La buona notizia di Dio!

Marco 1:1-3 La Buona notizia di Dio!
Martin Luther King pastore Battista nel 1957 fonda la “Southern Christian Leadership Conference” (Sclc), un movimento che si batteva per i diritti di tutte le minoranze e che si fondava su ferrei precetti legati alla non-violenza suggerendo la nozione di resistenza passiva. Il culmine del movimento si ha il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington quando King pronunciò il suo discorso più famoso “I have a dream....” (Ho un sogno). Il suo discorso elettrizzò la nazione e la marcia su Washington si è rivelata un punto di svolta per i diritti degli uomini.
Questi versetti del Vangelo di Marco in qualche modo parlano di un “sogno” (promessa o profezia) realizzato: la promessa che Dio avrebbe agito di nuovo nella storia per salvare il Suo popolo.

Il Vangelo di Marco si apre con una nota che è fondamentalmente diversa da quella degli altri tre Vangeli. Marco non narra la nascita di Gesù, non narra di apparizioni angeliche a Maria e Giuseppe, o di nessuna scena celeste prima della creazione.
Noi troviamo qui, invece, una citazione profetica e un messaggero. 
I versetti 1-3 secondo, alcuni studiosi fanno parte dell’introduzione del Vangelo di Marco, introduzione che finisce al v.3 per alcuni, secondo altri al v.4, altri ancora al v.8, o al v.13, o al. v.15.  
Comunque sia questa introduzione ha lo scopo di indirizzare il lettore alla storia che seguirà in questo libro, quindi far capire l’identità e la missione di Gesù. 
In questi versetti (Marco 1:1-3) Marco identifica Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio, il compimento  della profezia riguardante la venuta e il Suo regno. 
Noi in questi versetti vediamo la sorgente del Vangelo, la sostanza del Vangelo e il servo del Vangelo.

I LA SORGENTE DEL VANGELO:DIO 
A) Il Vangelo è stato preparato dall’eternità.
Il v.1 dice: "Inizio del vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio". Questo passo può essere un’introduzione alla sezione di apertura e quindi al ministero di Giovanni Battista, o può essere il titolo che Marco dà al suo Vangelo, o la sintesi del contenuto del Vangelo. La parola “secondo”( kathōs) del v.2 indicherebbe che non è un titolo, ma che fa parte dell’introduzione, quindi non è separato da ciò che viene dopo.
La parola “inizio”( archē) è stata interpretata in vari modi, come per indicare: 
(1) Un ordine di successione temporale (Giovanni 1:1; 2 Tessalonicesi 2:13).
Quindi un inizio preciso della storia, di un evento. In questo senso indicherebbe che Dio agisce, guida la storia e la Sua storia salvifica inizia in un dato momento storico oppure l’inizio della narrazione. 

(2) Gli aspetti elementari, semplici della verità (Ebrei 5:12; Ebrei 6:1).
Di conseguenza, “inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio” potrebbe significare il punto di partenza del Vangelo. 

(3) La causa, l’origine, il principio (Apocalisse 3:14). 
In questo senso "inizio" indicherebbe l'autorità da cui deriva il Vangelo, quindi Dio stesso è autore e l’ideatore di tutto ciò che è il Vangelo o ciò che comporta. 
         
Comunque sia il piano della salvezza di Dio non è iniziato con la nascita di Gesù e nemmeno con Giovanni il Battista nel deserto, ma prima della creazione e della caduta di Adamo ed Eva come ci ricorda la prima lettera di Pietro quando dice: sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. Già designato prima della creazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi (1 Pietro 1:18-20). 

Il sacrificio di Gesù è stato progettato da Dio secondo il Suo determinato consiglio e prescienza, come leggiamo in Atti 2:23 che Pietro nella sua predicazione afferma che il sacrificio di Gesù era nel piano di Dio come leggiamo: "quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste". Non viene detto nulla per minimizzare le colpe la colpevolezza dei romani e dei giudei per la crocifissione di Gesù, ma ciò che vediamo nello stesso tempo è che la crocifissione di Gesù era stato pianificato, preparato dall’eternità da Dio secondo il Suo scopo.
I romani e i giudei attuarono ciò che la volontà di Dio e il Suo consiglio avevano prestabilito che avvenissero (Atti 4:27-28). Dio non solo ha prestabilito che avvenissero, ma anche guidato la storia affinché avvenissero. Nulla avverrà senza che Dio non lo abbia decretato! E nulla di ciò che Dio ha decretato rimarrà incompiuto perché Dio è perennemente all’opera affinché i Suoi piani siano realizzati. Noi infatti leggiamo in Efesini 1:11:  "In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà". Dio lavora dentro al Suo piano attivamente ogni giorno!! “Compie” (energountos participio presente attivo) è operare, lavorare dentro attivamente, eseguire, portare a termine. “Compie” implica la Sua potenza sovrannaturale nel portare a compimento i Suoi progetti e quindi comporta l’amministrare ogni giorno.
Dunque il piano di Dio è ben ordinato e curato nei dettagli, e non solo, ma Lui ci lavora dentro  per compiere quando si è prefissato. Ciò che Dio ha decretato sicuramente realizzerà perché i suoi decreti sono immutabili ed efficaci! Il Decreto è una disposizione della sua volontà, il suo eterno proposito prestabilito in precedenza. (Salmi 33:10-11; Giobbe 23.13; Proverbi 19:21;Isaia 46:9-10;  Ebrei 6:17). Dio ha un piano dettagliato, notate che Paolo dice “ogni cosa (panta), questo significa una pianificazione meticolosa e un controllo sovrano, che Dio governa su tutte le azioni e le circostanze (cfr. Romani 8:28). Quindi tutto questo ci fa capire che niente è frutto del caso nella vita! "Se qualcosa in questo mondo è frutto del caso allora Dio non è sovrano su tutto".(Wilson Benton).

In secondo luogo vediamo che: 
B) Il Vangelo è stato profetizzato nell’Antico Testamento.
Il Vangelo è stato il proposito divino, rivelato attraverso i profeti. Il Vangelo è iniziato molto tempo fa nella mente e nel piano di Dio, dunque e Dio predisse la venuta del Vangelo (del Figlio e del Suo messaggero) per mezzo dei profeti del passato come leggiamo nei vv.2-3: Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: "Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via...  Voce di uno che grida nel deserto: 'Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri'". (Luca 24:44-46; Atti 3:18; Romani 1:1-4;1 Pietro 1:10-12).

(1) Il Vangelo è il carattere regolativo e autorevole di Dio.
“Secondo quanto è scritto” (kathōs gegraptai) nel mondo greco, la formula appare frequentemente nelle introduzioni alle leggi o dichiarazioni portando valore giuridico. Nell’Antico Testamento sostiene l'influenza normativa sugli ascoltatori o i lettori, designando l'autorità di Dio, quindi il Vangelo si riferisce al carattere regolativo e autorevole del documento perché viene da Dio. Sottolinea il valore irrinunciabile del messaggio divino contenuto in questi passaggi profetici.

(2)Il Vangelo è la continuità storica dell’opera di Dio.
Il Vangelo o l’inizio del Vangelo, non è un fatto qualsiasi, ma un nuovo intervento di Dio nella storia, l’adempimento dell’Antico Testamento. Questa introduzione (Marco 1:1-3) vuole dirigere l’attenzione non solo in avanti, ma anche indietro, a qualche centinaio di anni prima!
Il Vangelo è la continuazione di qualcosa che Dio aveva predetto. Marco vuole che i suoi lettori capiscano che il suo libro è un nuovo inizio in cui Dio rivela la Buona Notizia di Gesù Cristo. Marco vuole mettere in enfasi il fatto che Dio sta cominciando una cosa nuova, ma che comunque ha radici nel passato, come leggiamo nei versetti 2 e 3. I versetti 2b e 3, secondo alcuni studiosi sono una citazione composta di tre passaggi dell’Antico Testamento.
La prima citazione v.2b: “io mando davanti a te” corrisponde al testo della Settanta (LXX) di Esodo 23:20 La seconda v.2c: “il mio messaggero a prepararti la via” al testo ebraico di Malachia  3:1. La terza citazione  del v.3: " Voce di uno che grida nel deserto: 'Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri'", al testo della Settanta (LXX) di Isaia 40:3.
In Esodo 23:20 Dio promette di mandare l'angelo davanti il popolo di Israele per proteggerlo lungo la via e introdurlo nel luogo preparato da Lui, ma in Malachia 3:1 il  messaggero precede il Signore.
Ora questa  citazione composita di Esodo 23:20, Malachia 3:1 e Isaia 40:3, pone le basi per Giovanni e Gesù sullo sfondo della storia di redenzione. La promessa di Dio al suo popolo durante l'esodo (Esodo 20:23) trova la sua espressione nella promessa al popolo di Dio di un messaggero per preparare la via per l'età della salvezza (Malachia 3:1-2).
Questi due testi si combinano con Isaia 40:3 per identificare chiaramente il Battista (Marco 1:4-8) con il suo ministero nel deserto, come il compimento della promessa della venuta del Signore. Quindi ciò che è applicato a Dio nell’Antico Testamento in questi versetti è applicato a Gesù. Pertanto il Battista non è semplicemente l'araldo del Messia, ma di Dio stesso, che appare in Gesù di Nazaret! (Cfr. Matteo 1:23).
Il messaggero Giovanni Battista è venuto prima di Gesù, per preparargli la via. Giovanni Battista è la voce che grida nel deserto profetizzato da Isaia. Isaia 40:3, è citato da tutti e quattro i Vangeli con riferimento a Giovanni il Battista come il precursore di Gesù (Matteo 3:3; Marco 1:3; Luca 1:76; Giovanni 1:23).
Il perché queste tre citazioni sono attribuite a Isaia non è chiaro, forse è perché si vuole sottolineare solo il v.3, oppure perché si trattava di una raccolta di citazioni dell’Antico Testamento messe insieme a causa del loro tema comune e la citazione era attribuita a Isaia perché considerato il più grande e conosciuto dei profeti, e aveva una notevole autorità nella chiesa primitiva. Qualunque sia il caso, Marco non è troppo legato al testo letterale dell'Antico Testamento, ma più alla verità che rivela. 

In terzo luogo vediamo che:
C) Il Vangelo è stato pianificato per uno scopo:salvare i credenti per la gloria di Dio.
Dio guida la storia secondo i Suoi progetti per la Sua gloria e per il bene del Suo popolo. I due aspetti vanno insieme. Jerry Bridges: “……il duplice obiettivo della provvidenza di Dio:la Sua gloria e il bene del Suo popolo; due aspetti che non sono mai antitetici, ma sempre in reciproca armonia. Dio non persegue mai la Sua gloria a scapito del bene del Suo popolo, né ricerca mai il secondo a spese della prima; Egli ha concepito l’eterno Suo disegno in maniera tale che la Sua gloria e il nostro bene siano indissolubilmente congiunti”.
Noi leggiamo per esempio in Romani 11:36 che lo scopo della creazione è Dio: "Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno.  Amen. ( Cfr. Efesini 1:6,12,14; Apocalisse 4:13). Dio è l’origine e il sostenitore di tutte le cose, ma Lui stesso è anche la finalità, Dio ha creato ogni cosa per glorificare se stesso!! Pertanto non solo siamo chiamati a innalzare il Suo nome, ma a Lui tutta la gloria tornerà!!
Inoltre ciò che vediamo che Dio opera per il bene del Suo popolo Romani 8:28: "Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno". In questi versetti vediamo chiaramente la provvidenza di Dio nel guidare e controllare tutti gli eventi e tutte le circostanze secondo il suo disegno. “Cooperano” (sunergei) indica che lavorano insieme. Quindi sia le gioie e le sofferenze, sia le cose favorevoli che le cose più avverse che ci sembrano dannose sono per il nostro bene secondo il disegno di Dio.

Quali altre considerazioni possiamo fare riguardo questo primo punto?
Vediamo la prima considerazione:
a) Il Vangelo è la missione di Dio per la salvezza dei peccatori.
Questa missione ci parla e c’insegna molto riguardo alla natura di Dio. Cosa spinse Dio a mandare il Figlio sulla terra e farlo morire in croce per i peccatori? (Romani 8:32). Il Suo amore per il genere umano perduto (Giovanni 3:16),la Sua giustizia (Esodo 34:7; Nahum1:3) e la Sua santità (1 Pietro 1:16; Abacuc 1:13). La morte di Gesù ha soddisfatto Dio, ha soddisfatto il Suo amore, la Sua giustizia e la Sua santità.
Il peccato doveva essere giudicato, in nessuna maniera Dio può discolpare il colpevole! Come potevano conciliarsi la santità, la giustizia e l’amore di Dio? Solo attraverso Cristo e attraverso la Sua morte sulla croce. Dio ama il peccatore e desidera salvarlo, ma non poteva farlo violando la propria legge che ci condanna giustamente (1 Giovanni 3:4; Romani 3:10-20). Per questo era necessaria la croce, sulla quale fu pagata l’ammenda prevista dalla legge e fu soddisfatta la santità e la giustizia di Dio!
Il sacrificio di Cristo ha soddisfatto Dio perché è stato perfetto, per questo non è necessario farne altri! (Ebrei 7:26-27; Ebrei 9:12,24-28; Ebrei 10:1-2,10-14). Gesù è stato un sacrificio perfetto perché la Sua è stata una perfetta ubbidienza (Romani 8:1-3). 
Tutto ciò ci dovrebbe portare a essere riconoscenti, perché noi meriteremmo l’inferno. La salvezza è per la sola grazia di Dio e il peccatore per appropriarsene deve credere e pentirsi dei peccati (Atti 20:21;17:30;Romani 3:23-26; Efesini 2:8-9).

b) L'Antico Testamento e il Nuovo Testamento sono uno in proposito, entrambi puntano verso il Vangelo di Gesù Cristo.
Il piano della salvezza non è iniziato con la nascita di Gesù e nemmeno con Giovanni il Battista nel deserto, ma prima della creazione e della caduta di Adamo ed Eva (Atti 2:23; Atti 4:27-28; Efesini 1:4;3:11;1 Pietro 1:18-20). Questo piano, Dio lo ha rivelato ai profeti sotto l’Antico Patto (Luca 24:44-46; Giovanni 5:39-40; Atti 3:18; Romani 1:1-4;1 Pietro 1:10-12).
Non c’è scollegamento tra i due Testamenti. Gesù non è un ripensamento di Dio, come se un piano di salvezza in precedenza fosse fallito. Piuttosto, Gesù è la continuità storica dell'opera di Dio, l'esecutore della legge e dei profeti (Matteo 5:17). Questo ci porta a considerare la centralità che Cristo deve avere nella nostra vita! (Galati 2:20; Filippesi 1:21; Filippesi 3:7-10)

c) Dio mantiene le promesse.
Centinaia di anni prima, il profeta Isaia aveva predetto che Giovanni il Battista e Gesù sarebbero venuti. Isaia aveva  promesso che un Redentore sarebbe venuto in Israele e che un messaggero che grida nel deserto, avrebbe preparato la strada per Lui. Dio è fedele, quindi mantiene ciò che promette (Numeri 23:19;Tito 1:2). Questo è un grande conforto per il credente che gli procura pace, lo spinge all’adorazione e a fidarsi di Dio, ma anche a essere fedeli a Dio. William Gurnall disse: “Quale considerazione più potente può essere pensata per renderci fedeli a Dio, come la fedeltà e la verità che Dio a per noi?” 

II LA SOSTANZA DEL VANGELO:GESÙ. 
A) La Parola: il significato di Vangelo. (v.1)
Il “Vangelo” (euangelion) significa buone notizie o annuncio gioioso, era usata per dare la notizia di una vittoria militare o nel caso di un imperatore, considerato come un dio, per indicare la sua nascita, la sua ascesa al trono,ecc.
Così anche nell’Antico Testamento (euangelízomai nella traduzione greca settanta traduce l’ebraico beśōrâ ) troviamo il significato di buone notizie (1 Samuele 4:10; 1 Re 1:42) anche in relazione alle vittorie militari (1 Samuele 31:9). Ma il concetto di "buona notizia" non è limitato alle vittorie militari e politiche, infatti, il termine è particolarmente legato anche alla buona notizia di Dio che è sovrano, regna e viene a salvare (Isaia 40:9-11;vedi anche Isaia 52:7; Isaia 61:1-3).
In questa aspettazione di grande vittoria del Signore e quindi del Suo regno (Marco 1:14-15), l’araldo annuncia la Sua venuta. Gesù ha predicato la buona notizia del regno, ma è anche il contenuto e il compimento di questa buona notizia profetizzata da Isaia ( Isaia 61:1-3;Luca 4:16-21).
Il Vangelo, dunque, riguarda la buona o le buone notizie di Gesù Cristo; era al centro della predicazione apostolica (1 Corinzi 15:1-3; cfr. Romani 1:1-4,16-17) e poi divenne forma scritta. 
Il Vangelo si riferisce al messaggio di Gesù, alle parole, agli eventi storici riguardo Gesù che molti uomini hanno visto e ascoltato, riguarda la buona notizia della salvezza di Dio. Il Vangelo è la storia della salvezza in Gesù, si riferisce al messaggio salvifico di Gesù.
  
B) La Persona del Vangelo. (v.1)
Marco ora descrive il contenuto del Vangelo, dice “di Gesù Cristo Figlio di Dio. 

(1) Gesù è il Salvatore.
Il nome “Gesù” (Iēsoús) è la forma greca dell’ebraico “Yēshūʿa”  che significa  Dio o il Signore è la salvezza. È il nome rivelato dall'angelo a Giuseppe prima che Gesù nascesse, per indicare la natura della Sua missione, così troviamo scritto in Matteo 1:21: "Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati". (Vedi anche Luca 1:31; Luca 2:21).
Gesù è venuto per salvare ciò che era perduto (Matteo 18:11; Luca 19:10). Gesù è il Salvatore del mondo Giovanni 4:42: "e dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo»". Non solo è il Salvatore del mondo è l’unico Salvatore del mondo Atti 4:12: "In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati". (vedi anche Romani 8:3; Galati 1:4; Ebrei 2:14-18; Ebrei 7:25 ). Michael L. Brown dice: “Gesù è venuto a salvarci dai nostri peccati:questo è il cuore del Vangelo! È vero che è venuto a salvarci dall’inferno, ma non è l’inferno il nostro problema di fondo, è solo una conseguenza. Il grande problema della razza umana è il peccato, e Gesù è venuto a liberarci dai nostri peccati! Questo fatto essenziale è legato al Suo stesso nome: Ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù (l’Eterno è salvezza), perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati (Matteo 1:21).”  

(2) Gesù è il Re.
“Cristo” (Christos) è l'equivalente della parola ebraica Messia (māšîaḥ) che significa Unto. Nell’Antico Testamento venivano unti con olio i profeti (1 Re 19:16; Isaia 61:1); i re (1 Samuele 9:16, 1 Samuele 10:1; 1 Samuele 16:6) e i sacerdoti (Esodo 29:7,21; Esodo 40.15; Levitico 4:3,5,16, 6:15). 
L’unzione si trattava della designazione di una funzione, di un ufficio; in questo modo chi veniva unto era legittimato per il compito affidatogli da parte di Dio e veniva messo a  parte, consacrato per servire Dio. Quindi l'unto era una persona scelta e incaricata da Dio per un compito speciale.
Benché Gesù sia anche Sacerdote (Ebrei 4:14; Ebrei 7:21-27;ecc.) e Profeta (Deuteronomio 18.15; Matteo 21:11; Giovanni 7:40; Atti 3:19-23; Ebrei 1:1-4). Marco non ha descritto Gesù come sacerdote e ha parlato poco esplicitamente di Lui come un profeta (Marco 6:4, 15; Marco 8:28), lo ha descritto come il re dei Giudei o d’Israele (Marco 15:2, 9, 12, 18, 26, 32). Gesù è il Messia promesso nell’Antico Testamento (Giovanni 1:41; Giovanni 4:25; 2 Samuele 7:8-16).
Gli ebrei aspettavano un re consacrato e speravano che avrebbe restaurato il regno di Davide. Lo scopo di Marco per i suoi lettori, era di evidenziare che Gesù è al di sopra di tutti gli altri unti da Dio per la Sua identità divina  e per il più grande compito di tutti i tempi. Quindi Cristo significa il Suo ruolo di liberatore potente che governa il Regno e amministra la speranza, la promessa, e il giudizio di Dio.
Marco dicendo Vangelo di Gesù Cristo (secondo l’aspettativa dei Giudei, riguardo l’invio da parte di Dio del Messia) vuole sottolineare che Gesù  è il compimento di questa promessa, Marco vuol far conoscere la pienezza del significato di questo nome “Cristo” (Christos o māšîaḥ ) ai suoi lettori.

(3) Gesù è il Figlio di Dio.
Nel Nuovo Testamento il "Figlio di Dio" (huios theos) è spesso associato in stretto contatto con la parola "Cristo" (ad esempio, Marco 1:1; Marco 14:61; Matteo 16:16; Luca 4:41; Romani 1:1-4). “Figlio” è il tema di questo Vangelo (Marco 1:11; Marco 3:11; Marco 5:7; Marco 8:38; Marco 9:7; Marco 12:6; Marco 13:32; Marco 14:36,61; Marco 15:39).
Marco ha usato “Figlio di Dio” per fare riferimento al rapporto unico di Gesù con l'unico vero Dio e per evidenziare le Sue qualità e attività divine come il Salvatore e Figlio di Dio nel senso pieno trinitario, è l'affermazione della divinità (cfr. Giovanni 5:18).
Il resto della Scrittura confermerebbe questo fatto. (Isaia 9:6; Matteo 28:18; Giovanni 1:1-4; Giovanni 8:58; Giovanni 10:30, 33; Giovanni 20:28; Romani  9:5; Filippesi 2:6; Colossesi  1:16; Colossesi 2:9; Ebrei 1:8; Apocalisse 1:8). 
Gesù è l'unico Figlio di Dio, come si è visto nel Suo battesimo (Marco 1:11) e nella Sua trasfigurazione (Marco 9:7). "Figlio di Dio" quindi significa molto di più che Gesù è il Messia, indica anche che è il Figlio di Dio in un modo unico.
Gli spiriti immondi avevano una conoscenza soprannaturale e riconoscevano che Gesù è il Figlio di Dio (Marco 3:11; Marco 5:7). Essi attestavano la Sua natura divina, la Sua autorità e potere, quindi non solo che  fosse il Messia di Israele. Marco menziona i miracoli che Gesù faceva che solo Dio può fare. Gesù combatte Satana, chiama i discepoli con efficacia, scaccia i demoni, fa guarigioni, perdona i peccati, controlla la tempesta, risuscita i morti, cammina sulle onde, nutre miracolosamente migliaia di persone e la sua morte scatena eventi apocalittici.
Pertanto la sua venuta non significa l'avvento di qualche regno messianico terreno, ma l'avvento del regno di Dio che sottomette a sé i principati e le potestà, le cose presenti e le cose a venire, le cose sopra la terra e le cose sotto la terra e persino la morte (Luca 10:19;Atti 10:38; Colossesi 2:15;Ebrei 2:14;1 Giovanni 3:8,ecc.).
Dunque il Vangelo è più di una narrazione di eventi storici, noi vediamo anche la teologia, oltre la storia, vediamo, vediamo l’identità di Gesù. 
Il Vangelo non è dunque una storia di mistero in cui i lettori devono mettere insieme e cercare di capire tutti gli indizi per scoprire il significato che è una  buona notizia. 
Non è nemmeno una cronaca fatta di date e luoghi senza scopo o significato. Il Vangelo riguarda una persona, il Cristo e il Figlio di Dio a cui noi siamo chiamati a dare adorazione e onore perché è di natura divina (Matt.28:9,17; Giov.1:1-4; Giovanni 5:22; Giovanni 20:28; Colossesi 2:9,ecc.), obbedienza (Matteo 17:5) e cercare di assomigliare (Matteo 10:24; Giovanni 13:15-17; Efesini 4:13). Gesù è il Signore a cui dobbiamo essere sottomessi quotidianamente (Luca 6:46).

III IL SERVO DEL VANGELO:GIOVANNI BATTISTA
A) L’Individuo.
(1) Giovanni Battista era predicatore di avvertimento.
Nel v.2 è scritto: "Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via...". Giovanni Battista era il messaggero (angelon) un inviato del Signore, come colui che porta informazioni riguardo a Dio, in questo caso un messaggero di fatti decisivi riguardanti il disegno di Dio per la salvezza dell’uomo. La storia dell’uomo non è abbandonata a se stessa, Dio manda i suoi messaggeri che preparano la Sua via. Così il Battista doveva avvertire la popolazione dell’arrivo di Gesù. 

(2) Giovanni Battista era un predicatore di sentimento. 
 Nel v.3 leggiamo: "Voce di uno che grida nel deserto...". Giovanni Battista è la voce di “uno che grida”. “Grida” (boaō) è gridare ad alta voce, parlare con una voce alta e forte". Se “kaleo” nell'uso classico significava "gridare" per uno scopo, “boaō” indica gridare con sentimento. La predicazione del Battista era piena di emozione, di sentimento! La sua predicazione veniva  dal cuore, ed era indirizzata al cuore!

(3) Giovanni Battista era un predicatore di rinnovamento. 
Questo lo vediamo dal v.3: "Voce di uno che grida nel deserto".
“Nel deserto”, (erēmos) la parola significa solitario, desolato, luogo disabitato, si riferisce alle regioni incolte adatte per pascolo in Giudea. Alcuni pensano che ci sia un significato speciale teologico nel deserto. Gesù fu tentato nel deserto (Marco 1:10-11), di tanto in tanto cercava un posto tranquillo per allontanarsi da tutto e tutti (Marco 1:35; 6:31-32), anche se la folla di solito riusciva a trovarlo anche lì (Marco 1:45; 6:33-34 ).
In una circostanza memorabile, Gesù prese tre discepoli e andò con loro sul monte in disparte (Marco 9:2-13). Ma sembra che il deserto abbia un significato molto più profondo di un semplice ritirasi dalla vita ordinaria.
Secondo la profezia di Isaia 40:3; deserto è un luogo di speranza e di nuovi inizi. La voce nel deserto di Isaia 40:3-5, introduce una grande visione di restauro, un nuovo inizio in un deserto trasformato dalla forza rinnovatrice di Dio ( Isaia 41:18-19;Isaia 43:19-21; Isaia 44:3-4, ecc.). 
È stato nel deserto che il Signore si era incontrato con Israele e ne hanno fatto il Suo popolo quando uscirono dall'Egitto, quando Israele aveva il primo amore (Geremia 2:2-3). Nel deserto Dio prova il Suo popolo e gli insegna verità importanti riguardo la relazione con Lui (Deuteronomio 8:2-3). 
È nel deserto che Dio ci parla (Osea 2:14-15; cfr. Ezechiele 20:35-38).

B) L’Incarico. 
(1) Giovanni Battista doveva preparare la via al Signore. 
Nel v.2 è scritto: "Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via...".
Giovanni Battista doveva preparare (prepararti - kataskeuasei)  la via al Messia. Nei tempi antichi, un inviato, un araldo precedeva  il re in viaggio assicurandosi che le strade fossero sicure e adatte al sovrano, doveva sgomberare le strade per renderle praticabili per il suo viaggio e annunciava nello stesso tempo il suo arrivo in modo tale che la popolazione era preparata per accoglierlo, per preparare al Signore un popolo ben disposto (Luca 1:17). 

(2) Giovanni Battista doveva predicare il pentimento alle genti.
Il messaggio è scritto nel v. 3b: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri". 
“Preparate” (hetoimasate) è rendere pronto. È preparare le menti degli uomini per ricevere il Signore e le Sue benedizioni. Il verbo è al plurale ed è indirizzato a Israele. Il verbo (aoristo imperativo attivo) indica un comando che deve essere obbedito immediatamente. Questo era il carattere della predicazione del Battista. Era una predicazione franca, senza giri di parole sdolcinate (vedi Matteo 3:7-12).
"Signore" (kurios) è Colui che esercita l’autorità, il proprietario e che dispone di una cosa, è l’equivalente di “Signore” dell’Antico Testamento (Yahwè esempio Gioele 2:32 in Romani 10:13). La strada del Signore doveva essere preparata, cioè il cuore del suo popolo eletto doveva essere pronto ad accoglierlo.
“Raddrizzate i suoi sentieri”. Il verbo “raddrizzate” letteralmente è fare dritto, a livello (poieite eutheias ) contrario di storto (Matteo 3:3; Luca 3:4-5; Atti 9:11). Il verbo è un imperativo presente, quindi un comando che deve essere obbedito continuamente e senza esitazione, deve essere un’abitudine e non un atto formale momentaneo! Come le strade meravigliose persiane fatta per i corrieri del re e poi per lo stesso re o quelle dell'impero romano. 
La parola “dritto” (euthys) è usata metaforicamente anche altrove nel Nuovo Testamento (Atti 13:10; 2 Pietro 2:15). 
Il verbo raddrizzate è una metafora per indicare il pentimento, questo sarebbe confermato dal v.4. 
I “sentieri” (tribous) indica un percorso consumato, un percorso battuto. 
L'espressione non si riferisce a un percorso letterale o la strada lungo la quale il Signore avrebbe viaggiato, ma al cuore del popolo di Israele e il Suo ingresso tra loro.
Giovanni è stato mandato per preparare i cuori del popolo in Israele, per ripulire le macerie spirituali e raddrizzare qualsiasi sentiero storto moralmente e spiritualmente parlando. 
Il popolo dovrebbe rinunciare al loro modo egoistico di vivere, ai loro peccati, cercare il perdono di Dio e stabilire una relazione con Lui credendo e obbedendo alla Sua parola come si trova nella Scrittura (Isaia 1:18-20;Isaia 55:6-7;Isaia 57:15). 
Il popolo doveva essere preparato ad accogliere Gesù (Giovanni 1:29;Giovanni 3:25-36,ecc.).

Possiamo fare alcune applicazioni a riguardo:
1) Il deserto è importante per la nostra vita spirituale e per quella degli altri.
A volte Dio ci fa passare per “il deserto”, ma li abbiamo un appuntamento con Lui, per farci crescere spiritualmente (Deuteronomio 8:2-3). Pertanto gioiamo anche quando siamo nelle prove perché la prova di Dio è costruttiva (Giacomo 1:3-4). Dio ci può usare nel deserto a beneficio di altri come ha fatto con Giovanni Battista (Cfr.2 Corinzi 1:3-6; Galati 4:13)

2) Noi siamo chiamati a predicare Gesù con passione! 
Il Vangelo è la buona notizia che va predicato indipendentemente dai risultati perché questa è la nostra chiamata. Joe Blinco: “Noi non evangelizziamo perché ci aspettiamo dei risultati. Noi evangelizziamo perché siamo uomini inviati”. Marco non solo celebra l'attività profetica di Giovanni Battista, ma l'attività redentrice di Dio per la salvezza degli uomini.
Il Vangelo riguardo Gesù: la Sua vita, come la Sua morte e resurrezione per la salvezza e la vita eterna. (Marco 10:43-44;Giovanni 3:16;1 Timoteo 1:15;ecc.). La chiesa è chiamata a predicare il Vangelo (Matteo 28:18-20; Romani 1:13-17; Romani 10:9-17;ecc.) e come il Battista va fatta con passione (vedi anche Atti 2:40). 
Il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chi crede! Laddove il Vangelo è creduto e accolto si sperimenta la salvezza dei peccati. Laddove il cristianesimo arriva porta purificazione. Quando il noto evangelista Billy Graham predicò a Shreveport, in Louisiana, le vendite dei liquori scesero del 40% e la vendita di Bibbie aumentò del 300%. Durante una missione a Seattle, tra i risultati furono semplicemente che diverse azioni imminenti di divorzio furono annullate, questa è la potenza del Vangelo quando è accolto.

3) Noi siamo chiamati a predicare con franchezza il ravvedimento e la fede in Gesù.
Oggi alcuni hanno una certa paura a dire le cose come stanno, con chiarezza e apertamente. Ma i cristiani sono chiamati a predicare con franchezza. A proposito Edward Donnelly dice:“Un predicatore ardito, specialmente quando si trova davanti a persone imponenti e ostili, non ha paura di parlare. Non è ostacolato da niente e nessuno. Non misura le sue parole con cura estrema per evitare di offendere qualcuno. Afferrato dalla verità che è desideroso di annunciare  in modo appassionato, dice con tutto se stesso, ciò che i suoi uditori devono sapere”. Come l’apostolo Paolo ci ricorda il cristiano parla in modo da piacere a Dio e non agli uomini (1 Tessalonicesi 2:2,4; cfr. Galati 1:10).
Noi troviamo diverse volte nella Bibbia fede e ravvedimento. Informare coloro che ancora sono perduti nei loro peccati riguardo che Gesù è il Salvatore dei peccatori (1 Timoteo 1:15), senza esortarli al ravvedimento e alla fede, il messaggio della salvezza sarebbe incompleto (Marco 1:15; Atti 20:21). Non c’è salvezza senza fede (Galati 2:16;Efesini 2:8) e senza ravvedimento (Luca 24:47;Atti 3:19).

4) Tu sei salvato? Hai la certezza che i tuoi peccati sono stati perdonati?
Forse sei a conoscenza di chi è Gesù, forse frequenti una chiesa, parli della Bibbia e così via, ma questo non significa che sei veramente una persona salvata. 
L’unico modo per essere salvati è riconoscere Gesù che è l’unico Salvatore e Signore della tua vita, quindi pentirti dei tuoi peccati davanti a Dio credendo che Gesù è morto per i tuoi peccati! Tu sei salvato?
I frutti della tua salvezza si vedranno con il tuo comportamento, chi è stato salvato veramente da Gesù è una nuova persona (2 Corinzi 5:17) con nuovi pensieri, nuovi desideri, nuovi comportamenti, nuove motivazioni quelli di Dio!
Queste domande possono aiutarti a capire se sei una persona veramente salvata. Hai mai pensato seriamente alla tua condizione spirituale riguardo salvezza? Hai mai confessato i tuoi peccati a Gesù credendo in lui e pentendoti dei tuoi peccati? Cerchi di appagare la tua coscienza con una religione esteriore o credi veramente col cuore?Cerchi di vivere una vita santa?Apprezzi i mezzi che Dio ci ha donato per crescere spiritualmente come lettura della Bibbia, preghiera privata, incontro con altri Cristiani per adorare, prendere la Cena del Signore e rispettare il Giorno del Signore?Cerchi di fare il bene in questo mondo? Sai cosa significa vivere in comunione abituale con Gesù? Hai la certezza della vita eterna? Se muori adesso dove andrai?
Esaminati per vedere sei un vero credente! (2 Corinzi 13:5).
Se pensi di non essere un vero credente torna al Signore (Lamentazioni 3:40) credi in Gesù(Giovanni 3:16) e Dio avrà pietà di te! (Isaia 55:6-7).

CONCLUSIONE
Dio prepara sempre con largo anticipo gli eventi importanti che accadono nel Suo mondo. Come nella natura le nuvole si addensano prima che la pioggia cade, oppure come non c'è frutta matura fino a quando il seme non è stato piantato, non è stato curato e cresciuto, oppure come la nascita umana è il culmine di nove mesi passati nel grembo materno. 
Così in questi versetti di Marco abbiamo visto che c’è voluto tempo, parlo dalla nostra prospettiva umana, affinché Dio realizzasse, nei tempi da Lui prestabiliti, quando aveva progettato dall’eternità, prima della creazione, e promesso poi nell’Antico Testamento riguardo a Cristo. 
Questa verità c’incoraggia a saper aspettare pazientemente, con fiducia e senza lamentarci  l’adempimento delle Sue promesse o l’esaudimento alle nostre richieste di preghiera, perché benché Dio non arrivi sempre quando vogliamo noi, però non è mai in ritardo, è sempre puntuale,arriva al momento giusto, al momento opportuno (Salmi 37:7;Lamentazioni 3:26; Abacuc 2:2-4; Ebrei 10:35-39). 
Dio è saggio, Dio è fedele, Dio ci ama, Dio è Onnipotente che meravigliosa certezza!!

Post più popolari