.
Nel v.8 è scritto: “Tu li esaudisti, o SIGNORE, Dio nostro! Fosti per loro un Dio clemente”.
Questa duplice ripetizione dell’esaudimento della preghiera da parte del Signore mostra che nonostante il Signore sia grande e tremendo non è distaccato ed estraneo al Suo popolo!
Il salmista fa l’esempio di tre uomini di Dio: Mosè, Aronne e Samuele.
Questi uomini rappresentano il sacerdozio e la mediazione tra Dio e gli uomini.
Questi uomini furono custodi degli statuti della legge di Dio (v.7) e intercessori per gli uomini (Esodo 17:11-13; Numeri 14:5; 1 Samuele 7:5,8-10; 12:14-17; Geremia 15:1) quando ancora non vi era il Sommo Sacerdote Gesù Cristo (Romani 8:34; 1 Timoteo 2:5; Ebrei 4:14-16; 7:25).
Questi tre uomini di Dio ci lasciano un grande esempio di obbedienza, loro pregarono il Signore, e Dio esaudì le loro preghiere, ma non erano uomini perfetti (per esempio Numeri 12: 1-15; 20: 1-13), Dio punì le loro cattive azioni! 
Se Dio dovesse trattarci per i nostri peccati, non esaudirebbe mai le nostre preghiere, perché siamo sempre mancanti nei Suoi riguardi.
Ma Dio è un Dio di grazia, un Dio clemente che esaudisce le nostre preghiere secondo la Sua volontà! 
Dio certamente ha esaudito molte nostre preghiere, benché lo meritavamo!
Questo ci fa capire che Dio ha a cuore i nostri bisogni!
Questo dovrebbe portarci a un atteggiamento di riconoscenza e speranza nell’adorazione!
Infine vediamo:
C) La Coerenza di Dio (v.8).
Dio non contraddice mai se stesso! È sempre coerente, perché è fedele a se stesso!
Dio è clemente, ma come abbiamo visto è anche santo e giusto, odia il peccato e castiga il peccatore!
Il Signore è glorificato per la Sua grazia e giustizia, grazia perché esaudisce le preghiere, giustizia perché punisce per i peccati.
Dio per la sua grazia ha trasformato la storia d’Israele e la nostra in storia della salvezza; ma anche nella grazia, Dio rimane un Dio santo e giusto!
La sua santità si esprime in tutta la sua severità della sua giustizia che punisce i peccati e nello stesso modo vediamo il suo amore che perdona i peccati.
Il Dio che perdona e che castiga è un tema del patto con Israele (cfr. Numeri 14:18).
In Esodo 34:6-7 è scritto: “Il SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: ‘Il SIGNORE! il SIGNORE! il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!’”
CONCLUSIONE.
Il v.9 conclude con l’invito ad adorare il Signore come troviamo almeno altre cinque volte in questo salmo (vv.3,4,5,9).
A.W.Tozer disse: “Posso dire con certezza in base all’autorità di tutto ciò che è rivelato nella Parola di Dio, che qualsiasi uomo o donna su questa terra sia annoiato e scoraggiato dall’adorazione non è pronto per il cielo”. 
Se sei annoiato, o scoraggiato dall’adorazione non sei pronto per il cielo! Perché nel cielo si adorerà!
Passeremo l’eternità ad adorare Dio, perciò facciamo allenamento qui sulla terra e diventiamo veri adoratori!
Ma per essere veri adoratori dobbiamo avere di Dio una conoscenza corretta, non umana, soggettiva, ma divina per quello che Dio stesso ci ha rivelato nella Bibbia, una conoscenza di Dio oggettiva!