Il richiamo alla consacrazione

Romani 12:11: Il richiamo alla consacrazione.
Edith Stein era una suora cattolica di origine ebraiche, morì in una camera a gas in un lager nazista. Ha scritto diversi libri, in uno dei suoi libri è scritta una lettera  indirizzata ad una carmelitana; in questa lettera  scritta questa preghiera di  consacrazione:
“Signore, dammi tutto ciò che conduce a Te. (i mezzi)
Signore, prendi tutto che mi distoglie da Te. (gli ostacoli)
Signore, strappa me da me stessa e dammi tutta a Te”. (abnegazione di sé).
Questa preghiera ci fa riflettere riguardo la consacrazione alla quale tutti i cristiani sono chiamati. Paolo ci richiama alla consacrazione in tre modi diversi.
In primo luogo:
I NON DEVI SMARRIRE IL SENSO DELL’URGENZA.
"Quanto allo zelo, non siate pigri". 
“Zelo” e “non siate pigri” esprimono l’urgenza, che il credente dovrebbe avere per il Signore. L’urgenza di vedere il nome di Dio glorificato, le anime salvate e la chiesa crescere qualitativamente! Ora quando una cosa è urgente richiede un’azione immediata, viene fatta al più presto, non si perde tempo, perché per noi quella cosa è importante! Metti il caso che qualcuno della tua famiglia si sente male tu che cosa fai, ti dai subito da fare per aiutarla! L’urgenza dipende dal valore che diamo al Signore e all’opera Sua! Se trascuriamo il Signore e l’opera Sua, vuol dire che per noi Dio non è importante! 

Noi:
A) Siamo chiamati a essere diligenti.
Albert George Butzer disse: “Alcuni cristiani non sono solo come il sale che ha perso il suo sapore, ma come pepe che ha perso il suo dinamismo”.
“Zelo” (spoudē) ha il senso di laboriosi, diligenti, attivi, affrettarsi. (Romani 12:8; 2 Corinzi 7:11-12; 8:7,16; 2 Pietro 1:5; Giuda 3; Luca 1:39). Indica non essere negligenti, impegno fatto con zelo o entusiasmo, o con serietà. Denota la serietà morale con la quale si dovrebbe dare se stesso riguardo la chiamata del Signore, quindi essere devoti, consacrati. 
John Wesley (28 giugno 1703 – 2 marzo 1791) fondatore del metodismo, predicò mediamente tre volte al giorno per 54 anni. Nella sua opera di evangelizzazione ha viaggiato a cavallo o in carrozza più di 200.000 miglia (più di 321 mila chilometri). Le sue opere pubblicate sono disponibili in quattro volumi di commentario di tutta la Bibbia, quattro volumi sulla storia della chiesa, sei libri sulla musica sacra e sette volumi di sermoni. Ha anche curato una serie di cinquanta libri conosciuti come “La Biblioteca cristiana”. Era molto dedito al lavoro pastorale, prendendo su di sé la cura di tutte le Chiese metodiste, non si è mai alzato oltre le 4:00 del mattino e raramente concludeva la giornata di ministero prima delle 22:00. 
Indubbiamente Wesley ha seguito l’esempio dell’Apostolo  Paolo il quale era un servitore diligente del Signore sempre pronto a predicare il Vangelo (Romani 1:13-15) e quando non era possibile, come nel caso della sua prigionia sempre per il Vangelo, lui scriveva! Noi infatti abbiamo diverse Sue lettere scritte mentre era in prigione (Efesini, Filippesi, ecc.). 
Indubbiamente come credenti, in base ai doni spirituali che abbiamo ricevuto dal Signore, siamo chiamati a essere diligenti, a non sprecare il nostro tempo, le nostre forze, il nostro denaro,ecc. e ad avere il senso d’urgenza nel vedere il nome del Signore glorificato, le anime salvate e la chiesa edificata! In questo ci dovremmo dare anima e corpo! Spurgeon diceva: “Dio merita di essere servito con tutta l'energia di cui siamo capaci”. Purtroppo molti che si dicono credenti indifferenti, sono apatici. A riguardo Joyce Baldwin disse: “Quando Dio ha parlato, apatia è la prova di ateismo pratico”. Se siamo indifferenti alla chiamata del Signore, se non siamo a Lui completamente consacrati, ebbene possiamo dire di crederlo, ma nella pratica siamo atei!!

Il senso dell’urgenza lo vediamo anche dal fatto che Paolo dice:
B) Non siate pigri (okneroi).
Nelle vite trasformate dal Signore non c’è spazio per la pigrizia! Il cristianesimo non promuove la pigrizia, anzi la condanna! Un coltivatore era seduto sul portico della sua casa quando arriva uno straniero che gli chiede: “Come vanno le cose?”  Il contadino rispose: “Non c’è male, due settimane fa si è abbattuto un tornado sul mio terreno ha colpito e buttato giù tutti gli alberi che dovevo abbattere per fare un po’ di legna per il fuoco per l'inverno; la scorsa settimana un lampo ha bruciato l’erba dei campi che volevo bruciare per piantare così le nuove piante”. Lo straniero chiede ancora: “ è ora che cosa volete fare"?  Il coltivatore risponde: “ aspetto  che venga un terremoto in modo che scuote la terra e vengano fuori le patate". 
Il Signore non vuole che stiamo con le mani in mano, ma che lo serviamo per il progresso del Suo regno! È vero che la salvezza appartiene al Signore (Giona 2:9; Apocalisse 7:10) ed è Lui che aggiunge le anime alla chiesa (Atti 2:47; 13:48), ma è anche vero secondo il grande mandato del Signore di andare per tutto il mondo e fare discepoli (Matteo 28:19-20; Marco 16:15), di predicare il Vangelo. 
Nel libro degli Atti, la chiesa cresceva perché quegli uomini lavoravano per il Signore e certamente non erano pigri!    

(1) Il pigro non lavora prendendo tante scuse.
Proverbi 20:4 : "Il pigro non ara a causa del freddo". Così anche Proverbi 22:13: "Il pigro dice: La fuori c’è un leone sarò ucciso per la strada". Quel servo che non fece fruttare il talento si giustificò dicendo che aveva paura di fallire e di scatenare perciò l’ira del padrone, per questo motivo il padrone lo chiama malvagio e fannullone, cioè pigro (okneros, Matteo 25:26). 
A volte per paura di fallire non ci muoviamo! Le persone pigre non ricercano mai il lavoro e se esso si presenta loro, cercano di sfuggirlo, trovando tante scuse.    

(2) Il pigro è colui che indugia, lascia passare il tempo prima di fare una cosa.
La parola “pigrizia” (okeneros) viene da una parola che significa esitare, indugiare, essere lento (okneo Atti 9:38 ). Il motto del pigro è: "Non fare oggi quello che puoi fare domani". Il pigro rimanda sempre a domani! Lo Spirito Santo mette in cuore di fare un servizio, ma il pigro rimanda a domani!

(3) Il pigro non sente l’urgenza delle cose, gli piace dormire. 
Proverbi 6:9-11: "Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato? Quando ti sveglierai dal tuo sonno?  Dormire un po', sonnecchiare un po', incrociare un po'le mani per riposare...  La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato". 
Più si dorme e più si cade nel torpore! Proverbi 19:15 : "La pigrizia fa cadere nel torpore". La parola “torpore” (tardemah) è letargo: stato di sonno profondo! Questo significa che certamente accadrà l’inevitabile, cioè: la pigrizia farà andare in coma una chiesa come la povertà! La pigrizia arreca dei danni alla chiesa, il risultato è il letargo: una mancanza di vitalità e di sensibilità per l’opera di Dio, uno stato di inerzia, di oziosità! Le chiese dove regna la pigrizia sono destinate a morire, perché la pigrizia  impoverisce spiritualmente e la dove c’è povertà spirituale non c’è crescita! In Proverbi 6:11 Salomone dice al pigro: "La tua povertà verrà come un ladro, la tua  miseria come un uomo armato", cioè  all’improvviso.

Il secondo richiamo alla consacrazione, al servizio è: 
II NON DEVI SPEGNERE IL FERVORE.
Siate ferventi nello Spirito. Questa frase la troviamo solo un’altra volta nel Nuovo Testamento, in Atti 18:25 dove è scritto che Apollo era fervente di Spirito. Gli studiosi sono divisi riguardo l’interpretazione: si riferisce allo Spirito Santo o allo spirito dell’uomo? Infatti “spirito” (pneuma) può designare sia lo Spirito Santo (Romani 8:10; 8:16; 8:26-27; 1 Corinzi 2:4; 2:10-14; Efesini 5:18 ;ecc.) e sia lo spirito umano e si verifica spesso nelle epistole di Paolo in questo senso (cfr. Romani 1:9 ; 1 Corinzi 2:11; 5:4; 7:34; 2 Corinzi 7:1; Efesini 4:23; 1 Tessalonicesi 5:23). 
Comunque sia lo Spirito Santo ha acceso in noi questa fiamma e la mantiene accesa e noi dovremmo cercare di tenere sempre accesa questa fiamma. Paolo in questi passo ci sta dicendo: “Mantenete viva la fiamma che lo Spirito Santo ha acceso in voi”.  Questo è quello che dobbiamo preoccuparci di fare, di cui siamo responsabili! 

Essere ferventi significa:
A) Essere zelanti.
Timothy G. Alford esorta dicendo: “Non tutti i cristiani hanno grandi capacità mentali, o sono personalità estroverse, ma tutti dovrebbero essere zelanti”. Paolo si riferisce a tutti i credenti!

(1) Lo Zelo era una caratteristica degli apostoli. 
Per esempio l’apostolo Paolo, quando parlò agli anziani di Efeso per l’ultima volta, disse in Atti 20:24: "Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine con gioia la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signor Gesù, cioè di testimoniare del vangelo della grazia di Dio". Dal giorno della sua conversione egli rinunciò a tutti i suoi progetti terreni, rinunciò a tutto per amore di Cristo e della Sua causa e andò per tutto il mondo predicando il Cristo che in precedenza aveva disprezzato. Sopportò difficoltà, persecuzioni, oppressioni, prigionie e alla fine anche la morte per amore di Cristo. (2 Corinzi 6:3-10; 11:24-27 ; Filippesi 3:4-17).  
   
(2) Lo Zelo era anche caratteristica dei primi Cristiani. 
Molti persero ogni cosa in questo mondo per amore di Cristo; la loro fede procurò loro persecuzione e disprezzo, e la sofferenza che subirono mostrò il loro serio impegno.

(3) Lo Zelo è stata caratteristica degli uomini e delle donne di Dio durante tutta la storia. 
Martin Lutero e i Riformatori erano zelanti, pronti a deporre la loro vita per amore di Cristo. Missionari come William Carey e Henry Martyn furono zelanti. Martyn era un uomo brillante, con la prospettiva di un grande successo nella sua professione, ma scelse, invece, di predicare Cristo lontano dalla sua nazione.

(4) Lo Zelo fu caratteristica dello stesso Signore Gesù Cristo. 
Gesù  è stato un perfetto esempio di zelo puro! In Giovanni 2:17 è scritto: "Lo zelo per la Tua Casa mi consuma".

Ma cerchiamo di capire:   
B) Il concetto di essere zelanti per il Signore.
(1) Zelo è ardere come il fuoco.
Quindi abbiamo detto che “fervente” è zelo (zeō), ma nel greco è diverso dalla parola zelo menzionata prima (spoude). La parola fervente, zelo in questo caso è bollire come l’acqua o ardere come il fuoco. Essere zelanti indica essere ripieni di ardore intenso o bollire per il Signore, indica essere entusiasti! Jim Elliot martire in Ecuador un giorno stava meditando su Ebrei 1:7 dove è scritto: “dei suoi ministri fa fiamme di fuoco” egli scrisse nel suo diario: “Sono infiammabile? O Dio liberami da tutti quegli odiosi elementi estranei incapaci  di bruciare. Riempimi con olio del Tuo Spirito affinché io possa essere una fiamma. Ma la fiamma è passeggera, spesso di breve durata. In me abita lo Spirito di Colui che ebbe breve vita, di Colui che è stato consumato dallo zelo per la casa di Dio. Fai di me il tuo alimento o Fiamma di Dio.”  Tu stai bruciando per il Signore? Alcuni hanno un ardore iniziale nella loro conversione e poi si spengono come dice Vance Havner: “Alcuni di noi cuociono a fuoco lento per tutta la vita e non tornare più a ebollizione”. Ma la Parola di Dio ci dice che dobbiamo bollire per il Signore!!

(2) Lo Zelo è così ardente che non si può contenere.
Geremia 20:9: "Se dico “non lo menzionerò più, non parlerò più nel suo nome" c’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa, mi sforzo di contenerlo, ma non posso. “ Essere zelanti” (zēlos - da zeō) indica un orientamento, una profonda tensione affettiva, un sentimento forte verso una persona, un’idea o una cosa. 
La parola tradotta "fervente", è la radice della parola zelo-zelos detta per Gesù quando scacciò tutti i commercianti fuori dal tempio. Giovanni 2:17: "Lo zelo per la Tua Casa mi consuma". “Mi consuma”  (katephagen) significa mi prende, divora, coinvolge o toglie la vita! Come il fuoco brucia ciò che infiammabile, così lo zelo per le cose di Dio ha infiammato Gesù fino alla morte. Noi cristiani, siamo discepoli di Gesù che ha detto queste parole, Lui era consumato dalla passione per il Padre, per Dio, se vogliamo seguire Lui non c’è posto per i tiepidi. Gesù non vuole persone o chiese tiepide come leggiamo in  Apocalisse 3:14-20 .

C) La connessione del vero zelo.
In primo luogo vediamo lo:
(1) Zelo dannoso.
Ci sono i vari generi di zelo che dovrebbero essere evitati perché dannosi, mortali.

Come zelo dannoso esiste lo:
a)  Zelo parziale come quello di Ieu. (2 Re 10:15-31 ).
Fece morire  la stirpe di Acab (1 Re 21:25-26 ) e l'adorazione di Baal, ma Ieu non si preoccupò di seguire con tutto il cuore la legge del Signore, non si allontanò dai peccati con i quali Geroboamo aveva fatto peccare Israele. Il suo zelo è stato parziale! Ci può essere lo zelo di attaccare violentemente un peccato, mentre probabilmente ne seguiamo altri.

Come zelo dannoso esiste lo:
b) Zelo di partito come quello dei farisei e sadducei.
Questo è lo zelo settario che fa uomini fanatici. Zelo per la particolare chiesa oppure organizzazione a quale appartiene. Questo è corretto all'interno dei certi limiti. Noi ci siamo convertiti per mezzo di una certa organizzazione religiosa, possiamo avere certe convinzioni che reputiamo bibliche, ma non dobbiamo essere settari, zelanti per la nostra denominazione, ma per il Signore. Infatti Gesù disse chi non è con me è contro di me! (Matteo 12:30; Marco 9:38-41; Luca 9:49-50).

Come zelo dannoso c’è lo:
c)  Zelo dell'ignoranza. 
Giovanni Calvino: “Lo zelo senza dottrina è come una spada nella mano di un pazzo”. Paolo ha detto in Romani 10:2 riguardo agli Israeliti del suo tempo che hanno lo zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza. Molte persone credono che finché qualcuno è sincero, il loro zelo sarà giusto, ma questo non è vero. Il vero zelo deve essere secondo conoscenza, la conoscenza della Parola di Dio, o una mancanza di comprensione della Verità di Dio, o una conoscenza distorta o solo intellettuale e non spirituale. 
I Giudei che perseguitarono la Chiesa primitiva avevano grande zelo, ma non era  “secondo conoscenza”. Pietro fu spinto dallo zelo quando tagliò l’orecchio di Malco (Giovanni 18:10-11); ma il suo zelo era senza conoscenza. I seguaci di false religioni sono spesso molto zelanti, ma questo non è in armonia con la verità. Thomas Fuller: “Lo zelo senza conoscenza è il fuoco senza luce”.

In secondo luogo vediamo ilvero zelo, il vero zelo oltre a essere connesso sulla verità della Parola di Dio ha altre implicazioni: 
(2) Zelo implica amore intenso, totale e assoluto.
Lo zelo per la tua casa mi consuma  di Giovanni 2:17 è una citazione del Salmo 69:9, dove vediamo che Davide è esposto al disprezzo, all’ostilità, al rifiuto, alle  false accuse e agli insulti dei suoi fratelli, soffre perché ama il Signore (Cfr. Geremia 15:15).
“Essere zelanti” significa a volte essere presi in giro, o essere considerati fanatici dai non credenti, o possiamo essere considerati esagerati dai credenti superficiali! L’amore è qualcosa che ti consuma perché ti doni completamente senza risparmiarti solo alla persona che ami, perciò amore intenso, totale e assoluto. 
William Macdonald: "Non si può scusare un discepolo che non abbia zelo. Se il suo cuore non arde di passione infuocata per il Suo Salvatore, egli pecca". È forse esagerato Macdonald? No perché la Parola di Dio ci dice di amarlo con tutto noi stessi! Marco 12:30 : 30 Ama dunque il Signore Dio Tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima  tua, con tutta la mente tua e con tutta la forza tua. Questo tipo di zelo è disinteressato dai propri interessi!
Il vero zelo deve sgorgare da vere e buone motivazioni e non dal proprio egoismo o egocentrismo! Non dobbiamo servire il Signore per essere approvati o lodati dagli uomini o per altri interessi personali (1 Corinzi 10:24; Filippesi 2:3-4). Dio conosce il nostro cuore e considera vero zelo quello che è motivato dall’amore per Lui e dal desiderio che Egli sia glorificato. Avere lo zelo  si riferisce all’ entusiasmo cristiano a utilizzare i doni di Dio  per il progresso del Suo Regno, affinché Lui possa essere riconosciuto e onorato (Matteo 25:26-27; 2 Timoteo 1:6-7; Efesini 1:6,12 ,14; 1 Pietro 2:9 ).

(3) Zelo implica ardente gelosia per Dio.
Abbiamo detto che: lo zelo per la tua casa mi consuma  è una citazione del Salmo 69:9. La parola “zelo” in ebraico(qin’ah) indica gelosia, ovviamente non è la gelosia viziosa, malvagia, ma è la gelosia amorosa virtuosa e positiva, nutri un ardore verso la persona che ami con tutte le sue cose, ci tieni e guai a chi la tocca. Quindi zelo è identificazione con Dio! Questo significa vedere la vita, le cose, le persone, l’opera dal punto di vista di Dio! Ciò che è importante per Dio lo è anche per noi, ciò che disgusta Dio deve disgustare noi!
Il salmista, come Gesù, era addolorato e faceva cordoglio per la condizione triste della casa di Dio. Westcott commentando Giovanni 2:17 dice: “Lo zelo è l’ardente gelosia per la Santità della casa del Signore, e del popolo che doveva celebrarvi il Suo culto, non meno che per l’onore di Dio stesso”. Tutti gli uomini di Dio hanno avuto e hanno questa premura per Dio, desiderano vedere il nome di Dio glorificato e la Sua volontà realizzata, questo è lo zelo. Il vero zelo si preoccupa di cose che interessano a Dio. 

(4) Zelo implica desiderio ardente di piacere a Dio.
Gesù faceva le cose che piacevano a Dio in Giovanni 8:29 dice: "E Colui che mi ha mandato è con me, Egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che Gli piacciono. (cfr. 2 Corinzi 5:9 ). John Ryle vescovo anglicano di Liverpool(1816-1900) diceva riguardo lo zelo: " Nella religione lo zelo è il desiderio ardente di piacere a Dio, di fare la sua volontà, e di promuovere la Sua Gloria nel mondo in tutte le maniere possibili. È un desiderio che non sentiamo per natura, lo Spirito lo mette nel cuore di ciascun credente, una volta convertito, ma che alcuni credenti sentono più degli altri, tanto da meritare, loro soltanto l’appellativo di uomini zelanti. Nella religione uno zelante è preminentemente un uomo votato a una cosa sola. Non basta dire che è serio, sincero, intransigente, risoluto, generoso, fervente nello spirito. Egli vede una cosa sola, s’interessa a una cosa sola, è assorbito da una cosa sola; e questa unica cosa è di piacere a Dio. Che viva o che muoia, che abbia salute o sia malato, che sia ricco o povero, che piaccia all’uomo o che l’offenda, che sia ritenuto saggio o folle, che prenda il biasimo o la lode, che riceva onori o infamia, l’uomo zelante non si cura di tutto questo. Egli anela a una cosa sola: ed è piacere a Dio e promuovere la Gloria di Dio. Se questa fiamma lo consuma, non gli importa, è contento. Sente che deve ardere come una lampada; e se nel farlo si consuma, non ha fatto altro che seguire  l’opera per cui Dio lo ha designato. Un uomo di questo stampo troverà sempre una sfera per il suo zelo. Se non potrà predicare, lavorare, e dare denaro, piangerà, sospirerà e pregherà".  

Terza esortazione alla consacrazione e quindi al servizio:
III NON DEVI SCORDARE LA TUA IDENTITA’ IN CRISTO.
Quale è la tua identità? Se sei nato di nuovo, se sei un vero cristaino, se sei in Cristo, allora sei un servo di Dio! Paolo ci esorta: Servite il Signore. 
“Servite” (douleuontes) viene da una parola che significa compiere il servizio dello schiavo (doulos), perciò significa servire come uno schiavo con dedizione totale. Paolo si presenta come servo di Cristo Gesù (Romani 1:1). Epafra, è chiamato da Paolo servo di Cristo Gesù (Colossesi 4:12 ). Ma tutti i credenti in Cristo sono servi di Dio. 
Romani 6:22: "Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi a Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna". Per i greci al tempo del Nuovo Testamento la dignità dell’uomo era nella libertà personale, disporre di se stesso senza interferenza altrui, per gli schiavi provavano solo un senso di rigetto e di disprezzo. Anche oggi pensando alla schiavitù non è una cosa buona, ma essere servi di Dio nella Bibbia ha un grande privilegio.

A) Servo indica una grande dignità.
Non ti deve ripugnare il fatto di essere considerato servo di Dio! Lohmeyer afferma: "Essere un servitore, nel linguaggio religioso del giudaismo significava essere scelto da Dio". Il “servo” (‘eḇeḏ) nell’Antico Testamento era chiamato colui che Dio sceglieva per usarlo come Suo strumento. Essere chiamato servo di Dio significava conferirgli un titolo di onore. Erano chiamati servi: Mosè (Esodo 14:31; Numeri 12:7); Giosuè (Giosuè 24:30); il re Davide (2 Samuele 7:5 ); i profeti (Geremia 25:4); la nazione di Israele: Isaia 49:3: " ..Tu sei mio servo Israele, per mezzo di te manifesterò la mia Gloria". Dio usa i Suoi servi, che predicano la Sua Parola, per farsi conoscere! Non è un grande privilegio? 1 Pietro 2:9: "Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le Sue virtù". 
Dio ti ha scelto per essere un Suo strumento in mezzo a questa generazione storta e perversa!

B) Servo indica che siamo di sua proprietà e non apparteniamo a noi stessi. 
Lo schiavo era uno che non era libero era sotto padrone (Matteo 13:27; Luca 14:21; 1 Timoteo 6:1). Il servo per natura non apparteneva a sé stesso, ma ad un altro! Essere servi di Dio significa appartenere in modo esclusivo e totale a Gesù. Noi come Suoi servi siamo di Sua proprietà e apparteniamo totalmente a Lui!

(1) Apparteniamo a Dio come creature.
Dio è Colui che ci ha creati e ci ha creati per Lui! Romani 11:36 : 36 Perché da Lui, per mezzo di Lui e per Lui sono tutte le cose. Quale è il significato di questo versetto? Significa che Dio è l’origine unica di tutta la storia e della creazione; che Dio è Sovrano sulla creazione, guida gli eventi secondo la Sua volontà; che tutto ha come fine se stesso, la Sua gloria.

(2) Apparteniamo a Dio come riscattati. 
1 Corinzi 6:19-20: "Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo". “Siamo stati comprati” (ēgorasthēte) significa acquistare, comprare acquisire come proprietà, viene dalla parola mercato (agorá)  dove si vendevano gli schiavi. Quindi l’espressione proviene dall’usanza di riscattare, liberare gli schiavi che si vendevano al mercato. Paolo vuole dimostrare che il cristiano non appartiene più a se stesso, ma ha un nuovo padrone: Dio. Gesù ci ha riscattato, liberato (i veri credenti!!) a caro prezzo con il Suo sangue, affinché possiamo appartenere al popolo di Dio. Tito 2:14: "Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci (lutroō) da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle buone opere".

C) Servo indica che Lui è la nostra autorità: è il Signore. 
“Signore” (Kurios) designa padrone, suprema autorità, una persona che esercita il controllo su un’altra persona o su una cosa con un potere decisionale (Filippesi 2:9-11 ).

(1) Signore implica l’esclusività a servire solo Lui.
Infatti Gesù disse che non si possono servire due padroni (Matteo 6:24 ;1 Corinzi 8:6).

(2) Signore implica sottomissione, dipendenza, obbedienza e fedeltà totale.
Lo schiavo nel mondo antico non aveva diritti, ma solo doveri. Il servo metteva da parte la propria autonomia e subordinava la propria volontà a un altro. Era soggetto alla volontà o alla forza altrui e non poteva disporre liberamente di se stesso. 
Il padrone aveva il controllo totale e illimitato dello schiavo fino alla morte. Aristotele diceva che lo schiavo appartiene al padrone come uno strumento a questi  necessario. Perciò tutti i credenti in Gesù sono servi, ed essere servi non significa servire Gesù come ci pare a noi,ma che siamo chiamati a essergli  sottomessi e per servirlo come Lui vuole!

D) Servo è una scelta di servire per amore di Gesù.
Esodo 21:1-6: "Queste sono le leggi che tu esporrai davanti a loro: Se compri uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni, ma il settimo se ne andrà libero, senza pagare nulla.  Se è venuto solo, se ne andrà solo; se aveva moglie, la moglie se ne andrà con lui.  Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figli e figlie, la moglie e i figli di lei saranno del padrone, ed egli se andrà solo. Ma se lo schiavo fa questa dichiarazione: 'Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli; io non voglio andarmene libero';  allora il suo padrone lo farà comparire davanti a Dio, lo farà accostare alla porta o allo stipite; poi il suo padrone gli forerà l'orecchio con una lesina ed egli lo servirà per sempre"
Se  ami il Signore lo servirai!! Lo metterai sopra ogni cosa (Cfr. Salmi 73:25; Luca 14:26; Giovanni 14:21-24). Un giovane universitario americano, qualche anno fa, aveva aderito al comunismo in Messico, scrisse una lettera alla sua ragazza. Lo scopo di questa lettera era quello di spiegare perché doveva rompere il fidanzamento con lei. Questa lettera ci mostra come questo ragazzo amava il partito più della ragazza. “Noi comunisti abbiamo un’alta percentuale di vittime. Siamo fucilati e impiccati, linciati, imprigionati; siamo soggetti alla calunnia, messi in ridicolo, licenziati dai nostri impieghi e messi a disagio in ogni altra maniera. Viviamo nella povertà; versiamo al partito ogni centesimo al di sopra di ciò che ci è assolutamente necessario per tenerci in vita. Non abbiamo tempo o denaro per molti film, concerti o bistecche, case decenti o auto nuove. Siamo stati descritti come fanatici. Siamo fanatici. La nostra vita è dominata dal grande scopo che ci sovrasta. Abbiamo una filosofia della vita che nessuna somma di denaro può comprare. Abbiamo una causa per cui combattere, e uno scopo ben preciso per vivere. Noi subordiniamo il nostro meschino io, immettendolo in un grande movimento di umanità, e se la nostra vita personale sembra dura, o se il nostro io sembra soffrire a causa della subordinazione al partito, allora noi siamo adeguatamente ricompensati dall’idea che ciascuno di noi contribuisca nella misura che gli è data, qualcosa di nuovo, vero e migliore per l’umanità. Sento una profonda devozione per la nostra causa. Essa è la mia vita, la mia attività, la mia religione, il mio passatempo, la mia fidanzata, mia moglie, la mia amante, il mio pane, la mia carne. Mi dedico ad essa di giorno e la sogno di notte e il potere che esercita su di me, anziché diminuire con l’andar del tempo, s’accresce sempre di più. Perciò non posso coltivare un’amicizia, un amore, o anche tenere una conversazione, senza metterla in rapporto a questa forza che spinge e guida la mia vita. Giudico le persone, i libri, le idee e le azioni secondo il loro rapporto con la nostra causa e il loro atteggiamento verso di essa. Sono già stato in prigione per le mie idee, e se è necessario, sono pronto ad andare davanti al plotone di esecuzione”. 
Noi, come cristiani,  non dovremmo avere un amore maggiore per Gesù? Se, gli aderenti ad un partito politico sono così devoti alla propria causa, quanto maggiormente noi cristiani dovremmo darci senza riserve a una consacrazione piena di amore a Gesù, Colui che è il Creatore, Signore e Salvatore della nostra vita!!

CONCLUSIONE.
Dio non ci vuole grandi uomini per fare grandi cose, ma vuole solo che siamo consacrati. Sei chiamato a servire il Signore! Sei chiamato a servire il Signore con i tuoi averi, con i doni spirituali, con il tempo che Gesù ti ha dato! 
Il contesto di Romani 12 ci parla dei doni spirituali. Henry Martin vissuto nel 1800, era un ragazzo colto, studiò a Cambridge e aveva il desiderio di utilizzare i suoi doni per Gesù, per questo motivo studiò l’arabo, il persiano e l’indostano per tradurre la Bibbia in queste lingue. 
Scrisse: “Mi sono sentito pressato nello spirito a fare qualcosa per Dio. Tutti sono diligenti, ma io sono pigro; tutti sono impiegati nel lavoro che a loro compete, ma io sono sballottato nell’incertezza; non desidero altro che la grazia, di essere perfettamente santo e salvare me stesso e quelli che mi ascoltano. Ho vissuto finora con degli obbiettivi troppo miseri, più come un inetto (incapace) che come servitore di Dio; ora lasciatemi ardere per Lui”.  
LASCIATEMI ARDERE PER LUI!  Che questa possa essere la tua preghiera!

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