Aggeo 2:6-9: L’antidoto allo scoraggiamento (2)

Aggeo 2:6-9: L’antidoto allo scoraggiamento (2)
Nei vv.1-3 abbiamo visto lo scoraggiamento del popolo ai tempi di Aggeo.

Nei vv.4-5 l’antidoto a superare lo scoraggiamento: la promessa contemporanea della presenza di Dio e del Suo Spirito.

Nei vv.6-9 vediamo che l’antidoto allo scoraggiamento riguarda le promesse sulle future condizioni del tempio, quindi vediamo le motivazioni per servire il Signore e superare lo scoraggiamento.

La certezza della presenza di Dio e del Suo Spirito, dovrebbero essere sufficienti a essere forti, a mettersi all’opera e a non temere nel ricostruire il tempio.

Ma il Signore aggiunge un ulteriore motivo e incoraggiamento che riguarda le promesse future.

Dio farà valere la Sua sovranità,  provvederà al completamento dei suoi propositi e che alla fine darà una gloria ancora maggiore al tempio in costruzione rispetto a quello di Salomone.

Non dobbiamo fare l’errore di confrontarci solo con il passato e basta, certo dobbiamo guardare al passato, ma senza scoraggiarci perché Dio è lo stesso e farà grandi cose oggi e in futuro.

Noi troviamo delle motivazioni riguardo le promesse di Dio per non scoraggiarci.


La prima motivazione riguarda:
I LA POTENZA DI DIO (vv.6-7) 
Nei vv.6-7 leggiamo: “Così infatti parla il SIGNORE degli eserciti: ‘Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l'asciutto;  farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa’, dice il SIGNORE degli eserciti”.

Questa sezione inizia con un altro promemoria sull'origine divina del messaggio di Aggeo. 

Solo la convinzione che il Signore sta parlando loro attraverso il Suo profeta può fornire un'adeguata motivazione al popolo per il compito arduo di ricostruzione del tempio. 

Aggeo motiva il popolo con un messaggio fondato su basi teologiche che riguardano le azioni del Signore degli eserciti.
Il vescovo Ambrogio (330-397 d.C) diceva: “ Cos’è impossibile a Dio? Non ciò che è difficile per il suo potere, ma ciò che è contrario alla sua natura”.

Per Dio niente è impossibile, non c’è niente di difficile per Lui (Genesi 18:14; Geremia 32:17; Luca 1:37; Matteo 19:26). 

Quando il Signore promise ad Abraamo  e Sara che avrebbero avuto un figlio nella loro vecchiaia, Sara rise e dubito che avrebbe avuto un figlio alla sua vecchiaia.
Il Signore disse ad Abraamo: ” Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il SIGNORE? Al tempo fissato, l'anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio” (Genesi 18:14).

Ma abbiamo un’altra prova della potenza di Dio come ci ricorda Geremia 32:17: la creazione!
È importante ancora sottolineare, come ho fatto precedentemente, il significato di “SIGNORE degli eserciti”.

“SIGNORE degli eserciti” significa che il Signore usa come Suoi strumenti, come un esercito ben organizzato,  ciò che ha creato. 

Significa che Dio combatte per il Suo popolo.

Significa che il Signore è potente, anzi, onnipotente: enfatizza l'invincibile potenza del Signore, la Sua grande potenza.

Denota la portata globale della potenza di Dio: è il Signore che ha tutti i poteri in cielo e in terra, visibili e invisibili, a Sua disposizione!

Dio è il Signore che ha il controllo su tutti i poteri che esistono!! 
Il presente, come lo è stato il passato e come sarà il futuro, è nelle mani di Dio!

Vediamo:
A) La vicinanza della potenza di Dio.
Nel v.6 leggiamo: “Ancora una volta, fra poco”.

“Ancora una volta” (ʿôd - avverbio) indica una ripetizione di qualcosa, di un’azione.

“Ancora una volta” indica nuovamente, un’altra volta; allude a un evento precedente, indica che il Signore ha agito in questo modo in passato.

Per esempio quando il popolo d’Israele attraversò il Mar Rosso, quando Dio aprì il mare, gli oceani tremarono e anche la terra (Salmo 77:15-19; 114).

Oppure  quando Dio scese sul monte Sinai, in vetta (2285 metri), quando diede a Mosè le leggi del Patto, tutto il monte era fumante e tremò perché il Signore discese in mezzo al fuoco (Esodo 19:18). 

“Ancora una volta, fra poco” indica che lo sconvolgimento, o lo scuotimento cosmico è descritto in termini di imminenza.

“Fra poco” (meat), con “farò tremare” (marʿîš- hiphil participio attivo) suggerisce un’azione imminente, immediato futuro, o compimento vicino, o in corso, anche se ci sono studiosi che pensano che si riferisca alla fine dei tempi. 

In questo senso l’imminenza secondo questa interpretazione è nel calendario di Dio e per Lui un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno  (2 Pietro 3:8-11).

Queste parole indicano la certezza che Dio agirà!

“Tremare” (rāʿash) si riferisce al movimento fisico, energico, spesso violento (Salmo 46:3; 77:18; Geremia 10:10), rapido, avanti e indietro di un corpo fisico da parte di una forza esterna. 

In questo caso lo scuotimento avviene per la presenza di Dio, e fa parte del vocabolario della teofania, della manifestazione di Dio, nell’Antico Testamento, o alla sua attività di emettere giudizio divino, infatti spesso le forze naturali venivano usate come strumenti di giudizio divino (Salmo 60:2-3), a volte con sfumature del diluvio, quindi un intervento del giudizio di Dio (Isaia 13:9-13; 24:18-20;29:6). 

Altre volte tale linguaggio è usato per l'intervento divino per la salvezza (Salmo 18:7-15; 77:15-19). 

Così il terremoto di Dio funge da annuncio per indicare che il Signore agisce in modo deciso a favore del Suo popolo.

Secondariamente c’è:
B) La vastità della potenza di Dio.
Nella Sua onnipotenza, il Signore produrrà uno sconvolgimento cosmico che non solo placherà le paure del Suo popolo, ma correggerà il loro scoraggiamento causato dal confronto tra la gloria dell'ex tempio e quella del presente progetto.

Nella vastità della potenza di Dio troviamo:
(1)Lo sconvolgimento della natura.
Nel v.6 è scritto: “Io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l'asciutto”. 
In ebraico la totalità è spesso espressa per mezzo della combinazione di termini opposti, come bene e male, o qui come “cieli e terra”. 
L'idea è che l'intero universo sarà scosso.

Gli effetti dell’azione  del Signore degli eserciti che farà tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto, sottolinea la portata cosmica, tutta la creazione, delle azioni del Signore e sottolinea la Sua divina onnipotenza; nulla sfugge alla Sua forza e potenza. 

Il Signore degli eserciti apparirà come nel Sinai, scuotendo sia il cosmo che le nazioni.

Secondo alcuni studiosi, le immagini che usa Aggeo sono state suggerite dalle tempeste che a volte investono Israele (per esempio Naum 1:3-6). 

I profeti successivi lo impiegarono con altro materiale simile nelle loro immagini dell'inaugurazione dell'età messianica (cfr. Ezechiele 33:19-33; Isaia 13:13; 24:18-23; Gioele 3:15-21).

Altri ipotizzano una serie letterale di scuotimenti sotto forma di terremoti (per esempio Isaia 2:13-21; 13:13; 29:6; Ezechiele 38:20; Amos 1:1; 8:8; 9:15; Gioele 3:16). 

Al di là se sia letterale, o figurativo, certamente appartiene alla terminologia della manifestazione potente, sovrannaturale, della presenza di Dio, quando interverrà inaspettatamente come un terremoto a nome del Suo popolo (per esempio Giudici 5:4;  2 Samuele 22:8; Salmo 18:7; 68:8; 77:18; Isaia 13:13; 24:18).

Poi c’è:
(2)Lo sconvolgimento delle nazioni
Il v.7 dice: “Farò tremare tutte le nazioni”
Le nazioni già in passato (Filistei, Edomiti, Moabiti, Canaaniti), furono scosse quando seppero degli atti redentrici di Dio, come liberò il Suo popolo dall’Egitto (Esodo 15:14-16; cfr. Deuteronomio 2:25; Giosuè 2:9).

Dio farà ancora tremare, sconvolgerà tutte le nazioni! (cfr. Isaia 24:18; 64:2; Ezechiele 38:20; Michea 7:17; Abacuc 3:6).

Il concetto teologico della sovranità di Dio sulle nazioni la troviamo altrove nella Bibbia (per esempio 2 Cronache 20:6; Salmo 2:8-9; 7:8; 47:8; 22:28; 82:8; 99:1; Geremia 10: 7).
Le interpretazioni si riferiscono agli sconvolgimenti politici dal crollo dei persiani (330, o 333 a.C.), a cui i Giudei erano sottomessi, e quindi prima alla conquista del macedone Alessandro Magno, e poi a sua volta sconfitto dall’impero Romano che fu il potere dominante ai tempi del Nuovo Testamento. 

Questi, quindi, furono secoli di tumulti e di guerre, di rivoluzioni e controrivoluzioni, questo indicherebbe: “Farò tremare tutte le nazioni”.

Oppure si riferisce alla fine dei tempi, secondo un’altra interpretazione.

Lo sconvolgimento politico è confermato in Aggeo 2:21-22.

Ma quello che c’insegna questo sconvolgimento per mano di Dio è che opererà in modo tale da raggiungere i Suoi obbiettivi, guiderà la storia secondo i Suoi piani.

Questo scuotimento di Dio, c’insegna molto chiaramente che nella Sua sovranità, usa gli eventi nell'ascesa e nella caduta delle nazioni per realizzare il proprio scopo nel mondo.

Per esempio Dio ha scosso le nazioni per preparare la nascita e l’espansione del cristianesimo: vediamo nel Nuovo Testamento l'influenza della lingua e della cultura greca, per esempio il Nuovo Testamento è stato scritto in greco.

L'influenza di Roma è stata altrettanto importante nel preparare la via per l'avvento del cristianesimo; per esempio l'ampio sistema di strade romane lungo il quale viaggiavano i legionari rendeva più facile per i predicatori cristiani spostarsi da un luogo all'altro. 
E la pace romana (Pax Romana, come veniva chiamata) assicurò che il viaggio per mare attraverso il Mediterraneo fosse relativamente sicuro per Paolo e i suoi compagni.

Ma ci sarà ancora uno scuotimento finale, alla fine dei tempi (Ebrei 12: 26–29; Apocalisse 6:12–17).

Dio è il Signore di tutto e di tutti!
Il fatto che Dio scuote tutto e tutti ci parla dell’autorità e sovranità di Dio, che è al di sopra di tutto e tutti!

Così tutto questo era un promemoria per il popolo che doveva obbedire al Signore, che non deve temere, deve agire, deve farsi forza!

La Sua Parola deve essere rispettata. 

Era inoltre un promemoria per il popolo che Dio sarebbe stato in grado di fornire quello che era necessario per svolgere il compito di ricostruire il tempio.

E ricordava alla fine, che Dio avrebbe fornito le risorse necessarie per ricostruire il tempio e riempirlo di cose preziose.

La presenza reale del Signore tra le nazioni porta a un risultato particolare: il Signore  riempirà di gloria il tempio in ricostruzione con le cose preziose delle nazioni.

Quindi, una seconda motivazione per servire il Signore senza scoraggiarsi è:
II IL POSSESSO DI DIO (vv.7-8) 

A)Dio porterà le ricchezze delle nazioni per la costruzione del tempio.
Nel v.7 è scritto: “’Farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa’, dice il SIGNORE degli eserciti”. 

Dio guida la storia delle nazioni! 
Questo è un dato di fatto nella Bibbia!
(per esempio Salmo 33:10-11; Atti 4:27-28).

Aggeo parla di uno sconvolgimento cosmico da parte del Signore e le nazioni scosse, influenzate da un tale evento, verranno a Gerusalemme portando i loro tesori, le loro ricchezze per riempire di gloria il tempio.

Fa eco le cose preziose che gli Egiziani diedero a Israele nell'esodo (per esempio Esodo 11:2–3; 12:35–36) e alla ricchezza delle nazioni che si riversarono nel regno di Salomone (per esempio 1 Re 10). 
“Le cose più preziose” (ḥemdaṯ -femminile singolare), le cose dedicate al Signore, al Suo tempio, è al singolare, indica qualcosa di desiderabile, di prezioso, e si riferisce a quelle cose che le nazioni desiderano e ritengono preziose (cfr. 1 Samuele 9:20; 2 Cronache 32:27; 36:10; Isaia 2:16; Daniele 11:8; Osea 13:15; Naum 2:9-10), quindi oggetti, o tesori preziosi (per esempio Genesi 27:15; Esdra 8:27; 2 Cronache 20:25; 32:27; 36:10; Daniele 11:38,43; Naum 2:9). 

Oggetti preziosi e metalli che rivestivano il vecchio tempio di Salomone furono portati via dai Babilonesi (2 Re 25:13-17), e poi furono restituite (Esdra 1:5-11), ma non sappiamo in che misura.

Il problema della generazione di Aggeo, il loro sconforto, era dovuto anche a problemi economici (Aggeo 1:5-6,10-11), non avevano i mezzi per costruire un tempio glorioso.

La popolazione era scoraggiata che il nuovo tempio non sarebbe stato glorioso come il tempio di Salomone ricoperto di oro e di oggetti sacri.

I leader e il resto della popolazione non devono essere scoraggiati per le mancanza di risorse perché Dio non è mai a corto di fondi!

B)Dio è il proprietario delle ricchezze. 
Al v. 8 leggiamo: “’Mio è l'argento e mio è l'oro’, dice il SIGNORE degli eserciti”.

Il Signore provvede abbondantemente al Suo popolo, poiché possiede tutta la ricchezza.

Dio avrebbe fornito tutte le risorse necessarie per completare il tempio.

Tutte le cose preziose appartengono al Signore degli eserciti, e non alle nazioni che ne hanno il possesso (cfr. Gioele 3:5).

Dichiarazioni simili, in cui tutto è proprietà di Dio come Creatore scritte in diverse parti dell’Antico Testamento (Esodo 19:5; Deuteronomio 10:14; 1 Cronache 29:11-12; Giobbe 41:11; Salmo 24:1; 50:12; 89:11).

Secondo alcuni studiosi, il riferimento può essere anche alla guerra santa, al fatto che Dio vince le nazioni e la totalità del bottino di tutte le nazioni è a Sua disposizione (per esempio Salmo 60:6-8; Giosuè 6:19; Michea 4:13), e questo sarà disponibile per la ricostruzione e la decorazione del tempio come lo era stato nella preparazione del tempio di Salomone da parte del re Davide (2 Samuele 8: 7–8, 10–11; 1 Re 7:51; cfr. 1 Cronache 29:3–5). 

Dio non dipende dalle cose materiali e dalle risorse insufficienti e insignificanti delle persone per realizzare il Suo scopo con il nuovo tempio. 

Tutta la ricchezza materiale è del Signore degli eserciti! 

Il riferimento all'argento e all'oro ha un doppio significato: riguarda la totalità di tutte le cose preziose e sottolinea il valore intrinseco di questa ricchezza materiale per la costruzione e il riempimento del tempio.

Ma le implicazioni di tale affermazione in primo luogo, ci fanno capire che tutto l'argento e l'oro sono in definitiva Suoi per giustificare il loro allontanamento dalle nazioni. 

E in secondo luogo, con quest’affermazione la popolazione non deve appropriarsi di queste ricchezze, ma le devono usare per il tempio!

Con questa dichiarazione il Signore garantisce la precedente promessa che porterà la ricchezza delle nazioni per il nuovo tempio e focalizza l'attenzione specialmente sulla promessa del riempimento del tempio di cose preziose. 

Le persone erano scoraggiate e depresse per la mancanza di fondi necessari (v.3), ma  il Signore ricorda loro che tutto appartiene a Lui e riempirà il tempio di gloria.

Ecco perché la popolazione non deve aver paura, deve mettersi all’opera deve essere forte.

La popolazione non deve essere scoraggiata dalle scarse e insignificanti risorse che avevano a portata di mano.

Dio stesso provvederà abbondantemente e gloriosamente.

Una terza motivazione per servire senza scoraggiarsi è:
III LA PROVVIDENZA DI DIO. 
Uno dei nomi di Dio è: Yahweh-Yir’eh, cioè il Signore vede e provvede.

Questo nome sottolinea le azioni benefiche del Signore, la Sua presenza e provvidenza.   

Quando Dio chiese ad Abraamo di sacrificare il figlio Isacco, Abraamo era convinto che Dio avrebbe provveduto l’agnello per l’olocausto, così disse al figlio, e mentre lo stava per uccidere, Dio lo fermò e provvide un montone per l’olocausto, che Abraamo offrì al Signore.

Così troviamo uno dei versetti più belli nelle Sacre Scritture: “Abraamo chiamò quel luogo ‘Iavè-Irè’. Per questo si dice oggi: ‘Al monte del SIGNORE sarà provveduto’” (Genesi 22:14).

Noi dobbiamo credere che il Signore provvederà ai nostri bisogni! (Filippesi 4:19), farà al di là di quello che possiamo pregare e pensare (Efesini 3:20).

Credere che il Signore vede e provvede è  determinante per il nostro benessere interiore!

Il Dio che ha creato questo mondo e lo governa e guida la Sua storia, ci tiene al Suo tempio, pertanto:
A)Dio riempirà di gloria il tempio.
Nel v.7 leggiamo: “’E io riempirò di gloria questa casa’, dice il SIGNORE degli eserciti”.

Con questo messaggio, Dio promette che Lui stesso risolverà il problema del “riempimento” del tempio, fornirà i mezzi finanziari per “riempire” il tempio di gloria (kābôd), cioè di splendore, di magnificenza, di abbellimento materiale, di cose preziose (v.7) con le ricchezze delle nazioni (cfr. Isaia 10:3; 61:4-6; 66:12), come l’argento e l’oro come dice il v.8. 

Ci può essere anche un’implicazione alla gloria di Dio, alla Sua presenza, (per esempio  Esodo 40:34-35; 1 Re 8:11; 2 Cronache 5:14; 7:1-2; Ezechiele 1:28; 10:3-4; 43:5), quindi anche all’incarnazione di Gesù Cristo (Matteo 1:23; Giovanni 1:14; cfr. Isaia 7:14).  

Secondo alcuni studiosi questo si riferisce sia a cominciare dai persiani, quindi in una certa misura ciò fu realizzato quando Dario decretò di provvedere al tesoro reale (Esdra 6:8-12), e circa sessant'anni dopo, quando argento e oro furono dati a Esdra per il tempio dal re persiano Artaserse e le nazioni circostanti (Esdra 7:12-26).

C’è un’altra interpretazione che si riferisce alla fine dei tempi, ai tempi messianici (cfr. Isaia 2:2–4; 60:1-22; Zaccaria 14:14; Ebrei 12:26–29; Apocalisse 21:26; cfr. Isaia 61:6; 66:20).

Secondo questa interpretazione, le nazioni saranno coinvolte nell’adorazione del Signore.
E la promessa che tutte le nazioni condivideranno la salvezza e la benedizione di Abramo (Genesi 12:3; 18:18; 22:18; 26:4; Galati 3:8). 

Altri studiosi pensano che siano entrambi le interpretazioni: un doppio adempimento uno immediato e l’altro futuro.
In questo caso, il Signore stava promettendo di soddisfare il bisogno immediato degli israeliti, quello delle risorse per ricostruire l'attuale tempio, nonché il bisogno ultimo di tutto il mondo per la salvezza e la pace (v. 9) - una pace che sarebbe venuta solo attraverso il Messia promesso, il Salvatore del mondo.

Secondo altri studiosi queste offerte non sono volontarie, è vi è  un concetto di guerra santa, un bottino di guerra dedicate al Signore (cfr. Giosuè 6:19; Michea 4:13).
B)Dio farà in modo che il nuovo tempio sarà più grande di quello di Salomone.
Mentre nel v.9 è scritto: "’La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente’, dice il SIGNORE degli eserciti”. 

Le inadeguatezze del presente (v.3) lasciano il posto allo splendore totale del futuro (vv.7-8) che sarà maggiore del tempio di Salomone nei suoi giorni di splendore. 

“Grande” (gāḏôl) si riferisce alla gamma superiore di una scala di estensione (cfr. Esodo 32:11; Giudici 21:5).

Aggeo afferma che la gloria futura sarà ancora più meravigliosa, supererà quella conosciuta da coloro che avevano visto il tempio di Salomone.

Il Signore promette un tempio futuro che supererà anche il tempio di Salomone per la sua gloria (per esempio Isaia 2:2–3; 44:28; Ezechiele 40–48; Gioele 3:18; Michea 4:1-2).

Quindi il discorso profetico funziona come un incoraggiamento per le persone a costruire il tempio considerando la promessa del Signore che lo trasformerà drammaticamente.

Dunque, la gloria del Signore che verrà sarà maggiore, ma questo quando avverrà? 

Ci sono diverse interpretazioni come già abbiamo accennato.
La prima interpretazione è che riguarda il prossimo futuro.
Questo tempio è stato completato quattro anni dopo nel 516 a.C. (Esdra 6:14-15) e furono ristabiliti anche le priorità spirituali (Esdra 5:1-6:22).
Questo tempio, fu ampliato e abbellito da Erode, e fu davvero di maggior splendore di quanto i contemporanei di Aggeo avrebbero potuto immaginare (Matteo 23:21; Marco 13:1-2; Luca 21:5; Giovanni 2:20).

Ed è significativo che due delle prime testimonianze sull'adempimento della speranza messianica in Gesù provengano dalle labbra di individui legati al tempio e ai suoi servizi: Simeone e Anna (Luca 2:25-38). 

Ciò rivela che il tempio era essenziale per la vita spirituale della comunità del popolo di Dio attraverso la quale l'incarnazione di Gesù divenne realtà. 

Anche la chiesa primitiva usava lo stesso tempio per il culto (Atti 2:42 – 47; 3:1,11), dimostrando che continuava a essere importante per l’edificazione del popolo di Dio.
Un ulteriore aspetto della gloria di questo tempio era che era frequentato da più proseliti di quanto non fosse il caso del tempio di Salomone, e soprattutto che fu visitato dal Signore Gesù stesso (per esempio Matteo 12:6) e lo sostituì, infatti Gesù parlò del tempio che è il Suo corpo (Giovanni 2:13-22).

Poi c’è l’interpretazione del tempio nel millennio (cfr. Ezechiele 43:5; Michea 4:1-2).
Il Cristo risorto e glorificato tornerà ad abitare per sempre in mezzo al Suo popolo  per stabilire il Suo regno millenario.

Poi c’è l’adempimento alla fine dei tempi quando Dio farà nuovi cieli e terra (2 Pietro 3:10), nella Nuova Gerusalemme il tempio saranno il Signore Dio Onnipotente e L’Agnello (Apocalisse 21:22-27).
Una quarta motivazione per servire il Signore senza scoraggiarsi è:
IV LA PACE DI DIO (v.9).
Nel v.9 è scritto: “’In questo luogo io darò la pace’, dice il SIGNORE degli eserciti”.

Il presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy disse: “Ma la pace non riposa solo nelle carte e nelle alleanze. Si trova nei cuori e nelle menti di tutte le persone. Quindi non riponiamo tutte le nostre speranze sulla pergamena e sulla carta, cerchiamo di costruire la pace, un desiderio di pace, una volontà di lavorare per la pace nei cuori e nelle menti di tutto il nostro popolo. Credo che possiamo. Credo che i problemi del destino umano non siano oltre la portata degli esseri umani”.

Qualche anno dopo un altro presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton diceva: “Le vere differenze nel mondo di oggi non sono tra ebrei e arabi; protestanti e cattolici; musulmani, croati e serbi. Le vere differenze sono tra coloro che abbracciano la pace e quelli che la distruggono. Tra chi guarda al futuro e chi si aggrappa al passato. Tra quelli che aprono le braccia e quelli che sono determinati a stringere i pugni”.

Ma la Bibbia ci dice che la pace si trova in Dio, padre del nostro Signore Gesù Cristo!

Aggeo non ha finito con il suo incoraggiamento, ne da ancora un altro.

Proprio come il Signore ha dato la pace a Israele quando fu costruito il primo tempio (1 Cronache 22:8-10), anche per quest’altro tempio il Signore dichiara che darà la pace.

In questo luogo, cioè nel tempio, o a Gerusalemme, il Signore degli Eserciti darà la pace.

“Luogo” (māqôm) è una parola che in certi contesti ha un significato cultuale (per esempio Deuteronomio 12:5,14; 14:23; Neemia 1:9; Geremia 17:12; Ezechiele 43:7).

Zaccaria parla del Messia, di Gesù che porterà la pace (Zaccaria 9:9-10), e secondo alcuni studiosi è alla fine dei tempi, nel millennio, in collegamento al pellegrinaggio delle nazioni verso Gerusalemme (cfr. Isaia 2:1-4), con le cose preziose che porteranno (cfr. Isaia 60:2; 66:12).

“Pace” (šālôm) si riferisce all’integrità, al benessere, alla prosperità e alle giuste relazioni, stabilità e quindi assenza di conflitti sia interna che con le nazioni.
Il significato comprende sia benedizioni materiali, mentali, sociali che spirituali.

Per alcuni studiosi questa pace non è materiale, ma spirituale in relazione a Gesù. 

Gesù è il tempio più grande, e Dio stava usando la ricostruzione di questo tempio, e la speranza contenuta in Lui, per indicare Gesù e la pace che avrebbe portato (Giovanni 14:27).

Mentre i credenti dell'Antico Testamento attendevano con impazienza l'arrivo del Principe della Pace (Isaia 9:6), il Nuovo Testamento indica la Croce del Calvario di Gesù Cristo come luogo di pace tra l’uomo e Dio e tra gli uomini! (Giovanni 14:27; Romani 5:1-11; 2 Corinzi 5:19-20; Efesini 2:14). 

Una simile promessa di pace è davvero incoraggiante per la popolazione in quanto stavano vivendo momenti economici difficili ed erano sotto dominazione straniera.
Instilla la speranza nella popolazione che il tempio avrà la sua gloria.

Il tempio è la fonte da cui proviene la benedizione (Ezechiele 47:1-12). 

Il senso potrebbe essere Dio darà la pace a coloro che vengono nel tempio, o la pace che emana dal tempio.

La prosperità che Dio porterà al tempio si riverserà nella comunità di Dio. 
Quando Dio abiterà ancora una volta in mezzo al Suo popolo, il risultato sarà la pace!

C’è una relazione stretta e forte tra la presenza di Dio e pace come leggiamo in Numeri 6:24-27: “’Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!  Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!  Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’  Così metteranno il mio nome sui figli d'Israele e io li benedirò”.

Questa connessione tra pace e presenza di Dio si riflette anche in Aggeo 2:4-9, come vediamo soprattutto nei vv.4-5.

CONCLUSIONE
Il succo di questi versetti è: dobbiamo servire il Signore e non essere scoraggiati, considerando le Sue promesse.

John Blanchard dice: “La provvidenza di Dio adempirà tutte le sue promesse”.

Noi dobbiamo pensare e credere che Dio è fedele a se stesso e a noi, pertanto adempirà le Sue promesse!

Noi esseri umani, molte volte ci rimangiamo le nostre parole, ciò che promettiamo molte volte non lo realizziamo, ma Dio non si rimangia mai le Sue parole.
Pertanto le Sue promesse ci accompagneranno!

Noi dobbiamo credere questo, dobbiamo credere alle promesse di Dio e questa sarà una grande motivazione e incoraggiamento nel servire il Signore!

Questo sarà il nostro antidoto allo scoraggiamento.





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