mercoledì 8 aprile 2015

L’annuncio della nascita di Gesù a Maria. Prima parte (Luca 1:26-33).

L’annuncio della nascita di Gesù a Maria. 
Prima parte (Luca 1:26-33).
L’annuncio della nascita di Gesù è il parallelo dell’annuncio della nascita di Giovanni, e serve a dimostrare la grandezza di Gesù rispetto a Giovanni. 
Il concepimento di Giovanni ha del miracoloso per i genitori anziani e la mamma sterile, ed è importante per il ministero di Gesù, il ruolo di Giovanni era di preparare la via a Gesù (Luca 1:17).
Ma il concepimento e la nascita di Gesù lo è ancora di più: Gesù è il Figlio dell’Altissimo ed è generato dallo Spirito Santo!
In questi versi abbiamo una storia misteriosa, incredibile e gloriosa, perché qui è descritto che Dio ha mandato un essere celeste sulla terra con la notizia dell’imminente incarnazione di suo Figlio, Gesù, il Salvatore del mondo!
Noi in questi versi vediamo il mese, il messaggero e il messaggio.

I IL MESE (v.26).
Nel v.26 leggiamo: “Al sesto mese” .
Al sesto mese si riferisce al sesto mese della gravidanza di Elisabetta (vv.23-25, 36).
Quel “sesto mese” non significava nulla per il mondo, sappiamo che il mondo mostra una grande ignoranza riguardo le verità spirituali e non è interessato agli eventi che hanno importanza spirituale per Dio, per i Suoi piani come questo.
Il mondo a quel tempo era interessato agli eventi sulla vita dei re e degli imperatori, o di altri personaggi famosi, ma non su una donna come Elisabetta e di ciò che portava in grembo.
La venuta di Giovanni Battista era più importante di qualsiasi imperatore, o re, o personaggio di quei giorni. 
Vediamo ora:
II IL MESSAGGERO (vv.26-33).
A) Il messaggero è stato mandato da Dio.
Nel v.26 ancora leggiamo: “Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret”.
Maria riceve la visita celeste, Gabriele è un angelo al servizio di Dio (Luca 1:19).
Gabriele è un angelo che rivela i piani di Dio era apparso al profeta Daniele più di cinquecento anni prima per spiegargli le visioni (Daniele 8:15-17; 9:21) e nel Vangelo di Luca vediamo che l’angelo rivelò la nascita di Giovanni Battista al padre, a Zaccaria (Luca 1:19).
Ogni volta che è apparso, Gabriele ha portato messaggi importanti da Dio; questa volta non ha fatto eccezione, anzi è della massima importanza.
Il grande momento che tutte le generazioni precedenti hanno atteso, è finalmente arrivato!!
Il Messia sta per apparire, e Gabriele è stato mandato da Dio a Maria per annunciare il suo imminente arrivo, un arrivo per mezzo del concepimento e la nascita attraverso di lei.
“Mandato” (apestalē-aoristo passivo indicativo) indica mandare qualcuno per raggiungere un obiettivo, sottolinea che Gabriele non venne di testa propria, ma per conto di Dio.
Dio prende l’iniziativa, Dio commissionò l’angelo per rivelare a Maria che da lei sarebbe nato il Figlio di Dio.
B) Il messaggero è stato mandato a Nazaret.
È scritto ancora nel v.26 che l’angelo fu mandato: “In una città di Galilea, chiamata Nazaret”.
Nazaret era una città rurale della Galilea, dove vivevano i genitori di Gesù (Luca 2:4, 39,51; 4:16; Atti 10:38).
La Galilea non era una regione rispettata (Giovanni 1:46; 7:41), ed è scritto che la gente camminava nelle tenebre (Isaia 9:2; Matteo 4:13-16). 
La Galilea è la parte settentrionale di Israele, era un posto di passaggio verso Tiro e Sidone, attraverso la quale commercianti pagani e soldati Romani spesso passavano, e questo, probabilmente ha contribuito molto a rendere questo posto corrotto. 
Nazaret non aveva una buona fama per gli occhi ebraici, era un posto che attirava sospetto perché la popolazione non era rimasta pura e separata da tutte le altre nazioni. 
Nazaret, in quel periodo, era una delle città più corrotte d’Israele, dal Vangelo di Luca leggiamo che la popolazione respingerà Gesù (Luca 4:22-30).
Nazaret era considerata anche un villaggio insignificante, era una città che non è menzionata nemmeno una volta nelle Scritture dell'Antico Testamento e negli scritti dello storico Ebreo Giuseppe Flavio e nemmeno negli scritti rabbinici (Talmud e Midrash). 
Troviamo una testimonianza nel Vangelo di Giovanni quando Filippo trovò Natanaele e gli disse che hanno trovato colui che hanno scritto Mosè nella legge e i profeti, Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe. Natanaele gli disse: “ Può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?” (Giovanni 1:46).
Che meraviglia è, allora, quel messaggero di Dio inviato a questa regione corrotta e disprezzata! 
L'angelo non è venuto nel tempio santo dove Dio incontrava in modo speciale il suo popolo. 
Gabriele fu mandato in una regione disprezzata, in una città corrotta e considerata insignificante, a un’umile casa di Nazaret, quella di Maria.
Se l'incarnazione dovesse accadere oggi, sarebbe la stessa cosa: Gesù non nascerebbe a Gerusalemme, o a Roma, o a Canterbury, ma in una città normale.
C) Il messaggero è stato mandato a una vergine.
Nel v.27 è scritto che l’angelo fu mandato: “A una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria”.
Lo scopo dell’azione divina non è il posto, ma la persona!!
Noi vediamo due caratteristiche di Maria, la prima: 
(1) Maria era vergine.
Luca sottolinea che Maria non aveva avuto rapporti sessuali con un uomo.
La sua verginità più volte sottolineata (due volte qui e nel v. 34; Matteo 1:23) indica la grandezza del miracolo (funzione simile vv. 36-37 per Elisabetta) del concepimento miracoloso di Gesù per opera dello Spirito Santo com’è scritto al v.34.
“Vergine” (parthenon) si riferisce a una giovane ragazza non ancora sposata, secondo alcuni studiosi, adolescente: tra i dodici e i quattordici anni e implica che era ancora appunto, vergine. 
Il matrimonio poteva già avvenire a dodici anni, o tredici anni nella tradizione ebraica. 
Il concepimento e il parto di Gesù è secondo la profezia scritta in Isaia 7:14: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele”.
Matteo 1:23 riportando questa profezia scrive: “’La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele, che tradotto vuol dire: ‘Dio con noi’”.
La seconda caratteristica della mamma di Gesù: 
(2) Maria era fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe della casa di Davide.
Il fidanzamento era più vincolante rispetto a oggi. 
A proposito Leon Morris scrive: “Ci viene detto che Maria era fidanzata, condizione molto più vincolante per i Giudei di quei tempi di quanto non lo sia per noi un fidanzamento. Si trattava di un impegno solenne a contrarre matrimonio, talmente solenne che, per liberarsene, era necessario il divorzio”.
Il fidanzamento era una promessa vincolante, la fidanzata era chiamata moglie (Deuteronomio 22:23-24; Matteo 1:20).
Quindi, Maria pur essendo vergine era già legalmente sposata secondo la procedura matrimoniale ebraica.
La procedura matrimoniale consisteva in due fasi.
Vi era una prima fase, cioè l’accordo legale matrimoniale, la ragazza diventa moglie legittima, ma rimane ancora a casa dei genitori, per circa un anno. 
Era un fidanzamento che aveva valore matrimoniale.
La seconda fase era la cerimonia: la condotta della sposa nella casa della famiglia dello sposo, dove il rapporto era consumato.
I rapporti sessuali, prima di portarla nella propria casa, non erano consentiti, erano considerati una violazione dei costumi del matrimonio.
Se la sposa fosse stata trovata incinta in quel periodo, il matrimonio sarebbe stato annullato.
Il nome del promesso sposo è Giuseppe (Matteo 1:18), della casa, cioè della stirpe, discendenza del re Davide (Luca 1:33,69; 2:4).
Quindi il bambino Gesù sarà legalmente discendente di Davide (Luca 1:32), sarà il Messia attraverso il padre legale Giuseppe (Matteo 1:16; Luca 2:4; 3:23). 
Noi vediamo che Dio ancora una volta interviene nella storia per portare il suo proposito a buon fine. 
La storia della nascita di Giovanni Battista, cioè di com’è stato concepito dai genitori vecchi e da una mamma sterile ha dell’incredibile, ma lo è ancor di più, ed è miracoloso il concepimento miracoloso di Gesù da una vergine e senza intervento umano!
L’intervento di Dio è unico e senza precedenti e serve a sottolineare il carattere e l’opera unica di Gesù.  
Infine consideriamo:
III IL MESSAGGIO (vv. 28-33).
Nel messaggio vediamo che:
A) Gabriele saluta Maria (v.28).
Nel v.28 è scritto: L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te».   
In questo saluto dell’angelo vediamo che Maria era favorita dalla grazia di Dio e che il Signore era con lei.
In primo luogo il testo ci dice che:
(1) Maria aveva la grazia di Dio (vv.28).
Dio mostra la Sua grazia a Maria, cioè Maria ha ricevuto la grazia di Dio, il favore divino.
“Ti saluto” (chaire-presente attivo imperativo) è il saluto abituale nella lingua greca, ma era usato anche nell’Israele del primo secolo. 
Si tratta di un saluto formale, e secondo alcuni studiosi implica un desiderio di felicità per la persona salutata, oppure un comando a gioire perché Maria ha trovato grazia davanti a Dio.
Maria ha trovato grazia presso Dio, è stata scelta per essere la madre del Messia, per portare in grembo il Figlio di Dio (Luca 1:31, 35).
“Favorita dalla grazia” (kecharitōmenē- perfetto passivo participio) non indica piena di grazia come in Atti 6:8 per Stefano!
La Vulgata ha tradotto erroneamente questo passo (gratia plena), e quindi che Maria, com’è interpretato da alcuni, è una dispensatrice di grazia per gli altri.
Ma Maria è la destinataria della grazia di Dio sulla base dell’azione sovrana di Dio, come ci fa capire il v.30. 
“Favorita dalla grazia” indica chiaramente che Dio ha agito secondo la Sua volontà liberamente e non a causa di Maria!!
Infatti, Maria è totalmente perplessa per l'annuncio improvviso. 
Lei non ha chiesto, o cercato questo ruolo nei piani di Dio; Dio ha semplicemente fatto un passo nella sua vita e la portò al Suo servizio.
Quindi, questo testo non significa che Maria sia senza peccato, o che sia mediatrice, o dispensatrice di tutte le grazie.
La grazia non è una sostanza con la quale si può essere riempiti, e quindi che Maria ne può dispensare all’umanità!
Maria è contenitore che riceve la grazia di Dio, è stata l’oggetto, non una fontana da dispensare la grazia di Dio.
Luca scrive di Maria in relazione a Dio e non in relazione all’umanità.
Quindi, Maria è favorita dalla grazia di Dio, non è una dispensatrice di grazia. 
Non c’è scritto perché Dio scelse Maria, o che avesse qualcosa di speciale, non c’è nessuna indicazione qui e altrove nella Bibbia. 
Non era stata scelta perché possedeva una particolare pietà, o santità di vita in modo tale da meritare il privilegio di portare in grembo il Figlio di Dio. 
Il testo suggerisce che Maria non aveva alcun merito speciale (cfr. Luca 1:48,52).
È sbagliato pensare che abbia meritato la grazia!
L'idea di merito è incompatibile con il carattere della grazia divina (cfr. Romani 4:4,14) e con la corruzione totale dell'uomo (cfr. Romani 3:9-20; 1 Giovanni 1:8-10).
A riguardo Luke Timothy Johnson scrive: “Contrariamente a Zaccaria, notiamo che Maria non aveva nessun incarico ufficiale tra il popolo, che di lei non si dice era <<giusta>> per quanto riguarda l’osservanza della Torah, e che la sua esperienza non si verifica in un ambientazione cultica. Essa appartiene al ceto meno influente della sua società: è giovane in un mondo che dà grande importanza all’età; è donna in un mondo dominato dall’uomo; povera in un’economia stratificata”. 
L'annuncio a Nazaret dimostra che Maria veniva da umili, radici agrarie e da un luogo disprezzato e insignificante come abbiamo visto prima.
Il grande Dio del cielo manda il dono della salvezza per l'uomo in un contesto di serena semplicità.
Dio ha dato il suo favore a chi non aveva alcun diritto, la fece alzare da una posizione di umiltà, e lei ha obbedito e ha accettato di avere un ruolo centrale nella storia della salvezza.
Maria era giovane, femmina e povera, tutte caratteristiche che, alla gente del suo tempo, l'avrebbero fatta sembrare inutilizzabile da parte di Dio per i Suoi progetti!!
Ma Dio ha scelto Maria per uno dei più importanti atti di obbedienza che abbia mai richiesto a qualcuno:essere la madre di Gesù Cristo, il Figlio di Dio!
Dio poteva usare la figlia del Sommo sacerdote, o la figlia di un personaggio importante, ma ha chiamato una donna di umili origini! 
Possiamo sentirci, o essere incapaci, non avere esperienza, o non essere abbastanza istruiti per essere candidati a servire Dio, ma non è importante ciò che siamo, o come ci sentiamo, ciò che è importante è quello che Dio può fare in noi e attraverso di noi!
Non limitare le scelte di Dio!!
In secondo luogo il testo ci dice che:
(2) Maria ha la presenza di Dio (v.29).
Nel v.28 l’angelo dice a Maria: “ Il Signore è con te».   
“Il Signore è con te” è un'affermazione, piuttosto che un desiderio, prepara Maria per il servizio divino con la sicurezza che Dio sarà con lei. 
La frase esprime l'aiuto di Dio, Dio è al suo fianco!
“Il Signore è con te” annuncia il potere dinamico della stessa presenza di Dio, i cui effetti saranno descritti in particolare nel v. 35.
“Il Signore è con te” è una formula frequente nell’Antico Testamento in riferimento all’assicurazione della protezione e soccorso di Dio quando Dio affida una missione a una persona per esempio con Isacco (Genesi 26:3-24); con Giacobbe (Genesi 28:15); con Mosè (Esodo 3:12); con Gedeone (Giudici 6:12).
Con questa formula vediamo che Maria è chiamata a un incarico speciale e poteva avere la certezza del sostegno di Dio. 
Come i grandi uomini dei tempi dell’Antico Testamento, è stata scelta per servire Dio e avere il suo aiuto e la Sua protezione.
Quando Dio ti dà un compito ti dà anche il Suo sostegno!
B) Gabriele rassicura Maria (vv.29-33).
Ma prima leggiamo: 
(1) La confusione di Maria (v.29). 
v.29: “Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto”.  
“Turbata” (dietarachthē – aoristo passivo indicativo) indica agitata, confusa, perplessa, probabilmente è implicita anche la paura (cfr. v. 30).
Mentre Zaccaria fu turbato dall’apparizione dell’angelo (Luca 1:12), Maria invece lo è dalle parole dell’angelo. 
Il turbamento di Maria dipendeva dalle parole che erano state pronunciate, non capiva perché un angelo l’avesse salutata in quel modo.
Noi dobbiamo ricordare che Maria era adolescente e non era nemmeno preparata a questo!
Maria rifletteva, meditava, ragionava a fondo, cercava di capire (si domandava- dielogizeto), si chiedeva che cosa volesse dire l’angelo con: “Favorita dalla grazia?”. “Che intenzione ha Dio su di me?” pensava.
Nei vv.30-35, vediamo che l’angelo lo spiegherà.
(2) Il contenuto della rassicurazione dell’angelo (vv.30).
v.30: “L'angelo le disse: ‘Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio’.  
L’angelo rassicura Maria dicendo di non temere (phobou-presente medio o passivo imperativo), cioè di non essere in apprensione, di non avere paura, perché ha trovato (ehures-aoristo attivo indicativo) grazia presso Dio.
Il seguente annuncio del v.31, rende chiaro che lei non ha bisogno di essere preoccupata.
“Grazia” (charin) è una disposizione benefica verso qualcuno, il risultato di un atto magnanimo di un superiore, come espressione di favore a un inferiore, a volte, come in questo caso, in relazione al conferimento di un ruolo distinto.
La grazia è la scelta libera di Dio per mezzo del quale Dio fa qualcosa di speciale.
Dio ha scelto Maria per fare attraverso di lei qualcosa di speciale.
Affermiamo ancora che la grazia di Dio è annunciata, senza alcun accenno di una richiesta da parte di Maria, è liberamente conferita da Dio per Sua iniziativa, per Sua scelta sovrana piuttosto che dall'accettabilità umana (cfr. Luca 2:40; Atti 7:10, 46; 11:23; 13:43; 14:3).
C) Gabriele annuncia la nascita di Gesù a Maria (vv.31-33).
Maria darà alla luce Gesù, il Messia, il cui Regno sopra Israele non avrà mai fine! 
In questo annuncio a Maria troviamo:
(1) Il concepimento di Gesù (v.31).
v.31: “Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio”.  
L'annuncio è considerato come il compimento di Isaia 7:14.
Maria concepirà un figlio per opera miracolosa dello Spirito Santo (Luca 1:35).
L’angelo dice a Maria:
(2) Come doveva essere chiamato il figlio, cioè Gesù (v.31).
Lo leggiamo al v.31: “E gli porrai nome Gesù”.  
Il nome di questo bambino era già stato scelto da Dio.
Anche nell’Antico Testamento troviamo annunci divini sui figli su come li dovevano chiamare, per esempio Ismaele (Genesi 16:11); Isacco (Genesi 17:15-22. Vedi anche Isaia 8:3; Osea 1:3-4).  
Come per Giovanni con Zaccaria, l’angelo dice a Maria come doveva chiamarlo.
Gesù significa “ Il Signore salva” (gr. Iēsous dall’Ebraico Yeshua’).
In Matteo 1:21 nella rivelazione dell’angelo Gabriele a Giuseppe leggiamo: “Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. (cfr. Matteo 11: 27-30; Luca 19:10; Giovanni 3:16; 14:6; Atti 4:12; 5:31; 13:23, 38; Romani 5: 1-2; 2 Corinzi 5:21; Ebrei 7:25; Apocalisse 1:5).
Il nome “Gesù”, soddisfa il più grande bisogno dell'uomo: la salvezza dai peccati. Niente è più necessario di essere salvati dai nostri peccati e dall’ira di Dio (Romani 5:9-11), e solo Gesù lo fa! 
Nel messaggio dell’angelo vediamo:
(3) Le caratteristiche di Gesù (v.31).
v.32: “Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo”.  
Gesù sarà grande!
“Grande” (megas) si riferisce all’importanza nel suo essere: è il Figlio dell’Altissimo! 
Il titolo “Figlio dell'Altissimo” (Luca 1:35, 76; 6:35) equivale a “Figlio di Dio”, Luca, infatti lo usa per indicare Dio (Luca 1:35, 76; 6:35; 8:28; Atti 7:48; 16:17, cfr. Genesi 14:19; Salmo 7:10), che è più di un titolo.  
“Figlio dell’Altissimo”  indica la Sua origine divina (Luca 1:35).
A proposito Leon Morris dice: “Ciò lo pone in una posizione distinta da tutti gli altri e lo fa Figlio di Dio in un senso speciale”. 
L'attenzione di: “Sarà chiamato” (klēthēsetai- futuro passivo indicativo) non è sul nome della persona, ma quello che dice il nome di Lui, ed è in riferimento al suo vero essere, alla natura, al riconoscimento e al nome dato da Dio al Messia, come anche alla sua relazione intima e speciale con Dio.
Quindi vediamo:
(4) La corona di Gesù (vv.32-33). 
vv.32-33: “E il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.“Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.
Il regno di Dio è arrivato con il ministero di Gesù, come lui ha agito (Matteo 12:28; Marco 1:15).
Con la sua risurrezione ed esaltazione vi è una conferma, ed è collegato alle promesse a Davide (Atti 2:30-36). 
In 2 Samuele 7:12-16 (cfr. 1 Cronache 22:9-10; Salmo 2:6-7; 89:26-37) il rapporto padre-figlio viene utilizzato per esprimere l'assistenza divina estesa al figlio di Davide e il suo corrispettivo obbligo di obbedienza a Dio (Salmo 89:30-37; 132:11-12).
La promessa iniziale di Davide è elaborata e ribadita in tutto l’Antico Testamento (1 Re 2:24; Salmo 89:14, 19-29, 35-37; 132:11-12; Isaia 9: 6-7; 11: 1-5, 10; Geremia 23:5-6). 
La promessa di Davide ha trovato il suo compimento iniziale con il figlio Salomone, il re che ha costruito il tempio, ma il compimento ultimo del carattere eterno di questa linea di sovrani è chiaramente realizzata in Gesù, dopo di Lui non ci sarà più nessuno (Luca 1:33). 
Quindi l’annuncio dell’angelo ricorda chiaramente una speranza profondamente radicata che emerge dall’Antico Testamento.
Il Signore Dio (Kurios Theos) gli darà il trono di Davide, suo padre (Atti 2:30; 2 Samuele 3:10; 7:13, 16; Isaia 9:7 (cfr. Salmo 45:6; 89:3-4; 132:11-12; Isaia 16:5; Ebrei 1:8).
Il Messia sarebbe stato della discendenza di Davide, “gli darà il trono di Davide suo padre” indica proprio questo.
L'uso di “padre” indica che il bambino sarà il Messia in quanto egli viene dalla stirpe di Davide, quindi Gesù è il Messia promesso della stirpe di Davide! 
Gesù è il Re della discendenza di Davide, è il Messia promesso (Salmo 132:11-12; cfr. Luca 19:14, 27, 38; 23:2-3, 37-38; Atti 2:30-36; 13:34-37).
Noi leggiamo al v.33 che Gesù regnerà sulla casa di Giacobbe.
Per “casa di Giacobbe” s’intende la nazione d’Israele (Genesi 46:27; Esodo 19:3; Isaia 2:5; 8:17), Gesù regnerà su Israele (Luca 19:11-27,38; 22:29-30; Atti 1:3-6).
Il regno diventa visibile con la manifestazione dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù in Atti 2 con la resurrezione e l'ascesa in cielo di Gesù e l’ effusione dello Spirito(Atti 2:1-13; 30-36).
Questa è una manifestazione iniziale, spirituale, oggi è nel cuore dei credenti che si manifesta con il loro comportamento, poi sarà universale per tutti, sarà una manifestazione piena di autorità su tutti gli uomini quando la Nuova Gerusalemme scenderà dal cielo (Luca 17:20-37; 21:5-38; Atti 10: 42-43; 17:31; 1 Corinzi 15: 24-8; Apocalisse 20:11-15; 21).
Quindi non è un regno terreno, o di un regno politico, temporale come si aspettavano i Giudei in quel periodo, ma un regno di grazia, verità e sottomissione radicato nel cuore e nella vita di tutti coloro che hanno il Dio di Giacobbe come loro rifugio (Salmo 46:7, 11). 
Riguardo al Suo regno, l’angelo dice che il Suo regno non avrà mai fine (2 Samuele 7:13,16; Isaia 9:7; Salmo 89:3-4, 28-29; 110:4; cfr. Michea 4:7 Daniele 7:14). 
“E il suo regno non avrà mai fine” sottolinea ancora la durata eterna del dominio di Gesù; niente potrà superare Gesù, o portare una battuta d'arresto al suo regno, è un regno vincente!!
L'idea di un regno eterno nel Nuovo Testamento sviluppa la promessa del regno eterno dei re dell’Antico Testamento secondo la discendenza di Davide (2 Samuele 7: 12-16; 1 Re 8:25; Isaia 9:6-7; Salmo 110:4; 132:12; cfr. Daniele 7:13-14). 
Gesù ha realizzato questa promessa. 
L'eternità di questo regno suggerisce qualcosa di unico su Gesù. 
CONCLUSIONE.
1) Questi versetti ci parlano che Dio interviene nella storia degli uomini per realizzare la sua storia.
Dio è misterioso, ma è presente nella vita e nella storia degli uomini, non è distante! Dio guida la storia degli uomini nel presente come ha fatto nel passato e così farà nel futuro!
2) Dio prende l’iniziativa nell’opera Sua, non è stata Maria, ma Dio a coinvolgere Maria mandando l’angelo.
Noi vediamo che Dio ha scelto Maria e non viceversa!
3) Dio usa l’umanità per realizzare i Suoi piani.
Dio usa gli esseri umani, soprattutto coloro che il mondo non valorizza.  
4) Dio è Dio e può fare ogni cosa, e a volte lo fa in modo insolito e inaspettato come il concepimento di Gesù.
Dio può concepire e far nascere Gesù da una vergine!
Nessuna Sua parola rimarrà inefficace (Luca 1:37), non c’è niente di troppo difficile per Dio (Genesi 18:14). 
Dio fa tutto ciò che gli piace (Salmo 115:3), niente è troppo difficile per Lui (Geremia 32:17). 
5) Dio valorizza chi è disprezzato in questa società! 
Ciò che il mondo scarta e lo trova insignificante, può essere usato da Dio per l’opera Sua (1 Corinzi 1:26-29).
Maria rispecchia la persona che nessuno si aspetta, ma che Dio sceglie per servirlo. 
Lei non aveva credenziali, o un curriculum da richiamare l’attenzione di Dio, era di famiglia umile e viveva ai margini della società!
6) Dio sceglie l’individuo a servirlo e gli darà il sostegno necessario per adempierlo.
Dio non ci affida un compito e poi ci abbandona al nostro destino, sarà con noi! (Matteo 28:18-20; Atti 1:8).
La presenza e la potenza di Dio ci rende capaci di servirlo! Con il compito ci dà la capacità per realizzarlo!
7) Dio sceglie per la sua grazia e non per le opere dell’individuo.
2 Timoteo 1:9: “Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità”.
8) Dio mantiene le promesse.
La venuta del Messia è stata profetizzata nell’Antico Testamento centinaia di anni prima, Dio ha realizzato questa promessa in Gesù Cristo nei tempi prestabiliti.
9) Gesù è unico.
Unico Salvatore (Atti 4:12) che ci salva dai peccati, unico nel Suo genere perché era un essere umano a tutti gli effetti, com’era anche di natura divina come Figlio di Dio.
Gesù è il Messia promesso della discendenza di Davide, è l’adempimento delle profezie messianiche, cioè le profezie che riguardano il Messia.
Dunque sapendo tutto questo:
1) Adora questo grande Dio e il Suo Figlio Gesù Cristo per le sue benedizioni, soprattutto della grazia che abbiamo in Cristo! 
Nel centro di Bath, in Inghilterra si trova una lapide in onore delle acque minerali e termali della città, che hanno benedetto così tante persone. 
Riconoscenti i cittadini avevano eretto questa lapide con queste seguenti parole: “Queste acque curative sono affluite su da tempo immemorabile. La loro virtù è perfetta, il loro calore inalterato, il loro volume ininterrotto. Essi spiegano l'origine, rappresentano il progresso, e richiedono la gratitudine della città di Bath ".
Allo stesso modo come flusso senza fine della grazia di Dio a nostra disposizione, dovremmo essergli riconoscenti. 
2) Non limitare Dio con il tuo pensiero, o con le tue azioni. 
Egli è l'essere più creativo nell'universo e spesso compie la sua volontà in modi insoliti e che non ci aspettiamo!
3) Non disperare se, o quando attraverserai un brutto periodo.
Dio può cambiare le circostanze, niente è impossibile a Lui, questo ci trasmette il concepimento miracoloso di Gesù in una vergine. 
4) Prendi Dio in parola, abbi fede. 
Fidati di Colui che è fedele alle sue promesse, attendendo la realizzazione; la sua tempistica è perfetta, arriva al momento giusto e certamente lo adempirà per la potenza che ha!
5) Sii sereno.
Dio ti ha chiamato a servirlo e ti darà la grazia di servirlo in modo efficace per raggiungere il Suoi scopi! 
Dove le possibilità umane vengono meno, c'è l'azione potente di Dio che ci permette di fare la Sua volontà.
6) Sii fedele e sottomesso a Dio come lo è stato l’angelo e come lo sarà Maria.